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MONITORAGGIO E CONTROLLO

Qualità dell’aria
In Piemonte il Sistema Regionale di Rilevamento per la misura della qualità dell’aria è costituito, al 31 dicembre 2019, da:

  • 58 stazioni fisse per il monitoraggio in continuo di parametri chimici, delle quali 4 di proprietà privata;
  • 6 laboratori mobili attrezzati, per realizzare campagne brevi di monitoraggio;


1 Centro Operativo Regionale (COR) dove i dati rilevati sono sottoposti alla validazione automatica ed interattiva di primo livello dal personale delle strutture dipartimentali del territorio.
I dati puntuali prodotti dalla rete di rilevamento sono disponibili sulle pagine web di Sistema Piemonte  

Sono presenti anche strumentazioni trasportabili per il campionamento gravimetrico del particolato in situazioni nelle quali non è necessario o possibile l’uso del mezzo mobile.

I dati sulla rete di monitoraggio della qualità dell'aria sono stati:
Sull'intera rete: dati acquisiti 1.181.731 e dati validi 1.144.389
I dati delle analisi gravimetriche PM10: 12.671
I dati delle analisi gravimetriche PM2,5: 6.154
I dati dei metalli e di IPA su PM10: 61.170

Valutazioni modellistiche dello stato di qualità dell’aria
Arpa realizza valutazioni sullo stato di qualità dell’aria a scala locale, attraverso l’applicazione di strumenti modellistici di tipo tridimensionale in grado di fornire livelli di dettaglio e tipologie di informazione che possono essere considerate fra di loro complementari. Il modello lagrangiano a particelle permette di descrivere, con elevato dettaglio spaziale, la distribuzione delle concentrazioni di inquinanti inerti, o considerati tali, immessi in atmosfera da specifiche tipologie di sorgenti
(puntuali, lineari, areali), in grado di tenere conto anche della presenza di ostacoli), permettendo di stimare il contributo relativo delle singole sorgenti emissive alle concentrazioni in aria.

Controllo delle emissioni in atmosfera

Nell'ambito dei compiti istituzionali propri dell'Agenzia, nel corso del 2019 sono state effettuate numerose attività di controllo alle emissioni in atmosfera, differenziabili in visite ispettive in campo, verifiche prescrittive, valutazioni documentali, prelievi di campioni e misure al camino, campionamenti delle ricadute, valutazioni istruttorie ai fini autorizzativi, pareri tecnici, interventi emergenziali. In estrema sintesi, nel corso dell’anno sono stati controllati direttamente circa 600 soggetti responsabili di emissioni in atmosfera (producendo, oltre alle verifiche prescritive effettuate, oltre 1.460 rapporti di prova su campioni aeriformi), mantenendo inoltre un controllo indiretto sui 120 impianti piemontesi (259 camini) dotati di sistema di monitoraggio delle emissioni in continuo (SME).

Oltre all'impegno sopra descritto, l’Agenzia è intervenuta in circa 340 casi di segnalata criticità per il comparto atmosferico attribuibile alle emissioni ed ha fornito agli Enti competenti oltre 250 pareri istruttori specialistici sulle emissioni in atmosfera e 50 pareri sugli impianti a fonte rinnovabile, attività queste ultime che costituiscono, nelle forme della valutazione preventiva e del suggerimento prescrittivo, il primo strumento di controllo efficace delle emissioni in atmosfera.
Infine, l’Agenzia nel 2019 ha prodotto 18 campionamenti olfattometrici: tale attività riveste importanza strategica sempre crescente al fine di individuare soluzioni tecniche efficaci al problema degli odori e garantire condizioni di salubrità e comfort adeguate alla popolazione.

Progetti europei sulla qualità dell'aria

Negli ultimi anni è cresciuta nell’opinione pubblica una forte sensibilità sui temi ambientali e sulle ricadute che i fenomeni di inquinamento possono avere sulla salute e sull’ambiente. D’altra parte la risoluzione delle problematiche legate alla tutela della qualità dell’aria passa oggi necessariamente dalla condivisione di soluzioni a livello sovraregionale se non transfrontaliero.
In campo ambientale sono molteplici gli ambiti di convergenza tra le attività che la Regione Piemonte e Arpa Piemonte svolgono sul proprio territorio e le strategie promosse dall’Unione Europea: la progettazione europea, attraverso lo stanziamento di fondi specifici, costituisce un’ottima opportunità per svolgere attività istituzionali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi sia in ambito regionale che in ambito europeo.

Il progetto prepAIR:  il Bacino Padano fa squadra contro l’inquinamento

Nel progetto strategico LIFE prepAIR le Regioni, le Province autonome, le Agenzie Ambientali del Bacino Padano e la Slovenia si sono unite per mettere in campo una strategia che affronti in maniera coordinata il problema dell’inquinamento atmosferico, ponendo come obiettivo specifico la promozione di stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili nell’area del Bacino.
Il progetto ha preso avvio nel febbraio del 2017 e ha durata settennale. Ad esso partecipano 18 realtà istituzionali - e non - presenti nell’area del Bacino Padano: oltre alla Regione Emilia-Romagna, che svolge il ruolo di capofila, ci sono Regione Lombardia, Regione Piemonte, Regione Veneto, Regione Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trento, Agenzie ambientali di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Agenzia per l’ambiente della Slovenia; i Comuni di Bologna, Torino e Milano; Ervet ART – ER e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

Le finalità del progetto

Il 40% della popolazione italiana - oltre 23 milioni di persone - risiede nelle regioni che compongono la Pianura Padana e in quest’area viene prodotto oltre il 50% del PIL nazionale. Da ciò deriva un elevato impatto emissivo del bacino padano che produce il 50% delle emissioni nazionali di tutti gli inquinanti e, nel caso dell’ammoniaca, la percentuale sale addirittura al 70%.

A causa della conformazione orografica del bacino padano, le misure applicate in una sola regione sono poco efficaci: a seguito degli incessanti allarmi smog e dell’ennesimo richiamo da parte di Bruxelles per l’Italia sui valori dei contaminanti atmosferici, le Amministrazioni Pubbliche di quest’area si sono unite per mettere in campo una strategia che affronti dal basso e in maniera coordinata il problema dell’inquinamento atmosferico, educando, informando e formando.

È questa la finalità del progetto europeo prepAIR: promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili, cioè capaci di incidere sulla riduzione delle emissioni. Per farlo, saranno realizzate specifiche azioni di sensibilizzazione e divulgazione rivolte ad operatori pubblici, privati e alle comunità locali.
Nell’elaborare il progetto i partner sono partiti da una chiara consapevolezza: l’aria non ha confini. L’esperienza degli ultimi quindici anni dimostra infatti che solo misure integrate e di area vasta permettono di raggiungere risultati più efficaci. Per questo nel 2013 è stato sottoscritto un “Accordo di Bacino” tra Regioni e Ministeri competenti per individuare misure coordinate. prepAIR trova le sue origini proprio in questo percorso. Si tratta di un progetto strategico e di ampio respiro da più punti di vista: non solo per la dimensione territoriale estesa a tutta l’area del bacino del Po e al territorio sloveno, ma anche per la dimensione economica e per quella temporale, dal momento che è partito nel 2017 ma si svilupperà fino al gennaio 2024.
A disposizione ci sono 17 milioni di euro da investire nell’arco di 7 anni: ben 10 quelli in arrivo dall’Europa grazie ai fondi del Programma Life, a dimostrazione di quanto sia fondamentale il supporto delle istituzioni comunitarie nel dar vita a politiche innovative e di largo respiro, sempre più orientate alla sostenibilità, alla tutela dell’ambiente e della salute.
Ora le Regioni, le Province autonome e le Agenzie Ambientali del Bacino Padano, insieme ai tre principali Comuni di quest’area - Milano, Torino e Bologna - stanno lavorando insieme per sostenere il percorso che dovrà portare al pieno rispetto degli standard comunitari. Il progetto Prepair è un progetto “integrato”, in quanto in grado di mobilitare oltre 850 milioni di euro provenienti dai fondi strutturali dei diversi partner e che hanno direttamente o indirettamente ricadute sulla qualità dell’aria.

Dai trasporti all’agricoltura, i campi di intervento di prepAIR

Trasporti, gestione razionale dell’energia, riscaldamento domestico e agricoltura: sono proprio questi i campi di intervento individuati per sperimentare azioni di miglioramento della qualità dell’aria a partire dal bacino padano. Tra gli interventi concreti che saranno portati avanti dal progetto Prepair, c’è la realizzazione di una piattaforma permanente per la condivisione dei dati, il monitoraggio e la valutazione della qualità dell’aria nel bacino padano, comprensiva anche degli effetti dell’inquinamento transfrontaliero Italia-Slovenia. Nel settore agricoltura, il programma individua lo sviluppo di uno strumento comune di valutazione delle misure per ridurre le emissioni degli allevamenti; è prevista, inoltre, la diffusione delle buone pratiche per l’utilizzo dei fertilizzanti, anche attraverso l’elaborazione di un sistema di assistenza agli agricoltori per limitare lo spandimento nei periodi a maggior rischio di accumulo di inquinanti in atmosfera. Ancora, specifiche azioni di formazione sono indirizzate ai professionisti del settore per la progettazione, la manutenzione e il controllo degli impianti di produzione di energia a biomassa; altre riguardano il risparmio energetico e sono destinate a enti locali, operatori economici e cittadini. Nel campo dei trasporti, si mira ad elaborare strumenti comuni per supportare la mobilità pubblica, elettrica e ciclabile, oltre alla gestione razionale delle merci, anche attraverso l’adozione di azioni pilota e dimostrative.

Il primo evento pubblico collegato al progetto Prepair è rientrato tra i side-event del G7 Ambiente e si è tenuto a Bologna l’8-9 giugno 2017. Durante l’evento è stato firmato il nuovo accordo antismog dal Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti, e dalle Regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto: l’obiettivo dell’accordo è quello di mettere in campo misure che siano efficaci e condivise, per combattere l'inquinamento atmosferico attraverso azioni mirate negli ambiti riconosciuti come quelli di maggior impatto per la qualità dell'aria, ma anche attraverso iniziative da adottare al verificarsi di episodi particolarmente critici.

La prima conferenza intermedia del progetto “The Po basin together for the quality of air”, alla quale ha partecipato anche la Commissione Europea, si è tenuta a Bologna l’11 luglio 2019. L’evento è stato l’occasione per fare il punto della situazione sulla qualità dell’aria partendo dai risultati concreti raggiunti dal progetto Prepair, anche alla luce della firma del protocollo per la qualità aria sottoscritto tra le Regioni e il Ministero dell’Ambiente al Clean Air Dialogue di Torino del 4-5 giugno 2019. Tra i principali risultati presentati in conferenza si segnala la realizzazione della prima indagine sulla percezione della qualità dell’aria nel bacino del Po.

Campagna di comunicazione del progetto PrepAir
Brucia bene la legna, non bruciarti la salute.

Al via la campagna del progetto europeo PrepAir per sensibilizzare i cittadini sull’uso corretto delle biomasse per il riscaldamento domestico. Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento sono alcuni dei 18 partner nazionali e internazionali coinvolti nel progetto che ha come obiettivo promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili nell’area del bacino Padano.
In molte regioni italiane più del 90% del PM10 generato dal settore riscaldamento domestico deriva da piccoli apparecchi a legna come caminetti, stufe, inserti. La combustione a legna produce pericolosi inquinanti che hanno ben poco di ecologico, ma pochi lo sanno. Durante la combustione della legna si liberano, per unità di energia prodotta, inquinanti in quantità 10-100 volte superiori a quelle degli apparecchi a gas. L’utilizzo della legna è scarso nelle grandi città, ma nelle zone di periferia, nelle piccole cittadine e nei paesi spesso più del 20% delle famiglie si scalda con la legna e in molte zone collinari e montane è il combustibile più usato.

PrepAIRed!

PrepAIRed! è un’azione all’interno di PREPAIR, finalizzata a progettare, testare e implementare diversi percorsi formativi orientati rivolti alla sensibilizzazione e al rafforzamento delle conoscenze nel sistema scolastico sui temi della qualità dell’aria (“Creation of school-targeted formal and non-formal educational paths on the air quality issues related to the Project objectives”).
Nell’ambito di PrepAIRed! sono stati sviluppati tre distinti percorsi formativi per le scuole: primarie; secondarie di primo grado; secondarie di secondo grado. L’approccio utilizzato in PrepAIRed! si basa su una combinazione di strumenti di apprendimento formale e non formale all’interno di un percorso educativo condiviso che, nel primo anno di sperimentazione ha coinvolto insegnanti, studenti ed esperti esterni che lavorano nelle scuole delle Regioni coinvolte nel progetto, ovvero Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Trento.

Il progetto CLIMAERA

L’individuazione di soluzioni comuni è l’obiettivo del progetto ALCOTRA CLIMAERA, in particolare per mitigare gli impatti che i cambiamenti climatici avranno sulle politiche di gestione clima-aria-energia e di gestione clima-aria-salute.
Si tratta di un progetto di cooperazione transfrontaliera che, attraverso un approccio sinergico tra le politiche clima-aria-energia, si propone di far fronte agli impatti dovuti ai Cambiamenti Climatici sulla qualità dell'aria in tutta l’Europa Centrale, incluse le regioni alpine e mediterranee. Il progetto si svilupperà su due piani:
  • la modellizzazione dello stato di qualità dell’aria e del clima, sia per valutare i costi/benefici degli scenari futuri ottenuti dalle misure di riduzione delle emissioni inquinanti che per proporre le migliori soluzioni tenendo conto degli impatti socio-economici e sanitari.
  • la comunicazione, per migliorare le conoscenze sui temi del cambiamento climatico e dell'inquinamento atmosferico per mezzo di iniziative sia locali che transfrontaliere: eventi di sensibilizzazione, seminari, congressi (rivolti al grande pubblico, ai decisori, agli studenti, ecc…).

Il progetto - che coinvolge per la parte italiana le regioni Piemonte, Liguria e Valle di Aosta, per la parte francese le regioni Auvergne-Rhône-Alpes e Provence-Alpes-Côte d'Azur - si aggiunge alla lista dei progetti con lo stesso partenariato (AERA, Part’AERA, SH'AIR,.) legati alla protezione della qualità dell’aria sul territorio ALCOTRA, capitalizzandone i risultati.

Noi e l'Aria

Il Progetto Noi e l'Aria è un supporto pedagogico sul tema della qualità dell’aria sviluppato nell’ambito del progetto europeo SH’AIR. Quest’ultimo - realizzato nel corso del 2015 nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg ALCOTRA - aveva l’obiettivo di fornire indicazioni sulle origini e gli effetti dell’inquinamento dovuto alle polveri fini sul territorio comprendente in Italia le regioni di Piemonte e Valle d’Aosta, in Francia quelle di Provence-Alpes-Côte d’Azur (PACA) e di Rhône-Alps e di sensibilizzare il pubblico più giovane ai problemi legati alla qualità dell’aria.

Per approfondimenti vai alla pagina Territorio Risposte Educazione alla sostenibilità.

Il progetto MITIMPACT

Gli impatti che i cambiamenti climatici avranno sulle politiche di gestione clima-aria-foreste e le strategie di adattamento per mitigare tali impatti sono i temi dell’altro progetto ALCOTRA, MITIMPACT.
MITIMPACT è un progetto di cooperazione transfrontaliera avente, come obiettivo generale, il miglioramento della pianificazione territoriale da parte delle istituzioni pubbliche per l’adattamento al cambiamento climatico.

Le regioni interessate dal progetto sono quelle nelle quali le variazioni climatiche attese saranno fra le più intense e, inoltre, presentano elevati indici di biodiversità e frequentazione turistica legata agli aspetti ambientali: sono quindi chiamate a rispondere, negli anni a venire, all’impatto del cambiamento climatico in atto con azioni di mitigazione che permettano la salvaguardia della natura mantenendo l’attrattività del territorio.
Il progetto intende migliorare le conoscenze riguardo ai reali impatti del cambiamento climatico e dell’ozono sull’ambiente forestale, nello stato attuale e nel futuro, grazie ai sistemi previsionali ed alle competenze specifiche dei partner, in modo da poterne prevedere l’evoluzione, ricercare soluzioni e adottare contromisure efficaci.
La Costa Azzurra nei dintorni di Nizza e il Parco regionale del Mercantour in Francia, le valli Varaita e Stura di Demonte in provincia di Cuneo (regione Piemonte) sono le aree individuate dal progetto per lo studio e la salvaguardia delle foreste dai danni causati dall’ozono.
Partner del progetto sono, per il lato italiano, l’Istituto per le piante da legno e l’ambiente (IPLA), l’Istituto protezione sostenibile delle Piante del Centro Nazionale delle Ricerche (IPSP-CNR) e Arpa Piemonte; per il lato francese il Groupe Internationale d’Etudes del Forêts Sud-Européennes (GIEFS) e GeograpR.

DAL PROGETTO MITIMPACT LA MODELLIZZAZIONE DELL’IDONEITÀ DEGLI HABITAT FORESTALI NELLA REGIONE ALCOTRA IN UN CONTESTO DI CAMBIAMENTO CLIMATICO

Il progetto MITIMPACT riguarda la Modellizzazione dell’idoneità degli habitat forestali nella regione ALCOTRA in un contesto di cambiamento climatico. Si tratta di una prima applicazione per la regione transfrontaliera di modelli di distribuzione delle specie (Species Distribution Models - SDMs) per la mappatura dell’idoneità degli habitat forestali secondo gli scenari di cambiamento climatico RCP 4,5 e 8,5, ciascuno nei periodi 2041-2060 e 2061-2080. La mappatura dell’idoneità degli habitat ha interessato le specie forestali autoctone di maggiore interesse, tra cui cinque conifere (Abies alba, Larix decidua, Picea abies, Pinus cembra, Pinus sylvestris) e quattro gruppi di latifoglie (Castanea sativa, Fagus sylvatica, Querce termofile (es. Quercus cerris) e Querce mesofile (es. Quercus petraea).

Il progetto MITIMPACT è stato effettuato dal gruppo di ricerca di Ecologia del Paesaggio Forestale del Dipartimento DISAFA dell’Università degli Studi di Torino, su incarico di Ipla nell’ambito di una collaborazione con Arpa Piemonte.

La realizzazione degli SDMs al fine di valutare l’idoneità degli habitat forestali allo stato attuale è basata su dati di presenza delle specie provenienti da differenti dataset (inventario forestale della Regione Piemonte, inventario nazionale francese, dataset europeo EU-Forest) i quali sono stati armonizzati ed allineati alla griglia europea INSPIRE con risoluzione di 1 km. Le variabili ambientali considerate in tali modelli sono di tipo climatico (48), bioclimatico (17), topografico (20) e pedologico (2). L’algoritmo con cui sono state realizzate le modellizzazioni è Random Forest, il quale è in grado di gestire un elevato numero di variabili anche fortemente correlate tra loro. Il modello climatico impiegato per la mappatura dell’idoneità degli habitat negli scenari climatici futuri è il CMCC-CM, considerato uno standard a livello italiano ed utilizzato per il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) del Ministero dell’Ambiente Italiano.

I risultati mostrano una generale riduzione dell’idoneità degli habitat forestali, espressa come probabilità di presenza, in entrambi gli scenari di cambiamento climatico ed in ciascuno dei periodi analizzati. Mentre per le conifere si osserva una generale contrazione in termini di superficie dei siti idonei, per le latifoglie mesofile tali siti tendono ad essere localizzati in zone con temperature più fresche e appaiono più estesi rispetto ai siti favorevoli attuali, pur con una probabilità di presenza inferiore. Costituiscono delle eccezioni a tali tendenze il pino silvestre, per il quale si evidenzia uno spostamento verso nord ed a quote maggiori (esempio in figura) e le querce termofile, le quali mostrano un’espansione marcata dei siti favorevoli caratterizzata da un’elevata probabilità di presenza.
I risultati ottenuti nel presente studio evidenziano le potenzialità dell’approccio adottato per la mappatura dell’idoneità degli habitat forestali in un contesto di cambiamento climatico pur con alcune limitazioni. Queste sono principalmente legate alle dimensioni ridotte dell’area di indagine, all’approccio scelto per la realizzazione degli SDMs, basato su un solo algoritmo statistico ed all’impiego di un solo modello di previsione dei cambiamenti climatici. Appare quindi fondamentale proseguire e ampliare lo studio sotto diversi aspetti metodologici al fine di ottenere risultati più robusti e generalizzabili.

Figura 1
Sintesi delle carte prodotte per l’area ALCOTRA (confine in blu) per la specie pino silvestre



a) area di studio, b) idoneità attuale (2020) dell’habitat, c) idoneità per l’anno 2050 – scenario RCP 4.5, d) idoneità per l’anno 2050 – scenario RCP 4.5, e) differenza tra 2020 e 2070 – RCP 8.5, f) differenza tra 2020 e 2070 – RCP 4.5

Arpa Piemonte costituisce uno dei nodi della "LIFE KTE EnvHealth Network" istituita per facilitare l'uso di strumenti condivisi, per scambiare e diffondere risultati scientifici, effettuare ricerche, sviluppare e testare modelli e strumenti per lo scambio di conoscenze su ambiente e salute, supportati dal contributo teorico e pratico della sociologia, dell'antropologia, delle scienze dell'informazione e della comunicazione.