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VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE - VIA

La nuova disciplina in materia di VIA, introdotta con DLgs 16 giugno 2017 n. 104, all’art. 5 comma 1 lettera c) definisce gli impatti ambientali come effetti significativi, diretti e indiretti, di un piano, di un programma o di un progetto, sui seguenti fattori: popolazione e salute umana; biodiversità, con particolare attenzione alle specie e agli habitat protetti in virtù della direttiva 92/43/CEE e della direttiva 2009/147/CE; territorio, suolo, acqua, aria e clima; beni materiali, patrimonio culturale, paesaggio; interazione tra i fattori sopra elencati.
Negli impatti ambientali rientrano gli effetti derivanti dalla vulnerabilità del progetto a rischio di gravi incidenti o calamità pertinenti il progetto medesimo.
Il decreto inoltre all’art. 4 comma 4 dichiara che la valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un miglior ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione degli ecosistemi in quanto risorse essenziali per la vita.
La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) di opere ed interventi sul territorio è uno strumento che concorre a perseguire alcuni degli obiettivi fissati dal programma di azione Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. In particolare:

  • Obiettivo 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestr




  • Obiettivo 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo




  • Obiettivo 13: Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico



Nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale vengono individuati ed analizzati tutti gli impatti che le fasi di realizzazione, esercizio ed eventuale dismissione di un’opera in progetto potrebbero generare sulle componenti ambientali del territorio interferito. La rilevanza degli impatti e la loro mitigabilità non dipendono solo dalla tipologia progettuale ma anche dalla fase di “vita” del progetto considerata (cantiere, esercizio o dismissione) e dalle caratteristiche del territorio in cui si inserisce l’opera, aspetti che condizionano l’esito di una valutazione.
Tuttavia è possibile astrarre, generalizzando, gli impatti potenziali determinati dalle diverse categorie progettuali sottoposte a procedura di VIA. Nello specifico, il presente capitolo riporta i dati delle VIA attivate e concluse tra il 1999 ed il 2018 in Regione Piemonte individuando i progetti con maggiore incidenza sulla qualità dell’aria, delle acque e del territorio (inteso come suolo, ecosistemi e paesaggio).

Procedure di VIA

Di seguito si riportano i dati delle procedure di VIA ai sensi del DLgs 152/06 così come modificato dal DLgs 104/17 e della L.R. 40/981, suddivise per fase di verifica e fase di valutazione, presentate ed autorizzate tra il 1999 ed il 2018. Per ciascuna fase, oltre al totale di procedure avviate e di quelle concluse con un’autorizzazione, sono anche stati estrapolati per anno i numeri di opere autorizzate che maggiormente incidono su aria, acqua e territorio, evidenziando così in linea di massima il trend negli anni.
Si sottolinea comunque che, per quanto si possano evidenziare in linea generale gli impatti diretti prevalenti di ciascuna categoria progettuale, tutte le opere sottoposte a VIA comportano un’alterazione delle caratteristiche ambientali complessive di un territorio.

Tabella 1
Numero complessivo di procedure di verifica dal 1999 al 2018

 Matrici

99

00

01

02

03

04

05

06

07

08

09

10

11

12

13

14

'15

'16

'17

'18

'Tot.

Aria

 

2

2

24

39

26

12

15

16

14

13

6

16

13

10

8

6

7

5

3

237

Acqua

8

15

18

61

90

88

56

58

80

64

54

65

67

47

35

33

50

29

48

20

987

Territorio

4

6

10

92

127

124

122

94

107

72

47

24

40

33

32

23

34

22

27

23

1.065

Totale 
presentato

73

126

148

233

274

257

235

208

233

242

312

403

263

194

158

153

177

150

146

128

4.052

Totale 
autorizzato

52

73

102

147

164

159

155

134

167

169

206

263

187

122

97

99

111

111

108

73

2.656

 
Come si evince dalla tabella 1 il numero complessivo di procedure di verifica in Regione Piemonte, dopo il picco del 2010 sia di procedure avviate che autorizzate, è sensibilmente diminuito negli anni successivi (2011-2014). Nel 2015 si è registrato un lieve aumento delle opere presentate ed autorizzate. Ma nel 2018 continua la tendenza riscontrata tra il 2016 ed il 2017 alla diminuzione delle procedure presentate con un’altrettanta sensibile diminuzione delle autorizzate.

Tabella 2
Numero complessivo di procedure di valutazione dal 1999 al 2018



 Matrici

99

00

01

02

03

04

05

06

07

08

09

10

11

12

13

14

'15

'16

'17

'18

Tot.

Aria

 

1

2

4

8

6

10

4

8

6

1

4

0

3

1

 

1

59

Acqua

 

1

3

19

25

29

29

29

32

38

23

34

10

29

23

41

24

20

18

12

439

Territorio

 

1

7

37

58

52

59

71

62

49

31

24

27

26

15

9

12

12

16

15

583

Tot. 
presentato

2

20

39

65

91

114

111

122

125

116

99

130

68

83

67

79

52

51

37

32

1.503

Tot. 
autorizzato

2

15

29

53

71

71

85

95

95

91

66

95

47

54

43

51

41

39

32

30

1.105

Come si evince dalla tabella 2, il numero complessivo di procedure di valutazione in Regione Piemonte, dopo il picco del 2010 continua a diminuire in modo significativo di anno in anno, compreso il 2018.
Per quanto concerne le opere soggette a VIA (Fasi di Valutazione e Verifica) nel corso del 2018 si mantiene il trend dell’anno precedente: la tipologia maggiormente rappresentata è risultata quella delle derivazioni idriche ad uso idroelettrico. Seguono gli interventi di difesa idraulica, le cave di pietre ornamentali/inerti e gli impianti di gestione rifiuti. Peculiari del territorio cuneese sono gli allevamenti.
Estrapolando i dati delle procedure autorizzate sia in verifica che in valutazione (tabb. 3 e 4) , le principali tipologie di opere autorizzate che incidono maggiormente sulla qualità dell’aria continuano a essere rappresentati da: centri commerciali, parcheggi e impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi. Di queste categorie progettuali le incidenze maggiori sulla qualità dell’aria, parzialmente mitigabili prevalentemente in fase di cantiere, si verificano soprattutto in fase di esercizio principalmente a causa del traffico indotto dalla tipologia di opera.
In relazione alle opere maggiormente incidenti sulle risorse idriche, sia in termini quantitativi che qualitativi, si conferma la tendenza negli anni dell’autorizzazione di impianti per la produzione di energia idroelettrica ed opere di sistemazione idraulica.
L’individuazione di categorie progettuali maggiormente incidenti sul territorio risulta invece più artificiosa rispetto all’aria ed all’acqua; tutte le opere sottoposte a VIA costituiscono infatti una trasformazione dell’assetto di un territorio concorrendo all’aumento del consumo di suolo, ad alterazioni di tipo geomorfologico, ecologico (in termini di perdita di biodiversità e depauperamento della qualità degli ecosistemi) e paesaggistico. Tuttavia, tra le procedure concluse con autorizzazione si possono evidenziare, in termini di sottrazione di suolo ed ecosistemi, quelle per le opere di regolazione del corso dei fiumi e dei torrenti, le cave, le discariche di rifiuti urbani non pericolosi ed i centri commerciali.

Figura 1
Procedure di verifica e opere con principali incidenze sulle componenti aria, acqua e territorio
anni 1999-2018

Figura 2
Numero complessivo di procedura di verifica
anni 1999-2018

Figura 3
Procedure di valutazione e opere con principali incidenze sulle componenti aria, acqua e territorio
anni 1999-2018

Figura 4
Numero complessivo di procedure di valutazione
anni 1999-2018

Strumenti per la Valutazione Ambientale Strategica

Relativamente ai processi di VAS inerenti gli strumenti della pianificazione urbanistica, è stato aggiornato il documento tecnico Contenuti del Rapporto Ambientale per la pianificazione locale al fine di agevolare la redazione del Rapporto Ambientale (RA) per la fase di valutazione e di rendere il più possibile omogenei e adeguati i processi di valutazione ambientale degli strumenti urbanistici.
Tale documento tecnico di indirizzo fornisce indicazioni operative e di supporto alle Amministrazioni comunali, definendo un indice ragionato degli argomenti da trattare e approfondire nel Rapporto Ambientale e specificando indicazioni di natura ambientale e paesaggistica. I principali argomenti trattati riguardano: gli aspetti metodologici, le componenti ambientali,
territoriali e paesaggistiche da trattare all’interno del RA, indicazioni in merito alle misure di mitigazione e compensazione ambientale, il tema del monitoraggio; è inoltre inclusa una serie di indirizzi web contenenti banche dati a cui fare riferimento.

Il documento è stato aggiornato sulla base dei più recenti atti normativi e pianificatori in materia ambientale, territoriale e paesaggistica, in stretta collaborazione con le strutture regionali interessate e coinvolte nell’organo tecnico regionale.

Il testo è disponibile on-line sul sito web della Regione Piemonte, sezione “Linee guida regionali”.

Autorità Ambientale Regionale

L’Autorità Ambientale regionale (AA) assicura l’integrazione della dimensione ambientale nei processi di definizione, attuazione, sorveglianza e monitoraggio dei programmi dei fondi strutturali europei dalla programmazione 2014-2020 (FESR, FEASR, Interreg IT – FR Alcotra e Interreg Italia – Svizzera).

La Regione Piemonte ha sistematizzato le attività dell’AA con la DGR n. 40-5288 del 29 gennaio 2013 “Autorità ambientale della Regione Piemonte. Ruolo e funzioni nel contesto della politica regionale unitaria per la nuova programmazione 2014-2020 dei Fondi del Quadro Strategico Comunitario”. Per lo svolgimento delle attività dell'Autorità Ambientale regionale è stato individuato, all'interno del Settore Valutazioni Ambientali e Procedure Integrate della Direzione Ambiente, governo e tutela del territorio, uno staff ristretto di funzionari che si avvale del supporto di personale con contratto di collaborazione finanziato dalle risorse stanziate per l’assistenza tecnica dei programmi.
L’AA partecipa ai lavori della Rete nazionale delle Autorità Ambientali e delle Autorità della programmazione dei fondi strutturali comunitari che si configura come una struttura di
coordinamento e cooperazione tra le Autorità Ambientali e le Autorità di Gestione. Costituisce una sede di riflessione, formazione, confronto per la messa in comune delle esperienze e per l’elaborazione di proposte, criteri e metodologie per favorire l’integrazione della componente ambientale in tutti i settori in cui operano i fondi strutturali e per assicurare il rispetto della politica e della normativa comunitaria in materia ambientale.

Il 23 febbraio 2017, la Conferenza Stato-Regioni ha preso atto del Protocollo di intesa fra le Autorità ambientali e le Autorità di gestione dei programmi comunitari del ciclo 2014-2020, sottoscritto dalla Regione Piemonte con D.G.R. n. 2-2989 del 7 marzo 2016 “Adesione al Protocollo di intesa tra Agenzia Coesione Territoriale Ministero Ambiente Tutela del Territorio e del Mare Autorità di Gestione dei Programmi Operativi 2014-2020 e Autorità Ambientali per promuovere e assicurare l'integrazione ambientale e gli obiettivi sviluppo sostenibile nei programmi operativi del ciclo di Programmazione dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE) e Fondo Sviluppo Coesione”.