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PIANO DI DISTRETTO E PIANO DI TUTELA

Obiettivo 6: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acqua e delle strutture iginieco-sanitarie



Obiettivo 12: garantire modelli sostenibili di produzione e consumo un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre



Obiettivo 13: promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico



Obiettivo 15: proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre
            

 

Il Piano di Gestione del Distretto idrografico del fiume Po

La Commissione Europea segue con grande attenzione l’applicazione della Direttiva Acque in tutti i Paesi e, dopo la valutazione del primo ciclo di pianificazione, ha evidenziato le principali problematiche da affrontare nel successivo ciclo di pianificazione e proposto contestualmente interventi concreti per superare gli ostacoli ancora presenti.
Sulla base di questo documento la Commissione europea ha stilato 25 tipologie di misure chiave (Key Type Measures, KTM) per uniformare l’attività degli Stati Membri. Con l’Autorità di Bacino e le Regioni del Distretto del Po si è concordato di aggiungerne una, la KTM Governance, per consolidare le attività di partecipazione negoziale con il territorio, fondamentale tra tutte le
iniziative dei Contratti di Fiume.
È qui riportato un quadro di sintesi delle misure generali proposte dall’Unione Europea con esempi delle misure individuali previste per la Regione Piemonte.
A livello regionale la pianificazione sulle acque, infatti, compenetra quanto concordato a livello distrettuale con le singole Regioni e racchiuso nelle cosiddette “misure individuali”, con il Piano di Tutela delle Acque (PTA) stilato direttamente dalle Regioni che si configura come attuazione del Piano di Gestione del fiume Po e specificazione di maggior dettaglio. La stesura del nuovo PTA è stata completata nel 2018.

Tabella 1 
Quadro di sintesi delle Misure Individuali  in Piemonte

N° KTM

Misure chiave (Key Type Measures – KTM)

Sintesi delle Misure individuali in Piemonte

KTM.1

Costruire o ammodernare gli impianti di trattamento delle acque reflue

Depurazione dei reflui delle case sparse e dei piccoli agglomerati

Incremento efficienza di depurazione dei reflui urbani eliminando gli impianti a minore efficienza

Interventi di sistemazione delle reti fognarie esistenti ed estensione a zone non servite

KTM.2

Ridurre l'inquinamento dei nutrienti di origine agricola

Aggiornamento delle zone vulnerabili ai nitrati da origine agricola

Realizzazione di fasce tampone/ecosistemi filtro lungo il reticolo naturale ed artificiale di pianura

Utilizzo di sistemi integrati eco-compatibili di captazione o rimozione dei nutrienti

KTM.3

Ridurre l'inquinamento dapesticidi in agricoltura.

Individuazione delle zone vulnerabili ai fitosanitari

Applicazione delle misure in attuazione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

Azioni per la mitigazione dell'impatto agricolo da correlare alla misura prevista dai PSR per "indennità Direttiva Acque e Direttiva Habitat"

KTM.4

Bonificare i siti contaminati (inquinamento storico compresi i sedimenti, acque sotterranee, suolo).

Realizzazione di interventi di bonifica dei siti contaminati e di messa in sicurezza (per laghi e acque sotterranee)

KTMs

5 e 6

Migliorare la continuità longitudinale (ad es. attraverso i passaggi per pesci, demolizione delle vecchie dighe).

Migliorare le condizioni idromorfologiche dei corpi idrici, diverse dalla continuità longitudinale (ad es: restauro fluviale, miglioramento delle aree ripariali, rimozione di argini, riconnessione dei fiumi alle loro pianure alluvionali, miglioramento delle condizioni idromorfologiche delle acque di transizione, ecc.)

Mantenimento e ripristino della vegetazione nelle aree di pertinenza fluviale, per incrementare la resilienza dei sistemi naturali ai cambiamenti climatici

Predisposizione e attuazione degli interventi dei Programmi di gestione dei sedimenti

Realizzazione di interventi integrati di mitigazione del rischio idrogeologico, di tutela e riqualificazione degli ecosistemi e della biodiversità (integrazione dir. Acque, Alluvioni, Habitat, Uccelli)

Predisposizione dei Piani di gestione del demanio fluviale e lacustre e delle pertinenze idrauliche finalizzati alla ricostruzione di ambienti e al recupero della biodiversità

KTM.7

Migliorare il regime di deflusso e/o definizione della portata ecologica

Revisione del DMV, definizione delle portate ecologiche e controllo dell'applicazione sul territorio

Revisione delle concessioni per il rispetto del bilancio idrico e idrogeologico

KTM.8

Misure per aumentare l’efficienza idrica per l'irrigazione, l'industria, l'energia e l’uso domestico

Realizzazione di vasche di accumulo della risorsa idrica sulle aste fluviali a monte delle derivazioni principali o su percorsi dei relativi canali adduttori, sfruttando anche invasi di cava, allo scopo di gestire eventi di scarsità idrica

Applicazione delle Linee guida statali

Mappatura dell'efficienza dell'uso irriguo e individuazione dei target di risparmio e/o incremento dell'efficienza

KTMs

9, 10, 11

Misure relative alla "politica dei prezzi" dell'acqua per l'attuazione del recupero dei costi dei servizi idrici (uso domestico, industriale e agricolo)

Applicazione del Metodo Tariffario Idrico dell’AEEGSI

Applicazione del "Regolamento recante i criteri per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d'impiego dell'acqua"

Revisione e regolamentazione dei canoni per i diversi usi ai fini della incentivazione dell'efficienza e del recupero di costi ambientali e della risorsa

KTM.13

Misure di tutela dell'acqua potabile (ad esempio istituzione di zone di salvaguardia, fasce tampone, ecc)

Ricondizionamento, chiusura o sostituzione dei pozzi che mettono in comunicazione il sistema acquifero superficiale con quello profondo

Disciplina per la definizione e gestione delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano

Definizione delle aree di ricarica degli acquiferi profondi per la protezione delle acque destinate al consumo umano

Realizzazione di interventi di interconnessione di sistemi acquedottistici per ridurre vulnerabilità quali-quantitativa della fornitura potabile

KTM.14

Ricerca e miglioramento dello stato delle conoscenze al fine di ridurre l'incertezza

Applicazione dell’Indice di Qualità morfologica (IQM) per i corpi idrici fluviali in stato non elevato

Indagine sugli effetti dei fenomeni di hydropeaking-thermopeaking

Sviluppo e mantenimento della modellistica di distretto DEWS-Po

Calcolo del bilancio idrico per il livello regionale, di sottobacino e di corpo idrico

Integrazione e aggiornamento dei dati relativi alle opere di difesa idraulica

Aumento delle conoscenze sulle pressioni e sui carichi inquinanti puntuali e diffusi e dei loro meccanismi di veicolazione nei corpi idrici

Aumento delle conoscenze sui valori di fondo naturale per sostanze prioritarie e inquinanti specifici

Adeguamento dei piani di monitoraggio dei corpi idrici per le sostanze prioritarie ai sensi della direttiva 2013/39/UE

Monitoraggio della situazione territoriale delle scale di risalita per la fauna ittica (funzionamento delle esistenti e necessità di riconnessione)

Adozione di indirizzi per l'aggiornamento delle regole di gestione dei livelli dei laghi

Valutazione dell’impatto economico a lungo termine delle modificazioni morfologiche dei corpi idrici e valutazione dei servizi ecosistemici delle fasce fluviali e delle rive lacustri ai fini economici

KTM.18

Misure per prevenire o per controllare gli impatti negativi delle specie esotiche invasive e malattie introdotte

Interventi per il contenimento di specie animali (es. siluro) e vegetali invasive, con azioni coordinate a livello di bacino

KTM.23

Misure per la ritenzione naturale delle acque

Potenziare la capacità di espansione delle piene nelle aree di pertinenza fluviale

KTM.24

Adattamento ai cambiamenti climatici

Predisposizione del Piano di Gestione delle Siccità a livello di Distretto (Siccidrometro e Direttiva Magre)

KTM.26

Governance

Disciplina per la tutela dei "siti reference"

Tutela dei paesaggi fluviali attraverso azioni specifiche di integrazione con i Piani paesaggistici regionali e altri strumenti di pianificazione che concorrono a tutelare il paesaggio

Attivazione e attuazione dei contratti di fiume, lago e delta

Informazione, educazione e formazione sui contenuti e sull'attuazione del Piano

Completamento dei piani di gestione delle aree SIC e ZPS e/o definizione misure di conservazione

Potenziamento delle azioni di salvaguardia

Il Piano di Tutela delle Acque

La Giunta regionale del Piemonte, nel dicembre 2018, ha adottato la revisione del Piano di Tutela delle Acque (PTA), lo strumento unitario e organico che specifica e integra, su scala regionale, quanto stabilito nel 2015 dal Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po.
Il Piano di Tutela delle acque, infatti, individua misure per raggiungere gli obiettivi europei di qualità ambientale per corsi d’acqua, laghi e acque sotterranee, persegue la protezione e la valorizzazione del sistema idrico piemontese nell’ottica dello sviluppo sostenibile della comunità ed è uno strumento fondamentale per rafforzare la resilienza degli ecosistemi acquatici, per affrontare gli effetti del cambiamento climatico e per raggiungere gli obiettivi strategici dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Il Piano, interamente approntato in sourcing dagli uffici tecnici, è stato sottoposto a procedura di VAS: sono state pertanto condivise con i portatori di interesse pubblici e privati le linee strategiche d’azione per la tutela delle acque. In questo ambito sono stati organizzati due eventi pubblici per un totale di 3 giorni di lavori, per garantire la maggiore divulgazione possibile delle scelte pianificatorie.
La revisione del PTA si è resa necessaria poiché il Piano precedente risale al 2007 ed è stato stilato secondo i dettami normativi del D.Lgs. 152/1999, abrogato con l’entrata in vigore del Codice dell’Ambiente del 2006.
L’impianto di conoscenze e disposizioni, pur in parte aggiornato negli anni secondo il principio di “dinamicità” già previsto nel PTA stesso, non riusciva a ricomprendere tutte le modifiche normative intervenute dal 2007 ad oggi, per effetto del recepimento a scala nazionale delle numerose direttive europee emanate nel frattempo in materia di acque, a partire dalla Direttiva Quadro Acque (DQA) n. 2000/60/CE e comprendendo l'insieme dei suoi satelliti costituiti dalle cosiddette direttive “figlie” e “sorelle”.
Con l’approvazione del nuovo Codice dell’Ambiente, recepimento della DQA, infatti, sono stati ridisegnati i livelli di pianificazione esistenti in materia di tutela e di gestione delle risorse idriche: a livello di bacino padano è stato introdotto il Piano di Gestione del distretto idrografico del Fiume Po (PdG Po) e, a livello regionale, i Piani di Tutela delle Acque (PTA) vengono considerati piani di settore attuativi della pianificazione di distretto.
Nei due cicli di pianificazione distrettuale che si sono susseguiti negli anni 2010 e 2015, il Programma di Misure della Regione Piemonte, è stato redatto tenendo conto da un lato del quadro generale comunitario e delle linee concordate a livello di Bacino, dall’altro mantenendo scelte in continuità con le strategie e i fondamentali principi di azione già delineati PTA 2007 e degli obiettivi per le annualità future individuate nella Relazione al Consiglio del PTA del 2010.
Al momento attuale la Giunta Regionale ha adottato il progetto di revisione del Piano di Tutela delle Acque (PTA) e le relative norme di salvaguardia (D.G.R. n. 28-7253 del 20 luglio 2018).
A seguito della procedura di VAS, gli elaborati definitivi sono stati trasmessi al Consiglio Regionale per l'approvazione (D.G.R. n. 64-8118 del 14 dicembre 2018).
Il documento, a cui si aggiungono tutti gli elaborati derivanti dalla procedura di VAS, è composto come segue:
  1. la Relazione generale, che ha lo scopo di inquadrare l’evoluzione delle politiche di tutela delle Acque dal 2007 ad oggi tenendo conto di tutti gli aggiornamenti e le novità intercorsi, contiene approfondimenti sulla caratterizzazione, gli obiettivi, il monitoraggio e classificazione dei corpi idrici, l’analisi delle pressioni e degli impatti, il bilancio idrico e usi delle acque, l’analisi economica e la strategia regionale sulle acque.
  2. il Programma delle Misure di Piano, che contiene l’elenco e la descrizione di tutte le attività messe in atto a livello regionale per raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale, sulla base delle indicazioni dell’Unione Europea e del lavoro già svolto per la redazione del PdG Po 2015, nonché le strategie regionali per raggiungere gli obiettivi di qualità, anche in raccordo con le altre pianificazioni e programmazioni secondo l’approccio win-win raccomandato a livello europeo. Contiene inoltre un approfondimento sugli adattamenti al cambiamento climatico.
  3. la Norme di Piano e relativi Allegati
  4. le Tavole di Piano

Figura 1
Il Progetto di Revisione del Piano di Tutela delle Acque

L’ANALISI ECONOMICA PER LA PIANIFICAZIONE sulle acque

L’elaborazione del primo ciclo di pianificazione distrettuale ha presentato diverse criticità evidenziate nei documenti comunitari di valutazione della prima applicazione della Direttiva Quadro Acque (DQA) in Italia. Sulla base delle raccomandazioni della Commissione europea e dell’esperienza acquisita è stato successivamente redatto il secondo Piano di Gestione del Distretto del Po (PdG Po 2015-2021), attualmente vigente, che ha permesso di colmare molte delle lacune precedentemente esistenti e dare una attuazione decisamente più consistente alla strategia di tutela delle acque delineata dalla DQA.
Ad oggi l’Analisi Economica di supporto alla pianificazione è una delle tematiche ancora da sviluppare e affrontare nel percorso, già avviato, di elaborazione del terzo ciclo di pianificazione distrettuale (PdG Po 2021-2027).
La DQA, infatti, promuove la necessità di integrare le politiche ambientali con una approfondita analisi economica al fine di conseguire una politica di gestione delle acque che ne agevoli un uso sostenibile.
Quando si parla di Analisi Economica si fa riferimento ad un’attività complessa che abbraccia tutte le fasi di formazione del piano e riguarda: la corretta identificazione delle pressioni antropiche significative e dei relativi settori di impiego coinvolti, la quantificazione economica delle Misure di Piano, a seguito di un’analisi dei costi-efficacia e costi-benefici per orientare le scelte, l’individuazione del contributo dei diversi utilizzatori per la copertura dei costi generati dagli usi più impattanti e la conseguente applicazione dei principi sanciti dall’articolo 9 della Direttiva, cioè il recupero dei costi ambientali e il principio “chi inquina paga”.
L’articolo citato sancisce, inoltre, l’impegno degli Stati membri ad attuare politiche dei prezzi dell'acqua incentivanti un uso efficiente e sostenibile delle risorse idriche, contribuendo così al conseguimento degli obiettivi ambientali.
È evidente che la modalità di applicazione di questi principi comunitari orienta fortemente la strategia di pianificazione distrettuale e regionale e la successiva attuazione.

Per affrontare questi aspetti complessi già nel 2015 sono state elaborate a livello nazionale le “Linee Guida nazionali per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d’impiego dell’acqua”, approvate con Decreto 24 febbraio 2015, n. 39; le Linee Guida individuano la metodologia di definizione dei costi ambientali e della risorsa, i comparti produttivi di impiego dell’acqua che potenzialmente possono generare impatti sulle acque, le modalità di recupero dei costi stessi (es. revisione dei canoni di concessione) per la copertura finanziaria delle Misure di Piano.
Parallelamente a tale documento, sono state elaborate, sempre a livello nazionale, le “Linee guida per la regolamentazione da parte delle Regioni delle modalità di quantificazione dei volumi idrici ad uso irriguo”, approvate con Decreto 31 luglio 2015, allo scopo di fornire indicazioni comuni per la quantificazione dei volumi idrici prelevati per l’uso irriguo dai corsi d’acqua naturali; la quantificazione dei prelievi è, infatti, il primo passo per la giusta determinazione dell’impatto sull’ambiente acquatico e la corretta determinazione del costo dell’acqua prelevata.
I documenti nazionali citati forniscono i presupposti necessari per una successiva concretizzazione dei principi della DQA, stabilendo definizioni comuni e un approccio generale per la stima dei costi; tuttavia è da sottolineare che la successiva applicazione alle realtà territoriali richiede notevoli sforzi in capo alle autorità competenti per la pianificazione e la gestione delle risorse idriche (Autorità di Distretto e Regioni) e, pertanto, il percorso di implementazione di questa tematica è ancora in corso.
In questo contesto già nel secondo Piano di Gestione del Distretto del Po (PdG Po 2015) sono state inserite specifiche misure volte al recepimento e all'attuazione nel Distretto e in Regione delle indicazioni nazionali.
A livello regionale, come contributo all’attuazione dell’articolo 9 della DQA, è stata attivata nel 2016 una Collaborazione Istituzionale con l’Università di Torino – Dipartimento di Economia e Statistica, con lo scopo di fornire supporto all’implementazione dell’analisi economica con particolare riferimento al territorio piemontese: obiettivo prioritario è la predisposizione di una proposta metodologica di revisione della quantificazione dei canoni di concessione per l’uso di acqua pubblica per l’attuazione dei principi comunitari sopra citati.
Una descrizione più dettagliata dell’attività svolta è rappresentata nell’Elaborato “Relazione Generale” (par. 7) del Piano di Tutela delle Acque (D.G.R. 14 Dicembre 2018, n. 64-8118).
La più recente novità nel percorso di implementazione dell’analisi economica è la redazione del “Manuale operativo e metodologico per l’implementazione dell’analisi economica”, elaborato a livello nazionale e adottato con decreto n. 574 del 6/12/2018 del Direttore della Direzione Generale per la Salvaguardia del territorio e delle acque presso il Ministero dell’Ambiente.
Il manuale rappresenta un documento integrativo delle Linee Guida prodotte nel 2015 e definisce una metodologia di analisi economica comune per tutto il territorio nazionale delineando un percorso da attuare a livello di distretto e regionale che deve accompagnare le varie fasi di formazione del nuovo piano distrettuale.
Nella fase di riesame del PdG Po, quindi, una delle attività prioritarie da sviluppare sarà proprio l’applicazione di tale metodologia condividendo le diverse fasi del percorso a livello di Distretto del Po con le altre regioni del bacino padano.
In conclusione possiamo affermare che il percorso di implementazione dell’Analisi Economica di supporto alla pianificazione è già delineato, ma certamente ancora da concretizzare.