Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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ENERGIA

Le fonti rinnovabili possono essere utilizzate sia per la produzione di energia elettrica che termica sia per la distribuzione ma prevalentemente per autoconsumo. Negli anni si sono susseguiti diversi tipi di incentivi per valorizzare questi tipi di impianto.

L’energia è un elemento centrale per quasi tutte le sfide e le opportunità più importanti che il mondo si trova oggi ad affrontare. Che sia per lavoro, sicurezza, cambiamento climatico, produzione alimentare o aumento dei redditi, l’accesso e l’utilizzo efficiente dell’energia è essenziale.

L’argomento Energia rientra in tre Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Obiettivo 4  Fornire un'educazione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti

 Target  4.a.1     Edifici dotati di accorgimenti per ridurre i consumi energetici
7 Assicurare a tutti l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

Target  7.2.1 Consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili (in percentuale del consumo interno lordo di energia elettrica)

Target 7.2.1 Quota di energia da fonti rinnovabili (escluso settore trasporti) sui consumi totali finali di energia

Target 7.2.1 Consumi di energia coperti da fonti rinnovabili (in percentuale del consumo finale lordo di energia)

Target 7.3.1 Intensità energetica
12 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Target 12.c.1  Sussidi alle fonti fossili per unità di PIL

Indicatori dell’obiettivo 7 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile 

Nell'ambito dell'Obiettivo 7: Assicurare a tutti l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni è stato popolato l'indicatore 7.2.1 Quota di energia da fonti rinnovabili utilizzando i dati del GSE (figura 1). Nella figura 2 è riportato l'indicatore Consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili. Si rileva un aumento del consumo di energia da fonti rinnovabili tra gli anni 2011-2015. Si evidenziano inoltre valori del Piemonte costantemente superiori a quelli dell'Italia.

Figura 1
Indicatore 7.2.1 - Quota di energia da fonti rinnovabili (escluso settore trasporti) sui consumi totali finali di energia

Fonte: GSE - Gestore Servizi Energetici
Nel maggio 2016 l’Associazione portoghese delle energie rinnovabili ha annunciato che il Portogallo ha soddisfatto il proprio fabbisogno energetico interamente grazie alle fonti rinnovabili per quattro giorni consecutivi e precisamente per 107 ore. Risultati come questo stanno diventando sempre più frequenti in tutta l’UE: vi sono giorni in cui la Danimarca riesce a generare oltre il 100 % del proprio fabbisogno energetico grazie alla sola energia eolica, con scorte sufficienti per alimentare parti della Germania e della Svezia.

Le fonti rinnovabili costituiscono una quota in rapida crescita dell’energia utilizzata in Europa.
Nondimeno, la maggior parte dell’energia consumata nell’UE proviene ancora dai combustibili fossili (72,6% in termini di consumo interno lordo nel 2015), benché la loro quota nel mix energetico si stia costantemente riducendo.

Figura 2
Indicatore 7.2.1 - Consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili (in percentuale sul consumo interno lordo di energia elettrica)

1 L'indicatore è stato calcolato considerando il consumo interno lordo comprensivo dei pompaggi

Fonte: Terna Spa

Obiettivi previsti dal DM 11 marzo 2012 (Decreto Burden sharing)

Ai fini del monitoraggio e della verifica del raggiungimento, da parte di ciascuna Regione e Provincia autonoma, degli obiettivi di consumo finale lordo di energia coperta da fonti rinnovabili, di cui all'articolo 5 del decreto 15 marzo 2012, il Gse calcola, su base annuale, il valore dei consumi regionali di energia da fonti rinnovabili, nonché dalla frazione rinnovabile e non rinnovabile dei rifiuti, articolati nei singoli componenti che concorrono alla determinazione degli obiettivi regionali mentre l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) calcola, su base annuale, il valore dei consumi regionali da fonti non rinnovabili articolati nei singoli componenti che concorrono alla determinazione degli obiettivi regionali.

Il Dm Sviluppo economico 11 maggio 2015 ha definito la metodologia da applicare per rilevare i dati necessari a misurare il raggiungimento degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili di energia - Burden sharing.

I dati pubblicati dal GSE sono riportati nella tabella:

Tabella 1
Obiettivi previsti dal DM 11 marzo 2012 per il Piemonte (decreto burden sharing)

Anni 

 

Consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili (escluso il settore Trasporti)

Consumi finali lordi di energia

Totale

Consumi finali lordi di energia da FER / Consumi finali lordi di energia

Previsione DM 11 marzo 2012 (decreto burden sharing) per il 2020

ktep

ktep

%

%

2012

1.653,3

10.303,4

16,0

  

 

     15,1

2013

1.846,2

10.709,2

17,2

2014

1.824,9

10.191,3

17,9

2015

1.887,6

10.605,0

17,8

2016

1.942,8

 

 

Fonte: GSE
Le previsioni DM 11 marzo 2012 dei Consumi finali lordi di energia da FER / Consumi finali lordi di energia per i diversi anni sono state: del 11,1% per il 2012, del 11,5 per il 2014, del 12,2 per il 2016.  La previsione per il 2020 è del 15,1%. In tutti gli anni le previsioni sono state sempre superate.

Nella figura 3 è riportata la quota dei consumi finali lordi di energia coperta da fonti rinnovabili e gli obiettvi previsti dal Decreto burden sharing.

Figura 3 - Piemonte
Monitoraggio obiettivi regionali fissati dal DM 15 marzo 2012 Burden sharing
Quota dei consumi finali lordi di energia coperta da fonti rinnovabili (%)

Produzione di energia elettrica

La produzione lorda di energia elettrica in Piemonte nel 2016 è stata pari a 26.202 GWh, quella netta (ossia al netto dei fabbisogni per i servizi ausiliari della produzione) è stata di 25.576 GWh. Circa il 66% della produzione lorda è stata ottenuta da impianti termoelettrici e circa il 27% da impianti idroelettrici, con un incremento della quota prodotta da impianti termoelettrici rispetto al 2015 del 5%.

Tabella 2
Produzione di energia elettrica in Piemonte - anno 2016

Tipologia di produzione

Operatori del mercato elettrico *

Autoproduttori

Totale

Produzione lorda idroelettrica

6.960,6

120,0

7.080,6

Produzione lorda termoelettrica tradizionale

15.485,4

1.917,6

17.403,0

Produzione lorda eolica

30,2

 

30,2

Produzione lorda fotovoltaica

1.688,1

 

1.688,1

Totale Produzione lorda

24.164,3

2.037,5

26.201,8

Servizi ausiliari della Produzione

569,3

56,4

625,7

Produzione netta idroelettrica

6.860,2

118,1

6.978,3

Produzione netta termoelettrica tradizionale

15.043,0

1.863,0

16.906,0

Produzione netta geotermoelettrica

 

 

 

Produzione netta eolica

29,7

 

29,7

Produzione netta fotovoltaica

1.662,1

 

1.662,1

Totale Produzione netta

23.595,0

1.981,1

25.576,1

Energia destinata ai pompaggi

706,3

 

706,3

Produzione destinata al consumo

22.888,7

1.981,1

24.869,8

Fonte: Terna

* Produttori, distributori e grossisti

Tabella 3
Impianti per la produzione di energia elettrica in Piemonte al 31.12.2016

Tipologia di impianti

Operatori del mercato elettrico *

Autoproduttori

Totale

Impianti idroelettrici (n)

809

12,0

820,0

Impianti idroelettrici Potenza efficiente lorda (MW)

3.759,2

26,0

2.720,2

Impianti idroelettrici Potenza efficiente netta (MW)

3.696,1

25,0

3.721,2

Impianti termoelettrici (n)

407

123,0

530,0

Impianti termoelettrici Sezioni (n)

476

162,0

638,0

Impianti termoelettrici Potenza efficiente lorda (MW)

4.475,4

396,2

4.871,5

Impianti termoelettrici Potenza efficiente netta (MW)

4.360,9

384,5

4.745,4

Impianti eolici (n)

 

 

16

Impianti eolici Potenza efficiente lorda (MW)

 

 

18,8

Impianti fotovoltaici (n)

 

 

51.362,0

Impianti fotovoltaici Potenza efficiente lorda (MW)

 

 

1.556,1

Impianti bioenergie (n)

 

 

298

Impianti a bioenergie Potenza efficiente lorda (MW)

 

 

362,3

Impianti a fonti rinnovabili totale (n)

 

 

52.496

Impianti a fonti rinnovabili Potenza efficiente lorda (MW)

 

 

4.657,4

Fonte: Terna
* Produttori, distributori e grossisti

Produzione di energia da fonti rinnovabili e teleriscaldamento

Il sistema informativo geografico Atlaimpianti raccoglie i principali dati sugli impianti di produzione di energia elettrica e termica, con particolare riferimento a quelli che ricevono incentivi dal GSE.
 
Attualmente sono censiti gli impianti che sono stati incentivati attraverso i diversi meccanismi:
  • CE - Conto Energia
  • CV (IAFR) - Certificati Verdi
  • FER E - Incentivo FER elettriche no FTV
  • RICOGE - Riconoscimento Cogenerazione
  • RID - Ritiro Dedicato
  • SSP - Scambio sul Posto
  • TO (IAFR) - Tariffa Omnicomprensiva

Tabella 4
Impianti incentivati in Piemonte al 28/02/2018

 

CE - Conto Energia

CV (IAFR) - Certificati Verdi

FER E - Incentivo FER elettriche no FTV

RICOGE - Riconoscimento Cogenerazione

RID - Ritiro Dedicato

SSP - Scambio sul Posto

TO (IAFR) - Tariffa Omnicomprensiva

Totale complessivo

 

Impianti (numero)

37.813

724

221

46

5.387

39.242

391

83.824

 Potenza contrattualizzata (kW)

1.399.274

3.872.253

47.862

330.629

1.519.191

355.458

263.223

7.787.891

Impianti di produzione di energia elettrica

Nella tabella 5 sono riportati gli impianti di produzione di energia elettrica incentivati dal GSE o che usufruiscono dei servizi di ritiro dell’energia prodotta.
Gli stessi sono divisi per fonte distinguendo tra: eolica, solare, geotermica, bioenergie, idraulica e non rinnovabile “NO FER”.

Tabella 5
Impianti per la produzione di energia elettrica in Piemonte al 28/02/2018

Fonte

 

AL

AT

BI

CN

NO

TO

VB

VC

Piemonte

BIOGAS

Impianti (numero)

34

5

5

59

17

40

 

7

167

Potenza nominale (kW)

36.631

1.773

2.872

28.091

10.932

48.293

0

6.973

135.565

BIOMASSE LIQUIDE

Impianti (numero)

6

 

5

3

1

10

2

2

29

Potenza nominale (kW)

6.049

0

5.649

4.207

840

30.169

1.415

2.835

51.164

BIOMASSE SOLIDE

Impianti (numero)

5

2

2

20

3

12

 

3

47

Potenza nominale (kW)

3.223

766

3.284

12.758

1.829

31.813

0

16.570

70.243

EOLICA

Impianti (numero)

1

 

 

3

 

7

 

 

11

Potenza nominale (kW)

16

0

0

18.520

0

250

0

0

18.786

IDRAULICA

Impianti (numero)

33

4

23

168

30

168

98

23

547

Potenza nominale (kW)

18.893

6.627

12.451

187.259

20.033

679.327

407.062

24.742

1.356.394

NO FER

Impianti (numero)

8

3

10

32

3

35

5

5

101

Potenza nominale (kW)

8.549

2.168

9.835

106.404

115.273

2.028.651

1.453

3.243

2.275.575

RIFIUTI

Impianti (numero)

1

 

 

 

 

1

 

 

2

Potenza nominale (kW)

1.000

0

0

0

0

128.000

0

0

129.000

SOLARE (Fotovoltaico)

Impianti (numero)

4.466

3.201

2.247

10.163

4.576

17.083

1.013

2.189

44.938

Potenza nominale (kW)

216.629

71.635

80.499

475.674

82.943

351.152

12.866

72.366

1.363.764

Totale

Impianti (numero)

4.554

3.215

2.292

10.448

4.630

17.356

1.118

2.229

45.842

Potenza nominale (kW)

290.989

82.969

114.590

832.913

231.850

3.297.655

422.796

126.729

5.400.491

Fonte: GSE – ATLAIMPIANTI, elaborazioni Arpa Piemonte
Gli impianti eolici sono quelli che rispetto al 2017 hanno avuto il maggior incremento percentuale sia in termini di numero (da 7 a 11) che di Potenza nominale (da 188 KW a 18.786 KW).
In termini numerici è l’energia solare che ha avuto il maggior numero di nuovi impianti incentivati tra il 2017 e il 2018, cioè 960. Il maggior incremento assoluto di potenza si è avuto nelle NO FER: 2.200.237 kW.

Impianti di produzione di energia termica

Nella figura 4 vengono riportati gli impianti di produzione di calore incentivati dal GSE divisi in base all'alimentazione o al tipo di generatore in: Biomasse, Pompe di calore, Solare termico e Generatori a condensazione.

Figura 4
Impianti per la produzione dell’energia termica incentivati al 28/02/2018

Fonte: GSE – ATLAIMPIANTI, elaborazioni Arpa Piemonte
Tra il 2017 e il 2018 hanno avuto un maggior incremento percentuale i generatori a condensazione (+208,8%) mentre numericamente hanno avuto un maggior incremento gli impianti a biomassa (+986).

Reti di teleriscaldamento
La situazione è invariata a febbraio 2018 rispetto al 2017.

Tabella 6
Reti di teleriscaldamento censite da GSE


Province 

Impianti numero

Energia Termica Erogata (MWh) 

Energia Termica Immessa (MWh)

AL


4

56.896 64.885

AT

1 5.013 5.800

BI

3 35.060 39.361

CN

12 288.389 354.385

TO

19 2.470.476 2.943.632

Totale

39

2.855.834 3.408.063
Fonte: GSE - Atlaimpianti. Elaborazione Arpa Piemonte


IMPIANTI DI DIGESTIONE ANAEROBICA

Nel corso del 2017 è stato aggiornato il database relativo agli impianti di digestione anaerobica individuati nell’indagine iniziata nel 2012.
L’aggiornamento è stato fatto in particolare per quegli impianti che risultavano in fase di autorizzazione o in costruzione. Per effettuare questo è stato consultato il Bollettino semestrale del Gestore dei servizi energetici (Gse) aggiornato al 31/12/2016.
Gli impianti di digestione anaerobica individuati e georeferenziati sul territorio piemontese, a seguito di quest’ultimo aggiornamento,risultano in totale 179, di cui 169 in esercizio e 10 in costruzione, risultano inoltre presenti altri 3 progetti di impianti a biogas, che però non hanno ancora concluso il procedimento autorizzativo.  La potenza elettrica complessiva installata fino al 2017 è pari a 122 MWe.

Figura 5
Potenza elettrica complessiva installata - anni 2009-2016

Fonte: Arpa Piemonte

Tutti gli impianti sono stati aggiornati sul servizio webgis Arpa Piemonte - localizzazione impianti di digestione anaerobica presente sul geoportale Arpa. Il geoservizio è stato inoltre esposto attraverso protocolli WMS e WFS al fine di garantire l’accesso anche tramite altri client GIS (ArcGIS, QGis etc).

Figura 6
Localizzazione impianti biogas in Piemonte

Energia rinnovabile in Europa

Il rapporto 2017 dell’Agenzia europea per l’ambiente “L'Energia in Europa: la situazione attuale” fa il punto sull'energia rinnovabile in Europa. Il processo di transizione verso l’energia rinnovabile continua, anche se tale processo sembra aver perso un po' di ritmo negli ultimi due anni.

L'obiettivo comune dell'UE è di raggiungere una quota del 20% di energia rinnovabile nel consumo finale di energia entro il 2020.
I paesi europei consumano meno energia rispetto a 10 anni fa, perlopiù grazie a una maggiore efficienza energetica. L’Europa inoltre fa minore affidamento sui combustibili fossili grazie al risparmio energetico e a un’adozione più rapida del previsto delle energie rinnovabili. Nel decennio 2005-2015, la percentuale di rinnovabili rispetto al consumo energetico dell’UE è quasi raddoppiata, passando dal 9 % a quasi il 17 %. Alcuni settori e paesi sono all’avanguardia nell’uso dell’energia pulita. 
Nel maggio 2016 l’Associazione portoghese delle energie rinnovabili ha annunciato che il Portogallo ha soddisfatto il proprio fabbisogno energetico interamente grazie alle fonti rinnovabili per quattro giorni consecutivi e precisamente per 107 ore. Risultati come questo stanno diventando sempre più frequenti in tutta l’UE: vi sono giorni in cui la Danimarca riesce a generare oltre il 100 % del proprio fabbisogno energetico grazie alla sola energia eolica, con scorte sufficienti per  alimentare parti della Germania e della Svezia.

Le fonti rinnovabili costituiscono una quota in rapida crescita dell’energia utilizzata in Europa.
Nondimeno, la maggior parte dell’energia consumata nell’UE proviene ancora dai combustibili fossili (72,6% in termini di consumo interno lordo nel 2015), benché la loro quota nel mix energetico si stia costantemente riducendo.

Certificazione energetica degli edifici

La certificazione energetica degli edifici, attiva in Piemonte dalla fine del 2009, attesta la prestazione energetica di un edificio, fornendo quindi informazioni sui consumi di energia e i conseguenti costi.

A partire dall’ottobre 2015 la Regione Piemonte ha adeguato, con il supporto di CSI-Piemonte, il Sistema informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici (SIPEE) che gestisce l'elenco regionale dei soggetti abilitati al rilascio dell'Attestato di Prestazione Energetica (APE), i dati inseriti negli APE e la raccolta degli attestati trasmessi dai professionisti.

L’esame dei dati relativi agli immobili certificati consente di caratterizzare il patrimonio edilizio esistente anche al fine di definire le politiche più efficaci in questo campo.

Il volume lordo riscaldato dotato di certificazione energetica è oggi pari a 601.849.841,58 m3. Di questi oltre 262 mila sono APE, cioè sono rappresentativi delle prestazioni energetiche di edifici calcolati ai sensi del DM 26.06.2015 e caricati a partire dall’ottobre 2015.

Le modifiche introdotte alle metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici non consentono di sommare i risultati contenuti nella banca dati ACE ante-2015 con quelli contenuti negli APE ex DM 26.06.2015; quindi in questa sede sono presentati i risultati dei soli APE raccolti dal SIPEE a partire dall’ottobre 2015 fino al 31 marzo 2018.

Figura 7 - Patrimonio edilizio coperto da un attestato di prestazione energetica

Fonte: Sistema Informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici (SIPEE)
Dal grafico è possibile quantificare come il patrimonio edilizio coperto da un attestato di prestazione energetica fino ad ora appartenga per lo più al periodo di costruzione compreso tra il 1961 e il 1975.

Figura 8
Classi energetiche del patrimonio edilizio (da ottobre 2015 al 31/03/2018)

Fonte: Sistema Informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici (SIPEE)
 
Inoltre il medesimo patrimonio immobiliare mostra una classe energetica ancora poco soddisfacente, compreso nelle classi F e G per il 53,9% su un totale di oltre 262 mila APE, denotando un sensibile miglioramento a livello statistico rispetto all’anno scorso. In particolare si osserva come fino ad ora solamente una piccola quantità del totale degli immobili certificati (5,8%, in leggero miglioramento rispetto ai dati 2017) risulta in classe A4-A1.

Per quanto riguarda la motivazione del rilascio degli attestati di prestazione energetica effettuati in Piemonte, si conferma il dato delle passate edizioni: circa la metà degli APE è prodotta per soddisfare il passaggio di proprietà dell’immobile e poco più del 30% è dovuta alla locazione, a seguire con valori più contenuti la nuova costruzione e la ristrutturazione edilizia con quantità comprese tra il 3% ed il 7%.

Infine è interessante osservare come si ripartiscono gli attestati per destinazione d’uso.
1) E.1: destinazione d’uso residenziale, che è quella che mostra un maggior numero di APE, è stata suddivisa tra E1.1 (uso continuo) - E1.2 (uso saltuario) = 228.060 APE ; E1.3 (alberghi, pensioni) = 485 APE; E1.1bis (caserme e carceri) = 184 APE. Queste ultime due categorie non sono significative nei numeri, ma è interessante osservarne la scarsa prestazione energetica dell’edifico;
2) E.2: uffici = 7.772 APE;
3) E.3: ospedali, case di cura e ricoveri = 312 APE;
4) E.4: attività ricreative e di culto: anche qui è possibile suddividere tra E.4.1 (cinema e teatri) =190; E.4.2 (musei e biblioteche) = 182; E.4.3 (bar, ristoranti) =2.477 APE;
5) E.5: commercio = 14.512 APE;
6) E.6: attività sportive: si è scelto di non suddividere tra E.6.1 (piscine), E.6.2 (palestre) ed E.6.3 (servizi di supporto) in quanto i numeri sono talmente piccoli che non se ne apprezzerebbe la distinzione = 482 APE;
7) E.7: scuole = 624 APE;
8) E.8: attività artigianali e industriali = 6657 APE.
Il nuovo residenziale costruito e certificato

Da un’analisi effettuata in base al numero di APE presenti all’interno della banca dati SIPEE, dopo l’entrata in vigore del DM 26.06.2015, è stato possibile quantificare l’offerta di nuovi immobili realizzati in tale periodo in Piemonte.

I dati ripartiti per classe energetica di appartenenza dell’immobile permettono di caratterizzare energeticamente l’offerta abitativa del nuovo sul territorio.

È possibile osservare (figura 7) come la situazione sia profondamente cambiata rispetto alle precedenti edizioni, certamente grazie all’evoluzione della cogenza legislativa in materia di risparmio energetico; infatti si osserva che la grande maggioranza delle nuove costruzioni sia nelle classi da A4 a B, mentre soltanto pochi residuali interventi hanno classe inferiore, verosimilmente a causa di un Permesso di costruire antecedente l’anno 2015.

Figura 7
Classe energetica per gli edifici di nuova costruzione - anni 2015-2017

Fonte: Sistema Informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici (SIPEE)

La prassi UNI

Il Consiglio Direttivo UNI ha approvato a gennaio 2015 la Prassi di Riferimento "Sostenibilità ambientale nelle costruzioni- Strumenti operativi per la valutazione della sostenibilità" che permette di formulare un giudizio sintetico sulla performance globale di un edificio, assegnando un punteggio indicativo del livello di sostenibilità.
La prassi, nota anche come UNI/PdR 13:2015, è stata sviluppata a partire dal Protocollo ITACA nazionale, con il supporto tecnico-scientifico di iiSBE Italia inoltre è stata elaborata tenendo conto delle norme europee sulla valutazione della sostenibilità nelle costruzioni, in particolare con le norme predisposte dal Comitato Tecnico CEN/TC 350.
La valutazione ambientale attraverso questa prassi si traduce in un punteggio che viene determinato seguendo una procedura di valutazione dei criteri individuati che afferiscono alle 5 aree seguenti: qualità del sito, consumo di risorse, carichi ambientali, qualità ambientale indoor, qualità del servizio.
La UNI/PdR 13:2015 è strutturata in 2 sezioni:

  • Sezione 0 che fornisce l’inquadramento generale e i principi metodologici alla base del sistema di analisi per la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici per la determinazione del punteggio di prestazione;
  • Sezione 1 che specifica i criteri, organizzati in “schede criterio” e raggruppati per categoria di riferimento, per la valutazione di sostenibilità ambientale e il calcolo del punteggio di prestazione degli edifici con destinazione d’uso residenziale.

Il risultato del calcolo del punteggio di prestazione è la “relazione di valutazione”, effettuata su un singolo edificio e la sua area esterna di pertinenza, e contenente gli esiti della valutazione rispetto all’insieme dei criteri presi in considerazione.
L’UNI ricorda che tali prassi “non sono norme ma documenti, al servizio della formazione, che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche elaborati sulla base di un rapido processo di elaborazione ristretta ai soli autori, sotto la conduzione operativa di UNI.