Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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ENERGIA

L’energia è un elemento centrale per quasi tutte le sfide e le opportunità più importanti che il mondo si trova oggi ad affrontare. Che sia per lavoro, sicurezza, cambiamento climatico, produzione alimentare o aumento dei redditi, l’accesso e l’utilizzo efficiente dell’energia è essenziale.
L’argomento Energia rientra in tre Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

 -  Obiettivo 4: Fornire un'educazione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti

Target 4.a.1 Edifici dotati di accorgimenti per ridurre i consumi energetici

 -  Obiettivo 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

Target 7.2.1 Consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili (in percentuale del consumo interno lordo di energia elettrica)

Target 7.2.1 Quota di energia da fonti rinnovabili (escluso settore trasporti) sui consumi totali finali di energia

Target 7.2.1 Consumi di energia coperti da fonti rinnovabili (in percentuale del consumo finale lordo di energia)

Target 7.3.1 Intensità energetica

-   Obiettivo 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Target 12.c.1 Sussidi alle fonti fossili per unità di PIL




Vendita di prodotti petroliferi

Nel 2018 sono confermate le tenNel 2018 sono confermate le tendenze in essere rispetto all’anno precedente ovvero un aumento, seppur lieve, nelle vendite di benzina (1,33%), gasolio motori (5,03%) e gasolio da riscaldamento (11,50%) e una flessione delle vendite di gasolio uso agricolo (-8,52%), olio combustibile (-6,43%) e GPL (-1,30%).

Figura 1
Vendita di prodotti petroliferi - anni 1985-2018

    M: milioni                              Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico
Nel 2018 sono state vendute 2.594.774tonnellate di prodotti petroliferi, 3,19% in più rispetto all’anno precedente. La tabella 1 riporta le vendite ripartite per province.

Tabella 1
Vendite di prodotti petroliferi per tipologia e per provincia - anno 2018


Province

Benzina

Gasolio motori

Gasolio riscaldam.

Gasolio agricolo

Olio combustibile

G.P.L.

Lubrificanti

Totale Provincia

 

tonnellate

%

AL

57.991

300.368

11.589

31.333

11.411

20.516

7.851

441.059

17

AT

35.759

258.013

9.325

19.944

360

12.043

516

335.960

13

BI

21.977

49.071

2.081

1.553

472

5.206

638

80.998

3

CN

69.134

213.618

11.523

15.162

1.421

40.049

9.464

360.371

14

NO

46.698

136.059

1.977

522

1.965

15.031

1.277

203.529

8

TO

244.307

632.908

23.211

29.046

2.995

96.792

23.135

1.052.394

40

VB

19.398

37.772

580

0

67

3.951

320

62.088

2

VC

19.655

58.298

4.670

11.485

546

6.922

1.021

102.597

4

Piemonte

514.919

1.686.107

64.956

109.045

19.237

200.510

44.222

2.638.996

100

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico DGSAIE DIV.6 - BOLLETTINO PETROLIFERO


Consulta la serie storica degli indicatori sulla vendita dei prodotti petroliferi

Consumo di energia elettrica

Nel 2017 in Piemonte si è registrato un debolissimo incremento dei consumi elettrici con il contributo maggiore da parte del settore terziario: 0,83% rispetto all’anno precedente.

Figura 2
Utilizzo di energia elettrica per settore in Piemonte - anni 1977-2017

k: migliaia                  Fonte: Terna
Nel 2017 il consumo di energia elettrica in Piemonte è stato 25.028,4GWh con un aumento dello 0,6% rispetto al 2016. L’industria è il settore più energivoro con circa il 48% del totale. I consumi FS per autotrazione rappresentano circa il 2% del totale regionale. La provincia di Torino consuma circa il 40% del totale.

Tabella 2
Consumi di energia elettrica per categoria di utilizzatori e per provincia - GWh/anno 2017

Province
Agricoltura
Industria
Terziario (al netto dei consumi FS)
domestico
Totale (al netto dei consumi FS)
FS per trazione
Totale
% sul totale
AL
36,2
1.629,4
752,0
466,7
2.884,3
 
2.884,3
11,5%
AT
25,7
469,2
280,9
234,1
1.009,8
 
1.009,9
4,0%
BI
6,1
685,7
248,2
192,3
1.132,3
 
1.132,3
4,5%
CN
157,6
2.953,2
906,7
608,8
4.626,3
 
4.626,3
18,5%
NO
25,1
1.426,6
657,7
392,6
2.502,0
 
2.502,0
10,0%
TO
76,0
4.019,4
3.696,1
2.316,5
10.108,0
 
10.108,0
40,4%
VB
3,1
404,0
263,9
167,9
838,9
 
838,9
3,4%
VC
23,6
459,3
328,7
175,5
987,1
 
987,1
3,9%
Piemonte
353,5
12.046,7
7.604,0
4.554,3
24.558,6
469,9
25.028,4
 
% sul totale
1,4%
48,1%
30,4%
18,2%
98,1%
1,9%
 
 
Variazione 2016
5,3%
0,4%
0,8%
0,3%
0,6%
-0,4%
0,6%
 
Fonte: Terna

Consulta la serie storica degli indicatori sul consumo di energia elettrica

Distribuzione di gas naturale

La distribuzione di gas metano in Piemonte nel 2017 ha evidenziato un incremento di circa il 10% rispetto al 2016, il settore maggiormente responsabile è quello termoelettrico (+ 21%), riportandosi ai valori dello scorso decennio.

Figura 3
Distribuzione di gas metano suddiviso per settori - anni 2004-2017

k = migliaia       Fonte: Elaborazione Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Energia - DGSAIE - su dati SNAM Rete gas, S.G.I. s.p.a. ed altre
In Piemonte nel 2017 sono stati distribuiti 8.358,4 milioni di m3 di gas naturale con un incremento del 10% rispetto al 2016. La maggior parte del gas distribuito è destinato alle reti (circa 43%).

Tabella 3
Gas naturale totale distribuito per provincia - anno 2017

Province

INDUSTRIALE

TERMOELETTRICO

RETI DI DISTRIBUZIONE

TOTALE GENERALE

milioni di metri cubi standard

AL

244,0

66,4

387,9

698,3

AT

23,6

0,0

191,1

214,7

BI

21,8

0,0

139,5

161,3

CN

463,0

187,6

441,8

1.092,4

NO

189,6

166,6

357,8

714,0

TO

288,8

2.116,2

1.772,2

4.177,2

VB

67,6

0,0

131,0

198,6

VC

39,6

863,4

198,9

1.101,9

Piemonte

1.338,0

3.400,2

3.620,2

8.358,4

Italia

14.819,3

25.586,4

33.498,7

73.904,4

% sul totale in Piemonte

16,0%

40,7%

43,3%

100,0%

Differenza 2016-2017 (%)

12,9%

20,9%

1,2%

10,3%

% Piemonte su Italia

9,0%

13,3%

10,8%

11,3%

Fonte: Elaborazione Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Energia - DGSAIE - su dati SNAM Rete gas, S.G.I. s.p.a. ed altre.

Per il dettaglio degli impianti di produzione di energia elettrica, consulta l’argomento Energia nel tema Territorio.

Consulta la serie storica degli indicatori sulla distribuzione del gas naturale

Bilancio di energia elettrica

Nella figura 4 è schematizzato il bilancio elettrico piemontese riferito all’anno 2017, pubblicato a partire da quest’anno sul sito di Terna s.p.A. nelle statistiche regionali.

Figura 4
Bilancio elettrico per il Piemonte - anno 2017

Emissioni da RISCALDAMENTO a legna

Per quanto riguarda le pressioni emissive legate al comparto riscaldamento1 è stata utilizzata l’ultima versione disponibile dell’Inventario Regionale delle Emissioni (IREA), che fa riferimento all’anno 2013.
Le emissioni dovute agli impianti termici civili concentrano il loro contributo nel semestre invernale e soprattutto in ambito urbano: la legna rappresenta il combustibile che contribuisce maggiormente alle emissioni di particolato primario (99%) e, insieme al gas naturale, risulta anche predominante per quanto riguarda le emissioni di ossidi di azoto.
Come si può osservare dalle carte tematiche di figura 5 - raffiguranti la distribuzione delle pressioni emissive legate al 

1 SNAP: Macrosettore 02
riscaldamento a legna, sia per quanto riguarda gli ossidi di azoto (NOx espressi come NO2) che per quanto riguarda il particolato primario (PM10) - le emissioni si concentrano nei centri abitati nei quali risultano maggiormente diffuse le volumetrie residenziali riscaldate a legna.
Per una corretta valutazione degli impatti ambientali, l’analisi del contributo emissivo da parte dei diversi combustibili deve però tener conto dell’informazione sulla loro diffusione: il fabbisogno energetico per riscaldamento civile a livello regionale risulta infatti prevalentemente soddisfatto dall’utilizzo di metano e solo in minima parte dalla legna.

Figura 5
Emissioni da riscaldamento domestico a legna



Apri la mappa a schermo intero

Fonte: Regione Piemonte. Elaborazione: Arpa Piemonte
Le pressioni emissive derivanti dai sistemi di riscaldamento a biomassa sono state elaborate a livello provinciale, rappresentando - nella figura 6 (NOx) e nella figura 7 (PM10) - il contributo da parte delle diverse tipologie di impianto: va però
ribadito che il differente contributo emissivo dipende non solo dai fattori di emissione associati alle diverse tecnologie impiantistiche, ma anche dalla loro rappresentatività sul territorio.

Figura 6
EMISSIONI DA RISCALDAMENTO A LEGNA: ossidi di azoto (NOx) - ripartizione provinciale - IREA 2013

Fonte: Regione Piemonte. Elaborazione: Arpa Piemonte

Figura 7
EMISSIONI DA RISCALDAMENTO A LEGNA: particolato primario (PM10), ripartizione provinciale - IREA 2013

Fonte: Regione Piemonte. Elaborazione: Arpa Piemonte

Campagna di comunicazione del progetto PrepAir Brucia bene la legna, non bruciarti la salute
.
Al via la campagna del progetto europeo PrepAir per sensibilizzare i cittadini sull’uso corretto delle biomasse per il riscaldamento domestico. Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento sono alcuni dei 18 partner nazionali e internazionali coinvolti nel progetto che ha come obiettivo promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili nell’area del bacino Padano.
In molte regioni italiane più del 90% del PM10 generato dal settore riscaldamento domestico deriva da piccoli apparecchi a legna come caminetti, stufe, inserti. La combustione a legna produce pericolosi inquinanti che hanno ben poco di ecologico, ma pochi lo sanno. Durante la combustione della legna si liberano, per unità di energia prodotta, inquinanti in quantità 10-100 volte superiori a quelle degli apparecchi a gas. L’utilizzo della legna è scarso nelle grandi città, ma nelle zone di periferia, nelle piccole cittadine e nei paesi spesso più del 20% delle famiglie si scalda con la legna e in molte zone collinari e montane è il combustibile più usato.


Consulta i dati delle emissioni di PM10 e degli ossidi di azoto negli indicatori ambientali
Per l’analisi delle pressioni emissive derivanti dal comparto della produzione di energia elettrica2 sono stati utilizzati i dati dell’ultima versione dell’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (IREA), riferiti all’anno 2013.
Tra i principali inquinanti emessi dalle centrali di produzione di energia elettrica piemontesi si evidenziano gli ossidi di carbonio (CO2 e CO) e gli ossidi di azoto (NOx), derivanti dall’ossidazione dei composti presenti nei combustibili (metano, gasolio, biogas e in minima parte legna) e dall’ossidazione dell’azoto dell’aria utilizzata come comburente.
Nella figura 8 è riportata la distribuzione sul territorio regionale delle pressioni emissive di ossidi di azoto (espressi come NO2) legate alla produzione di energia elettrica: le emissioni più elevate di NOx si hanno ovviamente nei comuni in cui sono localizzati gli impianti termoelettrici di maggiori dimensioni.

2 SNAP: Settore 01.01

Figura 8
Emissioni da produzione di energia elettrica



Apri la mappa a schermo intero

Fonte: Regione Piemonte. Elaborazione: Arpa Piemonte


Consulta i dati delle emissioni degli ossidi di azoto negli indicatori ambientali

EMISSIONI DA RETI DI DISTRIBUZIONE GAS

Per l’analisi delle pressioni emissive derivanti dal comparto delle reti di distribuzione del gas3 sono stati utilizzati i dati dell’ultima versione dell’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (IREA), riferiti all’anno 2013.
Le pressioni emissive derivanti dalle reti di distribuzione gas riguardano principalmente il gas metano (CH4) e, in minima parte, i composti organici volatili non metanici (NMVOC).
Nella figura 9 sono rappresentate a livello comunale le pressioni emissive di metano legate alla sua distribuzione, che si concentrano nei comuni più densamente abitati, ovvero nel comune di Torino e nei capoluoghi di provincia.

3SNAP: Settore 05.06

Figura 9
Emissioni da reti di distribuzione gas



Apri la mappa a schermo intero

Fonte: Regione Piemonte. Elaborazione: Arpa Piemonte

Consulta i dati delle emissioni di metano negli indicatori ambientali