INTRODUZIONE

Le chiavi di lettura per descrivere e analizzare la complessità e le problematiche del contesto territoriale e ambientale piemontese sono la biodiversità, il suolo e il paesaggio.

L’esigenza di tutelare e valorizzare il patrimonio Paesaggistico regionale costituisce per la nostra regione una priorità, a fronte della crescita dei rischi, delle minacce e delle pressioni che incombono sul paesaggio, sull’ambiente e sul complesso dei valori storico-culturali, sia per effetto di dinamiche di sviluppo e di trasformazione non più ambientalmente, culturalmente e socialmente, sostenibili, sia per effetto dei cambiamenti che si manifestano a livello globale (in particolare quelli climatici).
La sua tutela richiede, quindi, un impegno importante sia a livello regionale che a scala locale, in termini di conoscenza, di norme e di investimenti per garantire risultati reali e soprattutto un’attenzione a “integrare” il paesaggio nelle politiche di pianificazione del territorio, urbanistiche e in quelle a carattere culturale, ambientale, agricolo, sociale, ed economico, e in tutte le altre che possono avere un’incidenza diretta o indiretta sul paesaggio stesso.
Descrivere lo stato e i fattori che influenzano la risorsa paesaggio e gli impatti e le ricadute, in tale contesto, delle trasformazioni territoriali, costituisce, anche, un elemento di valutazione, di misurazione e di indirizzo per le scelte strategiche di sviluppo, ai vari livelli di governo del territorio.
Tale aspetto assume particolare rilevanza non soltanto per il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali e per la difesa e il consolidamento delle loro culture ed economie locali, ma anche per il rafforzamento della competitività e della attrattività della regione rispetto ai più ampi contesti europei e internazionali.
Le politiche del paesaggio e del patrimonio culturale possono essere considerate, in questo senso, come vere e proprie politiche di sviluppo regionale; tali politiche trovano nel Piano Paesaggistico Regionale, predisposto in coerenza con la “Convenzione Europea del Paesaggio” (sottoscritta a Firenze nel 2000 da gran parte dei paesi membri del Consiglio d’Europa e ratificata con L. 14/2006, di seguito denominata CEP), nonché con il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (D.lgs. 42/2004 e  s.m.i. – di  seguito denominato  Codice), approvato nel 2004, lo strumento di tutela e valorizzazione del territorio regionale nella sua complessità paesaggistico-ambientale.
La tutela dei beni e delle componenti paesaggistiche promossa dal Ppr, può avere anche rilevanti implicazioni ambientali; in misura più o meno diretta infatti gli obiettivi di sostenibilità del Piano possono favorire la protezione dell’ambiente nel suo complesso, attraverso l’individuazione di eventuali criticità che possono minacciarlo; le politiche del paesaggio possono quindi essere considerate anche politiche indirizzate alla protezione e allo sviluppo del sistema ambiente.

In relazione agli altri elementi attraverso cui si è inteso indagare il Territorio piemontese, il Suolo rappresenta, così come citato dalla Carta europea del Suolo del 1972, uno dei beni più preziosi dell’umanità. Consente la vita dei vegetali, degli animali e dell’uomo sulla superficie della Terra. Una componente di valore inestimabile, risorsa limitata e non rinnovabile, ma che continua a registrare un’aggressione continua con conseguenze dirette sulla qualità delle acque e dell'aria e sulla biodiversità ed effetti anche sulla sicurezza dei prodotti destinati all'alimentazione umana e animale.
Ogni anno vengono perduti milioni di ettari di suolo per le cause più diverse tra le quali emergono principalmente l’espansione delle città, l’erosione, la deforestazione e l’inquinamento.
In Piemonte, così come nel resto delle regioni europee, sono tanti gli elementi che incidono sul degrado del suolo e che concorrono a renderlo un elemento vulnerabile. Negli anni passati e recenti si è assistito ad un suo uso intenso a seguito di diffusi fenomeni di disseminazione insediativa (sprawl) che hanno interessato anche suoli di elevata capacità produttiva dal punto di visto agro-silvo-pastorale.
Nel territorio piemontese prendendo a riferimento l’arco temporale 2008-2013 è possibile osservare un complessivo rallentamento del trend di crescita del fenomeno, in parte riconducibile anche alla crisi economica, che registra un aumento di circa lo 0,30% del consumo di suolo della superficie urbanizzata (dal 5,50% al 5,80%), corrispondente a un tasso di incremento pari al 5,76%; in termini di superficie ciò equivale a dire che in tale periodo il consumo di suolo urbanizzato ha raggiunto il valore complessivo di 147.316 ettari.
Un fattore considerevole che influenza lo stato della risorsa suolo è senz’altro l’agricoltura. Negli ultimi anni, l’introduzione dei mezzi meccanici e delle sostanze chimiche di sintesi ne ha modificato il volto, trasformandola in pochi decenni in un’attività di produzione di tipo quasi industriale. Questo fenomeno ha portato a una vera e propria trasformazione nell'utilizzo del suolo: da un lato si ritrovano terreni pianeggianti, occupati da colture intensive impoverite dal punto di vista ecologico oltre che paesaggistico, dall’altro i sistemi marginali con la loro biodiversità naturale, agraria, culturale, ormai in via di estinzione, destinati alla lenta ricolonizzazione che però difficilmente ritornerà a buoni livelli di equilibrio ecologico. La Superficie Agricola Utilizzata (SAU) in Piemonte nel periodo 2006-2016 si è stabilizzata su valori poco al di sotto dei 900.000 ettari (nel 2016 sono 897.500 ettari): nell’ultimo anno è però da evidenziare un aumento della SAU per i seminativi e una diminuzione per prati permanenti e pascoli, fattispecie di maggior valore dal punto di vista della biodiversità.
Tra le fonti di pressione che possono alterare lo stato del territorio, i siti contaminati rappresentano uno dei fattori antropici più consistente. Attualmente i siti presenti nell’Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati sull’intero territorio regionale sono 1.631 (di cui 783 con procedimento di bonifica attivo e 848 conclusi). La provincia di Torino, in rapporto all’estensione, concentrazione e qualità delle attività insediate possiede da sola quasi la metà dei siti presenti in banca dati; a seguire Novara e Alessandria. La famiglia di contaminanti principalmente responsabile della contaminazione dei suoli è senza dubbio rappresentata dagli idrocarburi, seguita dalla combinazione contaminanti inorganici più idrocarburi e dai soli contaminanti inorganici.

Il Piemonte è occupato per circa il 49% del suo territorio dai rilievi montuosi delle Alpi e degli Appennini. Questa sua struttura morfologica favorisce l’intensificazione delle precipitazioni che a loro volta determinano fenomeni di allagamento nelle aree fluviali, di piene torrentizie e l’innesco di frane lungo i versanti.
Analizzando i dati storici del periodo 1850-2000, la regione è statisticamente colpita in settori diversi da eventi alluvionali con ricorrenze medie di un evento ogni 18 mesi circa.

La ricchezza del territorio regionale in termini ambientali e paesaggistichi nonchè di biodiversità ha portato la Regione Piemonte a riconoscere, sin dal 1975 l'importanza dell'ambiente naturale come valore universale attuale e per le generazioni future e, con il Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità, a ridefinire le modalità per la conservazione della biodiversità e per la gestione dei territori facenti parte della rete ecologica regionale.
I dati sulla biodiversità in Piemonte evidenziano che il territorio piemontese è caratterizzato da una grande varietà di specie animali e vegetali. E’ stata verificata la presenza di più di 3.600 specie floristiche mentre per la parte faunistica sono presenti 400 specie di uccelli, 80 specie di mammiferi, 40 di rettili e anfibi, e 60 di pesci.
Una problematica che minaccia la biodiversità regionale é anche la presenza, su questo territorio, di un elevato numero di specie esotiche vegetali e animali.
Il territorio tutelato in Piemonte pari al 17,6% dell’intero territorio regionale, vede la presenza di 95 Aree protette istituite con legge regionale, per una superficie complessiva di 137.332 ettari gestiti da 14 Enti strumentali e da enti locali. Oltre alle Aree protette regionali, la regione Piemonte conta due Parchi Nazionali: il Gran Paradiso e la Val Grande.

LA CONOSCENZA DEL TERRITORIO ATTRAVERSO GLI STRUMENTI CARTOGRAFICI

La base cartografica regionale

La lettura dell’ambiente attraverso strumenti di tipo cartografico costituisce uno degli elementi principali di supporto tecnico per il governo del territorio, le cui strategie si snodano attraverso articolate relazioni fra uomini e luoghi.
Solo la conoscenza fattuale e il più possibile oggettiva del territorio in cui viviamo permette di attuare e monitorare le politiche di sviluppo (sociale, economico ecc…). Gli strumenti e le tecnologie di cui disponiamo consentono sofisticati approfondimenti e letture diversificate, grazie ai quali le diverse rappresentazioni del territorio sono in grado di evidenziarne le specificità nell’ambito di un quadro generale.
Regione Piemonte, fin dalla sua nascita, si è dotata di un proprio ufficio cartografico, evoluto nell'attuale Settore Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale che ha tra le proprie competenze anche il compito di produrre ed aggiornare la base cartografica di riferimento.
Costruire una base cartografica rappresenta il compimento di un percorso complesso che, a partire da una somma di conoscenze geografiche, attraverso un sistema strutturato di dati posti in relazione tra di loro (informazioni), opportunamente combinati in un allestimento cartografico, porta alla realizzazione di una mappa vera e propria.
Una mappa è quindi una rappresentazione il più oggettiva possibile della realtà finalizzata all'incremento delle conoscenze su un dato territorio.

Figura 1
Carta degli Stati Sardi (1850 circa)

Fonte: Istituto Geografico Militare
Nel tempo, questo percorso non è concettualmente cambiato, ma, dal punto di vista tecnico, trattare dati geografici è oggi sinonimo di GIS (Geographic Information System), strumenti informatici in grado di gestire tali informazioni.
I GIS permettono di creare informazione geografica, di conservarla, di riutilizzarla, di modificarla, aggiornarla e renderla disponibile in molte forme e formati,  automatizzando tutte quelle fasi ripetitive che rendevano la produzione di una cartografia (generale o tematica) un’attività di enorme impegno.
La prima produzione cartografica ufficiale di Regione Piemonte è la Carta Tecnica Regionale in scala 1:10.000, pubblicata nel 1991, che attraverso vari aggiornamenti negli anni ha costituito la base cartografica ufficiale regionale sino al 2014.

Figura 2
Carta Tecnica Regionale in scala 1:10.000, edizione 1991

Fonte: CTR Regione Piemonte

La Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE)

A seguito dell’obsolescenza della Carta Tecnica Regionale 1:10.000 in termini di contenuti e di modalità tecnologica di gestione e mantenimento, Regione Piemonte ha promosso la realizzazione della Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE), base dati geografica del territorio piemontese, con i contenuti propri di una cartografia tecnica e strutturata secondo specifiche nazionali (cosiddetto National Core), indicate dalle Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto dei database geotopografici (DM 10/11/11).
L’allestimento cartografico, derivato dai contenuti della BDTRE, costituisce attualmente la Base Cartografica di Riferimento “per la Regione e per tutti i soggetti pubblici e privati che con essa si interfacciano”, ai sensi dell’articolo 10 della LR 5 febbraio 2014, n. 1 (Legge finanziaria per l'anno 2014), sostituendo quindi la Carta Tecnica Regionale.
Per consentirne la piena fruizione ai molteplici soggetti interessati, dagli Enti della Pubblica Amministrazione piemontese, ai professionisti, agli enti universitari e di ricerca e ai cittadini, la Base Cartografica di Riferimento è resa disponibile in modalità open. Tutti i dati e i servizi pubblicati sono disponibili con licenza Creative Commons - BY 2.5 attraverso il GeoPortale Piemonte.

Le modalità di messa a disposizione e fruizione di BDTRE

La BDTRE, aggiornata attraverso nuove produzioni e attraverso i sistemi informativi settoriali e tematici regionali, viene rilasciata annualmente, sotto forma di servizi, dataset vettoriali e raster.
Il rilascio di BDTRE in modalità RASTER comporta una rappresentazione dell’informazione geografica contenuta in BDTRE attraverso un allestimento cartografico predefinito. È un prodotto statico e corrisponde ad una edizione definita ad una certa data.
Ad ogni nuova edizione i contenuti potranno essere diversi in funzione degli aggiornamenti intervenuti. Ogni edizione è accompagnata dall’indicazione dell’anno di rilascio, ad esempio BDTRE RASTER 2017.
Il rilascio di BDTRE in modalità SERVIZIO avviene attraverso l’esposizione di geoservizi in modalità standard (servizi WMS), i cui riferimenti sono pubblicati sul GeoPortale regionale.
La cartografia BDTRE così esposta corrisponde all’edizione corrente così come definita per la modalità Raster. Anche in questo caso sarà chiaro all’utente l’edizione di riferimento.
Per quanto riguarda il rilascio di BDTRE in modalità VETTORIALE, è disponibile anch’essa attraverso il GeoPortale Piemonte, ed è la versione in formato  shapefile dell’edizione corrente di BDTRE. Pertanto il contenuto informativo (geometria ed attributi) è il medesimo che si ritrova nelle versioni raster e servizio.

Figura 3
Base Cartografica di Riferimento di Regione Piemonte, edizione 2017




Fonte: Regione Piemonte

Contenuti di BDTRE e aggiornamenti

Da alcuni anni sono in corso attività continue per il miglioramento e l’aggiornamento dei contenuti di BDTRE, che fin dal principio derivano dai dati più aggiornati disponibili, principalmente dai sistemi informativi settoriali, mentre, limitatamente ad alcuni comuni, derivano da nuove produzioni (grazie a una collaborazione con Fondazione CRT che ha finanziato un bando per la cartografia, diretto ad aggregazioni di piccoli comuni).
Per i comuni non interessati da nuove produzioni, che rappresentano la maggior parte del territorio regionale, le informazioni contenute in BDTRE derivano prioritariamente da diverse fonti che vengono inserite e armonizzate ad ogni aggiornamento.
In particolare, per quanto riguarda il tema edificato, la principale forma di aggiornamento è costituita dal catasto, dal quale vengono derivate le geometrie relative ai fabbricati.
Ciò consente un aggiornamento frequente e coerente con l’evoluzione del territorio grazie al quale poter, ad esempio, monitorare in maniera realistica e quantitativa il consumo di suolo.
Il riconoscimento da parte di tutti i fruitori pubblici e privati di BDTRE come Base Cartografica di Riferimento garantisce che l’elemento geometrico sia unico e univoco, e che ad esso si possano riferire tutti i sistemi informativi tematici e settoriali.
In questo modo è possibile derivare da procedimenti amministrativi, quali revisione di strumenti urbanistici, autorizzazioni/concessioni ecc, informazioni sia di tipo spaziale sia descrittive, riferibili ad oggetti cartografati (o cartografabili) entro BDTRE.

La rete S.P.IN. GNSS
Servizio di Posizionamento Interregionale GNSS di Regione Piemonte e Regione Lombardia

Il Servizio di Posizionamento Interregionale GNSS (SPIN GNSS) di Regione Piemonte e Regione Lombardia è un'infrastruttura indispensabile per supportare le misurazioni geografiche e topografiche direttamente sul territorio, nel rispetto di precisioni definite e inquadrate nel sistema di riferimento geodetico nazionale ed europeo. L'infrastruttura è al servizio della collettività degli operatori professionali, pubblici e privati, che devono effettuare misure GNSS per rilievi topografici, cartografici e catastali, per monitoraggi delle deformazioni delle opere infrastrutturali e dei versanti naturali, e per la corretta geolocalizzazione degli oggetti che popolano le banche dati territoriali.

La Rete GNSS Interregionale di Regione Piemonte e Regione Lombardia, realizzata partendo dall'unificazione delle rispettive infrastrutture regionali, rappresenta un esempio concreto per arrivare ad un modello a quattro-cinque distretti territoriali in grado di coprire tutta la nazione, in linea con quanto auspicato dagli organismi nazionali (CISIS) e dal Decreto Ministeriale del 10 Novembre 2011 “Adozione del Sistema di riferimento geodetico nazionale”. In particolare, le due Regioni ottimizzano i costi di gestione mantenendo una elevata efficienza operativa, e rappresentando nel contempo un punto di aggregazione per le altre Regioni del Nord-Ovest, con cui peraltro sono già in corso attività di stretta collaborazione. Inoltre, l'unificazione dei due servizi di posizionamento consente una maggiore continuità territoriale del servizio ed un'uniformità nelle modalità di distribuzione del dato; entrambi questi aspetti risultano indispensabili nel settore della misurazione di precisione con la modalità satellitare.
La rete è costituita da 30 stazioni permanenti GNSS distribuite in maniera omogenea sul territorio piemontese e lombardo, e dotate di ricevitori geodetici multi-costellazione aperti all'uso delle costellazioni GPS e GLONASS e delle future costellazioni Galileo e COMPASS. Ciascun ricevitore è collegato ad un'antenna GNSS calibrata individualmente.

Figura 4
Le stazioni permanenti della rete SPIN GNSS



La monumentazione delle antenne è stata realizzata utilizzando pali in acciaio inossidabile o in calcestruzzo, ancorati alle strutture portanti degli edifici pubblici che ospitano le stazioni.

Figura 5
Dettaglio di una stazione permanente GNSS

I dati grezzi che vengono acquisiti dalle diverse stazioni sono inviati al Centro di Calcolo, nel quale è installato un software per la gestione e l'elaborazione dell'intera rete in tempo reale. Il centro di calcolo, partendo dalle coordinate note delle stazioni, elabora le osservazioni ricevute per:

  • stimare gli errori e i disturbi sulle singole stazioni;
  • modellare gli errori e i disturbi nel tempo e nello spazio;
  • distribuire all'utenza in tempo reale i dati e i modelli, in modo che questa possa correggere i propri dati.

L'accesso a queste correzioni, utilizzate dal ricevitore dell'utente del servizio per migliorare la precisione della propria posizione, avviene attraverso internet (protocollo NTRIP), generalmente mediante l'utilizzo di modem GPRS/UMTS.

Figura 6
Schema di funzionamento della rete SPIN GNSS

Vantaggi ed applicazioni della rete interregionale

La localizzazione precisa dell'oggetto sul territorio avviene in maniera molto semplice: una volta registrato al sito e connesso alla rete, l'utente ottiene istantaneamente dalla rete SPIN GNSS le correzioni da apportare alle proprie misure, con un conseguente miglioramento della precisione del rilievo finale, che risulta già georiferito nel sistema geodetico nazionale ETRF2000-RDN (in accordo al DM 10 Novembre 2011) ed è omogeneo rispetto alle acquisizioni eseguite da altri utenti.

I servizi e gli utenti della rete SPIN GNSS

Dalla nascita del servizio di posizionamento satellitare di Regione Piemonte (2011), a maggior ragione dopo l’integrazione della rete piemontese con quella analoga lombarda (2015), gli utilizzatori sono in continuo aumento (figura 7).

Figura 7
Utenti del servizio di posizionamento interregionale all’aprile 2017
I punti rossi corrispondono a diverse sessioni di misura condotte da un utente, i punti blu le stazioni permanenti.