risposte
Torna su

ENERGIA

Obiettivo 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

Le politiche e gli obiettivi ambientali: Il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR)

La proposta di nuovo PEAR

La Regione Piemonte con D.G.R. 14 dicembre 2018 n. 36-8090 ha definitivamente adottato e trasmesso all’attenzione del Consiglio regionale la Proposta di nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale unitamente alla Dichiarazione di Sintesi e al Piano di Monitoraggio Ambientale, a conclusione del processo di revisione teso a valorizzare le osservazioni espresse nel corso del processo di consultazione e di Valutazione Ambientale Strategica della Proposta, in coordinamento e raccordo strategico con le altre pianificazioni e programmazioni regionali.
La proposta di nuovo PEAR si confronta non solo con scenari di breve termine (2020), in linea con gli obiettivi della Strategia Europa 2020 e del decreto cosiddetto Burden Sharing del 15 marzo 2012, ma anche di lungo termine (2030), coerentemente con gli obiettivi di sviluppo nel frattempo proposti in sede europea con l’approvazione del cosiddetto Clean Energy Package, ovvero l’insieme delle iniziative normative volte a rendere maggiormente competitiva l’Unione Europea nel processo di transizione energetica in atto e a ridisegnare il profilo del mercato unico dell’energia all’orizzonte temporale del 2030, basando la rinnovata strategia comunitaria su tre pilastri d’azione:


  • la riduzione obbligatoria entro il 2030 del 40% delle emissioni di CO2 rispetto al 1990;
  • la realizzazione entro il 2030 del 32% di consumo di energia da fonti rinnovabili;
  • l’incremento del 32,5% entro il 2030 del livello di efficienza energetica, con conseguente riduzione dei consumi.


Con riferimento all’ordinamento giuridico nazionale, la proposta di Piano si confronta con la Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017 definitivamente approvata con DM 10.11.2017 che delinea il piano del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico.
Alla luce di tale quadro normativo e pianificatorio di riferimento, e a partire dalla definizione dei macro-obiettivi strategici, la Proposta di Piano elegge quali “obiettivi portanti” del nuovo ciclo di pianificazione energetica regionale, sia nel breve periodo (2020), sia nel lungo termine (2030), la riduzione dei consumi e la progressiva sostituzione dei consumi da fonte fossile con quote crescenti di fonti rinnovabili. Da tali obiettivi deriva nella Proposta di Piano la centralità della strategia volta al contenimento dei consumi nei diversi settori degli usi finali basata sull’efficienza energetica, nonché di quella finalizzata allo sviluppo della produzione da FER in un’ottica di minimizzazione degli impatti ambientali attesi e di comparazione tra i potenziali contributi delle diverse fonti, distinguendo tra quelle caratterizzate da processi di combustione e quelle no. Proprio la priorità attribuita nella Proposta di Piano alle FER che non presuppongono un processo di combustione, e conseguentemente l’emissione in atmosfera di inquinanti (in primis polveri sottili e ossidi di azoto) critici per la qualità dell’aria, ha costituito uno dei passaggi caratterizzanti del processo di pianificazione in oggetto, nonché di qualificazione delle alternative di scenario.
Dal combinato disposto del conseguimento dei due obiettivi portanti (macro-obiettivi verticali del PEAR) è atteso il principale contributo alla massimizzazione degli effetti di riduzione delle emissioni di gas serra, che trova ulteriore contributo nell’attuazione di alcune strategie contenute nei macro-obiettivi trasversali del Piano. Tra queste figurano l’affermazione di un modello di rete elettrica intelligente a supporto della generazione distribuita, nonché lo sviluppo del teleriscaldamento finalizzato a massimizzare la valorizzazione del recupero termico in impianti già esistenti e, infine, la crescita dei processi di innovazione e formazione nell’ambito della cosiddetta clean economy.


I macro-obiettivi del PEAR

Macro-obiettivi verticali

Favorire lo sviluppo delle FER, minimizzando l’impiego di fonti fossili

Ridurre i consumi energetici negli usi finali

Macro-obiettivi trasversali

Favorire il potenziamento in chiave sostenibile delle Infrastrutture energetiche (anche in un’ottica di generazione distribuita e di smart grid)

Promuovere le clean technologies e la green economy per favorire l’incremento della competitività del sistema produttivo regionale e nuove opportunità lavorative



Infine, la Proposta di Piano risulta così articolata:

  • Preambolo: i valori di riferimento per la costruzione del nuovo PEAR.
  • Premessa: scenari di riferimento per il PEAR al 2020 e al 2030.
  • Quattro capitoli tematici (I – Fonti Energetiche Rinnovabili; II – Efficienza Energetica; III – Reti e Generazione distribuita; IV – Green Economy).
  • Allegato 1 – Aree e siti non idonei all’installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile.
  • Allegato 2 – Limitazioni areali all’ubicazione degli impianti geotermici.
  • Allegato 3 – Schema di linee guida per la definizione del Piano per lo sviluppo del teleriscaldamento, ai sensi dell’art. 22, c. 2 del D. lgs. 28/2011.
  • Allegato 4 – Cambiamento climatico ed Energia.
  • Allegato 5 – L’evoluzione delle emissioni di CO2 in Piemonte.

Leggi e provvedimenti regionali

Nel corso del 2018 sono state approvati i seguenti provvedimenti normativi regionali in materia energetica aventi riflessi anche su altre materie.

Legge regionale 3/2018 contro l’inquinamento luminoso

È stato completato l’iter di approvazione della proposta di legge n. 71 di iniziativa consiliare.
Sul B.U.R.P. n. 7 del 15 febbraio 2018 (Supplemento ordinario n. 3) è stata pubblicata la Legge Regionale 3/2018 “Modifiche alla legge regionale 31/2000 (Disposizioni per la prevenzione e lotta all'inquinamento luminoso e per il corretto impiego delle risorse energetiche)", entrata in vigore il 2 marzo 2018. Questa legge, nel perfezionare l’ambito di applicazione della l.r. 31/2000, tiene conto della riforma operata dalla l.r. 23/2015 in materia di riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province (recepimento della legge 56/2014 - c.d. Legge Del Rio) ed introduce requisiti tecnici per meglio realizzare l’obiettivo di lotta all’inquinamento luminoso e di riduzione del consumo delle risorse energetiche.
Consulta il testo integrato della LR 31/00 con le modifiche introdotte.

Legge regionale 12/2018 “Promozione dell’istituzione delle Comunità energetiche”

È stato completato l’iter di approvazione della proposta di legge n. 271 di iniziativa consiliare volta a promuovere le Comunità energetiche.
Sul B.U.R.P. n. 32 del 9 agosto 2018 (Supplemento ordinario n. 3) è stata pubblicata la Legge Regionale 12/2018 “Promozione dell’istituzione delle Comunità energetiche”.
Le Comunità energetiche sono enti senza finalità di lucro, cui possono partecipare soggetti pubblici e privati, costituiti al fine di promuovere il processo di decarbonizzazione del sistema economico e territoriale e di agevolare la produzione, lo scambio e il consumo di energie generate principalmente da fonti rinnovabili, nonché forme di miglioramento dell’efficienza energetica e di riduzione dei consumi energetici. Nell’ambito del nuovo scenario che è in corso di definizione a livello europeo e nazionale, il Piemonte è stata la prima Regione ad approvare una legge che richiede per la sua attuazione provvedimenti attuativi e studi approfonditi per superare ostacoli di carattere giuridico oggi ancora presenti.
A tal fine la Giunta regionale, con la deliberazione n. 18-8520 dell’ 8 marzo 2019 (Supp.n. 1 del BUR 11 del 14 marzo 2019), ha approvato le disposizioni attuative della l.r. 12/2018 e i criteri per il sostegno finanziario.


Legge regionale 19/2018 “Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale. Anno 2018”

È stato completato l’iter di approvazione del d.d.l. 294 (c.d. Omnibus) nel cui ambito, con riferimento alla materia “energia”, sono state introdotte modifiche ad alcuni articoli della l.r. 23/2002 "Disposizioni in campo energetico. Procedure di formazione del piano regionale energetico-ambientale. Abrogazione delle leggi regionali 23 marzo 1984, n. 19, 17 luglio 1984, n. 31 e 28 dicembre 1989, n. 79" e della l.r. 12/2018 “Promozione dell’istituzione delle Comunità energetiche”.
Sul B.U.R.P. n. 50 del 18 dicembre 2018 (supplemento n. 4), è stata pubblicata la Legge Regionale 19/2018 (Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale. Anno 2018) che dedica la Sezione II (artt. 6-13) all’energia e prevede, tra l’altro:
  • lo svolgimento di un raccordo normativo relativamente alle funzioni dei comuni in materia di illuminazione pubblica;
  • la possibilità di articolare il Piano energetico ambientale (PEAR) in piani stralcio che sviluppino tematismi energetici specifici per consentire eventuali approfondimenti su argomenti, quali smart grid, reti di teleriscaldamento, impianti eolici, ritenuti di particolare strategicità da parte della Giunta regionale;
  • l’estensione della composizione del Forum regionale per l’energia al fine di rendere più efficace e partecipato il tavolo di concertazione sulla base delle esigenze partecipative in tal senso espresse nel corso dell’organizzazione di Forum precedenti.

Impianti termici

La Giunta regionale, in attuazione della LR 3/2015, con deliberazione n. 32-7605 del 28 settembre 2018, ha rivisitato la normativa in materia di ispezioni e controlli degli impianti termici. Con la suddetta deliberazione sono state revocate le deliberazioni della Giunta regionale 6 ottobre 2014, n. 13-381 e s.m.i., 25 maggio 2015, n. 17-1466 e 29 dicembre 2015 n. 23-2724 e dettate in un unico atto disposizioni in materia di catasto, accertamenti e ispezioni degli impianti termici e obblighi di comunicazione in capo ai distributori di combustibile per gli impianti termici. L’attività di revisione ha richiesto studi, aggiornamenti e confronti con ARPA, Città metropolitana e Province, enti cui fanno capo i controlli in materia di impianti termici. Alle molteplici riunioni specifiche svoltesi con i suddetti soggetti, vanno aggiunte quelle con i portatori di interessi, ivi compresi le associazioni di categoria, i rappresentanti degli amministratori di condominio e i distributori di combustibile ad uso riscaldamento.
Nel corso del 2018, inoltre, sono stati predisposti gli elementi necessari ad aggiornare il sistema informativo (Catasto degli Impianti Termici – CIT), consentendo di gestire e tracciare tutte le attività di controllo e accertamento.
Il CIT è stato infatti oggetto delle modifiche derivanti dalle analisi effettuate nell’anno precedente per la sua rivisitazione gestionale: è stata completamente abbandonata la gestione mediante moduli PDF e si è passati ad un interfaccia totalmente basata su WEB services che consente una fruizione più ampia che potenzialmente interessa una varietà di strumenti (tablet, smartphone, PC, Mac) e sistemi operativi (Android, Windows, iOS).
Le nuove modalità operative sono state testate in ambiente dedicato dai soggetti interessati (P.A. e operatori) e rilasciate nel mese di novembre.

Figura 2
Il codice impianto

INCENTIVAZIONI

Nel corso del 2018 l’attività istruttoria volta a sostenere interventi di efficienza energetica e di sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili è stata per lo più assorbita dalle valutazioni di merito tecnico delle domande di partecipazione ricevute a seguito della pubblicazione dei due Bandi nell’ambito dell’attuazione del POR-FESR 2014-2020 - Asse IV – Energia sostenibile e qualità della vita (Obiettivo tematico IV - OT 4) dedicati alle imprese ed all’edilizia pubblica, cui si è aggiunto un Bando per la riqualificazione dell’Illuminazione pubblica.

I bandi POR-FESR dedicati alle imprese

Azione IV.4b.2.1 - Bando Efficienza Energetica e Fonti Rinnovabili nelle Imprese.
Il bando è rivolto alle Piccole medie imprese (PMI) non energivore e alle Grandi imprese (GI) e PMI energivore e agevola le imprese per investimenti di miglioramento dell'efficienza energetica, anche attraverso l'utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili. Sono ammissibili:
  • interventi di efficienza energetica (impianti di cogenerazione ad alto rendimento, interventi per l'aumento dell'efficienza energetica dei processi produttivi e degli edifici, sostituzione puntuale di sistemi e componenti a bassa efficienza con altri a maggiore efficienza, installazione di nuove linee di produzione ad alta efficienza).
  • interventi di installazione di impianti a fonti rinnovabili la cui energia prodotta sia interamente destinata all'autoconsumo nell'unità locale.

Azione IV.4b.2.1 - Bando per le diagnosi energetiche nelle piccole e medie imprese o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001.
l bando è rivolto alle PMI non energivore e concede contributi a fondo perduto per i seguenti interventi:
  • esecuzione di diagnosi energetiche finalizzate alla valutazione del consumo di energia e al risparmio energetico conseguibile, secondo i criteri espressi dall’allegato 2 al decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102;
  • attuazione del sistema di gestione dell’energia (SGE) e rilascio della certificazione di conformità alla norma ISO 50001 (corredata di diagnosi energetica).

Il Bando è in fase di chiusura.

Analisi dati ambientali ed energetici ed elementi di valutazione efficacia degli interventi

Nell’ambito delle azioni attuate per promuovere lo sviluppo sostenibile si valuta periodicamente l'attuazione delle Azioni, secondo il contenuto e gli obiettivi del POR FESR 2014-2020.
I risultati delle azioni attuate attraverso i Bandi del POR FESR 2014/2020_Obiettivo tematico IV_Energia sostenibile e qualità della vita sono monitorati nell’ottica di misurare innanzitutto gli effetti sul cambiamento climatico, infatti l’indicatore principale è il risparmio misurato in chilogrammi di CO2, il principale “gas climalterante”.
Vediamo quindi i risultati ottenuti fino a dicembre 2018 per ogni azione intrapresa rispetto agli obiettivi ambientali ed energetici.

Azioni per gli Enti locali

Bando per l’efficienza energetica e fonti rinnovabili degli Enti Locali con popolazione fino a 5000 abitanti

Per il Bando dedicato agli interventi di efficientamento energetico degli edifici di proprietà degli Enti Locali con meno di 5.000 abitanti alla data del 31.12.2018 sono state presentate 136 domande, di cui 75 sono state ammesse a finanziamento.
La tabella ed il grafico a istogrammi sottostanti mostrano che quasi tutti gli interventi (96%) sono comprensivi dell’isolamento degli elementi opachi (isolamento termico a cappotto, coibentazione dei solai) e della sostituzione dei serramenti esterni (88%). Circa il 60% degli interventi ha anche compreso la sostituzione del generatore di calore, con installazione di caldaia a condensazione nel 32% dei casi e di pompa di calore nel 27% dei casi. Nel 39% dei casi è stata scelta l’installazione di un impianto solare fotovoltaico, con una potenza media dell’impianto pari a 19 kWp, spesso accoppiato ad una nuova pompa di calore elettrica.

Figura 3
Tipologia di intervento in progetto

Per quanto riguarda la tipologia di interventi ai sensi del DM 26/06/2015 “Decreto requisiti minimi”, il 63% delle domande ha riguardato ristrutturazioni importanti di II livello, tipicamente costituite da riqualificazione integrale con isolamento dell’involucro edilizio e sostituzione del generatore di calore, senza però intervenire radicalmente sui sistemi di distribuzione ed emissione del calore.

Figura 4
Tipologia di intervento ai sensi del DM 26/06/15

In percentuali minori si riscontrano gli interventi di riqualificazione energetica (soli interventi di isolamento dell’involucro), ristrutturazione importante di I° livello (isolamento esteso dell’involucro e rifacimento completo degli impianti termici) e la trasformazione degli edifici in nZEB (edifici a energia quasi zero, con un importante contributo da fonti energetiche rinnovabili come solare termico e fotovoltaico e utilizzo di impianti a pompa di calore).
Nelle seguenti tabelle è possibile apprezzare gli indici tipici di prestazione energetica1 per le situazioni ante e post intervento:

Tabella 1
Fabbisogno di energia termica invernale

Bando -5.000 Numero % EPh,nd ANTE EPh,nd POST Riduzione %
Riqualificazione energetica 8 11,0% 253 147 42,2%
Ristrutturazione II livello 46 63,0% 244 120 51,0%
Ristrutturazione I livello 10 13,7% 263 123 53,1%
Riqualificazione nZEB 9 12,3% 247 86 65,1%
Progetti ammessi 73 100,0% 248 119 52,2%

Tabella 2
Fabbisogno di energia primaria non rinnovabile

Bando -5.000 Numero % EPh,nd ANTE EPh,nd POST Riduzione %
Riqualificazione energetica 8 11,0% 429 230 46,5%
Ristrutturazione II livello 46 63,0% 375 169 54,9%
Ristrutturazione I livello 10 13,7% 435 111 74,4%
Riqualificazione nZEB 9 12,3% 458 93 79,7%
Progetti ammessi 73 100,0% 399 157 60,5%
Dall’analisi delle tabelle si possono fare le seguenti considerazioni:
  • EPh,nd: tutte le tipologie di intervento, mediamente, riguardano edifici simili dal punto di vista dell’involucro, con un fabbisogno annuo iniziale di circa 250 kWh/m2 che è allineato con il consumi medi del parco edilizio nazionale ed indicativo delle scarse prestazioni di isolamento termico degli edifici esistenti; dal punto di vista dell’involucro le ristrutturazioni importanti di I e II livello consentono di ottenere mediamente un dimezzamento del fabbisogno fino a circa 120 kWh/m2, mentre gli interventi necessari a raggiungere la qualifica di nZEB e che richiedono una maggiore coibentazione consentono di raggiungere mediamente valori fino a 86 kWh/m2;
  • EPgl,nren: la riduzione dell’indice risulta nettamente più marcata per le ristrutturazioni importanti di I livello e per gli nZEB in virtù della maggiore rilevanza ed estensione degli interventi (che prevedono la ristrutturazione degli impianti termici) e del rispetto degli obblighi di legge per quanto riguarda l’utilizzo di fonti rinnovabili necessari a raggiungere la qualifica nZEB.

Figura 5
Riduzione dei fabbisogni energetici

Nel grafico seguente è possibile apprezzare, anche alla luce delle considerazioni precedenti, come nelle ristrutturazioni importanti di I livello e, in modo particolare, nelle trasformazioni in nZEB la percentuale di costi dedicati all’installazione di sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e impianti a pompa di calore (Linea B) sia notevolmente più alta rispetto alle altre tipologie di intervento (Linea A), che si limitano all’isolamento termico dell’involucro e all’eventuale installazione di piccoli impianti solari fotovoltaici.

Figura 6
Distribuzione costi ammissibili tra le due linee

I costi ammissibili2 medi degli interventi per unità di superficie utile delle domande ammesse ammonta a circa 312 €/mq. Come si evidenzia dal grafico seguente, il costo unitario risulta minore per gli interventi di semplice riqualificazione energetica (circa 222 €/mq) e aumento all’aumentare dell’estensione e della complessità dell’intervento, sino ad arrivare ad un costo medio unitario di circa 462 €/mq per gli interventi di trasformazione di edifici esistenti in nZEB.

Figura 7
Costi ammissibili medi al mq. di superficie utile [€/mq]

In generale è possibile dedurre che:
  • risultano maggiormente diffusi gli interventi di isolamento termico dell’involucro edilizio (elementi opachi e serramenti) che consentono di riqualificare gli elementi maggiormente disperdenti e nel contempo migliorare le condizioni di comfort termico invernale ed estivo degli ambienti interni. In molti casi tali interventi sono affiancati dalla sostituzione del generatore di calore. Il rapporto tra kWh di energia primaria risparmiato per ogni € investito per gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazioni importanti di II° livello si attesta mediamente a 0,68-0,62 kWh/€;
  • per ottenere un maggior risparmio energetico in termini di energia primaria risulta necessario intervenire in maniera estesa anche su tutti gli impianti termici, prevedendo l’installazione di nuovi generatori di calore più efficienti (es. caldaia a condensazione, pompe di calore) e di minori dimensioni, ottimizzati sulla base della riduzione del fabbisogno energetico dell’involucro conseguito con gli interventi di isolamento termico. Tali interventi sono caratterizzati da tempi di ritorno medi (circa 10-12 anni) e richiedono investimenti più cospicui. Il rapporto tra kWh di energia primaria risparmiati per ogni € investito per gli interventi di ristrutturazioni importante di I° livello si attesta mediamente sui 0,81 kWh/€;
  • la trasformazione di edifici esistenti in edifici nZEB richiede la riqualificazione integrale dell’involucro edilizio con rilevanti interventi di isolamento termico per ridurre al minimo il fabbisogno di energia utile e contemporaneamente il ricorso a sistemi impiantistici ad alta efficienza energetica, sistemi di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore al alto rendimento e l’integrazione di una cospicua aliquota di sistemi per la produzione, in sito, di energia da fonti rinnovabili (solare termico, solare fotovoltaico) al fine di raggiungere i requisiti legislativi minimi per la qualifica nZEB previsti dalla legislazione vigente (D.M. 26/06/2015). Tali interventi sono caratterizzati complessivamente da tempi di ritorno medi-alti (circa 20 anni in condizioni standard) e richiedono investimenti abbastanza elevati, anche se, con una progettazione oculata degli interventi, il sovra costo necessario per il raggiungimento della qualifica nZEB non risulta così marcata rispetto ad interventi di riqualificazione energetica che interessano l’intero sistema edificio-impianto. Infatti il rapporto tra i kWh di energia primaria risparmiati per ogni € investito per gli interventi di trasformazione in nZEB si attesta mediamente su valori simili a quelli della ristrutturazione importante di I° livello.


1EPh,nd: l’indice rappresenta la quantità di energia termica utile annua necessaria per metro quadro di superficie utile calpestabile ed è rappresentativo della qualità energetica invernale del solo involucro edilizio; indica il fabbisogno di energia che deve essere fornita ad un ambiente per mantenerlo a 20°C e non di come questa venga prodotta dall’impianto termico (es. con impianti più o meno efficienti e/o attraverso l’utilizzo di fonti fossili o rinnovabili);
EPgl,nren: l’indice rappresenta il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per metro quadro di superficie utile calpestabile ed è rappresentativo della qualità complessiva del sistema edificio-impianto; indica il fabbisogno di energia primaria che è necessaria all’edificio tenendo conto dell’efficienza di tutti gli impianti (es. per produrre calore, acqua calda sanitaria, illuminazione, ecc.) e dell’eventuale utilizzo di energia derivante da fonti rinnovabili, prodotta in sito (es. solare termico, fotovoltaico) o caratteristica del vettore energetico utilizzato (es. biomassa)
2si tratta esclusivamente di costi di efficientamento energetico e non di costi complessivi, che comprendono anche eventualmente le opere per la messa in sicurezza sismica, antincendio, ecc.

Bando per l’efficienza energetica e fonti rinnovabili degli Enti Locali con popolazione superiore a 5000 abitanti

Per il bando dedicato all’efficientamento energetico degli edifici di proprietà di Comuni con popolazione maggiore di 5.000 abitanti sono state presentate 22 domande, di cui 20 sono state ammesse a finanziamento, per un totale di 28 edifici.
Come visibile nel grafico a istogrammi seguente, la totalità degli interventi (100%) è consistita nell’isolamento degli elementi opachi (isolamento termico a cappotto, coibentazione solai) e la quasi totalità nella sostituzione dei serramenti esterni (96%). Circa il 60% degli interventi ha comportato la sostituzione del generatore di calore, con installazione di caldaia a condensazione nel 22% dei casi e di pompa di calore nel 43% dei casi. Nel 60% dei casi si è anche avuta l’installazione di un impianto solare fotovoltaico, con una potenza media dell’impianto pari a 38 kWp, spesso accoppiato ad una nuova pompa di calore elettrica.

Figura 8
Tipologia di intervento in progetto

Per quanto riguarda la tipologia di interventi ai sensi del D.M. 26/06/2015 “Decreto requisiti minimi”, emerge che il 57% delle domande ha riguardato ristrutturazioni importanti di II livello, tipicamente costituite da riqualificazione integrale con isolamento dell’involucro edilizio e sostituzione del generatore di calore, senza però intervenire radicalmente sui sistemi di distribuzione ed emissione del calore.
In percentuali minori si riscontrano gli interventi di ristrutturazione importante di I° livello (isolamento esteso dell’involucro e rifacimento completo degli impianti termici) e la trasformazione degli edifici in nZEB (edifici a energia quasi zero, con un importante contributo da fonti energetiche rinnovabili come solare termico e fotovoltaico e utilizzo di impianti a pompa di calore). Per nessun edificio si è riscontrata la semplice riqualificazione energetica (soli interventi di isolamento dell’involucro).

Figura 9
Tipologia di intervento ai sensi del DM 26/06/15

Nelle seguenti tabelle è possibile apprezzare gli indici tipici di prestazione energetica per le situazioni ante e post intervento:

Tabella 3
Fabbisogno di energia termica invernale

Bando +5.000 Numero % EPh,nd ANTE EPh,nd POST Riduzione %
Riqualificazione energetica 0 0,0%
Ristrutturazione II livello 16 57,1% 247 99 60,0%
Ristrutturazione I livello 8 28,6% 265 119 55,1%
Trasformazione in nZEB 4 14,3% 234 44 81,4%
Edifici ammessi 28 100,0% 250 97 61,4%

Tabella 4
Fabbisogno di energia primaria non rinnovabile

Bando +5.000 Numero % EPgl,nren ANTE [kWh/mq] EPgl,nren POST [kWh/mq] Delta Epgl,nren [%]
Riqualificazione energetica 0 0,0%
Ristrutturazione II livello 16 57,1% 366 131 64,3%
Ristrutturazione I livello 8 28,6% 534 77 85,6%
Trasformazione in nZEB 4 14,3% 471 62 86,9%
Edifici ammessi 28 100,0% 428 103 76,0%
Dall’analisi delle tabelle si possono fare le seguenti considerazioni:
  • EPh,nd: tutte le tipologie di intervento, mediamente, riguardano edifici simili dal punto di vista dell’involucro, con un fabbisogno annuo iniziale di circa 250 kWh/m2 che è allineato con il consumi medi del parco edilizio nazionale ed indicativo delle scarse prestazioni di isolamento termico degli edifici esistenti; dal punto di vista dell’involucro le ristrutturazioni importanti di I e II livello consentono di ottenere mediamente un dimezzamento e oltre del fabbisogno fino a circa 110 kWh/m2, mentre gli interventi necessari a raggiungere la qualifica di nZEB e che richiedono una maggiore coibentazione consentono di raggiungere mediamente valori fino a 44 kWh/m2 ;
  • EPgl,nren: la riduzione dell’indice risulta nettamente più marcata per le ristrutturazioni importanti di I livello e per gli nZEB in virtù della maggiore rilevanza ed estensione degli interventi (che interessano anche tutti gli impianti termici) e del rispetto degli obblighi di legge per quanto riguarda l’utilizzo di fonti rinnovabili necessari a raggiungere la qualifica nZEB.

Figura 10
Riduzione dei fabbisogni energetici

Nel complesso è possibile apprezzare, anche alla luce delle considerazioni precedenti, come nelle ristrutturazioni importanti di I livello e, in modo particolare, nelle trasformazioni in nZEB la percentuale di costi dedicati all’installazione di sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e impianti a pompa di calore (Linea B) sia notevolmente più alta rispetto alle altre tipologie di intervento (Linea A), che si limitano all’isolamento termico dell’involucro e all’eventuale installazione di piccoli impianti solari fotovoltaici.
I costi ammissibili medi degli interventi per unità di superficie utile delle domande ammesse ammonta a circa 291 €/mq. Il costo unitario risulta minore per gli interventi di ristrutturazione importante di II° e I° livello (circa 270 €/mq) e aumento all’aumentare dell’estensione e della complessità dell’intervento, sino ad arrivare ad un costo medio unitario di circa 541 €/mq per gli interventi di trasformazione di edifici esistenti in nZEB.
In generale è possibile dedurre che:
  • risultano maggiormente diffusi gli interventi di ristrutturazione importante di II° e I° livello, che consentono di ottenere un maggior risparmio energetico in termini di energia primaria. Per ottenere tali obiettivi è necessario intervenire in maniera estesa anche su tutti gli impianti termici, prevedendo l’installazione di nuovi generatori di calore più efficienti (es. caldaia a condensazione, pompe di calore) e di minori dimensioni, ottimizzati sulla base della riduzione del fabbisogno energetico dell’involucro conseguito con gli interventi di isolamento termico. Tali interventi sono caratterizzati da tempi di ritorno medi (circa 10-12 anni) e richiedono investimenti più cospicui. Il rapporto tra i kWh di energia primaria risparmiati per ogni € investito per gli interventi di ristrutturazioni importante di I° livello si attesta mediamente a 0,70 kWh/€;
  • la trasformazione di edifici esistenti in edifici nZEB richiede la riqualificazione integrale dell’involucro edilizio con rilevanti interventi di isolamento termico per ridurre al minimo il fabbisogno di energia utile e contemporaneamente il ricorso a sistemi impiantistici ad alta efficienza energetica, sistemi di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore al alto rendimento e l’integrazione di una cospicua aliquota di sistemi per la produzione, in sito, di energia da fonti rinnovabili (solare termico, solare fotovoltaico) al fine di raggiungere i requisiti legislativi minimi per la qualifica nZEB previsti dalla legislazione vigente (D.M. 26/06/2015). Tali interventi sono caratterizzati complessivamente da tempi di ritorno medi-alti (circa 20 anni in condizioni standard) e richiedono investimenti abbastanza elevati, anche se, con una progettazione oculata degli interventi, il sovra costo necessario per il raggiungimento della qualifica nZEB non risulta così marcata rispetto ad interventi di riqualificazione energetica che interessano l’intero sistema edificio-impianto. Il rapporto tra i kWh di energia primaria risparmiati per ogni € investito per gli interventi di trasformazione in nZEB si attesta mediamente su valori di 0,41 kWh/€.


È anche interessante fare un confronto tra i dati emersi per il bando “piccoli comuni” e il bando “grandi comuni”, dal quale emerge che:
  • la superficie utile media del singolo edificio risulta maggiore per il bando grandi comuni (circa 3.470 mq per ogni edificio) rispetto al bando piccoli comuni (circa 810 mq per ogni edificio);
  • il risparmio medio di energia primaria specifico per metro quadrato di superficie utile risulta praticamente uguale per gli edifici partecipanti ai due bandi e si attesta a circa 213 kWh/mq;
  • i costi ammissibili unitari medi per metro quadrato di superficie utile risultano confrontabili (316 €/mq per i piccoli comuni, 301 €/mq per i grandi comuni);
  • per quanto riguarda la ripartizione delle spese ammissibili tra Linea A e Linea B i valori risultano pressoché uguali, attestandosi al 91 % per la Linea A e al 9 % per la Linea B per entrambi i bandi.

Dal punto di vista tecnico, gli edifici partecipanti al bando “grandi comuni” sono risultati mediamente più grandi e più complessi gli interventi proposti rispetto agli edifici del bando “piccoli comuni”, soprattutto per quanto riguarda la complessità degli impianti tecnologici previsti nei progetti, con la presenza di grandi impianti termici di tipo evoluto (pompe di calore, sistemi VRF, ecc.) e di estesi impianti di ventilazione meccanica controllata. Anche il ricorso alle fonti rinnovabili risulta in assoluto più evidente come estensione e potenza degli impianti previsti per gli edifici del bando grandi comuni, dovendo questi sopperire a maggiori fabbisogni energetici.
Dal punto di vista delle soluzioni tecniche, nel bando piccoli comuni si riscontra una maggiore presenza di piccoli interventi sull’involucro edilizio che risultano predominanti rispetto alle altre soluzioni tecniche.
Nel bando grandi comuni si ha una diffusa presenza di interventi che riguardano, oltre all’involucro edilizio, anche la riqualificazione energetica degli impianti di illuminazione interna, l’adozione di pompe di pompe di calore, l’installazione di impianti solari fotovoltaici e di schermature solari, tutti interventi che sono stati previsti contemporaneamente in oltre il 40% degli edifici considerati.

AZIONI PER LE IMPRESE

Bando Efficienza energetica e Fonti Rinnovabili nelle imprese

Il comparto industriale è stato oggetto di un cospicuo stanziamento di fondi derivanti dal POR-FESR 2014-2020, che ha già consentito di raggiungere i primi risultati i termini di previsioni realistiche degli obiettivi di risparmio energetico e riduzione della CO2: si tratta infatti di poco meno di 150 interventi già approvati ed in parte già liquidati alla data del 30.11.2018, che si prevede porteranno a un risparmio in termini di kWh di energia primaria per effetto della migliore efficienza dei processi produttivi pari a circa 312 GWh/anno, cioè 26,8 kTEP/anno a fronte di un investimento pari a 88.000.000 € (di fondi POR, cui si aggiungono circa 10.000.000 € di fondi privati).
Corrisponde alla predetta riduzione di energia primaria una riduzione attesa in termini di CO2 pari a 62.274 t/anno, cioè circa 0.7 kgCO2/€investito. Seguono considerazioni più di dettaglio relative ai risultati conseguiti in particolare dal bando dedicato all’efficienza energetica delle imprese.
Dall’apertura dello sportello avvenuta a giugno 2016, sono state presentate 236 domande, di cui 140 ammesse per un totale di 70.620.922,94 €. Nei due grafici a istogrammi riportati sotto è mostrata la suddivisione degli interventi e dei costi ammessi a finanziamento per Linea di intervento scelta3:

Figura 11
Numero degli interventi

Figura 12
Costi ammessi per tipologia di intervento [€]

Figura 13
Taglia degli interventi [€]

Gli interventi che maggiormente consentono di risparmiare energia sono quelli di sostituzione o introduzione di un impianto di cogenerazione ad alto rendimento (CAR); sebbene si tratti di interventi costosi, mostrano un indice di 6 kWhEP risparmiati e di 1,1 kg di CO2 risparmiata per ogni euro investito. Le domande di finanziamento approvate per questo tipo di intervento sono il 11% del totale ed hanno assorbito circa il 30% del plafond disponibile (vedi grafico sottostante). Si rammenta che questa tipologia di intervento richiede la compresenza di un fabbisogno sia termico che elettrico e un'attività continuativa senza interruzione per un elevato numero di ore all’anno, ragione per cui si adatta a imprese che producono a ciclo continuo.

Figura 14
Riduzione dei consumi energetici [MWh]

Sulla riduzione dei kWh consumati agiscono bene anche gli interventi di efficientamento delle linee produttive (3 kWh/€); per la riduzione della CO2, l’efficientamento delle linee e la sostituzione di impianti obsoleti (leggasi sostituzione degli impianti di illuminazione tradizionale con LED) fanno registrare un risparmio pari a 0,7 kgCO2/€.
È interessante osservare che lo sviluppo del fotovoltaico è richiesto per lo più da imprese caratterizzate da un'attività di un solo turno giornaliero ovviamente diurno, e da superfici disponibili su coperture di capannoni esposte in maniera favorevole. Questa tipologia è molto interessante in quanto non produce emissioni ed è estendibile a tutte le imprese che consumano energia elettrica.

Per quanto riguarda il tempo di ritorno degli investimenti gli interventi più convenienti risultano quelli della Linea 1A (CAR) con 1,6 anni, inferiore alla media come evidente nel grafico seguente:

Figura 15
Tempo di ritorno degli interventi [anni]

I nuovi impianti FTV risultano al pari con le Linee 1c e 1d con TR inferiore a 5 anni.

Gli interventi più efficaci in termini di risparmio energetico risultano essere i CAR, seguiti dalle altre linee; in media, per ogni euro di investimento complessivo si sono potuti risparmiare 3,6 kWh di energia primaria non rinnovabile:

Figura 16
Efficacia dell'intervento [kWh/€]

Infine, possiamo evincere come il risparmio complessivo pari a circa 62.000 tonnellate di CO2 (cui si è accennato a inizio capitolo) è dovuto per il 47% a CAR, 28% a Linea 1b, 10% a Linea 1d e 13% a FTV.

Figura 17
Riduzione gas climalteranti [tonCO2]

Gli interventi più efficaci in termini di riduzione dei gas climalteranti risultano essere i CAR, seguiti dalle Linee 1b e 1d. In media, per ogni euro di investimento complessivo si sono potuti risparmiare 0,7 kg di CO2.

Figura 18
Efficacia dell'intervento [kgCO2/€]

Infine è importante sottolineare che la misura ha prodotto i risultati attesi e per questo è stata rifinanziata, raggiungendo una dotazione complessiva di 97 M€.
Considerato il periodo concesso alle imprese per realizzare gli interventi, ci si può ragionevolmente aspettare che gli obiettivi di risparmio energetico e riduzione delle emissioni nel 2023 siano raggiunti e con tutta probabilità anche superati.


3Linea 1 - Interventi di efficienza energetica:
  1. installazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento;
  2. interventi finalizzati all’aumento dell’efficienza energetica nei processi produttivi, diretta a ridurre l’incidenza energetica sul prodotto finale, tali da determinare un significativo risparmio annuo di energia utile;
  3. interventi finalizzati all’aumento dell’efficienza energetica degli edifici nell’unità locale;
  4. sostituzione puntuale di sistemi e componenti a bassa efficienza con altri a maggiore efficienza;
  5. installazione di nuove linee di produzione ad alta efficienza.
Linea 2 - Interventi di installazione di impianti a fonti rinnovabili: la cui energia prodotta sia interamente destinata all’autoconsumo nell’unità locale.

Indicatori di risultato

Per quanto riguarda gli indicatori tecnici, sulla scorta di quanto riassunto nella tabella sottostante, si osserva che il target prefissato in termini di riduzione dei consumi di energia primaria e di emissione di CO2 è attualmente soddisfatto per più del 50%.

Tabella 5
Indicatori POR

INDICATORI

ASSE IV

Unità di misura

Giugno 2018

Target 2023

% Target

Risparmio annuale di energia primaria

Imprese

[MWh / anno]

246.678

Non richiesto dal POR

Enti pubblici

34.355

54.933

62,5%

Riduzione annuale delle emissioni di CO2

Imprese

[tonCO2 / anno]

53.377

81.647

65,4%

Enti pubblici

6.026

11.096

54,3%

Nuova capacità di produzione da fonti rinnovabili

Imprese

[MW]

20,89

Non richiesto dal POR

Enti pubblici

1,07

7,30

14,7%

Aumento della produzione annuale da fonti rinnovabili

Imprese

[MWh / anno]

22.979

Non richiesto dal POR

Enti pubblici

1.181

Non richiesto dal POR

Riqualificazione di punti luce

Enti pubblici

[numero]

0

3.333

0,0%

Il Risparmio annuale di energia primaria relativo alle imprese, non è evidenziato in quanto non richiesto dal POR-FESR, quindi non ci sono percentuali di risultato. Analogamente dicasi per la Nuova capacità di produzione da fonti rinnovabili per le imprese, nonché per l’Aumento della produzione annuale da fonti rinnovabili per imprese ed enti pubblici.
La riqualificazione dei punti luce è ancora priva di risultati in quanto lo sportello è stato aperto in data 29.11.2018.

A fronte dell’investimento stanziato dunque è possibile concludere che i risultati fin’oggi conseguiti sono in linea con le previsioni di riduzione dell’impatto atmosferico e di consumi energetici, sia per l’edilizia pubblica sia per il comparto industriale.
Si osserva che a parità di spesa il comparto industriale fa registrare risultati più interessanti, infatti gli interventi nel settore produttivo sono ad elevata “intensità energetica” rispetto agli interventi del settore edilizio; basti considerare, ad esempio, il caso di sostituzione di una caldaia turbogas che installata con una potenza specifica elevata per il ciclo produttivo di un’industria potrebbe avere – sì - un costo elevato, ma lavorerebbe 7.000 ore/anno, mentre a servizio della climatizzazione di un edificio, con potenza impegnata molto più ridotta, lavorerebbe per meno di 2000 ore/anno.

Coordinamento con la Pianificazione Energetica Ambientale Regionale

Piace in questa sede fare una correlazione tra i risultati delle misure POR-FESR esposti nei capitoli precedenti con le politiche del settore “energia”, in particolare con quanto previsto dal Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) approvato a valle del processo di VAS con D.G.R. 36-8090 del 14.12.2018.

Il PEAR ha previsto due scenari evolutivi, con doppio orizzonte temporale, in cui le stime sono frutto delle considerazioni e delle politiche attivate dal Piano Regionale: un’orizzonte al 2020, che si confronta con il c.d. BAU (Business as usual), ed uno al 2030, che prendiamo come scenario di riferimento in questa sede.
Il PEAR propone gli obiettivi in termini di kTEP; il POR ha invece scelto il risparmio annuo di energia primaria in kWh (trasformabili con buona approssimazione in TEP) e la riduzione di emissioni di gas climalteranti annua in kgCO2eq.
Le tabelle sottostanti riportano, separatamente per le misure dedicate alle imprese e per quelle dedicate alla Pubblica Amministrazione, in grassetto i valori prefissati dal PEAR e dal POR, in grigio i valori misurati a giugno 2018 - ancora provvisori in quanto il Programma Operativo è in corso di attuazione e potrà dare i risultati definitivi soltanto una volta conclusa la rendicontazione (2023).

Tabella 6
L’efficacia della misura efficienza energetica per la Pubblica Amministrazione (POR FESR 2014-2020)

Risparmi

Scenario PEAR 2030

POR FESR 2014-2020

Enti locali +/- 5.000

Energia Primaria GWh/a

577

54,9

34,4

kTEP/a

49,6

4,72

2,9

T CO2/a

--

11.096

6,0

Tabella 7
L’efficacia della misura efficienza energetica nel settore produttivo (POR FESR 2014-2020)

Risparmi

Scenario PEAR 2030

POR FESR 2014-2020

Imprese

Energia Primaria GWh/a

0

335

246

kTEP/a

04

28,8

21,0

T CO2/a

--

81,6

53,4

4 Le riduzioni a seguito delle misure a valere sul POR FESR Imprese non vengono conteggiate per il raggiungimento dell'obbiettivo di PEAR 2030 poiché il vantaggio in termini di riduzione dei consumi si auspica venga assorbito completamente dal recupero di produttività nel medio periodo.

La situazione delineata nelle tabelle mostra come la misura sia perfettamente in linea con quanto atteso dal POR dalle imprese, mentre apparentemente è molto poco efficace per la parte degli interventi pubblici; in realtà il dato presentato è grossolanamente parziale, in quanto contempla soltanto i contributi elargiti dal bando per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici; a questi saranno aggiunti i risultati conseguiti dai bandi dedicati all’illuminazione pubblica, alle ASR (Aziende Sanitarie Regionali), alle ATC (Agenzie Territoriali per la Casa) ed al patrimonio immobiliare regionale, che saranno delineabili in prima ipotesi soltanto a Bandi chiusi, nel 2019 per Illuminazione, ASR e ATC, nel 2020 per il patrimonio regionale, e saranno anch’essi definitivi soltanto una volta concluse le rendicontazioni nel 2023.

Azioni di incentivazione dedicate all'edilizia pubblica

Bando per l’incentivazione alla Realizzazione di interventi per la riduzione dei consumi energetici e utilizzo di fonti rinnovabili nelle strutture pubbliche delle Province, della Città Metropolitana di Torino, dei Comuni e delle Unioni di Comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti (Bando chiuso).
Hanno presentato istanza di agevolazione le Province piemontesi, la Città Metropolitana di Torino, i Comuni piemontesi con popolazione superiore a 5.000 abitanti e le Unioni di Comuni (ex art 32 del DLgs 267/2000 e LR 11/2012 e s.m.i.) della Regione Piemonte con popolazione complessiva superiore a 5.000 abitanti.
Il bando ha concesso agevolazioni in relazione a 2 linee di intervento:
  • Linea A (Azione IV.4c.1.1): Interventi di riduzione della domanda di energia dell’edificio che presenti un indicatore della prestazione energetica invernale del fabbricato di qualità “MEDIA” o “BASSA” secondo quanto riportato sull’ Attestato di Prestazione Energetica (APE), con riferimento al § 5.2.1 del D.M. 26/06/2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”; revisione degli impianti a fonti fossili, con incremento dell’efficienza, anche mediante l’impiego di mix tecnologici e loro asservimento ai sistemi di telegestione e telecontrollo.
  • Linea B (Azione IV.4c.1.2): Installazione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile da destinare all’autoconsumo. Sono ammissibili gli interventi associati all’Azione IV.4c.1.1 o asserviti ad edifici esistenti con prestazione energetica invernale del fabbricato di qualità “MEDIA” o “ALTA” secondo quanto riportato nell’APE, con riferimento al § 5.2.1 del D.M. 26/06/2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, anche attraverso interventi di efficientamento energetico effettuati in precedenza.

La dotazione finanziaria complessiva è pari a € 30.000.000.


Bando per l’incentivazione alla Realizzazione di interventi per la riduzione dei consumi energetici e utilizzo di fonti rinnovabili nelle strutture pubbliche dei Comuni e delle Unioni di Comuni con popolazione fino a 5000 abitanti (Bando chiuso).
Il bando, rivolto ai Comuni piemontesi con popolazione fino a 5.000 abitanti e le Unioni di Comuni (ex art 32 del d.lgs. 267/2000 e L.R. 11/2012 e s.m.i.) della Regione Piemonte con popolazione complessiva fino a 5.000 abitanti, concede agevolazioni in relazione a 2 linee di intervento:
  • Linea A (Azione IV.4c.1.1): Interventi di riduzione della domanda di energia dell’edificio che presenti un indicatore della prestazione energetica invernale del fabbricato di qualità “MEDIA” o “BASSA” secondo quanto riportato sull’Attestato di Prestazione Energetica (APE), con riferimento al § 5.2.1 del D.M. 26/06/2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”; revisione degli impianti a fonti fossili, con incremento dell’efficienza, anche mediante l’impiego di mix tecnologici e loro asservimento ai sistemi di telegestione e telecontrollo.
  • Linea B (Azione IV.4c.1.2): Installazione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile da destinare all’autoconsumo. Sono ammissibili gli interventi associati all’Azione IV.4c.1.1 o asserviti ad edifici esistenti con prestazione energetica invernale del fabbricato di qualità “MEDIA” o “ALTA” secondo quanto riportato nell’APE, con riferimento al § 5.2.1 del D.M. 26/06/2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, anche attraverso interventi di efficientamento energetico effettuati in precedenza.

La dotazione complessiva è pari a € 14.506.062,00 di fondi POR FESR 2014 – 2020, Asse Prioritario IV, Azione IV.4c: il progetto è ammesso se risultano costi ammissibili per almeno € 150.000.
L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale. Il contributo è concesso fino all’ 80% delle spese ammissibili, elevabile fino al 90% per gli edifici che conseguono la classe energetica A4/nZEB, e comunque entro il limite massimo di € 450.000.


Incentivi per Interventi di riduzione dei consumi energetici sul patrimonio di proprietà della Regione Piemonte o in uso alla stessa (In corso dal 16.10.2017).
La DGR n. 12-4568 del 16/01/2017 individua la Regione Piemonte, Direzione Risorse finanziarie e patrimonio, quale beneficiario della misura in oggetto conformemente alla definizione contenuta all’art. 2 punto 10 per Reg.(UE) 1303/2013 e alle disposizioni della Scheda di Misura, poiché gli edifici individuati sono di proprietà regionale o in uso alla stessa. La ricognizione sul patrimonio edilizio pubblico in ambito regionale, condotta dalla Direzione Risorse finanziarie e patrimonio nel primo semestre del 2016, ha individuato le seguenti tipologie di immobili su cui intervenire:
  • edifici di proprietà regionale destinati ad uso pubblico (uffici e servizi generali);
  • edifici di proprietà pubblica in uso totale o parziale alla Regione Piemonte destinati ad uso pubblico (uffici e servizi generali);
  • edifici di proprietà regionale utilizzati da soggetti pubblici e privati per lo svolgimento di attività varie, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato.

In coerenza con le disposizioni del POR FESR 2014-2020, gli interventi devono permettere di conseguire una significativa riduzione dei consumi di energia e dei costi di produzione del servizio pubblico, oltre a possedere carattere “dimostrativo”, così da assumere una forte rilevanza in termini di efficacia delle iniziative soprattutto sotto il profilo formativo e dal punto di vista della riproducibilità degli stessi in contesti analoghi.
La dotazione complessiva è pari a € 10.000.000,00.


Incentivi per Interventi di riduzione dei consumi energetici nel settore dell’edilizia abitativa sociale gestita dalle Agenzie Territoriali per la Casa (ATC) (In corso dal 5.03.2018).
Possono presentare istanza di agevolazione le Agenzie Territoriali per la Casa piemontesi. Per tutti gli edifici oggetto della domanda di agevolazione, gli interventi devono prevedere la trasformazione degli edifici esistenti almeno in “edifici a energia quasi zero”, come definiti al par. 3.4 del D.M. 26/06/2015 “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici” . La qualifica di “edificio a energia quasi zero” deve essere conseguita per l’intero edificio, inteso come l’insieme di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono e delle eventuali parti comuni a temperatura controllata. Sono previste 2 linee di intervento:
  • Linea A (Azione IV.4c.1.1): Interventi di riduzione della domanda di energia dell’edificio che presenti un indicatore della prestazione energetica invernale del fabbricato di qualità “MEDIA” o “BASSA” secondo quanto riportato sull’Attestato di Prestazione Energetica (APE) redatto per l’intero edificio, con riferimento al par. 5.2.1 del D.M. 26/06/2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, revisione degli impianti a fonti fossili, con incremento dell’efficienza, anche mediante l’impiego di mix tecnologici e loro asservimento a sistemi di telegestione e telecontrollo. Sono ammissibili i seguenti interventi:
• isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
• sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
• installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da Est-Sud-Est a Ovest, fissi o mobili non trasportabili e/o di sistemi bioclimatici;
• efficientamento / sostituzione degli impianti di climatizzazione, efficientamento / sostituzione o nuova installazione di sistemi di ventilazione;
• sostituzione dei sistemi di illuminazione interna e delle pertinenze esterne esistenti con sistemi di illuminazione efficienti;
• efficientamento/ sostituzione dei sistemi di trasporto interno;
• efficientamento / sostituzione dei sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria (ACS);
• installazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento da destinare all’autoconsumo per la climatizzazione degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria;
• installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici, ivi inclusa l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.


  • Linea B (Azione IV.4c.1.2): Installazione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile da destinare all’autoconsumo. Sono ammissibili le seguenti tipologie di intervento:
• installazione di impianti a fonti rinnovabili da destinare all’autoconsumo (es. solare termico, pompe di calore, fotovoltaico, generatori a biomasse, etc.);
• sistemi di monitoraggio, controllo e regolazione.

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a € 10.000.000,00 a valere sull’Asse IV, Azione IV.4c.1.1 e Azione IV.4c.1.2 del POR FESR 2014-2020 delle Regione Piemonte, come stabilito dalla D.G.R. n. 13-4569 del 16/01/2017. L’agevolazione viene concessa quale contributo a fondo perduto a valere sul POR FESR 2014/2020 se, sulla base della domanda presentata e a seguito dell’istruttoria, risultano costi ammissibili per almeno € 1.000.000. L’agevolazione concessa concorre fino al 90% dei costi ammissibili. Il limite massimo erogabile è di € 3.600.000, anche nel caso di progetti aventi costi ammissibili di valore superiore a € 4.000.000. Il cofinanziamento da parte del beneficiario non potrà, pertanto, essere inferiore al 10% dei costi ammissibili.

Incentivi per interventi di Riduzione dei consumi energetici e adozione di soluzioni tecnologiche innovative sulle reti di illuminazione pubblica dei Comuni piemontesi  (Azione IV.4c.1.3, in corso dal 29.11.2018): il relativo bando è stato pubblicato con Determina dirigenziale n. 439 del 10.10.2018; la presentazione delle domande “a sportello” è possibile fino al 29.05.2019. Possono presentare domanda di agevolazione:

  • i Comuni piemontesi ad eccezione dei Comuni Capoluogo di Provincia di Alessandria – Asti – Biella – Cuneo – Novara – Verbania e Vercelli e del Comune di Torino;
  • le Unioni di Comuni (ex art 32 del d.lgs 267/2000 e L.R. 11/2012 e s.m.i.) della Regione Piemonte.


Gli interventi previsti risultano di sicuro interesse da parte dei Comuni in quanto, a fronte di investimenti piuttosto contenuti e non troppo complessi, il risparmio energetico è significativo (almeno il 40%) con importanti ricadute in termini di risparmi economici per le amministrazioni comunali.
Il Bando prevede l’agevolazione di interventi di riqualificazione di impianti di illuminazione pubblica esistenti attraverso due linee di intervento:
  • Linea A - Interventi di riqualificazione energetica, che comprende interventi di:
- sostituzione di sorgenti luminose con sorgenti più efficienti;
- sostituzione di apparecchi di illuminazione esistenti con apparecchi più efficienti o di singoli
- componenti degli stessi;
- retrofitting a led di impianti esistenti;
- installazione di regolatori di flusso e/o stabilizzatori di tensione conformi alla normativa tecnica vigente;
- installazione di sistemi di telecontrollo, telecomando o telegestione;
- ulteriori opere connesse al miglioramento dell’efficienza energetica dell’impianto, quali ad es. sostituzione dei pali/supporti, adeguamento delle potenze impegnate per singolo armadio alle potenze effettivamente assorbite dalle lampade, installazione di accessori e componenti più efficienti sulle linee di alimentazione, etc..

  • Linea B - Servizi tecnologici integrati, che comprende interventi di ottimizzazione dell’utilizzo dell’infrastruttura dell’impianto di illuminazione pubblica per l’erogazione all’Amministrazione e/o alla cittadinanza di “servizi orientati alle smart cities" aventi finalità pubblica quali l’installazione di:
- sistemi per il controllo del traffico e/o per la videosorveglianza, limitatamente alle strutture e agli edifici pubblici;
- sistemi per il monitoraggio delle condizioni meteorologiche o dell’inquinamento atmosferico;
- sistemi di smart parking, per l’ottimizzazione dell’utilizzo di parcheggi pubblici;
- pannelli informativi elettronici per l’informazione ai cittadini e la promozione turistica;
- sistemi finalizzati alla messa a disposizione di servizi di connessione gratuita wi-fi.

La dotazione complessiva è pari a Euro 10.000.000.

Risultati al 31 dicembre 2018

Dal punto di vista finanziario sono state utilizzate risorse, suddivise per azione, come riportato nella tabella di seguito:

Tabella 1
Financial

ASSE IV

Totale risorse POR

Investimento ammesso

Agevolazione concessa

Beneficiari

Stato di avanzamento

Imprese

Azione IV.4b.2

€ 97.000.000

€ 91.434.048

€ 68.639.010

213

70,8%

Enti pubblici Azione IV.4c.1

€ 96.168.950

€ 54.170.610

€45.299.759

95

47,1%

Totale Asse IV

€ 193.168.950

€ 145.463.405

€ 113.909.919

306

59,0%