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RADIAZIONI IONIZZANTI


L’argomento Radiazioni ionizzanti rientra in un Obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.
- Obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Nell’ambito della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile il riferimento è: Area: Persone. Scelta: III. Promuovere la salute e il benessere. Obiettivo Strategico Nazionale: III.1 Diminuire l’esposizione della popolazione ai fattori di rischio ambientale e antropico.

Pareri tecnici

La normativa italiana (D.Lgs. 230/95) impone che l’utilizzo di sorgenti di radiazioni ionizzanti debba essere sempre comunicato preventivamente, con almeno 30 giorni di anticipo, all’ASL, all’ARPA, ai Vigili del Fuoco e all’Ispettorato del Lavoro. Se l’attività delle sorgenti è superiore a determinati livelli indicati negli allegati del D.Lgs. 230/95 o se la tensione di lavoro delle macchine radiogene è superiore a 200 kV la pratica deve anche essere autorizzata con un decreto di “nulla osta” che viene rilasciato per le pratiche industriali dal Prefetto o per le pratiche sanitarie dall’ASL territorialmente competente (nulla osta di categoria B). Se l’attività detenuta è ancora maggiore, tale decreto autorizzativo viene rilasciato dal Ministero competente (nulla osta di categoria A). Per il rilascio del nulla osta di categoria B in ambito sanitario la LR 5/2010 ha istituito un Organismo Tecnico Consultivo, con sede presso l’ASL territorialmente competente, che funge da organo consultivo per il rilascio del nulla osta stesso. Nell’Organismo Tecnico Consultivo sono presenti le professionalità che a vario titolo concorrono al rilascio del parere (fisici sanitari, tecnici Arpa, fisici medici, Vigili del Fuoco, Ispettori del Lavoro). Arpa partecipa ai quattro Organismi Tecnici Consultivi istituiti in Piemonte (provincia di Torino, provincia di Cuneo, province di Asti e Alessandria, province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola).

Vedi anche la sezione Territorio - Fattori - Radiazioni ionizzanti.

Consulta gli approfondimenti sull'attività di vigilanza.

Figura 1
Pareri tecnici espressi per il rilascio del nulla osta
anni 2002-2018

Fonte: Arpa Piemonte
Alcuni pareri sono riferiti a più tipologie di sorgenti; per questo motivo il numero totale di pareri espressi a volte è inferiore alla somma delle singole tipologie. Si osserva come il numero di pareri riferiti ai rivelatori di fumo contenenti sorgenti radioattive sia andato diminuendo nel corso degli anni, visto che vengono sempre più utilizzati rivelatori di fumo che si basano su altre tecnologie. Viceversa, l’utilizzo di tubi radiogeni, soprattutto in campo industriale, è aumentato notevolmente negli ultimi anni.

Figura 2
Sedi delle ditte oggetto di parere tecnico rilasciato
anni 2002-2018

Fonte: Arpa Piemonte
NORMATIVA

Italiana: D.Lgs. 230/95 e s.m.i. art. 22, 27, 28, 29
Regionale: LR 5/10; DGR 23-6389 del 19/01/2018

CONTROLLI SUL TERRITORIO

Nel 2018 i controlli effettuati da Arpa sul territorio sono stati indirizzati perlopiù a situazioni già note negli anni scorsi per la presenza di materiali radioattivi. Infatti, i luoghi che presentano un rischio radiologico non riconducibile ai siti nucleari rientrano non solo le ditte a rischio di ritrovamento di sorgenti radioattive (in primis acciaierie, rottamai e inceneritori), ma anche ditte che utilizzano sorgenti radioattive per controlli non distruttivi (gammagrafie sia al chiuso che all’aperto) e siti in cui venivano svolte attività che hanno lasciato residui o depositi di materiale radioattivo. Inoltre, rientrano anche in questa tematica il ritrovamento sul territorio di sorgenti abbandonate e gli incidenti durante il trasporto di materiale radioattivo.
La normativa italiana (DLgs 230/95 e ss.mm.ii.) disciplina il ritrovamento di sorgenti radioattive e stabilisce una serie di misure e adempimenti ai quali i detentori devono rispondere per evitare lo smaltimento non controllato. Tuttavia, il rischio che sorgenti utilizzate in campo industriale, sanitario o di ricerca non vengano smaltite correttamente esiste, specie in caso di fallimento di attività industriali, quando gli immobili vengono venduti e si perde traccia delle sorgenti custodite all’interno. La probabilità maggiore è che tali sorgenti vengano ritrovate presso raccoglitori di rifiuti o di rottami metallici. Per questo motivo la normativa prevede specificatamente che chi svolge attività di recupero, fusione o deposito di rottami metallici o importazione di semilavorati metallici debba effettuare un controllo radiometrico del materiale (art. 157 del DLgs 230/95 e s.m.i.).
Come previsto all’articolo 12 della L.R. 5/2010 e dalla D.G.R. n. 23-6389 del 19/01/2018, l’Arpa presenta annualmente alla Regione la proposta della programmazione annuale delle attività di monitoraggio e vigilanza della radioattività ambientale. La Regione, a sua volta, sottopone alle Province la proposta dell’Arpa, affinché le stesse possano effettuare le loro valutazioni e, con riferimento alle attività disciplinate all’ articolo 157 del D.lgs 230/95 o per altre particolari installazioni - come ad esempio i depositi – possano segnalare le situazioni in cui ritengono che si debbano privilegiare i controlli.
L’ottemperanza alla normativa da parte di queste ditte è notevolmente aumentata negli ultimi anni. La percentuale di ditte dotate di sistemi di monitoraggio delle radiazioni ionizzanti si avvicina ormai al 100% per quanto riguarda le fonderie e i grossi rottamai. La percentuale rimane più bassa tra i piccoli rivenditori di rottami, la cui attività tuttavia è meno a rischio rispetto alle grosse aziende.
Nella figura 5 sono riportate le sorgenti e i materiali radioattivi ritrovati tra il 2000 e il 2018. Si osserva come il numero di ritrovamenti nei rottami metallici sia diminuito (non solo in virtù di maggiori controlli all’origine del materiale, ma anche a causa della chiusura di alcuni impianti di fusione di rottami della nostra regione). I ritrovamenti presso i termovalorizzatori sono concentrati solo apparentemente negli anni tra il 2011 e il 2013, ma in realtà sono costanti in questo tipo di impianti. Siccome i radionuclidi ritrovati sono di tipo sanitario contenuti in effetti personali di pazienti trattati con radiofarmaci e poi dimessi dalle strutture ospedaliere, con brevi tempi di dimezzamento, gli impianti hanno adottato delle procedure di stoccaggio dei rifiuti contaminati fino a completo decadimento prima dell’avvio all’incenerimento. Queste procedure, concordate con Arpa, fanno sì che Arpa stessa venga costantemente informata.
A titolo informativo si fa presente che anche presso le ditte che ritirano rifiuti ospedalieri è cosa abbastanza frequente il ritrovamento di radionuclidi utilizzati in ambito sanitario. Questi ritrovamenti non sono conteggiati nel grafico di Figura 5 in quanto Arpa non effettua sopralluoghi, ma prende atto della comunicazione delle ditte (circa una ventina ogni anno). Nei ritrovamenti sul territorio fanno parte le sorgenti attualmente inutilizzate rinvenute presso aziende di vario tipo, materiali contaminati da Cs-137 ambientale o da radionuclidi naturali concentratisi nel materiale stesso.

Figura 3
Sopralluoghi effettuati per compiti di vigilanza suddivisi per provincia
anni 2011-2018

Figura 4
Sopralluoghi effettuati per compiti di vigilanza suddivisi per tipologia di ditta controllata
anni 2011-2018

Fonte: Arpa Piemonte

Figura 5
Ritrovamenti di sorgenti radioattive - anni 2000-2018

Si osserva come il numero di sorgenti ritrovate presso fonderie o rottamai sia diminuito negli ultimi anni in quanto si sono diffusi i controlli a monte, mentre il numero di ritrovamenti presso termovalorizzatori o depositi di rifiuti sia aumentato in quanto si sono diffusi i controlli in questa tipologia di impianti.

Fonte: Arpa Piemonte

I CONTROLLI SUL Termovalorizzatore DEL GERBIDO

I radiofarmaci (farmaci che utilizzano elementi radioattivi) sono sempre più utilizzati in ambito medico-ospedaliero, sia per diagnostica che per terapia. Gli elementi radioattivi utilizzati hanno dei tempi di dimezzamento brevi (minuti, ore o al massimo qualche giorno), in modo che i pazienti che hanno assunto tali farmaci smaltiscano in breve tempo la radioattività incorporata. Tuttavia, può accadere che i pazienti dimessi dalle strutture sanitarie abbiano in corpo ancora radioattività sufficiente a contaminare effetti personali che poi vengono ritrovati nei rifiuti solidi urbani. Per questo motivo gli inceneritori devono effettuare un controllo radiometrico prima di avviare i rifiuti all’incenenrimento.
Arpa Piemonte ha preso parte alla stesura delle procedure che regolano il ritrovamento di materiale radioattivo all’inceneritore TRM del Gerbido. Le procedure prevedono che Arpa venga sempre informata in caso di allarme ai rivelatori a portale, sotto i quali transitano tutti i carichi sia in ingresso che in uscita. Solo in casi di allarmi di una certa entità o nel caso che i radionuclidi rinvenuti non siano di origine medico-ospedaliera è previsto l’intervento di Arpa. Negli altri casi la ditta, tramite il proprio Esperto Qualificato, dopo aver comunicato agli enti preposti l’allarme, provvede a isolare il materiale e a porlo in un’apposita zona isolata fino al competo decadimento della radioattività. Dal 2017 è stato inoltre attivato un piano di monitoraggio che prevede l’analisi quindicinale dei filtri dell’aria provenienti dalle centraline della qualità dell’aria di Beinasco e l’analisi di alcuni campioni di scorie e polveri di abbattimento fumi provenienti dall’impianto stesso. Le analisi sono finalizzate perlopiù alla ricerca dello I-131, un elemento radioattivo utilizzato per le terapie alla tiroide, che ha un tempo di dimezzamento di 8 giorni. La rilevazione di altri elementi radioattivi utilizzati in campo medico-ospedaliero con tempo di dimezzamento inferiore è infatti estremamente rara, in quanto i tempi di raccolta dei rifiuti e del successivo trattamento permettono il competo decadimento della radioattività.

Tabella 1
Attività effettuate nell’ambito del monitoraggio dell’inceneritore TRM del Gerbido nel 2018

Attività

Numero

Sopralluoghi in seguito a allarme ai rivelatori a portale in ingresso allo stabilimento

3

Analisi di spettrometria gamma sui pacchetti di filtri della qualità dell’aria

42

Analisi di spettrometria gamma su campioni di polvere di abbattimento fumi

1

Analisi di spettrometria gamma su campioni di scorie

1

Analisi di spettrometria gamma su campioni di cenere

1


                                                                                                Fonte: Arpa Piemonte
Per approfondimenti sul termovalorizzatore del Gerbito vai in Aria Stato Monitoraggio

ATTIVITÀ DI CONTROLLO DELLA RADIOATTIVITÀ NEI CANTIERI DELL’ALTA VELOCITÀ FERROVIARIA

Da menzionare il controllo che Arpa Piemonte effettua nei cantieri dell’alta velocità ferroviaria, soprattutto per quanto riguarda il radon e la radioattività contenuta nello smarino. In genere durante i sopralluoghi vengono posizionati o ritirati i dosimetri per la misura della concentrazione di radon nelle gallerie, vengono confrontate con i gestori dei cantieri le misure di rateo di dose gamma in aria all’interno delle gallerie e in prossimità dei cumuli di smarino e vengono prelevati campioni di roccia e di acqua da analizzare poi successivamente in laboratorio. L’attività, iniziata negli anni scorsi, ha visto incrementare molto l’impegno negli anni 2016-2017, mentre nel 2018, a causa della sospensione delle attività di scavo, l’attività è leggermente diminuita.

TAV Torino-Lione: Cantiere “La Maddalena” (Val di Susa)

La tabella 2 riassume le attività di controllo svolte nel 2018 nel cantiere “La Maddalena” di Chiomonte (Val di Susa).

Tabella 2
Attività di controllo della radioattività nei cantieri dell’alta velocità Torino Lione

Attività

Numero

Sopralluoghi presso il cantiere

5

Ritiro e conseguente lettura di dosimetri radon posizionati all’interno della galleria

27

Prelievo di acqua di venuta e conseguente analisi di attività alfa e beta totale in laboratorio

1

Prelievo di fanghi e conseguente analisi di spettrometria gamma in laboratorio

1

III Valico dei Giovi: Cantieri “Finestra Vallemme”, “Finestra Castagnola”, “Radimero Cop. 20” e "Serravalle"

La tabella 3 riassume le attività di controllo svolte nel 2018 nei cantieri del cosiddetto III Valico in provincia di Alessandria (Cantiere Radimero – Arquata Scrivia, Cantiere finestra Castagnola - Fraconalto, Cantiere finestra Vallemme - Voltaggio, Cantiere di Serravalle).

Tabella 3
Attività di controllo della radioattività nei cantieri del Valico dei Giovi

Cantiere Radimero - Arquata Scrivia

Attività

Numero

Sopralluoghi presso il cantiere

2

Misura di rateo di dose in aria

6

Ritiro e conseguente lettura di dosimetri radon posizionati all’interno della galleria

5

Posizionamento di dosimetri radon

10

Cantiere di Serravalle Scrivia

Attività

Numero

Sopralluoghi presso il cantiere

2

Misura di rateo di dose in aria

1

Posizionamento di dosimetri radon

2

Cantiere finestra Vallemme – Voltaggio

Attività

Numero

Sopralluoghi presso il cantiere

2

Ritiro e conseguente lettura di dosimetri radon posizionati all’interno della galleria

14

Posizionamento di dosimetri radon

15

Cantiere finestra Castagnola – Fraconalto

Attività

Numero

Sopralluoghi presso il cantiere

2

Ritiro e conseguente lettura di dosimetri radon posizionati all’interno della galleria

24

Posizionamento di dosimetri radon

27

Consulta anche la pagina Radiazioni Ionizzanti nella sezione Territorio - Fattori.
Consulta la pagina web del sito di Arpa Piemonte dedicato alle Grandi Opere.

Siti Nucleari

Poiché in tutti gli impianti nucleari sono attualmente in corso le attività di messa in sicurezza e disattivazione, l’attenzione e l’impegno sono molto forti sia sul fronte dei controlli, che fanno capo ad Arpa, sia nell’ambito dei procedimenti amministrativi in capo alla Regione.
In particolare la Regione, coinvolgendo le amministrazioni locali interessate, esprime pareri nei procedimenti amministrativi statali inerenti la disattivazione (ai sensi degli articoli 55 e 56 del DLgs 230/95) e la modifica (ai sensi dell’articolo 24 della Legge 27/12) degli impianti nucleari, partecipa alla predisposizione dei piani di emergenza esterna degli impianti e alla predisposizione ed espressione dell’intesa sui piani di emergenza per il trasporto dei materiali radioattivi e del combustibile nucleare irraggiato.
Con la Legge regionale n. 5 del 18 febbraio 2010 “Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti” si è dotata di strumenti permanenti a supporto dell’esercizio delle attività di analisi, controllo e informazione: il Tavolo di trasparenza e partecipazione nucleare; il Tavolo tecnico nucleare e il sistema informativo regionale sulle radiazioni ionizzanti.
In attesa della piena realizzazione del sistema informativo regionale sulle radiazioni ionizzanti, attraverso il sito tematico la Regione pubblica, tra l’altro, i provvedimenti assunti (consulta l'apposita sezione) e i resoconti delle attività del “Tavolo di trasparenza e partecipazione nucleare” (consulta le azioni regionali).

AZIONI RELATIVE AL TRIENNIO 2016-2018

Nel 2016 è stata stipulata la convenzione Ottimizzazione delle attività di monitoraggio radiologico in relazione alla presenza della Centrale Nucleare “E. Fermi” tra Arpa e il Comune di Trino con il fine di implementare i monitoraggi e controlli radiologici per verificare che le nuove attività correlate allo smantellamento dell’impianto avvengano senza significativi rilasci di radioattività artificiale in ambiente.
Le nuove attività di monitoraggio e controllo verranno messe in atto in un arco temporale di tre anni, secondo il programma delle attività connesse allo smantellamento, e riguarderanno:
  • l’incremento di 6 punti di campionamento della falda acquifera nell’area interessata dallo svolgimento delle attività di decommissioning potenzialmente più impattanti;
  • l’installazione di una nuova postazione di campionamento per implementare il monitoraggio dell’aria ai fini della valutazione della dose alla popolazione;
  • il controllo dei materiali solidi che, avendo un contenuto di radioattività inferiore ai limiti per il rilascio fissati da ISPRA nell’ambito dell’autorizzazione alla disattivazione, vengono allontanati dall’impianto - ai fini di riciclo, riuso o smaltimento - come materiali non soggetti alle disposizioni di legge in materia di radioprotezione.

Nel corso del 2016 sono state introdotte nuove matrici quali miele - sia per il sito di Saluggia sia per il sito di Trino - e foglie di salice e pesce siluro presso le aree protette del fiume Po “Ghiaia Grande” e “Zona umida in località Brusaschetto Nuovo” per il sito di Trino.
Nel corso del 2018 sono stati avviati il campionamento e la misura del tritio in aria presso l’Istituto Comprensivo di Trino, ubicazione ritenuta significativa ai fini della valutazione della dose alla popolazione. In nessuno dei campioni è stata evidenziata la presenza di tritio in aria.