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RADIAZIONI IONIZZANTI

Obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età


3.9 Entro il 2030, ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo

Centraline di allerta Geiger-Mueller

Arpa Piemonte ha installato dal 2006 una rete automatica di monitoraggio della radioattività ambientale, che consta di 29 centraline equipaggiate con sensori Geiger-Mueller. Scopo di tale rete è quello di ottenere in tempo reale dati sui livelli di radioattività in atmosfera, con un particolare riguardo ai possibili rilasci provenienti dagli impianti nucleari transfrontalieri. Il dato fornito dai sensori Geiger-Mueller è il rateo di dose gamma in aria, espresso in μSv/h (microSv all’ora). Per ogni centralina è stato definito un livello di attenzione e un livello di allarme. Se il rateo di dose gamma in aria misurato supera il livello di attenzione occorre monitorare l’evolversi della situazione, se supera il livello di allarme si può a ragione supporre che sia accaduto un incidente radiologico o nucleare nelle vicinanze e si effettuano le valutazioni dosimetriche. Dall’installazione ad oggi non si sono verificati aumenti di dose gamma in aria anomali. La rete si interfaccia strettamente con i dati meteo idrografici: i sensori sono infatti installati in corrispondenza di alcune stazioni della rete meteo idrografica.

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AZIONI DI RISANAMENTO DI LOCALI CON ELEVATA CONCENTRAZIONE DI RADON

Un importante aspetto legato al radon è quello che riguarda le azioni di prevenzione e rimedio. Per questo il radon è stato inserito tra i fattori di cui possiamo ridurre l’impatto sulla salute a livello individuale.

Tra le 12 Raccomandazioni del Codice Europeo contro il cancro, si legge al punto 9 “Accerta di non essere esposto a concentrazioni naturalmente elevate di radon presenti in casa. Fai in modo di ridurre i livelli elevati di radon.”

È possibile infatti adottare sistemi per ridurre la concentrazione di radon negli ambienti confinati. Agendo sul ricambio d’aria degli ambienti e sui meccanismi di ingresso del radon nelle strutture è possibile ridurre, con relativa semplicità, la presenza del radon.

Agendo sul ricambio d’aria degli ambienti e sui meccanismi di ingresso del radon nelle strutture è possibile ridurre, con relativa facilità, la presenza del radon. 
A seconda dei casi, la riduzione può essere operata attraverso l’apertura di una semplice aerazione oppure la ventilazione forzata per mezzo di una piccola ventola, posta direttamente nel locale da bonificare o in un vespaio, intercapedine o locale accessorio. È utile sapere che spesso conviene immettere aria priva di radon dall’esterno piuttosto che aspirare l’aria ricca di radon e mandarla fuori.
Nel primo caso, infatti, nel locale si crea una leggera sovrapressione, che ostacola l’ulteriore ingresso di radon dal pavimento e dalle pareti. Nel secondo caso, invece, il locale rimane sottopressione e quindi il radon viene emanato con più facilità dalle pareti e dal pavimento.
Nelle figure 1 e 2 sono indicate alcune azioni di rimedio (sia passive che attive). 
Figura 1
Azioni di rimedio passive

Figura 2
Azioni di rimedio attive

Dopo aver effettuato qualsiasi operazione volta a ridurre i livelli di radon, è bene effettuare una nuova misurazione per verificare l'avvenuta riduzione dei livelli.

Per quanto sopra riportato, facendo proprie le Raccomandazioni del Codice europeo contro il cancro, è importante che i fumatori che vivono in abitazioni in cui sono presenti elevate concentrazioni di radon smettano di fumare e prendano provvedimenti per ridurre tali livelli in casa. È stata infatti verificata dagli studi epidemiologici una forte sinergia tra il radon e il fumo di sigaretta. È altresì importante che gli ex fumatori riducano qualsiasi eventuale elevata concentrazione di radon nella propria abitazione e che non riprendano a fumare.
È possibile richiedere informazioni scrivendo a: radiazioni.ionizzanti@arpa.piemonte.it


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