Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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TURISMO

Anche per il 2017 i dati dell’Osservatorio confermano la crescita, ormai decennale, del settore turistico in Piemonte, con un aumento significativo perfino rispetto al 2016: positivi sia gli arrivi, che si avvicinano alla soglia di 5 milioni e 200mila, sia le presenze, complessivamente oltre quota 14milioni e 900mila. Un risultato connesso a una buona crescita tanto del turismo italiano quanto di quello estero.

I risultati registrati per il 2017 confermano ancora una volta quanto il sistema turistico piemontese sia ormai un asset economico strategico in grado di generare Pil e di trainare anche altri settori, dall’artigianato all’enogastronomia. Si tratta di un ambito che in questi anni è profondamente mutato e che, a fianco di forme tradizionali, vede una crescita sempre più importante del turismo esperienziale ed extra-alberghiero.

Il turismo in Piemonte quindi rappresenta un fattore economico in espansione che pone alla base del proprio processo produttivo risorse primarie limitate e spesso meritevoli di forme particolare di tutela. Questi due aspetti, cioè un trend naturale in crescita e l’esigenza di salvaguardare le risorse di base rendono indispensabile orientare i comportamenti della domanda e lo sviluppo dell’offerta in senso favorevole alla conservazione e alla valorizzazione delle risorse che alimentano l’attrattività e la fruizione turistica, portando in primo piano il tema della sostenibilità.

Strutture ricettive

Alla crescente presenza turistica ha fatto seguito un aumento di strutture che negli anni si sono differenziate notevolmente. Le strutture più tradizionali come gli alberghi sono stati abbondantemente superate da esercizi meno strutturati come gli agriturismi, gli affittacamere e principalmente i Bed & Breakfast. Le strutture complessive sono 6.729 (con un aumento di circa 200 unità rispetto allo scorso anno) con 84.325 camere e con un numero di letti complessivo di 199.114 unità. Al primo posto la provincia di Torino con 1.918 strutture recettive complessive, segue la provincia di Cuneo con 1.856.

Per visualizzare la serie storica delle strutture turistiche consulta gli indicatori ambientali sulle strutture ricettive

Figura 1
Strutture turistiche - anno 2017

Movimenti turistici (Arrivi e Presenze)

I turisti arrivati in Piemonte nel 2016 sono stati 4.821.989 (+2,67% rispetto al 2015) e le presenze (definite come il numero di notti trascorse presso gli esercizi turistici) 14.011.169. Un risultato connesso a una buona crescita tanto del turismo italiano (+6,6% di arrivi e +5% di presenze) quanto di quello estero (+8,8% di arrivi e +8,3% di presenze).

Di particolare rilievo l’incremento dei mercati esteri, che in Piemonte crescono oltre la media nazionale, che si attesta al 5,9% (fonte Istat). Nel 2017 si sono registrati quasi 2milioni di arrivi e oltre 6milioni di pernottamenti: l’aumento riguarda maggiormente i flussi da Germania, Francia e dai Paesi del Nord Europa.

Facendo riferimento ai territori, secondo le statistiche ufficiali, Torino e cintura hanno registrato un incremento negli arrivi (+8,84%) e un saldo positivo nelle presenze (+3,07%), raggiungendo quasi 1milione e 880mila arrivi e 5milioni di pernottamenti. L’aumento è trainato principalmente dal mercato italiano (+11,09% di arrivi e +5,97% di presenze).
La Città di Torino, in particolare, vede una crescita dell’8,41% negli arrivi, che superano quota 1milione e 200mila, e dell’1,51% nelle presenze, pari a oltre 3milioni e 700mila pernottamenti. Si evidenzia la crescita degli arrivi e delle presenze dalle regioni italiane a fronte di una flessione dei principali mercati internazionali.

Si conferma nel 2017 un’ottima crescita in modo particolare per il segmento lacuale estivo e per l’area collinare del sud del Piemonte. Nel caso dei laghi crescono sia i turisti nazionali che esteri che rappresentano una quota consistente, pari all’83% delle presenze totali e al 76% degli arrivi.
Le colline, d’altra parte, rafforzano la loro posizione e la loro quota estera (52% delle presenze e 48% degli arrivi). La componente estera, che traina la crescita (+10,14% e +11,99% di arrivi e presenze rispettivamente), vede come primi mercati la Svizzera, la Germania e il BeNeLux.

Di grande interesse l’andamento della montagna, che nella stagione estiva registra un saldo estremamente positivo: un incremento del numero di turisti pari al 9,71% e un +11,88% di presenze, con una crescita in particolare della componente estera. La montagna invernale Cuneese e della Valsesia per l’ultima stagione aumenta i flussi turistici, in particolare la quota italiana, accrescendo rispettivamente le presenze del 16,9% e del 21,8%, mentre rallentano le torinesi (-0,2% di presenze, con una flessione in particolare del mercato italiano).

In termini assoluti, le ATL di Turismo Torino e Provincia e del Distretto dei Laghi si confermano come le più attrattive: la prima supera i 7 milioni di presenze con oltre 2milioni 400mila arrivi, la seconda invece registra più di 1milioni e 100mila arrivi e 3milioni 900mila presenze.

Consulta la serie storica degli indicatori ambientali relativi ai movimenti turistici.

Figura 2
Presenze turistiche - anno 2017

Figura 3
Arrivi turistici - anni 1994-2017

Fonte: Regione Piemonte, Assessorato Turismo

Figura 4
Presenze turistiche - anni 1994-2017

Fonte: Regione Piemonte, Assessorato Turismo
L’Osservatorio regionale del Turismo informa che i mesi più turistici sono quelli estivi che si confermano i più importanti per il turismo regionale, attraendo oltre il 60% dei flussi.

Pressioni turistiche

L’intensità turistica identifica il carico del turismo sul territorio. Il rapporto “numero degli arrivi per popolazione residente” rappresenta il peso del turismo sul territorio, mentre il rapporto “presenze per popolazione residente” individua il sovraccarico sul territorio e sulle sue strutture. I flussi turistici sono, in sostanza, un ampliamento provvisorio della popolazione, e possono comportare problemi legati al degrado della qualità della vita, incidere sulla viabilità, sicurezza, approvvigionamento idrico, depurazione, smaltimento rifiuti, ecc.
Essenzialmente a livello provinciale è la provincia di Verbania a detenere la maggior intensità turistica: 19,67 presenze/residenti in confronto ad una media piemontese di 3,60, entrambe in aumento rispetto allo scorso anno.
Considerando invece l’intensità turistica a livello comunale, sono i comuni montani a subire la maggiore pressione turistica; su tutti Sestriere con un indice di 424, Claviere con 272, Pragelato e Ceresole Reale 148 per l’elevata presenza turistica rapportata agli abitanti residenti. Tra le località lacuali si segnala Cannero Riviera con un indice di 162, Baveno con 120 e Stresa con 110. Al contrario, la città di Torino ha un indice di 4,19 per l’elevata popolazione residente.

Consulta la serie storica degli indicatori ambientali relativi alla pressione turistica.

Figura 5
Pressioni turistiche - anno 2017



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Un recente studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Sidney, pubblicato su Nature Climate Change, analizza i costi sull'ambiente del turismo. Il team ha preso in considerazione un periodo di cinque anni, dal 2009 al 2013, analizzando i dati di 160 Paesi in tutto il mondo e valutando tutto ciò che ruota intorno al turismo: dai voli ai souvenir, dagli alberghi al cibo, fino ai trasporti locali. I risultati indicano che i turisti e i servizi da loro utilizzati producono l’8% di tutti i gas serra emessi ogni anno. Emissioni che crescono al ritmo del 3% all’anno: più velocemente persino di quelle generate dal commercio internazionale. Detta in numeri, solo nel 2013 l’anidride carbonica e gli altri gas serra prodotti dal turismo globale ammontavano a 4,5 miliardi di tonnellate. E nel 2025, secondo le stime, i miliardi di tonnellate potrebbero arrivare a 6,5.
Fonte: Regione Piemonte, Assessorato Turismo