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RADIAZIONI IONIZZANTI

L’argomento Radiazioni ionizzanti rientra negli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile in particolare nell'Obiettivo 3:

Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Target
3.9 Entro il 2030, ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo


RETE DI ALLERTA GEIGER-MUELLER

Scopo di questa rete è quello di ottenere in tempo reale un dato sui livelli di radioattività in atmosfera, con un particolare riguardo ai possibili rilasci provenienti dagli impianti nucleari transfrontalieri. Il dato, fornito dai 29 sensori costituenti la rete (Geiger-Mueller), si riferisce al rateo di dose gamma in aria, ed è espresso in μSv/h (microSievert/ora). Poiché la dose gamma in aria dipende in buona parte dalla radioattività ambientale, la quale in condizioni normali è un fattore relativamente costante nell’ambiente, il monitoraggio costante di questa grandezza è un ottimo indicatori per eventuali eventi incidentali.
Nel corso del 2019 non sono stati osservati cambiamenti significativi rispetto agli anni scorsi. Per ogni centralina è stato definito un livello di attenzione e un livello di allarme. Se il rateo di dose gamma in aria misurato supera il livello di attenzione occorre monitorare l’evolversi della situazione, se supera il livello di allarme si può a ragione supporre che sia accaduto un incidente radiologico o nucleare nelle vicinanze e si iniziano a effettuare le valutazioni dosimetriche. Dall’installazione ad oggi non si sono verificati aumenti di dose gamma in aria anomali. La rete si interfaccia strettamente con i dati meteo idrografici: i sensori sono infatti installati in corrispondenza di alcune stazioni della rete meteo idrografica.
Nella figura 1 sono riportate tutte le centraline della rete.

Figura 1
Rete di allerta Geiger-Mueller: localizzazione delle 29 centraline


Fonte: Arpa Piemonte
Nella figura 2 si riporta il valore medio annuale di rateo di dose gamma in aria misurato da ogni centralina di monitoraggio.

Figura 2
Media annuale del rateo di dose gamma in aria delle centraline della rete di allerta Geiger-Mueller

Fonte: Arpa Piemonte

Occorre precisare che la dose gamma in aria misurata dalle centraline varia nel corso della giornata e dell’anno per fenomeni naturali. Le figure seguenti illustrano due esempi di variazione di dose gamma in aria. Nella figura 3 si ha un aumento: i radionuclidi naturali normalmente presenti nel pulviscolo atmosferico precipitano al suolo insieme al pulviscolo stesso durante un fenomeno di precipitazione (es. pioggia) determinando un temporaneo aumento dei livelli di dose. Questo aumento però rientra ai valori normali nel giro di poche ore dalla fine dell’evento piovoso.
Nella figura 4 il manto nevoso attenua il contributo della dose gamma proveniente dal suolo, cosicché, per le centraline situate oltre i 2000 m.s.l.m. per le quali si ha uno spessore di neve consistente, in inverno si ha una diminuzione della dose gamma in aria totale.

Figura 3
Aumento della dose gamma in aria in seguito a precipitazioni

Figura 4
Variazioni della dose gamma in aria dovute alla copertura nevosa del suolo in inverno

RADON: AZIONI DI PREVENZIONE E RISANAMENTO

“Prevenire è meglio che curare” è un vecchio detto più che mai attuale per la problematica del radon negli edifici, specialmente oggi in cui i progetti di ristrutturazione edilizia tengono giustamente in considerazione gli aspetti potenzialmente negativi legati agli interventi indirizzati al risparmio energetico. L’efficientamento energetico degli edifici tramite la messa in opera di serramenti a maggior tenuta, infatti, se non si tiene conto di alcune regole fondamentali legate al ricambio d’aria, può infatti avere quasi certamente come rovescio della medaglia un significativo incremento della concentrazione di radon e di altri inquinanti indoor.
I metodi per prevenire l’accumulo del radon in un’abitazione sono sostanzialmente gli stessi attuati per bonificare situazioni esistenti ma, se realizzati in fase di costruzione, risultano assai meno onerosi.
Di seguito illustriamo brevemente alcuni semplici principi a cui si dovrebbero uniformare i progetti e i regolamenti edilizi per limitare l’accumulo del radon. Tali accorgimenti, se attuati su vasta scala, sono utili a produrre un generale abbassamento dell’esposizione al radon, migliorando così la qualità e la salubrità degli ambienti interni.
Agendo sul ricambio d’aria e sui meccanismi di ingresso del radon nelle strutture è possibile ridurre, con relativa facilità, la presenza del radon. A seconda dei casi può essere sufficiente aumentare l’aerazione naturale, oppure introdurre una ventilazione forzata, che può essere attuata direttamente nel locale o in un vespaio e nelle intercapedini. In ogni caso è fondamentale predisporre l’aerazione del vespaio in modo che possa eventualmente essere forzatamente aumentato il ricambio d’aria in un secondo tempo. È utile inoltre sapere che, spesso, in un locale abitato, è meglio immettere aria priva di radon dall’esterno piuttosto che aspirare l’aria dall’interno. Nel primo caso, infatti, si crea una leggera sovrappressione che ostacola l’ulteriore ingresso di radon dal pavimento e dalle pareti. Nel secondo caso, invece, c’è il rischio di richiamare altro radon dal suolo. Fortunatamente oggi, al riguardo, la tecnica offre scambiatori d’aria a recupero energetico che moderano fortemente la dispersione del calore.
Un’ulteriore fronte nella lotta al radon è, poi, la continua evoluzione dei materiali edilizi rivolti all’isolamento e separazione dell’edificio dal suolo. Essi, anche se principalmente orientati all’isolamento termico, possono giocare a favore di una riduzione del radon, creando una barriera al suo passaggio. Occorre, però, assicurarsi che dispongano delle adeguate certificazioni a riguardo e siano poi posati a regola d’arte.
Nelle situazioni in cui non è facile intervenire internamente all’edificio possono invece essere realizzati all’esterno i così detti “pozzetti radon”: cavità in cui i gas del suolo vengono aspirati (depressurizzazione del suolo) e il radon viene trascinato in esterno prima che possa insinuarsi all’interno dell’abitazione.


Nelle figure 5 e 6 sono schematizzate alcune azioni preventive o di rimedio (sia passive che attive).
Figura 5
Azioni di rimedio passive

Figura 6
Azioni di rimedio attive


Per quanto sopra riportato, facendo proprie le Raccomandazioni del Codice europeo contro il cancro, è importante che i fumatori che vivono in abitazioni in cui sono presenti elevate concentrazioni di radon smettano di fumare e prendano provvedimenti per ridurre tali livelli in casa. È stata infatti verificata dagli studi epidemiologici una forte sinergia tra il radon e il fumo di sigaretta. È altresì importante che gli ex fumatori riducano qualsiasi eventuale elevata concentrazione di radon nella propria abitazione e che non riprendano a fumare.

Consulta la sezione Aria - Fattori - Radiazioni ionizzanti - Il radon

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Per approfondimenti sulla Rete di allerta per il monitoraggio in tempo reale della radioattività ambientale consulta il sito di Arpa Piemonte.

Per approfondimenti sul radon consulta il sito di Arpa Piemonte.

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