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ACQUE SUPERFICIALI - FIUMI


Il raggiungimento di una buona qualità dei Corsi d'Acqua concorre agli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile  e in particolare all'Obiettivo 6:

Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie


Nel 2020 è stato avviato il terzo sessennio di monitoraggio attuato secondo le modalità tecniche definite dal Decreto 260/2010, relativo al periodo 2020-2025 nell’ambito del terzo Piano di Gestione Distrettuale del Po. Nella presente Relazione sullo Stato dell'Ambiente viene presentato il monitoraggio dei corsi d’acqua svolto nel 2021 e si riporta anche la classificazione ufficiale del sessennio 2014-2019.

La classificazione dei 598 Corpi Idrici individuati per i fiumi del Piemonte e relativa al sessennio di monitoraggio 2014-2019 riporta che il 50% risulta in una classe di Stato/Potenziale Ecologico Elevato o Buono e il 50% in una classe Sufficiente o inferiore, mentre per quanto riguarda lo Stato Chimico, l’89% dei CI ricade nella classe Buono e l’11% nella classe Non Buono.

In figura 1 il grafico riporta la distribuzione percentuale delle classi di Stato/Potenziale Ecologico e delle classi di Stato Chimico di tutti i Corpi Idrici del Piemonte, sia monitorati che classificati per raggruppamento.

La classificazione rimane uno degli aspetti più importanti che consente di misurare la rilevanza degli impatti determinati sul corpo idrico (a carico di una o più delle componenti monitorate) dall’insieme delle pressioni antropiche.
Attraverso la revisione dell’Analisi delle Pressioni avvenuta nel 2019-2020, sono state individuate le pressioni antropiche più significative sui corpi idrici, cioè quelle potenzialmente in grado di pregiudicarne il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità. Tra queste, a livello regionale, risultano più significative le alterazioni morfologiche, in particolar modo relative alle modificazioni della zona ripariale, i prelievi, gli scarichi di acque reflue urbane e l’agricoltura.
Ovviamente la valutazione separata dei singoli indicatori di pressione non è esaustiva della valutazione del corpo idrico; una alterazione evidenziata da un singolo indicatore non si traduce automaticamente in uno stato di qualità inferiore al Buono o comunque in un cambio di classe di Stato.
Per tale motivo è indispensabile l’analisi integrata dei dati di stato insieme agli impatti ambientali presenti, attraverso l’utilizzo di specifici indicatori quali contaminazione da pesticidi, VOC, inquinamento da nutrienti e carico organico, al fine di confermare i risultati dell’Analisi delle Pressioni e di verificare l’efficacia delle misure di tutela o miglioramento messe in atto. 

La rilevanza degli impatti, dovuti alle pressioni antropiche sui corpi idrici si misura in maniera efficace attraverso la classificazione dello stato ecologico dei corsi d’acqua, così come definito dalla Direttiva WFD 2000/60/EC.

Nel biennio 2019-2020 è stata effettuata le revisione del documento di Analisi delle Pressioni, per individuare le pressioni antropiche più significative sui corpi idrici, ovvero quelle che potenzialmente possono pregiudicare il raggiungimento e il mantenimento degli obiettivi di qualità.

Per quanto riguarda il Piemonte sono hanno maggior peso le alterazioni morfologiche, in particolare quelle della zona ripariale, i prelievi, gli scarichi di acque reflue urbane e l’agricoltura. Le alterazioni vengono valutate attraverso indici quali contaminazione da pesticidi, composto organici volatili, inquinamento da nutrienti e carico organico.

Lo stato di qualità è determinato dalla valutazione di più indici; pertanto, la presenza di un’alterazione non determina necessariamente uno stato di qualità inferiore al Buono o un cambio di classe e si effettua l’analisi integrata dei dati di stato e degli impatti ambientali presenti al fine di confermare i risultati dell’Analisi delle Pressioni e di verificare l’efficacia delle misure di tutela o miglioramento messe in atto.

 

Figura 1
Stato Chimico e Stato/Potenziale Ecologico dei corpi idrici - FIUMI– sessennio 2014-2019



Rete di monitoraggio dei Fiumi

La rete di monitoraggio dei corsi d’acqua è costituita da una Rete Base su 194 corpi idrici, 10 Siti di Riferimento e da una Rete Aggiuntiva .

La Rete Aggiuntiva è costituita sia da stazioni di monitoraggio aggiuntive stabili all’interno dei corpi idrici per i quali è già prevista la stazione principale e da stazioni non fisse, selezionate per specifiche valutazioni e finalità nell’ambito dei programmi di monitoraggio triennali.
Ai sensi della DQA i corpi idrici vengono monitorati secondo specifiche frequenze nell’ambito di un ciclo sessennale di programmazione; alcuni tutti gli anni, altri 1 solo anno.
Nel 2021 sono stati monitorati 154 punti di monitoraggio.
Su tutti i corpi idrici della rete è effettuato il monitoraggio chimico secondo un protocollo analitico che comprende i parametri generali di base su tutti i punti, mentre altri contaminanti sono determinati su un sottoinsieme di punti individuati in base all’analisi delle pressioni antropiche, ai dati pregressi e alla tipologia di monitoraggio. Il monitoraggio chimico può essere previsto un solo anno nel corso del sessennio o tutti gli anni, a seconda della tipologia di monitoraggio.

I parametri chimici ricercati sono quelli necessari al calcolo degli indici di stato di qualità previsti dal Decreto 260/2010; in particolare:

  • parametri di base: per il calcolo dell’indice LIMEco (azoto, fosforo e ossigeno)
  • inquinanti specifici: insieme di sostanze appartenenti a diverse categorie quali VOC, fitofarmaci, metalli e altre sostanze, di rilevanza nazionale/regionale per il calcolo dello Stato Ecologico
  • sostanze pericolose prioritarie: insieme di sostanze appartenenti a diverse categorie quali VOC, fitofarmaci, metalli e altre sostanze, definite a livello europeo, per il calcolo dello Stato Chimico
  • altri parametri di base a supporto dell’interpretazione del dato relativo alle componenti biologiche

Gli Elementi di Qualità Biologica monitorati sono il macrobenthos, le diatomee, le macrofite, la fauna ittica, anche questo monitoraggio è modulato nei diversi corpi idrici sulla base dei risultati dell’analisi delle pressioni antropiche, dei dati pregressi e della tipologia di monitoraggio.

Il monitoraggio delle componenti biologiche può essere previsto per ogni corpo idrico una o due volte nel corso del sessennio a seconda della tipologia di monitoraggio.


Consulta la serie storica degli indicatori ambientali sull'acqua.

Figura 2
Rete di monitoraggio dei fiumi

 SQA Stato chimico - Fiumi

Lo Stato Chimico è un indice che valuta la qualità chimica dei corsi d’acqua. La valutazione dello Stato Chimico è definita a livello comunitario in base a una lista di sostanze pericolose o pericolose prioritarie per le quali sono previsti Standard di Qualità Ambientale (SQA) europei fissati dalla Direttiva 2013/39/UE recepiti dal DLgs 172/2015 e riportati in tabella 1/A del decreto.
La verifica degli SQA è effettuata attraverso il confronto del valore medio annuo delle concentrazioni delle singole sostanze con il rispettivo SQA. 

La classificazione dello Stato Chimico avviene al termine del triennio/sessennio di monitoraggio. Lo Stato chimico può assumere due classi: Buono e Non Buono. La classe NON Buono è attribuita quando anche solo per una sostanza tra quelle monitorate della tabella 1/A supera il valore del rispettivo SQA.
Annualmente, se previsto, viene effettuata la verifica su base annuale degli

Tabella 1
Stato Chimico. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2021

Classi

Numero CI

Buono

102

Non Buono

47

I dati del 2021 evidenziano come il 68% dei corpi idrici monitorati ricadano nella classe Buono dell’indice Stato Chimico e il restante 32% nella classe Non Buono.


Consulta gli approfondimenti per i corsi d'acqua.
Consulta la serie storica dell'indicatore Stato Chimico.

STATO ECOLOGICO – FIUMI

Lo Stato Ecologico è un indice che deriva dalla valutazione integrata tra gli indici relativi alle comunità biologiche indagate (indici STAR_ICMi - macrobenthos, ICMi - diatomee, IBMR - macrofite, NISECI - fauna ittica), l’indice LIMeco e la verifica degli SQA (Standard di Qualità Ambientali) per gli inquinanti specifici. La classe di Stato Ecologico del corpo idrico deriva dal valore della classe più bassa attribuita dalle diverse metriche di classificazione.

La classificazione dello Stato Ecologico avviene al termine di un triennio/sessennio di monitoraggio. Allo scopo di seguire l’evoluzione dello stato dei corpi idrici monitorati, annualmente, se previsti, vengono calcolati gli indici relativi alle diverse componenti monitorate, ciò però non costituisce un dato di classificazione definitiva.

Consulta la serie storica dell'indicatore Stato Ecologico.

LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico

Il LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico) è un indice sintetico che descrive la qualità delle acque correnti per quanto riguarda i nutrienti e l’ossigenazione. I parametri considerati per la definizione del LIMeco sono: Ossigeno in % di saturazione (scostamento rispetto al 100%), Azoto ammoniacale, Azoto nitrico e Fosforo totale.

Figura 3
Indice LIMeco. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 classi - anno 2021

Classi

Numero CI

Elevato

77

Buono

52

Sufficiente

31

Scarso

22

Cattivo

5

I dati dell’anno 2021 evidenziano come il 33% dei CI monitorati ricada in classe Elevato di LIMEco, il 32% nella classe Buono, il 22% nella classe Sufficiente ed il restante 13% nelle classi Scarso e Cattivo.

Consulta la serie storica dell'indicatore LIMeco.

Diatomee - Indice ICMi (Intercalibration Common Metric Index)

Lo stato della comunità di diatomee è valutato attraverso l’indice ICMi: si tratta di un indice multimetrico che deriva dalla combinazione dell’Indice di Sensibilità agli Inquinanti (IPS) e sull’Indice Trofico (TI).

Figura 4
Diatomee. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 classi - anno 2021

Classi

Numero CI

Elevato

5

Buono

11

Sufficiente

13

Scarso

10

Cattivo

0

I dati dell’anno 2021 evidenziano come il 41% dei CI monitorati ricada nelle prime due classi dell’indice diatomico ICMi Elevato e Buono, il 33%  nella classe Sufficiente e il restante 26% nella classe Scarso.

Consulta la serie storica dell'indicatore Diatomee

Macrobenthos - indice STAR_ICMi (Standardisation of River Classifications_Itercalibration Multimetric Index)

Lo stato della comunità macrobentonica è valutato attraverso l’indice STAR_ICMi è un indice multimetrico composto da 6 metriche che forniscono informazioni in merito alla composizione e abbondanza, diversità e rapporto tra specie tolleranti e sensibili.

Figura 5
Macrobenthos. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 classi - anno 2021

Classi

Numero CI

Elevato

10

Buono

21

Sufficiente

22

Scarso

15

Cattivo

2

I dati dell’anno 2021 evidenziano come i CI monitorati abbiano una distribuzione nelle classi di STAR_ICMi con il 14% di CI in Elevato, il 30% in Buono, il 31% in Sufficiente e il restante 24% in Scarso e Cattivo.

Consulta la serie storica dell'indicatore Macrobenthos.

Macrofite - indice IBMR (Index Macrofitique Biologique en Rivière)

Lo stato della comunità macrofitica è valutato attraverso l’indice IBMR: si tratta di un indice si tratta di un indice finalizzato alla valutazione dello stato trofico dei CI che si basa sull’uso di una lista floristica di taxa indicatori ad ognuno dei quali è associato un valore indicatore di sensibilità ad alti livelli di trofia.

Figura 6
Macrofite. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 classi - anno 2021

Classi

Numero CI

Elevato

5

Buono

13

Sufficiente

17

Scarso

2

Cattivo

1

I dati dell’anno 2021 evidenziano come il 47% dei CI monitorati ricadano nelle classi Elevato e Buono, il 45% nella classe Sufficiente e il restante 81% nelle classi Scarso e Cattivo.

Consulta la serie storica dell'indicatore Macrofite.

SQA inquinanti specifici - fiumi

La verifica annuale degli SQA è effettuata sul valore medio annuo delle concentrazioni di ogni sostanza analizzata.  La verifica porta all’attribuzione di una delle 3 classi previste: Elevato, Buono, Sufficiente previste dal Decreto 260/2010. La classe sufficiente è assegnata quando il valore medio annuo anche solo di una delle sostanze monitorate nel CI supera il valore del rispettivo SQA.

Figura 7
SQA inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 3 classi - anno 2021

Classi

Numero CI

Elevato

33

Buono

87

Sufficiente

29

I dati dell’anno 2021 evidenziano come il 58% dei corpi idrici monitorati ricadano nella classe Buono dell’indice SQA inquinanti specifici, il 22% in classi Elevato e il 19% in classe Sufficiente.

Consulta la serie storica dell'indicatore SQA inquinanti specifici.

Confronto trienni

La classificazione ufficiale dello stato di qualità dei corpi idrici avviene al termine di un sessennio di monitoraggio. Nel caso dei corpi idrici in monitoraggio operativo o appartenenti alla rete nucleo, per i quali sono previsti due cicli triennali di monitoraggio, viene effettuato un calcolo intermedio degli indici di Stato Chimico ed Ecologico su base triennale. Per questi corpi idrici è possibile confrontare i risultati degli indici triennali tenendo conto delle seguenti specifiche:

  • la classe di Stato Chimico attribuita al termine del triennio deriva dal risultato peggiore conseguito nei 3 anni.
  • la classe di Stato Ecologico deriva dall’integrazione di tutti gli indici chimici, calcolati su base annuale, e biologici monitorati. La classe di Stato Ecologico deriva dall’attribuzione della classe più bassa degli indici considerati.
  • Nella maggior parte dei casi, i corpi idrici in monitoraggio operativo sono quelli a rischio di raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale di Buono Stato.
Il confronto dei quattro trienni di monitoraggio ai sensi della Direttiva, 2009-2011, 2012-2014, 2014-2016 e 2017-2019 sia per quanto riguarda lo Stato Chimico che per quanto riguarda lo Stato Ecologico è riportato nelle figure seguenti. I grafici sono relativi ai corpi idrici comuni ai quattro trienni consider

Figura 8
Stato Chimico - confronto trienni

Fonte: Arpa Piemonte

Figura 9
Stato Ecologico - confronto trienni

Fonte: Arpa Piemonte

CONTAMINAZIONE da FITOSANITARI

Il monitoraggio è lo strumento per la verifica degli impatti delle diverse pressioni insistenti sui corpi idrici; una delle pressioni presenti e diffuse sul territorio piemontese è l’agricoltura. Arpa Piemonte a partire dal 2009 ha messo a punto una metodologia che consente di calcolare un indicatore sintetico per valutare il fenomeno di contaminazione da prodotti fitosanitari.
Si tratta di un indice sintetico che prende in considerazione i seguenti fattori: la frequenza di riscontri nell’anno, da intendersi come numero di campioni positivi per la presenza di residui di pesticidi; la concentrazione media annua della somma di tutte le sostanze attive riscontrate nei singoli campioni; il numero di sostanze attive riscontrate nell’anno considerato in ogni stazione di campionamento.
I singoli fattori considerati sono raggruppati in classi e ad ogni classe viene attribuito il punteggio riportato in tabella.

Tabella 2
Prodotti fitosanitari. Punteggi attribuiti a campioni con residui, medie annue e n° sostanze attive

Campioni/anno con residui

Punteggio

Medie annue somma
µg/L

Punteggio

Sostanze/punto
numero

Punteggio

0

0

0

0

0

0

1<>5

1

0<>0.1

1

1<>5

1

5<>10

2

0.1<>1

2

5<>10

2

> 10

3

> 1

3

> 10

3

Viene definita una categorizzazione dell’indice sintetico basato sulla somma dei punteggi dei parametri considerati che permette di valutare l’entità del fenomeno di contaminazione delle acque superficiali da prodotti fitosanitari.
La categorizzazione è riportata in tabella 3.

Tabella 3
Sintesi delle categorie

Somma

Entità del fenomeno

0

non presente

3 – 4 - 5

basso

6 - 7

medio

8 - 9

alto


Mediante questo indice sono stati messi a confronto i risultati ottenuti dai dati del monitoraggio regionale nel periodo dal 2009 al 2021 su 83 stazioni comuni in tutto l’arco temporale considerato.

Tabella 4
Indice di contaminazione da Fitosanitari


Indice contaminazione da fitosanitari

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

2018

2019

2020

2021

alto

0

0

0

3

7

3

7

0

12

13

10

17

15

medio

10

13

16

18

21

15

17

10

31

33

31

33

32

basso

64

57

43

54

55

57

51

67

40

31

36

28

31

non presente

9

13

24

8

0

8

8

6

0

6

6

5

5

totale punti comuni  alla serie

83

83

83

83

83

83

83

83

83

83

83

83

83

sostanze riscontrate

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

58

68

74

71

71

74

Fonte: Arpa Piemonte

Tabella 5
Sostanze attive, numero punti con presenza e valore massimo riscontrato - anno 2021

Sostanza

n° punti con presenza

val max

Sostanza

n° punti con presenza

val max

 METOLACLOR

76

4,39

 ATRAZINA

11

0,07

 TERBUTILAZINA

73

1,66

 LINURON

8

0,88

 DESETILTERBUTILAZINA

56

0,47

 ALACLOR

8

0,05

 MCPA

46

1,31

 ACLONIFEN

7

0,07

 BENTAZONE

41

1,45

 FLUTRIAFOL

6

0,15

 AZOXYSTROBINA

38

7,06

 METAMITRON

6

0,09

 DIURON

38

0,38

 TERBUTRINA

5

0,04

 IMIDACLOPRID

28

0,18

 CIPROCONAZOLO

5

0,05

 AMPA

27

10,69

 IPROVALICARB

5

0,16

 CLOMAZONE

25

0,44

 PENDIMETALIN

5

0,07

 CLORTOLURON

25

0,58

 SPIROXAMINA

5

0,05

 DIMETOMORF

25

2,43

 O P’ DDE

4

0,002

 IMAZAMOX

25

0,82

 BISPYRIBAC-SODIUM

3

0,16

 NICOSULFURON

25

0,36

 2,6 DICLOROBENZAMIDE

3

0,06

 METALAXIL

24

1,38

 CIPRODINIL

3

0,05

 SULCOTRIONE

24

1,60

 MICLOBUTANIL

3

0,04

 P P’ DDE

22

0,006

 SIMAZINA

3

0,03

 ETOFUMESATE

22

0,21

 P P’ DDT

2

0,003

 OXADIAZON

22

0,6

 BUPIRIMATE

2

0,1

 PRETILACLOR

21

1,32

 ESAZINONE

2

0,22

 FLUFENACET

21

0,37

 PIRIMETANIL

2

0,06

 TEBUCONAZOLO

21

0,39

 ISOPROTURON

2

0,1

 GLIFOSATE

20

7,41

 PENTACLOROBENZENE

1

0,002

 CICLOXIDIM

19

0,96

 AZIMSULFURON

1

0,03

 DIMETENAMIDE

16

1,81

 MOLINATE

1

0,07

 MESOTRIONE

16

0,12

 O P’ DDD

1

0,002

 BENSULFURON METILE

15

0,46

 TRICLOPIR

1

0,08

 MECOPROP

15

0,28

 CLORIDAZON

1

0,07

 ESACLOROBENZENE

14

0,029

 FOLPET

1

0,02

 BOSCALID

14

0,4

 CARBOFURAN

1

0,02

 DESETILATRAZINA

14

0,14

 CLOROTALONIL

1

0,04

 METRIBUZIN

14

0,29

 LENACIL

1

0,03

 FLUROXIPIR

13

0,28

 MALATION

1

0,04

 FLUOPICOLIDE

13

0,17

 METSULFURON-METILE

1

0,05

 TRICICLAZOLO

12

0,92

 PROPICONAZOLO

1

0,08

 QUINCLORAC

11

0,13

 TIOFANATO-METILE

1

0,09

 2,4 D

11

0,11

 CLORPIRIFOS

1

0,04

Fonte: Arpa Piemonte

INDICE IDROMORFOLOGICO IDRAIM

Lo stato degli ecosistemi acquatici e ripariali è condizionato sia dal regime idrologico e che dalla qualità morfologica dei corpi idrici, in quanto i deflussi idrici, i processi geomorfologici del corso d’acqua e le sue condizioni di equilibrio dinamico costituiscono l’ambiente nel quale questi si sviluppano.

Le condizioni morfologiche, la continuità fluviale e il regime idrologico sono fattori chiave a supporto degli Elementi di Qualità Biologica nel processo di valutazione dello stato ecologico e nell’interpretazione dei pattern biologici.

La Direttiva Quadro sulle Acque prevede quindi uno specifico monitoraggio degli elementi idromorfologici che contribuiscono a confermare lo Stato Ecologico (SE) dei Corpi Idrici (CI) in stato Elevato, per tutte le componenti chimiche e biologiche monitorate, o di declassarlo a Buono;

La valutazione dello stato idromorfologico avviene attraverso l'indice IDRAIM definito attraverso l’analisi combinata di due indicatori, l’Indice del Regime di Alterazione idrologica (IARI) e l’Indice di Qualità Morfologica (IQM) che valutano le alterazioni idromorfologiche rispetto a condizioni ideali di riferimento.

Nel primo ciclo di monitoraggio, concluso nel 2015, si è giunti alla caratterizzazione e classificazione idromorfologica, attraverso l'indice IDRAIM, di 82 corpi idrici dei quali 14 sono risultati in stato idromorfologico Elevato, 68 in stato Non Elevato.

Nel secondo ciclo di monitoraggio, concluso nel 2019, sono invece stati caratterizzati altri 106 corpi idrici, classificati attraverso l'indice IDRAIM. Di questi 13 sono risultati in stato idromorfologico Elevato, 93 in stato Non Elevato.

I dati del 2022 evidenziano come tutti i 5 corpi idrici valutati nel corso dell’anno risultino in stato idromorfologico NON ELEVATO. Tale stato è determinato sulla base della valutazione del dato peggiore tra la valutazione idrologica (indice IARI) e la valutazione morfologica (indice IQM).

Figura 10
INDICE IDROMORFOLOGICO - IDRAIM

Tabella 6
Valutazione dell’Indice Idromorfologico dei 5 corpi idrici monitorati nel 2022

CODICE CORPO IDRICO

NOME CORPO IDRICO

IDRAIM

IARI

IQM

06SS3D117PI

CHISOLA

NON ELEVATO

NON BUONO

BUONO

05SS1N057PI

BORBORE

NON ELEVATO

ELEVATO

BUONO

05SS3N930PI

VERSA

NON ELEVATO

ELEVATO

SUFFICIENTE

08SS3N061PI

BORMIDA DI MILLESIMO

NON ELEVATO

NON BUONO

BUONO

08SS4N062PI

BORMIDA DI MILLESIMO

NON ELEVATO

NON BUONO

BUONO


Fonte: Arpa Piemonte
Indice IARI

L’indice IARI fornisce una misura dello scostamento del regime idrologico osservato rispetto a quello naturale che si avrebbe in assenza di pressioni antropiche le portate caratterizzanti il regime del corso d’acqua (valori massimi, minimi, medi per le diverse aggregazioni temporali e durate), valutando l'impatto di prelievi, derivazioni ad uso idroelettrico, opere di sbarramento o di invaso, opere longitudinali e variazioni di suo del suolo sul corso d'acqua.

L’indice di alterazione è definito attraverso due modalità differenti, in funzione del fatto che lungo il corpo idrico in esame siano presenti una o più stazioni di misura delle portate.

I dati del 2022
evidenziano come 3 dei 5 corpi idrici monitorati risultino avere un indice IARI Non Buono, e abbiano quindi fenomeni di alterazione del regime idrologico.


Indice IQM

L’indice IQM valuta la funzionalità fluviale di un corpo idrico dal punto di vista geomorfologico. Esso viene calcolato attraverso una successione di analisi e rilevamento dati, tramite ortoimmagini e sul campo. I dati raccolti ed analizzati riguardano la funzionalità dei processi geomorfologici in atto, l’artificialità, ovvero presenza e impatto delle opere e degli interventi antropici e le variazioni morfologiche subite dal fiume negli ultimi cinquant'anni. La compilazione di un’apposita scheda individua per ogni componente un valore che contribuisce alla quantificazione dell’IQM.
I dati del 2022
evidenziano come 4 dei 5 corpi idrici monitorati abbiano un valore dell’indice pari a BUONO e 1 pari a SUFFICIENTE.

L’integrazione dei due indici (IARI +IQM) quindi, oltre a consentire di pervenire alla completa caratterizzazione e alla classificazione idromorfologica di un corso d’acqua, è uno strumento utile alla classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali e una metodologia da impiegarsi anche in studi per obiettivi specifici, come la riqualificazione fluviale, la gestione dei sedimenti o la mitigazione dei pericoli da dinamica fluviale.

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