Fattori che influenzano lo stato della risorsa
Torna su

RUMORE

Il rumore rappresenta uno dei principali fattori di degrado della qualità della vita in ambiente urbano.
Ci accompagna e ci condiziona nella vita lavorativa, sociale, ricreativa e anche durante il sonno e il riposo. Non sottovalutando l’importanza della componente acustica nella vita relazionale, oltre un certo limite essa diventa un rischio per la salute, intesa non solo come danno all’apparato uditivo, ma anche come “diminuito benessere”.
Il processo di gestione e contenimento dell’inquinamento acustico è affidato prevalentemente ai Comuni e alle Province o, laddove presenti, alle Città Metropolitane.

La Regione ha un ruolo di regolamentazione e pianificazione
, definisce pertanto i criteri e regolamenti al fine di un’applicazione unitaria delle attività sul territorio regionale; approva, nell'ambito della propria competenza territoriale, i piani pluriennali di risanamento acustico predisposti dagli enti gestori delle infrastrutture di trasporto, di concerto con le Province e i Comuni interessati; provvede al riconoscimento dei tecnici competenti in acustica ambientale.

La funzione di Arpa è invece indirizzata al supporto tecnico-scientifico agli enti competenti
nelle diverse fasi del processo di
gestione del rumore: pianificazione, regolamentazione, prevenzione, monitoraggio, controllo e risanamento.

L’Agenzia svolge anche studi e attività di ricerca applicata
nel settore per il miglioramento delle conoscenze e delle tecnologie di rilievo ed elaborazione dei dati, per l’analisi delle ricadute sull’uomo e sul territorio e per la definizione delle soluzioni di mitigazione.

Il 27 aprile si è celebrata la 21a edizione della giornata di sensibilizzazione sul rumore evento ideato e organizzato per la prima volta nel 1995 per promuovere la consapevolezza dei pericoli di esposizione a lungo termine al rumore e per contrastarne gli effetti sia sull’udito che, più in generale, sulla salute dei cittadini.

La Direttiva europea sul rumore ambientale 2002/49/EC definisce zone tranquille extra urbane quelle aree che non sono interessate dal rumore di traffico, industria o attività ricreative, rumore cioè prodotto da attività umane.
Un'area quieta in ambiente extraurbano non è necessariamente silenziosa, ma piuttosto una zona in cui sono presenti alcuni tipi di rumore, come il rumore dell'acqua che scorre o il canto degli uccelli, che di solito sono percepiti come piacevoli. 
Un recente report dell'Agenzia europea per l'ambiente fornisce una prima mappatura delle potenziali zone tranquille nelle regioni rurali europee ed offre una panoramica su come queste zone potrebbero dare beneficio alle popolazioni umane e animali.
Dal rapporto risulta che circa il 18% della superficie europea può essere considerata “tranquilla”, ma il 33% risente potenzialmente dell’inquinamento acustico. La distribuzione delle zone silenziose è fortemente correlata alla densità di popolazione e ai trasporti.

Consulta le Risposte per l'argomento Rumore collegate al tema Territorio
Consulta la serie storica degli indicatori sul rumore nella sezione qualità della vita
Consulta sul sito di Arpa gli approfondimenti sul rumore