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ACQUE SUPERFICIALI - LAGHI

I fenomeni legati al ritiro dei ghiacciai, a partire dalla fine del Pleistocene, hanno favorito la formazione della maggior parte dei numerosi laghi piemontesi. Molti di essi sono di piccole dimensioni, ma non mancano laghi molto grandi come il Lago Maggiore, che viene condiviso con la Svizzera e la confinante Lombardia. I principali laghi piemontesi sono sottoposti a programmi di monitoraggio atti a fornire informazioni sullo stato generale della qualità delle acque a scala regionale.

Le modalità di classificazione dello Stato Chimico e Stato Ecologico, da tenere presente nella valutazione dei dati annuali di monitoraggio sono:
  • la classe di Stato Chimico attribuita al termine del triennio deriva dal risultato peggiore conseguito nei 3 anni. Di conseguenza i risultati dell’ anno 2014 vanno letti tenendo conto sia dei risultati del precedente anno, sia del fatto che il risultato del terzo anno di monitoraggio potrebbe ribaltare i risultati dei primi due. Infatti, se per i primi 2 anni l’indice annuale di Stato Chimico risulta in classe Buono, nel terzo anno l’eventuale attribuzione della classe Non Buono determina la classificazione finale dello Stato Chimico;
  • la classe di Stato Ecologico deriva dall’integrazione di tutti gli indicatori chimici e biologici monitorati e la classe di Stato Ecologico deriva dall’attribuzione della classe più bassa degli indici; anche in questo caso i risultati degli indici nel terzo anno di monitoraggio possono influire in modo determinante sull’attribuzione della classe di Stato Ecologico.
Per approfondimenti consulta la classificazione dei corpi idrici

Da una prima analisi dei risultati del monitoraggio dell’anno 2014 o meglio del biennio 2012-2013 per tutti i corpi idrici lacustri monitorati sembrerebbe confermata la classe sia di Stato Chimico che di Stato Ecologico attribuita nel primo triennio 2009-2011 di classificazione.

La Direttiva 2000/60/CE si propone l'obiettivo di raggiungere lo stato di Buono per tutte le acque entro il 31 dicembre 2015.

Rete di monitoraggio dei Laghi

La rete di monitoraggio regionale laghi comprende, analogamente a quella relativa ai corsi d’acqua, una rete base (RB) e una rete aggiuntiva (RA).
La RB è costituita da 13 CI dei quali 9 laghi naturali e 4 invasi artificiali. La RA al momento non prevede per il triennio 2012-2014 né corpi idrici aggiuntive, né stazioni aggiuntive.
Su tutti i CI della RB è effettuato il monitoraggio chimico che comprende i parametri generali di base (trasparenza, condizioni termiche e di ossigenazione, salinità, stato di acidificazione, condizioni dei nutrienti), le sostanze pericolose e gli altri inquinanti specifici su un sottoinsieme di CI individuati dall’Analisi delle Pressioni e dalla valutazione dei dati di stato pregressi.
Le frequenze di campionamento sono coerenti con quanto previsto dal Decreto 260/10.
Per quanto riguarda il monitoraggio biologico, le componenti previste dalla normativa sono il fitoplancton, il macrobenthos e le macrofite; allo stato attuale Arpa non gestisce il monitoraggio della fauna ittica. Per ogni CI le componenti biologiche da monitorare sono state selezionate sulla base dell’Analisi delle Pressioni e della tipologia di rete di appartenenza. Le frequenze seguite sono quelle previste da Decreto 260/10.
Il monitoraggio biologico viene stratificato nel triennio di monitoraggio per quanto riguarda i CI da campionare, ma tutte le componenti vengono campionate nell’anno previsto.

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Consulta le serie storiche degli indicatori ambientali sui laghi

Figura 1
Rete di monitoraggio laghi

SQA Stato chimico - Laghi

SQA Stato Chimico è un indice che valuta la qualità chimica dei laghi. La valutazione dello Stato Chimico è stata definita a livello comunitario in base a una lista di 33+8 sostanze pericolose o pericolose prioritarie per le quali sono previsti Standard di Qualità Ambientale europei fissati dalla Direttiva 2008/105/CE recepiti dal DLgs 219/10.
La verifica degli SQA è effettuata sul valore medio annuo delle concentrazioni. È determinato sulla base della valutazione del dato peggiore di un triennio per il monitoraggio Operativo e di un anno per il monitoraggio di Sorveglianza. L’indice è costituito da 2 classi: Buono e Non Buono.

Figura 2
Stato Chimico. Ripartizione dei corpi idrici lacustri nelle 2 Classi - anno 2014



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Classi Numero CI
Buono 6
Non Buono 0
I dati del 2014 evidenziano come tutti i corpi idrici monitorati risultino in classe Buono. Data la conoscenza del territorio e le serie storiche del monitoraggio condotto negli anni passati utilizzando le metodiche poi aggiornate in questi ultimi anni, si ritiene che l’analisi dei possibili impatti, soprattutto per quanto
riguarda la definizione delle soglie di concentrazione che possono essere indicatrici di un’alterazione chimica delle acque, necessiti di un maggiore affinamento.

Consulta la serie storica dell'indicatore Stato Chimico dei laghi

 Lo stato ecologico dei laghi

Lo stato ecologico dei laghi è definito dalla valutazione integrata degli indici ICF - fitoplancton, LFI - fauna ittica, MTIspecies/MacroIMMI - indici macrofitici, LTLeco - livello trofico e dalla verifica degli Standard di Qualità Ambientali (SQA) per gli inquinanti specifici. È prevista la conferma dello Stato Elevato attraverso i parametri idromorfologici. Lo Stato Chimico viene espresso in cinque classi: Elevato, Buono, Sufficiente, Scarso e Cattivo.

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LTLeco (livello trofico laghi per lo stato ecologico)

L’LTLeco (livello trofico laghi per lo stato ecologico) è un indice sintetico che descrive lo stato trofico delle acque lacustri. I parametri considerati per la definizione dell’LTLeco sono il fosforo totale, la trasparenza e l’ossigeno disciolto (% saturazione).
Concorre insieme agli indici ICF - fitoplanton, LFI - fauna ittica, MTIspecies/MacroIMMI - indici macrofitici, SQA inquinanti specifici, alla definizione dello Stato Ecologico del Corpo Idrico superficiale (CI) lacustre.

Figura 3
Indice LTLeco. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 Classi - anno 2014



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Classi Numero CI
Elevato 0
Buono 4
Sufficiente 7
Scarso 0
Cattivo 0
I dati del 2013 evidenziano come più del 60% dei corpi idrici monitorati ricadano nella classe Sufficiente dell’indice LTLEco. La classe di LTLEco triennale deriva dalla somma dei punteggi calcolati annualmente riferiti ai corpi idrici, pertanto il monitoraggio del 2014 potrebbe variare i risultati sopra riportati.

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Fitoplancton - Indice ICF (Indice Complessivo del Fitoplancton)

Il fitoplancton è costituito da organismi fotosintetici (microalghe) viventi in sospensione nelle acque lacustri.
L’ICF si basa sulla media dei valori di due indici, l’Indice medio di biomassa e l’Indice di composizione (PTI - Phytoplancton Trophic Index). Il calcolo di questi due indici si basa a sua volta su più componenti: Concentrazione media di clorofilla a, Biovolume medio, PTIot o PTIspecies in base alla tipologia, percentuale di cianobatteri per le acque eutrofe.
L’ICF può quindi essere considerato un indice prevalentemente trofico.
Concorre insieme agli indici LFI, MTIspecies/MacroIMMI, LTLeco, SQA inquinanti specifici, alla definizione dello Stato Ecologico del Corpo Idrico Corpo Idrico superficiale (CI) lacustre.

Figura 4
Fitoplancton. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 Classi - anno 2014



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Classi Numero CI
Elevato 2
Buono 3
Sufficiente 2
Scarso 0
Cattivo 0
I dati del 2014 evidenziano come tutti i CI lacustri monitorati si distribuiscano in modo abbastanza omogeneo nelle prime tre classi previste per l’indice fitoplanctonico Elevato, Buono e Sufficiente; l’ICF nella classe Sufficiente comunque non determina il declassamento dello stato ecologico del CI in quanto è sempre in presenza di altri indici in stato inferiore al buono.

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SQA inquinanti specifici - laghi

Gli inquinanti specifici sono sostanze per le quali sono previsti Standard di Qualità Ambientali (SQA) definiti a scala nazionale.
La verifica degli SQA per gli inquinanti specifici scaricati e/o immessi nel bacino in quantità significative concorre insieme a ICF, LFI, MTIspecies/MacroIMMI, LTLeco alla definizione dello Stato Ecologico. La verifica degli SQA è effettuata sul valore medio annuo delle concentrazioni. È determinato sulla base della valutazione del dato peggiore di un triennio per il monitoraggio Operativo e di un anno per il monitoraggio di Sorveglianza.

Figura 5
SQA inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 5 Classi - anno 2014



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Classi Numero CI
Elevato 5
Buono 1
Sufficiente 0
Scarso 0
Cattivo 0
I dati del 2014 evidenziano come tutti i corpi idrici lacustri si distribuiscano nelle prime due classi Elevato e Buono, con una netta predominanza nella prima classe (solo 1 lago in stato Buono). Nei laghi, anche analizzando i dati del precedenti anni, gli SQA non risultano mai la componente che declassa lo Stato Ecologico.

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