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IMPRESE E INNOVAZIONE

Il controllo integrato delle attività produttive

L’IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) è una strategia, comune a tutta l’Unione Europea, per aumentare le “prestazioni ambientali” dei complessi industriali soggetti ad autorizzazione.

L'autorizzazione integrata ambientale (AIA) è l'autorizzazione di cui necessitano alcune aziende per uniformarsi ai principi di integrated pollution prevention and control (IPPC) dettati dall'Unione europea a partire dal 1996.
In particolare l’autorizzazione AIA non considera un impianto solo in termini di rispetto dei limiti alle emissioni, ma entra nella specifica gestione dello stesso sia con l’applicazione delle BAT (Best Available Technologies), sia prevedendo i controlli ai sensi dell’art. 3 comma 1 del DM 24/04/08.
L’AIA sostituisce ogni altro visto, nulla osta, parere o autorizzazione in materia ambientale.
Le norme IPPC (Direttiva 1996/61/CE, poi abrogata dalla Direttiva 2008/1/CE) sono state sostituite, a partire dal 7 gennaio 2014, dalla Direttiva 2010/75/UE (cosiddetta “Direttiva emissioni industriali”) relativa alle emissioni industriali; l’Italia ha provveduto al recepimento con Decreto n. 46 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Supplemento Ordinario n. 88 del 14/04/2014.

I punti salienti della Direttiva “emissioni” che risultano delle novità rispetto al DLgs 152/06 e s.m.i. sono:
1. inclusione nell’autorizzazione AIA dell’attività tecnicamente connessa anche quando condotta da diverso gestore;
2. i documenti di riferimento per il rilascio dell’AIA sono le BAT Conclusion a cui devono far riferimento le autorizzazioni. In caso di variazioni delle BAT, l’autorità competente ha 4 anni per procedere al rinnovo dell’AIA;
3. durata delle AIA raddoppiata rispetto alla precedente normativa e cioè 10, 12 (sistema ISO 14001) e 16 (sistema EMAS) anni;
4. introduzione della relazione di riferimento che richiede indagini su sottosuolo e acque sotterranee da predisporre da parte delle aziende e da validare dall’autorità competente;
5. introduzione del concetto di “rischio” in funzione del quale bisogna programmare la frequenza di controllo presso le aziende;
6. programmazione dei controlli in capo alla Regione la cui frequenza tiene conto di quanto previsto all’art. 29-decies comma 11-ter;
7. introduzione di sanzioni specifiche per le comunicazioni EPRTR che costituiscono la base dati europea per la valutazione dei reali impatti ambientali delle aziende, secondo il regolamento europeo 166/2006 e DPR 157/2011;
8. variazione delle tipologie di attività soggette ad autorizzazione AIA (ALLEGATO VIII alla Parte Seconda).

I documenti di riferimento sulle BAT sono formalizzati in Decisioni UE e contengono la descrizione delle tecniche, le informazioni per valutarne l’applicabilità, i livelli di emissione, il monitoraggio, etc., cioè tutti quegli elementi su cui dovranno essere definite le condizioni di autorizzazione di ogni singolo impianto.
Il concetto di Best Available Technologies, BAT, è fondamentale nella direttiva IPPC nel determinare gli obblighi degli operatori industriali in relazione alla prevenzione e al controllo dell’inquinamento per ottenere e mantenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso. Queste tecniche sono sviluppate su una scala che ne consente l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente attuabili nell’ambito del pertinente comparto industriale e hanno lo scopo principale di limitare le disparità di trattamento a livello dell’Unione relativamente alle emissioni delle attività industriali. È, infatti, la Commissione europea ad adottare conclusioni sulle BAT elaborate attraverso un processo di scambio di informazioni tra gli Stati membri, le industrie interessate, le organizzazioni non governative che promuovono la protezione ambientale e la stessa Commissione.

I documenti di riferimento sulle BAT sono formalizzati in Decisioni UE e contengono la descrizione delle tecniche, le informazioni per valutarne l’applicabilità, i livelli di emissione, il monitoraggio, ecc., cioè tutti quegli elementi su cui dovranno essere definite le condizioni di autorizzazione di ogni singolo impianto.

Le decisioni sono pubblicate sul sito della Commissione Europea 

In Piemonte un numero consistente di aziende è sottoposto alla normativa IPPC. La tabella 1 riporta i dati aggiornati delle ditte che sono in possesso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (strumento amministrativo per applicare i principi dell’IPPC.

Tabella 1
Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciate - aggiornamento dicembre 2016

AIA rilasciate

AL

AT

BI

CN

NO

TO

VCO

VC

Totale

51

29

23 

 175

61

208

16

40


Totale AIA autorizzate: 603
Nota: sul territorio piemontese sono inoltre presenti 11 AIA Nazionali.
Per alcune province alcuni impianti sono in procedure per più codici IPPC. Il numero complessivo dei codici IPPC sono 670.
La legislazione ambientale comunitaria ha da sempre evidenziato il valore strategico dei controlli come completamento del regime amministrativo al quale sono sottoposte le attività e gli impianti a elevato impatto ambientale. Il rilascio dell’autorizzazione ambientale comporta l’attivazione di una serie di controlli onde verificare il rispetto delle prescrizioni e condizioni imposte.
La tabella 2 riporta il numero dei controlli effettuati da Arpa Piemonte sulle aziende IPPC nel corso del 2016.

Tabella 2
I controlli effettuati a tariffa da Arpa Piemonte agli impianti IPPC - anno 2016

AL

AT

BI

CN

NO

TO

VCO

VC

Soggetti giuridici controllati

15 

 13

9

65

20

74

5

12

I settori più rappresentati sono stati:
1.1 impianti di combustione con potenza termica di combustione di oltre 50 MW (n° 29);
2.6 impianti per il trattamento di superficie di metalli e materie plastiche (n° 54);
4.1 Impianti chimici per la fabbricazione di prodotti chimici organici (n° 38);
5.1 impianti per l’eliminazione o il ricupero di rifiuti pericolosi (n° 30);
5.3. Impianti per l'eliminazione dei rifiuti non pericolosi (n° 41);
5.4 discariche (n° 29);
6.6 impianti per l’allevamento intensivo di pollame o di suini (n° 166).
I controlli effettuati permettono di restituire all’Autorità competente un quadro di riferimento completo sul rispetto dell’AIA. Gli esiti dei controlli così effettuati garantiscono in generale all’Amministrazione competente le informazioni necessarie per l’adozione dei provvedimenti di competenza nei confronti dei soggetti controllati ovvero per il rinnovo degli atti in scadenza.

Nell’anno 2016 sono stati conclusi 213 controlli integrati ordinari con il prelievo di 330 campioni sulle varie matrici ambientali comprensivi delle misure in campo.
Lo stato degli impianti autorizzati è generalmente buono.
Dai controlli effettuati sul territorio regionale si evidenziano situazioni molto differenti fra loro dovute sia alla produzione delle diverse tipologie di impianti sia al contesto territoriale.
In tutto il territorio piemontese sono state eseguite 42 ispezioni straordinarie legate a segnalazioni di odori anomali, criticità su scarichi industriali, richieste dell’Autorità Competente o dalla Procura di riferimento.
Le ispezioni effettuate hanno portato ad effettuare 49 comunicazioni di notizie di reato alle Procure e 50 sanzioni amministrative. Si fa inoltre presente che con l’entrata in vigore della legge 68/15 cosiddetta “Ecoreati” sono state attiviate 14 procedure di estinzione di reato mediante la predisposizione di 14 verbali di prescrizioni che ha comportato l’ammissione al pagamento in sede amministrativo ai Gestore mediante con l’emissione di nr. 14 verbali di accertamento ed ammissione al pagamento della sanzione amministrativa (ex art 318 – quater, comma 2 del DLgs 152/06 smi)
In particolare il numero degli esposti risulta sensibilmente basso in tutto il territorio piemontese anche se in provincia di Vercelli sono per lo più legati ad un unico impianto IPPC.

Sul territorio dell'area metropolitana di Torino sono presenti 206 aziende e 5 AIA nazionali. L'attività di controllo è pertanto estremamente gravosa sia per gli aspetti numerici sia per la forte varietà di tipologie aziendali (codici AIA rappresentate per tutte le sei categorie).
A riprova di questa affermazione si rileva un alto numero di esposti legati alla diffusione di inquinanti di rumore o dell’azione di disturbo olfattivo. Ulteriore criticità è rappresentata dalle verifiche, da realizzarsi nelle aziende in AIA in applicazione al Decreto recante le modalità per la redazione della relazione di riferimento di cui all’art. 5, comma 1, lettera v-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152.
In Provincia di Vercelli le maggiori criticità con conseguenti esposti e deleghe della procura hanno riguardato in particolare un impianto IPPC di fusione di alluminio.
In Provincia di Cuneo si è verificato un caso di criticità ambientale con incendio (secondo accadimento nel 2016 dopo il primo nel 2015) di un impianto di trattamento rifiuti con interessamento della sezione di essicazione della frazione secco-leggera per la produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario). Inoltre su un'azienda che effettua attività di trattamento superfici con solventi nel corso del controllo ordinario si è rilevato uno smaltimento di rifiuti liquidi pericolosi che ha presumibilmente interessato la falda superficiale e sotterranea, con approfondimenti in corso e richiesta di realizzazione di una rete di monitoraggio piezometrica delle acque sotterranee per valutare la sussistenza e l'entità del danno ambientale.
Nella provincia del VCO per la presenza di emissioni diffuse da attività di seconda fusione ghisa e da attività di seconda fusione rame per produzione billette, si è proceduto a richiedere nell’atto autorizzativo uno specifico monitoraggio da parte dell’azienda i cui risultati saranno oggetto di dovuta valutazione in sede di controllo ordinario. Durante l’attività del 2016 sono state verificate integralmente due aziende che effettuano attività di fusione e i controlli hanno portato a contestazioni di tipo penale ed amministrativo.
Nella provincia di Novara preme segnalare che un sito di particolare criticità ha ottenuto l’autorizzazione AIA nazionale ed è stato controllato in concomitanza con Ispra e sono state contestate una serie di prescrizioni non rispettate oltre che comunicazioni all’A.G. È presente inoltre un’azienda che presenta criticità legate ad emissioni odorigene che però dovrebbero rientrare in quanto in attesa di acquisizione da parte di un’azienda confinante con variazione del ciclo di produzione.

PROGRAMMAZIONE DEI CONTROLLI
Per le AIA regionali autorizzate dalle rispettive Province di competenza, la programmazione dei controlli è effettuata su base annua, con dettaglio su base mensile. A partire dal 2016 secondo quanto previsto dall’art. 29-decies, comma 11 bis del D.Lgs. 152/06 e s.m.i., le attività ispettive presso gli impianti soggetti all’AIA sono state definite in un Piano d'ispezione ambientale periodicamente aggiornato a cura della Regione. Tali programmi, ai sensi del successivo comma 11 ter, determinano la frequenza delle visite in loco per ciascuna installazione soggetta ad AIA, sulla base di una valutazione dei “rischi ambientali”.
Con DGR 9 maggio 2016, n. 44-3272 la Regione Piemonte ha adottato il Piano di ispezione ambientale presso le installazioni soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale, finalizzato a fornire alle autorità competenti e ad Arpa Piemonte le indicazioni necessarie per la programmazione delle attività ispettive ordinarie e straordinarie.
Il Piano prevede che in sede di prima applicazione la determinazione delle frequenze sia effettuata sulla base del modello SSPC (Sistema per il supporto alla programmazione dei controlli) elaborato nell’ambito del Sistema delle Agenzie ambientali ispirandosi ad indicazioni emerse in ambito europeo.
Il modello si basa sull’identificazione di parametri assegnati ad ogni stabilimento che vengono combinati per assegnare un indice di rischio complessivo dell’azienda, indice compreso tra i valori 1 (rischio basso) e 10 (rischio alto). In particolare si tiene conto del potenziale impatto ambientale dell’azienda (codice IPPC), della sua localizzazione (stato ambientale) e degli impatti reali (emissioni aziendali da dichiarazioni E-PRTR). Costituiscono performance ambientali positive l’adozione da parte dei Gestori di buone pratiche gestionali (Certificazione ISO14001 e Registrazione EMAS) mentre performance negative inosservanze di tipo amministrativo e penale. La graduatoria delle aziende, costituisce la base per la programmazione dei controlli ordinari previsti dalla normativa.
Il programma così predisposto viene sottoposto alla valutazione e approvazione della Direzione Generale e successivamente inviato al Gruppo tecnico del Comitato regionale di indirizzo per le fasi istruttorie alla sua approvazione.
Per approfondimenti sul programma triennale consulta il sito di Arpa alla pagina dedicata.
È possibile visionare il Programma triennale di ispezione ambientale.

Ricerca e Innovazione


L’argomento Ricerca e Innovazione industriale rientra in un Obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Obiettivo 9:
Costruire un’infrastruttura resiliente, promuovere l'innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
Il Piemonte, come tutte le regioni industriali mature, ha intrapreso da tempo un processo di trasformazione degli assetti produttivi e di riconfigurazione tecnologica e organizzativa del sistema delle imprese; un contesto nel quale la ricerca e l’innovazione giocano un ruolo cruciale in una prospettiva di medio-lungo termine e potendo contare su alcuni fondamentali punti di forza:

  • un elevato livello di spesa privata in Ricerca & Innovazione (R&I)
  • un articolato sistema regionale della ricerca composto da Enti di ricerca, Università, Poli d’Innovazione, Parchi Scientifici, incubatori, imprese innovative, fornitori di servizi avanzati
  • un’elevata propensione all’internazionalizzazione
  • la presenza di aziende leader in settori prioritari per lo sviluppo regionale

Il Piemonte si è dotato nel tempo di un robusto impianto di politiche a sostegno dell’innovazione, che mobilitano gli attori principali del sistema regionale (imprese, centri di ricerca e università) e supportano la capacità di produrre ricerca e innovazione, di generare, assorbire e trasferire nuove tecnologie e di anticipare/rispondere rapidamente alle nuove sfide competitive.
In tal senso, un aspetto rilevante è la capacità di coniugare innovazione e uso efficiente delle risorse, che, oltre a contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati dalla normativa e dagli accordi internazionali, sempre più si pone come potente fattore di competitività.

Le politiche di R&I sono attuate principalmente attraverso le misure del POR FESR, cofinanziato con il fondo europeo di sviluppo regionale. La programmazione 2007-2013 ha evidenziato risultati positivi, da cui discende la volontà della Regione Piemonte di consolidare le misure più efficaci, quali le Piattaforme tecnologiche e i Poli di innovazione, al fine di rafforzare l’ecosistema regionale dell’innovazione.

I numeri principali delle misure di R&I finanziate con il POR FESR 2007-2013:

  • Innovazione di prodotto e di processo: 915 imprese finanziate, per un totale di contributi di € 154.374.310 e investimenti generati per € 416.017.483
  • Ricerca e sviluppo: 1.936 progetti, per un totale di contributi di € 266.185.388 e investimenti generati per € 494.325.606.

La programmazione 2014-2020

La strategia regionale di R&I per il periodo 2014-2020 è basata sulla Strategia di Specializzazione Intelligente (S3), costruita a partire dai vantaggi competitivi propri del Piemonte e che mira a rafforzare il sistema di innovazione regionale. La S3 ha identificato alcuni ambiti settoriali e traiettorie di sviluppo su cui concentrare le risorse e attorno a cui aggregare i principali soggetti regionali dell’innovazione:
 
  • ambiti settoriali di specializzazione: Aerospazio, Automotive, Chimica Verde/Clean Tech, Meccatronica, Life Sciences, Tessile e Agrifood;
  • traiettorie di sviluppo trasversali: traiettoria “Smart” e traiettoria “Resource efficiency”.


Per maggiori informazioni sui fondi strutturali POR-FESR 2014-2020 visita la pagina web del sito della Regione Piemonte ad essi dedicata.
Per conoscere le misure attivate visita la pagina web del sito della Regione Piemonte ad esse dedicata.

Poli d’Innovazione

Il Piemonte è stata la prima regione italiana ad istituire, nel 2009, i Poli di Innovazione, organismi coordinati da un soggetto gestore che aggregano PMI, grandi imprese e organismi di ricerca, per la condivisione della conoscenza e la convergenza degli investimenti su traiettorie d’innovazione e linee di sviluppo comuni.

L’efficacia di questo strumento per sostenere l’innovazione e la competitività delle PMI ha indotto la Regione Piemonte a proseguire il supporto anche nella programmazione 2014-2020, intraprendendo tuttavia un percorso di riorganizzazione e razionalizzazione dei Poli, anche in termini di coerenza con le aree di specializzazione e le traiettorie della S3.

Nel corso del 2016 sono stati pertanto istituiti 7 Poli d’Innovazione:

  • Smart Manufacturing and Products
  • Energy and Clean Tech
  • Green Chemistry and Advanced Materials
  • Life Sciences
  • Agrifood
  • Textile
  • ICT

e sono stati lanciati i primi bandi per finanziare progetti di R&I delle imprese già associate o non ancora associate ai Poli, incentivando le attività collaborative tra imprese e l’aggregazione ai Poli d’Innovazione quale adesione e rafforzamento della strategia regionale.

Particolarmente rilevante, nell’ambito delle agende di ricerca dei Poli d’Innovazione, è la dimensione dell’efficienza nell’uso delle risorse e l’adozione del modello di economia circolare: riuso di sottoprodotti e scarti, riduzione dei rifiuti e delle inefficienze, uso di materie prime seconde per lo sviluppo di nuovi prodotti, miglioramento dell’efficienza dei processi sono alcune delle priorità perseguite. In particolare, il Polo Clever (Energy and Clean Tech) ha individuato l’Economia Circolare quale priorità della propria agenda, con riferimento al riuso di materie prime seconde, alla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, alla gestione del fine vita dei veicoli e al decommissioning di siti civili e industriali.

Piattaforme Tecnologiche

Le Piattaforme sono state concepite nell’ambito della programmazione 2007-2013 al fine di indirizzare il finanziamento pubblico su progetti di larga scala in settori strategici, nei quali fossero presenti in Piemonte leader tecnologici, competenze qualificate nel sistema produttivo e delle Università ed un significativo numero di piccole e medie imprese aggregabili alla piattaforma e coinvolte nella realizzazione dei progetti. Nel 2007-2013 sono state attivate piattaforme negli ambiti Aerospazio, Biotecnologie per la scienze della vita, Agroalimentare e Automotive.
A fronte dei buoni risultati ottenuti, la misura è stata riproposta anche nella programmazione 2014-2020. Nel corso del 2016 è stata lanciata la Piattaforma Fabbrica Intelligente, nell’ambito di un Accordo di Programma con il MIUR, che ha visto il finanziamento di 5 progetti con fondi nazionali e di ulteriori 4 con fondi del POR FESR. È inoltre previsto nel corso del 2017 il lancio di ulteriori Piattaforme connesse ad alcuni settori prioritari della S3: Life Sciences, Bioeconomia, Aerospazio.

IR²- Industrializzazione dei risultati della ricerca

Si tratta di una misura di nuova concezione, attraverso la quale si intende intervenire in sinergia rispetto al campo di azione degli strumenti già in essere a livello regionale, integrando le misure a supporto di R&I a monte, come Piattaforme Tecnologiche e Poli di innovazione, e quelle a supporto degli investimenti produttivi a valle, come Contratto di insediamento e Innovazione PMI.
Il bando, lanciato a settembre 2016, mira a contrastare il divario
tra produzione di conoscenze e successiva commercializzazione in beni e servizi, supportando lo sviluppo delle fasi di maggiore prossimità al mercato (pre-industrializzazione e pre-commercializzazione) attraverso il finanziamento di progetti rilevanti in termini sia di dimensione (min. 5 milioni di Euro) che di impatto tecnologico, industriale ed economico per le imprese proponenti e il territorio.

Fondo Innovazione Pmi

Bando destinato al sostegno di progetti ed investimenti per l’innovazione, la sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica e la sicurezza nei luoghi di lavoro.La misura supporta l’introduzione di innovazioni nel processo produttivo, al fine di adeguarlo alla produzione di nuovi prodotti, diversificare la produzione o per rendere il processo comunque più efficiente dal punto di vista energetico, ambientale, dell’uso di acqua e materie prime, produttivo e della sicurezza.

Sistema degli indicatori del POR-FESR 2014-2020

Il POR FESR 2014-2020 si è dotato di un sistema di indicatori volto a monitorare il raggiungimento degli obiettivi. I risultati delle azioni del POR FESR attivate nel corso del 2016 saranno misurati attraverso i seguenti indicatori, definiti a livello nazionale nell’ambito dell’Accordo di Partenariato, che nella maggior parte dei casi corrispondono agli indicatori individuati dalla SNSS per gli obiettivi di riferimento:

  • Misure “Industrializzazione dei risultati della ricerca” e “Poli d’Innovazione” (Asse I): Imprese che hanno svolto attività R&S in collaborazione con soggetti esterni
  • Misura “Piattaforme tecnologiche” (Asse I): Incidenza della spesa totale per R&S sul PIL, articolato anche in incidenza della spesa pubblica e del settore privato (Indicatori SNSS Obiettivo I.1 Aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo)
  • Misura “Fondo PMI” (Asse III): Tasso di innovazione del sistema produttivo (Indicatore SNSS Obiettivo I.3 Innovare processi e prodotti e promuovere il trasferimento tecnologico)

Per i dettagli sugli indicatori si rimanda al documento “Relazione illustrativa del set di indicatori assunto dal POR FESR 14-20”, scaricabile alla pagina web del sito della Regione Piemonte dedicata all'argomento.

Attività estrattive

Per quanto attiene il comparto delle attività estrattive, si possono segnalare alcune novità, soprattutto di carattere normativo, intervenute nel corso del 2016, e che vengono sintetizzate nel seguito.
 

1.      la L.R. n. 23 del 17 novembre 2016 “Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave” ha sostituito la precedente L.R. 69/1978, che negli anni era stata ripetutamente modificata ed aggiornata. In particolare, si segnalano alcune novità:

  • viene ribadita la necessità di valorizzare e tutelare le risorse minerarie nel rispetto delle disposizioni in materia di tutela ambientale e del paesaggio, in coerenza con le strategie di sviluppo sostenibile del territorio, di tutela ambientale e paesaggistica e di contenimento del consumo di suolo
  • viene reintrodotta una pianificazione delle attività estrattive a livello regionale, mediante lo strumento del PRAE (Piano regionale delle attività estrattive)
  • viene disciplinata l’attività di cava per la realizzazione di opere pubbliche con un fabbisogno di materiali litoidi superiore a 900.000 metri cubi (si ottimizza l’uso delle risorse garantendo almeno il 50% del fabbisogno richiesto con l’utilizzo di materiali disponibili presso cave già autorizzate; inoltre, si privilegia il riutilizzo di materiali già disponibili, prima di procedere all’estrazione di ulteriori volumetrie)
  • vengono dettate apposite misure per il recupero ambientale dei siti estrattivi
  • viene introdotta una apposita disciplina finalizzata alla valorizzazione del patrimonio minerario dismesso, a fini turistici, ricreativi e culturali

2.      Con la D.G.R. 22 febbraio 2016 n. 23 - 2943 sono state introdotte alcune semplificazioni all’art. 15.4 delle Norme di Indirizzo del Documento di Programmazione delle Attività estrattive – I Stralcio, che definisce i monitoraggi richiesti agli esercenti di attività estrattive “sotto falda”. Tra queste, l’obbligo per gli esercenti, di presentare entro il 30 novembre di ogni anno, gli aggiornamenti topografici delle aree di cava in un formato digitale secondo le Specifiche di Contenuto per i DB Geotopografici del Catalogo dei Dati Territoriali della Regione Piemonte, adottato, ai sensi dell’art. 59 del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 7 marzo 2005 n. 82), dal Comitato per le regole  tecniche sui dati territoriali delle Pubbliche Amministrazioni. Tali dati sono ora disponibili, al momento solo per le attività estrattive di competenza regionale, sul Geoportale di Regione Piemonte.

Figura 1
Produzioni di materiali di cava (in tonnellate e metri cubi), suddivise per litotipo

Figura 2
Numero di cave operanti

Figura 3
Numero di addetti