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IL RIEQUILIBRIO DEL BILANCIO IDRICO

Obiettivo 12: garantire modelli sostenibili di produzione e consumo







Obiettivo 15: proteggere, favorire e sostenere un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre


OSSERVATORIO PERMANENTE SUGLI UTILIZZI IDRICI

L’acqua è uno dei comparti ambientali ed economici maggiormente sottoposto agli effetti legati al clima in particolare per quanto riguarda gli aspetti di disponibilità idrica per l’uso potabile, agricolo, energetico e industriale senza dimenticare l’importanza che l’acqua riveste per la sopravvivenza della biosfera.
Il susseguirsi di eventi siccitosi nell’ultimo decennio ha posto in primo piano le problematiche correlate alla variabilità, attuale e futura della risorsa idrica disponibile per gli usi e per l’ambiente alla scala del Distretto idrografico, soprattutto in termini di conseguenze sulla qualità ambientale richiesta dalla Direttiva Quadro Acque.
La gestione della siccità ed il contrasto della carenza idrica sono quindi diventate attività rilevanti che hanno evidenziato la necessità di elaborare un quadro conoscitivo sull’evoluzione della disponibilità idrica nel bacino del Po e di individuare i gaps quantitativi attuali e futuri rispetto alla disponibilità, alle scorte idriche e alla distribuzione della risorsa idrica naturale.
Si osserva in particolare che pervenire a definizioni condivise di carenza idrica e di siccità, basate su indicatori meteo-climatici, di disponibilità idrica e di uso omogenei e standardizzati, è necessario anche al fine di individuare il momento più idoneo all'attivazione delle deroghe al DMV. Agli indicatori devono essere opportunamente associate soglie e valori di riferimento per la classificazione delle situazioni che si presentano e del livello di criticità.
La conoscenza dei valori limite dei parametri per il riconoscimento di condizioni di siccità e/o siccità prolungata possono quindi consentire di operare misure di gestione del rischio nel tempo reale e misure emergenziali qualora le condizioni climatiche lo giustifichino.
Al fine di perseguire tali obiettivi, la Regione Piemonte ha sottoscritto in data 13 luglio 2016 il Protocollo d'Intesa per l'avvio dell'Osservatorio Permanente sugli usi dell'acqua nel Distretto Idrografico del fiume Po. Fanno parte dello stesso: Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria, Regione Lombardia, Regione Piemonte, Regione Toscana, Regione Valle d’Aosta, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento, ISTAT, CREA, ISPRA, TERNA Rete Italia, AIPO, Enti Regolatori dei Laghi, ANBI, UTILITALIA, A.N.E.A..
L’Osservatorio permanente sugli usi dell'acqua è stato costituito con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione e il dialogo tra i soggetti appartenenti al sistema di governance della risorsa idrica nell'ambito del Distretto, promuovere l'uso sostenibile della risorsa idrica in attuazione della Direttiva 2000/60/CE e coordinare l'attuazione delle azioni necessarie per la gestione proattiva degli eventi estremi siccitosi, sia di valenza distrettuale che di sottobacino, nonché per l'adattamento ai cambiamenti climatici.
L'Osservatorio Permanente costituisce una struttura operativa di tipo volontario e sussidiario a supporto del governo integrato dell'acqua e, in particolare, cura la raccolta, l'aggiornamento e la diffusione dei dati relativi alla disponibilità e all'uso della risorsa idrica nel Distretto e ai fabbisogni dei vari settori d'impiego, con riferimento alle risorse superficiali e sotterranee, con l'obiettivo di fornire indirizzi per la regolamentazione dei prelievi e degli usi, in funzione degli obiettivi del Piano di Gestione del Distretto Idrografico (PdG Po) per quanto attiene allo stato ambientale dei corpi idrici ai sensi della Direttiva 2000/60/CE, del Piano del Bilancio Idrico del Distretto Idrografico del Fiume Po (PBI) e della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNACC).
Esso opera inoltre come Cabina di Regia per la previsione e gestione degli eventi di carenza idrica e siccità, garantendo un adeguato flusso di informazioni necessarie per la valutazione dei livelli della criticità in atto, a livello di Distretto e di sottobacino, della loro evoluzione, dei prelievi in atto, e per la definizione delle azioni più adeguate per la gestione proattiva dell'evento.
La gestione degli eventi calamitosi, che è operativa presso il Distretto, è definita nell’Ambito dell’Allegato 3 alla Relazione Generale del Piano del Bilancio Idrico del Distretto Idrografico del Fiume Po.
Le attività dell'Osservatorio fanno riferimento alle situazioni individuate nell'Allegato 3 "Piano di gestione siccità e Direttiva magre" del Piano del Bilancio Idrico del Distretto Idrografico del Fiume Po, e corrispondono a diversi scenari di severità idrica. Gli scenari di severità idrica sono così individuati:
  1. “situazione normale” ovvero “scenario non critico”, in cui i valori degli indicatori di crisi idrica (portate/livelli/volumi/accumuli) sono tali da prevedere la capacità di soddisfare le esigenze idriche del sistema naturale ed antropico, nei periodi di tempo e nelle aree considerate;
  2. “scenario di severità idrica bassa”: in cui la domanda idrica è ancora soddisfatta, ma gli indicatori mostrano un trend peggiorativo, le previsioni climatiche mostrano ulteriore assenza di precipitazione e/o temperature eccedenti i valori ordinari per il periodo successivo;
  3. “scenario di severità idrica media”: lo stato di criticità si intensifica: le portate in alveo risultano inferiori alla media, la temperatura elevata determina un fabbisogno idrico superiore alla norma, i volumi accumulati negli invasi e nei serbatoi non sono tali da garantire gli utilizzi idropotabili, irrigui, industriali e ambientali con tassi di erogazione standard. Sono probabili danni economici e impatti reversibili sull’ambiente;
  4. “scenario di severità idrica alta”: sono state prese tutte le misure preventive ma prevale uno stato critico non ragionevolmente prevedibile, nel quale la risorsa idrica non risulta sufficiente ad evitare danni al sistema, anche irreversibili. Sussistono le condizioni per la dichiarazione dello stato di siccità prolungata ai sensi dell’art. 4.6 della Dir. 2000/60/CE o, in casi più gravi, per l’eventuale richiesta, da parte delle Regioni interessate, della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, ai sensi della L. 225/1992, come modificata dalla L. 100/2012, e secondo quanto previsto dalla Dir. PCM 26 ottobre 2012.

Pertanto, oltre alla situazione normale cui corrisponde un’assenza di criticità, a ciascuno dei tre scenari di severità idrica crescente sono associati i livelli di criticità ordinaria, moderata ed elevata, cui consegue un livello di allerta individuato con i codici giallo, arancione e rosso, rispettivamente. La definizione del livello di allerta serve quindi ad attivare nel Distretto la corrispondente fase operativa prevista dal piano di gestione dell’emergenza. In particolare per criticità elevata, il sistema gestionale passa nella seconda fase di “monitoraggio”. In questa fase, poiché si prevede, o è avvenuto, il superamento delle soglie minime di sicurezza del sistema, sono necessarie misure per:
  • garantire i servizi essenziali;
  • contenere i disagi per la popolazione;
  • minimizzare gli impatti sullo stato di qualità dei corpi idrici e sugli ecosistemi naturali dipendenti dalle risorse idriche.

Le misure di emergenza sono concordate dall’Unità di Crisi e sono strettamente dipendenti dalla situazione in corso.

Presso il Centro Funzionale di Arpa Piemonte è attivo sin dal 2000, il sistema di previsione dei fenomeni di piena del reticolo idrografico piemontese e dal 2013 è operativo anche il modello di bilancio e gestione della risorsa idrica che opera in parallelo con il modello delle piene, utilizzando la stessa componente idrologica, nella stessa piattaforma informatica che ne consente un utilizzo in tempo reale.
Il sistema è stato sviluppato con finalità operative sulla base di tutte le informazioni idrologiche e di utilizzo della risorsa disponibili. Durante l’emergenza siccità del 2017 Arpa Piemonte ha fornito supporto tecnico nell’inquadramento delle condizioni idrologiche e sugli scenari di previsione.
Con l’ausilio del sistema modellistico operativo, sono state fornite informazioni all’Osservatorio sulla disponibilità della risorsa idrica in atto e la prevista evoluzione delle portate dei corsi d’acqua nei 10 giorni successivi ed i corrispondenti deficit di acqua superficiale ai principali nodi di prelievo irriguo.

Figura 1
Portata media giornaliera del Po a Isola S. Antonio (1° giugno - 31 agosto)

Realizzazione dell’Acquedotto della Valle Orco

L’Acquedotto della Valle Orco rappresenta un intervento di grande infrastrutturazione di importanza strategica al fine di salvaguardare la popolazione attuale e le generazioni future, dalle problematiche quali-quantitative della risorsa idrica captata per scopi idropotabili che hanno interessato, negli anni, i territori che verranno serviti dal suddetto acquedotto.
La finalità dell’acquedotto è quella di utilizzare la risorsa idrica disponibile dagli invasi dell’Alta Valle Orco (Gestiti da Iren Energia S.p.A.) per integrare l’approvvigionamento delle reti acquedottistiche di 41 Comuni della Valle Orco, del Canavese, dell’Eporediese e del Rivarolese (Gestiti da SMAT S.p.A.) e per garantire una maggiore affidabilità dell’approvvigionamento idropotabile in termini quali-quantitativi, rispetto alla situazione attuale fortemente vulnerabile e parcellizzata.
Per la realizzazione di questo intervento la Giunta regionale, con D.G.R. n. 26-8890 del 6 maggio 2019 ha quindi approvato lo schema di Convenzione tra Regione Piemonte, Iren Energia S.p.A., SMAT S.p.A. e Ente di governo d’Ambito n. 3 “Torinese”.
Quest’opera risulta pertanto di interesse della Regione Piemonte in quanto il Piano regionale di Tutela delle Acque 2007 contempla, nel “Programma di misure” delle “Aree idrografiche di Malone, Orco e Dora Baltea”, gli interventi di razionalizzazione del servizio di acquedotto e, in generale, per il potenziamento delle infrastrutture acquedottistiche nel Canavese.
Un acquedotto a servizio dell’intera area costituisce una risposta unitaria per un uso razionale del patrimonio idrico attuale dell’area e risulta coerente con le linee di intervento strategiche necessarie per affrontare i cambiamenti climatici in corso.
Questa azione è inoltre coerente con quanto previsto nella Revisione del PTA, adottata con D.G.R. n. 64-8118 del 14 dicembre 2018, sul differenziare le fonti di approvvigionamento idropotabili e promuove gli utilizzi plurimi (potabili, irrigui e idroelettrici) della risorsa idrica invasata, al fine di mitigare gli effetti delle ricorrenti crisi idriche.
Per la Regione Piemonte, la Convenzione prevede l’impegno a recepire nella programmazione territoriale l’assetto di utilizzo plurimo della risorsa, riconoscendo l’uso idropotabile come prioritario rispetto ad altri utilizzi.
Il costo complessivamente previsto dal Piano d’Ambito di ATO3 “Torinese”, nel periodo 2016-2024, per la realizzazione e la messa in esercizio dell’Acquedotto della Valle Orco è pari a € 152.540.000,00 tutti a carico della Tariffa del Servizio Idrico Integrato (SII).