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RIFIUTI 

L'argomento Rifiuti rientra negli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare nei seguenti:


Obiettivo 11
Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili



Obiettivo 12
Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

MISURE DI ECONOMIA CIRCOLARE PER I RIFIUTI

Siamo ormai prossimi al recepimento nel nostro ordinamento giuridico del pacchetto di misure sull’economia circolare, approvato in seduta plenaria dal Parlamento europeo il 18/04/18: tale documento comprende disposizioni di modifica di 6 direttive sui rifiuti, in particolare la direttiva “madre” 2008/98/Ce e le direttive sugli imballaggi, discariche, rifiuti elettrici ed elettronici (raee), veicoli fuori uso e pile. Le quattro direttive del “pacchetto economia circolare” del 30 maggio 2018 (849/2018/Ue, 850/2018/Ue, 851/2018/Ue e 852/2018/Ue) modificano come già citato la direttiva 2008/98/Ce e le direttive specifiche in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/Ce), discariche (1999/31/Ce), rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (2012/19/Ue), veicoli fuori uso (2000/53/ce) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/Ce).
Si ricorda che la L 117 del 4/10/19 ha delegato al Governo il compito di recepire le direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea: in particolare gli articoli 14-16 si riferiscono specificatamente alle direttive succitate.

Complessa risulta l’attuazione della direttiva 851/2018/Ue, che modifica la direttiva 2008/98/Ce e della direttiva 852/2018/Ue, che modifica a sua volta la direttiva 1994/62/Ce sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio.

Tra gli aspetti principali, che possono essere sintetizzati, vi sono:
  • la riforma del sistema di responsabilità estesa del produttore;
  • la modifica e l’estensione del sistema di tracciabilità informatica dei rifiuti;
  • la riforma del sistema delle definizioni e delle classificazioni;
  • la razionalizzazione del sistema tariffario al fine di incoraggiare l’applicazione della gerarchia dei rifiuti;
  • la riforma della disciplina relativa alla cessazione della qualifica di rifiuto;
  • l’agevolazione all’impiego di appositi strumenti e misure per promuovere il mercato di prodotti e materiali riciclati e lo scambio di beni riutilizzabili;
  • la riforma della disciplina sulla prevenzione della formazione dei rifiuti;
  • il riordino dell’elenco dei rifiuti e delle caratteristiche di pericolo.

Per la parte relativa alle discariche merita evidenziare, in termini sintetici, i seguenti principi e criteri specifici previsti:
  • riforma del sistema dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica;
  • adozione di una nuova disciplina organica in materia di utilizzazione dei fanghi, anche modificando la disciplina stabilita dal DLgs 99 del 27/01/92;
  • adeguamento al progresso tecnologico i criteri di realizzazione e di chiusura delle discariche, favorendo l’evoluzione verso requisiti tecnici di tipo prestazionali;
  • definizione di modalità, criteri generali e obiettivi progressivi per il raggiungimento degli obiettivi della direttiva in termini di percentuali massimi di rifiuti urbani conferibili in discarica.

Si evidenzia che per quanto riguarda la riforma del sistema di gestione dei veicoli fuori uso oltre a coordinare le disposizioni del DLgs 209 del 24/06/03, n. 209, con le disposizioni contenute nella succitata direttiva, si prevede, tra l’altro, di individuare forme di promozione e di semplificazione per il riutilizzo delle parti dei veicoli fuori uso utilizzabili come ricambio, nonché di rafforzare l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di tracciabilità dei veicoli, dei veicoli fuori uso e dei rifiuti derivanti dal trattamento degli stessi.

A livello di strategie e azione dell’Unione Europea merita evidenziare che a maggio 2019 è stato presentato l’aggiornamento della Strategia nazionale per la bioeconomia, con il relativo programma di attuazione, anche alla luce della nuova “European BioEconomy Strategy” che pone fortemente l’accento sulla necessità di orientare tutti i settori della bioeconomia verso la circolarità e la sostenibilità ambientale.
Sempre in tale contesto europeo si evidenza l’iniziativa promossa dalla Commissione europea per un Green Deal, che punta ad un nuovo modello di sviluppo in grado di rafforzare la competitività dell’industria europea, assicurando una transizione ecologica socialmente sostenibile, garantendo una tutela dell’ambiente e della biodiversità, nonché una strategia per il cibo sostenibile ed un nuovo piano d’azione per l’economia circolare. L’obiettivo è di arrivare al 2050 ad una neutralità climatica.
A dicembre 2019 è stato approvato dalla Commissione il Piano per il Green Deal che contiene una serie di strategie, piani di azioni e strumenti e successivamente il Piano degli investimenti (gennaio 2020). Nel mese di marzo è stato presentato un nuovo Piano d’azione per l’economia circolare per un Europa più pulita e più competitiva. Il Piano presenta una serie di iniziative collegate tra loro destinate a istituire un quadro strategico per i prodotti in cui gli stessi, i servizi e i modelli imprenditoriali sostenibili costituiranno la norma ed a trasformare i modelli di consumo in modo da evitare soprattutto la produzione di rifiuti.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche di supporto alla transizione verso un’economia circolare vanno segnalate anzitutto le innovazioni introdotte nel Piano Industria 4.0 e le connesse misure contenute nella legge di bilancio nazionale 2020. Con tale legge è stata istituita una plastic tax, con l’obiettivo di disincentivare l’uso dei prodotti in plastica monouso, esclusi i prodotti compostabili e i materiali riciclati, pari a 45 centesimi di euro per kg di plastica, prevedendo al contempo un credito di imposta per incentivare l’adeguamento tecnologico mirato alla produzione di manufatti compostabili.

Le azioni regionali

Attuazione delle Legge Regionale n. 1/2018, in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani

A seguito dell’approvazione della LR 1 del 10/01/18, che prevede l’introduzione di un nuovo sistema di governance del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, ritenuto strumento fondamentale per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi posti dalla pianificazione, nel corso dell’anno 2019 la Regione ha proseguito il ruolo attivo di coordinamento e di supporto ai consorzi di bacino coinvolti nello svolgimento delle attività propedeutiche alla fusione dei consorzi previste dalla legge, attraverso un periodico svolgimento di specifiche riunioni dei diversi tavoli di lavoro costituti a partire dall’anno 2018, nel corso delle quali sono stati esaminati gli aspetti tematici di riferimento ed affrontati gli argomenti e le problematiche e le criticità da approfondire e sviluppare.
Con DGR 53-8664 del 29/03/19 la Giunta Regionale ha provveduto all’approvazione dello Schema di convenzione - tipo per la costituzione della Conferenza d’Ambito territoriale regionale per l’organizzazione delle funzioni di ambito regionale, al fine di garantire il processo di riorganizzazione del livello di governance, relativo alle funzioni inerenti la realizzazione e gestione degli impianti a tecnologia complessa e all’avvio a trattamento della frazione residuale indifferenziata e del rifiuto organico, vista l’importanza e la strategicità del sistema.
Nel contempo, è stato attivato un tavolo di coordinamento regionale al quale sono invitati a partecipare le attuali Associazioni di ambito territoriale per la gestione dei rifiuti con lo scopo di facilitare la transizione delle funzioni delle medesime verso l'Ambito Territoriale Regionale, nonché di affrontare con omogeneità e lungimiranza le questioni che investono tali Associazioni durante questo delicato periodo, interessato anche da una modifica prevista e sicura, ma tutt’ora fluida nei contenuti, relativa alla disciplina nazionale in materia di rifiuti ed economia circolare.
A settembre/ottobre 2019, dopo un periodo di stallo al fine della ripresa di un confronto con i Consorzi e ad una ricognizione delle tematiche complesse e delle istanze che manifestano la necessità di ulteriori approfondimenti, sono stati effettuati specifici incontri territoriali con i Consorzi che non si erano ancora adeguati alle disposizioni di cui alla LR 1/18, per arrivare alla definizione di un percorso condiviso di avanzamento del processo di revisione della governance in materia di gestione dei rifiuti, relativamente in particolare alla costituzione dei Consorzi di Area Vasta e della Conferenza d’Ambito regionale.
Si è proseguita la Collaborazione con Università di Torino e del Piemonte Orientale inserendo anche lo studio di modelli e di esperienze nazionali ed internazionali di governance di comunità, consorzi e reti sul territorio, lo sviluppo di modelli e strumenti a supporto della rendicontazione di impatto di sistema e al decision-making di specifiche esperienze sul territorio piemontese.

Le risultanze dei suddetti incontri e approfondimenti hanno fatto emergere la necessità di procedere ad una parziale revisione delle disposizioni normative di cui alla LR 1/18, con riferimento in particolare alla prevista obbligatorietà della fusione dei Consorzi a livello provinciale ed alla modalità di costituzione e funzionamento della Conferenza di ambito regionale.
È stato attivato il percorso di predisposizione della proposta di modifica normativa che ha portato alla presentazione del DL 88 del 3/02/20.

Attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e dei Fanghi di Depurazione

Programmi di finanziamento

Nel corso del 2019 è proseguita l’attività relativa ai programmi di finanziamento approvati dalla Giunta regionale nel biennio precedente e finalizzati all’attuazione delle azioni prioritarie per il raggiungimento degli obiettivi di Piano relativi alla riduzione della produzione totale di rifiuti, alla riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati residuali, all’incremento della raccolta differenziata e del riciclaggio. In particolare:
  1. Contributi a singoli Comuni o ai Consorzi di bacino per progetti di riduzione della produzione di rifiuti tramite diffusione dell’autocompostaggio effettuato da utenze domestiche e non domestiche, secondo modalità che consentano l’inserimento nel calcolo della raccolta differenziata dei quantitativi di scarti organici così trattati. Nel 2019 è proseguita l’attività di monitoraggio sullo stato di avanzamento dei progetti finanziati nel 2017 (n. 32 progetti, per un ammontare complessivo di contributo concesso pari ad 840.962,23 euro), soprattutto per quanto riguarda la regolamentazione comunale dell’autocompostaggio, le attività di formazione delle utenze, le attività di verifica e controllo delle utenze iscritte negli “Albi compostatori comunali” ed il riconoscimento – alle utenze iscritte – di una riduzione del tributo comunale relativo alla gestione dei rifiuti urbani. Tutti i progetti si sono conclusi; sono stati coinvolti complessivamente 247 comuni per un totale di circa 80.000 utenze domestiche. Le risorse utilizzate per la concessione dei finanziamenti derivano dal contributo versato alla Regione per il recupero energetico di rifiuti urbani di provenienza extra-regionale negli anni 2015 e 2016.
  2. Programma quadriennale di finanziamento (2017-2020) a favore dei Consorzi per la gestione dei rifiuti urbani finalizzato a sostenere progetti che consentono di incrementare la raccolta differenziata e di diminuire il quantitativo pro capite di rifiuto indifferenziato residuo prodotto. Le risorse destinate a tal fine dalla Giunta sono pari a 9.000.000 euro, di cui il 40% (3.600.000 euro) riservato al Consorzio di Bacino 18 di Torino ed il 60% (5.400.000 euro) a favore degli altri Consorzi piemontesi; tali risorse derivano dal gettito del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti che, come previsto dall’art 38 LR 1/18, è interamente destinato all’attuazione della programmazione regionale in materia di rifiuti, nei limiti delle risorse effettivamente incassate.

Riguardo ai fondi riservati al Consorzio di Bacino 18 di Torino, nel corso del 2019 si sono svolte le attività finalizzate al monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi previsto dall’Accordo di Programma sottoscritto l’11 settembre 2018 tra la Regione Piemonte, il Comune di Torino - Consorzio di Bacino 18 e l’AMIAT spa per la riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani con passaggio dalla modalità di raccolta stradale a quella domiciliare per almeno 50.000 ulteriori abitanti rispetto a quanto già previsto dal vigente contratto di servizio tra la Città di Torino e l’Amiat spa. La riorganizzazione del servizio interessa complessivamente circa 115.000 residenti.
In data 14 novembre 2019 si è tenuta la seduta del Collegio di Vigilanza per la verifica dello stato di attuazione dell’Accordo di Programma, dalla quale è emersa la necessità di differire al 2020 il termine di chiusura contabile dell’Accordo stesso. Pertanto con successivo DPGR del 30/12/19 il termine di durata dell’Accordo di Programma è stato posticipato al 31/12/20.
Il confronto tra i dati del primo semestre 2018 e del primo semestre 2019 nei quartieri oggetto del I^ stralcio funzionale dell’Accordo evidenziano un incremento della raccolta differenziata ed una riduzione del rifiuto indifferenziato in linea con i risultati attesi (RD > 60%).

In merito invece al Programma di finanziamento a favore degli altri Consorzi piemontesi, nel corso del 2019 è proseguito il monitoraggio sullo stato di avanzamento dei progetti finanziati relativi alla I^ fase del Programma (anni 2017-2018), ossia:
  • n. 2 progetti relativi alla riorganizzazione del servizio di raccolta rifiuti da stradale a domiciliare, per complessivi 88.000 abitanti;
  • n. 2 progetti relativi alla misurazione almeno del quantitativo di rifiuto indifferenziato per l’applicazione della tariffa puntuale per complessivi 155.000 abitanti;
  • n. 4 progetti relativi all’ampliamento/adeguamento di n. 25 centri di raccolta consortili a servizio di circa 500.000 abitanti complessivi.

Tutti gli interventi si sono conclusi entro novembre 2019. Per gli interventi relativi alla riorganizzazione del servizio di raccolta rifiuti da stradale a domiciliare i dati provvisori relativi al 2019 nei comuni interessati evidenziano un incremento della raccolta differenziata ed una riduzione del rifiuto indifferenziato in linea con gli obiettivi dettati dal Piano regionale di gestione rifiuti urbani (RD > 65%, quantitativo pro capite di rifiuto indifferenziato residuo prodotto < 159 kg).

A seguito dell’ Avviso di avvio della II^ fase del Programma di finanziamento (anni 2019-2020) approvato nell’ottobre 2018, sono pervenute 14 istanze di contributo, di cui 12 ammissibili a finanziamento. Nel corso del 2019, sulla base delle risorse disponibili e fino a completamento della dotazione finanziaria del Programma quadriennale (5.400.000 euro), sono stati finanziati 8 progetti, di cui:
  • n. 3 progetti relativi alla riorganizzazione dei servizi di raccolta con modalità domiciliare per 241.000 abitanti complessivi;
  • n. 3 progetti relativi alla misurazione almeno del quantitativo di rifiuto indifferenziato per l’applicazione della tariffa puntuale per complessivi 33.000 abitanti;
  • n. 2 progetti relativi alla realizzazione di 2 nuovi centri di raccolta rifiuti e ampliamento/adeguamento di ulteriori n. 4 centri di raccolta consortili a servizio di circa 170.000 abitanti complessivi.

Tutti gli interventi sono in corso e dovranno concludersi entro novembre 2020.

Criteri di indirizzo e sperimentazioni

Nel mese di gennaio 2019 è stato firmato il Protocollo d’intesa tra Regione Piemonte e Consorzio Medio Novarese CMN, Consorzio Albese Braidese Servizi Rifiuti COABSER, Consorzio Intercomunale dei Servizi per l’Ambiente CISA, Consorzio Chierese dei Servizi CCS per una sperimentazione finalizzata all’analisi e diffusione di buone pratiche in ambito riduzione della produzione dei rifiuti (impegno complessivo 161.000 euro).
La sperimentazione di durata biennale (anni 2019 e 2020) è finalizzata alla messa a confronto di sistemi differenti finalizzati alla riduzione della produzione di rifiuti ossia raccolta domiciliare + tariffazione puntuale e raccolta domiciliare + sacco prepagato, anche in un ottica di predisposizione di eventuali misure retroattive di riorientamento del Piano in grado di mitigare effetti ambientali negativi. Come previsto nel Protocollo al termine del primo anno di attività sono state fornite, da parte dei 4 Consorzi interessati, le informazioni necessarie per la predisposizione di un primo documento di sintesi contenente un’analisi costi benefici anche in termini ambientali, una valutazione dei rischi ed opportunità di ciascuna scelta (misurazione puntuale o mediante sacco prepagato), un individuazione di specifici indicatori per il monitoraggio della sperimentazione. Parallelamente si è proceduto alla predisposizione dei relativi atti di liquidazione per le spese sostenute da ciascun Consorzio.

Attuazione del Piano Regionale di gestione dei Rifiuti Speciali (PRRS)

Nel 2019 sono proseguite alcune delle attività che nei prossimi anni dovranno essere sviluppate e implementate al fine di dare attuazione alle azioni previste nel Piano, tra le quali incentivare la realizzazione di un sistema impiantistico idoneo a trattare i rifiuti, incoraggiare le imprese all’applicazione di tecniche industriali volte a minimizzare gli scarti e al riciclo di questi nei cicli produttivi, attivare delle sinergie con i soggetti interessati per incoraggiare il mercato del recupero anche prevedendo servizi informativi che mettano in comunicazione domanda e offerta, coinvolgere Province/Città Metropolitana di Torino – in qualità di enti competenti al rilascio delle autorizzazioni, affinché si uniformino sul territorio regionale le autorizzazioni e si risolvano congiuntamente eventuali problematiche relative agli impianti autorizzati.

Nello specifico si è attivato un tavolo permanente con Confindustria (che sarà esteso a Province, Arpa e altre associazioni di categoria nel corso del 2020), al fine di coordinare e uniformare l'utilizzo della normativa dei sottoprodotti e dell' end of waste sul territorio regionale.

In particolare per quanto riguarda la riduzione della produzione di imballaggi in plastica, sia nel settore automotive, sia in quello alimentare, si è iniziato a lavorare al progetto “Reciplast – appRoccio all’Economia Circolare per il riciclo di imballi e componenti auto fine vita in PLAstica” (bando: Piattaforma tecnologica “bioeconomia” - Programma Operativo Regionale “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” FESR 2014/2020). Il progetto si pone come obiettivo di migliorare l’ecosostenibilità della plastica utilizzata nei settori dell’imballaggio alimentare e dell’auto, mediante la messa a punto di processi di separazione, riciclo e valorizzazione di quelle frazioni di scarti post-consumo e industriali che ad oggi presentano criticità nella loro capacità di riciclabilità e riuso. A partire dalle tecnologie attualmente sul mercato e, in particolare a disposizione di alcuni dei partner del progetto, si svilupperanno soluzioni tecnologiche innovative in grado da una parte di separare mediante processi di tipo termo-meccanico e chimico frazioni ad oggi non separabili, dall’altra di migliorare la qualità della separazione effettuata, tanto da ridurne in modo significativo la frazione non riciclabile. Si svilupperanno formulazioni e materiali da plastiche riciclate. Il progetto è iniziato il 30/06/19 (durata 30 mesi). Nello specifico il contributo al progetto del settore scrivente riguarda i seguenti temi:
  • mappatura regionale scarti e rifiuti;
  • analisi del quadro normativo relativo all’economia circolare;
  • valorizzazione del plasmix e altre plastiche miste;
  • definizione di buone pratiche per la gestione dei rifiuti.

Predisposizione, attuazione e gestione di altri Accordi di programma quadro, Accordi di programma, Protocolli d’intesa non indicati precedentemente

Accordo di Programma tra Regione Piemonte, Provincia di Torino, ATO-R, Comuni di Torino, Grugliasco, Rivalta di Torino. Orbassano e Rivoli e TRM SpA

L’accordo prevede la progettazione delle opere di compensazione ambientale del termovalorizzatore del Gerbido.
Si sono conclusi i lavori da parte del Comune di Beinasco, relativi alla “Riqualificazione energetica e ambientale nella Palestra Serao e scuola secondaria 1° grado Gobetti" finanziati in parte con fondi regionali per 600.000 euro ed in parte con la somma maturata a titolo di compensazione da TRM.
Per quanto attiene l’intervento di “Riqualificazione energetica e ambientale del complesso scolastico del Barocchio in Comune di Grugliasco”, finanziato in parte con fondi regionali per euro 600.000 ed in parte con la somma maturata a titolo di compensazione da TRM, a seguito della rideterminazione del finanziamento spettante alla Città Metropolitana di Torino a fine 2018 predisposto l’atto per la liquidazione del primo acconto a favore della Città Metropolitana e si è in attesa della trasmissione della documentazione di spesa e degli atti contabili relativi alla conclusione dell’intervento al fine di procedere all’erogazione del saldo.
Per quanto attiene il primo lotto funzionale del movicentro del San Luigi di Orbassano della linea FM5, finanziato in parte con fondi regionali per 1.200.000 euro ed in parte con la somma maturata a titolo di compensazione da TRM, valutato che tale finanziamento non può più essere utilizzato per il suo fine originario, con comunicazione del 7/06/19 è stato richiesto alla Città Metropolitana, soggetto beneficiario del finanziamento regionale, ed agli altri soggetti firmatari dell’AdP di proporre la riprogrammazione delle risorse su altri interventi, purché compatibili con le finalità date di compensazione ambientale.
Nel corso delle sedute dei Collegi di Vigilanza svolti nel 2019 si è discusso la riprogammazione di tali risorse e, verificata la coerenza oggettiva degli interventi proposti in tali riunione anche con il Piano della Qualità dell’Aria approvato nel 2019 dal Consiglio Regionale, con successiva comunicazione del 24/12/19, la Città Metropolitana ha trasmesso l’elenco degli interventi da realizzare, utilizzando le risorse pari a 1.200.000 euro in questione: Tali interventi sono relativi a:
  1. completamento pista ciclabile Via Nizza: nodo Piazza Carducci;
  2. pista ciclabile in Comune di Grugliasco per il collegamento fra Strada Antica di Grugliasco e rotatoria di Corso Torino-Strada della Pronda;
  3. efficientamento energetico del Complesso del Barrocchio in Comune di Grugliasco;
  4. realizzazione rotatoria sulla S.P. 174 funzionale al miglioramento della viabilità di accesso al San Luigi di Orbassano.

Protocollo d'intesa tra Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Associazione d’Ambito torinese per il governo dei rifiuti, Consorzi di Bacino, Aziende di gestione rifiuti e DEMAP srl

Il Protocollo è finalizzato al miglioramento della qualità degli imballaggi in plastica raccolti in modo differenziato, con particolare riferimento alla raccolta multimateriale.
Sono proseguite le attività a carico della Regione previste dal Protocollo e finalizzate a promuovere la raccolta multimateriale leggera plastica-metalli, a limitare gli scarti, a promuovere modalità per la valorizzazione dei flussi di imballaggi afferenti non a Corepla ma ad altri consorzi autonomi riconosciuti nel corso di validità dello stesso Protocollo (ossia fino al 31/03/19) ed a monitorare anche la parte di rifiuti derivante dalla raccolta monomateriale di plastica da imballaggi.
Con DGR 52-8663 del 29/03/19 è stato approvato un atto integrativo al Protocollo che prevede la sottoscrizione da parte del Consorzio CISA di Ciriè, Consorzio che ha avviato la raccolta multimateriale leggera e, a seguito della proroga dell’Accordo Quadro ANCI CONAI, la proroga del termine di validità del Protocollo stesso fino al 30/04/20.

Protocollo d’intesa “Azioni per favorire e valorizzare la donazione delle eccedenze alimentari e ridurre la produzione di rifiuti” tra Regione Piemonte, Federalimentare, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare Onlus e Unione Nazionale Consumatori

Scopo del protocollo, sottoscritto il 6/06/18 e della durata di 2 anni, è la realizzazione di attività che possano massimizzare l’avvio a donazione delle eccedenze alimentari comunque prodotte e ridurre la produzione di rifiuti, quali:
  • promuovere forme di sostegno a persone indigenti, attraverso il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari ad enti assistenziali e caritativi;
  • proporre meccanismi premiali (tra cui la riduzione della tariffa comunale sui rifiuti) a favore degli operatori economici che donano le proprie eccedenze, anziché destinarle a rifiuto;
  • diffondere la cultura dell’importanza di ridurre lo spreco alimentare;
  • comunicare e divulgare i risultati e le best practices che ne deriveranno;
  • realizzare e diffondere campagne di comunicazione e/o informazione sull’importanza della riduzione dello spreco alimentare.

La Regione, in particolare, è impegnata a sensibilizzare le Amministrazioni comunali sulle misure fiscali premiali previste dalla Legge Gadda (L 166/16), attivando un confronto finalizzato ad individuare criteri e strumenti da proporre ai Comuni per la riduzione della tariffa per il servizio di gestione dei rifiuti urbani a favore delle utenze non domestiche che donano le proprie eccedenze e proponendo uno schema standardizzato e condiviso per la comunicazione al Comune dei quantitativi di eccedenze devolute da parte delle utenze non domestiche al fine sia di implementare la conoscenza di tali quantitativi e pertanto dei rifiuti evitati grazie a questa buona pratica, sia di ottenere la riduzione della tariffa per il servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Nel corso del 2019, in particolare, si è partecipato ad incontri ed iniziative di comunicazione e sensibilizzazione, in collaborazione con altri soggetti pubblici e del terzo settore che si occupano di riduzione dello spreco alimentare (Città Metropolitana di Torino, Comune di Torino, Università, Uffici periferici Ministero Sanità - UVAC, soggetti del terzo settore).

Attività su emergenze regionali o extra regionali legate alla gestione dei rifiuti urbani

Emergenza rifiuti urbani in Regione Liguria – Trattamento di rifiuti urbani prodotti nella Città Metropolitana di Genova presso impianti piemontesi nel 2019

Nel corso del 2019 è proseguita l’attività (iniziata a fine 2014) a favore della Regione Liguria, consentendo il trattamento di rifiuti urbani liguri in sei impianti piemontesi situati nelle province di Alessandria, Asti, Biella e Cuneo. In particolare nel corso del 2019 dalla Città metropolitana di Genova sono giunte in Piemonte tra gennaio e dicembre 69.311 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati. Nel periodo compreso tra ottobre 2014 e dicembre 2019 sono stati trattati in Piemonte circa 540.000 tonnellate di rifiuti urbani prodotti dalla Città Metropolitana di Genova.
Riguardo al proseguimento di questa attività, su indicazione congiunta di entrambe le Regioni si è provveduto a redigere ed approvare da parte di entrambi gli Enti una apposita Intesa di validità triennale, all’interno della quale collocare i rapporti tra le due Regioni relativi alla gestione dei rifiuti, che finora erano stati gestiti mediante appositi nulla osta. Lo schema di tale Intesa – contenuto nella DGR 90-845 del 20/12/19 – è stato successivamente sottoscritto dai relativi Assessori: pertanto questa Intesa, avente tutti gli estremi per configurarsi come un atto di programmazione condivisa che va oltre l’emergenza sulla Città di Genova da cui è scaturita anni fa, rappresenta il risultato di un lungo lavoro, svolto in piena collaborazione istituzionale tra gli uffici competenti nel corso del 2019, e costituisce il contenitore entro il quale a partire dal 1 gennaio 2020 andranno a confluire tutte le attività di reciproco interesse tra le due Regioni in materia di rifiuti, ad iniziare dalla gestione dei flussi di rifiuti indifferenziati provenienti dalla Città Metropolitana di Genova e destinati ad alcuni impianti di trattamento situati in Piemonte. Sempre in tale Intesa viene stabilito per l’annualità 2020 un quantitativo massimo di 112.000 tonnellate di rifiuti liguri trattabili in sette impianti piemontesi, che in ogni caso – e ciò rappresenta un elemento di novità rispetto al passato - dal 1 gennaio 2020 non potranno più essere smaltiti all’interno del nostro territorio regionale.

Emergenza relativa al recupero dei fanghi di depurazione in agricoltura - Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale

In relazione all’evolversi della problematica riguardante la destinazione al recupero in agricoltura dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane – di cui al codice EER 190805 – che ha visto un sostanziale ed imprevedibile blocco dell’attività di alcune piattaforme di stoccaggio e trattamento finalizzate al recupero in agricoltura, si è reso necessario provvedere per vie emergenziali. In attesa che lo Stato, competente in materia, definisse a livello nazionale le modalità con le quali gestire tale rifiuto, la Regione Piemonte, al pari di altre Regioni italiane, ha provveduto ad emettere una apposita Ordinanza in merito, contenuta nel Decreto PGR 77 del 21/09/18: tale Ordinanza, reiterata per due volte nel corso del 2019 e la cui scadenza allo stato attuale è marzo 2020, ha lo scopo di evitare conseguenze di estrema gravità che avrebbero potuto avere ricadute devastanti sulle attività di depurazione delle acque reflue urbane nonché sull’imprenditoria piemontese. L’ordinanza, basata sull’articolo 191 del DLgs 152/06, evidenzia modalità operative e deroghe a favore di impianti di stoccaggio e trattamento di tali fanghi, allo scopo di assicurarne una corretta gestione in attesa delle disposizioni nazionali, e mantenendo sistematicamente informati tutti gli enti coinvolti in questa particolare filiera.

Emergenza relativa alle conseguenze degli eventi alluvionali avvenuti tra ottobre e novembre 2019 in Piemonte

A seguito degli eventi alluvionali avvenuti a fine 2019 la Regione Piemonte è immediatamente intervenuta con due apposite Ordinanze contenute rispettivamente nei DPGR 59 del 26/10/19 e 70 del 3/12/19. Scopo di tali atti è stato quello di consentire la gestione dei rifiuti alluvionali e dei detriti (questi ultimi in genere dovuti ad eventi franosi che hanno riguardato strade, ma anche situazioni critiche afferenti agli alvei di fiumi e torrenti) permettendo il ricorso a particolari forme di gestione ditali materiali secondo criteri e competenze dettate nell’ordinanza stessa: sono state previste in proposito alcune deroghe, motivate e circoscritte, finalizzate a garantire la massima garanzia ambientale a fronte della necessità di riattivare nel minor tempo possibile la fruibilità di strade ed abitazioni per la ripresa delle attività.

Rapporto di Monitoraggio del Piano di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione

Nel corso del 2019 si è conclusa l’attività finalizzata alla redazione del primo Rapporto di Monitoraggio ambientale, documento predisposto secondo quanto previsto nel Piano di Monitoraggio Ambientale, di cui Allegato C della DCR 140-14161 del 19/04/16 (delibera di approvazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e dei fanghi di depurazione PRGRU).
Il documento è l’esito di un lavoro di raccolta e valutazione dei dati relativi agli indicatori di monitoraggio (stato, descrittivi e prestazionali) scelti per il Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani.
Il monitoraggio, inoltre, come peraltro già definito nel percorso di VAS, è da intendersi come monitoraggio integrato del PRGRU e dà seguito all’interrelazione tra i due strumenti che inizia in fase di pianificazione e continua in fase di attuazione.
Questo documento include pertanto non solo la verifica dell’attuazione del PRGRU e il raggiungimento dei suoi obiettivi, ma anche la valutazione degli effetti ambientali generati dal Piano stesso. Infatti, il monitoraggio, nel periodo di cogenza del Piano rifiuti, consentirà, in caso di necessità, di applicare misure correttive o migliorative rispetto a quanto previsto dallo stesso Piano, al fine di ridurre gli effetti negativi o indesiderati sia rispetto ai risultati attesi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia riguardo alla programmazione relativa ad altri settori.
Questo Primo Rapporto di Monitoraggio contiene innanzitutto un inquadramento generale del contesto, finalizzato in particolare ad evidenziarne i nuovi elementi significativi suddivisi nelle tematiche “Ambiente”, “Rifiuti” (Cap. 2). A seguire il resoconto dello stato di attuazione degli strumenti/azioni previsti dal PRGRU (Cap. 3), “obiettivi generali” e “priorità di piano”; il monitoraggio del set di indicatori che verificano l’attuazione del PRGRU e il grado di raggiungimento di obiettivi e target ove previsti (indicatori di stato, indicatori descrittivi e prestazionali – capp 4-6) ed infine le considerazioni conclusive e la valutazioni di eventuali misure correttive (cap 7).

Le attività principali che hanno permesso la redazione di questo documento sono state:
  • la costituzione di un gruppo di lavoro con ARPA Piemonte per l’analisi degli indicatori descrittivi, avente lo scopo di aggiornare i valori emissivi degli impianti e gli indicatori di impatto, nonché i coefficienti di conversione in sostanze equivalenti dei parametri di emissione in aria ed acqua. Nel mese di giugno 2019 l’ARPA ha trasmesso la relazione finale avente il seguente titolo: “Collaborazione alla predisposizione di report annuali e pluriennali relativamente agli indicatori descrittivi previsti nel PMA di cui alla DCR 140-14161 del 19/04/16;
  • la predisposizione del testo definitivo con valutazione degli indicatori di stato, degli indicatori descrittivi e degli indicatori prestazionali e redazione del capitolo finale con analisi dei suddetti indicatori, descrizione delle azioni di Piano adottate e proposta di revisione degli indicatori individuati nel PMA di cui alla DCR 140-14161 del 19/04/16;
  • l’approvazione del primo Rapporto di Monitoraggio ambientale con determinazione dirigenziale n. 669/A1603A del 30/12/19.

Come previsto nel Piano di Monitoraggio Ambientale la frequenza di aggiornamento del Rapporto di Monitoraggio è biennale.

Piano di Monitoraggio Ambientale
(All. C della DCR 140-14161 del 19/04/16)

Nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) relativa al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani in collaborazione con Arpa Piemonte è stato elaborato un modello che consente di effettuare la valutazione degli scenari alternativi proposti dal Piano e di eseguire successivamente il monitoraggio degli indicatori "descrittivi", rappresentativi delle ricadute ambientali determinate dall’applicazione dello scenario scelto per la redazione del Piano.
Il modello prende in considerazione gli impatti associati ai diversi tipi di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, evidenziando l'entità delle modificazioni generate a seguito dei consumi di risorse e dei rilasci nell'ambiente.
Esso si rifà, come impostazione, alle tecniche della Life Cycle Assessment (Analisi del ciclo di vita), strumento comunemente utilizzato fin dalla prima metà degli anni ‘90 per la valutazione degli effetti ambientali di scenari di gestione di rifiuti.
Nel modello elaborato sono state applicate alcune modifiche rispetto all’approccio classico dell’applicazione della LCA per adattarlo agli obiettivi ed al livello di programmazione contenuta nel Piano regionale.
Il processo di valutazione dei carichi ambientali avviene principalmente attraverso l’identificazione e quantificazione dell’energia prodotta e consumata e delle emissioni in aria e acqua, quantificando gli input ed output per ogni singola sezione del sistema integrato di trattamento dei rifiuti indifferenziati (impianti di trattamento, di recupero energetico e di smaltimento).
Lo schema complessivo prevede la predisposizione, per ogni impianto di trattamento o di smaltimento, di una scheda che comprende un set di indicatori strettamente connessi con le azioni di trattamento e smaltimento rifiuti, riguardanti i consumi e recuperi energetici, emissioni atmosferiche, emissioni idriche, consumi idrici, rifiuti solidi generati.
Al fine di consentire il confronto tra i vari scenari e, in questo caso specifico, per valutare gli effetti dell’attuazione del Piano in fase di monitoraggio, è stato definito un sistema di indicatori confrontabili utilizzando indicatori sintetici di categorie di impatto, tratti dalle tabelle allegate alle Linee guida IPPC relative agli aspetti economici ed agli effetti incrociati (Luglio 2006), nelle quali vengono consigliate le categorie di impatto da utilizzarsi per valutazioni ambientali.
Gli indicatori di categorie di impatto, scelti in quanto rappresentativi degli effetti ambientali più rilevanti, sono i seguenti:
  • potenziale di tossicità umana
  • potenziale di tossicità per l’ambiente acquatico
  • potenziale di riscaldamento totale
  • potenziale di acidificazione
  • potenziale di eutrofizzazione
  • potenziale di creazione fotochimica di ozono.

Il lavoro di analisi degli indicatori descrittivi previsto nel Piano di Monitoraggio Ambientale è iniziato nell’anno 2018 con l’obiettivo di aggiornare il modello di valutazione sulle tipologie impiantistiche, quali coincenerimento, discariche, trattamento meccanico-biologico, sia per quanto riguarda i dati direttamente misurabili (consumi, emissioni, ...)
Per la complessità dell’argomento in questione, l’aggiornamento del modello è stato affidato ad Arpa Piemonte che, nell’ambito delle proprie attività di supporto alla Regione, ha costituito uno specifico gruppo di lavoro che comprende personale della sede centrale e personale dei Dipartimenti. Si è innanzitutto provveduto ad aggiornare i dati inseriti nel modello al fine di permettere il calcolo del carico ambientale iniziale (in termini di impatto sulla salute e sull’ambiente), da utilizzare come livello di partenza (sui dati 2016) nel monitoraggio del Piano Rifiuti. È stato necessario dunque procedere alla ricerca di dati sui carichi ambientali derivanti dalle diverse tipologie di impianti presenti nel Piano dei Rifiuti Urbani nonché all’aggiornamento dei dati sui fattori di conversione dei suddetti carichi ambientali per trasformarli nei fattori di impatto previsti dal modello. Si è deciso di procedere su un doppio binario: da un lato Regione ed Arpa hanno individuato dati bibliografici su pubblicazioni o su banche dati normalmente utilizzate per le LCA, dall’altro Arpa ha effettuato una ricerca di dati diretti provenienti dagli impianti di trattamento piemontesi (in particolare sfruttando i dati dei Piani di Monitoraggio e Controllo dei vari impianti). Quest’ultima ricerca ha portato alla condivisione di dati su termovalorizzazione, coincenerimento, trattamento di bioessiccazione, trattamento di biostabilizzazione e produzione di CDR, compostaggio/digestione anaerobica e discariche. Questi dati sono stati esaminati in dettaglio e, a livello generale, è emerso che i dati che possono essere raccolti da impianti realmente operanti nella realtà regionale sono sicuramente preferibili a quelli reperibili in letteratura; questi ultimi devono essere utilizzati, dopo attenta valutazione critica, solo in caso di mancanza di dati diretti. In particolare, si è visto che i dati disponibili direttamente sono in grado di coprire la maggior parte dei carichi ambientali che poi, attraverso i fattori di conversione, vengono convertiti dal modello in fattori di impatto sulla salute umana, sul clima, sulle acque etc.
È stato inoltre deciso che, ferma restando la struttura del modello, risulta appropriato provvedere alla ricerca ed aggiornamento dei soli carichi ambientali ai quali sono associati dei fattori di conversione che li trasformano negli impatti complessivi sull’ambiente e sulla salute.
Tali attività sono proseguite nell’anno 2019, arrivando alla messa a punto di un modello utilizzabile per effettuare il monitoraggio ambientale. Tale modello è stato utilizzato per quantificare gli impatti ambientali legati agli anni 2016, 2017 e teorici 2020 di cui al capitolo 5 del primo Rapporto di Monitoraggio ambientale.
Lo studio qui descritto che ha portato all’aggiornamento del modello dal titolo: “Collaborazione alla predisposizione di report annuali e pluriennali relativamente agli indicatori descrittivi previsti nel PMA di cui alla DCR 140-14161 del 19/04/16”.

Incendi in impianti di trattamento rifiuti e pianificazione della Prevenzione

Anche nel 2019 sono continuate le attività per contrastare il fenomeno degli incendi presso gli impianti di trattamento rifiuti - un'emergenza degli ultimi 4 anni che ha coinvolto soprattutto il nord Italia.
A livello regionale l’attenzione sull’argomento è stata alta, la Commissione regionale Ambiente, la Commissione speciale per la promozione della cultura della legalità e il contrasto dei fenomeni mafiosi avevano attivato nel corso del 2018 un’indagine conoscitiva inerente gli episodi di incendio ai magazzini di impianto di trattamento rifiuti differenziati verificatisi in Piemonte. L’inchiesta che ha coinvolto oltre il Consiglio e la Giunta regionale anche i Noe, l’Arpa, la Città metropolitana di Torino e i Vigili del Fuoco si è conclusa con la DCR 356-1818 del 22/01/19. Dall’indagine è emersa la necessità di una più assidua attività di controllo e di una maggiore sensibilizzazione verso i gestori degli impianti. L'adeguatezza delle filiere industriali in termini di capacità di smaltimento e di soluzioni tecnicamente innovative insieme ad autorizzazioni semplici e chiare sono la migliore forma di prevenzione.

Nel 2019 il lavoro si è in particolare concentrato sulle attività di prevenzione di fenomeni di incendio negli impianti a seguito delle disposizioni di cui all’art. 26 – bis della L 132 del 1/12/18 così come specificate dalla Circolare ministeriale prot. 2730 del 13/02/19 che hanno previsto l’obbligo di predisporre un apposito “piano di emergenza interna” (PEI) per tutti i gestori degli impianti di stoccaggio e trattamento di rifiuti, esistenti o di nuova costruzione, nonché la predisposizione del Piano di Emergenza Esterna (PEE), elaborato dal prefetto d’intesa con le regioni e gli enti interessati sulla base delle informazioni fornite dai gestori stessi.

Nello specifico a seguito di alcune richieste pervenute dalle Prefetture per dar riscontro alle disposizioni della succitata normativa è stato attivato un gruppo di lavoro tra Regione Piemonte, Arpa Piemonte e Province/Città Metropolitana di Torino per condividere le informazioni e le esperienze al fine di garantire omogeneità di comportamento sul territorio piemontese e condividere una prima ipotesi di percorso metodologico da sottoporre all’attenzione delle Prefetture e sviluppare successivamente con le peculiarità di ciascun territorio.
Infatti considerato il numero dei soggetti potenzialmente coinvolti (in Piemonte ci sono circa 2.000 impianti autorizzati di cui, secondo le dichiarazioni tratte dal Modello Unico di Dichiarazione Ambientale con i dati relativi al 2017, risulterebbero operativi 1.200 gestori di rifiuti), si è rilevata, in particolare, la necessità di una maggiore specificazione sui criteri di valutazione delle categorie impiantistiche più critiche al fine di definire, in sede di predisposizione del Piano di emergenza esterna, delle priorità di intervento in modo da concentrare le forze sugli impianti a maggior rischio.
A tal proposito si sono caratterizzati gli impianti sulla base della tipologia di rifiuti trattati (codice EER) riducendo di fatto a circa 350 impianti quelli con il maggior rischio di incendio.
In questo contesto Arpa ha avviato la realizzazione di un sistema di conoscenza sul controllo degli impianti (partendo da quelli che effettuano il recupero di carta e materiali plastici) al fine di prevenire i fenomeni di incendio, a supporto dei soggetti istituzionali che operano sul territorio regionale.
Questa attività prevede la creazione di una base dati e di un servizio informativo integrato e accessibile sul Geoportale di Arpa Piemonte che sfruttando le banche dati e i principali sistemi informativi su cui è possibile realizzare un primo strato di conoscenza sul tema degli incendi degli impianti di trattamento dei rifiuti - il Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD), il sistema di gestione anagrafica regionale dei soggetti sottoposti ad autorizzazione ambientale (ANAGAMB), i dati del Gestore Anagrafi Unificate (GAU) e del sistema informativo geografico agenziale - consente le seguenti fruizioni:

  • verificare, con il supporto di un servizio geografico, la dislocazione territoriale di soggetti autorizzati alla gestione di rifiuti potenzialmente infiammabili (principalmente imballaggi di carta e plastica);
  • evidenziare per quali di questi impianti si è già verificato uno o più fenomeni di incendio a partire dal 2015 (dagli elenchi in possesso dell’Arpa);
  • evidenziare quali di questi impianti è stato oggetto di verifiche e controlli (di qualsiasi genere) da parte di Arpa nel periodo 2017/2018.
Riferimenti

Sul pagina web dedicata ai Rifiuti del sito della Regione Piemonte  è possibile trovare le informazioni inerenti la produzione e la gestione dei rifiuti urbani, le azioni regionali, il Sistema Informativo Rifiuti, i rifiuti speciali e la normativa del settore.
Sul sito web Dati.Piemonte.it è possibile acquisire direttamente le informazioni inerenti la produzione dei rifiuti urbani effettuando un download dei dati (formato csv).