Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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RUMORE

Nel corso del 2017 è stato emanato il DLgs 17 febbraio 2017, n. 42, importante provvedimento finalizzato all’armonizzazione della normativa europea e nazionale in materia di inquinamento acustico.
Con il nuovo disposto vengono apportate alcune modifiche rilevanti al quadro legislativo vigente, definendo nuovi parametri descrittori del rumore, stabilendo modalità di coordinamento tra i differenti strumenti di caratterizzazione dell’inquinamento acustico su vasta scala, integrando piani d’azione e piani di risanamento, rivedendo alcuni aspetti del sistema sanzionatorio e prevedendo la revisione di parte dei decreti attuativi della Legge Quadro 447/1995.
È altresì rivista integralmente la regolamentazione della figura del tecnico competente ed è prevista l’emanazione di specifiche disposizioni per la disciplina dell’inquinamento acustico degli impianti eolici e di altre nuove sorgenti.
Il rumore rappresenta uno dei principali fattori di degrado della qualità della vita; ci accompagna e condiziona nelle attività lavorative, sociali, ricreative e spesso è presente anche durante il riposo ed il sonno.

La tutela dall’inquinamento acustico si può pertanto inserire negli Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

In particolare, la protezione dal rumore concorre al raggiungimento dell’Obiettivo 3: Salute e benessere, essendo ormai noto che l’esposizione a tale fattore inquinante costituisce una rilevante causa di deterioramento della salute.

Il contenimento dell’inquinamento acustico è altresì un tema connesso all’Obiettivo 11: Città e comunità sostenibili, in quanto la progressiva espansione della popolazione negli agglomerati urbani determina un inevitabile incremento della domanda di mobilità ed un aumento delle attività sociali e di intrattenimento potenzialmente causa di disturbo.

Il tema del rumore è infine correlato all’Obiettivo 9: Industria, innovazione e infrastrutture, attraverso lo sviluppo di sensori a basso costo (microfoni MEMS) che, abbinato all’incremento dei servizi di trasmissione e gestione di grandi moli di dati, rende sempre più concreta la possibilità di realizzare reti diffuse di monitoraggio acustico.




Sulla base dei dati e delle informazioni disponibili, si può evidenziare che lo stato dell’inquinamento da rumore rimane complessivamente costante.
Tra le criticità degne di nota si rileva la problematica legata all’incremento del traffico ferroviario merci lungo le direttrici Novara-Domodossola e Arona-Domodossola, per la quale allo stato attuale non si intravedono soluzioni.
Di contro si è rilevata una leggera diminuzione dell’impatto da rumore in alcune aree urbane, quale ricaduta positiva di politiche finalizzate alla gestione della mobilità e/o sicurezza.
Ad esempio, nella città di Torino si è riscontrata una leggera ma significativa riduzione dei livelli sonori prodotti dal traffico stradale nel corso degli ultimi vent’anni, anche grazie allo sviluppo di un più efficiente sistema di trasporto pubblico urbano.
Sempre a Torino, nel 2017 si è rilevata una limitata ma apprezzabile riduzione del rumore prodotto dalla “movida” nell’area di San Salvario a seguito di specifici provvedimenti comunali di regolamentazione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande (vedi Territorio Risposte Rumore).

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