risposte
Torna su

RADIAZIONI IONIZZANTI

L’argomento Radiazioni ionizzanti rientra negli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile in particolare nell'Obiettivo 3:

Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Nell’ambito della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile il riferimento è: Area: Persone. Scelta: III. Promuovere la salute e il benessere. Obiettivo Strategico Nazionale: III.1 Diminuire l’esposizione della popolazione ai fattori di rischio ambientale e antropico.

Pareri tecnici

La normativa italiana (DLgs 230/95) impone che l’utilizzo di sorgenti di radiazioni ionizzanti debba essere sempre comunicato preventivamente, con almeno 30 giorni di anticipo, all’ASL, ad Arpa, ai Vigili del Fuoco e all’Ispettorato del Lavoro. Se l’attività delle sorgenti è superiore a determinati livelli indicati negli allegati del DLgs 230/95 o se la tensione di lavoro delle macchine radiogene è superiore a 200 kV la pratica deve anche essere autorizzata con un decreto di “nulla osta” che viene rilasciato per le pratiche industriali dal Prefetto o per le pratiche sanitarie dall’ASL territorialmente competente (nulla osta di categoria B). Se l’attività detenuta è ancora maggiore, tale decreto autorizzativo viene rilasciato dal Ministero competente (nulla osta di categoria A). Per il rilascio del nulla osta di categoria B in ambito sanitario la LR 5/10 ha istituito un Organismo Tecnico Consultivo, con sede presso l’ASL territorialmente competente, che funge da organo consultivo per il rilascio del nulla osta stesso. Nell’Organismo Tecnico Consultivo sono presenti le professionalità che a vario titolo concorrono al rilascio del parere (fisici sanitari, tecnici Arpa, fisici medici, Vigili del Fuoco, Ispettori del Lavoro). Arpa partecipa ai quattro Organismi Tecnici Consultivi istituiti in Piemonte (provincia di Torino, provincia di Cuneo, province di Asti e Alessandria, province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola).

Vedi anche la sezione Territorio - Fattori - Radiazioni ionizzanti.

Consulta la serie storica degli indicatori ambientali sulle radiazioni ionizzanti alla pagina delle pressioni ambientali del sito di Arpa Piemonte.

Figura 1
Numero e tipologia dei pareri tecnici espressi per il rilascio del nulla osta
anni 2002-2019

Fonte: Arpa Piemonte

Alcuni pareri sono riferiti a più tipologie di sorgenti; per questo motivo il numero totale di pareri espressi a volte è inferiore alla somma delle singole tipologie. Si osserva come il numero di pareri riferiti ai rivelatori di fumo contenenti sorgenti radioattive sia andato diminuendo nel corso degli anni, poiché vengono sempre più utilizzati rivelatori di fumo che si basano su altre tecnologie. Viceversa, l’utilizzo di tubi radiogeni, soprattutto in campo industriale, è aumentato notevolmente negli ultimi anni.

Figura 2
Pareri tecnici espressi suddivisi per provincia
anni 2002-2019

Fonte: Arpa Piemonte

NORMATIVA

Italiana: DLgs. 230/95 e s.m.i. art. 22, 27, 28, 29
Regionale: LR 5/10; DGR 23-6389 del 19/01/18

CONTROLLI SUL TERRITORIO

Nel 2019 i controlli effettuati da Arpa sul territorio sono stati indirizzati sia verso situazioni già note negli anni scorsi per la presenza di materiali radioattivi, sia verso quelle attività che presentano un rischio di ritrovamento di sorgenti radioattive (in primis acciaierie, rottamai e inceneritori), ma anche ditte che utilizzano sorgenti radioattive per controlli non distruttivi. Inoltre, rientrano anche in questa tematica il potenziale ritrovamento sul territorio di sorgenti abbandonate e i potenziali incidenti durante il trasporto di materiale radioattivo.
La normativa italiana (DLgs 230/95 e s.m.i.) disciplina il ritrovamento di sorgenti radioattive e stabilisce una serie di misure e adempimenti ai quali i detentori devono rispondere per evitare lo smaltimento non controllato. Tuttavia, il rischio che sorgenti utilizzate in campo industriale, sanitario o di ricerca, non vengano smaltite correttamente esiste, ad esempio in caso di fallimento di attività industriali, quando gli immobili vengono alienati e si può perdere traccia delle sorgenti detenute. In questi casi c’è la possibilità che tali sorgenti vengano poi ritrovate presso raccoglitori di rifiuti o di rottami metallici. Per questo motivo la normativa prevede specificatamente che chi svolge attività di recupero, fusione o deposito di rottami metallici o importazione di semilavorati metallici debba effettuare un controllo radiometrico dei materiali (art. 157 del DLgs 230/95 e s.m.i.).

Come previsto all’articolo 12 della LR 5/10 e dalla DGR 23-6389 del 19/01/18, Arpa Piemonte presenta annualmente alla Regione la proposta della programmazione annuale delle attività di monitoraggio e vigilanza della radioattività ambientale. La Regione, a sua volta, sottopone alle Province la proposta dell’Arpa, affinché le stesse possano effettuare le loro valutazioni e, con riferimento alle attività disciplinate all’ articolo 157 del DLgs 230/95 o per altre particolari installazioni - come ad esempio i depositi - possano segnalare le situazioni in cui ritengono che si debbano privilegiare i controlli.

L’ottemperanza alla normativa da parte delle ditte che rientrano nell’art. 157 del DLgs 230/95 e s.m.i. è notevolmente aumentata negli ultimi anni. La percentuale di ditte dotate di sistemi di monitoraggio delle radiazioni ionizzanti si avvicina ormai al 100% per quanto riguarda le fonderie e i grossi rottamai. Percentuali più basse di adesione alla normativa si riscontrano tra i piccoli rivenditori di rottami, la cui attività, per tipologia di rifiuti trattati, è però solitamente meno a rischio rispetto a quella svolta dalle grosse aziende.

Nella figura 3 sono riportate le sorgenti e i materiali radioattivi ritrovati tra il 2000 e il 2019. Nei ritrovamenti sul territorio fanno parte le sorgenti attualmente inutilizzate rinvenute presso aziende di vario tipo, materiali contaminati da Cs-137 ambientale o da radionuclidi naturali concentratisi nel materiale stesso. Nel 2019 è stata ritrovata una piccola sorgente di Ra-226 in un carico di rottami metallici in arrivo a una fonderia. La sorgente è stata individuata dai rivelatori a portale e isolata dal carico prima della fusione.
Un discorso a parte deve essere fatto per gli inceneritori e i depositi di rifiuti sanitari-ospedalieri. In questi impianti il ritrovamento di colli contaminati da radionuclidi di origine sanitaria è frequente. Per il dettaglio degli ultimi anni si veda il contributo dedicato al monitoraggio allarmi al termovalorizzatore del Gerbido.

Figura 3
Sopralluoghi effettuati per compiti di vigilanza suddivisi per provincia
anni 2011-2019

Figura 4
Sopralluoghi effettuati per compiti di vigilanza suddivisi per tipologia di ditta controllata
anni 2011-2019

Fonte: Arpa Piemonte

Figura 5
Ritrovamenti di sorgenti radioattive
anni 2000-2019

Fonte: Arpa Piemonte

La sorgente rinvenuta nel 2019 è stata ritrovata in un carico di rottami in ingresso a una fonderia e isolata prima della fusione.

                                                                                             

ATTIVITÀ DI CONTROLLO DELLA RADIOATTIVITÀ NEI CANTIERI DELL’ALTA VELOCITÀ FERROVIARIA

Uno dei compiti del sistema delle Agenzie per l’ambiente è quello di fornire supporto tecnico agli Osservatori Ambientali per quanto riguarda le grandi opere.
Nello specifico il Dipartimento Rischi Fisici e Tecnologici ha fornito, e fornisce tutt’ora, supporto per l’accompagnamento ambientale delle seguenti opere di interesse nazionale:
  • Nuovo collegamento internazionale Torino - Lione - Sezione internazionale - Cunicolo esplorativo della Maddalena e Parte comune Italo - Francese - Tratta in territorio italiano
  • Nuovo collegamento internazionale Torino - Lione - Sezione nazionale
  • Tratta alta velocità / alta capacità Milano - Genova - Terzo Valico dei Giovi

Relativamente a tali opere, che riguardano la realizzazione di tratte ferroviarie ad alta capacità, l’Arpa si occupa della valutazione degli elaborati, presentati dal proponente, inerenti ai monitoraggi ambientali previsti nelle varie fasi: Ante Operam, Corso d’Opera e Post Operam. Attività che è condotta con tavoli tecnici tematici per verificare la corretta attuazione del Piano di Monitoraggio e del Sistema di Gestione Ambientale in termini di rispondenza alle esigenze di tutela ambientale e di rispetto delle prescrizioni contenute nelle delibere del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica).
Le strutture Arpa, inoltre, come stabilito nel Programma delle Attività previste dal Protocollo d’intesa dell’Osservatorio, effettuano il controllo dei dati ambientali trasmessi, anche con sopralluoghi presso i cantieri, finalizzati al monitoraggio in campo e al prelievo di campioni per analisi di laboratorio.
Durante i sopralluoghi effettuati nei cantieri, vengono generalmente condotte misure di radon entro le zone di scavo, acquisite misure di rateo di dose gamma entro le gallerie e sui cumuli di smarino, eseguiti prelievi di acque per analisi di alfa e beta totale e di campioni di rocce e di fanghi per analisi in laboratorio di spettrometria gamma.

Collegamento internazionale Torino-Lione, cunicolo esplorativo della Maddalena

Nell’anno 2019, essendo terminate le operazioni di scavo del cunicolo e di estrazione dello smarino, come concordato con il proponente, sono stati sospesi per la componente radiazioni ionizzanti, alcuni monitoraggi o sono variate le frequenze di acquisizione dati per alcune componenti ambientali.
Come atteso, poiché il cantiere è stato interessato solo da attività di manutenzione ordinaria degli impianti; non si sono evidenziati cambiamenti dello stato ambientale per quanto riguarda le matrici atmosfera e risorse idriche.
Le attività di controllo svolte nel 2019 nel cantiere “La Maddalena” di Chiomonte (Val di Susa) sono state limitate al controllo della concentrazione di attività radon entro il cunicolo esplorativo interessato da operazioni di manutenzione ordinaria da parte del personale.
La tabella 1 riassume le attività di controllo nel cantiere “La Maddalena” - Chiomonte.

Tabella 1
Attività di controllo nel cantiere “La Maddalena” - Chiomonte (Val di Susa)

Attività

Numero

Sopralluoghi presso il cantiere

3

Ritiro e conseguente lettura di dosimetri radon posizionati all’interno della galleria

36


Fonte: Arpa Piemonte

Per approfondimenti al Cantiere della Maddalena, consulta la sezione Territorio - fattori - Trasporti

Terzo Valico dei Giovi: tratta alta velocità / alta capacità Milano - Genova

Negli anni precedenti, nel corso dei vari sopralluoghi, effettuati presso i cantieri del Terzo Valico dei Giovi, le acquisizioni di rateo di dose gamma entro le zone di scavo e sui cumuli di smarino hanno evidenziato valori sempre nella norma, dati confermati anche dalle analisi di spettrometria gamma condotte sui campioni di roccia provenienti dalle zone di scavo. I valori di concentrazione di attività dei principali radionuclidi naturali sono sempre risultati caratteristici di materiali estrattivi a medio-basso contenuto di radioattività.

La tabella 2 riassume le attività di controllo svolte nel 2019 nei cantieri del cosiddetto III Valico in provincia di Alessandria (Cantiere Radimero - Arquata Scrivia, Cantiere finestra Castagnola - Fraconalto, Cantiere finestra Vallemme - Voltaggio).

Tabella 2
Terzo Valico dei Giovi, attività di controllo nei cantieri - anno 2019

Cantiere Radimero-Cop 20 - Arquata Scrivia

Attività

Numero

Sopralluoghi presso il cantiere

1

Ritiro e conseguente lettura di dosimetri radon posizionati all’interno della galleria

8

Posizionamento di dosimetri radon

11

Cantiere "Finestra Vallemme" – Voltaggio

Attività

Numero

Sopralluoghi presso il cantiere

1

Ritiro e conseguente lettura di dosimetri radon posizionati all’interno della galleria

8

Posizionamento di dosimetri radon

8

Cantiere "Finestra Castagnola" – Fraconalto

Attività

Numero

Sopralluoghi presso il cantiere

1

Ritiro e conseguente lettura di dosimetri radon posizionati all’interno della galleria

10

Posizionamento di dosimetri radon

8


Fonte: Arpa Piemonte

Consulta anche la pagina Radiazioni Ionizzanti nella sezione Territorio - Fattori.
Consulta la pagina web del sito di Arpa Piemonte dedicato alle Grandi Opere.

Siti Nucleari

Poiché in tutti gli impianti nucleari sono attualmente in corso le attività di messa in sicurezza e disattivazione, l’attenzione e l’impegno sono molto forti sia sul fronte dei controlli, che fanno capo ad Arpa, sia nell’ambito dei procedimenti amministrativi in capo alla Regione.
In particolare la Regione, coinvolgendo le amministrazioni locali interessate, esprime pareri nei procedimenti amministrativi statali inerenti la disattivazione (ai sensi degli articoli 55 e 56 del DLgs 230/95) e la modifica (ai sensi dell’articolo 24 della Legge 27/12) degli impianti nucleari, partecipa alla predisposizione dei piani di emergenza esterna degli impianti e alla predisposizione ed espressione dell’intesa sui piani di emergenza per il trasporto dei materiali radioattivi e del combustibile nucleare irraggiato.
Con la LR 5 del 18/02/10 “Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti” si è dotata di strumenti permanenti a supporto dell’esercizio delle attività di analisi, controllo e informazione: il Tavolo di trasparenza e partecipazione nucleare; il Tavolo tecnico nucleare e il sistema informativo regionale sulle radiazioni ionizzanti.
In attesa della piena realizzazione del sistema informativo regionale sulle radiazioni ionizzanti, attraverso il sito tematico la Regione pubblica, tra l’altro, i provvedimenti assunti (consulta l'apposita sezione) e i resoconti delle attività del “Tavolo di trasparenza e partecipazione nucleare” (consulta le azioni regionali).

Azioni relative alla Convenzione col Comune di Trino

Nel 2016 è stata stipulata la convenzione Ottimizzazione delle attività di monitoraggio radiologico in relazione alla presenza della Centrale Nucleare “E. Fermi” tra Arpa e il Comune di Trino con il fine di implementare i monitoraggi e controlli radiologici per verificare che le nuove attività correlate allo smantellamento dell’impianto avvengano senza significativi rilasci di radioattività artificiale in ambiente.

Le attività di monitoraggio e controllo sono state messe in atto in un arco temporale di tre anni, secondo il programma delle attività connesse allo smantellamento, e sono:
  • l’incremento di 6 punti di campionamento della falda acquifera nell’area interessata dallo svolgimento delle attività di decommissioning potenzialmente più impattanti;
  • l’installazione di una nuova postazione di campionamento per implementare il monitoraggio dell’aria ai fini della valutazione della dose alla popolazione;
  • il controllo dei materiali solidi che, avendo un contenuto di radioattività inferiore ai limiti per il rilascio fissati da ISPRA nell’ambito dell’autorizzazione alla disattivazione, vengono allontanati dall’impianto – ai fini di riciclo, riuso o smaltimento – come materiali non soggetti alle disposizioni di legge in materia di radioprotezione.


Nel corso del 2016 sono state introdotte nuove matrici quali miele - sia per il sito di Saluggia sia per il sito di Trino - e foglie di salice e pesce siluro presso le aree protette del fiume Po “Ghiaia Grande” e “Zona umida in località Brusaschetto Nuovo” per il sito di Trino.
Nel corso del 2018 sono stati avviati il campionamento e la misura del tritio in aria e nel 2019 il campionamento e la misura del particolato atmosferico presso l’Istituto Comprensivo di Trino, ubicazione ritenuta significativa ai fini della valutazione della dose alla popolazione.

In nessuno dei campioni sono state evidenziate la presenza di tritio in aria né anomale concentrazioni di attività nel particolato atmosferico. Nel 2019 inoltre si è dato inizio al controllo dei materiali allontanabili prodotti dalla Centrale Nucleare.