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IL RIEQUILIBRIO DEL BILANCIO IDRICO

Il Piano di Bilancio Idrico di Distretto e le azioni volte al suo riequilibrio

Il Piano del Bilancio Idrico di distretto è una specificazione di settore del Piano di Gestione del Distretto, strumento di azione della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (DQA).

http://www.adbpo.it/on-multi/ADBPO/Home/PianodiBilancioIdrico.html
http://www.adbpo.gov.it/it/piani-di-bacino/piano-bilancio-idrico

Tale Piano, nello specifico, analizza i rapporti tra la disponibilità idrica e la domanda di acqua necessaria per garantire il funzionamento degli ecosistemi e nel contempo garantire gli utilizzi antropici funzionali allo sviluppo economico. È lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo con il quale vengono pianificate e programmate le linee di intervento e le azioni necessarie per raggiungere e mantenere l’equilibrio tra domanda e disponibilità in un contesto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Nel gennaio del 2016 si è conclusa la fase di consultazione pubblica sul progetto di Piano di Bilancio idrico di distretto, avviata il 22 luglio 2015 con decreto del Segretario Generale dell’Autorità di bacino del fiume Po.
I crescenti squilibri tra disponibilità e domanda di acqua, potenzialmente aggravati dai cambiamenti climatici, negli ultimi decenni hanno portato in primo piano i temi della disponibilità idrica e della scarsità della risorsa, temi che, a partire dal 2007, sono stati oggetto di indirizzi e report da parte della Commissione Europea culminati nel documento “Relazione sul riesame della politica europea in materia di carenza idrica e di siccità” del novembre 2012.
Ai fini della sostenibilità ambientale, con l’eccezione delle deroghe previste dalla DQA ed esplicitate nel PdG Po, il Piano del bilancio idrico ha verificato che la disponibilità di acqua per gli usi antropici supera quella necessaria a mantenere vitale l’ecosistema naturale di fiumi, torrenti, rii, sorgenti e zone umide. Presupposto per la sostenibilità ambientale diventa dunque la definizione e l’attuazione del deflusso ecologico nei corsi d’acqua superficiali secondo le modalità illustrate dalla Guida 31Ecological Flow in the implementation of the framework Directive”, nonchè  identificare e tutelare gli ecosistemi terrestri dipendenti dalle acque sotterranee.
Il progetto di Piano di bilancio idrico di distretto, redatto dalla segreteria tecnica dell’Autorità di bacino del fiume Po con il concorso attivo delle Regioni del distretto, concorre dunque al raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Quadro sulle Acque attraverso:

  • l’identificazione e il progressivo superamento dei gaps conoscitivi;
  • l’individuazione di misure idonee a superare nel medio lungo periodo gli attuali squilibri quantitativi nel rispetto degli obiettivi della DQA e tenendo conto dei cambiamenti climatici;
  • la promozione della previsione e gestione proattiva della scarsità idrica e degli eventi siccitosi.

Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, il Piano del Bilancio Idrico costituisce uno strumento in grado di fornire risposte a due temi che compaiono in modo sempre più pressante tra le istanze comunitarie:

  • la necessità di ricostruire il nesso tra uso della risorsa idrica, stato ecologico dei corpi idrici e servizi ecosistemici forniti dagli ambienti umidi, fluviali e perifluviali, attraverso la definizione delle portate ecologiche e, nel caso di esenzioni, ai sensi dell’art. 4 della DQA, dei regimi di deflusso in alveo compatibili con il perseguimento di un livello di utilizzo della risorsa acqua sostenibile per l'ambiente e la comunità umana;
  • la necessità di rispondere in modo efficace alle richieste della condizionalità applicata alla politica agricola comunitaria al fine di contemperare gli obiettivi della politica di tutela ambientale della risorsa idrica e dell'ambiente fluviale con la salvaguardia della produzione agricola.

Ai fini della sostenibilità socio-economica il Piano di Bilancio idrico identifica anche i rischi di carenza di fornitura di acqua per le necessità antropiche (si intendono sia le necessità collegate al consumo umano sia alle attività produttive) e le azioni necessarie per ridurli e al tempo stesso per aumentare l’affidabilità della fornitura, tema che sta emergendo anche a livello internazionale nell’ambito delle iniziative finalizzate ad assicurare la water security, una delle grandi emergenze a scala planetaria.
Le misure del Piano di Bilancio idrico sono integrate nel Programma di Misure del Piano di Gestione 2015-2021 di cui costituiscono il terzo pilastro riguardante la gestione quantitativa (gli altri pilastri di intervento sono relativi alla Depurazione, Nitrati e Agricoltura, Servizi Ecosistemici e Governance). Il progetto di Piano: 

  • fissa,  per il ciclo di pianificazione 2015-2021, un obiettivo di risparmio idrico per gli usi irrigui di almeno il 5% rispetto a quello storico di riferimento;
  • individua  un primo set di indicatori basati sul calcolo del WEI+ (il Water Exploitation Index Plus di una particolare area è il consumo totale di acqua diviso per le risorse rinnovabili di acqua dolce in un determinato periodo. Esso fornisce un'indicazione delle pressioni sulle risorse idriche di un determinato territorio in conseguenza dei prelievi d'acqua)  per valutare lo stato del Bilancio Idrico in relazione agli obiettivi di qualità del fiume Po, da affinare a scala di sottobacino in ragione delle specifiche caratteristiche dei corsi d’acqua;
  • sviluppa un metodo per valutare l’efficienza dell’uso della risorsa a scopo irriguo semplice e di facile applicazione su tutto il distretto idrografico.

In relazione alla complessità ed estensione del sistema idrico del distretto padano, all'elevato numero dei soggetti utilizzatori, al quadro istituzionale e al modello di governance distrettuale, la pianificazione del bilancio idrico viene sviluppata secondo tre livelli, tra loro raccordati, oltre che dal quadro degli obiettivi, attraverso specifiche direttive e linee guida:

  • il livello distrettuale;
  • il livello regionale e di sottobacino;
  • aree a obiettivo speciale, quali gli ambiti di gestione del servizio idrico (irriguo, potabile, ecc.).

Il Piano affronta, a livello distrettuale, le problematiche prioritarie determinate dall'utilizzo intensivo delle risorse idriche superficiali per usi agricoli ponendo l’accento sull’incremento dell’efficienza al fine di ridurre progressivamente l’eccessiva pressione antropica sulle risorse naturali senza penalizzare l’attività agricola. In relazione alle attuali insufficienti conoscenze sul sistema idrico sotterraneo, prevede come specifica misura la “predisposizione di un progetto per la formazione del quadro conoscitivo per il calcolo del Bilancio idrico delle acque sotterranee e per il collegamento con il bilancio delle acque superficiali e con gli ecosistemi terrestri dipendenti dalle acque sotterranee”.
Attraverso la cosiddetta Direttiva Magre e il Drought Management Plan, il Piano fornisce criteri e metriche per la definizione dei bilanci idrici regionali e di area obiettivo e per la gestione delle siccità.
Il Piano promuovere il potenziamento del sistema modellistico di previsione e monitoraggio, nell’ambito della piattaforma DEWS “Drought Early Warning System” da utilizzarea supporto della pianificazione e della gestione in tempo reale delle crisi idriche.
L’Osservatorio sugli utilizzi idrici nel distretto padano, istituto nel febbraio del 2016 sotto il coordinamento dell’Autorità di Bacino distrettuale del Po, costituisce lo strumento individuato per condividere le conoscenze su disponibilità ed usi dell’acqua e, per quanto possibile, concordare azioni di conservazione della risorsa  nelle fasi che precedono l’innescarsi di carenze idriche e siccità nonché per fornire supporto alle decisioni straordinarie da assumere qualora si determinino situazioni di emergenza che richiedano l’intervento della Protezione Civile Nazionale.  
Uno dei comparti maggiormente idroesigenti è sicuramente quello dell’agricoltura. Su questo comparto sono attive molte iniziative per coniugare le necessità di irrigazione e quelle di tutela degli ecosistemi.
Applicando le indicazioni contenute nelle “Linee guida per la verifica del fabbisogno irriguo, la revisione delle concessioni e il calcolo dei riparti in condizioni di magra” dal 2010 è in corso, in collaborazione con le Province, l’attività di raccolta delle informazioni e di confronto con i gestori necessaria per il rinnovo e la revisione delle concessioni irrigue operando contestualmente sulle singole aste fluviali. In questo modo l’uso dell’acqua è valutato sulle reali esigenze dell’agricoltura ottimizzando l’uso della risorsa.
L’impegno delle Amministrazioni ad adeguare le concessioni di prelievo all’effettivo fabbisogno, non può, però, bastare per garantire il necessario riequilibrio del bilancio idrico delle aste fluviali; è necessario, a tale scopo, includere le misure previste dalla pianificazione idrica (Piano di Gestione del distretto idrografico, Piano di Bilancio idrico di distretto e  Piano di tutela) nei Piani e programmi settoriali, a partire proprio dal comparto agricolo
All’obiettivo concorrono, oltre la condizionalità ex ante prevista dai regolamenti europei al fine di favorire l’inclusione degli obiettivi ambientali nelle pianificazioni settoriali, i fondi europei del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) che l’Amministrazione, senza penalizzare la produzione di cibo, sta cercando di utilizzare per attivare azioni che possano contribuire ad indirizzare il comparto agricolo verso una riduzione dei consumi, in una visione di risparmio idrico e di ottimizzazione dell’acqua superficiale e sotterranea disponibile per gli usi antropici.

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR)

Di importanza fondamentale ai fini del perseguimento degli obiettivi del Piano di Bilancio idrico sono le azioni messe in atto dagli strumenti di Pianificazione del settore agricolo e in particolare il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014/2020,con riferimento sia alla componente nazionale sia regionale.
Nel Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 la Regione Piemonte aveva cercato di incentivare il risparmio della risorsa idrica attraverso la trasformazione o la manutenzione di pratiche irrigue a minor impatto sulla risorsa, promuovendo il passaggio da sistema irrigui tradizionali (scorrimento) a quelli più efficienti, come quelli a pioggia o a goccia.
L’incentivo ha interessato complessivamente un’area di 6.800 ettari e ha coinvolto numerose aree del Piemonte attraverso il finanziamento a ben 16 comprensori irrigui. Molti interventi importanti sono ricaduti in bacini classificati dal Piano di Tutela delle Acque regionale aventi livello di compromissione quantitativa da medio a alto.
In generalesono stati finanziati interventi volti al risparmio idrico nelle aziende agricole, con misure dirette ai consorzi irrigui e al settore pubblico per la razionalizzazione delle risorse idriche extra-aziendali (misura 125) e misure dirette ai privati (misura 121 per le aziende agricole, misura 123 per l'agroindustria) per la conversione degli impianti di irrigazione da alto a basso volume.
Nello specifico, al netto di limitate variazioni che deriveranno dall'elaborazione delle ultime liquidazioni avvenute nell’anno 2015, ad oggi è possibile fornire alcuni dati quantitativi relativi alle misure sopracitate:
  1. Misura 125 - realizzati 28 impianti per la microirrigazione e una condotta. Contributo totale circa 11milioni di euro su circa 12,9 milioni di euro di investimento globale;
  2. Misura 121 - realizzati 973 interventi con un contributo complessivo di circa 8,4 milioni di euro;
  3. Misura 123 - realizzati 4 interventi con un contributo di 39.000 euro.

Nel corso del 2015 è stata completata la nuova programmazione per le annualità 2014/2020 che si articola in due componenti tra loro complementari: regionale (il PSR regionale) e  nazionale (il PSR nazionale). In questi ambiti è diventato prioritario definire gli elementi di contatto tra la programmazione agricola e le direttive ambientali con riferimento particolare alla Direttiva Quadro sulle Acque (DQA).
L’Unione Europea, infatti, richiede una forte integrazione tra la pianificazione sulle acque, rappresentata dal Piano di Gestione del Distretto Idrografico del Po e le sue articolazioni tematiche e territoriali (Piano di Bilancio idrico e Piano di Tutela delle acque regionale), con la programmazione dei fondi europei in modo che tutte le politiche convergano verso uno sviluppo sostenibile. Fulcro dell’azione sono, in particolare, le misure di finanziamento legate al perseguimento dell’efficienza sostenibile per l’irrigazione, pianificate e sostenute in modo che vengano coniugati in modo realmente sostenibile gli aspetti tecnici, ambientali e socio economici che le caratterizzano.
Con le Delibere della Giunta Regionale 23-1739 del 13 luglio 2015 e 18-2598 del 14 dicembre 2015 la Regione Piemonte ha definito i criteri e i pesi da attribuire a ciascuno di essi, al fine di orientare l’allocazione delle risorse del PSR dedicate al miglioramento  dell’efficienza finalizzata al risparmio idrico ed alla contestuale riduzione dei prelievi dai corpi idrici naturali. A tale scopo, utilizzando i risultati dell’analisi delle pressioni di prelievo significative e del rischio di non raggiungimento degli obiettivi europei fissati per le acque svolta nell’ambito dell’aggiornamento del Piano di Gestione del distretto idrografico, sono stati individuati come ambiti prioritari quelli in cui si manifestano con maggiore ricorrenza e intensità criticità legate alla carenza idrica di acque superficiali.