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NEVE

Stagioni invernali 2016-2017 e 2017-2018

Per analizzare l'andamento delle precipitazioni nevose è necessario prendere in considerazione le stagioni invernali che hanno interessato l'anno 2017 ovvero la stagione invernale 2016-2017 e quella 2017-2018, in quanto le condizioni di innevamento di inizio anno (gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio) sono conseguenza delle nevicate di novembre e dicembre dell'anno precedente.
Durante il 2017 l’andamento delle precipitazioni nevose è stato relativamente nella media almeno per quanto riguarda la prima parte dell'anno (figura 1). Verso la fine dell'anno poi la grande siccità estivo-autunnale è stata velocemente scalzata dalle precipitazioni nevose verificatesi nel mese di novembre e successivamente a dicembre (figura 2). Il periodo che ha presentato la maggiore instabilità durante la prima parte dell'anno si è verificato nel mese di febbraio quando il grado di pericolo per le valanghe ha raggiunto il “4-Forte”, legato soprattutto alla diffusa e latente instabilità del manto nevoso per la presenza di strati basali a cristalli sfaccettati e brina di fondo. Con l’inizio della nuova stagione invernale le copiose precipitazioni nevose registrate ad inizio novembre e metà dicembre hanno apportato un significativo contributo all'instabilità del manto nevoso.

Figura 1
Stazione di Bocchetta delle Pisse, Alagna Valsesia (VC) - stagione 2016-2017
In alto: andamento giornaliero della neve al suolo (HS)
in basso: nevicate (HN)

Fonte: Arpa Piemonte
In alto HS: la linea blu spessa indica l'andamento giornaliero della neve al suolo della stagione, la linea tratteggiata indica l’andamento medio dell’HS e l’area colorata in grigio indica +/- la deviazione standard rispetto alla media.
In basso HN: le barre nere indicano i singoli valori di neve fresca giornaliera (asse y di riferimento di sinistra), la linea spessa rossa indica la relativa cumulata, mentre la linea tratteggiata si riferisce alla cumulata media (queste ultime due linee fanno riferimento all’asse y di destra). I numeri riportano rispettivamente il totale di neve fresca della stagione e della media storica.

Come si può notare dalle immagini di figura 1, il periodo con le precipitazioni nevose più continue è stato quello primaverile (febbraio, marzo, aprile e infine maggio), mentre verso la fine dell'anno gli episodi nevosi sono stati più concentrati all'inizio del mese di novembre e dicembre.

Figura 2
Stazione della Diga del Chiotas, Entracque (CN) - stagione 2017-2018

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Fonte: Arpa Piemonte
In alto HS: la linea blu spessa indica l'andamento giornaliero della neve al suolo della stagione, la linea tratteggiata indica l’andamento medio dell’HS e l’area colorata in grigio indica +/- la deviazione standard rispetto alla media.
In basso HN: le barre nere indicano i singoli valori di neve fresca giornaliera (asse y di riferimento di sinistra), la linea spessa rossa indica la relativa cumulata, mentre la linea tratteggiata si riferisce alla cumulata media (queste ultime due linee fanno riferimento all’asse y di destra). I numeri riportano rispettivamente il totale di neve fresca della stagione e della media storica.
Dall'esame dei grafici delle due stagioni invernali in esame, 2016-2017 e 2017-2018, si nota una differenza significativa delle caratteristiche nevose delle due stagioni. La stagione 2016-2017, nel complesso, ha fatto registrare apporti di neve inferiori alla media (o appena in media sui settori occidentali) che hanno in parte contribuito alla crisi idrica dell’estate 2017.
Al contrario la stagione invernale 2017-2018 (almeno fino ad aprile 2017) sta facendo registrare quantitativi di neve superiori alle medie storiche di riferimento generalmente in tutti i settori dell'arco alpino piemontese, in particolare su quelli meridionali e sud occidentali fino alle Alpi Cozie Nord.

Nella figura 3 viene rappresentata la quantità di neve fresca cumulata dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 spazializzata, tenendo conto della quota, sui settori alpini. A partire dai dati delle stazioni nivometriche automatiche e manuali e sulle zone di pianura viene riportato il valore puntuale della stazione. In questa mappa si può vedere come valori stimati prossimi a 10 metri di neve cumulata si possano riscontrare solo alle quote più elevate dei settori compresi tra i settori di confine tra le Alpi Lepontine e le Graie.

Figura 3
Spazializzazione della neve fresca cumulata dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017 sui settori alpini

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Fonte: Arpa Piemonte
Complessivamente nell’anno 2017 gli apporti di neve fresca sono stati pressoché in media (periodo 1981-2010) o di poco sopra nei settori meridionali e localmente in quelli occidentali, mentre nei settori settentrionali e in generale in quelli occidentali i valori risultano perlopiù sotto la media soprattutto alle quote superiori ai 2.000 metri in quelli occidentali (figura 4).

Figura 4
Valori di neve fresca cumulata media dal 01-01 al 31-12 2017 in confronto alla media storica 1981-2010

Fonte: Arpa Piemonte

Consulta le serie storiche degli indicatori ambientali in relazione alle Precipitazioni nevose e  ai Giorni di permanenza della neve al suolo.