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VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE - VIA

La nuova disciplina in materia di VIA, introdotta con DLgs 16 giugno 2017 n. 104, all’art. 5 comma 1 lettera c) definisce gli impatti ambientali come effetti significativi, diretti e indiretti, di un piano, di un programma o di un progetto, sui seguenti fattori: popolazione e salute umana; biodiversità, con particolare attenzione alle specie e agli habitat protetti in virtù della direttiva 92/43/CEE e della direttiva 2009/147/CE; territorio, suolo, acqua, aria e clima; beni materiali, patrimonio culturale, paesaggio; interazione tra i fattori sopra elencati.
Negli impatti ambientali rientrano gli effetti derivanti dalla vulnerabilità del progetto a rischio di gravi incidenti o calamità pertinenti il progetto medesimo.
Il decreto inoltre all’art. 4 comma 4 dichiara che la valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un miglior ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione degli ecosistemi in quanto risorse essenziali per la vita.
La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) di opere e interventi sul territorio concorre a perseguire alcuni degli obiettivi fissati dal programma di azione Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU:

  • Obiettivo 15 Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre




  • Obiettivo 12 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo




  • Obiettivo 13 Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico





Nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale vengono individuati e analizzati tutti gli impatti che le fasi di realizzazione, esercizio ed eventuale dismissione di un’opera in progetto potrebbero generare sulle componenti ambientali del territorio interferito. La rilevanza degli impatti e la loro mitigabilità non dipendono solo dalla tipologia progettuale ma anche dalla fase di “vita” del progetto considerata (cantiere, esercizio o dismissione) e dalle caratteristiche del territorio in cui si inserisce l’opera, aspetti che condizionano l’esito di una valutazione.
Tuttavia è possibile astrarre, generalizzando, gli impatti potenziali determinati dalle diverse categorie progettuali sottoposte a procedura di VIA. Nello specifico, si riportano i dati delle VIA attivate e concluse tra il 1999 e il 2017 in Piemonte individuando i progetti con maggiore incidenza sulla qualità dell’aria, delle acque e del territorio (inteso come suolo, ecosistemi e paesaggio).

Procedure di VIA

Di seguito si riportano i dati delle procedure di VIA ai sensi della LR 40/981, suddivise per fase di verifica e fase di valutazione, presentate e autorizzate tra il 1999 e il 2017. Per ciascuna fase, oltre al totale di procedure avviate e di quelle concluse con un’autorizzazione, sono anche stati estrapolati per anno i numeri di opere autorizzate che maggiormente incidono su aria, acqua e territorio, evidenziando così in linea di massima il trend negli anni.
Si sottolinea comunque, per quanto si possano evidenziare in linea generale gli impatti diretti prevalenti di ciascuna categoria progettuale, tutte le opere sottoposte a VIA comportano un’alterazione delle caratteristiche ambientali complessive di un territorio.

Tabella 1
Numero complessivo di procedure di verifica
anni 1999-2017

 Matrici

‘99

‘00

‘01

‘02

‘03

‘04

‘05

‘06

‘07

‘08

‘09

‘10

‘11

‘12

‘13

‘14

'15 '16 '17 'Tot.

Aria

 

2

2

24

39

26

12

15

16

14

13

6

16

13

10

8

6

7

4

233

Acqua

8

15

18

61

90

88

56

58

80

64

54

65

67

47

35

33

50

29

36

954

Territorio

4

6

10

92

127

124

122

94

107

72

47

24

40

33

32

23

34

22

25

1.038

Totale 
presentato

73

126

148

233

274

257

235

208

233

242

312

403

263

194

158

153

177

150

139

3.979

Totale 
autorizzato

52

73

102

147

164

159

155

134

167

169

206

263

187

122

97

99

111

111

88

2.606


Come si evince dalla tabella 1 il numero complessivo di procedure di verifica in Piemonte, dopo il picco del 2010 sia di procedure avviate che autorizzate, è sensibilmente diminuito negli anni successivi (2011-2014). Nel 2015 si è registrato un lieve aumento delle opere presentate rispetto al 2014, restando sostanzialmente invariato il numero di quelle autorizzate. Ma nel 2016 e 2017 è ripreso il decremento delle procedure presentate con un’altrettanta sensibile diminuzione delle autorizzate.

Tabella 2
Numero complessivo di procedure di valutazione
anni 1999-2017

 Matrici

‘99

‘00

‘01

‘02

‘03

‘04

‘05

‘06

‘07

‘08

‘09

‘10

‘11

‘12

‘13

‘14

'15 '16 '17 Tot.

Aria

 

1

2

4

8

6

10

4

8

5

1

4

3

3

 

 

56

Acqua

 

1

3

19

25

29

26

25

26

22

14

20

4

18

8

12

5

6

263

Territorio

 

1

7

37

58

51

58

66

58

39

28

20

22

22

11

3

10

3

1

495

Tot.
presentato

13

28

48

80

121

116

114

123

126

116

99

130

68

83

67

78

51

51

36

1.548

Tot.
autorizzato

2

15

29

53

71

72

85

95

95

91

67

96

48

59

46

58

42

43

35

1.102



Come si evince dalla tabella 2, il numero complessivo di procedure di valutazione in Piemonte, dopo il picco del 2010 continua a diminuire in modo significativo di anno in anno, compreso il 2017.

Per quanto concerne le opere soggette a VIA (Fasi di Valutazione e Verifica) nel corso del 2017 la tipologia maggiormente rappresentata è risultata quella delle derivazioni idriche ad uso idroelettrico. Seguono gli interventi di difesa idraulica, le cave di pietre ornamentali/inerti e gli impianti di gestione rifiuti. A questi si aggiungono ancora, in misura ben più limitata, i centri commerciali e i parcheggi, le derivazioni irrigue da acque sotterranee, depuratori e attività nell'ambito di industrie chimiche. Peculiari del territorio cuneese sono gli allevamenti.

L’individuazione di categorie progettuali maggiormente incidenti sul territorio risulta più artificiosa rispetto all’aria e all’acqua; tutte le opere sottoposte a VIA costituiscono infatti una trasformazione dell’assetto di un territorio concorrendo all’aumento del consumo di suolo, ad alterazioni di tipo geomorfologico, ecologico (in termini di perdita di biodiversità e depauperamento della qualità degli ecosistemi) e paesaggistico. Tuttavia tra le procedure concluse con autorizzazione si possono evidenziare, in termini di sottrazione di suolo ed ecosistemi, quelle per le opere di regolazione del corso dei fiumi e dei torrenti, le cave, le discariche di rifuti urbani non pericolosi e i centri commerciali.

Figura 1
Procedure di verifica e opere con principali incidenze sulle componenti aria, acqua e territorio
anni 1999-2017

Figura 2
Numero complessivo di procedure di verifica
anni 1999-2017

Figura 3
Procedure di valutazione e opere con principali incidenze sulle componenti aria, acqua e territorio
anni 1999-2017

Figura  4
Numero complessivo di procedure di valutazione
anni 1999-2017

Opere di interesse nazionale

In relazione ai progetti delle cosiddette Grandi Opere e ai progetti sottoposti a procedure VIA ministeriali nel 2017 sono stati seguiti progetti di opere complesse sia dal punto di vista della vastità territoriale e della diversità degli ambienti interferiti sia dal punto di vista dei tempi di realizzazione che risultano prolungati negli anni. Per tali caratteristiche di complessità, le pressioni esercitate interessano tutte le componenti ambientali e si concentrano prevalentemente nella fase di cantiere.

Per il progetto della nuova linea ferroviaria Torino Lione - sezione internazionale il 20 gennaio 2017 è stato ufficialmente concluso lo scavo del cunicolo esplorativo di Chiomonte raggiungendo 7.020 metri dall’imbocco, sufficienti a raccogliere tutti i dati (geologici, idrogeologici, geomeccanici e di scavo) necessari per dettagliare il quadro conoscitivo progettuale del tunnel di base del Moncenisio in vista delle opere definitive.
È stato inoltre presentato il “Progetto di variante di cantierizzazione in ottemperanza alla prescrizione n. 235 della delibera CIPE 19/2015 - parte comune italo - francese - sezione transfrontaliera - parte in territorio italiano” che prevede la delocalizzazione del punto di attacco dello scavo del lato italiano del tunnel di base alla Maddalena di Chiomonte, in precedenza previsto a Susa, eliminazione del cantiere di Clarea e la realizzazione di nuove opere in sotterraneo, oltre al sito di trattamento e valorizzazione del materiale da scavo previsto a Salbertrand.
Sono stati presentati per la verifica di assoggettabilità a VIA di competenza regionale i due progetti afferenti al Sistema Ferroviario Metropolitano SFM5 (Orbassano- Torino Stura/Chivasso) Fermata San Luigi di Orbassano nel comune di Orbassano (TO) e SFM3 (Torino- Susa/Bardonecchia) realizzazione della Fermata Ferriere nel comune di Buttigliera Alta e in minima parte nel comune di Avigliana (TO). Due opere in anticipazione alla realizzazione del Nuovo collegamento ferroviario internazionale Torino – Lione, tratta nazionale.

Nell’ambito del progetto dell’opera ferroviaria AV/AC Terzo valico dei Giovi è stato approvato il progetto definitivo di variante Interconnessione di Novi Ligure alternativa allo Shunt. Il progetto originario, approvato con Delibera CIPE n.80/2006, prevedeva il collegamento della linea AV/AC con la linea storica Genova - Torino per mezzo di un collegamento (denominato Shunt Torino) a salto di montone ad ovest di Novi Ligure; la variante sposta l’interconnessione con la linea storica ubicata a sud del nucleo urbano di Novi ligure con uno sviluppo lineare più contenuto e l’utilizzo e conseguente adeguamento del tratto di linea storica che attraversa la città.

Nel 2017 è stato approvato, con delibera CIPE n. 11 del 03/03/2017, il progetto definitivo della Metropolitana Automatica di Torino - Linea 1 - Tratta 3 - prolungamento ovest Cascine Vica - Lotto Funzionale 1 “Fermi - Collegno Centro” nei comuni di Collegno (TO) e Rivoli (TO). L’intervento prevede la realizzazione del I° Lotto funzionale che si estende per circa 1,7 km da Fermi a Collegno Centro prevedendo la realizzazione di due stazioni (Certosa e Collegno Centro). La delibera prevede che il Piano di Monitoraggio Ambientale ed il Piano di Gestione delle Terre e Rocce da Scavo debbano essere concordati con Arpa Piemonte.

A settembre 2017 hanno avuto inizio i lavori di realizzazione del collegamento della linea ferroviaria Torino-Ceres con il passante ferroviario in Comune di Torino. L’opera prevede la realizzazione di un tunnel ferroviario di raccordo di circa 2,7 km al di sotto di Corso Grosseto e un intervento altrettanto significativo in superficie con l’abbattimento dell’attuale cavalcavia e la riqualificazione in superficie, con una rotonda e un sottopasso viario, con parcheggi e una pista ciclabile.
Per la realizzazione del collegamento, approvata dal CIPE nel 2012, è stato concordato con ARPA un piano di monitoraggio ambientale che sarà attuato per l’intera a durata dei lavori prevista in circa 36 mesi.
Per quanto concerne la realizzazione della galleria di sicurezza del Frejus, iniziata nel tratto italiano nel 2013, durante il 2017 sono proseguiti i lavori si scavo in sotterranea per eseguire i by-pass carrabili, i rifugi e le stazione tecniche posti tra i due tunnel principali.
Le attività di scavo, eseguite con esplosivo, sono state accompagnate da monitoraggi eseguiti all’interno ed all’esterno della galleria con particolare attenzione alla ricerca di fibre di amianto aerodisperso.
Il monitoraggio amianto è stato inoltre oggetto di ridefinizione da parte di Arpa nel 2017 con una diversa procedura di comunicazione dei risultati e un maggior dettaglio delle metodiche analitiche.

Procedure di VIA per il sito di interesse nazionale di Pieve Vergonte

Il Progetto operativo di Bonifica (POB) del sito industriale ex Enichem all’interno del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Pieve Vergonte (Vb) è stato autorizzato con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il 21/10/2013.
Gli interventi previsti dal progetto sono stati oggetto di una procedura di VIA, con contestuale Valutazione di Incidenza, di competenza regionale conclusasi giudizio di compatibilità ambientale positivo con prescrizioni e raccomandazioni.
I lavori del POB avranno una durata complessiva di circa 12 anni, attualmente sono stati realizzati il primo impianto di messa in riserva e la prima bonifica dell’area su cui verrà ampliato il trattamento delle acque di falda. Sono inoltre in fase di cantierizzazione le opere per la deviazione del Torrente Marmazza e per la risoluzione delle interferenze con le infrastrutture esistenti. 
Per approfondimenti vai alla pagina Territorio Fattori Siti Contaminati.

Strumenti per la Valutazione Ambientale Strategica

Relativamente ai processi di VAS inerenti gli strumenti della pianificazione urbanistica, è stato aggiornato il documento tecnico Contenuti del Rapporto Ambientale per la pianificazione locale al fine di agevolare la redazione del Rapporto Ambientale (RA) per la fase di valutazione e di rendere il più possibile omogenei e adeguati i processi di valutazione ambientale degli strumenti urbanistici.
Tale documento tecnico di indirizzo fornisce indicazioni operative e di supporto alle Amministrazioni comunali, definendo un indice ragionato degli argomenti da trattare e approfondire nel Rapporto Ambientale e specificando indicazioni di natura ambientale e paesaggistica. I principali argomenti trattati riguardano: gli aspetti metodologici, le componenti ambientali,
territoriali e paesaggistiche da trattare all’interno del RA, indicazioni in merito alle misure di mitigazione e compensazione ambientale, il tema del monitoraggio; è inoltre inclusa una serie di indirizzi web contenenti banche dati a cui fare riferimento.

Il documento è stato aggiornato sulla base dei più recenti atti normativi e pianificatori in materia ambientale, territoriale e paesaggistica, in stretta collaborazione con le strutture regionali interessate e coinvolte nell’organo tecnico regionale.

Il testo è disponibile on-line sul sito web della Regione Piemonte, sezione “Linee guida regionali”.

Autorità Ambientale Regionale

L’Autorità Ambientale regionale (AA) assicura l’integrazione della dimensione ambientale nei processi di definizione, attuazione, sorveglianza e monitoraggio dei programmi dei fondi strutturali europei dalla programmazione 2014-2020 (FESR, FEASR, Interreg IT – FR Alcotra e Interreg Italia – Svizzera).

La Regione Piemonte ha sistematizzato le attività dell’AA con la D.G.R. n. 40-5288 del 29 gennaio 2013 “Autorità ambientale della Regione Piemonte. Ruolo e funzioni nel contesto della politica regionale unitaria per la nuova programmazione 2014-2020 dei Fondi del Quadro Strategico Comunitario”. Per lo svolgimento delle attività dell'Autorità Ambientale regionale è stato individuato, all'interno del Settore Valutazioni Ambientali e Procedure Integrate della Direzione Ambiente, governo e tutela del territorio, uno staff ristretto di funzionari che si avvale del supporto di personale con contratto di collaborazione finanziato dalle risorse stanziate per l’assistenza tecnica dei programmi.
L’AA partecipa ai lavori della Rete nazionale delle Autorità Ambientali e delle Autorità della programmazione dei fondi strutturali comunitari che si configura come una struttura di
coordinamento e cooperazione tra le Autorità Ambientali e le Autorità di Gestione. Costituisce una sede di riflessione, formazione, confronto per la messa in comune delle esperienze e per l’elaborazione di proposte, criteri e metodologie per favorire l’integrazione della componente ambientale in tutti i settori in cui operano i fondi strutturali e per assicurare il rispetto della politica e della normativa comunitaria in materia ambientale.

Il 23 febbraio 2017, la Conferenza Stato-Regioni ha preso atto del Protocollo di intesa fra le Autorità ambientali e le Autorità di gestione dei programmi comunitari del ciclo 2014-2020, sottoscritto dalla Regione Piemonte con D.G.R. n. 2-2989 del 7 marzo 2016 “Adesione al Protocollo di intesa tra Agenzia Coesione Territoriale Ministero Ambiente Tutela del Territorio e del Mare Autorità di Gestione dei Programmi Operativi 2014-2020 e Autorità Ambientali per promuovere e assicurare l'integrazione ambientale e gli obiettivi sviluppo sostenibile nei programmi operativi del ciclo di Programmazione dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE) e Fondo Sviluppo Coesione”.

Valutazione ambientale strategica nell’ambito dell’Accordo di Programma per il Parco della Salute  della Ricerca e dell’Innovazione

La Regione Piemonte, nel quadro del complessivo processo di riorganizzazione e razionalizzazione delle attività di assistenza, che si sta realizzando a livello nazionale ed europeo, ha avviato l’iniziativa per la realizzazione di un nuovo complesso ospedaliero in grado di rispondere da un lato alle radicali evoluzioni tecnologiche che stanno caratterizzando la medicina, dall’altro alla profonda trasformazione della società e del rapporto servizi-paziente con i nuovi modelli di assistenza.

Nell’autunno 2016 la Regione Piemonte, rappresentata dalle Direzioni Segretariato Generale e Ambiente, Governo e Tutela del Territorio, ha avviato in coerenza con le linee strategiche regionali, il processo tecnico-amministrativo per la modifica dell’Accordo di programma (DPGR 8/2010), al fine di realizzare nel Comune di Torino nell’area Avio-Oval il nuovo Parco della Salute della Ricerca e dell’Innovazione e contestualmente riqualificare con un programma di natura urbanistica l’area dei quattro grandi ospedali: San Giovanni Battista, Regina Margherita-Sant’Anna, Centro Traumatologico di Torino.

L’avvio dell’iniziativa, nel suo complesso, ha comportato la variazione urbanistica al PRGC sia per l’ambito Avio Oval sia per l’ambito degli attuali presidi ospedalieri con la contestale Valutazione ambientale strategica; quest’ultima si propone di contribuire al perseguimento sia degli obiettivi di sostenibilità ambientale degli interventi, sia degli strumenti utilizzati per la definizione delle successive fasi pianificatorie e progettuali (es. strumenti urbanistici, modalità di realizzazione, ecc), anche allo scopo di semplificare e coordinare, ove possibile, le ulteriori fasi procedurale e tecniche

Gli obiettivi di sostenibilità, fissati dalle strategie di sviluppo sostenibile per le diverse scale territoriali, devono rappresentare il riferimento per tutti i processi di VAS in accordo a quanto stabilito dall’art. 34 del DLgs 152/06 o a quelli di sostenibilità stabiliti dalla normativa/strumenti di pianificazione alle diverse scale territoriali.

La Regione Piemonte, promotrice dell’iniziativa in Accordo di Programma e in qualità di Autorità Procedente per la Valutazione ambientale strategica per il Nuovo Parco della Salute Ricerca e Innovazione (PSRI), con il supporto di Arpa Piemonte, si pone come obiettivo di:

  • contribuire al perseguimento di obiettivi di sostenibilità ambientale;
  • individuare, descrivere e valutare gli effetti significativi che le azioni previste potrebbero avere sull’ambiente, sull’uomo, sul patrimonio culturale e paesaggistico;
  • considerare e valutare le ragionevoli alternative che possono adottarsi in considerazione degli obiettivi di sostenibilità ambientale, dell’ambito territoriale di riferimento al PSRI e ai possibili effetti;
  • assicurare il monitoraggio del perseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e il controllo degli effetti con indicatori definiti e misurabili.
Al fine di garantire il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, come sopra esposto, si ritiene sottolineare che la Regione Piemonte, con processo di larga trasparenza ha coinvolto, oltre gli Enti Istituzionali con competenza ambientale, altri soggetti ed in particolare l’Azienda Ospedaliera e il Politecnico di Torino.
Il Rapporto Ambientale (RA) è stato predisposto sulla base delle indicazioni “Contenuti del Rapporto ambientale di cui all’art. 13” (Allegato VI del DLgs 152/06 e s.m.i.) nonché di quelle presenti nella DGR 12 gennaio 2015, n. 21-892 “Valutazione Ambientale Strategica.  Approvazione del documento tecnico di indirizzo "Contenuti del Rapporto Ambientale per la pianificazione locale".

Con riferimento al Rapporto Ambientale, si ritiene sottolineare che questo non si è limitato ad esporre i contenuti della “variante” e a descrivere la situazione ambientale del territorio su cui esso insiste, ma ha descritto il processo di “costruzione” della stessa basato sull’integrazione ambientale, evidenziando le metodologie utilizzate, le scelte effettuate durante il processo di elaborazione della “variante” e di valutazione ambientale, compresa la definizione delle alternative ragionevoli e la descrizione comparata dei loro effetti significativi sull’ambiente.

Infine, considerata la portata dell’intervento, si evidenzia che la modifica all’”Accordo” implica la definizione di un nuovo assetto territoriale, nuove funzioni e relative quantità edificatorie per l’ambito Avio - Oval e per le aree del Distretto ospedaliero “Molinette”, “Sant’Anna” e “Regina Margherita”, presumibilmente, tale modifica comporterà una successiva procedura di VIA, in quanto si prevedono opere elencate nell’ Allegato B1 (tipologia n. 4 progetti di sviluppo di aree urbane, nuove o in estensione, interessanti superfici superiori ai 40 ettari; progetti di sviluppo urbano all'interno di aree urbane esistenti interessanti superfici superiori ai 10 ettari) e nell’Allegato B3 (tipologia n.7 costruzione di parcheggi con capacità superiore a 500 posti auto), che dovranno in una successiva fase essere analizzate nel dettaglio del progetto architettonico complessivo.

SPECIE VEGETALI ESOTICHE INVASIVE  NELL’AMBITO DI ATTIVITÀ DI CANTIERE CON MOVIMENTI TERRA E INTERVENTI DI RIPRISTINO AMBIENTALE

La diffusione delle specie alloctone è ormai riconosciuta come una delle principali minacce per la conservazione della biodiversità. Tra le priorità d’intervento individuate dalla Strategia Nazionale per la Biodiversità figurano “programmi e iniziative volte a prevenire l’introduzione e l’invasione di specie alloctone, assicurare la rapida identificazione e rimozione dei nuclei di nuovo insediamento, attivare azioni coordinate di eradicazione e controllo per le specie già insediate nel territorio nazionale e di mitigazione degli impatti sulle specie e gli ecosistemi colpiti”.

In quest'ottica, le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di Valutazione di Incidenza Ecologica (VI) possono rappresentare ottimi strumenti di prevenzione e di gestione di tale problematica.   

Per questo motivo, Arpa Piemonte, di concerto con il Gruppo di Lavoro regionale coordinato dalla Direzione Ambiente della Regione Piemonte, ha elaborato alcune indicazioni tecniche che tengono conto delle esperienze fino ad oggi maturate e delle problematiche via via evidenziate dagli esperti di settore e dagli operatori dell'Agenzia che si occupano di valutazioni ambientali. Si tratta di un insieme di buone pratiche, che possono essere tradotte in prescrizioni all'interno dei provvedimenti autorizzativi, volte alla gestione della flora alloctona nell'ambito delle attività di cantiere e degli interventi di ripristino ambientale delle aree interferite dai lavori.

Figura 5
Nucleo di Buddleja Davidii  in prossimità di una recinzione di un cantiere

La fase di cantiere rappresenta infatti uno dei momenti più favorevoli per l'insediamento e la diffusione di specie esotiche, sia nei siti di intervento che nelle aree ad essi adiacenti, a causa dei movimenti terra (scavi, riporti, presenza più o meno prolungata di cumuli di inerti, acquisizione di terreno da aree esterne il cantiere) e, più in generale, della presenza di superfici nude che, se non adeguatamente trattate e gestite, risultano colonizzabili dalle entità alloctone, sovente a temperamento ruderale o generalista. Nell’ambito di interventi che prevedono la movimentazione di inerti, le indicazioni tecniche contengono alcune misure di prevenzione nella gestione del materiale, quali l’inerbimento dei cumuli di terra, in modo da creare condizioni sfavorevoli all'insediamento delle specie della flora esotica.

L’obiettivo di tutti gli inerbimenti, anche temporanei, è la copertura continua del suolo con una vegetazione erbacea costituita dal giusto equilibrio di graminoidi e dicotiledoni autoctone adatte alle diverse condizioni stazionali dei siti d'intervento.

Oltre ad una oculata scelta delle specie da utilizzare per gli interventi di inserimento e ripristino ambientale, risulta fondamentale responsabilizzare la Direzione Lavori in modo che venga assicurata una preventiva verifica della piena rispondenza tra le entità previste in progetto (comprese quelle utilizzate nei miscugli per gli inerbimenti) e quelle effettivamente impiegate in cantiere.

Un altro problema affrontato nelle indicazioni tecniche di Arpa è la gestione dei residui vegetali prodotti nelle operazioni di taglio, sfalcio ed estirpazione delle specie esotiche invasive, fase delicata  in quanto cui parti delle piante e/o semi delle stesse possono essere dispersi nell’ambiente circostante, facilitandone così la diffusione sul territorio.

Figura 6
Piante di Heracleum mantegazzianum  lungo l’alveo di un torrente