Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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TRASPORTI

LE INFRASTRUTTURE STRADALI

La rete viaria nazionale, guardando al tempo in cui fu costruita e ampliata e alle caratteristiche complesse del territorio, può definirsi senza esitazione un’opera di alta ingegneria, costruita per unire l’Italia, superando l’orografia di un paese montuoso e ricco di corsi d’acqua.
La sua unicità risiede nella straordinaria concentrazione di opere d’arte (ponti, viadotti, gallerie) che costituiscono un patrimonio unico ma al tempo stesso delicato, perché bisognoso di interventi manutentivi complessi e imponenti e di ingenti stanziamenti che sono divenuti sempre più esigui nel tempo, rendendo l’intera rete nazionale, nel contesto europeo, una fra le più deteriorate sotto il profilo della conservazione. La Fondazione Caracciolo, Centro studi dell’ACI, ha focalizzando l’attenzione sul loro stato manutentivo in un documento molto dettagliato.

Inoltre, la mobilità e il trasporto in Italia, a differenza di molti altri contesti europei ed extraeuropei, sono fortemente sbilanciati a favore della strada, pur registrando, in epoca recente tentativi di promozione di modelli intermodali, che però si dimostrano ancora troppo deboli. In Italia, quasi l’87% delle merci circola su strada, un valore leggermente più alto di quello registrato nell’Europa a 5, ma molto più elevato di quello della media dei valori registrati nell’UE a 26 Paesi. 
A livello piemontese, il 16% del suolo utilizzato è occupato dalle infrastrutture (20% nelle province meridionali come Alessandria, Asti, Cuneo). I principali assi ferroviari e autostradali uniscono Torino a Milano (A4) e Alessandria, diramandosi verso Genova (A26) e Piacenza (A21), e a Savona (A6).
L’offerta e la domanda di trasporto ha sempre influenzato profondamente il disegno dei centri urbani e la loro collocazione, incidendo a diversi livelli sulla forma delle aree urbane (soprattutto di quelle metropolitane). Tali trasformazioni hanno determinato un cambiamento dell’ambito territoriale della mobilità, ossia dei tragitti casa-lavoro e casa-studio, con un seguente ampliamento dello stesso. A oggi infatti la mobilità sistematica risulta concentrata per il 50% in e tra 37 città piemontesi. Si tratta di un ampliamento che si manifesta su una duplice scala: - a livello sovra-regionale, grazie all’aumento degli scambi con le regioni limitrofe - a livello sub-regionale, in cui gli spostamenti che escono dai confini comunali tendono ad avere come destinazione luoghi relativamente prossimi alle zone di origine, infittendo gli scambi di flussi intorno a tali aree.

Per approfondimenti consulta il sito di Regione Piemonte

Figura 1 
Rete stradale di riferimento suddivisa in classi di funzionalità di strada

Fonte: Regione Piemonte

Tabella 1
lunghezza della rete di riferimento suddivisa per classi di strada

Lunghezze totali per classe di strada (km) Autostrade e tangenziali

Strade principali

Strade secondarie

Strade minori

Strade locali

Totali

AL 365 385 1.036 3.328 291 5.405
AT 78 200 627 1.738 270 2.911
BI - 41 512 1.208 154 1.915
CN 148 713 239 336 663 7.573
NO 213 253 56 1.238 24 2.274
TO 502 895 1.909 4.202 1.267 8.775
VB 137 75 224 568 183 1.188
VC 206 329 419 1.031 142 2.127
Piemonte 1.648 2.891 7.663 16.972 2.994
32.168

Fonte: Regione Piemonte

La rete autostradale di un territorio è una misura indiretta del grado di sviluppo di un’economia moderna perché favorisce la circolazione di beni e persone: in Italia conta 6.670 km e rappresenta il 9% della rete europea. Questo dato, se considerato assieme al parco circolante (il 15% dell’UE), colloca il nostro paese nelle ultime posizioni per dotazione di infrastrutture autostradali.
Il Piemonte si pone in una situazione favorevole rispetto alla

media nazionale, ma di scarso sviluppo negli ultimi anni.
Considerando pari a 100 la dotazione infrastrutturale dell’Italia la regione si colloca ampiamente al di sopra di questo valore per quanto riguarda la rete autostradale e ferroviaria, analogamente agli indici che riguardano tutta l’area del Nord-Ovest. Alcune criticità nella rete stradale permangono nelle province di Verbania, Biella, e di Cuneo; queste ultime due scontano lo stesso problema per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie.

Tabella 2
Indicatori di dotazione infrastrutturale per provincia e per categoria di infrastrutture

Province

Rete stradale

Rete ferroviaria

Aeroporti

Alessandria

220,2

188,0

29,9

Asti 131,8 136,0
0,0

Biella

53,9

10,1

45,9

Cuneo

84,0

76,5

51,9

Novara

226,7

197,7

0,0

Torino

99,2

95,8

97,8

Verbania

55,9

132,8

0,0

Vercelli

229,9

138,8

10,8

Piemonte

124,6

113,7

54,5

Italia

100,0

100,0

100,0


Fonte: Unioncamere Piemonte, Piemonte in cifre. 2015

SISTEMA DI MODELLIZZAZIONE INTEGRATA DEI FLUSSI DI TRAFFICO NELLA PIANURA PADANA



A fine 2019 Arpa Piemonte ha affidato un incarico esterno per la realizzazione di un Sistema di Modellizzazione Integrata del Traffico sull’Intero Bacino del Po. Si tratta del primo esempio in Italia - per ampiezza e per livello di dettaglio - di condivisione a livello sovraregionale di un grafo stradale finalizzato in modo specifico alla stima delle emissioni da traffico.

Il sistema è in via di sviluppo nell’ambito del progetto Life PrepAIR, che identifica il Bacino Padano come livello ideale sul quale agire per affrontare il problema pressante dell’inquinamento atmosferico.

Il nuovo sistema di modellizzazione del traffico comprenderà le Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento, garantendo per la prima volta uniformità e coerenza dei dati di traffico su tutti questi territori.

Figura 2
Traffico stradale


La realizzazione del nuovo sistema di modellizzazione integrato dei flussi di traffico a livello di Bacino, essendo un’attività complessa e specialistica, è stata affidata a una società di consulenza qualificata: richiederà circa un anno, con una serie di passaggi.
Il primo passaggio coincide con la definizione del grafo stradale, che costituisce l’elemento cartografico della modellizzazione: esso è rappresentato da una sequenza di archi orientati (circa 1 milione nel nostro caso)1 che riproducono la rete stradale del Bacino Padano, con il livello di dettaglio adeguato a rappresentare gli spostamenti maggiormente significativi.

Un altro passaggio consiste nella zonizzazione, interna - ossia la creazione di ZONE di circa 20.000 abitanti tramite l’accorpamento di unità comunali, escludendo i comuni multi-ACE2 - ed esterna, ossia l’individuazione di tutti i punti che permettono l’ingresso e/o l’uscita dal Bacino Padano, sia verso le altre regioni italiane sia verso i confini nazionali.

Un ulteriore passaggio è la raccolta dei dati di traffico sull’intero Bacino: con la collaborazione di Regione Piemonte e delle altre Agenzie del Bacino Padano, verranno raccolti i dati rilevati dai vari sistemi di monitoraggio veicolare disponibili, ad integrazione dei dati già in possesso della società di consulenza alla quale è stato affidato l’incarico (contatraffico, telecamere, passaggi ai caselli e alle barriere autostradali, Telepass, monitoraggi ANAS, FCD3).

Il passaggio finale, realizzato con approccio modellistico, consisterà nell’utilizzo di un modello di sintesi entropico (WILMODEL), in grado di derivare i flussi su tutta la rete e le relative matrici O/D4 a partire dal campione di dati di rilievo sulla rete stradale di riferimento.

Il grafo stradale con i relativi flussi di traffico assegnati, realizzato nell’ambito del progetto PREPAIR, permetterà di valutare in modo coordinato e omogeneo i volumi e le dinamiche del traffico dell’intero bacino del Po a supporto sia degli Inventari delle Emissioni Regionali sia degli scenari emissivi che verranno realizzati da Arpa Lombardia nell’ambito del progetto.

Per informazioni più dettagliate sul progetto, si rimanda al sito
_________________________
1A partire dal grafo Navstreet di Here del Nord Italia, sono stati selezionati gli archi con classe funzionale (FUN-CLASS) tra 1 e 4 (dalle autostrade ai principali assi viari urbani).
2Comuni con aree di censimento (ACE) subcomunali.
3FCD Floating Car Data: dati automobilistici mobili, che monitorano un campione di veicoli circolante sull’intero territorio.
4Matrici O/D: rappresentano la domanda di mobilità

Figura 3
Grafo stradale

OSSERVATORI AMBIENTALI DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE

Negli ultimi anni sul territorio piemontese è in corso la realizzazione di alcune grandi opere di interesse nazionale legate principalmente all'adeguamento e alla nuova realizzazione di infrastrutture di mobilità.  L'entità dei progetti è tale da implicare molteplici problematiche che interessano le varie matrici ambientali.

Con l'approvazione dei progetti per la realizzazione delle tratte ferroviarie ad alta capacità sono stati costituiti gli Osservatori Ambientali con il compito di verificare il rispetto delle prescrizioni e delle condizioni particolari dettate durante la Valutazione di Impatto Ambientale e lo svolgimento dei monitoraggi ambientali. Si tratta di comitati in cui sono presenti rappresentanti dei Ministeri competenti in tema di ambiente e di infrastrutture, delle Regioni e delle Province territorialmente interessate con loro rappresentanti appositamente designati; sono presenti anche i Proponenti responsabili della realizzazione delle opere per lo più coincidenti con i Concessionari del servizio autostradale o ferroviario.

Il funzionamento e i compiti dei comitati sono stabiliti caso per caso in sede di procedimento autorizzativo.

Gli Osservatori svolgono le attività di accompagnamento ambientale del progetto nelle fasi di realizzazione (corso d’opera) e in quelle immediatamente successive (post opera) dedicate allo smantellamento delle opere provvisionali e ai ripristini ambientali.

Compito degli Osservatori è controllare che le caratteristiche del progetto e le condizioni e prescrizioni rilevanti dal punto di vista ambientale vengano rispettate e che siano mantenuti gli standard e le prestazioni ambientali nel caso siano proposte varianti nei dettagli di realizzazione.

Il sistema delle Agenzie per l’Ambiente è chiamato a fornire supporto tecnico agli Osservatori cioè ad eseguire materialmente i controlli di documenti di progetto, di dati di monitoraggio, dei cantieri, delle fasi di lavorazione e dei ripristini ambientali e a relazionare agli stessi.

Arpa Piemonte ha iniziato per la prima volta una attività di accompagnamento ambientale nel 2001 in occasione della realizzazione della tratta ferroviaria Alta Capacità Torino-Milano.

Le opere di cui finora si è occupata e si occupa Arpa Piemonte sono in breve:

  • Tratta alta capacità ferroviaria Torino - Milano
  • Adeguamento e ammodernamento della autostrada Torino - Milano, Lotti I e II
  • Completamento del collegamento autostradale Asti - Cuneo
  • Nuovo collegamento internazionale Torino - Lione - Sezione internazionale - Cunicolo esplorativo della Maddalena e Parte comune Italo-Francese - Tratta in territorio italiano
  • Nuovo collegamento internazionale Torino-Lione - Sezione nazionale
  • Tratta alta velocità / alta capacità Milano - Genova - Terzo Valico dei Giovi

ATTIVITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO AMBIENTALE DEL CANTIERE LA MADDALENA. RITORNO DI ESPERIENZA
(NUOVO COLLEGAMENTO FERROVIARIO TORINO LIONE)

Lo scavo del cunicolo esplorativo de La Maddalena rientra nell’ambito del progetto del nuovo collegamento internazionale Torino-Lione ed ha l’obiettivo di migliorare la conoscenza del modello geologico, geomeccanico e idrogeologico di un settore ad elevata copertura che sarà oggetto di attraversamento dello scavo delle gallerie del tunnel di base e delle opere ad esso connesse.

La realizzazione del cunicolo è iniziata il 16 aprile 2012 con l’allestimento del cantiere ed è proseguita con le seguenti fasi:
  • Fase 1 (iniziata il 21 gennaio 2013): scavo eseguito nel primo tratto dall’imbocco fino alla pk 0+198, con metodologia tradizionale a mezzo di escavatore attrezzato a martellone, compresa la fase di fermo scavo per il montaggio della TBM;
  • Fase 2 (iniziata il 14 novembre 2013): scavo del tunnel con metodo meccanizzato (TBM) fino alla pk 7+020;
  • Fase 3 (iniziata a marzo 2017): smontaggio TBM, realizzazione vasca a pk 4+091, realizzazione del piano viabile in galleria e smobilizzo cantiere;
  • Fase 4 (inizio a fine aprile 2018): smobilizzo del cantiere e manutenzione ordinaria fino all’attivazione del cantiere della tratta internazionale.
Il progetto ha previsto un sistema di controllo integrato costituito da un Piano di Monitoraggio Ambientale, finalizzato alla valutazione dell’impatto sull’ambiente esterno al cantiere, e un Piano di Gestione Ambientale interno al cantiere, entrambi condivisi con Arpa e ISPRA come richiesto dalla delibera CIPE n. 86 del 2010. I due sistemi hanno garantito un completo controllo delle componenti ambientali interferite permettendo l’immediata correlazione tra i dati acquisiti e le possibili cause delle anomalie riscontrate.
In questo contesto il proponente ha realizzato 62.075 misure di monitoraggio all’esterno del cantiere, 11.600 in galleria e nelle aree di lavorazione, per un totale di 73.675 misure.
L’attività di controllo di Arpa Piemonte sul cunicolo esplorativo è iniziata nel 2010 a seguito della pubblicazione della delibera CIPE n. 86 del 2010 le cui prescrizioni hanno affidato all’Agenzia, oltre alla condivisione del piano di monitoraggio ambientale e del sistema di gestione ambientale, anche l’accompagnamento ambientale dell’opera che si è protratto fino al 2017 con la conclusione dello scavo e che proseguirà ancora nelle fasi di smantellamento e riorganizzazione del sito per il suo futuro utilizzo come cantiere della tratta internazionale – parte comune in territorio italiano.
L’attività di accompagnamento ambientale ha previsto numerosi tavoli tecnici, sopralluoghi, redazione di protocolli specifici e analisi in contraddittorio. Per comprendere la portata di questa attività, tra il 2011 e il 2017 Arpa Piemonte ha organizzato circa 90 tavoli tecnici specifici con il proponente, ha effettuato 109 sopralluoghi in campo e ha prodotto 71 relazioni. Nel dettaglio Arpa ha verificato le risultanze dei monitoraggi ambientali realizzati dal proponente valutando i dati e i relativi referti analitici trasmessi, ha effettuato controlli in campo sulla corretta esecuzione dei monitoraggi e condotto campagne in parallelo a verifica dell’attendibilità dei dati prodotti e in caso di riscontro di situazioni anomale. Arpa ha sviluppato un sistema informativo per la gestione dei dati di monitoraggio, garantendone la condivisione e l’accessibilità ai gruppi di lavoro interni. Il database è stato organizzato per raccogliere i dati geografici e alfa numerici dei punti di campionamento di tutte le componenti monitorate (atmosfera, acque superficiali e sotterranee, clima acustico e vibrazionale, amianto, radiazioni ionizzanti, suolo, fauna, flora e vegetazione).

Alla pagina Territorio Risposte Radiazioni ionizzanti sono riportate le attività di controllo che Arpa Piemonte effettua nei cantieri dell’alta velocità ferroviaria, soprattutto per quanto riguarda il radon e la radioattività contenuta nello smarino.

Gli esiti delle suddette attività sono riportati all’interno di relazioni periodiche e sintesi annuali elaborate da Arpa e pubblicate sul sito istituzionale dell’Agenzia.
Il ruolo di Arpa nell’ambito dell’attività di accompagnamento ambientale ha rappresentato una modalità organizzativa e metodologica positiva, rigorosa e a garanzia della sorveglianza dell’opera, un’esperienza a cui far riferimento per progetti futuri.
L’esperienza mostra come, a partire dalle istruttorie di competenza ministeriale fino alla realizzazione di un’opera, si possa creare sinergia senza duplicazioni di competenze tra gli enti coinvolti quali Ispra, il Sistema delle Agenzie e l’Autorità competente.

Definizione di soglie di impatto sull’atmosfera nell’ambito dell’accompagnamento ambientale di una grande opera: Utilizzo di tecniche statistiche

L’opera Terzo Valico AV/AC dei Giovi consiste nella realizzazione di una linea ferroviaria ad alta capacità e alta velocità a cavallo tra Piemonte e Liguria come collegamento tra il sistema portuale ligure e le principali linee ferroviarie del Nord Italia e d’Europa. La linea si sviluppa complessivamente per 53 km, di cui 36 km in galleria. L’accompagnamento ambientale di una grande opera deve essere orientato, oltre che al rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente, anche alla definizione di parametri atti a valutare gli impatti locali e contingenti esercitati da una specifica fonte di pressione. Nel caso del Terzo Valico AV/AC dei Giovi, Arpa ha proposto una metodologia ad hoc quale strumento di valutazione degli impatti dell’opera nelle sue varie fasi attraverso l’adozione di valori soglia di intervento al superamento dei quali prevedere interventi di mitigazione. Tale approccio utilizza strumenti statistici idonei per isolare i contributi della specifica sorgente rispetto all’inquinamento diffuso già presente sul territorio e individuare quegli impatti ascrivibili all’opera che eccedono in maniera significativa lo stato di qualità dell’aria locale.

Figura 4
Tracciato del Terzo Valico

Indicatori di impatto

Considerato che i principali impatti sulla qualità dell’aria per l’opera in esame sono legati alla polverosità generata durante le operazioni di scavo, di movimentazione e di stoccaggio delle terre oltre che alle polveri emesse o risospese dai mezzi di trasporto all’interno e all’esterno delle aree di cantiere, si è adottato come indicatore significativo il particolato fine PM10.

Stazioni di riferimento

I monitoraggi previsti dal piano di monitoraggio ambientale dell’opera sono stati confrontati con uno scenario di riferimento che fosse rappresentativo della qualità dell’aria locale non influenzata dalle attività di cantiere. Tale scenario è descritto da un sottoinsieme di stazioni di rilevamento della qualità dell’aria della Rete Regionale di Arpa Piemonte, opportunamente selezionate in base a specifici criteri di omogeneità e rappresentatività.

Definizione delle soglie

Si sono considerati 4 anni consecutivi completi di dati di PM10, precedenti l'anno in cui viene effettuato il monitoraggio ambientale. I valori medi giornalieri delle serie storiche sono stati suddivisi in 5 classi di concentrazione:
  • 0 < media dell’area ≤ 30 µg/m3;
  • 30 < media dell’area ≤ 50 µg/m3;
  • 50 < media dell’area ≤ 70 µg/m3;
  • 70 < media dell’area ≤ 90 µg/m3;
  • media dell’area > 90 µg/m3.

Ad ogni classe di valori medi giornalieri di PM10 viene associato il corrispondente valore massimo giornaliero tra le stazioni del gruppo. Si calcola quindi il 95° percentile della serie dei massimi giornalieri riferito a ciascuna classe di concentrazione quale valore soglia di valutazione e intervento (VSV) rappresentativo dell’eccessivo dell’impatto dell’opera. Al terzo superamento, anche non consecutivo, del VSV si delinea una condizione di eccessivo impatto ascrivibile al cantiere. Il gestore dell’opera si fa carico quindi di accertare le cause delle anomalie, ponendo in atto le opportune verifiche secondo il proprio sistema di gestione ambientale, e di adottare tempestivamente tutte le azioni correttive necessarie ed idonei interventi di mitigazione.
Questa metodologia innovativa, proposta da Arpa Piemonte, è stata adottata come strumento di lavoro dall’Osservatorio Ambientale istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

VALUTAZIONE DELLA PRESENZA DI AMIANTO NEI CANTIERI

TERZO VALICO DEI GIOVI 

La tratta Milano-Genova “Terzo Valico dei Giovi” fa riferimento al progetto relativo alla linea ferroviaria ad Alta Capacità/Alta Velocità che metterà in collegamento Genova con Milano.
Al momento i principali cantieri di scavo attivi sono: il cantiere “finestra Val Lemme” sito nel territorio del comune di Voltaggio, il cantiere “finestra Castagnola” sito nel comune di Fraconalto, il cantiere “Pozzo Radimero” sito nel comune di Arquata Scrivia presso il quale è in corso lo scavo con TBM (Tunnel Boring Machine), il cantiere “Moriassi” sito nel comune di Arquata Scrivia, il cantiere di Serravalle Scrivia (Fraz. Libarna), il cantiere di Novi Ligure presso il quale è in corso lo scavo con TBM e il cantiere stradale di adeguamento della “Galleria Crenna”.

Sono inoltre attivi i seguenti siti di deposito: ex cava Cementir (comune di Voltaggio), cascina Clara & Buona (comune di Alessandria), cascina Romanellotta e cascina Guendalina (comune di Pozzolo Formigaro), Località Pieve (comune di Novi Ligure), Frazione Libarna (comune di Serravalle Scrivia), cava Bettole e cascina Pecorara (comune di Tortona), cascina Cascinone (comune di Pozzolo Formigaro) e cascina Bolla e cascina Guarasca (comune di Alessandria, Fraz. Spinetta).
Arpa dal 2013 effettua attività di monitoraggio del materiale aerodisperso, anche in parallelo al proponente. La finalità dei monitoraggi ambientali è garantire un controllo sulla qualità dell’aria in termini di concentrazione di fibre di amianto aerodisperse/litro di aria, poiché nelle zone in cui sono attivi gli scavi esistono formazioni geologiche contenenti rocce asbestifere, che potrebbero diffondere le loro fibre in atmosfera a seguito degli scavi.

Dal 2016, considerato il ritrovamento di amianto in alcuni cantieri di scavo e considerato che le terre e rocce contenenti amianto sottosoglia, vengono trasportate nei siti di deposito, è stata estesa la rete di monitoraggio anche a questi ultimi (Protocollo Gestione Amianto per il Terzo Valico Ferroviario Dei Giovi - versione 13/02/2018).

Sono inoltre proseguite le attività in merito alle 2 convenzioni inerenti all’opera, la prima stipulata tra Arpa Piemonte, RFI S.p.a. e CoCIV volta al supporto tecnico scientifico all’Osservatorio Ambientale, per la tutela degli aspetti ambientali, al fine di garantire il corretto accompagnamento ambientale dell’opera e la seconda tra Arpa Piemonte e CoCIV legata alla gestione delle terre e rocce da scavo.
Relativamente alle analisi sui campioni di materiale aerodisperso prelevati da Arpa all’esterno dei cantieri, queste ultime hanno quasi sempre evidenziato concentrazioni di amianto inferiori al limite di rilevabilità strumentale e sporadicamente la presenza di fibre di amianto in concentrazione comunque inferiori alla soglia di 1 ff/L (come indicato da OMS per gli ambienti di vita), valore assunto quindi come riferimento per le grandi opere e per i siti di interesse nazionale.

Tabella 3
Terzo valico: risultati del monitoraggio ambientale - anno 2019

Punto prelievo

 

Febb.

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Sett.

Ott.

Nov. Dic.

ff/l di amianto

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<0,2

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<0,1

Dall’analisi di tali dati si è osservato che i valori riscontrati sono ampiamente al di sotto del limite di allarme di 1 fibra/litro, valore assunto come riferimento dalla Delibera CIPE n.86 del 2010.

TORINO-LIONE

Il progetto della linea ferroviaria Torino-Lione prevede la realizzazione di una nuova linea ferroviaria internazionale che collegherà Torino a Lione, lunga circa 235 km, con lo scopo di trasportare merci e passeggeri. Durante le fasi di realizzazione delle gallerie è possibile rinvenire la presenza di amianto nelle rocce scavate.
A Chiomonte in valle Susa nel 2013 è iniziato lo scavo del tunnel esplorativo La Maddalena (circa 7 km di lunghezza) che è terminato nel febbraio del 2017.
Nel corso della fase di escavazione del tunnel, in ottemperanza a quanto richiesto dalla Delibera CIPE 86/2010 - punto 83, il Centro Regionale Amianto ambientale ha effettuato la validazione del monitoraggio ambientale eseguito dal Proponente dell’Opera, all’esterno del cantiere. L’attività di validazione è stata effettuata sia per la verifica delle condizioni di prelievo, mediante il campionamento in parallelo delle postazioni del monitoraggio ambientale, sia per la verifica del risultato analitico prodotto, mediante l’analisi di porzioni di membrane acquisite dal laboratorio incaricato.
Per questo motivo sono stati effettuati monitoraggi ambientali per il controllo della concentrazione di fibre aerodisperse nelle aree limitrofe al cantiere di scavo (postazioni definite nella fase ante operam).

Nel corso del 2019, presso il cantiere “La Maddalena”, ove erano in corso i lavori relativi alla “fase 4 – smobilizzo cantiere e manutenzione” il Centro Regionale Amianto ambientale ha eseguito 3 sopralluoghi effettuando 1 campionamento per la ricerca dell’amianto aerodisperso.

Tabella 4
Torino Lione: risultati del monitoraggio ambientale - anni 2017-2019

Punto Località 2017


2018 2019
31/03/2017 04/07/2017 03/10/2017 n.a. 20/06/2019
1 Frazione La Maddalena <0,2 <0,2 n.a. n.a.
2 Perimetro cantiere <0,2 <0,2 n.a. <0,4

Fonte: Arpa Piemonte
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*n.a non analizzato

Dall’analisi di tali dati si è osservato che i valori riscontrati sono ampiamente al di sotto del limite di allarme di 1 fibra/litro, valore assunto come riferimento dalla Delibera CIPE n.86 del 2010.

Figura 5
Centraline di monitoraggio in doppio di amianto

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