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ACQUE SUPERFICIALI - FIUMI

Al termine del primo sessennio di monitoraggio, il 55% dei corpi idrici presenta uno Stato Ecologico Buono o superiore e il 45% Sufficiente o inferiore. Per quanto riguarda lo Stato Chimico il 95% dei corpi idrici risulta in stato Buono.
La disposizione a semicerchio della catena montuosa delle Alpi occidentali ha determinato un assetto a raggiera della rete idrografica piemontese ripartita in due maggiori sistemi di drenaggio dei deflussi, riferiti ai fiumi Po e Tanaro, confluenti all'estremo limite orientale della regione.
I principali corsi d’acqua afferenti ai due sistemi di drenaggio sono sottoposti a programmi di monitoraggio atti a fornire informazioni sullo stato generale della qualità delle acque superficiali a scala regionale. 

Le modalità di classificazione dello Stato Chimico e Stato Ecologico, da tenere presente nella valutazione dei dati annuali di monitoraggio, sono:
  • la classe di Stato Chimico attribuita al termine del triennio deriva dal risultato peggiore conseguito nei 3 anni. Di conseguenza i risultati dell’ anno 2015 vanno letti tenendo conto dei risultati dell’anno precedente, alla luce del fatto che il risultato del terzo anno di monitoraggio potrebbe ribaltare i risultati dei primi due. Infatti, se per i primi 2 anni l’indice annuale di Stato Chimico risulta in classe Buono, nel terzo anno l’eventuale attribuzione della classe Non Buono determina la classificazione finale dello Stato Chimico
  • la classe di Stato Ecologico deriva dall’integrazione di tutti gli indicatori chimici e biologici monitorati e la classe di Stato Ecologico deriva dall’attribuzione della classe più bassa degli indici; anche in questo caso i risultati degli indici nel terzo anno di monitoraggio possono influire in modo determinante sull’attribuzione della classe di Stato Ecologico.

Al termine del primo sessennio di monitoraggio, relativamente ai fiumi, emerge come il 55% dei corpi idrici presenti uno Stato Ecologico Buono o superiore e il 45% Sufficiente o inferiore. Per quanto riguarda lo Stato Chimico il 95% dei corpi idrici risulta Buono.
Dal confronto complessivo dei risultati dei due trienni di monitoraggio risulta come vi sia una quota di corpi idrici fluviali che stabilmente risulti in una classe di Stato Buono e una quota invece stabilmente in una classe di Stato inferiore al Buono. Sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di qualità influisce in modo predominante il risultato della valutazione dello Stato Ecologico rispetto allo Stato Chimico.
Nel prossimo sessennio di monitoraggio verranno introdotte dall’evoluzione normativa sia comunitaria che nazionale elementi di novità importanti nelle attività di monitoraggio, quali l’analisi di nuove sostanze e di nuove matrici quali il biota che potranno incidere in particolar modo sui risultati dello Stato Chimico.

La Direttiva 2000/60/CE si propone l'obiettivo di raggiungere lo stato di Buono per tutte le acque entro il 31 dicembre 2015.

Rete di monitoraggio dei Fiumi

La rete di monitoraggio dei corsi d’acqua è costituita da una Rete Base (RB) di 193 corpi idrici (CI) e 11 Siti di Riferimento (RB_SR) e da una rete aggiuntiva (RA). La RA è rappresentata da stazioni di monitoraggio aggiuntive (SA) all’interno dei CI per i quali è già prevista la stazione principale e da un sottoinsieme di CI aggiuntivi (CA) non fisso, selezionato per specifiche valutazioni e finalità nell’ambito dei programmi di monitoraggio triennali.
Ai sensi della DQA i CI vengono monitorati secondo specifiche frequenze nell’ambito di un ciclo sessennale di programmazione; alcuni tutti gli anni, altri 1 solo anno.
Nel 2017 sono stati monitorati 184 punti di monitoraggio appartenenti sia rete base che a quella aggiuntiva.

Su tutti i corpi idrici della rete è effettuato il monitoraggio chimico secondo un protocollo analitico che comprende i parametri generali di base su tutti i punti, mentre i contaminanti sono determinati su un sottoinsieme di punti individuati in base all’Analisi delle Pressioni.

Nello specifico, ad ogni indicatore dell’analisi delle pressioni è stato associato un set di parametri chimici, sulla base della tipologia di impatto atteso e prevista dalle indicazioni fornite dal Distretto di Bacino del Po:
• sovraccarico di nutrienti e/o sostanza organica
• inquinamento microbiologico
• inquinamento chimico (contaminazione da sostanze tab. 1/A e 1/B del Decreto 260/2010)
I parametri chimici ricercati sono quelli necessari al calcolo degli indici di stato di qualità previsti dal Decreto 260/2010; in particolare:

parametri di base per il calcolo del LIMEco (azoto, fosforo e ossigeno)
inquinanti specifici (VOC, Fito, Metalli e altre sostanze), per il calcolo dello Stato Ecologico
sostanze pericolose prioritarie (definite a livello europeo), per il calcolo dello Stato Chimico
parametri di base a supporto delle componenti biologiche

Gli Elementi di Qualità Biologica previsti sono il macrobenthos, le diatomee, le macrofite, e vengono monitorati tenendo conto delle varie pressioni insistenti sui diversi corpi idrici.
A differenza del monitoraggio chimico, che viene effettuato ogni anno, il monitoraggio delle componenti biologiche è previsto per ogni corpo idrico una volta nel triennio.

La classificazione dello Stato del triennio 2014-2016 è da considerarsi una valutazione intermedia dello stato di qualità di corpi idrici al termine di un triennio di monitoraggio; la verifica del raggiungimento degli obiettivi di qualità al 2021 sarà effettuata alla conclusione del sessennio di monitoraggio prevista nel 2019.

Consulta la serie storica degli indicatori ambientali sull'acqua

Figura 1
Rete di monitoraggio dei fiumi

STATO COMPLESSIVO - FIUMI

Lo Stato complessivo di un corpo idrico deriva dal risultato peggiore tra lo Stato Ecologico e lo Stato Chimico.

Il raggiungimento degli obiettivi di qualità può dipendere da molteplici fattori e può essere considerato più o meno consolidato o a rischio di mantenimento nel tempo.
Tra questi fattori vi sono: la tipologia e l’entità delle pressioni che incidono su ogni CI, l’entità degli impatti generati da ogni pressione e dall’azione combinata di più pressioni, l’efficacia delle misure di tutela adottate, considerando l’arco temporale necessario affinché sia possibile apprezzarne gli effetti, il livello di confidenza associato alla classificazione.
È comunque evidente che data la complessità delle interazioni tra pressioni, impatti e stato, la risposta degli ecosistemi alle misure o a nuove pressioni, andrà valutata nel tempo tenendo conto delle molte variabili in gioco.
L’analisi integrata dello stato, delle pressioni e degli impatti fornisce gli elementi per individuare i fattori che incidono sul raggiungimento/mantenimento degli obiettivi di qualità.

Figura 2
Stato complessivo. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi - triennio 2014-2016



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Classi Numero CI
Buono 75
Non Buono 122

Nella carta, dalla tendina sulla sinistra relativa agli anni, è possibile visualizzare le informazioni dal 2012 al 2017.

I risultati della classificazione dello Stato per il triennio 2014-2016, relativi ai corpi idrici monitorati mostrano come il 38% dei CI abbia raggiunto uno Stato Buono mentre il 62% risulti Non Buono.

 SQA Stato chimico - Fiumi

SQA Stato Chimico è un indice che valuta la qualità chimica dei corsi d’acqua. La valutazione dello Stato Chimico è stata definita a livello comunitario in base a una lista di 33+8 sostanze pericolose o pericolose prioritarie per le quali sono previsti Standard di Qualità Ambientale (SQA) europei fissati dalla Direttiva 2008/105/CE recepiti dal DLgs 219/10.
La verifica degli SQA è effettuata sul valore medio annuo delle concentrazioni. È determinato sulla base della valutazione del dato peggiore di un triennio per il monitoraggio Operativo e di un anno per il monitoraggio di Sorveglianza. L’indice è costituito da 2 classi: Buono e Non Buono.

Figura 3
Stato Chimico. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi - anno 2017



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Classi Numero CI
Buono 148
Non Buono 27

Nella carta, dalla tendina sulla sinistra relativa agli anni, è possibile visualizzare le informazioni dal 2012 al 2017.
I dati dell’anno 2017 evidenziano come il 85% dei corpi idrici monitorati ricadano nella classe Buono dell’indice Stato Chimico e il restante 15% nella classe Non Buono. Nei corpi idrici ricadenti nella classe “non buono” il superamento degli SQA è avvenuto principalmente da parte di metalli, la cui presenza nelle acque può essere determinata sia da un contributo naturale acque può essere determinata sia da un contributo
naturale che dall’attività antropica, generalmente riconducibile ad esempio alla presenza di insediamenti produttivi.

Consulta gli approfondimenti per i corsi d'acqua.
Consulta la serie storica dell'indicatore Stato Chimico

STATO ECOLOGICO – FIUMI

Lo Stato Ecologico (SE) del Corpo Idrico Superficiale (CI) è definito dalla valutazione integrata degli indici STAR_ICMi - macrobenthos, ICMi - diatomee, IBMR - macrofite, ISECI - fauna ittica, LIMeco e dalla verifica degli Standard di Qualità Ambientali (SQA) per gli inquinanti specifici.
La classe di Stato Ecologico del CI deriva dal valore della classe più bassa attribuita dalle diverse metriche di classificazione. Nel caso in cui il LIMeco assuma una classe inferiore al sufficiente, ai fini della classificazione va ricondotta a Sufficiente. 
La classificazione dello SE è riferita al Corpo Idrico Superficiale e non alle singole stazioni di campionamento.
Se in un CI sono presenti più stazioni, la classe risulterà dall’integrazione dei dati delle singole stazioni secondo le modalità previste dal decreto 260/2010.

È prevista la conferma dello Stato Elevato attraverso i parametri idromorfologici.
Lo Stato Ecologico viene espresso in cinque classi: Elevato, Buono, Sufficiente, Scarso e Cattivo.

Consulta la serie storica dell'indicatore Stato Ecologico

Figura 4
Stato Ecologico. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 classi - triennio 2014-2016



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Classi Numero CI
ELEVATO 2
BUONO 75
SUFFICIENTE 84
SCARSO 33
CATTIVO 3

Nella carta, dalla tendina sulla sinistra relativa agli anni, è possibile visualizzare le informazioni dal 2012 al 2017.
I dati del triennio 2014-2016 evidenziano che il 39% dei corpi idrici monitorati ricade in classe Elevato e Buono, e quindi abbia raggiunto gli obiettivi di qualità previsti dalla direttiva, il 43% sia in classe Sufficiente, il 18% nelle classi Scarso e Cattivo.
Nella maggior parte dei CI risultati in una classe di Stato Ecologico inferiore al Buono, il declassamento è determinato da uno o più degli Elementi di Qualità Biologica monitorati; nei restanti CI il declassamento è imputabile anche al superamento degli SQA o al valore del LIMeco

Consulta la serie storica dell'indicatore Stato Ecologico

LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico)

Il LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico) è un indice sintetico che descrive la qualità delle acque correnti per quanto riguarda i nutrienti e l’ossigenazione. I parametri considerati per la definizione del LIMeco sono: Ossigeno in % di saturazione (scostamento rispetto al 100%), Azoto ammoniacale, Azoto nitrico e Fosforo totale.
L’indice LIMeco concorre insieme a STAR_ICMi, ICMi, IBMR, ISECI, SQA inquinanti specifici, alla definizione dello Stato Ecologico del Corpo Idrico Superficiale (CI).

Figura 5
Indice LIMeco. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 classi - anno 2017



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Classi Numero CI
Elevato 85
Buono 51
Sufficiente 41
Scarso 26
Cattivo 4

Nella carta, dalla tendina sulla sinistra relativa agli anni, è possibile visualizzare le informazioni dal 2012 al 2017.
I dati dell’anno 2017 evidenziano come il 41% dei CI monitorati ricada classe Elevato di LIMEco, il 25% nella classe Buono e il restante 34% si distribuisca nelle classi Sufficiente, Scarso e Cattivo.

Consulta la serie storica dell'indicatore LIMeco

Diatomee - Indice ICMi (Intercalibration Common Metric Index)

Le Diatomee sono alghe unicellulari e vengono utilizzate come bioindicatori per la valutazione della qualità biologica dei corsi d’acqua.
L’indice ICMi è un indice multimetrico che deriva dalla combinazione dell’Indice di Sensibilità agli Inquinanti (IPS) e sull’Indice Trofico (TI) e concorre insieme ad altri indici (STAR_ICMi, IBMR, ISECI, LIMeco, SQA inquinanti specifici) alla definizione dello Stato Ecologico del Corpo Idrico Superficiale (CI).

Figura 6
Diatomee. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 classi - anno 2017



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Classi Numero CI
Elevato 33
Buono 17
Sufficiente 1
Scarso 4
Cattivo 0

Nella carta, dalla tendina sulla sinistra relativa agli anni, è possibile visualizzare le informazioni dal 2012 al 2017.
I dati dell’anno 2017 evidenziano come la maggior parte dei CI monitorati ricadano nelle prime due classi dell’indice diatomico ICMi Elevato e Buono, a conferma dell’ipotesi che l’indice diatomico sia quello che meno influenza l’attribuzione dello stato ecologico nelle classi inferiori a Buono.

Consulta la serie storica dell'indicatore Diatomee

Macrobenthos - indice STAR_ICMi (Standardisation of River Classifications_Itercalibration Multimetric Index)

Il macrobenthos è la comunità di organismi invertebrati bentonici che vivono nell’acqua; il macrobenthos presenta una notevole importanza ecologica, in quanto riveste un ruolo fondamentale per la funzionalità degli ecosistemi fluviali.
Lo STAR_ICMi è un indice multimetrico composto da 6 metriche che forniscono informazioni in merito ai principali aspetti che la Direttiva chiede di considerare per l’analisi della comunità macrobentonica.
L’indice STAR_ICMi concorre insieme a ICMi, IBMR, ISECI, LIMeco, SQA inquinanti specifici, alla definizione dello Stato Ecologico del Corpo Idrico Superficiale (CI).

Figura 7
Macrobenthos. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 classi - anno 2017



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Classi Numero CI
Elevato 17
Buono 27
Moderato 7
Scarso 6
Cattivo 5

Nella carta, dalla tendina sulla sinistra relativa agli anni, è possibile visualizzare le informazioni dal 2012 al 2017.

I dati dell’anno 2017 evidenziano come i CI monitorati, confermando anche i risultati pregressi, abbiano una maggiore distribuzione nelle classi di STARICMi rispetto ad altri indici, con il 27% di CI in Elevato, il 44 % in Buono, l’11 % in Sufficiente e il restante 18 % in Scarso e Cattivo. Lo STARICMi nelle classi inferiori al buono, in molti casi determina il declassamento dello stato del CI.

Consulta la serie storica dell'indicatore Macrobenthos

Macrofite - indice IBMR (Index Macrofitique Biologique en Rivière)

Le macrofite acquatiche sono le specie vegetali macroscopiche che vivono nell’ambiente acquatico e in prossimità di esso.
L’IBMR è un indice per la valutazione dello stato trofico dei corsi d’acqua e concorre insieme a STAR_ICMi, ICMi, ISECI, LIMeco, SQA inquinanti specifici, alla definizione dello Stato Ecologico del Corpo Idrico Superficiale (CI); si tratta di un indice finalizzato alla valutazione dello stato trofico dei CI che si basa sull’uso di una lista floristica di taxa indicatori ad ognuno dei quali è associato un valore indicatore di sensibilità ad alti livelli di trofia.

Figura 8
Macrofite. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 classi - anno 2017



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Classi Numero CI
Elevato 10
Buono 8
Sufficiente 5
Scarso 3
Cattivo 0

Nella carta, dalla tendina sulla sinistra relativa agli anni, è possibile visualizzare le informazioni dal 2012 al 2017.
I dati dell’anno 2017 evidenziano come la maggior parte dei CI monitorati si distribuiscano nelle classi Elevato e Buono. L’indice IBMR nelle classi inferiori al Buono risulta essere il 31% dei corpi idrici.

Consulta la serie storica dell'indicatore Macrofite

SQA inquinanti specifici - fiumi

Gli inquinanti specifici sono sostanze per le quali sono previsti SQA definiti a scala nazionale.
La verifica degli Standard di Qualità Ambientali (SQA) per gli inquinanti specifici scaricati e/o immessi nel bacino in quantità significative concorre insieme a STAR_ICMi, ICMi, IBMR, ISECI, LIMeco alla definizione dello Stato Ecologico. La verifica degli SQA è effettuata sul valore medio annuo delle concentrazioni. È determinato sulla base della valutazione del dato peggiore di un triennio per il monitoraggio Operativo e di un anno per il monitoraggio di Sorveglianza.

Figura 9
SQA inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 3 classi - anno 2017



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Classi Numero CI
Elevato 46
Buono 119
Sufficiente 15

Nella carta, dalla tendina sulla sinistra relativa agli anni, è possibile visualizzare le informazioni dal 2017.
I dati dell’anno 2017 evidenziano come il 66% dei corpi idrici monitorati ricadano nella classe Buono dell’indice SQA inquinanti specifici, il 26% in classi Elevato e l’8 % in classe Sufficiente. Apparentemente gli SQA risultano la componente che meno declassa lo Stato Ecologico, a differenza delle componenti biologiche e del LIMEco, anche se è importante considerare la variabilità del risultato negli anni, in termini di stabilità e valori borderline, attraverso l’integrazione di dati di maggior dettaglio sulla presenza di impatto chimico.

Consulta la serie storica dell'indicatore SQA inquinanti specifici

STATO MORFOLOGICO DEI CORSI D'ACQUA

I processi idromorfologici devono essere valutati, ai sensi della Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro sulle Acque), tramite l’analisi del regime idrologico e della qualità morfologica poiché i deflussi idrici, i processi geomorfologici del corso d’acqua e le sue condizioni di equilibrio dinamico influenzano il funzionamento degli ecosistemi acquatici e ripariali.

In relazione al piano di monitoraggio delle acque superficiali, lo studio degli elementi idromorfologici è previsto per diverse finalità:
  • classificare lo Stato Ecologico (SE) dei Corpi Idrici (CI) in stato Elevato al fine di confermarne lo stato o declassarlo a Buono;
  • caratterizzare i Siti di Riferimento;
  • fornire elementi a sostegno dell’interpretazione dei risultati biologici con stato Buono;
  • caratterizzare un sottoinsieme di CI interessati dalla presenza di pressioni idromorfologiche risultanti dall’Analisi delle Pressioni.
La valutazione delle alterazioni idromorfologiche avviene attraverso l'indice IDRAIM definito attraverso l’analisi combinata di due indicatori IARI (Indice del Regime di Alterazione idrologica) e IQM (Indice di Qualità Morfologica).

Nel primo ciclo di monitoraggio, concluso nel 2015, si è giunti alla caratterizzazione e classificazione idromorfologica, attraverso l'indice IDRAIM, di 82 CI. Dei corpi idrici analizzati, 14 sono risultati in stato idromorfologico Elevato, 68 in stato Non Elevato.

I dati del 2017 evidenziano come 17 dei 19 CI monitorati risultano in uno stato idromorfologico Non Elevato e che pertanto non conferma il giudizio Elevato. Tale stato è determinato sulla base della valutazione del dato peggiore tra la valutazione idrologica (indice IARI) e la valutazione morfologica (indice IQM).

Nella figura 10 si riporta lo Stato Idromorfologico IDRAIM. Dalla tendina sulla sinistra della carta è possibile visualizzare gli anni di monitoraggio e gli indici IARI e IQM.

Figura 10
INDICE IDROMORFOLOGICO - IDRAIM



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Classi Numero CI
Elevato 2
Non Elevato 17

Nella carta dalla tendina sulla sinistra relativa agli anni è possibile visualizzare le informazioni dal 2012 al 2017.
Come per gli altri elementi di qualità considerati nella Direttiva Quadro sulle Acque, la valutazione degli indici avviene attraverso il confronto delle condizioni attuali rispetto ad un certo stato di riferimento.

L’indice IARI, fornendo una misura dello scostamento del regime idrologico osservato rispetto a quello naturale, che si avrebbe in assenza di pressioni antropiche per l’intero range di portate caratterizzanti il regime del corso d’acqua (valori massimi, minimi, medi per le diverse aggregazioni temporali e durate), valuta l'impatto di prelievi, derivazioni ad uso idroelettrico, opere di sbarramento o di invaso, opere longitudinali e variazioni di suo del suolo sul corso d'acqua.

I dati del 2017
evidenziano come 11 dei 29 corpi idrici monitorati risultino avere un indice IARI Non Buono, e abbiano quindi fenomeni di alterazione del regime idrologico. L’indice di alterazione è definito in maniera differente a seconda che la sezione in cui si effettua la valutazione del regime idrologico sia dotata o meno della strumentazione per la misura, diretta o indiretta della portata.


L'IQM invece valuta l'impatto delle pressioni antropiche sulla funzionalità dei processi morfologici e sulle forme stesse.
I dati del 2017
evidenziano come 16 dei 19 CI monitorati abbiano un valore dell’indice inferiore ad Elevato. L’IQM concorre al calcolo di stato idromorfologico per il quale sono previste le due classi Elevato e Non Elevato.

Il significato dell’idromorfologia nel supportare l’interpretazione dei dati relativi alle comunità biotiche e nel predisporre i Piani di Gestione (PdG) per gli ecosistemi acquatici è ormai riconosciuto e ribadito dalla Direttiva 2000/60/CE. Le condizioni morfologiche, la continuità fluviale e il regime idrologico sono fattori chiave a supporto degli Elementi di Qualità Biologica nel processo di valutazione dello stato ecologico e nell’interpretazione dei pattern biologici.
L’integrazione dei due indici (IARI +IQM) quindi, oltre a consentire di pervenire alla completa caratterizzazione e alla classificazione idromorfologica di un corso d’acqua, è necessaria per la classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali e ancora, più in generale, per esprimersi sulla fattibilità ed efficacia delle eventuali misure di ripristino di tutti i fattori che concorrono alla definizione stessa dello stato del corpo idrico.

Visualiza l'indice IARI - Indice idrologico dei Corpi idrici
Visualizza l'indice IQM - Indice di Qualità Morfologica dei Corpi Idrici

Consulta gli approfondimenti sui Corpi idrici


Per le relazioni relative all'analisi e valutazione degli aspetti idrologici dei corpi idrici sino ad ora studiati si rimanda alla pagina specifica sul sito di Arpa.
Per le relazioni relative all'analisi e valutazione degli aspetti morfologici dei corpi idrici sino ad ora studiati si rimanda alla pagina specifica del sito di Arpa.

MONITORAGGIO FAUNA ITTICA

La normativa europea (Direttiva 2000/60/CE) ha definito un sistema per la protezione delle acque superficiali con lo scopo di mantenere e migliorare l’ambiente acquatico all’interno della Comunità Europea. In Italia si applica l’approccio ecologico orientato ad uno sviluppo sostenibile e ad una gestione integrata delle risorse idriche.

Gli elementi biologici richiesti per il monitoraggio delle acque dolci superficiali rappresentano i diversi livelli trofici dell’ecosistema: i produttori primari (diatomee, macrofite) e i diversi livelli di consumatori (macroinvertebrati e fauna ittica). A supporto delle analisi di queste comunità vengono studiati gli elementi chimico-fisici e idromorfologici.

In tale ambito viene effettuato il monitoraggio della Fauna ittica e Arpa Piemonte nel corso del 2016 ha affidato il servizio monitoraggio ittiofauna alla Ditta SEACOOP - Stefano Bovero (Raggruppamento Temporaneo Di Professionisti).

L’attività di monitoraggio e addestramento, prevista per 50 stazioni individuate come idonee al monitoraggio della componente Fauna Ittica e selezionate tra quelle previste nel Programma di monitoraggio Regionale 2015-2019, è stata svolta nel rispetto del Protocollo 2040 Protocollo di campionamento e analisi della fauna ittica dei sistemi lotici guadabili e portata a termine nel 2017.

Ad attività conclusa è emersa la necessità di proseguire l’addestramento del personale Arpa al fine di garantire la completa formazione specialistica e indipendenza dello stesso. A tal fine Arpa ha prorogato l’incarico alla Ditta SEACOOP per il servizio di formazione e di monitoraggio dell’ittiofauna sulla rete regionale relativo alle annualità 2018-2019.
In base a tale incarico, avviato in data 02/10/2017 e che si concluderà in data 02/10/2019 verrà effettuato il monitoraggio della componente ittica per le stazioni dell’intera rete di monitoraggio regionale.

Il programma di monitoraggio 2015-2019 (allegato 3 tabella 7) prevede 206 punti totali. Di questi per i89 punti è prevista la componente ittica (di cui 111 in monitoraggio di sorveglianza e 78 in monitoraggio operativo).

Eliminando i punti indicati con altitudine superiore ai 1.000 metri in quanto considerati no fish ed eliminando i punti che cadono in corsi d'acqua grandi e molto grandi e quindi non guadabili, sono state selezionate 116 stazioni.
50 stazioni sono state effettuate nel 2017 con il primo affidamento alla ditta SEACOOP, le rimanenti 66 stazioni sono in corso di svolgimento e verranno completate entro il 2019.

Figure 11-12
Attività di monitoraggio della fauna ittica

Confronto trienni

Le modalità di classificazione dello Stato Chimico e Stato Ecologico, da tenere presente nella valutazione dei dati triennali di monitoraggio, sono:

• la classe di Stato Chimico attribuita al termine del triennio deriva dal risultato peggiore conseguito nei 3 anni. I dati del triennio 2014-2016 evidenziano come l’91% dei corpi idrici monitorati ricadano nella classe “buono” dell’indice Stato Chimico e il restante 9% nella classe “non buono”;

• la classe di Stato Ecologico deriva dall’integrazione di tutti gli indicatori chimici e biologici monitorati e la classe di Stato Ecologico deriva dall’attribuzione della classe più bassa degli indici; anche in questo caso i risultati degli indici nel terzo anno di monitoraggio possono influire in modo determinante sull’attribuzione della classe di Stato Ecologico.
Al termine del triennio di monitoraggio 2014-2016 si rileva che il 39 % dei corpi idrici monitorati ricade in classe “elevato” e “buono”, e quindi abbia raggiunto gli obiettivi di qualità previsti dalla direttiva, il 43 % sia in classe “sufficiente”, il 18% nelle classi “scarso” e “cattivo”.

Dal confronto complessivo dei risultati dei due indici risulta che il 38% dei CI abbia raggiunto uno Stato Buono mentre il 62 % risulti Non Buono.

Sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di qualità influisce in modo predominante il risultato della valutazione dello Stato Ecologico rispetto allo Stato Chimico, infatti la maggior parte dei corpi idrici ha un indice di Stato ecologico inferiore al buono.

Dal confronto dei tre trienni di monitoraggio ai sensi della Direttiva, 2009-2011, 2012-2014 e 2014-2016 la situazione risulta sostanzialmente stabile nel tempo sia per quanto riguarda lo Stato Chimico che per quanto riguarda lo Stato Ecologico, come si può evincere dai grafici sottostanti.

Figura 13
Stato Chimico - confronto trienni

Figura 14
Stato Ecologico - confronto trienni

CONTAMINAZIONE da FITOsanitari

Il monitoraggio è lo strumento per la verifica degli impatti delle diverse pressioni insistenti sui corpi idrici.
Una delle pressioni presenti e diffuse sul territorio piemontese è sicuramente l’agricoltura.
L’indice di seguito descritto è una metodologia messa a punto e adottata da Arpa Piemonte a partire dal 2009 che consente una valutazione sintetica per valutare l’entità del fenomeno di contaminazione da prodotti fitosanitari e consente di avere un indicatore di impatto da utilizzare nel caso di presenza e significatività della pressione agricola.
Si tratta di un indice sintetico che prende in considerazione i seguenti fattori: frequenza di riscontri nell’anno, da intendersi come numero di campioni positivi per la presenza di residui di pesticidi concentrazione media annua della somma di tutte le sostanze attive riscontrate nei singoli campioni numero di sostanze attive riscontrate nell’anno considerato in ogni stazione di campionamento
I singoli fattori considerati sono raggruppati in classi e ad ogni classe viene attribuito un determinato punteggio riportato in tabella 1.

Tabella 1 - Prodotti fitosanitari. Punteggi attribuiti a campioni con residui, medie annue e n° sostanze attive

Campioni/anno con residui

Punteggio

Medie annue somma
µg/L

Punteggio

Sostanze/punto
numero

Punteggio

0

0

0

0

0

0

1<>5

1

0<>0.1

1

1<>5

1

5<>10

2

0.1<>1

2

5<>10

2

> 10

3

> 1

3

> 10

3

Viene definita anche una categorizzazione dell’indice sintetico basato sulla somma dei punteggi dei parametri considerati che permette di valutare l’entità del fenomeno di contaminazione delle acque superficiali da prodotti fitosanitari.
La categorizzazione è riportata in tabella 2.

Tabella 2 - Sintesi delle categorie

Somma

Entità del fenomeno

0

non presente

3 – 4 - 5

basso

6 - 7

medio

8 - 9

alto

Mediante questo indice sono stati messi a confronto i risultati ottenuti dai dati del monitoraggio regionale nel periodo dal 2009 al 2016.
Osservando i dati complessivi non si rilevano sostanziali cambiamenti nei vari anni presi in esame.
Infatti si evidenzia un Indice basso e medio costante negli anni, mentre è alto per un ristretto numero di anni, dal 2012 al 2015.

Tabella 3 - Indice di contaminazione da Fitosanitari

Indice contaminazione da fitosanitari

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015

2016

Alto

0

0

0

3

7

3

7

0

Medio

10

13

16

18

22

15

18

10

Basso

73

64

48

62

65

66

59

76

Non presente

14

20

33

14

3

13

13

11

Dettaglio sostanze riscontrate

2015: 61 sostanze diverse riscontrate (31 Principi attivi con più di 4 riscontri). In 12 Punti superamento SQA (Standard Qualità Ambientale):
Fiume, Comune, Formulato commerciale
- Po, Valenza: Quinclorac
- Elvo, Casanova Elvo: Triciclazolo
- Cervo, Quinto vercellese: Quinclorac, Triciclazolo
- Sesia, Motta de' Conti: Quinclorac
- Roccia Bona, Caresana: Triclopir
- Marcaova, Motta de' Conti: Triclopir
- Banna, Moncalieri: Metolaclor, Metomil
- Tiglione, Cortiglione: Boscalid
- Grana, Valenza: Quinclorac
- Arbogna, Borgolavezzaro: Oxadiazon
- Rovasenda, Villarbnoit: Imazamox, Sulcotrione, Triclopir
- Marchiazza, Collobiano: Imazamox, Sulcotrione

2016: 58 sostanze diverse riscontrate (23 Principi attivi con più di 4 riscontri). In 8 Punti superamento SQA (Standard Qualità Ambientale):
- Versa, Asti: Alaclor
- Borbore, Vezza d'Alba: Endosulfan
- Marcaova, Motta de' Conti: Oxadiazon
- Tanaro, Castello d'Annone: Clorpirifos
- Tanaro, Alessandria: Esaclorobenzene
- Tiglione, Cortiglione: Endosulfan
- Loggia L'Ottina, Buronzo: Quinclorac
- Rotaldo, Camagna Monferrato: Dimetenamide, Metolaclor

Nel 2016 rispetto all'anno precedente sono state riscontrate un numero minore di punti con superamento SQA (8 rispetto a 12) ma sono state trovate due sostanze vietate.
Esaclorobenzene: vietato su scala mondiale dalla Convenzione di Stoccolma (2001). Sottoprodotto sintesi composti organici, compresi fitofarmaci.
Endosulfan: vietato su scala mondiale dalla Convenzione di Stoccolma (2012). Insetticida, acaricida.

Glifosate


Nel 2016 il laboratorio di Grugliasco di Arpa Piemonte ha messo a punto un metodo specifico per la determinazione del glifosate e del suo principale metabolita AMPA (acido amminometilfosfonico) nelle acque. I due parametri sono stati quindi determinati su circa 150 campioni di acque sotterranee e superficiali.

Nel 2017 è previsto un ulteriore incremento dell’attività analitica per un totale di 300 campioni (6 prelievi tra aprile e ottobre per 35 punti dei corpi idrici superficiali e 96 punti per le acque sotterranee nella seconda campagna) per verificare anche la correlazione ai trattamenti stagionali.

Tabella 4
Monitoraggio acque superficiali 
(84 campioni prelevati tra agosto e ottobre 2016 in 73 punti diversi)

Principio attivo

Numero riscontri

Riscontri percentuale rispetto a numero analisi

Numero punti contaminati (73 totali)

Range (min-max)

µg/l

Valore medio

µg/l

AMPA

57

67.9%

50

0.1 – 15.9

1.80

Glifosate 

25

29.8%

24

0.1-1.8

0.31

Fonte: Arpa Piemonte

Pubblicate le Linee guida Snpa per la progettazione del monitoraggio dei fitofarmaci in acque, sedimenti e biota
L’attenta e ragionata progettazione del monitoraggio, oltre alla sua corretta esecuzione, è un requisito irrinunciabile per una corretta valutazione dello stato ambientale delle acque. Nel caso dei fitofarmaci, rispetto ad altri inquinanti, la pianificazione delle indagini è più complessa vista la molteplicità dei prodotti disponibili sul mercato. Nelle Linee Guida è proposta una metodologia che, a partire da pochi e semplici criteri di selezione, permette l’individuazione di un set di sostanze significative ai fini di adeguata valutazione dell’impatto determinato sull’ambiente idrico dai fitofarmaci “tipici” di un dato territorio. Lo schema logico adottato è di semplice applicazione e tiene conto dei dati di vendita dei fitofarmaci, dei risultati dei monitoraggi pregressi, degli indici di comportamento e di pericolo ambientale.

Watch list

La riduzione dell’inquinamento delle risorse idriche prodotto da singoli inquinanti o gruppi di sostanze, in particolar modo quelle ricomprese nell’elenco dell’Allegato X, è uno degli obiettivi della Direttiva 2000/60/CE (WFD). Tale elenco è sottoposto a riesame periodico per individuare nuove sostanze che potrebbero presentare un rischio sia per l’ambiente sia per la salute umana.
Successivamente all’entrata in vigore della WFD sono state emanate una serie di direttive di recepimento relative al monitoraggio delle sostanze chimiche.

Una di queste, la Direttiva 2013/39/UE, aggiorna l’elenco dell’Allegato X e istituisce l’Elenco di Controllo comprendente sostanze per le quali devono essere raccolti a livello degli Stati Membri dell’Unione Europea dati di monitoraggio allo scopo di definire le future priorità di intervento.
La Decisione di Esecuzione (DE) 2015/495 della commissione del 20 marzo 2015, adotta il primo Elenco di Controllo delle sostanze da sottoporre a monitoraggio della risorsa idrica in attuazione della direttiva 2008/105/CE.

L’Elenco di Controllo, riportato nella figura 16, comprende farmaci destinati sia all’uso umano che veterinario quali ad esempio il Diclofenac, componenti delle creme solari quali il 4-metossicinnamato di-2etilesile, insetticidi ed erbicidi come i neonicotinoidi e l’ossadiazone, prodotti industriali.

Figura 15
Elenco di Controllo delle sostanze sottoposte a monitoraggio

Il monitoraggio delle sostanze comprese nell’Elenco ha l’obiettivo di acquisire informazioni sulla loro presenza nelle acque superficiali, a livello di tutti gli stati membri, al fine di rendere possibile il loro riesame periodico e il loro successivo utilizzo nella classificazione dello Stato Chimico.

Visto l’obiettivo, il monitoraggio delle sostanze della Watch List ha siti di monitoraggio, modalità di campionamento e frequenze specifiche per la sua finalità.

Gli Stati Membri monitorano ogni sostanza presente nell’Elenco presso stazioni di monitoraggio selezionate in base a specifici criteri. La norma prevede che ogni Stato selezioni un numero di stazioni pari a 1 più 1 se la popolazione supera il milione di abitanti, più il numero di stazioni pari a alla superficie territoriale in km2 divisa per 60.000, più il numero pari alla popolazione divisa per 5 milioni. Per l’Italia sono state selezione 25 stazioni sull’intero territorio nazionale.

Inoltre le stazioni sono selezionate in base alla potenziale emissione/immissione nell’ambiente di sostanze dell’Elenco, sulla base dell’analisi delle pressioni, e il monitoraggio avviene nei periodi nei quali sia più probabile che la sostanza venga emessa e quindi trovata.

In Piemonte si sono individuate 2 stazioni sul fiume Po che fanno parte della rete regionale di monitoraggio dei corsi d’acqua ai sensi della Direttiva 2000/60/CE. Le stazioni di monitoraggio sono state selezionate di concerto con Ispra e la Regione Piemonte in base ai criteri definiti a scala nazionale.
La stazione del Po di Brandizzo è stata selezionata per il monitoraggio delle sostanze derivanti dall’industria chimica e i farmaci ad uso umano in quanto il sito è localizzato a valle del principale impianto di depurazione delle acque reflue urbane dell’area metropolitana di Torino.
La stazione di Carignano, invece, è rappresentativa di aree con pressione agricola significativa e con allevamenti nel bacino a monte e pertanto potenzialmente idoneo sia alla ricerca dei pesticidi sia alla ricerca dei farmaci ad uso veterinario.

Per ogni stazione sono previsti da 1 a 2 campionamenti all’anno, nella/e stagione/I in cui è ipotizzabile il maggiore utilizzo delle sostanze ricercate.

Al fine di garantire uniformità di approccio a scala nazionale, Ispra stabilisca a livello nazionale sia il periodo di campionamento che le specifiche tecniche relative alle attività analitiche.

Il monitoraggio dell’Elenco di Controllo è stato avviato nel 2016 e durerà 4 anni.

Nei documenti Ispra i risultati ottenuti nella nella prima campagna italiana di monitoraggio del 2016 e nella seconda campagna di monitoraggio del 2017.