Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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RISCHI NATURALI

La protezione dai Rischi naturali e in particolare la riduzione del numero di persone coinvolte in frane e alluvioni e i movimenti sismici, rientra negli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile in particolare nell' Obiettivo 13:

Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico


La regione, densamente popolata (oltre 4 milioni di abitanti), economicamente attiva e sede di importanti infrastrutture e reti di comunicazione, risulta fragile nella sua esposizione ai rischi naturali. S’intende per rischio naturale il numero atteso di perdite umane, feriti, danni alle proprietà e interruzioni di attività economiche, in conseguenza di processi d’instabilità che naturalmente si sviluppano sul territorio.
Il Piemonte, situato al margine occidentale della pianura padana, è occupato per circa il 49% del suo territorio dai rilievi montuosi delle Alpi e degli Appennini, che lo delimitano su tre lati come un arco. Tale struttura morfologica rende peculiare il clima della regione, che risulta zona di scontro del-le masse d'aria continentali provenienti dalla piana del Po, dell'umidità proveniente dal Mediterraneo e delle correnti atlantiche nord-occidentali. I rilievi favoriscono i processi di convezione delle masse umide e la conseguente intensificazione delle precipitazioni che a loro volta determinano fenomeni di allagamento nelle aree fluviali, di piene torrentizie e l’innesco di frane lungo i versanti.

Analizzando i dati storici del periodo 1850-2000, la regione è statisticamente colpita in settori diversi da eventi alluvionali (intendendo come tali quelli che interessano almeno due bacini idrografici) con ricorrenze medie di un evento ogni 18 mesi circa.
Nel settore Alpino, particolari condizioni nivo-meteorologiche possono inoltre causare un’altra tipologia di processi d’instabilità naturale: le valanghe.

Il territorio regionale è altresì soggetto a terremoti: il contesto tettonico e i regimi geodinamici attivi portano la regione ad essere sede di attività sismica, generalmente modesta dal punto di vista energetico, ma notevole come frequenza. I terremoti nell’area si verificano principalmente lungo due direttrici, note come arco sismico piemontese e arco sismico brianzonese, convergenti verso sud nelle Alpi Marittime.

La prima segue l’andamento dell'arco alpino occidentale nella sua parte interna, in corrispondenza del massimo gradiente orizzontale della gravità presente in prossimità del margine di contatto tra i rilievi alpini e la pianura piemontese occidentale.

La seconda, caratterizzata da una maggiore dispersione, segue l'allineamento dei massicci cristallini esterni, lungo il Fronte Pennidico. Una diffusa sismicità, seppur con minori frequenze, caratterizza anche i rilievi centrali e sud-orientali della regione, in particolare nell’Appennino settentrionale.

 aree in frana

Il SIFraP (Sistema Informativo Fenomeni Franosi in Piemonte) è la componente della Banca dati Geologica di Arpa che raccoglie le informazioni relative ai dissesti di versante (avvenuti in passato o in atto) documentati e/o riconoscibili attraverso il rilevamento diretto o il telerilevamento. Le informazioni sono organizzate secondo diversi livelli di approfondimento. Il primo livello è stato compilato per circa 37.200 fenomeni franosi rilevati in Piemonte e permette di ottenere un indicatore sullo stato del territorio: la percentuale di territorio in frana (comunemente indicata come indice di franosità). Il significato di tale indice non è da intendersi in termini di incremento o decremento annuale, in quanto la sua variazione nel tempo è quasi impercettibile; inoltre l’aumento della superficie in frana non è generalmente legata unicamente all’attivazione di nuovi fenomeni franosi ma spesso ad un miglioramento della conoscenza del territorio. L’indice di franosità tuttavia rappresenta un importante indicatore a scala comunale, provinciale e regionale della vulnerabilità del territorio collinare/montano. La raccolta di informazioni al 2° livello di approfondimento (attualmente disponibili per 733 fenomeni franosi, di cui 28 realizzati ex-novo nel 2020), invece, permette di ottenere un quadro maggiormente dettagliato in merito ai fenomeni franosi di maggior rilevanza che nel corso dell’anno hanno interessato il Piemonte. Su un numero limitato di casi (attualmente 12) vengono realizzate delle schede monografiche di maggior dettaglio (3° livello di approfondimento).

Figura 1
Fenomeni franosi analizzati al 2° e 3° livello di approfondimento



Fonte: Arpa Piemonte

In rosso le frane per le quali sono disponibili informazioni di secondo livello di approfondimento, in blu quelle al terzo livello di approfondimento.

Figura 2
Servizio “SIFraP - Sistema Informativo Frane in Piemonte"



Apri la mappa a schermo intero


Il servizio rende disponibile le informazioni estratte dal SIFraP relative a fenomeni franosi di varia ti-pologia presenti sul territorio regionale.

Nel corso del 2020 è stato effettuato un approfondimento di studio della frana di crollo che ha interessato il 26 dicembre 2019 la parete nordest del Monviso.

I nuovi dati sono stati riportati in una relazione SIFraP di III livello.

Figura 3
Monviso, crollo sulla parete nordest

Fotografia scattata il 4 agosto 2020 durante uno dei sopralluoghi effettuati per rilevare le caratteristiche strutturali dell'ammasso roccioso.

Consulta anche la sezione Clima Impatti Permafrost per l'approfondimento sul crollo del Monviso.

Annualmente con i dati del SIFRAP viene aggiornano l’inventario dei fenomeni franosi in Italia (Progetto IFFI) gestito da ISPRA. A partire dal 2020 i dati dell’inventario nazionale sono consultabili dalla nuova Piattaforma web Idrogeo. La piattaforma consente la consultazione di dati, mappe, report, foto, video e documenti dell’Inventario IFFI, la condivisione sui social e il download dei dati. E’ accessibile con i diversi tipi di dispositivo (smartphone, tablet, desktop) ed è sviluppata in open source. Le sue principali funzionalità sono il caricamento/aggiornamento multiutente via web dei dati delle frane dell’Inventario da parte delle Regioni, la segnalazione di nuove frane sul territorio e la creazione di report.

Nel corso del 2020 la base dati SIFRAP è stata utilizzata per effettuare un’analisi di rischio sperimentale dei fenomeni franosi ascala regionale, utilizzando la metodologia già messa a punto per la Direttiva Alluvioni. Per la definizione dei elementi esposti si è fatto riferimento ai dati resi disponibili dalla BDTRE Regionale edizione 2019, integrata con i dati del del 15° Censimento della popolazione e delle abitazioni realizzato da ISTAT nel 2011 e con quelli della carta dell’uso del suolo della Regione Piemonte, edizione 2012.

Le elaborazioni sono state integralmente implementate all'interno del geodatabase di Arpa Piemonte, permettendo così di aggiornare in modo estremamente semplice e rapido l’interno processo di analisi, sia in seguito alla modifica delle basi dati, come ad esempio l’aggiornamento annuale della BDTRE e dei relativi elementi antropici coinvolti o delle perimetrazioni dei dissesti, sia in seguito alla modifica delle tabelle e le matrici di calcolo.

I dati ottenuti sono stati utilizzati in prima battuta per la classificazione dei fenomeni franosi compresi nella RERCOMF a supporto delle attività di pianificazione e gestione della rete di monitoraggio.

ATTIVITÀ SISMICA

Nel corso del 2020 la rete sismica regionale ha rilevato 724 terremoti di magnitudo maggiore o uguale ad una magnitudo locale (ML, o Magnitudo Richter) di 1,0, di cui 99 localizzati internamente ai confini piemontesi e 126 entro 25 km.

All’interno del territorio regionale i terremoti usualmente interessano prevalentemente le Alpi Occidentali, con una distribuzione allineata in corrispondenza del margine di contatto tra i rilievi alpini e la pianura piemontese occidentale.

Circa due quinti dei terremoti osservati in Piemonte si sono verificati tra le Alpi Cozie meridionali e le Alpi Marittime e circa un quinto dei sismi è stato localizzato nelle Alpi del Torinese, entro 20 km di profondità.

L'indicatore Movimenti sismici è previsto dall'Agenda 2030 all'obiettivo 13. Lotta contro il cambiamento climatico.

Figura 4
Terremoti - anno 2020



Fonte: Arpa Piemonte

Tabella 1
Distribuzione dei terremoti rilevati internamente ai confini regionali - anno 2020


Sismicità in Piemonte (ML≥1) - anno 2020

Settori geografici piemontesi

N. sismi

Magnitudo (ML)

Profondità

(km)

Terremoti con magnitudo ≥ 3 ML

(località, magnitudo, profondità, data e ora)

Rilievi alpini sud-occidentali

42

1.0-2.9

5-22

-

Rilievi alpini nord-occidentali

20

1.0-3.4

3-20

Val Sangone, (Coazze, TO), 3.4 ML, 14 km, 2020/03/29 07:11:34 UTC

Rilievi alpini nord-orientali

3

1.0-2.0

7-11

-

Settori sud-orientali

15

1.1-3.1

10-47

Novese (Cassano Spinola, AL), 3.1 ML, 21 km, 2020/09/11 09:28:53 UTC

Rilievi meridionali

5

1.0-2.0

9-13

-

Rilievi collinari centrali

5

1.1-3.0

14-56

Langhe (Barbaresco, CN), 3.0 ML, 14 km, 2020/01/19 05:22:05 UTC

Pianura orientale

1

1.5

12

-

Pianura occidentale

7

1.0-2.1

6-83

-

Torinese

1

1.0

45

-


Fonte: Arpa Piemonte

ATTIVITÀ VALANGHIVA SIGNIFICATIVA

Il 2020 è sicuramente un anno peculiare per la formazione di “bocche di balena” nel manto nevoso e per il distacco di valanghe da slittamento.
Il fenomeno si è osservato fino a metà gennaio per poi rallentare e riprendere da metà febbraio.

Figura 5
Grossa “bocca di balena” fotografata il 19 marzo 2020 nei pressi del Colle della Maddalena (Argentera, CN)


Fonte: Archivio Arpa Piemonte


La causa va ricercata nelle nevicate abbondanti di novembre 2019 che hanno coperto un suolo relativamente caldo formando uno strato basale umido che ha favorito lo slittamento della neve.
Questo strato è rimasto tale per un lungo periodo grazie all’importante spessore del manto nevoso che ha isolato l’interfaccia suolo/neve dalla temperatura dell’aria, sia dal freddo che dal caldo.
Il fenomeno si è ripresentato, anche se in maniera meno diffusa, durante gli ultimi mesi dell’anno con l’avvio della stagione invernale 2020-2021 che ha visto il depositarsi della prima neve nuovamente su suolo caldo.
Questa condizione determina prima del distacco della valanga, l’apertura delle cosiddette “bocche di balena” che sono delle rotture per trazione, ossia delle fessurazioni che interessano l’intero manto nevoso.
Per comprendere meglio questo fenomeno occorre chiarire che il manto nevoso al suolo, in funzione della morfologia e micro morfologia del pendio si muove verso valle. Questo tipo di movimento lento (al contrario delle valanghe che sono un movimento veloce) viene assorbito dalla neve che si comporta come un materiale viscoso formando fessurazioni e curiose pieghe nel manto nevoso.

Figura 6
Pieghe e fessurazioni del manto nevoso osservate in zona Bardonecchia (TO) il 12 gennaio 2020

Fonte: archivio Arpa Piemonte

I primi distacchi di valanghe da slittamento hanno interessato i ripidi pendii soprattutto esposti a sud e caratterizzati da substrato roccioso o prativo (con erba lunga aduggiata) quindi contraddistinti da un minor attrito nell’interfaccia suolo/neve, mentre nelle zone meno favorevoli il manto è rimasto fessurato per molto tempo.

incidenti da valanga

La stagione invernale 2019-20 si colloca al dodicesimo posto per il numero di incidenti registrati nel periodo 1985-2020 al pari delle stagioni invernali 1995-96, 1998-99, 2004-05, 2006-07, 2015-16: il dato si presenta notevolmente più basso rispetto alle dieci stagioni invernali precedenti, fatta eccezione per l’anno 2015- 16.
Uno dei motivi che spiega questa notevole flessione di incidenti rispetto alle scorse stagioni invernali risiede nell’epidemia del Coronavirus (CODV-19) che ha interessato l’Italia, e il resto del Mondo, da fine febbraio. In seguito al dilagare della pandemia sono stati emanati numerosi provvedimenti per limitare gli spostamenti da casa che hanno impedito il proseguimento della stagione scialpinistica ed escursionistica con le finalità di ridurre i contagi e di sgravare il sistema sanitario dai possibili incidenti in ambiente innevato.

Figura 7
Distribuzione del numero di incidenti negli ultimi 35 anni.

Fonte: Arpa Piemonte

La linea tratteggiata e la linea intera descrivono rispettivamente la media (5.8 incidenti/anno) e la tendenza polinomiale.

Nel corso del 2020 sono stati registrati 2 incidenti da valanga: il primo si è verificato a marzo (nella parte finale della stagione invernale 2019-2020), mentre il secondo nel mese di dicembre (inizio stagione invernale 2020-2021). Gli incidenti sono stati registrati nei settori delle A. Marittime Occidentali e delle A. Cozie Nord di confine. Il totale delle persone travolte ammonta a 3 di cui 2 sono rimaste illese e 1 ferita; fortunatamente non si sono registrate vittime.
L’incidente di marzo è avvenuto con un grado di pericolo 3-Marcato mentre quello di dicembre è avvenuto con un grado di pericolo 2 – Moderato

L’incidente più significativo è quello registrato a dicembre che ha causato il ferimento del travolto.
Nella mattinata di domenica 13 dicembre 2020 un gruppo di tre scialpinisti percorrono un itinerario di sci ripido, risalendo sci ai piedi il Canale Nord Ovest della Punta 4 Sorelle nel comune di Bardonecchia.
Il gruppo riferisce che, quando si trova a circa 100m dalla cima, provoca delle fratture nel manto nevoso che si propagano anche per 5-10m con rumori di assestamento. Due dei compagni decidono allora di fermarsi giudicando troppo pericoloso proseguire fino in vetta e scendono circa 30m fermandosi in un punto riparato ad aspettare l’amico. Nel frattempo, il terzo componente del gruppo arriva in cima e subito dopo inizia la discesa.
Dopo poco provoca la rottura di un piccolo lastrone che, data la pendenza, lo fa precipitare passando a fianco dei compagni (che lo stavano aspettando) per fermarsi quasi 500m di dislivello più a valle.

Figura 8
La zona di distacco

Fonte: Arpa Piemonte

Si nota la placca da vento che si è successivamente staccata al passaggio dello sciatore (perimetrata in nero).
Il cerchio arancione indica la posizione in cui i due componenti del gruppo hanno deciso di fermarsi: sono visibili le loro tracce di discesa sul bordo sinistro della placca.

I compagni scendono rapidamente per prestare soccorso e trovano il travolto semisepolto, con testa e un braccio fuori dalla neve. I numerosi urti contro le rocce rendono necessario l’intervento dell’elisoccorso che trasporta il ferito con politraumi e ferite in ospedale. Il lastrone seppur di piccole dimensioni, con una larghezza di circa 50m e un’altezza al distacco di 50-60cm, percorre quasi 500m di dislivello a causa della conformazione del pendio e della pendenza.

Figura 9
Traiettoria del canale

Fonte: Arpa Piemonte

Il cerchio azzurro indica la zona di distacco mentre la linea blu la traiettoria del canale interamente percorso dalla valanga. La foto del riquadro è relativa alla zona di accumulo della valanga.

RENDICONTI NIVOMETRICI

Per maggiori dettagli relativi alla stagione 2019-2020 2020-2021 consultare gli aggiornamenti sul sito di Arpa Piemonte

(link rendiconto 2020-2021 riguardante l’incidente non ancora attivo, uscirà in autunno).

IL BOLLETTINO VALANGHE

Al seguente indirizzo si accede alla pagina di Arpa Piemonte dedicata al Bollettino valanghe.
Sulla pagina si trovano i link per consultare:
Bollettino Aineva: dove sono presenti i bollettini di tutte le regioni e provincie autonome afferenti all’AINEVA, Associazione Interregionale per lo studio della NEve e delle VAlanghe, di cui fa parte anche la Regione Piemonte, rappresentata da Arpa Piemonte in seguito al trasferimento delle funzioni normato dalla L.R. 28/2002.
Bollettino regionale (pdf), dove è possibile trovare pubblicato l’ultimo bollettino disponibile;
Bollettino regionale (web) dove, oltre al bollettino aggiornato, rimangono a disposizione tutti i bollettini della stagione in corso e molti prodotti e informazioni riguardanti il pericolo valanghe.

TELEGRAM

E’ possibile consultare il bollettino valanghe anche attraverso il servizio valanghePIE di Telegram che inoltre trasmette in automatico le immagine del Piemonte con il pericolo valanghe quando è maggiore di “3-marcato”.


VIDEO BOLLETTINO

Nel 2020, a causa dell’epidemia da Coronavirus (CODV-19) che ha determinato un lungo periodo di restrizioni, la produzione del video bollettino è stata fortemente ridotta: ne sono stati realizzati solamente 10.
A metà marzo si è infatti deciso di interrompere la pubblicazione del video bollettino, rivolto principalmente ai frequentatori della montagna invernale, proprio a causa delle restrizioni in atto finalizzate, oltre alla riduzione dei contagi, allo sgravio del sistema sanitario dai possibili incidenti in ambiente innevato.
video bollettino del 2020 con messaggio riguardante l’emergenza sanitaria.

Mailing-list ai professionisti della montagna

Nel 2020 Arpa Piemonte ha proseguito l’invio della mailing-list ai professionisti della montagna (Guide Alpine, Rifugi, Aziende Turistiche Locali, Società di impianti di risalita, Maestri di sci, Soccorso Alpino, Sezioni CAI) e a tutti gli utenti che ne fanno richiesta. Il venerdì pomeriggio viene inviata una breve sintesi delle condizioni del pericolo valanghe per il fine settimana con i link aggiornati al video bollettino e al bollettino valanghe. Il servizio è proseguito anche nel periodo durante il quale non è stato prodotto il video bollettino, corredando le informazioni con documentazione fotografica.



EVENTI METEOPLUVIOMETRICI E CRITICITÀ IDROLOGICHE 2020

Di seguito si riportano le analisi condotte a scala regionale delle situazioni nelle quali si è verificato un evento di moderata o elevata criticità per il rischio idrogeologico ed idraulico in almeno una zona di allerta, ai sensi della classificazione adottata in Piemonte dal disciplinare “Il Sistema di Allertamento e la risposta del sistema regionale di protezione civile” approvato con Delibera di Giunta Regionale del 30 luglio 2018, n. 59-7320.
 
L’anno 2020 in Piemonte è stato il 6° più caldo degli ultimi 63 anni, con una temperatura media di circa 10.6°C ed un’anomalia termica media attorno a +1.1°C rispetto alla climatologia del periodo 1971-2000. L’anno va a chiudere il decennio più caldo sulla regione a partire dagli anni ’60. L’apporto delle precipitazioni totali annue è stato pari a 936.1 mm, con un deficit di 50 mm (pari al 5%) portando il 2020 ad essere il 24° anno meno piovoso a partire dal 1958. In tale anno, tuttavia, si è verificato l’evento alluvionale dei giorni 2-3 ottobre 2020, in cui il 2 ottobre è risultato il giorno più piovoso dell’intera serie storica dal 1958 ad oggi con 110.5 mm medi sul territorio piemontese.

 Arpa Piemonte ha seguito l’evolversi degli eventi meteorologici, avvenuti nel corso del 2020 attraverso il Centro Funzionale Regionale, che ha garantito l’attività di previsione e monitoraggio dei fenomeni ad essi associati, a supporto del sistema di Protezione Civile Regionale.


Eventi temporaleschi maggio - giugno 2020
I mesi di maggio e giugno 2020 sono stati caratterizzati da un’elevata e duratura instabilità atmosferica, che ha favorito il verificarsi di numerosi eventi temporaleschi. La precipitazione cumulata tra il 9 maggio ed il 18 giugno 2020, per complessivi 40 giorni riporta valori di oltre 500 mm nel biellese e nel verbano, con un massimo secondario su torinese.
Le giornate del 10 e 11 maggio hanno registrato precipitazioni abbondanti dapprima sul Piemonte occidentale e quindi sul biellese e verbano; nell’evento del 15-16 maggio 2020 nuovamente il biellese e quindi saluzzese e cuneese, zone prealpine e bassa val Vermenagna; nel mese di giugno è stata la volta del torinese, con una serie di eventi intensi che hanno interessato Torino e comuni limitrofi.
Spiccano gli eventi del 9, 15 e 18 giugno 2020 che si sono abbattuti sul comune di San Mauro Torinese che hanno provocato le ripetute esondazioni del Rio Sant’Anna.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento.


Eventi temporaleschi 1-2 agosto 2020
Nella giornata di sabato 1°agosto le precipitazioni hanno iniziato a interessare dapprima i settori prealpini e, in seguito, le aree pianeggianti della regione. Il giorno successivo, 2 agosto, si sono registrate piogge importanti nel settore sud-occidentale della regione, con picchi locali nell’alessandrino. Interessate anche le pianure del vercellese. Gli scrosci più intensi hanno determinato locali innalzamenti dei corsi d’acqua del reticolo secondario nelle zone Belbo - Bormida e Pianura torinese - colline. In particolare, il torrente Versa ad Asti ha superato il livello di pre-soglia di allerta. Nella giornata di lunedì 3 agosto il settore meridionale della regione è stato interessato ancora da fenomeni precipitativi.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento.


Evento temporalesco 17 agosto 2020
Nel pomeriggio del 17 agosto 2020, a partire dalle zone prealpine occidentali, si sono sviluppati alcuni temporali particolarmente violenti, in movimento verso est. Un sistema temporalesco verso le h 15:30–16:00 locali ha investito Torino con grandine e violenti rovesci. Si evidenziano, in particolare, valori superiori ai 20 mm in 10 minuti e 50 mm in mezz’ora per le stazioni di Torino Via della Consolata e Giardini Reali. Inoltre sono stati molto significativi i valori orari di precipitazione superiori ai 70 mm per la stazione d Torino Via della Consolata (TO) e ai 60 mm per Torino Giardini Reali (TO); queste ultime hanno registrato precipitazioni cumulate in 1 ora con tempo di ritorno stimato prossimo ai 100 anni. Anche i venti sono stati significativi, con raffiche che hanno superato i 50 km/h nel Torinese.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento.



Eventi temporaleschi 28-30 agosto 2020
Nella giornata di venerdì 28 agosto le precipitazioni hanno interessato principalmente la Svizzera, il verbano e il bacino del Toce. Il giorno successivo, sabato 29 agosto, le piogge si sono estese su tutti i settori montani settentrionali e l’appennino alessandrino dei bacini di Scrivia ed Orba. Gli scrosci più intensi hanno determinato improvvisi e repentini incrementi dei livelli dei corsi d’acqua del reticolo secondario e principale restando comunque al di sotto delle soglie. Nella giornata di domenica 30 agosto le precipitazioni si sono concentrate maggiormente sui settori settentrionali, in maniera diffusa sul verbano.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento.


Eventi temporaleschi 20-22 settembre2020
Nella giornata di domenica 20 settembre a partire dalle 14:00 temporali intensi accompagnati da vento forte hanno interessato il comune di Saluzzo (CN) e zone limitrofe.
Nella giornata di martedì 22 settembre precipitazioni intense si sono riversate sul saluzzese a partire dalle 13:00 per circa un paio d’ore.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento.


Evento 2-3 ottobre 2020
Tra il 2 e il 3 ottobre 2020 il Piemonte è stato interessato da precipitazioni eccezionali per intensità, che hanno interessato l’intera regione, con particolare insistenza nelle zone dell’alta val Tanaro, biellese, vercellese e verbano. La fase di maltempo ha avuto nella giornata del 2 ottobre le precipitazioni più intense, in particolare sul settore settentrionale della regione e al confine con la Liguria nell’alta val Tanaro. Durante la giornata del 3 ottobre 2020 le precipitazioni hanno ulteriormente coinvolto il Verbano con valori localizzati significativi. Dopo una pausa nel pomeriggio di sabato, un’ulteriore fase perturbata, di più modesta entità, ha coinvolto prevalentemente i settori settentrionali della regione nella giornata di domenica.

Le intense e copiose precipitazioni hanno generato sui corsi d’acqua del reticolo principale e secondario della regione, onde di piena eccezionali che, nei bacini del Toce e del Sesia, hanno superato i livelli di riferimento storici dell’evento di ottobre 2000 e sull’alto Tanaro quelli del novembre 2016. Ovunque gli incrementi di livello sono stati repentini e, anche nelle sezioni di chiusura di bacini estesi, il colmo si è raggiunto al massimo in 12 ore.
Si è trattato di un evento estremo con ricorrenza più che duecentennale nel bacino dell’alto Tanaro, duecentennale sul Sesia, mentre sul Toce la piena è stata più contenuta con tempi di ritorno di circa 50 anni. Nei bacini di Dora Baltea, Orco e Stura di Lanzo i tempi di ritorno sono di poco inferiori ai 20 anni, mentre lungo l’asta del Po e il tratto terminale del Tanaro la gravità dell’evento è stata minore.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento.

ANALISI DELLE ALLERTE METEOIDROLOGICHE PER CODICE ANNO 2020

La figura mostra i numeri di allerte, diverse da VERDE, emesse nell'anno 2020 per i cinque diversi fenomeni meteoidrologici considerati nel Bollettino e per le 11 zone di allerta in cui è diviso il Piemonte.

Figura 10
Numero codici di allerta per zona e per fenomeno - anno 2020

Figura 11
Mappe di allerta meteoidrologica - anno 2020

Figura 12
Le 11 zone di allerta del Piemonte


Nelle mappe sono riportati i numeri delle allerte emesse, diverse da VERDE, divise per codice colore e per zona, per l'anno 2020. In questa rappresentazione non si evidenziano le diverse tipologie di fenomeno valutate per l'emissione del codice colore, ma solo il totale dei codici emessi con lo stesso colore.

Sono conteggiate, e sommate per codice, tutte le allerte emesse , anche nella stessa area, per ogni giorno o frazione di giorno, di previsione.

Si noti che la valutazione del livello di allerta NON prevede un codice colore ROSSO per i temporali perché in quel caso i fenomeni sarebbero associati a condizioni meteo perturbate e diffuse di tale intensità che si determinerebbe lo scenario di criticità idrogeologica rossa e l'informazione sarebbe quindi ridondante.
Nella valutazione del livello di allerta per NEVE, legato ai disagi alla mobilità dovuti alla presenza di forti nevicate o presenza di neve al suolo, viene considerata solo la viabilità al di sotto dei 1300m.
La stima del rischio valanghe viene effettuata sulla base delle previsioni nivo-meteorologiche e della possibile evoluzione delle condizioni del manto nevoso in grado di determinare uno scenario di evento. Nelle zone G-H-I-L e M, pianure e appennino orientale, non è prevista l'emissione del codice colore per il rischio valanghe. Nelle restanti aree i codici colore emessi si riferiscono alle possibili situazioni di rischio di valanghe relativo alle aree antropizzate. Per la valutazione del pericolo valanghe al di fuori di questi contesti (tipicamente per escursioni in ambiti montani) è necessario riferirsi al Bollettino neve e valanghe (BNV).

RILIEVI DEI PROCESSI E DEGLI EFFETTI AL SUOLO, EVENTO 02-03 OTTOBRE 2020


Tra il 2 e il 3 ottobre 2020 il Piemonte è stato interessato da precipitazioni molto intense. In particolare, nel nord Piemonte sono stati colpiti i bacini dei torrenti Cervo ed Elvo, del Fiume Sesia e del Fiume Toce, mentre nel Sud Piemonte sono state particolarmente colpite le Valli Vermenagna, Gesso, Tanaro e le Valli Monregalesi.

A partire dai giorni immediatamente successivi l’evento sono stati organizzati i sopralluoghi conoscitivi finalizzati alla definizione del quadro degli effetti al suolo. Come di consueto i rilievi sono stati coordinati tra Arpa e i Settori Tecnici Regionali di Cuneo, Biella e Vercelli, il Settore Geologico e il Settore Difesa del Suolo di Regione Piemonte e con i tecnici provinciali, che si occupano delle attività di propria competenza, legate al censimento dei danni e alle verifiche finalizzate alle successive azioni di pianificazione.

A fine 2020 stati censiti ed ubicati, in forma puntale circa 340 fenomeni di dissesto. Le informazioni sono state dedotte oltre che da rilievi diretti, da segnalazioni pervenute da comuni ed enti locali e provinciali, testate giornalistiche e informazioni pubblicate su internet. Sui corsi d’acqua principali interessati dall’evento è in corso il rilievo morfologico di dettaglio per raccogliere informazioni in merito alle aree inondate o allagate, ai principali depositi e processi erosivi, agli elementi morfologici significativi e ai massimi battenti idrometrici raggiunti durante l’evento.

Figura 13
Quadro dei processi di dissesto puntuali rilevati


Fonte: Arpa Piemonte

PIEMONTE SETTENTRIONALE


Durante l’evento di ottobre il Piemonte settentrionale è stato interessato in prevalenza da processi di tipo fluvio-torrentizio, con piene a carico dei fiumi Sesia e Toce, e dei torrenti Elvo e Cervo colate detritiche sviluppatesi lungo le valli del reticolo idrografico minore. Si sono verificati limitati fenomeni gravitativi di versante (frane e smottamenti) in particolare nella Valle Strona di Omegna.

PROCESSI FLUVIALI E FLUVIO-TORRENTIZI

 Fiume Sesia

Nell’evento del 2 e 3 ottobre 2020 si è registrata una piena che ha interessato l’alveo del Sesia nella sua interezza: nella porzione di alto bacino i flussi ad elevata energia hanno inondando le aree golenali, modificato la posizione dei canali attivi, attivato estesi fenomeni sia di erosione spondale che di fondo.

A Varallo, frazione Roccapietra, la piena fluviale ha causato una intensa erosione laterale a carico della sponda convessa.

A Borgosesia la piena ha riattivato un antico canale del Sesia ed allagato Regione Isola; le acque del fiume non hanno superato l’argine a lato dell’edificato per poche decine di centimetri risparmiando il rione da danni ancor più gravi.

A Gattinara, a seguito del passaggio dell’onda di piena, una pila del ponte della strada statale che collega Romagnano a Gattinara ha ceduto causando il crollo di due campate.

Figura 14
Fiume Sesia



Profonda erosione di sponda che ha causato l’asportazione di gran parte del terreno su cui insiste l’aviosuperficie di frazione Roccapietra (VC)


Ponte tra Gattinara e Romagnano.

Fonte: Archivio Arpa Piemonte

Nella porzione di basso bacino le acque del Sesia e del reticolo idrografico secondario hanno poi alluvionato tutte le aree golenali e in alcuni casi hanno superato le difese danneggiandole.
A valle di Romagnano e fino alla confluenza del torrente Cervo si sono registrate erosioni spondali che hanno causato l’asportazione di tratti del sistema arginale; da segnalare il superamento delle difese da parte dei deflussi in sinistra idrografica a monte dell’autostrada A4 con allagamento delle strutture della Casa sul Fiume e del Centro Tecnico Federale Sci Nautico.

L’acqua, attraverso i sottopassi dell’autostrada, si è accumulata a ridosso della sponda sinistra del Canale Cavour, causandone lo sfondamento in corrispondenza del Cavo Sfregio. A San Nazzaro e Villata l’argine ha subito in più punti sormonti, cedimenti e sifonamenti con conseguente allagamento dei terreni retrostanti.

Nei pressi di Cascina Castel Merlino la rottura dell’argine ha permesso alle acque di giungere sino a Bivio Sesia con allagamenti di strade e edifici, raggiunta anche una parte dell’abitato di Borgo Vercelli.

La propagazione della piena del Sesia, nell’area a Nord e Sud di Vercelli, ha portato all’allagamento di una vasta area comprendente diversi territori comunali; la piena ha anche interessato la fitta rete di canali irrigui che hanno a loro volta esondato ed allagato altre aree interessando in alcuni casi alcuni centri urbani.

Fiume Toce

Le intense precipitazioni del 2 e 3 ottobre 2020 hanno innescato per lo più processi di alluvionamento delle piane limitrofe all’asta fluviale e processi di erosione spondale dei tributari.

Alcuni centri abitati come Pallanzeno, Vogogna, Premosello e alcune frazioni di Ornavasso sono stati interessati da parziali allagamenti sia a strade che edifici.

Il torrente Strona, tributario del Toce, ha allagato alcune zone dell’area industriale di Omegna ridosso della Strada Statale; ha inoltre danneggiato gli argini a protezione di alcuni edifici artigianali e il pilone della tangenziale di Omegna.

Figura 15
Fiume Toce




Gravellona Toce, area alluvionata con interessamento delle attività commerciali.



Omegna, danni all’area
Fonte: archivi Arpa Piemonte


Torrente Cervo

Le ingenti piogge del 2 e 3 ottobre 2020 nella parte alta della valle Cervo hanno innescato principalmente processi di dinamica fluviale a carico del torrente Cervo e dei suoi affluenti; a Piedicavallo le piene dei torrenti Cervo e Mologna hanno danneggiato e distrutti diversi ponti e modificato gli alvei con intense erosioni di sponda.

Scendendo verso valle, la piena del Cervo ha eroso ampie porzioni d’argine andando a interessare anche le difese spondali.

Poco a valle della confluenza con il torrente Oropa, nel comune di Biella, l’onda di piena ha danneggiato l’argine destro del torrente e distrutto un edificio della Città dell’Arte della Fondazione Pistoletto.

Figura 16
Torrente Cervo




Piedicavallo: distruzione del ponte di pietra



Biella: edificio della Città dell’arte della fondazione Pistoletto distrutto.

Fonte: archivi Arpa Piemonte


Il torrente Cervo, nel suo tratto di pianura, ha prodotto localmente erosioni di sponda, danni ad alcune difese, ed esondazioni in corrispondenza di alcune opere trasversali (traverse e ponti); nelle zone limitrofe al corso d’acqua, i campi coltivati sono stati alluvionati con deposizione di materiale ciottoloso, limoso-sabbioso e di molto materiale ligneo.

PROCESSI DI VERSANTE

I fenomeni franosi sviluppatisi durante l’evento del 2 e 3 ottobre 2020 sono stati limitati; hanno interessato in minima parte il Biellese e le vallate secondarie della Valsesia; la maggior parte si sono verificati, in valle Strona di Omegna.

I fenomeni sviluppatisi sono per lo più ascrivibili a colamenti rapidi di materiale terrigeno-detritico incanalato in impluvi che in taluni casi hanno interessato opere civili.

Nel comune di Varallo, Frazione Camasco si è attivato un fenomeno franoso sviluppatosi presso la cresta dell’Alpe Ranghetto, costituito da materiale detritico di origine colluvio-morenico, che si è incanalato nell’asta del torrente Nono dando origine ad un fenomeno di trasporto iper-concentrato che si è propagato fino a fondovalle distruggendo i ponti di collegamento delle frazioni a monte di Camasco.

In valle Strona si sono sviluppati diversi processi gravitativi che hanno interessato sia opere viarie che centri abitati; tutte le frane rilevate risultano originatesi per saturazione e fluidificazione dei terreni sciolti superficiali, scivolamenti e colamenti rapidi di terra e detrito.

A Massiola le ingenti precipitazioni hanno fatto cedere il muro di sostegno alla strada comunale a monte dell’edificato; il materiale del terrapieno fluidificato ha travolto alcuni edifici del centro storico facendone crollare uno e bloccando la strada di accesso a parte dell’abitato.

Figura 17
valle Strona




Varallo: nicchia di distacco all’Alpe Ranghetto



Massiola: la frana ha interessato la frazione ed isolato la porzione più a monte dell’abitato

Fonte: archivio Arpa Piemonte

In località. Sambughetto, comune di Valstrona, alcune frane per fluidificazione dei terreni superficiali hanno interessato alcuni edifici e la strada che porta al fondovalle isolando parte dell’abitato.

Nel biellese si sono sviluppati locali processi franosi che hanno per lo più interessato alcune opere viarie determinandone la parziale/totale chiusura.

Nel comune di Valdilana, tra Veglio e Mosso una frana ha interessato la base di uno dei piloni del viadotto della Pistolesa.

PIEMONTE SUDOCCIDENTALE


Le precipitazioni del 2 e 3 ottobre 2020 sono state caratterizzate sul Piemonte sudoccidentale da scrosci, localizzati in particolare alla testata di alcune valli, di eccezionale intensità ma di durata relativamente breve, che hanno comportato lungo i corsi d’acqua processi con un’energia pari o in alcuni casi anche superiore agli eventi precedenti (1994, 2000 e 2016); sui versanti invece, i rapidi ruscellamenti e deflussi superficiali, hanno causato l’innesco di alcune frane superficiali ma non hanno consentito l’innesco di fenomeni più profondi.


Valle Vermenagna

Coinvolta l’alta valle, a partire dall’abitato di Vernante verso monte; i principali effetti al suolo sono stati causati dall’intensa attività torrentizia del torrente Vermenagna e degli altri rii che solcano i versanti montani; in particolare gravi danni si sono registrati a Limonetto a carico delle piste da sci e delle infrastrutture ad esse prospicienti, nei pressi dell’imbocco del tunnel di Tenda, lungo la SS 20 e all’interno del concentrico di Limone Piemonte, dove l’intensa urbanizzazione ha creato un importante ostacolo per il deflusso delle acque.

Figura 18
Limone P., area di imbocco del tunnel di Tenda

in rosso la dinamica del rio proveniente da Quota 1400 e in blu l’attività del rio del Vallone Cabanaira

Fonte: archivi Arpa Piemonte

Figura 19
Limone P., Villaggio Miramonti

In rosso l’erosione di sponda da parte del torrente Vermenagna e in blu il flusso delle acque del rio Panice, fuoriuscite in apice di conoide

Fonte: archivi Arpa Piemonte

Figura 20
Limone P., via Valleggia



L’intensa attività torrentizia del rio di San Giovanni ha causato gravi danni lungo il tratto urbano
Fonte: archivio Arpa Piemonte
Valle Gesso

I numerosi valloni che costituiscono la zona, facenti parte dei comuni di Valdieri ed Entracque, sono stati coinvolti da processi di intensità profondamente differente e non spazialmente contigui. In generale si sono verificati episodi localizzati di violenta attività torrentizia lungo i tratti superiori di alcuni corsi d’acqua, indicativamente al di sopra dei 1100/1300 m di quota, mentre più a valle non si sono registrate particolari situazioni di dinamica fluviale. I principali effetti si sono verificati lungo la valle di Valasco, fino alle Terme di Valdieri e lungo il t. Gesso della Barra che ha asportato per lunghi tratti la strada di accesso alla località San Giacomo, rimasta completamente isolata.

Figura 21
Valdieri

Ponte distrutto all’ingresso della località Terme di Valdieri dalla violenta attività torrentizia del Torrente Gesso della Valletta

Fonte: archivi Arpa Piemonte

Figura 22
Entracque

Materiale fluitato nell’invaso della diga della Piastra

Fonte: archivi Arpa Piemonte


Valli monregalesi

Le valli monregalesi hanno risposto in modo differenziato agli intensi apporti meteorici del 2 ottobre; i processi più significativi, di carattere quasi esclusivamente torrentizio, si sono concentrati nelle valli Casotto e Corsaglia e marginalmente nella Valle Mongia mentre nelle valli Ellero e Pesio la situazione si è mantenuta entro limiti quasi ordinari.

In valle Casotto l’attività torrentizia di eccezionale energia del Rio di Moscardina (o Rio di Valcalda) che scende dall’Alpe di Perabruna ha profondamente modificato la morfologia del proprio vallone e le acque di deflusso, unite a quelle del torrente Casotto hanno causato danni nella parte dell’abitato di Pamparato prospiciente il corso d’acqua, configurando una situazione più grave di quanto accaduto negli eventi precedenti (1994 e 2016). Anche la viabilità di fondovalle è stata coinvolta con profonde erosioni di sponda che l’hanno resa inagibile per oltre un mese.

In valle Corsaglia tutti i processi più violenti, di natura torrentizia, si sono sviluppati lungo il solco principale a monte dei nuclei abitati stabilmente; in particolare, a monte della quota di circa 900 m, il corso d’acqua in piena ha eroso in modo marcato le sue sponde ampliando, in certi tratti, l’ampiezza del suo alveo di 2-3 volte; per conseguenza si è verificata l’asportazione di lunghi tratti della strada comunale in fondo battuto che scorre lungo il vallone, la distruzione di alcune baite di antica realizzazione e seri danni alla rete acquedottistica.

Per quanto riguarda la dinamica di versante l’unico processo significativo è rappresentato da una frana superficiale sul lato di monte della strada della Valle Casotto, poco a valle del borgo Valcasotto, non tanto per le sue proporzioni (sviluppo longitudinale 110-120 m, ampiezza 10-15 m) quanto per il fatto che il materiale ha impattato contro un’abitazione distruggendo un muro perimetrale, fortunatamente senza arrecare danni al suo abitante.

Figura 23
Pamparato

Panoramica da elicottero della parte dell’abitato di Pamparato più coinvolto dall’esondazione del T. Casotto

Fonte: archivi Arpa Piemonte


Figura 24
Frabosa Soprana

Erosione della sponda sinistra del Torrente Corsaglia con pesanti danni alle case di località Canè Sottani

Fonte: archivi Arpa Piemonte


Valle Tanaro

Le acque in piena del fiume Tanaro hanno mantenuto un’elevata energia lungo tutto il tratto medio-alto della valle, a partire da Ponte di Nava sino a Ceva, causando danni ai centri abitati, ai ponti, alle infrastrutture; anche gli affluenti a monte e a valle di Ormea hanno manifestato un’intensa attività torrentizia, caratterizzata da abbondante trasporto di materiale legnoso. Analogamente alle altre zone descritte, i fenomeni di versante sono stati molto limitati e si è trattato prevalentemente di frane superficiali e di piccole dimensioni, che non hanno comportato gravi conseguenze, se non interruzioni temporanee della viabilità.

Figura 25
Ceva

Parte della città interessata dalla piena

Fonte: archivi Arpa Piemonte


Figura 26
Ormea, località Barchi

Il ponte, ricostruito dopo l’alluvione del 1994, è stato completamente asportato dalla piena

Fonte: archivi Arpa Piemonte


Figura 27
Ormea, rio Chiapino

Gli edifici del vecchio mulino sono stati pesantemente danneggiati dall’attività torrentizia

Fonte: archivi Arpa Piemonte


EMISSIONE DEI BOLLETTINI PREVISIONALI SULL’INNESCO DELLE FRANE

Il Piemonte dispone di un sistema di allerta regionale per la previsione dei processi di versante, sviluppato al Centro Funzionale di Arpa Piemonte, basato su due modelli concepiti ad hoc per fenomeni gravitativi di diversa tipologia il cui innesco è generalmente determinato da precipitazioni in funzione della diversa durata e intensità, nonché dalla influenza esercitata dalle precipitazioni antecedenti.

I due modelli che operano la previsione di innesco delle frane superficiali e degli scivolamenti traslativi e rotazionali di grandi dimensioni delle Langhe, sono denominati rispettivamente SLOPS (Shallow Landslides Occurence Prediction System), operativo da aprile 2020 in sostituzione al precedente modello SMART (operativo da maggio 2008 a marzo 2020), e TRAPS (Translational/Rotational slides Activation Prediction System). Tale approccio diversificato permette di operare una valutazione più efficace e mirata ai diversi tipi di frane, rispetto alla indifferenziata “soglia multivalente”, normalmente utilizzata dai sistemi di allerta regionali.

Durante l’evento pluviometrico di ottobre 2020, il modello SLOPS è stato utilizzato per stimare la criticità sui versanti indotta dalle precipitazioni, sia con i dati osservati durante il fenomeno che con i dati di previsione. Le valutazioni derivate dall’uscita del modello sono sintetizzate in bollettini informativi previsionali dedicati, distribuiti tramite i canali ufficiali di Arpa Piemonte.

Per quanto riguarda invece l’attivazione delle frane per scivolamento traslativo e rotazionale nelle Langhe, non sono stati emessi bollettini poiché il modello TRAPS è operativo solamente tra novembre e maggio, il periodo nel quale statisticamente si sono verificate le attivazioni storiche più numerose e significative di tali fenomeni.

La validazione dei risultati dei modelli per il preannuncio delle frane si opera confrontandoli a posteriori con la situazione realmente verificatasi sul territorio in seguito agli eventi pluviometrici osservati. In particolare, i risultati del modello SLOPS, così come riassunti dai bollettini emessi quotidianamente, sono stati confrontati con il numero di frane rilevate in fase di post-evento nelle varie aree di allerta per le quali si è applicato modello.

Da un confronto tra quanto indicato dai bollettini previsionali sull’innesco delle frane superficiali e gli effetti rilevati al suolo, si riscontra una buona corrispondenza, anche per quanto concerne la diffusione dei fenomeni preannunciati, tra le zone per le quali sono stati emesse allerte e le zone in cui si sono effettivamente verificati i fenomeni franosi.

Le seguenti immagini riportano i bollettini più significativi emessi durante l’evento pluviometrico di ottobre confrontati con l’immagine riportante le segnalazioni degli inneschi.

Fonte: Arpa Piemonte

Figura 28
Bollettini SLOPS

Fonte: archivi Arpa Piemonte


Figura 29
Quadro dei processi rilevati nei sopralluoghi post evento

Fonte: archivi Arpa Piemonte


MONITORAGGIO DEI MOVIMENTI FRANOSI – ATTIVITÀ POST EVENTO


Strumenti a lettura automatizzata

Nei giorni immediatamente successivi all'evento del 3 e 4 ottobre 2020,Arpa Piemonte, sulla base di quanto stabilito dal Disciplinare per la gestione del monitoraggio frane sul territorio regionale (DGR 18-3690 del 16/04/2012) , ha messo in atto le procedure di verifica sui siti di monitoraggio che ricadono nelle aree colpite dalle intense e prolungate precipitazioni.

Lunedì 5 ottobre , a seguito dell'emissione, con bollettini n° 275-276-277/2020, del livello di allerta arancione (assimilabile alla "moderata criticità" citata al par. 4.3.4 del Disciplinare) per le zone A, B, C, E, F, G, H e I, è stata effettuata l’elaborazione straordinaria dei dati provenienti dalle postazioni di monitoraggio a controllo remoto ricadenti nelle aree interessate . Le tipologie di strumenti presenti nelle aree interessate dall’allerta arancione sono: inclinometri a sonde fisse e da parete, estensimetri e fessurimetri, postazioni GPS e catene multiparametriche. I risultati dell’elaborazione straordinaria sono stati pubblicati sul bollettino RERCOMF straordinario n° 12/2020 trasmesso agli enti competenti e disponibile agli stessi in Rupar (Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione Regionale. Il 12/10/2020 è stato emesso un bollettino RERCOMF ordinario che ha confermato sostanzialmente quanto osservato nel precedente.

Figura 30
Rapporto di elaborazione delle postazioni inclinometriche fisse n° 12 /2020.

Fonte: Arpa Piemonte

Figura 31
Grafico dello spostamento registrato dal fessurimetro F4ORMC4 in località Ponte dei Sospiri del Comune di Ormea

Fonte: Arpa Piemonte

Figura 32
Ormea, Ponte dei sospiri

Panoramica ravvicinata della zona monitorata; il riquadro rosso indica in modo approssimativo la zona instabile, il tratto rosso pari a circa 2 metri fornisce le proporzioni del fenomeno

Fonte: Arpa Piemonte

Strumenti a lettura manuale

Nelle settimane seguenti all’evento, Arpa ha predisposto l’esecuzione di campagne di misure inclinometriche e topografiche e distanzionemtriche nei siti ReRCoMF ricadenti nelle aree su cui le precipitazioni si sono abbattute con maggiore intensità.

In particolare, sono state eseguite le seguenti campagne di misure manuali straordinarie e ordinarie nel periodo ottobre - dicembre 2020:

Provincia di CN (straordinarie)

Provincia di AL (straordinaria)

Provincia di BI (ordinarie)

Provincia di VC (ordinarie)

Provincia di VB (ordinarie)

Provincia di TO (ordinarie)

Caprauna

Carrega Ligure

Ailoche

Civiasco

Baveno

Quincinetto

Garessio

 

Donato

Rimella

Loreglia

Valprato Soana

Ormea

 

Pray

 

Madonna del Sasso

 

Priola

 

V. S. Nicolao

 

Villadossola

 


Le misure straordinarie non hanno rilevato variazioni significative, a parte il caso del sito di Ormea, trattato in precedenza.

Per quanto riguarda le risultanze delle misure ordinarie, svolte nel periodo ottobre - dicembre 2020, si segnalano a titolo di esempio i seguenti casi:

  • Incrementi dei movimenti registrati dai caposaldi topografici ottici nel sito di Baveno (misure del 29/10/2020). In particolare, nella zona sudoccidentale del fenomeno franoso alcuni caposaldi hanno registrato incrementi di spostamento variabili da 50 a 60 mm con abbassamenti di 20-35 mm, per i quali sono stati calcolati cinematismi di ordine 2 e 3 (“accelerazione del movimento” e “rilevante accelerazione del movimento”). Durante il rilievo topografico sono stati osservati in questo settore di versante alcuni effetti dell’evento pluviometrico 2-3 ottobre 2020; in particolare si è osservato un fenomeno franoso superficiale sviluppatosi sul versante destro della valle del torrente Selvaspessa appena a valle della zona controllata dai caposaldi. Un successivo sopralluogo sul fenomeno franoso ha evidenziato un’evoluzione del quadro fessurativo del terreno nella porzione alta del fenomeno.
  • Incrementi dei movimenti registrati dai caposaldi topografici ottici nel sito di Donato (misure del 09/12/2020). I risultati dell’ultima campagna di misura hanno evidenziato sensibili spostamenti plano-altimetrici su quasi tutti i punti di controllo misurati. Gli spostamenti registrati tra le ultime due letture eseguite variano in generale tra 10 cm a 20 cm. Gli spostamenti registrati con l’ultima misura sono correlabili all’evento alluvionale 2-3 ottobre 2020 e sono comparabili con le risultanze che erano state riscontrate a seguito dell’evento del maggio 2013.

POPOLAZIONE ESPOSTA A FRANE E AD ALLUVIONI

L’argomento Popolazione esposta a frane e alluvioni rientra in un  Obiettivo dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. in particolare nell' Obiettivo 1:

Sconfiggere la povertà

Il Piemonte, dal punto di vista geomorfologico, è suddivisibile in tre aree circa omogenee: una zona montuosa, costituita da Alpi Occidentali e Appennino, una zona di pianura e una zona collinare, costituita da Monferrato e Langhe.

L’area montana si estende per il 48,7% del territorio regionale, ossia per una superficie di 12.380 km2, l’area collinare occupa il 6.570 km2 (25,9%) e l’area di pianura i restanti 6.450 km2 (il 25,4% del territorio).

I processi morfodinamici che interessano le diverse aree sono suddivisi in:

  • Processi sui versanti (frane e valanghe), che si verificano in ambiente sia montano che collinare;
  • Processi di erosione e trasporto solido lungo i corsi d’acqua di ordine inferiore (i tributari minori dei maggiori fiumi e torrenti), che si verificano anch’essi in ambiente montano e collinare;
  • Processi lungo i corsi d’acqua nei fondovalle e in pianura (erosioni di sponda, tracimazioni, allagamenti), che si verificano prevalentemente in ambiente di pianura.

Il territorio regionale risulta fragile ed esposto ai danni causati da questi processi perché frequentemente soggetto a fenomeni naturali con forte impatto sia sulla popolazione e sulle attività antropiche che sulla morfologia del territorio a causa anche della distribuzione semiconcentrica delle tre tipologie di aree, con le catene montuose all’esterno, che rende peculiare il clima, rendendo il Piemonte zona di incontro delle masse d'aria continentali provenienti dalla Piana del Po, dell'umidità proveniente dal Mediterraneo e delle correnti atlantiche nord-occidentali che interagiscono con i rilievi innescando frequenti circolazioni locali e favorendo la presenza di microclimi e di fenomeni di precipitazione anche molto intensa.

Facendo riferimento ai dati raccolti da Arpa Piemonte ed aggiornati al 2020 si può evidenziare come il 93.56% dei comuni piemontesi abbia almenoparte del proprio territorio interessato da Pericolosità per frana (P3 e P4) e/o da Pericolosità idraulica.

A fronte del coinvolgimento della quasi totalità dei comuni piemontesi, fortunatamente il computo della popolazione residente esposta al rischio risulta molto più basso, attestandosi intorno al 16%.

Più nel dettaglio, i comuni interessati al rischio frane sono 801 (68% dei comuni piemontesi), con una percentuale di popolazione esposta dello 0,54%. Ciò è dovuto per lo più all’ubicazione delle aree interessate da frane in area montana-alpina, di per sé scarsamente abitata, le province con un maggior numero di abitanti esposti al rischio frane sono dunque quelle con territorio prevalente montuoso, come le province del VCO e di Cuneo. Il dato nazionale per il 2017 è del 2,2%.

I comuni interessati al rischio alluvioni sono 1.105 pari al 93.56% con una percentuale di popolazione esposta del 16.42%.

La provincia con il maggior numero di abitanti esposti al rischio alluvioni (48.93%) è il Verbano Cusio Ossola, con più del 90% dei comuni interessati. Il dato nazionale per il 2017 è del 10,2%

Gli indicatori relativi alla popolazione esposta al rischio frane e al rischio alluvione, così come l’indice di franosità, sono tendenzialmente statici con variazioni lente e  inadatti a confronti annuali.



Figura 33
Percentuale abitanti interessati al rischio alluvioni sul totale abitanti

Fonte:Arpa Piemonte

Figura 34
Percentuale abitanti interessati al rischio frane sul totale abitanti

Fonte:Arpa Piemonte

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  • Bollettini di Arpa Piemonte, dove è possibile trovare pubblicato l’ultimo bollettino disponibile;
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