Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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RADIAZIONI IONIZZANTI

DOSE GAMMA IN ARIA

La dose gamma in aria è una grandezza che descrive la quantità di energia rilasciata dai raggi gamma nell’unità di massa d'aria. La radioattività naturale contenuta nella crosta ter-restre determina, unitamente ai raggi cosmici, un irraggiamento gamma a cui tutti gli esseri vi-venti sono continuamente sottoposti.
Normalmente la dose gamma in aria viene misurata in termini di rateo di dose gamma, cioè la dose riferita all’unità di tempo espressa in μSv/h (microSievert all’ora).

In caso di incidenti nucleari la radioattività dispersa in aria può però creare un aumento dei livelli naturali di dose gamma. Per questo motivo sono istituite delle reti di monitoraggio in continuo dei valori della dose gamma in aria. In Piemonte esiste una rete di questo tipo gestita da Arpa.

Occorre precisare che la dose gamma in aria misurata dalle centraline varia nel corso della giornata e dell’anno per fenomeni naturali. Ad esempio durante un fenomeno di precipitazione (es. pioggia) i radionuclidi naturali normalmente presenti nel pulviscolo atmosferico precipitano al suolo insieme al pulviscolo stesso determinando un temporaneo aumento dei livelli di dose. Questo aumento però rientra ai valori normali nel giro di poche ore dalla fine dell’evento piovoso. Al contrario il manto nevoso attenua il contributo della dose gamma proveniente dal suolo, cosicché, per le centraline situate oltre i 2000 m.s.l.m. per le quali si ha uno spessore di neve consistente, in inverno si ha una diminuzione della dose gamma in aria totale.

Consulta la Relazione del 2018 per approfondimenti.

http://relazione.ambiente.piemonte.it/2018/it/aria/fattori/radiazioni-ionizzanti

IL RADON

Il radon, gas radioattivo naturale, per la sua natura e le sue proprietà chimico-fisiche entra facilmente negli ambienti confinati come abitazioni, luoghi di lavoro e scuole. Costituisce un pericolo per la salute perché può causare il tumore polmonare.

Consulta la Relazione Stato Ambiente del 2017 per approfondimenti:
http://relazione.ambiente.piemonte.it/2017/it/aria/impatti/salute

La media radon attualmente stimata nelle abitazioni in Piemonte risulta essere 71 Bq/m3, con ampia variazione su tutto il territorio regionale.
Ad oggi sono state raccolte in Piemonte più di 4.150 misure di concentrazione annuale in scuole e abitazioni, distribuite sui Comuni piemontesi. La mole di dati in continuo aumento permette una sempre migliore caratterizzazione del territorio regionale.
Per conoscere il valore medio di radon nel tuo comune e visionare la mappa interattiva aggiornata della concentrazione radon in aria al piano terra nelle abitazioni del territorio consulta la mappatura radon del Piemonte.

Figura 1
Mappa di concentrazione di radon in aria al piano terra delle abitazioni a livello comunale


La conoscenza della distribuzione del radon è, particolarmente, importante per gli aspetti legati alla pianificazione urbanistica del territorio regionale e per tutto ciò che attiene alla progettazione e costruzione di nuovi edifici o alla ristrutturazione di edifici esistenti. Una prevenzione mirata a limitare l’ingresso del radon nelle abitazioni e a garantire un determinato ricambio d’aria rappresenta, infatti, un valido strumento per ridurre l’esposizione media della popolazione a questo pericoloso inquinante.
Un importante aspetto legato al radon è l’attività che Arpa svolge per prevenire l’esposizione al radon negli edifici. Arpa, infatti, propone rimedi e verifica l’efficacia delle azioni intraprese negli edifici in cui si è riscontrata un’elevata concentrazione di radon.

Consulta la sezione ARIA – Risposte – Radiazioni ionizzanti – azioni di risanamento radon
http://relazione.ambiente.piemonte.it/2019/it/aria/risposte/radiazioni

NORMATIVA SUL RADON:
- La recente Direttiva Europea 2013/59/Euratom indica agli Stati Membri un valore di riferimento per abitazioni e luoghi di Lavoro non superiore a 300 Bq/m3.
- Il DLgs 241/00, impone la misura nei luoghi di Lavoro interrati e fissa un Livello d’Azione di 500 Bq/m3 oltre il quale è necessario adottare opportune azioni di rimedio.
- La legge regionale 5/2010 prevede che la Regione si doti di strumenti idonei per l’individuazione, la prevenzione e la riduzione dei rischi connessi all’esposizione al gas radon e alla radioattività di origine naturale e che competono all’Arpa le attività di controllo ambientale della radioattività di origine naturale.

Consulta gli approfondimenti sul radon.