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PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO

Attualmente la situazione evidenziata dai dati in Piemonte, a seguito dei monitoraggi effettuati sui corsi d’acqua, è che il 55% dei punti rilevati ha raggiunto l’obiettivo “buono” relativo allo stato ecologico, per lo stato chimico il dato si eleva al 95%. Questo evidenzia che la principale problematica della risorsa non riguarda in modo specifico gli inquinamenti, bensì la gestione delle acque nel loro complesso. La situazione è simile sia a livello delle Regioni del  bacino del Po sia a livello degli altri Stati europei.
L’approccio che l’Unione Europea sta attuando sulla politica delle acque prevede un’integrazione progressiva delle pianificazioni e delle programmazioni nazionali e regionali attuate principalmente attraverso il Piano di Gestione del Distretto Idrografico (PdG) e il suo raccordo con le politiche di difesa dal rischio idraulico. Tutte le attività regionali che coinvolgono la gestione e la tutela della risorsa idrica e dell’ambiente acquatico pertanto si inquadrano in questo contesto generale.
In relazione alle indicazioni fornite dall’Unione Europea, il 17 dicembre 2015 è stato adottato dall’Autorità di Bacino il secondo Piano di Gestione del Po che indirizzerà la politica sulle acque nei prossimi 6 anni, fino al 2021 quando entrerà in vigore un nuovo ciclo di pianificazione.
Punti di partenza per l’elaborazione del nuovo ciclo di pianificazione sono stati:
  • il quadro delle problematiche ambientali ancora presenti nel distretto idrografico delineato sulla base delle criticità evidenziate dai monitoraggi e dall’analisi delle pressioni e degli impatti;
  • le raccomandazioni puntuali fornite dalla Commissione Europea dopo la valutazione dei primi Piani approvati in tutti i Paesi dell’Unione.

DGR del Piemonte di parere positivo al Piano di Gestione.

Il Piano di Azione del nuovo Piano di Gestione del Distretto idrografico del fiume Po

Come riportato nell’introduzione alla tematica dell’acqua, il Blueprint - Piano per la salvaguardia delle risorse idricheelaborato dalla Commissione europea sulla base dell’analisi dell’applicazione della direttiva quadro nel territorio comunitario, ha evidenziato le principali problematiche da affrontare nel successivo ciclo di pianificazione e proposto contestualmente interventi concreti per superare gli ostacoli ancora presenti.
Sulla base di questo documento la Commissione europea ha stilato 25 tipologie di misure chiave (Key Type Measures, KTM) per
uniformare l’attività degli Stati Membri. Con l’Autorità di Bacino e le Regioni del Distretto del Po si è concordato di aggiungerne una, la KTM Governance, per consolidare le attività di partecipazione negoziale con il territorio, fondamentale tra tutte le iniziative dei Contratti di Fiume.
È qui riportato un quadro di sintesi delle misure generali proposte dall’Unione Europea con esempi delle misure individuali previste per la Regione Piemonte.

Tabella 1 
Quadro di sintesi delle misure proposte dall'Unione Europea

N° KTM

Misure chiave (Key Type Measures – KTM) su cui rendicontare all’Unione Europea nel 2016

Misure individuali per il Piemonte per i corsi d’acqua

KTM.1

Costruire o ammodernare gli impianti di trattamento delle acque reflue

Implementazione della disciplina per gli scarichi

Depurazione dei reflui delle case sparse e dei piccoli agglomerati

Incremento efficienza di depurazione dei reflui urbani funzionale al raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, oltre le disposizioni della direttiva 271/91/CEE

Eliminazione degli impianti di depurazione a minore efficienza

Interventi di sistemazione delle reti esistenti

Estensione delle reti fognarie alle zone non servite o servite da impianti a minor rendimento

KTM.2

Ridurre l'inquinamento dei nutrienti di origine agricola

Aggiornamento delle zone vulnerabili ai nitrati da origine agricola e applicazione e riesame dei Programmi di Azione ai sensi delle Dir. 91/676/CEE e 2000/60/CE

Realizzazione di fasce tampone/ecosistemi filtro lungo il reticolo naturale ed artificiale di pianura

Attività di sorveglianza degli agricoltori in relazione all'utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici (per i laghi)

Utilizzo di sistemi integrati eco-compatibili di captazione o rimozione dei nutrienti (per i laghi)

KTM.3

Ridurre l'inquinamento dapesticidi in agricoltura.

Individuazione delle zone vulnerabili ai fitosanitari

Applicazione delle misure in attuazione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

Azioni per la mitigazione dell'impatto agricolo da correlare alla misura prevista dai PSR per "indennità direttiva acque e direttiva habitat"

KTM.4

Bonificare i siti contaminati (inquinamento storico compresi i sedimenti, acque sotterranee, suolo).

Realizzazione di interventi di bonifica dei siti contaminati e di messa in sicurezza (per laghi e acque sotterranee)

KTMs

5 e 6

Migliorare della continuità longitudinale (ad es. attraverso i passaggi per pesci, demolizione delle vecchie dighe).

Migliorare le condizioni idromorfologiche dei corpi idrici, diverse dalla continuità longitudinale, (ad es: restauro fluviale, miglioramento delle aree ripariali, rimozione di argini, riconnessione dei fiumi alle loro pianure alluvionali, miglioramento delle condizioni idromorfologiche delle acque di transizione, ecc.)

Mantenimento e ripristino della vegetazione ripariale e retroripariale nelle aree di pertinenza fluviale, anche per garantire i processi idromorfologici ed incrementare la resilienza dei sistemi naturali ai cambiamenti climatici

Predisposizione e attuazione degli interventi dei Programmi di gestione dei sedimenti

Realizzazione di interventi integrati di mitigazione del rischio idrogeologico, di tutela e riqualificazione degli ecosistemi e della biodiversità (integrazione dir. Acque, Alluvioni, Habitat, Uccelli)

Predisposizione dei Piani di gestione del demanio fluviale e lacustre e delle pertinenze idrauliche finalizzati alla ricostruzione di ambienti e al recupero della biodiversità

KTM.7

Migliorare il regime di deflusso e/o definizione della portata ecologica

Revisione del DMV, definizione delle portate ecologiche e controllo dell'applicazione sul territorio

Revisione delle concessioni per il rispetto del bilancio idrico e idrogeologico

KTM.8

Misure per aumentare l’efficienza idrica per l'irrigazione, l'industria, l'energia e l’uso domestico

Realizzazione di vasche di accumulo della risorsa idrica sulle aste fluviali a monte delle derivazioni principali o su percorsi dei relativi canali adduttori, sfruttando anche invasi di cava, allo scopo di gestire eventi di scarsità idrica

Applicazione delle Linee guida statali per la definizione di criteri omogenei per regolamentare le modalità di quantificazione dei volumi idrici impiegati dagli utilizzatori finali per l'uso irriguo.

Mappatura dell'efficienza dell'uso irriguo e individuazione dei target di risparmio e/o incremento dell'efficienza alle diverse scale territoriali

KTMs

9, 10, 11

Misure relative alla   politica dei prezzi   dell'acqua per l'attuazione del recupero dei costi dei servizi idrici (uso domestico, industriale e agricolo)

Applicazione del Metodo Tariffario Idrico dell’AEEGSI, garantendo il coordinamento a livello distrettuale

Applicazione del "Regolamento recante i criteri per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d'impiego dell'acqua"

Revisione e regolamentazione dei canoni per i diversi usi ai fini della incentivazione dell'efficienza e del recupero di costi ambientali e della risorsa

KTM.12

Servizi di consulenzaper l'agricoltura

-

KTM.13

Misure di tutela dell'acqua potabile (ad esempio istituzione di zone di salvaguardia, fasce tampone, ecc)

Ricondizionamento, chiusura o sostituzione dei pozzi che mettono in comunicazione il sistema acquifero superficiale con quello profondo

Disciplina per la definizione e gestione delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano

Definizione a scala di maggior dettaglio delle aree di ricarica degli acquiferi profondi ai fini della protezione delle acque destinate al consumo umano

Realizzazione di interventi di interconnessione di sistemi acquedottistici per ridurre vulnerabilità quali-quantitativa della fornitura potabile

KTM.14

Ricerca e miglioramento dello stato delle conoscenze al fine di ridurre l'incertezza

Applicazione dell’Indice di Qualità morfologica (IQM) per i corpi idrici fluviali in stato non elevato

Indagine sugli effetti dei fenomeni di hydropeaking-thermopeaking

Sviluppo e mantenimento della modellistica di distretto DEWS-Po

Calcolo del bilancio idrico per il livello regionale, di sottobacino e di corpo idrico

Integrazione e aggiornamento dei dati relativi alle opere di difesa idraulica

Aumento delle conoscenze sulle pressioni e sui carichi inquinanti puntuali e diffusi e dei loro meccanismi di veicolazione nei corpi idrici

Aumento delle conoscenze sui valori di fondo naturale per sostanze prioritarie e inquinanti specifici

Adeguamento dei piani di monitoraggio dei corpi idrici per le sostanze prioritarie ai sensi della direttiva 2013/39/UE

Monitoraggio della situazione territoriale delle scale di risalita per la fauna ittica (funzionamento delle esistenti e necessità di riconnessione)

KTM.15

Misure per la graduale eliminazione delle emissioni, degli scarichi e perdite di sostanze pericolose prioritarie o per la riduzione delle emissioni, scarichi e perdite di sostanze prioritarie.

-

KTM.16

Ammodernare gli impianti di trattamento delle acque reflue industriali (comprese le aziende agricole)

-

KTM.17

Misure per ridurre i sedimenti che origina dall’erosione e dal deflusso superficiale dei suoli

-

KTM.18

Misure per prevenire o per controllare gli impatti negativi delle specie esotiche invasive e malattie introdotte

Interventi per il contenimento di specie animali (es. siluro) e vegetali invasive, con azioni coordinate a livello di bacino

KTM.19

Misure per prevenire o per controllare gli impatti negativi degli usi ricreativi, tra cui la pesca

-

KTM.20

Misure per prevenire o per controllare gli impatti negativi della pesca e dello sfruttamento / rimozione di piante e animali

-

KTM.21

Misure per prevenire o per controllare l’inquinamento da aree urbane e dalle infrastrutture viarie e di trasporto

-

KTM.22

Misure per prevenire o per controllare l’inquinamento da silvicoltura

-

KTM.23

Misure per la ritenzione naturale delle acque

Potenziare la capacità di espansione delle piene nelle aree di pertinenza fluviale

KTM.24

Adattamento ai cambiamenti climatici

Predisposizione del Piano di Gestione delle Siccità a livello di Distretto (Siccidrometro e Direttiva Magre) e sua applicazione a livello regionale e territoriale da parte dei fornitori dei principali Servizi Idrici

KTM.25

Misure per contrastare l’acidificazione delle acque

-

KTM.26

Governance

Disciplina per la tutela dei "siti reference"

Tutela dei paesaggi fluviali attraverso azioni specifiche di integrazione con i Piani paesaggistici regionali e altri strumenti di pianificazione che concorrono a tutelare il paesaggio

Attivazione e attuazione dei contratti di fiume, lago e delta

Informazione, educazione e formazione sui contenuti e sull'attuazione del Piano

Completamento dei piani di gestione delle aree SIC e ZPS e/o definizione misure di conservazione

Potenziamento delle azioni di salvaguardia delle aree di valore naturale e ambientale

BOX
L’ANALISI ECONOMICA PER IL PIANO DI GESTIONE

L’elaborazione del primo ciclo di pianificazione distrettuale, ha presentato diverse criticità evidenziate nei documenti comunitari di valutazione della prima applicazione della direttiva acque in Italia.
Tra le questioni prioritarie, peraltro risultate problematiche anche per gli altri Stati dell’Unione, occorre far rilevare l’assenza di un’organica Analisi Economica di supporto alla redazione dei Piani. Quando si parla di Analisi Economica si fa riferimento sia alla corretta identificazione e quantificazione economica delle Misure di Piano, a seguito di un’analisi dei costi-efficacia e costi-benefici per orientare le scelte pianificatorie, sia alla conseguente applicazione del principio sancito dall’articolo 9 della direttiva inerente il recupero dei costi ambientali, cioè i costi delle misure individuate per mitigare gli impatti causati dai vari settori di impiego della risorsa. La non completa applicazione dell’articolo 9 costituisce un elemento di Condizionalità ex ante il cui rispetto è necessario per l’accesso ai fondi comunitari per il periodo 2014–2020 e pertanto può rappresentare un serio ostacolo al reperimento di risorse per le politiche ambientali già di per sé limitate.
Per affrontare questi aspetti ancora problematici e rispondere alle richieste della UE, in vista della redazione e applicazione del secondo ciclo di pianificazione, sono state elaborate a livello nazionale le “Linee Guida nazionali per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d’impiego dell’acqua”, approvate con Decreto 24 febbraio 2015, n. 39
Le Linee Guida individuano la metodologia di definizione dei costi ambientali e della risorsa, i comparti produttivi di impiego dell’acqua che potenzialmente possono generare impatti sulle acque, le modalità di recupero dei costi stessi (es. revisione dei canoni di concessione) e, pertanto, le modalità di copertura finanziaria delle Misure di Piano.
Sono state inoltre elaborate, sempre a livello nazionale, le “Linee guida per la regolamentazione da parte delle Regioni delle modalità di quantificazione dei volumi idrici ad uso irriguo”, approvate con Decreto 31 luglio 2015, allo scopo di fornire indicazioni comuni per la quantificazione dei volumi idrici prelevati per l’uso irriguo dai corsi d’acqua naturali. La quantificazione dei prelievi è, infatti, il primo passo per la giusta determinazione del costo dell’acqua prelevata dai fiumi e quindi dei fattori che incidono sulle modalità di recupero dei costi delle misure messe in campo per mitigare eventuali impatti derivanti dall’uso irriguo della risorsa.
Tali documenti, pur sviluppando principi fondamentali, introducono novità importanti che necessitano di uno sviluppo operativo a livello nazionale e di una sperimentazione sul territorio per renderle davvero applicabili ed efficaci.
Nel secondo Piano di Gestione del Distretto del Po, partendo da queste premesse sono state inserite specifiche Misure di Piano, da attuare nel periodo di riferimento 2015-2021, volte al recepimento delle novità introdotte a livello nazionale e all’applicazione nel Bacino del Po.
Il percorso di implementazione della cosiddetta Analisi Economica dei Piani è quindi delineato ma certamente ancora lungo e di difficile concretizzazione, anche, tra l’altro, per la difficoltà di affermare il principio di contribuzione “sostenibile” dei settori produttivi che utilizzano l’acqua al finanziamento delle misure necessarie a mitigare i potenziali impatti generati sulle risorse naturali.

La normativa europea e nazionale

Tutta la materia acque è regolata da direttive europee.
Gli aspetti di tutela e gestione delle acque sono affrontati dalla Direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque (recepita con DLgs 152/06) e dalla direttiva 2006/118/CE (recepita con DLgs 30/09), da questa derivata, specifica per le protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento. A queste si affiancano norme europee maggiormente di settore quali la direttiva nitrati o la direttiva aree sensibili, che tuttavia si integrano nella visione della Direttiva Quadro Acque.
Recentemente a questa si è aggiunta la Direttiva 2009/128/CE (recepita dal decreto legislativo 150/2012) che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi che integra l’obiettivo di tutela su ambiente, salute e biodiversità dai rischi derivanti dall’uso di queste sostanze.
La materia del rischio idraulico è affrontata attraverso la Direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvione (recepita con DLgs 49/10).

Obiettivo delle norme
Queste direttive nascono allo scopo di creare un quadro di riferimento omogeneo a scala europea e devono essere integrate a livello distrettuale:
• l’obiettivo generale della Direttiva Acque è il mantenere o il raggiungere il “buono stato” ecologico e chimico per le acque superficiali e il “buono stato” chimico e quantitativo per le acque sotterranee, attraverso misure specifiche contenute nei Piani di Gestione dei Distretti idrografici e attraverso i Piani regionali di Tutela delle Acque;
• la Direttiva fitosanitari si prefigge di ridurre i rischi e gli impatti sulla salute umana, sull’ambiente, sulla biodiversità e di promuovere l’applicazione della difesa integrata, di approcci alternativi e di metodi non chimici;
• la Direttiva Alluvioni si pone l’obiettivo di ridurre i rischi di conseguenze negative derivanti dalle alluvioni soprattutto per la vita e la salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale, l’attività economica e le infrastrutture.