risposte
Torna su

CONTRATTI DI FIUME E CONTRATTI DI LAGO: LE POLITICHE DI LIVELLO LOCALE

L’argomento rientra in diversi Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare nell'Obiettivo 16:

Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile

Target
16.7 Garantire un processo decisionale responsabile, aperto a tutti, partecipativo e rappresentativo di tutti i livelli


I Contratti di Fiume e di Lago possono essere identificati come processi di programmazione negoziata e partecipata volti al contenimento del degrado e alla riqualificazione dei territori dei bacini idrografici. Tali processi si declinano in maniera differenziata in armonia con le peculiarità dei bacini, in correlazione alle esigenze dei territori, in risposta ai bisogni e alle aspettative locali. Costituiscono pertanto una metodologia di lavoro “intelligente” e operativa per trasferire a livello locale misure pianificatorie di area vasta e per questo sono stati inseriti come Misure Chiave, KTM26-P5-a108, nel Piano di Gestione distrettuale (PdG Po).
Rappresentano una metodologia di lavoro che coinvolge le politiche e le attività di soggetti pubblici e privati, per la condivisione di decisioni in ambito locale, nel rispetto delle reciproche competenze istituzionali, per loro natura pertanto sono processi lunghi ed è necessaria la loro permanenza nel tempo per renderli efficaci.
Per le loro caratteristiche possono rappresentare il mezzo attraverso cui integrare tra loro le politiche settoriali e ottimizzare le risorse e le programmazioni economiche.

In questo momento di particolare crisi economica nel quale le risorse necessarie a sostenere le politiche ambientali e di sviluppo locale saranno sempre più contenute, i territori che riusciranno a lavorare in un contesto di collaborazione, avranno maggiori possibilità di invertire la tendenza al degrado e perseguire obiettivi di riqualificazione ambientale e sviluppo sociale ed economico.
In tale accezione sono stati riconosciuti nel “Documento Strategico Unitario per la programmazione economica 2014-2020 dei fondi europei a finalità strutturale - DSU” (DGR 1-6617 dell’11/11/13) come strumenti per l’approccio integrato e lo sviluppo territoriale.
In Regione Piemonte sono attualmente presenti, a diverso livello di attività, 12 Contratti di Fiume e 3 Contratti di Lago.

La tematica dei Contratti da alcuni anni coinvolge ormai l’intero territorio italiano grazie al loro inserimento nel Codice dell’Ambiente (art. 68-bis DLgs 152/06).
A seguito di questo riconoscimento normativo, per espandere ulteriormente l’esperienza dei Contratti, si è creato un Tavolo di lavoro a livello Nazionale e si è avviata una linea di finanziamento con il progetto CREIAMO PA, nell’ambito del PON governance, per creare un substrato di conoscenza omogeneo in tutte le regioni sui processi partecipativi legati alla valorizzazione e alla tutela della risorsa acqua e degli ambienti ad essa connessi.
La Regione Piemonte è una delle due regioni attivamente coinvolte nel Comitato di Indirizzo del Progetto. Attualmente i lavori sono volti a corsi di formazione differenziati tra Regioni che hanno già una esperienza significativa nella conduzione di Contratti che hanno bisogno di confronti su aspetti problematici e Regioni che muovono i primi passi e la cui necessità è quella di una formazione di base integrata con un affiancamento operativo delle Regioni con maggiore esperienza.
Un altro punto fondamentale è quello della creazione dell’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume che permetterà di avere la situazione della diffusione e delle caratteristiche dei Contratti in Italia.

Per ulteriori approfondimenti, visita la pagina del sito istituzionale della Regione Piemonte dedicata ai Contratti di Fiume.

Tabella 1
Stato dell’arte in Piemonte dei Contratti di Fiume e di Lago

CORSI D’ACQUA

Stato di Attuazione

Ente Responsabile

n. Comuni coinvolti

Torrente Sangone

sottoscritto nel 2009

Città metropolitana di Torino

15

Torrente Belbo

sottoscritto nel 2010

Provincia di Asti

57

Torrente Orba

sottoscritto nel 2010

Provincia di Alessandria

18

Torrente Agogna

sottoscritto nel 2015

Provincia di Novara

34

Alto Po

firmato il protocollo di intesa nel 2013

Parco del Po Cuneese

33

Torrente Bormida

firmato il protocollo di intesa nel 2013

Regione Piemonte

86

Torrente Stura di Lanzo

firmato il protocollo di intesa nel 2013, attualmente in fase di VAS

Città metropolitana di Torino

36

Torrente Scrivia

firmato il protocollo di intesa nel 2013

Provincia di Alessandria

61

Torrente Erro

firmato il protocollo di intesa nel 2010, connesso al Contratto del Bormida

Provincia di Alessandria

11

Fiume Dora Baltea

firmato il protocollo di intesa nel 2018 nell’ambito del progetto ALCOTRA “Eau Concert II”

Regione Piemonte

84

Torrente Pellice

firmato il protocollo di intesa nel 2014, ultimata la procedura di VAS

Città metropolitana di Torino

16

Torrente Chisola

firmato il protocollo di intesa nel 2018

Comune di Volvera

21

Torrente Tiglione

firmato il protocollo di intesa nel 2020

Provincia di Asti

14

Area Umida

firmato il protocollo di intesa nel 2019

Provincia Vercelli

28

LAGHI

Stato di Attuazione

Ente Responsabile

n. Comuni coinvolti

Laghi di Avigliana

sottoscritto nel maggio 2017

Città metropolitana di Torino

3

Lago di Viverone

sottoscritto nel febbraio 2016

Provincia di Biella

10

Lago Cusio

firmato il protocollo di intesa nel 2018

Ecomuseo Cusius, Prov. VCO, Novara

16

Figura 1
La contrattazione nell'ambito dei Contratti di Fiume

Figura 2
La Dora Baltea

Figura 3
Il lago di Avigliana

Contratto di Zona Umida della Pianura Risicola Vercellese

La Provincia di Vercelli ha partecipato, in partenariato con dieci enti appartenenti a sei paesi europei, al bando promosso dalla Comunità Europea nell’ambito del Programma Interreg-MED 2014/2020 ottenendo il finanziamento complessivo pari a 234.495 euro per le attività del progetto WETNET - “Gestione coordinata e in rete delle zone umide del Mediterraneo”.
L'obiettivo generale è quello di favorire il coordinamento e il miglioramento dell'efficacia della gestione e della pianificazione delle aree umide attraverso la definizione e la sperimentazione di strategie integrate, ovverosia mettendo a punto uno strumento definito ”Contratto di Zona Umida” basato sull'esperienza dei Contratti di Fiume.
Il Progetto europeo WETNET prevedeva l'attuazione di una governance multilivello per la zona umida artificiale delle risaie della pianura basso-vercellese, al fine di salvaguardare i fontanili e gli elementi della rete ecologica lungo i corpi idrici irrigui che veicolano le loro acque e specie ed habitat di interesse conservazionistico, con particolare riguardo anche alla riduzione dell’impatto dei prodotti fitossanitari.
È stato avviato un processo volontario e concertato con i Comuni della Bassa Vercellese per perseguire obiettivi condivisi di sviluppo, tutela e riqualificazione del territorio partendo dall’elemento acqua e fiume, volto alla sottoscrizione del “Contratto di Zona umida della Pianura risicola vercellese”.
Il "Protocollo d'Intesa per la realizzazione del Contratto di Zona Umida della Pianura Risicola Vercellese" è stato sottoscritto nell’ottobre 2019 da tutti e 28 Comuni dell'area WETNET, dall'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, dal Parco naturale del Po piemontese, dall'Ente di gestione delle aree protette del Ticino e lago Maggiore, dalla Provincia di Vercelli e da Regione Piemonte. La Cabina di regia sarà allargata anche all’Ente Nazionale Risi.
Al momento è in fase di allestimento la documentazione per sottoporre a VAS il Piano d’Azione.

Consulta la pagina dedicata alle Aree Naturali Tutelate della Relazione Stato Ambiente 2019.

Figura 4
Area umida Fontana Mora Crova (VC)

Contratto di Fiume del Torrente Tiglione

La Procedura di Infrazione 2018/2249, con la quale l’Italia è stata messa in mora per insufficiente applicazione della direttiva 91/676/CEE, ha coinvolto anche la Regione Piemonte, con la richiesta di designare come Zona vulnerabile ai nitrati di origine agricola anche il bacino idrografico del torrente Tiglione, a causa del suo stato eutrofico.
La sottoscrizione del Protocollo d’intesa per il Contratto di fiume del Torrente Tiglione, che rappresenta il secondo step di un percorso avviato con l’Accordo di Programma “Patto per il Tiglione” per la condivisione e il reciproco interesse all’attuazione del "Contratto di fiume del Torrente Tiglione”, è avvenuta il giorno 11/02/20 tra Regione Piemonte, Province di Asti e Alessandria e 14 Comuni.
La Regione Piemonte già nel 1° Piano di Gestione di distretto del Po (2015) aveva riscontrato, sulla base dei dati di monitoraggio ambientale regionale effettuato da Arpa Piemonte (sessennio 2009-2014), il mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità per il torrente Tiglione per una pressione puntuale di origine civile e una pressione agricola diffusa.
La Regione ha previsto, quindi, interventi per l’adeguamento del comparto depurativo e del collettamento, per i quali è stato possibile ottenere un contributo del 50% da parte del Ministero dell’Ambiente. I fondi sono stati già assegnati all’Ente di Gestione dell’Ambito 5 ed era stato previsto l’appalto dei lavori entro giugno 2020 e la conclusione dei lavori per la risoluzione delle criticità di servizio e ambientali sul comparto depurativo nei Comuni della Valle del Tiglione entro la fine del 2021.
Per contenere l’inquinamento agricolo diffuso le Province di Asti e di Alessandria hanno partecipato al bando regionale che finanzia gli interventi di riqualificazione dell’ecosistema fluviale piemontese con un progetto volto a realizzare interventi per 756.000 euro. Il progetto di riqualificazione si sviluppa sulle sponde destra e sinistra dell’intero torrente, per tutta la sua lunghezza pari a 26 Km, dalla sorgente nel Comune di Vigliano d’Asti alla sua confluenza con il Tanaro nel Comune di Masio (AL), attraversando il territorio di 10 Comuni.
Il progetto è stato calibrato utilizzando i risultati dello studio “MIRIAM”, effettuato dal Dipartimento DISAFA dell'Università di Torino (Scienze Agrarie e Forestali), che ha individuato una delle più importanti criticità del bacino: il ruscellamento dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti nel corso d’acqua e le possibili misure per la sua riqualificazione.
La misura più efficace consiste nella realizzazione di una fascia tampone, ossia un'area ricoperta da vegetazione erbacea, arbustiva e arborea permanente, ai margini dei campi adiacenti il corpo idrico.
L’intervento prevede, inoltre, l’eliminazione degli esemplari morti e/o poco cresciuti della vegetazione presente, costituita da robinia, salice bianco/nero e da diverse specie esotiche e invasive, con lo scopo di favorire la vegetazione autoctona, i popolamenti stabili e la funzionalità idraulica dell’alveo. Si prevede di effettuare, all’interno dell’alveo e nelle aree boscate limitrofe, misure per prevenire e controllare gli impatti negativi delle specie esotiche invasive.
Con questi due interventi e la sottoscrizione del “Patto per il Tiglione” la Regione Piemonte ha ritenuto inizialmente sufficiente la risposta alla PI 2018/2249, ma la Commissione europea ha chiesto di designare comunque come ZVN l’intero bacino e di predisporre per il Tiglione un Programma d’azione specifico, che sarà quindi predisposto nell’ambito del nascente Contratto di fiume del Torrente Tiglione.
Al momento si sta lavorando alla predisposizione dell’Abaco delle Azioni per il CdF e contestualmente si stanno portando avanti le due azioni sul comparto civile e sulla riqualificazione fluviale.

Contratto di Lago per il Cusio

Il lago d’Orta, gravemente inquinato sin dagli inizi del secolo scorso a causa di scarichi industriali, 30 anni fa è stato sottoposto ad un enorme processo di riequilibrio del suo chimismo con il ripristino di condizioni di normalità, avvenute con pieno successo. Ad oggi è il più importante caso al mondo di “rinascita di un lago ”. Come il successo di allora è stato reso possibile grazie anche ad altre importanti misure adottate dalla comunità sociale, come la nascita del consorzio acque reflue industriali, così oggi la stessa comunità, della generazione successiva, stimola tutti a continuare in questa direzione di tutela, che ancor oggi è importantissima, perché senza di questa, che va però agita in modo continuativo, organizzato e coinvolgente, la situazione generale non potrebbe che peggiorare a causa delle forti pressioni antropiche a cui è sottoposto l’intero bacino. Infatti oltre alle numerose aziende, che ancor oggi fortunatamente, producono attorno al lago, il turismo sta diventando una realtà enorme, bellissima e importantissima, ma non esente da pericoli e impatti negativi sull’ambiente.
In tale visione lo strumento del Contratto di Lago per il Cusio appare come lo strumento adeguato per un “governo partecipato” del territorio a cui possano contribuire, in modo attivo ma ordinato, tutti i portatori di interesse, sia che siano cittadini del luogo, sia che siano associazioni sportive o culturali, sia che siano imprenditori. Il positivo riscontro, determinato il larga parte per l’amore per “questo luogo” da parte di tutti i firmatari, è il segnale più forte che induce Ecomuseo Cusius, promotore di tale iniziativa, ad andare avanti con convinzione e fiducia.
Firmato il protocollo di intesa il giorno 1 dicembre 2018 con 86 firmatari, nel 2019 si è provveduto alla redazione dei numerosi documenti per la fase di pre-Valutazione Strategica Ambientale, la cosiddetta fase di “scoping” sia approfittando dell’aiuto di una tesista, sia con risorse proprie di Ecomuseo Cusius, e sempre con l’aiuto di Province e Regione Piemonte. Per il 2020 ci si sta attrezzando per la stesura definitiva del documento di Valutazione Ambientale, che sarà completato entro il 2020.
A fianco del lavoro documentale sono state svolte tante attività sul territorio, a cui hanno partecipato sia molte amministrazioni comunali sia moltissimi “enti non istituzionali” che nel frattempo hanno raggiunto il numero totale di 107. Si sono organizzate molte giornate di pulizia e di raccolta di immondizia lungo strade e sentieri, sia come singoli comuni sia in modo aggregato; inoltre i club di sommozzatori con altre associazioni affiancate hanno dato vita a tre giornate di pulizia dei fondali del lago. Il successo delle iniziative è stato garantito grazie al passa parola delle varie squadre di subacquei e di Legambiente, che hanno provveduto anche alla classificazione dei rifiuti raccolti in base alla normativa europea; tutto il materiale raccolto è poi stato regolarmente smaltito secondo le procedure di ogni comune. Altrettanto numerose sono state le occasioni di incontro, conferenze, dibattiti pubblici, a cui si è partecipato raccogliendo sempre molti consensi, e nuovi amici. Di particolare successo sono state una serie di conferenze naturalistiche con cui si sono portati a conoscenza del grosso pubblico gli importantissimi segni di rinascita del lago d’Orta e del suo ecosistema.
Negli ultimi mesi si sono inoltre ricevute le richieste di adesione al Contratto di Lago per il Cusio da parte di moltissime scuole , praticamente tutti gli istituti scolastici, nonché gli atenei della zona. Tutto questo consenso stimola ulteriormente i promotori ad insistere in questa direzione, avvicinandosi ad un pubblico giovane, motivato e molto attento, a cui ci si augura di poter trasmettere in futuro il testimone.