Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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TRASPORTI

In Piemonte, nel corso dell’ultimo triennio, a fronte di una lieve riduzione della popolazione piemontese, si è registrato un aumento dell’1% del numero di veicoli per chilometri percorsi. Dato, che risulta allineato con il tasso di motorizzazione, che permane tra quelli più elevati di tutta la nazione, pari al 67 auto/100 abitanti. Altra nota di criticità è quella che evidenzia la numerosa presenza di veicoli nella categoria emissiva Euro 3 e 4.
I trasporti svolgono un ruolo essenziale nella società e nell’economia. La qualità della nostra vita dipende da un sistema di trasporti efficiente e accessibile. Allo stesso tempo i trasporti rappresentano una delle principali fonti di pressioni ambientali nell’Unione europea (UE) contribuendo ai cambiamenti climatici, all’inquinamento atmosferico e al rumore. Le infrasturtture di trasporto occupano grandi fasce di suolo e contribuiscono all’espansione urbana, alla frammentazione degli habitat e all’impermeabilizzazione del suolo.

I trasporti consumano un terzo di tutta l’energia finale nell’UE. La maggior parte di questa energia proviene dal petrolio. Ciò significa che i trasporti sono responsabili di gran parte delle emissioni di gas a effetto serra nell’UE e contribuiscono in larga misura ai cambiamenti climatici.
Mentre gli altri settori economici, come quello della produzione di energia elettrica e l’industria, per lo più hanno ridotto le loro emissioni dal 1990, le emissioni da trasporto sono aumentate. Attualmente i trasporti sono responsabili di oltre un quarto delle emissioni totali di gas a effetto serra nell’UE e non è prevista un’inversione di tendenza. Ciò rende il settore dei trasporti un grosso ostacolo alla realizzazione degli obiettivi dell’UE in materia di protezione del clima.
Autovetture, furgoni, camion e autobus producono oltre il 70 % delle emissioni di gas a effetto serra generate dai trasporti. La quota restante proviene principalmente dal trasporto marittimo e aereo.

La politica dei trasporti è entrata anche trasversalmente in un Obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Obiettivo 3: Salute e benessere.
Target 3.6 Morti e feriti in incidenti stradali

Obiettivo 9: Imprese, Innovazione e Infrastrutture
Target 9.1 Volumi trasportati di passeggeri e merci

Obiettivo 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili,
Target 11.2: Accesso al trasporto pubblico


Flussi veicolari

In una trecente indagine della Regione Piemonte sulla mobilità veicolare, si indaga sul flusso veicolare medio su un tratto stradale che corrisponde al numero medio di veicoli che in un’ora transitano in una sezione di quel tratto. Raggruppando tutti i segmenti stradali e mediandone il flusso per ogni intervallo orario, si ottengono i valori di flusso veicolare medio per la rete monitorata, ovvero il numero di veicoli che in un’ora transitano in una sezione media rappresentativa della rete.
L’indicatore veicoli per km corrisponde al totale dei km percorsi da tutti i veicoli sulla rete nell’unità di tempo e rappresenta il livello di utilizzo della rete stessa. L’unità di tempo scelta è l’ora. L’indicatore è calcolato moltiplicando, per ogni segmento di rete, il flusso orario per la lunghezza del segmento stesso (in km) e sommando infine i risultati ottenuti su tutti i segmenti della rete. Nella figura 1 viene rappresentato il flusso veicolare medio e i chilometri percorsi sulla rete nelle 24 ore di un giorno feriale medio del mese di novembre 2017 in Piemonte, a cui va ad aggiungersi l’analisi del flusso veicolare medio distinto per classi di strada nel mese di novembre 2017 sempre riferito all’ambito regionale.
Nel corso dei tre anni analizzati, l’analisi del flusso veicolare medio sull’intera rete stradale del Piemonte presenta una diminuzione lieve nell’intera giornata e nelle ore di punta (-1,5%). Inoltre l’analisi dello stesso flusso sulle 24 ore presenta un andamento caratterizzato da valori bassi durante le ore della notte e più alti e costanti durante le ore centrali della giornata, che si conferma anche negli anni precedenti con valori lievemente più bassi nel 2016 rispetto al 2017 e al 2015. È possibile distinguere il comportamento del flusso veicolare su ciascuna classe stradale riscontrando comunque un andamento analogo durante la giornata.

Figura 1
Flussi veicolari. Chilometri percorsi da veicoli per le diverse classi di strada

Fonte: Regione Piemonte

Figura 2 
Flussi veicolari. Chilometri percorsi da veicoli sull'intera rete stradale per provincia

Fonte: Regione Piemonte

Traffico merci 

Da uno studio italiano recente del MInistero dell'Ammbiente e dei trasporti, Elementi per una roadmap della mobilità sostenibile, si evince come il trasporto merci in Italia venga effettuato prevalentemente via strada (52%) con la restante quota che viene ripartita in via mare (31%), ferrovia (11%), oleodotto (5%), e via aerea (0,6%).

Il trasporto delle merci in Piemonte avviene soprattutto su strada in quanto rappresenta ancora la modalità più competitiva mentre la ferrovia è utilizzata maggiormente nelle relazioni con l’estero perché le lunghe distanze rendono più conveniente il trasporto intermodale e per specifiche politiche adottate in alcuni paesi. Il peso ambientale negativo del trasporto delle merci contribuisce a incrementare la congestione, il rumore, i consumi energetici, le emissioni in atmosfera e i gas serra, l’incidentalità e la mortalità sulle strade.
La Commissione Europea nel 2008 ha stimato i costi esterni generati dal trasporto di merci e di persone, individuandoli a circa il 4% del PIL a cui si deve aggiungere il contributo della congestione che vale un altro 2% del PIL europeo. Inoltre, con il Libro Bianco dei Trasporti del 2011 le istituzioni europee hanno stimato che il 93% dei costi esterni è dovuto al trasporto su strada di cui un 23% determinato dal trasporto delle merci. Riportando questi dati alla situazione italiana, i costi esterni nei trasporti sono stati calcolati a circa 55,7 miliardi di euro a cui si aggiungono i costi di congestione (+ 41%), così stimati in tutta Europa.

Traffico Aereo

Gli scali di Torino e Malpensa confermano un progressivo e costante aumento dei decolli. In particolare per l’anno 2017, lo scalo di SEA Milano, ha aperto una nuova pista di decollo in direzione del territorio piemontese, per aviomobili di maggiori dimensioni e carico merci.
Al capitolo Rumore è possibile visionare tutti i dati di monitoraggio acustico dell’aeroporto di Torino-Caselle effettuato da Arpa Piemonte.

Figura 3
Traffico Aereo, numero voli - anni 2002-2017

                                            k: migliaia                Fonte: Sagat, GEAC s.p.a., Levaldigi, SEA Milano

Il dato di Milano Malpensa del 2014 è stato assimilato a quello dell’anno precedente, in quanto mancante. Per SEA Milano, la mancanza dell’annualità 2014 è da imputarsi al non corretto riversamento dei dati dai tracciati radar alle banche dati, il dato riportato potrebbe non tenere conto delle tratte di decollo verso il Piemonte.

Consulta la serie storica del traffico aereo negli indicatori on line

Per ogni approfondimento è possibile visionare i dati sul sito SEA

Parco Veicolare

Una ricerca Ipsos Loyalty, i cui risultati sono contenuti nel documento della Regione Piemonte Report sulla mobilità, dipinge l’Italia come un paese di guidatori: il 98% degli intervistati possiede un’autovettura e il 92% ha guidato nell’ultimo mese. Emerge inoltre come gli italiani amino guidare più della maggior parte degli europei (54% vs 42%), percentuale che cresce se si considera il solo sesso maschile (61% vs 46%).

Il Piemonte è una delle regioni più motorizzate d’Italia con 672 autovetture per 1.000 abitanti (vs 600 della media nazionale) e con un tasso di crescita nei tre anni di riferimento del 4,7%14.
Il parco veicolare piemontese mostra una notevole crescita delle immatricolazioni delle autovetture, registrando un aumento del 47,1% dal 2015 al 2017.
Inoltre, il parco veicolare circolante è caratterizzato da una prevalenza di autovetture alimentate a benzina e gasolio, alla quale si accosta una lieve presenza di autovetture ad alimentazioni differenti: in particolare nel 2017 l’8% del parco veicolare risulta essere alimentato a GPL, mentre l’alimentazione elettrica è ancora marginale (circa 12.935 autovetture circolanti in Piemonte nel 2017, pari al 0,44% del parco circolante), anche se si registrano notevoli investimenti a livello nazionale e comunale per promuoverne l’incremento, come la diffusione di stazioni fisse di ricarica in punti di interesse e nelle autostrade e i piani di incentivazione per l’acquisto di mezzi elettrici (Autoritratto ACI 2018).

Nel corso dei tre anni analizzati nel documento regionale (1915-1917) il parco circolante di autovetture subisce alcuni cambiamenti: si registra una lieve diminuzione delle autovetture a benzina (-1,4%) e un aumento sia di quelle a gasolio (+8%) sia di quelle con alimentazioni differenti (gpl +7,6%, elettriche +89,8%, ibride +135,7%), ad eccezione dell’alimentazione a metano (-2,7%)

Tabella 1
Parco veicolare suddiviso per mezzo di trasporto

Anno

Autovetture

Motocicli

Motocarri

Autocarri

Autobus

Consistenza parco veicolare

numero


2010


2.782.541


404.648

11.895 317.402 6.413 3.632.518

2011

2.806.330

417.475

11.801

318.886

6.419

3.672.075

2012

2.813.266

425.213

11.706

317.266

6.339

3.684.959

2013

2.824.985

429.578

11.508

316.020

6.268

3.588.359

2014

2.833.499

434.749

11.477

313.909

6.184

3.599.818

2015

2.844.680

439.922

11.372

313.158

6.211

3.726.472

2016

2.883.412

445.679

11.308

318.633

5.993

3.777.844

2017

2.939.164

451.883

11.253

320.056

6.063

3.843.133

2018

2.938.884

459.357

11.239

319.707

6.157

3.852.819


Fonte: Aci

Consulta la serie storica del Parco veicoli circolanti negli indicatori on line 

Standard emissivi

A partire dal 1991 l’Unione Europea ha emanato una serie di direttive finalizzate a ridurre l’inquinamento ambientale prodotto dai veicoli. Sulla base di queste normative sono state individuate diverse categorie di appartenenza a cui fanno capo i veicoli prodotti dalle case automobilistiche, le cosiddette classi Euro 1-2-3- 4-5-6 a cui si aggiunge la sigla Euro 0 per i veicoli più inquinanti immatricolati prima del dicembre 1992. Si tratta quindi di una serie di standard che sono stati introdotti progressivamente dall’Unione Europea, con caratteristiche sempre più restrittive, che riguardano le emissioni dei veicoli misurate in g/kWh per i veicoli commerciali pesanti e in g/km per tutti gli altri veicoli. Con l’entrata in vigore di uno di questi standard, le case automobilistiche devono terminare la vendita di nuovi veicoli con gli standard precedenti e uniformarsi a quelli in vigore.

In Piemonte, la percentuale relativamente elevata dei veicoli appartenenti alla Classe Ambientale Euro 3 e 4, insieme all’anzianità del parco circolante (21% tra 10 e 15 anni di età), testimoniano come invece di sostituire veicoli più vecchi i nuovi vanno ad aggiungersi a questi.
Inoltre, è ancora elevata la percentuale di autoveicoli e autocarri alimentati ad Euro 4, rispettivamente il 30% ed il 22%, cui segue per gli autoveicoli la prevalenza di Euro 5 (20%) e per gli autocarri la prevalenza addirittura di Euro 3 (20%). I veicoli di ultima produzione, che corrispondono alla classe Euro 6, vanno invece a comporre il parco circolante delle autovetture per il 17% sul totale e relativamente agli autocarri solo l’8% del totale.

Figura 4
Standard emissivi dato nazionale

Figura 5
Piemonte. Autovetture suddivise per standard emissivi

k: miigliaia        Fonte: Aci

Consulta la serie storica sullo Standard emissivo delle autovetture negli indicatori on line

Emissioni da TRASPORTI STRADALI

Per quanto riguarda le pressioni emissive legate al comparto trasporti su strada[1] è stata utilizzata l’ultima versione disponibile dell’Inventario Regionale delle Emissioni (IREA), che fa riferimento all’anno 2013. La distribuzione delle emissioni da traffico degli ossidi di azoto (NOx espressi come NO2) coincide con la rete stradale (autostrade, strade extraurbane e strade urbane); in particolare, a livello comunale, è il traffico urbano a dare il maggior contributo. Le emissioni di particolato primario

[1] SNAP: Macrosettore 07
(PM10) risultano concentrate nei principali centri abitati,
in quanto legate non solo alle emissioni veicolari esauste (da combustione), ma anche a quelle non esauste (risospensione, polverosità derivante dall’usura dei freni e dei pneumatici).
Le carte tematiche sotto riportate raffigurano i differenti contributi emissivi - limitatamente all’ambito urbano - legati alle diverse categorie veicolari (automobili, veicoli leggeri, veicoli pesanti) e alla diversa alimentazione (benzina o diesel).

Figura 6
Emissioni esauste da traffico urbano

Come si può notare osservando le carte tematiche, le emissioni esauste delle automobili e dei veicoli leggeri diesel risultano decisamente più rilevanti rispetto a quelle degli stessi veicoli alimentati a benzina, sia nel caso degli ossidi di azoto sia in quello del particolato primario, a causa dei fattori di emissione più elevati associati all’alimentazione diesel. Nel caso dei veicoli pesanti (bus urbani, autocarri e pullman) sono state elaborate mappe tematiche solo per i diesel, in quanto la superiorità numerica tra mezzi pesanti alimentati a gasolio rispetto a quelli a benzina rende non rappresentativo il confronto in termini di pressioni emissive.
Per quanto riguarda le emissioni non esauste di particolato primario - ovvero la quota di polveri derivanti dall’usura di freni e pneumatici (esclusa la risospensione generata dal passaggio dei veicoli) - il confronto è stato effettuato in figura 5 tra tutte le categorie veicolari (automobili, veicoli leggeri, autocarri/pullman, ciclomotori/motocicli), non risultando disponibile in IREA la distinzione sulla base della tipologia di alimentazione: come ci si può aspettare, le emissioni non esauste di particolato primario in ambito urbano derivano prevalentemente dalle automobili e dai veicoli leggeri, mentre risulta nettamente inferiore il contributo dei veicoli pesanti e dei ciclomotori.

Figura 7
Emissioni regionali di PM10 da traffico urbano - anno 2013

Fonte: Regione Piemonte. Elaborazione: Arpa Piemonte


Consulta i dati delle emissioni di ossidi di azoto e di PM10 negli indicatori ambientali.

Obiettivi UE di riduzione delle emissioni di gas serra dai trasporti

L’UE ha stabilito diversi obiettivi per la riduzione degli effetti ambientali del settore dei trasporti europeo, incluse le sue emissioni di gas serra. Gli obiettivi relativi al settore dei trasporti concorrono all’obiettivo complessivo di ridurre le emissioni di gas serra dell’80-95 % entro il 2050.

Figura 8
Obiettivi UE di riduzione delle emissioni di gas serra da trasporti

Sicurezza Stradale

Sul lungo periodo, permane il trend in diminuzione del numero di incidenti, feriti e morti degli ultimi dieci anni. Tale diminuzione è connessa al crescente numero di controlli automatizzati delle reti stradali, che consentono controlli più capillari e costanti delle reti stradali sia nel periodo diurno che notturno. Confortante anche il dimezzamento del numero delle vittime, frutto di una maggiore coscienza individuale del rispetto dei limiti di velocità e delle norme di sicurezza individuali e collettive.

Nel 2017 in Piemonte, a fronte di una diminuzione nel numero di incidenti e feriti, il numero di morti è aumentato portando più in alto l'indice di mortalità. In particolare nel 2017 si sono verificati 10.823 incidenti con lesioni alle persone che hanno provocato 279 vittime e 15.783 feriti.

L'indicatore Morti e feriti in incidenti stradali è previsto dall'Agenda 2030 all'0biettivo 3 Salute e benessere

          

Tabella 2
Morti in incidenti stradali, serie storica (per milione di abitanti)


Ripartizione geografica

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

Piemonte

104,5

92,9

89,6

75,2

71,4

73,5

71,7

65,1

58,8

59,8

56,4

56,2

63,7

Italia

100

98

88

80

72

69

63,6

60,1

56,2

55,6

55,6

54,1

55,7

Fonte: Regione Piemonte, Istat, Ispra


Per approfondimenti consulta il sito di Regione Piemonte

Consulta la serie storica dell'incidentalità stradale negli indicatori on line

Consulta nelle Risposte le attvità messe in atto per l'argomento Trasporti

Per le infrastrutture stradali consulta l'argomento Trasporti nel Tema Territorio