Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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RIFIUTI SPECIALI

Il Consiglio Regionale, con deliberazione n. 253-2215 del 16/01/2018, ha approvato il Piano Regionale di gestione dei Rifiuti Speciali, comprensivo del Rapporto Ambientale e della relativa Sintesi non tecnica, del Piano di monitoraggio ambientale e della Dichiarazione di sintesi. La Regione, attraverso l’adozione del Piano, fa propri i principi europei di transizione verso un’economia circolare di gestione dei rifiuti speciali promuovendo la reimmissione dei materiali trattati nei cicli produttivi.
Il Piano fornisce le indicazioni strategiche per la gestione dei rifiuti e del sistema impiantistico presente sul territorio al fine di rispondere all’obiettivo di ridurre la produzione e la pericolosità dei rifiuti speciali, favorire il riciclaggio, ossia il recupero di materia, prevedere il ricorso al recupero energetico, solo ove non sia possibile il recupero di materia e minimizzare l’uso della discarica.
Inoltre, si dettano i criteri per l’individuazione delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.
Per il raggiungimento dei succitati obiettivi dovranno essere attuate delle azioni - alcune trasversali per tutti i rifiuti speciali alcune mirate a delle filiere specifiche – fra cui: incentivare la realizzazione di un sistema impiantistico che consenta di ottemperare al principio di prossimità, garantendo la sostenibilità ambientale ed economica del ciclo rifiuti, incoraggiare le imprese all’applicazione di tecniche industriali volte a minimizzare gli scarti e al riciclo di questi nei cicli produttivi, promuovere l’utilizzo di prodotti riciclati, attivare delle sinergie con i soggetti interessati per incoraggiare il mercato del recupero anche prevedendo servizi informativi che mettano in comunicazione domanda e offerta.

L’argomento Rifiuti rientra in un Obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile  sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

- Obiettivo 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo e in particolare nei Traguardi

- 12.4: Entro il 2020, raggiungere la gestione eco-compatibile di tutti i rifiuti (...) per minimizzare il loro impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente;

- 12.5: Entro il 2030, ridurre la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo.



Abolizione del SISTRI

Con l’art. 6 del DL n. 135/2018 e ss. (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione), convertito con alcune modifiche ed integrazioni in Legge n. 12/2019, a partire dal 1° gennaio 2019 è stato abolito in via ufficiale il SISTRI (Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti). In sostituzione, è stato istituito presso il Ministero dell’ambiente il nuovo “Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti”, le cui modalità operative saranno stabilite con successivo apposito Decreto.
Nelle more della piena operatività del nuovo Registro elettronico, la tracciabilità dei rifiuti continuerà ad essere garantita ottemperando ai previgenti oneri, vale a dire la tenuta dei tradizionali Registri di carico e scarico, nonché dei Formulari per il trasporto dei rifiuti, e la Dichiarazione MUD.

PRODUZIONE DI RIFIUTI SPECIALI 

Nel 2016 i quantitativi totali di rifiuti speciali (esclusi i rifiuti da costruzione e demolizione appartenenti alla famiglia CER 17) prodotti sul territorio piemontese ammontano a circa 5,6 milioni di tonnellate, con una produzione pressoché stazionaria rispetto ai tre anni precedenti.
Si tratta per l’84% di rifiuti non pericolosi e per il restante 16% di rifiuti pericolosi, il cui quantitativo si è mantenuto negli ultimi 3 anni al di sopra delle 800.000 tonnellate, anche a causa delle numerose operazioni di bonifica di terreni e di siti contaminati da amianto o altri rifiuti pericolosi avviate negli ultimi anni. A livello pro capite la quota annua di rifiuti speciali prodotti è di circa1,26 kg per abitante. A livello provinciale (figura 1) la quota di rifiuti più importante proviene dal territorio della Città metropolitana di Torino e rappresenta più del 40% della produzione regionale.
I dati sui rifiuti speciali sono desunti dalle dichiarazioni MUD (Modulo Unico di Dichiarazione ambientale), che molti dei soggetti che producono rifiuti e tutti i gestori sono tenuti annualmente a compilare e inviare alle Camere di commercio. Il MUD rappresenta, a partire dal 1994, anno di istituzione, la fonte dati principale per conoscere e valutare produzione, gestione e flussi dei rifiuti speciali.

Consulta la serie storica degli indicatori ambientali relativi alla produzione dei rifiuti speciali non pericolosi e dei rifiuti speciali pericolosi

Figura 1
Produzione di rifiuti speciali (esclusi CER 17 non pericolosi) per provincia - anni 2010-2016

Fonte: Arpa Piemonte, Sezione regionale del Catasto

L’analisi della produzione dei rifiuti speciali per singolo capitolo CER - considerando sia i pericolosi sia i non pericolosi, ad esclusione dei CER 17 non pericolosi - mette in evidenza il prevalere di rifiuti provenienti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque (capitolo CER 19, figura 2). Le altre principali attività produttive da cui derivano rifiuti speciali, si possono ricondurre nel 2016 ai rifiuti derivanti dal trattamento superficiale di metalli e plastiche e ai rifiuti di imballaggio.
Se si analizza la produzione su un lungo periodo (anni 2008-2016), si evidenzia che alcune categorie di rifiuti speciali non pericolosi prodotti in quantità rilevanti negli anni precedenti si sono drasticamente ridotte, ad esempio quelli derivanti da estrazioni minerali, da industria tessile e da processi termici sono diminuiti del 50% in otto anni. Altre riduzioni importanti, dell’ordine del 20-30% nel periodo, si evidenziano nei rifiuti dell’industria legno-cartaria, dei metalli e plastiche e dei processi chimici organici.

Figura 2
Rifiuti speciali totali (esclusi CER 17 NP) prodotti suddivisi per capitolo CER - anno 2016

Fonte: Arpa Piemonte, Sezione regionale del Catasto

I quantitativi di rifiuti speciali prodotti in Piemonte arrivano a quasi 9 milioni e mezzo di tonnellate, pari a circa 2,15 kg per abitante all’anno, e la percentuale dei rifiuti non pericolosi sale ad oltre il 90%, se si considera in aggiunta la stima di produzione dei rifiuti speciali non pericolosi da costruzione e demolizione (CER 17), per i quali non è prevista la dichiarazione MUD. Tale calcolo è necessario per quantificare con buona approssimazione i rifiuti speciali complessivamente prodotti in regione. Infatti poiché la dichiarazione MUD non è obbligatoria per questi rifiuti, si calcola che sia dichiarato ogni anno circa la metà di quanto realmente prodotto. La stima viene effettuata sulla base di quanto gestito in Piemonte, a cui viene sottratto quanto entra per essere trattato in Piemonte dalle altre regioni italiane e dall’estero, e aggiunto quanto esce dalla regione. Partendo dai dati di produzione presentati precedentemente, e inserendo come dato di produzione dei rifiuti CER 17 NP quanto ottenuto mediante il metodo sopra riportato, si ottiene il dato relativo ai rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi complessivamente prodotti in Piemonte nel 2016, pari a 9,43 milioni di tonnellate. Di queste:
  • il 42% è rappresentato dai rifiuti da costruzione e demolizione (capitolo CER 17);
  • il 28% da rifiuti da trattamento rifiuti e acque (capitolo CER 19);
  • il 30% da tutti gli altri CER.

Figura 3
Rifiuti speciali totali comprensivi della stima del dato dei rifiuti CER 17 NP - anno 2016

Fonte: Arpa Piemonte, Sezione regionale del Catasto

Figura 4
Produzione di rifiuti speciali per comune



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Nella figura 4 sono riportate le mappe relative ai rifiuti. Per visualizzare la mappa di interesse cliccare sulla tendina sotto la legenda.

GESTIONE DI RIFIUTI SPECIALI

La quantità di rifiuti speciali gestiti, compreso il trattamento in discarica, nel 2016 è di poco superiore ai 9 milioni di tonnellate, di cui l’80% è stato sottoposto ad attività di recupero, il 6% è stato smaltito in discarica e il restante 14% mediante altre tipologie di smaltimento.
La provenienza dei rifiuti non è esclusivamente regionale; è presente infatti un flusso di materiale prodotto in altre regioni e trattato da impianti dislocati in Piemonte e, viceversa, rifiuti prodotti nella nostra regione sono destinati a smaltimento e recupero in altre parti d’Italia. I quantitativi trattati sono quindi funzione non solo della collocazione degli impianti e della capacità di trattamento, ma anche delle condizioni di mercato.

Consulta la serie storica degli indicatori ambientali relativi alla gestione dei rifiuti speciali

Figura 5
Gestione dei rifiuti speciali - anno 2016

Fonte: Arpa Piemonte, Sezione regionale del Catasto


Il 93% dei rifiuti gestiti nel 2016 è costituito da rifiuti non pericolosi e i quantitativi trattati sono in riduzione (-4%), rispetto al 2015, verosimilmente a causa della chiusura di due impianti di discarica per rifiuti inerti e al calo degli apporti  di rifiuti da costruzione e demolizione provenienti dalle regioni confinanti (in particolare per la fine dei cantieri Expo in Lombardia). Il sistema impiantistico della regione è costituito da circa 1.150 unità locali operative.

Il recupero dei rifiuti speciali

Nel 2016 sono stati sottoposti alle operazioni di recupero 7,2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, che rappresentano l’80% di quelli gestiti in Piemonte, mentre il 6% è stato smaltito in discarica e il restante 14% mediante altre tipologie di smaltimento; per la maggior parte si tratta di rifiuti non pericolosi (98%) e i quantitativi trattati non presentano significative variazioni rispetto all’anno precedente.
Il 61% del totale delle operazioni di recupero è costituito da quello delle sostanze inorganiche (R5), che nel 2016 è pari a quasi 4,4 milioni di tonnellate. Il recupero delle sostanze organiche (R3) rappresenta il 16% (quasi 1,2 milioni di tonnellate), mentre quello dei metalli (R4) costituisce il 15%. Infine, un ulteriore 3% è costituito dai rifiuti impiegati nello spandimento sul suolo, in agricoltura o per recuperi ambientali (R10). Nelle attività di recupero dei rifiuti speciali pericolosi, che comunque rappresentano solamente il 2% del totale, acquistano importanza operazioni diverse quali, ad esempio, la rigenerazione di solventi e di acidi e basi.
Relativamente all’anno 2016 il capitolo CER quantitativamente più significativo per quanto riguarda il recupero è il 17, costituito principalmente da rifiuti inerti misti, metalli, bitumi, cemento e mattoni, oltre che da terre e rocce da scavo. I rifiuti provenienti da impianti di trattamento rifiuti (CER 19) e i rifiuti assimilabili ai rifiuti urbani (CER 20) incidono per il 9%, mentre il 7% dei rifiuti speciali inviati al recupero proviene dalla lavorazione e dal trattamento di metalli (CER 12), e si tratta in particolare di polveri, particolato, limatura e trucioli di materiali ferrosi. Il 4% delle operazioni di recupero avviene su rifiuti provenienti da trattamenti termici (CER 10), quali scorie non trattate, ceneri di carbone ecc.; gli imballaggi (CER 15) costituiscono un ulteriore 4% del totale dei rifiuti sottoposti a recupero. Le restanti percentuali si suddividono fra altri capitoli CER, fra cui per esempio si possono citare i rifiuti della lavorazione del legno (2% del totale dei rifiuti recuperati), avviati principalmente a spandimento sul suolo e recuperi ambientali, in parte a recupero energetico e in misura minore a compostaggio e stabilizzazione (aerobica o anaerobica).

Figura 6
Incidenza percentuale delle attività di recupero svolte sui rifiuti speciali - anno 2016

Fonte: Arpa Piemonte, Sezione regionale del Catasto

I capitoli CER 17 e 10 (rifiuti da costruzione e demolizione e da processi termici) vengono principalmente sottoposti a recupero come sostanze inorganiche (R5), il capitolo CER 12 a recupero come metalli (R4), mentre i rifiuti assimilati e gli imballaggi sono trattati per il recupero delle sostanze organiche (R3). I rifiuti provenienti da impianti di trattamento dal capitolo CER 19 vengono soprattutto utilizzati come combustibili.

Analizzando le tipologie di recupero effettuate a livello provinciale, risulta che il recupero di sostanze inorganiche diverse dai metalli è elevato in quasi tutte le province, ma preponderante in quelle di Biella, Novara, Alessandria e Vercelli, mentre le altre tipologie variano molto da una provincia all’altra. La provincia del VCO si caratterizza per l’elevata percentuale di recupero dei metalli, mentre quella di Cuneo per avere i maggiori quantitativi di rifiuti recuperati come combustibile o per la produzione di CDR. Il recupero di sostanze organiche, fra cui il compostaggio, è particolarmente presente nelle province di Asti e Cuneo. Il recupero dei rifiuti pericolosi avviene soprattutto nelle province di Vercelli, Alessandria e Novara.

Lo smaltimento dei rifiuti speciali

Le quantità totali di rifiuti speciali avviati alle operazioni di smaltimento diverse dal deposito in discarica sono pari a poco più di 1,3 milioni di tonnellate circa, con un calo del 22% rispetto al dato del 2015. Le operazioni di smaltimento a cui sono stati sottoposti i maggiori quantitativi di rifiuti speciali nel 2016 sono il trattamento biologico (D8), con quasi 800.000 tonnellate, quasi esclusivamente di rifiuti non pericolosi, pari al 60% delle operazioni di smaltimento, e il trattamento chimico-fisico (D9), con circa 500.000 tonnellate,di cui più del 50% di rifiuti pericolosi. Sono invece molto limitate le quantità, pari a circa l’1%, di rifiuti inceneriti (D10).
Per quanto attiene alla tipologia di capitoli CER sottoposti a smaltimento, il 56% del totale dei rifiuti smaltiti nell'anno 2016 provengono da operazioni di trattamento di rifiuti o depurazione di acque.

Figura 7
Incidenza percentuale delle attività di smaltimento svolte sui rifiuti speciali - anno 2016

Fonte: Arpa Piemonte, Sezione regionale del Catasto


Per quanto attiene ai rifiuti avviati a incenerimento nel 2016, il quantitativo di speciali risulta in netto calo rispetto agli ultimi anni; la rilevante differenza rispetto ai due anni precedenti deriva dal fatto che circa 358.000 tonnellate di CER 200301 (rifiuto indifferenziato) sono state dichiarate da TRM (impianto del Gerbido, TO) come recupero energetico e non, come negli anni precedenti, come smaltimento per incenerimento.

Figura 8
Quantità di rifiuti speciali inceneriti in Piemonte - anni 2010-2016

Fonte: Arpa Piemonte, Sezione regionale del Catasto


Il quantitativo di rifiuti speciali smaltiti nelle discariche piemontesi per rifiuti speciali (escluse quindi le discariche di ex “prima categoria”) nel 2016 ammonta a circa 500.000 tonnellate, stabile rispetto al 2015.
Gli impianti di discarica complessivamente presenti sul territorio piemontese e attivi durante il 2016 sono 32, dei quali 18 sono gli impianti dedicati esclusivamente allo smaltimento dei rifiuti speciali. Analizzando i quantitativi smaltiti per tipo di discarica, nel 2016, rispetto all’anno precedente, sono diminuiti del 6% i rifiuti nelle discariche della ex-categoria 1 (per rifiuti urbani ed assimilabili), del 36% quelli gestiti nelle discariche per speciali non pericolosi, mentre sono aumentati del 40% i rifiuti smaltiti nelle discariche per rifiuti speciali pericolosi. I conferimenti in discarica per inerti aumentano dell’84% rispetto al 2015, ma restano comunque decisamente bassi rispetto agli anni precedenti.

Figura 9
Localizzazione degli impianti di discarica attivi e in post gestione sul territorio piemontese

Bilancio regionale dei flussi di rifiuti speciali 

Al fine di valutare il fabbisogno impiantistico regionale, oltre ad esaminare la produzione e la gestione dei rifiuti speciali, è necessario analizzare i flussi dei rifiuti in ingresso e in uscita dal territorio regionale.

Il flusso di rifiuti in ingresso e uscita dalla Regione verso altre Regioni italiane nell’anno 2016 è piuttosto cospicuo, calcolato in circa 5,8 milioni di tonnellate all’anno, di cui circa 2,6 milioni in uscita e 3,2 milioni in ingresso, e pertanto molto più rilevante del flusso di import ed export di rifiuti da e verso l’estero, pari a circa 360.000 tonnellate/anno. La Lombardia è la regione che presenta i flussi più rilevanti, in entrambe le direzioni, mentre gli scambi con l’estero riguardano soprattutto Francia e Germania.

Di seguito si riporta una sintesi del bilancio del sistema regionale di gestione dei rifiuti speciali per il 2016.

Figura 10
Flussi e modalità di gestione de rifiuti speciali nel territorio regionale - anno 2016


Elaborazione: Arpa Piemonte
Per approfondimenti consulta i siti web di Regione Piemonte e Arpa Piemonte

Consulta la serie storica degli indicatori sui rifiuti