Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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RADIAZIONI IONIZZANTI

DOSE GAMMA IN ARIA

La dose gamma in aria è una grandezza che descrive la quantità di energia rilasciata dai raggi gamma nell’unità di massa d'aria. La radioattività naturale contenuta nella crosta terrestre determina, unitamente ai raggi cosmici, un irraggiamento gamma a cui tutti gli esseri viventi sono continuamente sottoposti. Normalmente la dose gamma in aria viene misurata in termini di rateo di dose gamma, cioè la dose riferita all’unità di tempo espressa in μSv/h (microSievert all’ora). La dose gamma in aria non presenta cambiamenti sostanziali da un anno all’altro, a meno di importanti eventi catastrofici (gravi incidenti nucleari o radiologici). Nel corso del 2019 non ci sono state quindi novità nei valori riscontrati rispetto agli anni precedenti.

Nella figura 1 si osserva la dose gamma in aria calcolata sommando il contributo della radioattività naturale presente nel suolo (che dipende dal tipo di litologia presente nel sottosuolo) e il contributo dei raggi cosmici (che dipende dall’altitudine).

Figura 1
Dose gamma in aria dovuta all’irraggiamento dei radionuclidi naturali contenuti nel suolo e all’irraggiamento dei raggi cosmici


In caso di incidenti nucleari la radioattività dispersa in aria può però creare un aumento dei livelli naturali di dose gamma. Per questo motivo sono istituite delle reti di monitoraggio in continuo dei valori della dose gamma in aria. In Piemonte esiste una rete di questo tipo gestita da Arpa.
In assenza di incidenti, la dose gamma misurata dalle centraline delle reti di monitoraggio dovrebbe coincidere con quella della mappa di figura 1, col beneficio di una misura puntuale sia spaziale che temporale (centraline) rispetto a un calcolo che considera la radioattività nel suolo e l’altitudine del punto e fornisce un valore medio (mappa).

Consulta la sezione Aria - Risposte - Radiazioni ionizzanti - Rete di allerta Geiger-Mueller

IL RADON

Il radon, gas radioattivo naturale, per la sua natura e le sue proprietà chimico-fisiche entra facilmente negli ambienti confinati come abitazioni, luoghi di lavoro e scuole. Costituisce un pericolo per la salute perché può causare il tumore polmonare.
La media radon attualmente stimata nelle abitazioni in Piemonte risulta essere pari a 82 Bq/m3, con ampia variazione su tutto il territorio regionale.
Ad oggi sono state raccolte in Piemonte più di 4.230 misure annuali di concentrazione annuale in scuole e abitazioni, distribuite sui comuni piemontesi. La mole di dati in continuo aumento permette una sempre migliore caratterizzazione del territorio regionale.

Il valore medio piemontese attualmente stimato è di 82 Bq/m3, significativamente superiore a quanto riportati in passati report (71 Bq/m3). Ciò potrebbe anche essere in parte dovuto, oltre che da un effetto statistico legato all’incremento della dimensione del campionamento, anche all’efficientamento energetico degli edifici, perseguito e attuato un po’ ovunque in questi anni, che riduce il ricambio d’aria nelle abitazioni e quindi favorisce l’accumulo di radon negli ambienti confinati.

Anche i dati medi comune per comune sono in alcuni casi variati in modo significativo rispetto al passato: in questi casi ciò è dovuto al cambiamento base di calcolo, ora più aderente alla situazione reale: è stata infatti usata l’area effettivamente edificata invece dell’intera superficie comunale. Il modello che stima le concentrazioni segue, infatti, un approccio basato su una classificazione radiologica delle “geolitologie” del suolo. Variando l’area di calcolo, ora ristretta al solo edificato effettivo, si è prodotta un’inevitabile variazione delle medie stimate, specialmente nelle zone montane e pedemontane dove la classificazione geolitologica è meno uniforme. È stato verificato che le medie radon così stimate risultano ora più aderenti alla situazione riscontrata sperimentalmente.

Figura 2
Mappa di concentrazione di radon in aria al piano terra delle abitazioni a livello comunale


La conoscenza della distribuzione del radon è, particolarmente, importante per gli aspetti legati alla pianificazione urbanistica del territorio regionale e per tutto ciò che attiene alla progettazione e costruzione di nuovi edifici o alla ristrutturazione di edifici esistenti. Una prevenzione mirata a limitare l’ingresso del radon nelle abitazioni e a garantire un determinato ricambio d’aria rappresenta, infatti, un valido strumento per ridurre l’esposizione media della popolazione a questo pericoloso inquinante.
Un importante aspetto legato al radon è l’attività che Arpa svolge per prevenire l’esposizione al radon negli edifici. Arpa, infatti, propone rimedi e verifica l’efficacia delle azioni intraprese negli edifici in cui si è riscontrata un’elevata concentrazione di radon.

Consulta la sezione Aria - Risposte - Radiazioni ionizzanti - Azioni di prevenzione e risanamento radon

NORMATIVA SUL RADON

  • La LR 5/10 prevede che la Regione si doti di strumenti idonei per l’individuazione, la prevenzione e la riduzione dei rischi connessi all’esposizione al gas radon e alla radioattività di origine naturale e che competono all’Arpa le attività di controllo ambientale della radioattività di origine naturale.
  • Il DLgs 241/00, impone la misura nei luoghi di Lavoro interrati e fissa un Livello d’Azione di 500 Bq/m3 oltre il quale è necessario adottare opportune azioni di rimedio.
  • La recente Direttiva Europea 2013/59/Euratom indica agli Stati Membri un valore di riferimento per abitazioni e luoghi di Lavoro non superiore a 300 Bq/m3.

CONTENUTI CORRELATI

Consulta la serie storica degli indicatori relativi alle radiazioni ionizzanti.

Per conoscere il valore medio di radon nel tuo Comune e visionare la nuova mappa interattiva aggiornata della concentrazione radon in aria al piano terra nelle abitazioni del territorio Piemontese consulta la mappatura radon del Piemonte.

Consulta gli approfondimenti sul radon e sulla radioattività ambientale