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SITI CONTAMINATI

Obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

3.9 Entro il 2030, ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo
L’insieme dei siti sui quali si è concluso il procedimento di bonifica rappresenta la risposta in termini di azioni di rimedio alla pressione esercitata dai siti contaminati così come la conclusione del procedimento di bonifica di un sito costituisce il riconoscimento che la situazione ambientale del sito stesso è accettabile in termini di rischio sanitario-ambientale, sulla base di standard validi a livello nazionale.
La normativa italiana di riferimento è il DLgs 152/06 “Norme in materia ambientale”, che ha recepito le direttive comunitarie nella Parte IV, Titolo V “Bonifiche di siti contaminati” e nella Parte VI “Norme in materia di tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente”, strettamente correlata ai siti contaminati. Tale ultimo riferimento normativo ha subito ripetute revisioni e integrazioni per allinearsi alla normativa comunitaria.
La gestione dei procedimenti di bonifica dei siti contaminati si svolge secondo fasi di natura tecnica ed amministrativa - quali l'esame, l'approvazione, l'autorizzazione, la realizzazione e la certificazione degli interventi - condotte nel quadro normativo nazionale (D.Lgs. 152/2006) e regionale (L.R. 42/2000, art. 43 della L.R. 9/2007), mediante la collaborazione tra più Enti.

L'impegno della Regione Piemonte è volto ad assicurare, innanzitutto, la continuazione delle operazioni di bonifica dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) presenti sul territorio piemontese.

Attualmente i Siti di Interesse Nazionale sul territorio piemontese sono 5:dopo il derubricamento del sito “Basse di Stura” di Torino (Decreto MATTM 11 gennaio 2013) essi contano l’ex sito estrattivo di Balangero e Corio, l’ex stabilimento Eternita area del casalese (che comprende il territorio di  di Casale Monferrato e di altri 47 Comuni), l’ex stabilimentoarea dell'ex stabilimento Enichem di Pieve Vergonte, l’ ex Ecolibarna di Serravalle Scrivia e gli interventi lungo la valle Bormida, legati alla ex ACNA di Cengio e Saliceto.

È da segnalare in particolare che, anche sulla scorta del lavoro condotto a livello locale nel corso del 2014, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha accordato lo stanziamento di risorse per circa 80 milioni di euro che potranno consentire il completamento delle bonifiche dei siti di Balangero e di Casale Monferrato nell'arco dei prossimi anni.

Per maggiori dettagli consulta la pagina web dedicata della Regione Piemonte.

Il nuovo Piano Amianto

Completare la mappatura dell’amianto di origine naturale e antropica e la bonifica dei siti di interesse nazionale di Casale Monferrato e Corio-Balangero, smaltire i rifiuti che lo contengono, individuando nuovi siti di stoccaggio o metodi alternativi, sviluppare l’attività sanitaria del centro per la lotta al mesotelioma, informare i cittadini attraverso appositi sportelli comunali e formare nuovi tecnici: sono solo alcune delle misure previste dal Piano regionale Amianto 2016-2020, discusso e approvato il 1° marzo 2016 dal Consiglio regionale del Piemonte.
Con tale provvedimento la Regione si dota di uno strumento fondamentale per affrontare in maniera organica e complessiva uno dei principali problemi ambientali che affliggono il territorio regionale e la salute dei cittadini. Si avvia così una strategia tesa a ridurre in modo deciso l’impatto nocivo dell’amianto, attraverso misure che vanno dalle bonifiche alla mappatura, dallo smaltimento in sicurezza agli interventi in ambito sanitario, informativo e formativo.

I punti salienti del Piano

Mappatura dell’amianto di origine naturale. Le azioni sono mirate a dare seguito alle attività di mappatura, mediante progressivi approfondimenti a scala locale e regionale ai quali seguirà la pubblicazione e l’aggiornamento di cartografie e di dati, e a definire eventuali indicazioni per la gestione delle problematiche relative ad attività lavorative in presenza di amianto di matrice naturale. Sono allegate indicazioni per indagini geologiche preventive alla realizzazione di opere in aree con presenza di amianto di origine naturale potenziale o accertata ed una metodica analitica per la misura della concentrazione di fibre di amianto nelle acque, predisposta da Arpa Piemonte. Vi è inoltre la previsione di sviluppare ulteriori approfondimenti mediante la partecipazione di Arpa Piemonte ai tavoli tecnici interregionali con Istituto Superiore di Sanità e Ispra.

Mappatura dell’amianto di origine antropica. Il Piano prevede la prosecuzione della mappatura, sotto il coordinamento di Arpa Piemonte, con la collaborazione di più soggetti, quali Asl, Comuni, soggetti privati ed altri enti, e la confluenza di tutti i dati in un unico database; una specifica scheda per le comunicazioni da parte dei proprietari di manufatti contenenti amianto, le cui modalità di compilazione on line saranno indicate dalla Giunta regionale; la pubblicazione dei dati relativi alla quantità ed all’ubicazione dei siti mappati attraverso il sistema informativo territoriale. Alla Giunta competerà la definizione delle modalità di condivisione dei dati tra gli enti, compresi quelli relativi all’avvenuta presentazione dei piani di lavoro e delle certificazioni di restituibilità. In tal modo si avrà un quadro dinamico non solo sullo stato di mappatura, ma anche sull’attuazione degli interventi di rimozione dell’amianto.

Bonifica dei siti. I principali obiettivi sono:
  • il completamento della bonifica degli edifici scolastici di proprietà pubblica; l’incentivazione delle bonifiche dei privati mediante servizi di raccolta e smaltimento di rifiuti contenenti amianto, al fine di incidere sui costi da sostenere; 
  • la qualificazione dei soggetti abilitati alla redazione dei piani di manutenzione e controllo e della valutazione dello stato di degrado dei manufatti contenenti amianto, mediante uno specifico obbligo formativo;
  • l'impegno per la Regione ad intervenire a livello statale per consentire, come regola, l’utilizzo di risorse per la bonifica dell’amianto in esenzione dal Patto di stabilità per la pubblica amministrazione.

Siti di interesse nazionale. Per l'Amiantifera di Balangero e Corio gli obiettivi principali consistono nel completamento della bonifica del territorio perimetrato, nella definizione e realizzazione di un piano di sviluppo finalizzato al riutilizzo economico dell’area e nella prosecuzione dei monitoraggi in continuo della qualità dell’aria. A Casale Monferrato l’obiettivo principale è la conclusione della bonifica del territorio. Il Piano prevede inoltre modalità di implementazione della ricerca di siti con “polverino" tramite Arpa Piemonte.

Eliminazione dei rifiuti prodotti dalle bonifiche dell’amianto. Il Piano affronta la carenza della disponibilità di volumetrie nel perimetro regionale per lo smaltimento. Le soluzioni suggerite e che potranno essere sviluppate in specifici strumenti di pianificazione in materia di rifiuti consistono nell’autorizzazione di nuovi impianti per lo smaltimento, celle dedicate all’interno di impianti di discarica attualmente non specificatamente destinati allo smaltimento dell'amianto, impianti in sotterraneo e utilizzo di cave e miniere dimesse. Per questa finalità viene dato mandato alla Giunta di realizzare uno specifico approfondimento.

Coinvolgimento della popolazione. Il Piano si propone di coinvolgere e sensibilizzare i cittadini mediante iniziative di informazione dei rischi derivanti dall’esposizione alle fibre di amianto e l’adozione delle misure di prevenzione finalizzate a ridurre progressivamente il rischio di esposizione alle fibre di asbesto, nonché aprire “sportelli informativi amianto” nell’ambito di Comuni (singoli o associati) o di patronati, quali strutture preposte alla funzione di informare ed assistere i cittadini sull’applicazione delle normative in materia di amianto  e  sull’adozione  di  misure  preventive  da  attuare per gestire il rischio.

Formazione e aggiornamento  degli operatori. Grande importanza rivestono gli operatori delle Asl, dell’Arpa e delle imprese di bonifica e smaltimento. Nei loro confronti il Piano vuole dar vita ad una formazione specifica sul tema dell’amianto, fino a prevedere l’istituzione di nuove figure di tecnici specializzati nella materia.

Le prime azioni del Piano

Ai fini di un maggiore coinvolgimento dei soggetti privati proprietari di manufatti contenenti amianto, con D.G.R. n. 58-4532 del 29.12.2016 sono state definite le modalità operative per la comunicazione e l'acquisizione dei dati ai sensi dell'art. 9 della L.R. 30/2008. Accedendo al sito web della Regione Piemonte è possibile scaricare la scheda in formato editabile e procedere alla comunicazione.

Ai sensi dell'art 5 della L.R. 30/2008 nel 2016 sono stati assegnati i contributi, ai Comuni singoli ed associati per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di piccoli quantitativi di amianto; i servizi così attivati tramite il contributo regionale sono mirati ad incentivare i soggetti privati a procedere alla bonifica dei manufatti di loro proprietà.

Mappatura della presenza di amianto ai sensi del DM 101/03


Per quanto riguarda la mappatura della presenza naturale di amianto, mediante più step di aggiornamento ed implementazione delle informazioni, sono sviluppati approfondimenti di dettaglio che vengono resi disponibili on-line, così come i dati della mappatura dell'amianto di origine antropica; la consultazione dei dati rilevati può avere luogo tramite il Geoportale della Regione Piemonte o dal sito web di Arpa Piemonte.