risposte
Torna su

INDUSTRIA

Obiettivo 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti









Obiettivo 9: Costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile



Il controllo integrato delle attività produttive

L’IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) è una strategia, comune a tutta l’Unione Europea, per aumentare le “prestazioni ambientali” dei complessi industriali soggetti ad autorizzazione.

L’autorizzazione integrata ambientale (AIA) in Italia è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto a determinate condizioni che devono garantire che l’impianto sia conforme ai requisiti stabiliti dalla norma. In particolare l’autorizzazione AIA non considera un impianto solo in termini di rispetto dei limiti alle emissioni, ma entra nella specifica gestione dello stesso sia con l’applicazione delle BAT (Best Available Technologies), sia prevedendo i controlli ai sensi dell’art. 3 comma 1 del Decreto nr. 58 del 6/03/2017. L’AIA sostituisce ogni altro visto, nulla osta, parere o autorizzazione in materia ambientale.
Le norme IPPC (Direttiva 1996/61/CE, poi abrogata dalla Direttiva 2008/1/CE) sono state sostituite, a partire dal 7 gennaio 2014, dalla Direttiva 2010/75/UE (cosiddetta “Direttiva emissioni industriali”) relativa alle emissioni industriali; l’Italia ha provveduto al recepimento con Decreto n. 46 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Supplemento Ordinario n. 88 del 14/04/2014.

I punti salienti della Direttiva “emissioni” che risultano delle novità rispetto al DLgs 152/06 e s.m.i. sono:
1. inclusione nell’autorizzazione AIA dell’attività tecnicamente connessa anche quando condotta da diverso gestore;
2. i documenti di riferimento per il rilascio dell’AIA sono le BAT Conclusion a cui devono far riferimento le autorizzazioni. In caso di variazioni delle BAT, l’autorità competente ha 4 anni per procedere al rinnovo dell’AIA;
3. durata delle AIA raddoppiata rispetto alla precedente normativa e cioè 10, 12 (sistema ISO 14001) e 16 (sistema EMAS) anni;
4. introduzione della relazione di riferimento che richiede indagini su sottosuolo e acque sotterranee da predisporre da parte delle aziende e da validare dall’autorità competente;
5. introduzione del concetto di “rischio” in funzione del quale bisogna programmare la frequenza di controllo presso le aziende;
6. programmazione dei controlli in capo alla Regione la cui frequenza tiene conto di quanto previsto all’art. 29-decies comma 11-ter;
7. introduzione di sanzioni specifiche per le comunicazioni EPRTR che costituiscono la base dati europea per la valutazione dei reali impatti ambientali delle aziende, secondo il regolamento europeo 166/2006 e DPR 157/2011;
8. variazione delle tipologie di attività soggette ad autorizzazione AIA (ALLEGATO VIII alla Parte Seconda).

Il concetto di Best Available Technologies, BAT, è fondamentale nella direttiva IPPC nel determinare gli obblighi degli operatori industriali in relazione alla prevenzione e al controllo dell’inquinamento per ottenere e mantenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso. Queste tecniche sono sviluppate su una scala che ne consente l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente attuabili nell’ambito del pertinente comparto industriale e hanno lo scopo principale di limitare le disparità di trattamento a livello dell’Unione relativamente alle emissioni delle attività industriali. È, infatti, la Commissione europea ad adottare conclusioni sulle BAT elaborate attraverso un processo di scambio di informazioni tra gli Stati membri, le industrie interessate, le organizzazioni non governative che promuovono la protezione ambientale e la stessa Commissione.
I documenti di riferimento sulle BAT sono formalizzate in Decisioni UE e contengono la descrizione delle tecniche, le informazioni per valutarne l’applicabilità, i livelli di emissione, il monitoraggio, etc., cioè tutti quegli elementi su cui dovranno essere definite le condizioni di autorizzazione di ogni singolo impianto.

Le decisioni pubblicate possono essere consultate sul sito della Commissione europea

In Piemonte un numero consistente di aziende è sottoposto alla normativa IPPC; la tabella 1 riporta i dati aggiornati delle ditte che sono in possesso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (strumento amministrativo per applicare i principi dell’IPPC). Si fa presente che nel 2017 non erano attive ma conservano l’autorizzazione AIA 21 aziende mentre sono state richieste 12 nuove autorizzazioni.

Tabella 1
Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciate - aggiornamento dicembre 2017

AIA rilasciate

AL

AT

BI

CN

NO

TO

VCO

VC

Totale

52

29

23

181

57

204

16

37




Totale AIA autorizzate: 620
Nota: sul territorio piemontese sono inoltre presenti 11 AIA Nazionali.
Per alcune province alcuni impianti sono in procedure per più codici IPPC. Il numero complessivo dei codici IPPC sono 700.

La legislazione ambientale comunitaria ha da sempre evidenziato il valore strategico dei controlli come completamento del regime amministrativo al quale sono sottoposte le attività e gli impianti a elevato impatto ambientale. Il rilascio dell’autorizzazione ambientale comporta l’attivazione di una serie di controlli onde verificare il rispetto delle prescrizioni e condizioni imposte.
La tabella 2 riporta il numero dei controlli effettuati da Arpa Piemonte sulle aziende IPPC nel corso del 2017.

Tabella 2
I controlli effettuati a tariffa da Arpa Piemonte agli impianti IPPC - anno 2017

 

AL

AT

BI

CN

NO

TO

VCO

VC

Soggetti giuridici controllati

25

10  11 61 25  81  8 17
I settori più rappresentati sono stati:
1.1 impianti di combustione con potenza termica di combustione di oltre 50 MW (n. 29);
2.6 impianti per il trattamento di superficie di metalli e materie plastiche (n. 60);
4.1 Impianti chimici per la fabbricazione di prodotti chimici organici di base (n. 45);
5.1 impianti per l’eliminazione o il ricupero di rifiuti pericolosi (n. 33);
5.3. Impianti per l'eliminazione dei rifiuti non pericolosi (n. 54);
5.4 discariche (n. 30);
6.4 Macelli e trattamento e trasformazione del latte (n. 31)
6.6 impianti per l’allevamento intensivo di pollame o di suini (n. 203).

L’attività di controllo delle aziende soggette alla normativa IPPC interessa le aziende autorizzate AIA al fine di integrare i controlli di conformità con i requisiti tecnici previsti dalle BAT, linee guida e/o analisi di comparto e con l’individuazione di indicatori che permettono di valutare le performances ambientali dei Soggetti controllati.
A partire dal 2016 la programmazione dei controlli è in capo alla Regione la cui frequenza tiene conto di quanto previsto all’art. 29-decies comma 11-ter e del concetto di “rischio” che si è definito con l’utilizzo del sistema SSPC (Sistema di Supporto alla Programmazione dei Controlli) che considera il potenziale impatto ambientale dell’azienda (codice IPPC), la sua localizzazione (stato ambientale) e gli impatti reali (emissioni aziendali da dichiarazioni E-PRTR). Costituiscono performance ambientali positive l’adozione da parte dei Gestori di buone pratiche gestionali (Certificazione ISO14001 e Registrazione EMAS) mentre performance negative inosservanze di tipo amministrativo e penale.
È possibile visionare la programmazione che viene aggiornata annualmente alla pagina dedicata sul sito di Arpa.

I controlli effettuati permettono di restituire all’Autorità competente un quadro di riferimento completo sul rispetto dell’AIA. Gli esiti dei controlli così effettuati garantiscono in generale all’Amministrazione competente le informazioni necessarie per l’adozione dei provvedimenti di competenza nei confronti dei soggetti controllati ovvero per il rinnovo degli atti in scadenza.
Nell’anno 2017 sono stati conclusi 140 controlli integrati ordinari per un totale di 671 campioni sulle varie matrici ambientali. Il numero di controlli effettuati nel 2017 rispondono al valore obiettivo di 240 ma non sono ancora conclusi in quanto in molti casi è stato necessario effettuare approfondimenti tecnici e/o analisi specifiche.

Lo stato degli impianti autorizzati è generalmente buono.

Sul territorio regionale vi sono situazioni molto diverse fra loro dovute sia alla produzione delle diverse tipologie di impianti che al contesto territoriale.
In tutto il territorio piemontese è stato necessario effettuare 31 ispezione a seguito di gravi inosservanze di cui solo 15 sono state concluse nel 2017, circa 130 ispezioni straordinarie legate a segnalazioni di odori anomali, criticità su scarichi industriali, emissioni, incidenti che hanno portato a sversamenti o incendi, richieste dell’Autorità Competente piuttosto che della Procura di riferimento.
Le ispezioni hanno portato ad eseguire 38 comunicazioni di notizie di reato alle Procure e 42 sanzioni amministrative. L’applicazione della legge 68/2015 cosiddetta “Ecoreati” ha comportato l’attivazione di 26 procedure di estinzione di reato mediante la predisposizione di 28 verbali di prescrizioni che ha comportato l’ammissione al pagamento in sede amministrativo ai Gestore mediante l’emissione di 26 verbali di accertamento e ammissione al pagamento della sanzione amministrativa (ex art 318 – quater, comma 2 del D. Lgs. 152/06 smi)
In particolare il numero degli esposti risulta in generale sensibilmente basso in tutto il territorio piemontese, pur permanendo a livello locale alcuni elementi di criticità che hanno richiesto un supplemento di attività a carico di Arpa.

Nell’area metropolitana di Torino sono presenti 206 aziende e 5 AIA nazionali. Il dipartimento sostiene quindi una attività di controllo estremamente gravosa sia per gli aspetti numerici sia per la forte varietà di tipologie aziendali (codici AIA rappresentate per tutte le sei categorie).
Una delle criticità maggiori è il numero eccesivo di controlli su una realtà industriale fortemente eterogenea dove molte tipologie di aziende sono a forte impatto ambientale. La riprova è l’alto numero di esposti legati alla diffusione di inquinanti di rumore o dell’azione di disturbo olfattivo.
In provincia di Vercelli si sono registrate alcune criticità correlate a uno scarico anomalo in un’azienda chimica e controlli in atmosfera per dispersioni di polveri legate ad un impianto di fonderia.
In provincia di Alessandria le criticità hanno riguardato la segnalazione di fenomeni odorigeni presso un impianto di depurazione che effettua la gestione dei rifiuti e altra azienda con gestione dei rifiuti.
In provincia di Asti si è intervenuto su segnalazione per un’indagine olfattometrica per un impianto di compostaggio.
Anche in provincia di Biella si è intervenuti con una campagna di monitoraggio delle emissioni odorigene legate ad un impianto di trattamento di carcasse animali.
In provincia di Cuneo le criticità maggiori sono state legate a segnalazioni che hanno portato a campionamenti nei corpi idrici e sullo scarico aziendale. Si è intervenuti anche per episodi come abbruciamento di rifiuti, segnalazione odori in un’industria chimica, spandimento liquami e prelievo su impianto a biogas da effluente zootecnico non recepito nell’autorizzazione AIA.
In provincia di Novara si è intervenuti in una discarica per approfondimenti richiesti dalla Procura e per richieste da parte dell’autorità competente.
Nella provincia del VCO sono state attivate sul 50% delle aziende controllate contestazioni di tipo penale e/o amministrativo legate Tali contestazioni hanno riguardato aziende che trattano rifiuti, chimiche e soprattutto un’attività di seconda fusione ghisa.

Nel caso di rilascio, riesame, modifica sostanziali e non alle autorizzazioni AIA, il contributo di Arpa Piemonte si configura quale supporto tecnico-scientifico alle Amministrazioni Autorizzanti ai sensi dell’art. 2 e dell’art. 3 della legge regionale 13/04/95 n. 60 (Istituzione dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) e del Decreto Legislativo 152/2006 e s.m.i.
Oggetto del contributo tecnico richiesto è la valutazione della documentazione inerente il procedimento, nonché, in caso di rinnovo, l’analisi sintetica dello stato di conformità alle prescrizioni stabilite dal provvedimento autorizzativo in essere.
L’analisi della documentazione viene condotta adottando come criterio di valutazione la normativa ambientale riferibile alla tipologia di impianto da autorizzare, nonché le pressioni ambientali associabili allo stesso, rapportate al contesto territoriale nel quale l’impianto è inserito. Particolare attenzione viene dedicata all’adozione di tecniche ecocompatibili (BAT - Best Available Techniques e, ove emanate, BAT Conclusion).
In tal senso Arpa nell’anno 2017 ha rilasciato 244 pareri inerenti procedimenti di rilascio, rinnovo, modifica sostanziale e no.

Si evidenzia l’attività avviata nel 2015 e proseguita nel 2016 e 2017 dal Dipartimento Piemonte Sud Ovest in sede di riesame delle AIA per la gestione del CSS (Combustibile Solido Secondario) del Sistema di Gestione Integrata dei Rifiuti su base provinciale. Si è infatti intrapreso un percorso di condivisione delle fasi di formazione del lotto e valutazione di conformità ai limiti dei metalli pesanti, concretizzatosi in un protocollo operativo prescritto dalla Provincia di Cuneo nei singoli provvedimenti autorizzativi, con valenza sperimentale tra il 2015 e il 2016, cui i tre produttori di CSS e il recuperatore finale dello stesso hanno dovuto attenersi. I controlli di parte pubblica su tale matrice, di carattere conoscitivo fino al 2016, sono stati consolidati grazie alla realizzazione di uno studio di interconfronto analitico di parte pubblica (con la collaborazione di due laboratori di Arpa Piemonte Nord-Est e Nord-Ovest) e privata (tre laboratori) i cui risultati, con gli opportuni up-grade finalizzati all’applicazione uniforme dei metodi normati sia in termini di campionamento che di analisi, hanno sortito la finalizzazione del protocollo e la sua applicabilità in via fiscale, con pubblicazione della notizia sul sito agenziale.

L'anno 2017 ha costituito il primo anno di effettiva applicazione fiscale del protocollo validato, reso vincolante da specifica prescrizione autorizzativa dell'AIA in capo a ciascuna installazione interessata e con recepimento del profilo di controllo Arpa. È stata infine esplicitata in modo inequivocabile la gestione delle non conformità rilevate dal gestore nel corso dei monitoraggi periodici e nel corso dei controlli di parte pubblica. Il bilancio dei primi controlli analitici di parte pubblica potrà essere tratto a conclusione dell’anno 2018.

Linea Guida “Implementazione dei Sistemi di Monitoraggio in continuo delle Emissioni in atmosfera”

Sono state realizzate, dal Coordinamento Tematico Emissioni in Atmosfera di Arpa Piemonte, le Linea Guida “Implementazione dei Sistemi di Monitoraggio in continuo delle Emissioni in atmosfera” allo scopo di divulgare ai gestori degli impianti soggetti a monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera le indicazioni dell’Organo di Controllo, ai sensi dell’Allegato VI - punto 3.1 del DLgs 152/06 e s.m.i. e/o di quanto previsto dalle direttive sui grandi impianti di combustione (2001/80/CE) e su inceneritori/coinceneritori (2000/76/CE), anche in base alle novità introdotte dalla Direttiva IED (2010/75/UE), recepita con DLgs 46/2014.

Il documento viene inteso quale strumento di riferimento nel percorso di progettazione dei sistemi di cui sopra, dalla scelta degli analizzatori alle modalità di elaborazione dei dati acquisiti, alla gestione degli stessi nel confronto con i limiti autorizzativi. Grande rilievo è stato dato al coordinamento della Linea Guida con lo standard UNI EN 14181:2015, revisione di omonima norma del 2005.
Il documento raccoglie, raccorda e aggiorna i contributi tecnici di Arpa Piemonte sviluppati nel tempo sull’argomento a partire dal 2001 con la “Procedura per il controllo remoto dei dati rilevati dai Sistema di Monitoraggio delle Emissioni (SMCE)”, concordata tra Arpa e l’Assessorato regionale all’Ambiente - Settore Risanamento Atmosferico e Acustico, allo scopo di fornire garanzia di continuità gestionale con i gestori di impianti del territorio piemontese, tenendo in debita considerazione i riferimenti emersi nel contempo a livello nazionale (ISPRA) ed europeo.