impatti
Torna su

POLLINI 

Le variazioni nelle concentrazioni polliniche e i mutamenti dei diversi periodi di massima concentrazione possono essere messi in relazione con numerosi fattori tra cui i cambiamenti climatici e le variazioni delle temperature e questo può aver un notevole impatto sulla salute dei soggetti allergici. Per questo motivo sono sempre più importanti i modelli previsionali basati sullo studio di serie storiche che riescano a evidenziare i mutamenti in corso al fine di poter mettere in atto tempestivamente tutti gli interventi preventivi terapeutici necessari a minimizzare la sintomatologia e gli effetti più gravi (asma bronchiale) dovuti all’esposizione a pollini.

Per approfondimenti consulta Epicentro ISS.

Rete di monitoraggio dei pollini

Dal 2002 Arpa Piemonte ha attivato una Rete di Monitoraggio dei pollini allergenici e delle spor fungine a livello regionale, in collaborazione con l’Università di Torino, con 5 stazioni, di cui 4 collocate in aeree urbane densamente popolate, dove l’incidenza delle allergie è in costante aumento, e una (Omegna-Lago Maggiore) situata in un’area di particolare interesse per le caratteristiche climatiche e vegetative.

L’interesse per questa attività è determinato, per gli aspetti relativi alla salute, dall’evidenza che tutte le patologie allergiche sono in aumento, in Italia ne sono affetti circa 10 milioni di persone , il 20% della popolazione, e si stima che costituiscano la terza causa di malattia cronica (fonte ISTAT). Le pollinosi sono un fenomeno che interessa oggi circa cinque milioni di italiani.

Per valutare la quantità e la qualità dei pollini aerodispersi Arpa effettua il monitoraggio continuo durante tutto l’anno solare, attraverso strumenti di campionamento specifici e produce un bollettino settimanale dei pollini allergenici, che viene pubblicato e messo a disposizione degli allergologi e dei pazienti allergici, consultabile sul sito istituzionale e diffuso attraverso molteplici canali mediatici.

Il monitoraggio aerobiologico permette di evidenziare le variazioni stagionali del contenuto atmosferico dei pollini e di elaborare calendari per la zona oggetto del campionamento. Dal 2013 sono anche disponibili i calendari pollinici, che illustrano l’andamento annuale delle concentrazioni per le diverse famiglie polliniche. I bollettini e i calendari forniscono i livelli di concentrazione pollinica, dando indicazioni sui tempi di permanenza in atmosfera dei pollini. I calendari pollinici consentono di evidenziare le variazioni stagionali del tipo e della quantità dei pollini presenti in atmosfera, mettono in evidenza i periodi di fioritura delle piante allergeniche che variano a seconda della famiglia pollinica presa in esame e in parte anche dalle condizioni climatiche. Il dato sulla durata della pollinazione di ogni pianta e sulla quantità di pollini presenti in atmosfera assume quindi una valenza, oltre che sanitaria, ambientale.

Figura 1
Rete di monitoraggio dei Pollini

Andamento concentrazioni Pollini allergenici 2020 e confronto con le serie storiche

Andamento concentrazioni Pollini allergenici 2020 e confronto serie storiche

Utilizzando i dati delle rilevazioni di tutte le stazioni attive nel 2020, è stata realizzata un’analisi sull’andamento delle concentrazioni per le diverse tipologie di pollini e confrontata con le serie storiche disponibili (Alessandria ha una serie storica attiva dal 2011 mentre Cuneo, Novara e Omegna, VCO, hanno serie storiche disponibili a partire dal 2002). Il monitoraggio pollinico lo scorso anno non ha subito gravi interruzioni ed è continuato anche in piena pandemia. Ad Alessandria, Novara ed Omegna le concentrazioni di tutte le famiglie si presentano tutte con un andamento superiore rispetto alla media storica. A Cuneo i dati sono conformi al resto delle stazioni piemontesi ad eccezione delle medie di Aceraceae, Oleaceae, Polygonaceae e Oleaceae che presentano dei valori medi inferiori alla media della serie storica. Di seguito si presentano i dati di maggior interesse emersi da questo approfondimento, effettuato su alcune tra le specie e/o famiglie di maggiore interesse dal punto di vista allergenico.


BETULACEAE

È noto che il polline delle Betulaceae (ontano e betulla) è uno tra i primi a fare la sua comparsa verso fine gennaio-inizio febbraio e la sua massima presenza si riscontra tra aprile-maggio. Anche nel 2020, così come negli ultimi anni, la concentrazione di Betulaceae è risultata più alta a Omegna (indice pollinico 2020 circa pari a 13.244 pollini per m3), con una anticipazione sia nella comparsa delle prime concentrazioni sia nel picco della concentrazione stessa. Nel resto del Piemonte si osserva effetto “latitudine” che porta ad un decremento di concentrazione passando dal nord al sud.

Figura 2
Betulaceae. Stazione di Omegna (Confronto concentrazioni medie settimanali) - anno 2020

Fonte: Arpa Piemonte
FAGACEAE

Il polline delle Fagaceae (quercia e castagno) compare verso il mese di aprile e raggiunge le massime concentrazioni nei mesi di giugno-luglio. Anche la concentrazione di questo polline nel 2020 è stata maggiore a Omegna, con concentrazioni medie in aumento rispetto alle serie storiche. Si nota, inoltre, su tutto il territorio piemontese, che le concentrazioni medie del 2020 sono superiori alle concentrazioni medie storiche e che il picco di concentrazione si raggiunge in ritardo rispetto alla serie storica.

Figura 3
Fagaceae. Stazione di Omegna (Confronto concentrazioni medie settimanali) - anno 2020

Fonte: Arpa Piemonte
GRAMINEAE

Le graninae o graminacee sono tra i pollini che inducono il maggior numero di allergie nella popolazione. La loro comparsa si registra a partire dal mese di aprile e persiste fino all’autunno, con il periodo di massima presenza nei mesi di maggio e giugno. Nel 2020 la concentrazione di graminacee più alta è risultata ad Alessandria con una tendenza in aumento, rispetto alla serie storica.

Figura 4
Gramineae. Stazione di Alessandria (Confronto concentrazioni medie settimanali) - anno 2020

Fonte: Arpa Piemonte
PINACEAE

La concentrazione delle Pinaceae (abete, pino, larice) nelle stazioni piemontesi ha avuto una distribuzione simile alla distribuzione storica nelle stazioni di Cuneo e Omegna mentre si presenta con una distribuzione media superiore alla serie storica ad Alessandria e a Novara.

Figura 5
Pinaceae. Stazione di Alessandria (Confronto concentrazioni medie settimanali) - anno 2020

Fonte: Arpa Piemonte
PLATANACEE

Nel 2020, la concentrazione di questo polline presenta valori medi inferiori alla media storica solo nella stazione di Cuneo.

Figura 6
Platanaceae. Stazione di Alessandria (Confronto concentrazioni medie settimanali) - anno 2020

Fonte: Arpa Piemonte
URTICACEAE

Il polline di queste erbacee, la più rappresentativa delle quali è la parietaria, fa la sua comparsa tra il mese di aprile e maggio e esprime il suo picco massimo di presenza nei mesi estivi di agosto e settembre.

Nel 2020, la distribuzione di concentrazione media settimanale di polline di urticacee è stata conforme alla distribuzione storica ad eccezione della stazione di Cuneo, dove la distribuzione evidenzia un anticipo di picco nei mesi primaverili.

Figura 7
Uricaceae. Stazione di Cuneo (Confronto concentrazioni medie settimanali) - anno 2020

Fonte: Arpa Piemonte

AMBROSIA ARTEMISIIFOLIA


L'Ambrosia è un’erbacea della famiglia delle Composite ed è maggiormente presente nel periodo tardo estivo, a partire dal mese di agosto fino a ottobre.

Si tratta una specie esotica di particolare interesse dal punto di vista sanitario, in quanto causa reazioni allergiche importanti.
Questa pianta infestante, che origina dal Sud-America ma che ormai da circa 20 anni si è ormai diffusa ovunque in Europa ed è di difficile eradicazione, ha un suo antagonista naturale nell'insetto Ophraella communa.
Questo antagonista è un coleottero che si nutre quasi esclusivamente di foglie e fiori di Compositae con una spiccata predilezione per la specie Ambrosia artemisiifolia.
L’Ophraella communa svolge gran parte del suo ciclo di vita sulla parte aerea della pianta. Larve e adulti si alimentano principalmente delle foglie, sulle quali vengono anche deposte le uova, ma non trascurano i fiori.
Su A. artemisiifolia ha localmente causato gravi defogliazioni e un generale intristimento delle piante colpite, che risultano aver subìto danni rilevanti nelle condizioni d’infestazione più severe. In alcuni casi l’effetto in pieno campo è paragonabile a un diserbo selettivo.

Nel 2020 si è registrato un andamento della distribuzione di Ambrosia conforme al 2019, tranne che nella stazione di Novara dove la distribuzione media settimanale di ambrosia è inferiore alla media storica.

In valore nominale i dati di Alessandria presentano la distribuzione di concentrazione più alta.

Figura 8
Ambrosia. Stazione di Alessandria. (Confronto concentrazioni medie settimanali) - anno 2020

Fonte: Arpa Piemonte

Figura 9
Ambrosia sul greto del torrente Scrivia a Serravalle Scrivia - anno 2016

Fonte: Asl di Alessandria

Figura 10
Ambrosia sul greto del torrente Borbera a Vignole Borbera - anno 2019

                                                                                             Fonte: Asl di Alessandria

Pollini e allergie

Dai dati della Rete Regionale di allergologia (RRA) 2018 si rileva che complessivamente i pazienti sottoposti a vaccinazione antiallergica per pollinosi sono complessivamente 5.406, di cui 3.069 uomini (56,8%) e 2.337 donne (43,2%), si osserva quindi una maggiore prevalenza di vaccinati nel sesso maschile.

Per quanto riguarda la distribuzione per età, tra gli 0-11 anni si registrano 668 bambini vaccinati, corrispondenti al 12% del totale, e tra gli 0-18 i vaccinati sono 1.796, corrispondenti al 33% del totale. Sebbene sia un dato grezzo che andrebbe analizzato più nel dettaglio, già si rileva una prevalenza importante di soggetti vaccinati per allergia al polline nella fascia di età under 18. Si evidenzia inoltre una maggior presenza di vaccinati nella fascia di età 18-39 anni.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, complessivamente si ha un dato di 1,24/1.000 soggetti  vaccinati sulla popolazione regionale. L’area che registra il maggiore tasso di vaccinati è quella della provincia di Cuneo con 2,19/1.000, seguita da Cuneo con 1,96/1.000. Torino registra un tasso vaccinale di 0,97/1.000, mentre la provincia con il minor numero di vaccinati è Asti con 0,66/1.000.
Occorre sottolineare che il tasso di vaccinazione non corrisponde necessariamente a una prevalenza di soggetti allergici in quanto su questo dato influiscono molte variabili quali accesso ai servizi, propensione alle cure, ricorso a servizi privati non registrati dalla Rete, etc.

Complessivamente si può però commentare che il problema della pollinosi sia di rilevante impatto sulla salute pubblica considerando che oltre alla immunoterapia preventiva (vaccinazioni) i soggetti allergici fanno un largo consumo di farmaci antiistaminici, antiallergici fino ai broncodilatatori nei casi più gravi di asma allergico, con un costo economico e sociale rilevante per l’individuo e per la società.

Nella tabella 1 sono conteggiati i pazienti della Rete Regionale di allergologia (PRA) con prescrizione di vaccino antiallergico per allergeni pollini. Per pollini si considerano gli allergeni elencati nel foglio "Allergeni".
Vengono considerati i Pazienti con prescrizione di terapia ITS per allergene della famiglia pollini avvenuta nell'anno 2019. L'età dei pazienti è calcolata al 31/12/19 e la provincia di residenza è dedotta sulla base del comune di residenza compilato.

Tabella 1
Conteggio pazienti della Rete Regionale di allergologia (RRA) con prescrizione di vaccino antiallergico per allergeni pollini - anno 2019

 

Fascia d'età

Provincia Residenza

Sesso

 

0-5

6-11

12-17

18-39

40-59

>=60

Alessandria

M

271

 

16

65

118

63

9

Alessandria

F

254

 

13

45

106

80

10

Asti

M

92

2

14

33

27

14

2

Asti

F

51

 

8

16

12

8

7

Biella

M

68

 

5

11

26

19

7

Biella

F

55

 

1

9

20

22

3

Cuneo

M

708

5

107

145

292

116

43

Cuneo

F

580

 

49

103

243

152

33

Novara

M

407

 

73

123

138

63

10

Novara

F

318

 

38

64

127

82

7

Torino

M

1289

5

192

258

518

244

72

Torino

F

906

4

75

151

359

261

56

VCO

M

122

 

14

32

46

27

3

VCO

F

107

 

8

21

34

36

8

Vercelli

M

112

1

28

32

38

11

2

Vercelli

F

66

 

10

20

20

13

3

Fonte: RRA

Contenuti correlati

Per approfondimenti consulta:
la notizia pubblicata sul sito di SNPA relativa alla giornata di studio tenutasi a Bologna del 27 novembre 2019 che riporta sia relazione sul Ring Test sia l'approfondimento sulla formazione degli operatori.
La notizia pubblicata sul sito di Arpa Piemonte sulla presenza di polline di Ambrosia.
corso avanzato di biomonitoraggio pollinico di dicembre 2019 sul sito SNP.


Consulta la serie storica degli indicatori on line relativa alla rete di monitoraggio dei pollini.