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RIFIUTI 

L'argomento Rifiuti rientra negli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare nei seguenti:


Obiettivo 11
Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili



Obiettivo 12
Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

introduzione

Nel mese di aprile del 2018 il Parlamento europeo – su proposta della Commissione - ha approvato in via definitiva le quattro Direttive sull’economia circolare.
Le Direttive, successivamente adottate congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio europeo il 30 maggio 2018 e pubblicate il 14 giugno 2018 (849/2018/UE, 850/2018/UE, 851/2018/UE, 852/2018/UE del 30 maggio 2018), contengono delle disposizioni di modifica di 6 Direttive sui rifiuti, in particolare la Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti e le Direttive sugli imballaggi, discariche, rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), veicoli fuori uso e pile.

La normativa nazionale, recependo le Direttive 2018/850/UE, 2018/851/UE e 2018/852/UE mediante i D. Lgs. 116/2020 e D. Lgs. 121/2020, pone una serie di nuovi obblighi e divieti in merito alla gestione dei rifiuti urbani su un arco temporale piuttosto lungo, ovvero fino al 2035, arco temporale a cui ormai gli atti di pianificazione devono tendere, anche alla luce degli obiettivi previsti nella Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile approvata dal CIPE il 22 dicembre 2017 e del nuovo Piano d’Azione per l’Economia Circolare della Commissione Europea, approvato in data 11.03.2020 COM (2020) 98 final.
I principali obiettivi riguardano l’aumento del tasso di riciclaggio, l’aumento complessivo del recupero e riciclaggio dei rifiuti di imballaggio, la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili (RUB) da conferire in discarica ed il divieto di smaltimento in discarica di tutti i rifiuti idonei al riciclaggio o al recupero di altro tipo e l’adozione di misure necessarie per assicurare che la quantità di rifiuti urbani da collocare in discarica – compresi i rifiuti derivanti dal loro trattamento - sia ridotta ad un valore non superiore al 10%.
In sintesi, gli elementi chiave recepiti nei D. Lgs.116/2020 e D. Lgs. 121/2020 risultano essere i seguenti:
  • definizioni più chiare dei concetti fondamentali in materia rifiuti;
  • nuovi obiettivi vincolanti da conseguire a livello dell’UE entro il 2025, il 2030 e il 2035.
       Questi obiettivi riguardano:
    • nuovi obiettivi di riciclaggio per i rifiuti urbani (55% entro il 2025, 60% entro il 2030, 65% entro il 2035);
    • nuovi obiettivi per il riciclaggio dei rifiuti di imballaggio (65% entro il 2025, 70% entro il 2030);
    • un obiettivo vincolante per ridurre al massimo al 10% il collocamento in discarica per i rifiuti urbani entro il 2035;
    • il divieto di collocamento in discarica dei rifiuti della raccolta differenziata;
    • la promozione di strumenti economici per scoraggiare il collocamento in discarica;
    • obbligo di raccolta differenziata per i rifiuti organici, per i rifiuti tessili e per i rifiuti ingombranti, compresi materassi e mobili;
  • misure ed obiettivi per ridurre gli sprechi alimentari (del 30% entro il 2025, del 50% entro il 2030);
  • definizioni più semplici e adeguate nonché metodi armonizzati per il calcolo del tasso di riciclaggio in tutta l’UE;
  • misure concrete per promuovere il riutilizzo e stimolare la simbiosi industriale trasformando i prodotti di scarto di un'industria in materie prime destinate ad un'altra;
  • incentivi economici affinché i produttori facciano giungere prodotti più ecologici sul mercato e un sostegno ai sistemi di recupero e riciclaggio (es. per imballaggi, batterie, apparecchiature elettriche ed elettroniche, veicoli);
  • requisiti minimi applicabili ai regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR).

L’art 20 della Direttiva 98/2008/CE, come modificato dalla Direttiva 2018/851/UE, dispone, inoltre, l’obbligo di raccolta separata per i rifiuti domestici pericolosi (quali, ad esempio, vernici, solventi, smalti) al fine di garantirne un adeguato trattamento ed evitare la presenza di rifiuti pericolosi nelle frazioni merceologiche da avviare a operazioni di riciclaggio. Per tale raccolta separata si attende apposito recepimento al fine di individuare con puntualità le modalità ed i criteri da rendere operativi a livello nazionale entro il 01/01/2025.
Altro elemento da considerare è quanto previsto nella Direttiva 2019/904 - la Direttiva sui prodotti in plastica monouso. Dal luglio 2021 saranno vietati i prodotti monouso in plastica per i quali esistono alternative quali ad esempio posate, piatti, bastoncini cotonati, cannucce, mescolatori per bevande e aste dei palloncini. Il divieto è esteso anche ai prodotti di plastica oxodegradabile ed ai contenitori per cibo da asporto in polistirene espanso. Per i prodotti in plastica per i quali, invece, non esistono alternative – prevede la Direttiva – gli Stati membri dovranno mettere a punto piani nazionali, con misure dettagliate, per ridurre significativamente il loro utilizzo, da trasmettere alla Commissione entro due anni dall’entrata in vigore della Direttiva. La normativa fissa, inoltre, un obiettivo di raccolta del 77% per le bottiglie monouso in plastica per bevande entro il 2025, che salirà al 90% entro il 2029, e stabilisce un contenuto minimo di materiale riciclato nella produzione di bottiglie per bevande fabbricate in PET di almeno il 25% entro il 2025, che salirà ad almeno il 30% al 2030 contemplando tutte le plastiche monouso utilizzate per la fabbricazione di bottiglie per bevande.

A livello di strategie ed azione dell’Unione Europea merita evidenziare che in merito alla progettazione ecocompatibile (ecodesign) dei prodotti connessi all’energia (riferimento Direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009), nel 2019 la Commissione Europea ha adottato dieci regolamenti di attuazione sull’ecodesign. Si tratta di misure che riguardano numerose tipologie di apparecchi elettrici ed elettronici di largo utilizzo. Le nuove misure di progettazione ecocompatibile, nell’ottica dell’economia circolare, introducono requisiti di riparabilità e riciclabilità che permetteranno di allungare la vita dei prodotti, facilitando manutenzione e riutilizzo, tra cui l’obbligo per i produttori di garantire la disponibilità dei pezzi di ricambio per un periodo minimo che va dai 7 ai 10 anni.
A dicembre 2019 è stato approvato dalla Commissione europea il Piano per il Green Deal ovvero una serie di misure di diversa natura - fra cui nuove leggi e investimenti – che saranno realizzate nei prossimi trent’anni. L’obiettivo, tramite la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo in grado di rafforzare la competitività dell’industria europea, assicurando una transizione ecologica socialmente sostenibile, una strategia per il cibo sostenibile ed un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, è di arrivare al 2050 ad una neutralità climatica.
Per realizzare gli obiettivi del Green Deal, a gennaio 2020 è stato approvato il Piano degli investimenti del Green Deal (EGDIP).

Nel mese di marzo 2020 è stato presentato un nuovo Piano d’azione per l’economia circolare per un Europa più pulita e più competitiva. Il Piano presenta una serie di iniziative destinate a istituire un quadro strategico per prodotti, servizi e modelli imprenditoriali sostenibili costituiranno la norma ed a trasformare i modelli di consumo in modo da evitare soprattutto la produzione di rifiuti.
Nel mese di ottobre 2020 la Commissione ha pubblicato una proposta di decisione per l’Ottavo Programma di Azione Ambientale dell’Ue (8° PAA) per il periodo 2021-2030. Il programma mira a contribuire al raggiungimento degli obiettivi tanto del Green Deal europeo quanto dell’Agenda 2030 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, accelerando la transizione europea verso un’economia climaticamente neutrale, efficiente dal punto di vista dell’uso delle risorse e rigenerativa (in grado cioè di restituire al Pianeta più di quanto sfruttato), in maniera inclusiva ed equa.

Un approfondimento merita la disciplina sull'End of waste, che in questi ultimi anni ha subito diverse evoluzioni. Con il termine End of waste, ovvero “Cessazione della qualifica di rifiuto”, si indica il procedimento attraverso il quale un rifiuto, sottoposto ad un processo di recupero, perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto nuovamente utilizzabile, sostituendo altri materiali che sarebbero altrimenti impiegati. La nozione di End of waste nasce in ambito comunitario con la Direttiva 2008/98/CE del 19 novembre 2008, Direttiva quadro in materia di rifiuti: un rifiuto cessa di essere tale quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero e soddisfa tutte le precise condizioni stabilite dall’art. 6 della Direttiva quadro, come modificata dalla Direttiva 2018/851/UE:
a) la sostanza o l'oggetto sono destinati ad essere utilizzati per scopi specifici;
b) esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;
c) la sostanza o l'oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;
d) l'utilizzo della sostanza o dell'oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull'ambiente o sulla salute umana.
Nel recepire la Direttiva 2008/98/CE, nel D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, è stata introdotta la disposizione di cui all’art. 184-ter relativa, appunto, alla “Cessazione della qualifica di rifiuto”.
Negli ultimi anni l'articolo è stato oggetto di numerosi interventi di modifica a seguito della sentenza del Consiglio di Stato 28 febbraio 2018, n. 1229 fino all’innovazione normativa introdotta dalla Legge 2 novembre 2019, n. 128, di conversione del Decreto Legge 3 settembre 2019, n. 101 (recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali) ancora ulteriormente modificata dal D. Lgs.116/2020 che ha escluso la "preparazione al riutilizzo" tra le attività di recupero funzionali all'effettuazione di processi di End of waste.
Il nuovo articolato dispone che i criteri End of waste siano adottati in conformità a quanto stabilito dalla disciplina comunitaria oppure, in mancanza di criteri comunitari, caso per caso per specifiche tipologie di rifiuto attraverso uno o più decreti ministeriali. Ad oggi i provvedimenti comunitari e nazionali approvati sono:
• Regolamento (UE) 333/2011 - Ferro, acciaio e alluminio
• Regolamento (UE) 1179/2012 - Vetro
• Regolamento (UE) 715/2013 - Rame
• DM 22/2013 – Combustibile Solido Secondario (CSS)
• DM 69/2018 - Conglomerato bituminoso
• DM 62/2019 – Prodotti assorbenti per la persona (PAP)
• DM 78/2020 – Gomma vulcanizzata da pneumatici fuori uso (PFU)
• DM 188/2020 - Carta e cartone.
In mancanza dei succitati criteri specifici le autorizzazioni per gli impianti di recupero dei rifiuti possono essere rilasciate o rinnovate nel rispetto delle condizioni individuate dalla Direttiva 2008/98/CE e sulla base di criteri dettagliati, definiti nell'ambito dei medesimi procedimenti autorizzatori. Il comma 3 ter dell’art. 184 ter del D. Lgs. 152/2006, istituisce un sistema di controlli delle autorizzazioni rilasciate “caso per caso” attribuendone la competenza al Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente.

Le azioni regionali

Attuazione delle Legge Regionale n. 1/2018, in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, modificata dalla Legge Regionale 4/2021

Con la Legge Regionale 10 gennaio 2018 n. 1 - “Norme in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e modifiche alle leggi regionali 2000, n. 44 e 24 maggio 2012, n. 7”, la Regione ha operato una integrale revisione della propria legislazione di settore, comprendendo in un unico testo normativo la disciplina di alcune materie disciplinate da diverse leggi risalenti nel tempo.
In particolare, la Legge disciplina:

  • gli strumenti di pianificazione regionale;
  • l’organizzazione del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani;
  • l’organizzazione della gestione dei rifiuti speciali;
  • il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti;
  • il sistema sanzionatorio in materia di produzione dei rifiuti e di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti.

La Legge regionale 1/2018, recentemente modificata dalla Legge Regionale 16 febbraio 2021, n. 4, fissa poi specifici obiettivi di produzione annua pro capite di rifiuto indifferenziato, in coerenza con gli obiettivi stabiliti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, da raggiungere a partire dall’anno 2018 (produzione annua non superiore a 190 chilogrammi ad abitante), entro l’anno 2020 (produzione annua non superiore a 159 chilogrammi ad abitante) ed entro l’anno 2025 (produzione annua non superiore a 126 chilogrammi ad abitante). A tali obiettivi è collegata una sanzione amministrativa regionale. Introduce, infine, un differimento temporale del termine posto per il raggiungimento dei predetti obiettivi per la sola Città di Torino, in ragione della sua dimensione demografica e delle sue caratteristiche peculiari.

Con le modifiche apportate dalla L. R. 4/2021 è stata operata una parziale revisione della governance del sistema dei rifiuti urbani che è ora organizzato in un unico ambito territoriale ottimale coincidente con il territorio della Regione, articolato in sub ambiti di area vasta (coincidenti, nella fase di prima attuazione, con il territorio dei “consorzi di bacino” di cui alla L.R. 24/2002) per l’organizzazione delle funzioni inerenti alla prevenzione della produzione dei rifiuti urbani, alla riduzione della produzione dei rifiuti indifferenziati, alla raccolta differenziata, al trasporto e all'avvio a specifico trattamento delle raccolte differenziate, ad esclusione del rifiuto organico e del rifiuto ingombrante, alla raccolta e al trasporto dei rifiuti urbani indifferenziati e alle strutture a servizio della raccolta differenziata (centri di raccolta).
Nei sub ambiti di area vasta la governance è esercitata da consorzi di comuni (denominati consorzi di area vasta) e nell’ambito unico regionale è confermato l’esercizio della governance attraverso la costituzione di una Conferenza d’ambito composta dai consorzi di area vasta e dalla Città di Torino (sub ambiti), dalle province e dalla Città metropolitana per l’individuazione e la realizzazione, laddove mancanti o carenti, degli impianti a tecnologia complessa, comprese le discariche autorizzate ai sensi del d.lgs. 36/2003, e per l’organizzazione del relativo segmento di servizio (avvio a trattamento del rifiuto indifferenziato, del rifiuto organico e del rifiuto ingombrante).
Attualmente si è ancora nella fase transitoria di attuazione della governance del servizio integrato di gestione dei rifiuti: i consorzi di bacino debbono procedere all’adeguamento del proprio atto costitutivo e dello statuto agli atti tipo approvati con la Legge Regionale 1/2018, come modificati dalla L .R. 4/2021, entro il 30 giugno 2021 e alla costituzione della Conferenza d’ambito nei successivi 3 mesi, entro il 30 settembre 2021.
La norma regionale introduce poi una disposizione transitoria volta alla valutazione dell’efficienza dell’organizzazione dei sub ambiti di area vasta, con un periodo di osservazione stabilito fino alla pubblicazione dei dati relativi alla produzione dei rifiuti e alla percentuale di raccolta differenziata riferiti all’anno 2022, al termine del quale la Giunta regionale provvederà a riorganizzare i consorzi di area vasta che non raggiungono gli obiettivi stabiliti dalla Legge regionale, dalla norma nazionale di riferimento e dal Piano regionale mediante la nomina di un commissario ad acta.
La Legge regionale procede infine all’adeguamento del sistema sanzionatorio in conseguenza del rinnovato sistema territoriale di governance, definendo il sub ambito quale territorio di riferimento per il raggiungimento degli obiettivi di produzione pro capite di rifiuto indifferenziato.

Attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e dei Fanghi di Depurazione

Programmi di finanziamento

Nel corso del 2020 è proseguita l’attività di monitoraggio tecnico e amministrativo relativa ai programmi di finanziamento approvati dalla Giunta regionale nel biennio precedente e finalizzati all’attuazione delle azioni prioritarie per il raggiungimento degli obiettivi di Piano relativi alla riduzione della produzione totale di rifiuti, alla riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati residuali, all’incremento della raccolta differenziata e del riciclaggio. In particolare:

Programma quadriennale di finanziamento (2017-2020) a favore dei Consorzi per la gestione dei rifiuti urbani, finalizzato a sostenere progetti che consentono di incrementare la raccolta differenziata e di diminuire il quantitativo pro capite di rifiuto indifferenziato residuo prodotto. Le risorse destinate a tal fine dalla Giunta sono pari a 9.000.000 €, di cui il 40% (3.600.000 €) riservato al Consorzio della città di Torino e il 60% (5.400.000 €) a favore degli altri Consorzi piemontesi; tali risorse derivano dal gettito del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti che, come previsto dall’art 38 L. R. 1/2018, è interamente destinato all’attuazione della programmazione regionale in materia di rifiuti, nei limiti delle risorse effettivamente incassate.

Riguardo al Consorzio di Torino, è proseguito nel 2020 il monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi previsto dall’Accordo di Programma sottoscritto l’11 settembre 2018 tra la Regione Piemonte, il Comune di Torino e l’AMIAT spa. Oggetto dell’Accordo è il passaggio da raccolta stradale a raccolta domiciliare per circa 113.000 abitanti complessivi ed è articolato in due stralci funzionali:
  • il primo nei quartieri S. Salvario, Santa Rita Ovest, Vanchiglietta-Borgo Rossini, attività realizzate nel corso del 2018;
  • il secondo nel quartiere Filadelfia/Lingotto, attività concluse nel 2019.
I risultati di RD e riduzione del rifiuto indifferenziato conseguiti nel 2019 e nel I^ semestre 2020 nei quartieri oggetto dell’Accordo sono incoraggianti anche in considerazione delle criticità connesse all’emergenza da Covid-19, ma non ancora pienamente in linea con gli obiettivi che si prefiggeva l’Accordo né con gli obiettivi assegnati al Consorzio di Torino dal Piano regionale e dalla L.R. 1/2018. Proseguirà nel 2021 il monitoraggio dei risultati della raccolta domiciliare dei rifiuti.

In merito invece al Programma di finanziamento a favore degli altri Consorzi piemontesi, suddiviso in due fasi, relativamente alla 1ª fase del Programma (anni 2017-2018), ha previsto il finanziamento di:
  • n. 2 progetti relativi alla riorganizzazione del servizio di raccolta rifiuti da stradale a domiciliare, per complessivi 88.000 abitanti;
  • n. 2 progetti relativi alla misurazione almeno del quantitativo di rifiuto indifferenziato per l’applicazione della tariffa puntuale per complessivi 155.000 abitanti;
  • n. 4 progetti relativi all’ampliamento/adeguamento di n. 25 centri di raccolta consortili a servizio di circa 500.000 abitanti complessivi,

Tutti gli interventi si sono conclusi entro novembre 2019. Nel corso del 2020 è proseguito il monitoraggio tecnico e amministrativo dei progetti. Il monitoraggio dei risultati di RD e riduzione della produzione di rifiuto indifferenziato del I^ semestre 2020 conseguiti nei comuni che hanno modificato il servizio di raccolta rifiuti passando alla raccolta domiciliare (complessivamente 42 comuni per un totale di circa 74.000 abitanti residenti) ha confermato i risultati del 2019 evidenziando un valore di RD sempre > al 75% ed una produzione pro capite di RU inferiore a 100 kg/anno, risultati migliorativi rispetto agli obiettivi posti dal Piano e dalla L.R. 1/2018 sia per l’anno 2020 che per il 2025, confermando la bontà del modello organizzativo per i servizi di raccolta individuato dal Piano. Positivi sono anche i risultati conseguiti in un altro consorzio, nei 9 comuni già serviti da raccolta domiciliare e che dal 2019 applicano la tariffazione puntuale.

Per quanto riguarda la 2ª fase del Programma di finanziamento (anni 2019-2020), nel corso del 2019, sulla base delle risorse disponibili e fino a completamento della dotazione finanziaria del Programma quadriennale sono stati finanziati 8 progetti, di cui:
  • n. 3 progetti relativi alla riorganizzazione dei servizi di raccolta con modalità domiciliare per 241.000 abitanti complessivi;
  • n. 3 progetti relativi alla misurazione almeno del quantitativo di rifiuto indifferenziato per l’applicazione della tariffa puntuale per complessivi 33.000 abitanti;
  • n. 2 progetti relativi alla realizzazione di 2 nuovi centri di raccolta rifiuti e ampliamento/adeguamento di ulteriori n. 4 centri di raccolta consortili a servizio di circa 170.000 abitanti complessivi

Nel corso del 2020 è proseguito il monitoraggio tecnico e amministrativo dei succitati progetti, ancora in corso di realizzazione.
I dati provvisori relativi al I^ semestre 2020 confermano, per i comuni che hanno riorganizzato il servizio di raccolta, il superamento del 70% RD e una produzione di rifiuto indifferenziato inferiore a 100 kg/ab anno.

A seguito del perdurare delle criticità imputabili alla pandemia, con Deliberazione 13 novembre 2020, n. 12-2266 la Giunta regionale ha disposto di prorogare di 6 mesi, pertanto al 31 maggio 2021, il termine per la realizzazione degli interventi oggetto di finanziamento e al 30 giugno 2021 il termine di chiusura del Programma di finanziamento.

Inoltre, nel corso del 2020 è stato avviato un nuovo Programma di finanziamento in attuazione della Misura 50 del Piano “Riparti Piemonte” che prevede la concessione di contributi a fondo perduto ai Consorzi di gestione dei rifiuti urbani, per spese di investimento finalizzate al miglioramento della raccolta differenziata e del riciclaggio dei rifiuti “anche in considerazione delle nuove esigenze connesse alla pandemia”. Le risorse a disposizione sono pari a 5 mln di euro per le annualità 2020 e 2021 e derivano dal gettito del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti.
Con Deliberazione 16 ottobre 2020, n. 15-2105 la Giunta regionale ha approvato le indicazioni in merito all’ammissibilità degli interventi, i criteri e modalità di utilizzo delle risorse regionali per l’anno 2021 ed ha destinato – a parziale copertura della Misura – la somma di 1.720.000 €, rinviando ad un eventuale successivo provvedimento il completamento del sostegno regionale per un importo massimo di 3.280.000 €.
Con determinazione dirigenziale 21 ottobre 2020, n. 569/A1603B è stato approvato il bando di finanziamento. Le risorse sono destinate – come per il precedente Programma 2017-2020 – a sostegno delle azioni prioritarie previste dal Piano di gestione dei rifiuti urbani, ossia la riorganizzazione dei servizi di raccolta con passaggio da raccolta stradale a raccolta domiciliare dei rifiuti, la misurazione del quantitativo di rifiuti indifferenziato per l’applicazione della tariffazione puntuale, la realizzazione/adeguamento di centri di raccolta a servizio di bacini comunali o sovracomunali di almeno 5.000 abitanti. È, inoltre, prevista la finanziabilità di interventi per la realizzazione o adeguamento di aree per la messa in riserva di rifiuti differenziati, al fine del successivo inoltro agli impianti di riciclo.

Criteri di indirizzo e sperimentazioni

Protocollo di Intesa
Nel corso dell’anno 2020 sono proseguiti i lavori inerente il Protocollo d’intesa tra Regione Piemonte e Consorzio Medio Novarese CMN, Consorzio Albese Braidese Servizi Rifiuti COABSER, Consorzio Intercomunale dei Servizi per l’Ambiente CISA, Consorzio Chierese dei Servizi CCS per una sperimentazione, di durata biennale 2019-2020, finalizzata all’analisi e diffusione di buone pratiche in ambito riduzione della produzione dei rifiuti.
Tale sperimentazione è finalizzata alla messa a confronto di sistemi differenti finalizzati alla riduzione della produzione di rifiuti ossia raccolta domiciliare + tariffazione puntuale e raccolta domiciliare + sacco prepagato, anche in un’ottica di predisposizione di eventuali misure retroattive di riorientamento del Piano in grado di mitigare effetti ambientali negativi.
I risultati della sperimentazione sono stati divulgati nell'ambito dell’annuale Ecoforum per l'economia circolare organizzato da Legambiente, nella giornata dedicata alle best practices in ambito rifiuti ed economia circolare.

Approvazione di atto di indirizzo in materia di programmazione della gestione dei rifiuti urbani e bonifiche

La Giunta regionale con Deliberazione 12 marzo 2021, n. 14-2969 ha approvato l'Atto di indirizzo in materia di programmazione della gestione dei rifiuti urbani e bonifiche - Aggiornamento della pianificazione regionale e adeguamento alla disciplina nazionale di recepimento delle Direttive europee relative al pacchetto Economia circolare." pubblicata sul BU n. 11 del 18/03/2021.
Le finalità della delibera sono le seguenti:
  • dare inizio al processo di aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, comprensivo anche della parte riguardante la programmazione in materia bonifiche, rispondendo in tal modo alle sollecitazioni provenienti dal MATTM e dalla Commissione europea sulla necessità di adeguamento dei Piani di gestione dei rifiuti,
  • incaricare la Direzione Ambiente, Energia e Territorio di mettere in atto le attività necessarie per la redazione dei documenti tecnici per la pianificazione ai fini dell’adozione da parte della Giunta regionale e della successiva proposizione al Consiglio Regionale per l’approvazione di competenza;

La delibera contiene un allegato suddiviso in due sezioni, una dedicata alla programmazione della gestione dei rifiuti urbani, l’altra alla programmazione della gestione delle bonifiche.
In particolare, nell’ambito della gestione dei rifiuti urbani, per ottimizzare le risorse economiche ed in un’ottica di limitazione degli impatti ambientali, è necessario adeguare il sistema impiantistico ai futuri fabbisogni tenendo presente non solo quelli relativi al trattamento dei rifiuti raccolti differenziatamente e indifferenziatamente, ma anche dei rifiuti derivanti dal loro trattamento, i cosiddetti rifiuti decadenti e gli scarti derivanti dal trattamento delle raccolte differenziate. Gli scarti da trattamento saranno in prospettiva di medio e lungo termine i rifiuti con una maggiore rilevanza percentuale e su tali tipologie è necessario sviluppare specifiche azioni, anche in collaborazione con le realtà regionali limitrofe.
Su questi presupposti e sulla riduzione a valori inferiori al 10% dei RU conferiti in discarica entro il 2035 è necessario ripensare l’attuale pianificazione in merito al ruolo del recupero energetico. Nella nuova programmazione il recupero energetico dovrà essere opportunamente preso in considerazione così come la produzione e il recupero di combustibile solido secondario, nel rispetto dell’ordine gerarchico previsto dalle normative comunitarie e nazionali. La nuova programmazione dovrà inoltre ampliare il proprio perimetro di analisi, ponendo grande attenzione anche ai rifiuti derivanti da eventi naturali imprevisti tipo alluvioni/eventi sismici che in determinati contesti possono essere molto problematici nella gestione, nonché ai rifiuti generati da eventi di carattere sanitario, quali quelli prodotti nell’ultima epidemia da COVID-19. L’arco temporale a cui tendere dovrà essere di medio e lungo temine e quindi fino al 2035.

Impianti di recupero del rifiuto organico per la produzione di biogas e biometano: Linee guida per la valutazione della sostenibilità ambientale e territoriale, nell’ambito dell'istruttoria del procedimento amministrativo.

Lo sviluppo dell’impiantistica regionale per promuovere il recupero di materia ed energia ha reso necessario fissare dei criteri per garantire un razionale utilizzo del territorio ed evitare una eventuale proliferazione di impianti, concentrati in alcune zone del territorio, sostenendo soltanto le iniziative realmente in grado di assicurare benefici ambientali.
A tal fine la Regione Piemonte ha approvato, con D.G.R. 12 marzo 2021, n. 15-2970, le linee guida che stabiliscono specifici criteri di sostenibilità territoriale e ambientale sui quali modulare la valutazione istruttoria dei progetti da parte delle autorità competenti. Tra questi, la mitigazione e la compensazione degli impatti ambientali, generati dal trattamento di rifiuti organici e dal loro trasporto, con particolare riferimento alle emissioni in atmosfera e odorigene, fino al consumo di suolo, passando per l’effettivo fabbisogno locale di trattamento del rifiuto organico.

Approvazione di atto di indirizzo in materia di gestione dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane (EER 190805)

In tema di fanghi di depurazione la Giunta regionale con Deliberazione 17 luglio 2020, n. 13-1669 ha approvato un atto di indirizzo relativo alla gestione dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane (EER 190805), al fine di adeguare la pianificazione regionale all’evoluzione normativa di settore ed alle migliori tecnologie disponibili. Nello specifico si dà avvio ad un processo di pianificazione regionale in materia di gestione dei fanghi che deve essere improntato ai principi di prossimità e diversificazione della destinazione finale dei fanghi complessivamente prodotti a scala regionale e tener conto delle migliori tecnologie attualmente disponibili per il trattamento e per il riutilizzo e recupero degli stessi, nonché perseguire i seguenti obiettivi:
  1. monitorare la gestione degli impianti e delle linee fanghi e ottenere una caratterizzazione analitica completa e sistematica, raccogliendo tutti i dati e le informazioni necessarie alla caratterizzazione dei fanghi prodotti;
  2. comporre un quadro quali-quantitativo dei fanghi prodotti ed individuare di conseguenza gli indirizzi verso le possibili destinazioni di recupero (di materia e/o energetico) improntato ai principi di tutela ambientale, di prossimità della gestione e di diversificazione delle destinazioni in un’ottica di autosufficienza regionale e di costi sostenibili;
  3. indirizzare le linee fanghi dei principali impianti di depurazione verso un grado elevato di efficienza attraverso interventi di adeguamento funzionale e/o innovazione tecnologica delle sezioni di stabilizzazione, digestione e di disidratazione per ottimizzarne la gestione in funzione delle destinazioni impiantistiche previste, da individuarsi secondo la programmazione regionale in materia.
La programmazione sui rifiuti costituiti da fanghi di depurazione, così come indicato nella n. 117/2019, rientra nell’ambito della Pianificazione sui rifiuti speciali.

Attuazione del Piano Regionale di gestione dei Rifiuti Speciali (PRRS)

Nel 2020 sono proseguite alcune delle attività che nei prossimi anni dovranno essere sviluppate e implementate al fine di dare attuazione alle azioni previste nel Piano, tra le quali incentivare la realizzazione di un sistema impiantistico idoneo a trattare i rifiuti, incoraggiare le imprese all’applicazione di tecniche industriali volte a minimizzare gli scarti e al riciclo di questi nei cicli produttivi, attivare delle sinergie con i soggetti interessati per incoraggiare il mercato del recupero anche prevedendo servizi informativi che mettano in comunicazione domanda e offerta, coinvolgere Province/Città Metropolitana di Torino – in qualità di enti competenti al rilascio delle autorizzazioni, affinché si uniformino sul territorio regionale le autorizzazioni e si risolvano congiuntamente eventuali problematiche relative agli impianti autorizzati.
Nello specifico si è attivato un tavolo permanente con Confindustria esteso a Province, Arpa e altre associazioni di categoria, al fine di coordinare e uniformare l'utilizzo della normativa dei sottoprodotti e dell'end of waste sul territorio regionale. Purtroppo, l'emergenza sanitaria dovuta al Covid -19 ha rallentato i lavori del tavolo.
In particolare, per quanto riguarda la riduzione della produzione di imballaggi in plastica, sia nel settore automotive, sia in quello alimentare, si è proseguito nei lavori previsti dal progetto “Reciplast – appRoccio all’Economia Circolare per il riciclo di imballi e componenti auto fine vita in PLAstica” (bando: Piattaforma tecnologica “bioeconomia” - Programma Operativo Regionale “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” F.E.S.R. 2014/2020). Il progetto, come citato nelle precedenti relazioni, si pone come obiettivo di migliorare l’ecosostenibilità della plastica utilizzata nei settori dell’imballaggio alimentare e dell’auto, mediante la messa a punto di processi di separazione, riciclo e valorizzazione di quelle frazioni di scarti post-consumo e industriali che ad oggi presentano criticità nella loro capacità di riciclabilità e riuso. A partire dalle tecnologie attualmente sul mercato e, in particolare a disposizione di alcuni dei partner del progetto, si svilupperanno soluzioni tecnologiche innovative in grado da una parte di separare mediante processi di tipo termo-meccanico e chimico frazioni ad oggi non separabili, dall’altra di migliorare la qualità della separazione effettuata, tanto da ridurne in modo significativo la frazione non riciclabile. Si svilupperanno formulazioni e materiali da plastiche riciclate.
Nel corso del 2020 è stato fornito un supporto alle azioni previste nel WP3 dedicato ai processi di riciclo di materiali del settore auto ed in particolare al Task relativo alla valorizzazione delle frazioni residuali del fluff e dei PFU.
In merito invece ai rifiuti sanitari è stata predisposta una sintetica proposta progettuale, per eventuali programmi di finanziamento europeo, relativa alla riduzione dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo (linee guida, corsi di formazione, tracciabilità finalizzata a migliorare la gestione interna dei rifiuti, utilizzazione di contenitori riciclabili in sostituzione dei monouso, sostituzione dei contenitore monouso per aghi e taglienti con contenitori in materiale riciclato) ed analisi delle tecnologie esistenti, valutazioni di scenari su più esigenze (valutazioni LCA, valutazioni economiche) ricerca soluzioni, prove in campo ove possibili (utilizzando gli apparecchi già disponibili in commercio senza entrare nell'ambito di prototipi).

Predisposizione, attuazione e gestione di altri Accordi di programma quadro, Accordi di programma, Protocolli d’intesa non indicati precedentemente

Accordo di Programma tra Regione Piemonte, Provincia di Torino, ATO-R, Comuni di Torino, Grugliasco, Rivalta di Torino. Orbassano e Rivoli e TRM SpA

L’accordo prevede la progettazione delle opere di compensazione ambientale del termovalorizzatore del Gerbido.
Si sono conclusi i lavori da parte del Comune di Beinasco, relativi alla “Riqualificazione energetica e ambientale nella Palestra Serao e scuola secondaria 1° grado Gobetti" finanziati in parte con fondi regionali per 600.000 euro ed in parte con la somma maturata a titolo di compensazione da TRM.
Per quanto attiene l’intervento di “Riqualificazione energetica e ambientale del complesso scolastico del Barocchio in Comune di Grugliasco”, finanziato in parte con fondi regionali per euro 600.000 ed in parte con la somma maturata a titolo di compensazione da TRM, a seguito della rideterminazione del finanziamento spettante alla Città Metropolitana di Torino a fine 2018 predisposto l’atto per la liquidazione del primo acconto a favore della Città Metropolitana e si è in attesa della trasmissione della documentazione di spesa e degli atti contabili relativi alla conclusione dell’intervento al fine di procedere all’erogazione del saldo.
Per quanto attiene il primo lotto funzionale del movicentro del San Luigi di Orbassano della linea FM5, finanziato in parte con fondi regionali per 1.200.000 euro ed in parte con la somma maturata a titolo di compensazione da TRM, valutato che tale finanziamento non può più essere utilizzato per il suo fine originario, con comunicazione del 7/06/19 è stato richiesto alla Città Metropolitana, soggetto beneficiario del finanziamento regionale, ed agli altri soggetti firmatari dell’AdP di proporre la riprogrammazione delle risorse su altri interventi, purché compatibili con le finalità date di compensazione ambientale.
Nel corso delle sedute dei Collegi di Vigilanza svolti nel 2019 si è discusso la riprogammazione di tali risorse e, verificata la coerenza oggettiva degli interventi proposti in tali riunione anche con il Piano della Qualità dell’Aria approvato nel 2019 dal Consiglio Regionale, con successiva comunicazione del 24/12/19, la Città Metropolitana ha trasmesso l’elenco degli interventi da realizzare, utilizzando le risorse pari a 1.200.000 euro in questione: Tali interventi sono relativi a:
  1. completamento pista ciclabile Via Nizza: nodo Piazza Carducci;
  2. pista ciclabile in Comune di Grugliasco per il collegamento fra Strada Antica di Grugliasco e rotatoria di Corso Torino-Strada della Pronda;
  3. efficientamento energetico del Complesso del Barrocchio in Comune di Grugliasco;
  4. realizzazione rotatoria sulla S.P. 174 funzionale al miglioramento della viabilità di accesso al San Luigi di Orbassano.

Protocollo d'intesa tra Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Associazione d’Ambito torinese per il governo dei rifiuti, Consorzi di Bacino, Aziende di gestione rifiuti e DEMAP srl

Il Protocollo è finalizzato al miglioramento della qualità degli imballaggi in plastica raccolti in modo differenziato, con particolare riferimento alla raccolta multimateriale.
Sono proseguite le attività a carico della Regione previste dal Protocollo e finalizzate a promuovere la raccolta multimateriale leggera plastica-metalli, a limitare gli scarti, a promuovere modalità per la valorizzazione dei flussi di imballaggi afferenti non a Corepla ma ad altri consorzi autonomi riconosciuti nel corso di validità dello stesso Protocollo (ossia fino al 31/03/19) ed a monitorare anche la parte di rifiuti derivante dalla raccolta monomateriale di plastica da imballaggi.
Con D.G.R. 29 marzo 2019, n. 52-8663 è stato approvato un atto integrativo al Protocollo che prevede la sottoscrizione da parte del Consorzio CISA di Ciriè, Consorzio che ha avviato la raccolta multimateriale leggera e, a seguito della proroga dell’Accordo Quadro ANCI CONAI, la proroga del termine di validità del Protocollo stesso fino al 30/04/20.

Protocollo d’intesa “Azioni per favorire e valorizzare la donazione delle eccedenze alimentari e ridurre la produzione di rifiuti” tra Regione Piemonte, Federalimentare, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare Onlus e Unione Nazionale Consumatori

Scopo del protocollo, sottoscritto il 6/06/18 e della durata di 2 anni, è la realizzazione di attività che possano massimizzare l’avvio a donazione delle eccedenze alimentari comunque prodotte e ridurre la produzione di rifiuti, quali:
  • promuovere forme di sostegno a persone indigenti, attraverso il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari ad enti assistenziali e caritativi;
  • proporre meccanismi premiali (tra cui la riduzione della tariffa comunale sui rifiuti) a favore degli operatori economici che donano le proprie eccedenze, anziché destinarle a rifiuto;
  • diffondere la cultura dell’importanza di ridurre lo spreco alimentare;
  • comunicare e divulgare i risultati e le best practices che ne deriveranno;
  • realizzare e diffondere campagne di comunicazione e/o informazione sull’importanza della riduzione dello spreco alimentare.

La Regione, in particolare, è impegnata a sensibilizzare le Amministrazioni comunali sulle misure fiscali premiali previste dalla Legge Gadda (L 166/16), attivando un confronto finalizzato ad individuare criteri e strumenti da proporre ai Comuni per la riduzione della tariffa per il servizio di gestione dei rifiuti urbani a favore delle utenze non domestiche che donano le proprie eccedenze e proponendo uno schema standardizzato e condiviso per la comunicazione al Comune dei quantitativi di eccedenze devolute da parte delle utenze non domestiche al fine sia di implementare la conoscenza di tali quantitativi e pertanto dei rifiuti evitati grazie a questa buona pratica, sia di ottenere la riduzione della tariffa per il servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Nel corso del 2019, in particolare, si è partecipato ad incontri ed iniziative di comunicazione e sensibilizzazione, in collaborazione con altri soggetti pubblici e del terzo settore che si occupano di riduzione dello spreco alimentare (Città Metropolitana di Torino, Comune di Torino, Università, Uffici periferici Ministero Sanità - UVAC, soggetti del terzo settore).

Attività su emergenze regionali o extra regionali legate alla gestione dei rifiuti urbani

Emergenza rifiuti urbani in Regione Liguria – Trattamento di rifiuti urbani prodotti nella Città Metropolitana di Genova presso impianti piemontesi nel 2020

Nel corso del 2020 è proseguita l’attività (iniziata nel 2014) a favore della Regione Liguria, consentendo il trattamento di rifiuti urbani liguri in alcuni impianti piemontesi situati nelle province di Alessandria, Asti, Biella e Cuneo. In particolare, nel corso del 2020 dalla Città metropolitana di Genova sono giunte in Piemonte tra gennaio e dicembre 68.625 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati. Tali rifiuti sono confluiti in soli 4 dei 7 impianti potenzialmente utilizzabili per il trattamento dei rifiuti liguri, localizzati nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo. Pertanto, nel periodo compreso tra ottobre 2014 e dicembre 2020 sono state complessivamente trattate in Piemonte circa 610.000 tonnellate di rifiuti urbani prodotti dalla Città Metropolitana di Genova.
Riguardo alla necessità di inserire questa attività in una stabile cornice programmatoria interregionale, su indicazione congiunta di entrambe le Regioni si è provveduto a redigere ed approvare da parte di entrambi gli Enti una apposita Intesa di validità triennale, all’interno della quale collocare i rapporti tra le due Regioni relativi alla gestione dei rifiuti urbani, che finora erano stati gestiti mediante appositi nulla osta. Lo schema di tale Intesa – contenuto nella D.G.R. n. 90-845 del 20.12.2019 rappresenta il risultato di un lungo lavoro costituisce il contenitore entro il quale a partire dal 1° gennaio 2020 sono andate a confluire tutte le attività di reciproco interesse tra le due Regioni in materia di rifiuti, ad iniziare dalla gestione dei flussi di rifiuti indifferenziati provenienti dalla Città Metropolitana di Genova e destinati ad alcuni impianti di trattamento situati in Piemonte. Sempre in tale Intesa viene stabilito per l’annualità 2020 un quantitativo massimo di 112.000 tonnellate di rifiuti liguri trattabili in sette impianti piemontesi, che in ogni caso – e ciò rappresenta un elemento di novità rispetto al passato - dal 1 gennaio 2020 non potranno più essere smaltiti all’interno del nostro territorio regionale: i rifiuti liguri trattati presso gli impianti piemontesi sono stati in parte destinati alla discarica di Genova-Scarpino, ed in parte inviati ad altri impianti di recupero energetico situati al di fuori dei territorio piemontese.

Emergenza relativa alle conseguenze degli eventi alluvionali

A seguito degli eventi alluvionali la Regione Piemonte è immediatamente intervenuta con due apposite Ordinanze contenute rispettivamente nei DPGR n. 59 del 26.10.2019 e n. 70 del 3.12.2019. Scopo di tali atti è stato quello di consentire la gestione dei rifiuti alluvionali e dei detriti (questi ultimi in genere dovuti ad eventi franosi che hanno riguardato strade, ma anche situazioni critiche afferenti agli alvei di fiumi e torrenti) permettendo il ricorso a particolari forme di gestione ditali materiali secondo criteri e competenze dettate nell’ordinanza stessa: sono state previste in proposito alcune deroghe, motivate e circoscritte, finalizzate a garantire la massima garanzia ambientale a fronte della necessità di riattivare nel minor tempo possibile la fruibilità di strade ed abitazioni per la ripresa delle attività.

Rapporto di Monitoraggio del Piano di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione

Nel corso del 2019 si è conclusa l’attività finalizzata alla redazione del primo Rapporto di Monitoraggio ambientale, documento predisposto secondo quanto previsto nel Piano di Monitoraggio Ambientale, di cui Allegato C della DCR 140-14161 del 19/04/16 (delibera di approvazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e dei fanghi di depurazione PRGRU).
Il documento è l’esito di un lavoro di raccolta e valutazione dei dati relativi agli indicatori di monitoraggio (stato, descrittivi e prestazionali) scelti per il Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani.
Il monitoraggio, inoltre, come peraltro già definito nel percorso di VAS, è da intendersi come monitoraggio integrato del PRGRU e dà seguito all’interrelazione tra i due strumenti che inizia in fase di pianificazione e continua in fase di attuazione.
Questo documento include pertanto non solo la verifica dell’attuazione del PRGRU e il raggiungimento dei suoi obiettivi, ma anche la valutazione degli effetti ambientali generati dal Piano stesso. Infatti, il monitoraggio, nel periodo di cogenza del Piano rifiuti, consentirà, in caso di necessità, di applicare misure correttive o migliorative rispetto a quanto previsto dallo stesso Piano, al fine di ridurre gli effetti negativi o indesiderati sia rispetto ai risultati attesi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia riguardo alla programmazione relativa ad altri settori.
Questo Primo Rapporto di Monitoraggio contiene innanzitutto un inquadramento generale del contesto, finalizzato in particolare ad evidenziarne i nuovi elementi significativi suddivisi nelle tematiche “Ambiente”, “Rifiuti” (Cap. 2). A seguire il resoconto dello stato di attuazione degli strumenti/azioni previsti dal PRGRU (Cap. 3), “obiettivi generali” e “priorità di piano”; il monitoraggio del set di indicatori che verificano l’attuazione del PRGRU e il grado di raggiungimento di obiettivi e target ove previsti (indicatori di stato, indicatori descrittivi e prestazionali – capp 4-6) ed infine le considerazioni conclusive e la valutazioni di eventuali misure correttive (cap 7).

Le attività principali che hanno permesso la redazione di questo documento sono state:
  • la costituzione di un gruppo di lavoro con ARPA Piemonte per l’analisi degli indicatori descrittivi, avente lo scopo di aggiornare i valori emissivi degli impianti e gli indicatori di impatto, nonché i coefficienti di conversione in sostanze equivalenti dei parametri di emissione in aria ed acqua. Nel mese di giugno 2019 l’ARPA ha trasmesso la relazione finale avente il seguente titolo: “Collaborazione alla predisposizione di report annuali e pluriennali relativamente agli indicatori descrittivi previsti nel PMA di cui alla DCR 140-14161 del 19/04/16;
  • la predisposizione del testo definitivo con valutazione degli indicatori di stato, degli indicatori descrittivi e degli indicatori prestazionali e redazione del capitolo finale con analisi dei suddetti indicatori, descrizione delle azioni di Piano adottate e proposta di revisione degli indicatori individuati nel PMA di cui alla DCR 140-14161 del 19/04/16;
  • l’approvazione del primo Rapporto di Monitoraggio ambientale con determinazione dirigenziale n. 669/A1603A del 30/12/19.

Come previsto nel Piano di Monitoraggio Ambientale la frequenza di aggiornamento del Rapporto di Monitoraggio è biennale.

Rapporto di Monitoraggio del Piano di gestione dei rifiuti speciali

Nel corso del 2020 si è conclusa l’attività finalizzata alla redazione del primo Rapporto di Monitoraggio ambientale, documento predisposto secondo quanto previsto nel “Piano di Monitoraggio Ambientale”, di cui Allegato C della D.C.R. 16 gennaio 2018, n. 253-2215 (delibera di approvazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali (PRRS).

Il Piano di monitoraggio ambientale è uno strumento necessario per monitorare, nel corso degli anni, l’attuazione del Piano rifiuti ed i suoi reali effetti sulla gestione del sistema rifiuti e sulle componenti ambientali. Il monitoraggio include non solo la verifica dell’attuazione del PRRS e il raggiungimento dei suoi obiettivi, ma anche la valutazione degli effetti ambientali generati dal Piano stesso. Inoltre nel periodo di cogenza del Piano rifiuti, consente, in caso di necessità, di applicare misure correttive o migliorative rispetto a quanto previsto dallo stesso Piano, al fine di ridurre gli effetti negativi o indesiderati sia rispetto ai risultati attesi relativi alla gestione dei rifiuti speciali, sia riguardo alla programmazione relativa ad altri settori. La frequenza con la quale sono predisposti i Rapporti di monitoraggio è triennale
Il primo Rapporto di monitoraggio ambientale è stato approvato con D.D. 8 febbraio 2021, n. 54.

Piano di Monitoraggio Ambientale
(All. C della D.C.R. 19 aprile 2016, n. 140-14161)

Nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) relativa al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani in collaborazione con Arpa Piemonte è stato elaborato un modello che consente di effettuare la valutazione degli scenari alternativi proposti dal Piano e di eseguire successivamente il monitoraggio degli indicatori "descrittivi", rappresentativi delle ricadute ambientali determinate dall’applicazione dello scenario scelto per la redazione del Piano.
Il modello prende in considerazione gli impatti associati ai diversi tipi di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, evidenziando l'entità delle modificazioni generate a seguito dei consumi di risorse e dei rilasci nell'ambiente.
Esso si rifà, come impostazione, alle tecniche della Life Cycle Assessment (Analisi del ciclo di vita), strumento comunemente utilizzato fin dalla prima metà degli anni ‘90 per la valutazione degli effetti ambientali di scenari di gestione di rifiuti.
Nel modello elaborato sono state applicate alcune modifiche rispetto all’approccio classico dell’applicazione della LCA per adattarlo agli obiettivi ed al livello di programmazione contenuta nel Piano regionale.
Il processo di valutazione dei carichi ambientali avviene principalmente attraverso l’identificazione e quantificazione dell’energia prodotta e consumata e delle emissioni in aria e acqua, quantificando gli input ed output per ogni singola sezione del sistema integrato di trattamento dei rifiuti indifferenziati (impianti di trattamento, di recupero energetico e di smaltimento).
Lo schema complessivo prevede la predisposizione, per ogni impianto di trattamento o di smaltimento, di una scheda che comprende un set di indicatori strettamente connessi con le azioni di trattamento e smaltimento rifiuti, riguardanti i consumi e recuperi energetici, emissioni atmosferiche, emissioni idriche, consumi idrici, rifiuti solidi generati.
Al fine di consentire il confronto tra i vari scenari e, in questo caso specifico, per valutare gli effetti dell’attuazione del Piano in fase di monitoraggio, è stato definito un sistema di indicatori confrontabili utilizzando indicatori sintetici di categorie di impatto, tratti dalle tabelle allegate alle Linee guida IPPC relative agli aspetti economici ed agli effetti incrociati (Luglio 2006), nelle quali vengono consigliate le categorie di impatto da utilizzarsi per valutazioni ambientali.
Gli indicatori di categorie di impatto, scelti in quanto rappresentativi degli effetti ambientali più rilevanti, sono i seguenti:
  • potenziale di tossicità umana
  • potenziale di tossicità per l’ambiente acquatico
  • potenziale di riscaldamento totale
  • potenziale di acidificazione
  • potenziale di eutrofizzazione
  • potenziale di creazione fotochimica di ozono.

Il lavoro di analisi degli indicatori descrittivi previsto nel Piano di Monitoraggio Ambientale è iniziato nell’anno 2018 con l’obiettivo di aggiornare il modello di valutazione sulle tipologie impiantistiche, quali coincenerimento, discariche, trattamento meccanico-biologico, sia per quanto riguarda i dati direttamente misurabili (consumi, emissioni, ...)
Per la complessità dell’argomento in questione, l’aggiornamento del modello è stato affidato ad Arpa Piemonte che, nell’ambito delle proprie attività di supporto alla Regione, ha costituito uno specifico gruppo di lavoro che comprende personale della sede centrale e personale dei Dipartimenti. Si è innanzitutto provveduto ad aggiornare i dati inseriti nel modello al fine di permettere il calcolo del carico ambientale iniziale (in termini di impatto sulla salute e sull’ambiente), da utilizzare come livello di partenza (sui dati 2016) nel monitoraggio del Piano Rifiuti. È stato necessario dunque procedere alla ricerca di dati sui carichi ambientali derivanti dalle diverse tipologie di impianti presenti nel Piano dei Rifiuti Urbani nonché all’aggiornamento dei dati sui fattori di conversione dei suddetti carichi ambientali per trasformarli nei fattori di impatto previsti dal modello. Si è deciso di procedere su un doppio binario: da un lato Regione ed Arpa hanno individuato dati bibliografici su pubblicazioni o su banche dati normalmente utilizzate per le LCA, dall’altro Arpa ha effettuato una ricerca di dati diretti provenienti dagli impianti di trattamento piemontesi (in particolare sfruttando i dati dei Piani di Monitoraggio e Controllo dei vari impianti). Quest’ultima ricerca ha portato alla condivisione di dati su termovalorizzazione, coincenerimento, trattamento di bioessiccazione, trattamento di biostabilizzazione e produzione di CDR, compostaggio/digestione anaerobica e discariche. Questi dati sono stati esaminati in dettaglio e, a livello generale, è emerso che i dati che possono essere raccolti da impianti realmente operanti nella realtà regionale sono sicuramente preferibili a quelli reperibili in letteratura; questi ultimi devono essere utilizzati, dopo attenta valutazione critica, solo in caso di mancanza di dati diretti. In particolare, si è visto che i dati disponibili direttamente sono in grado di coprire la maggior parte dei carichi ambientali che poi, attraverso i fattori di conversione, vengono convertiti dal modello in fattori di impatto sulla salute umana, sul clima, sulle acque etc.
È stato inoltre deciso che, ferma restando la struttura del modello, risulta appropriato provvedere alla ricerca ed aggiornamento dei soli carichi ambientali ai quali sono associati dei fattori di conversione che li trasformano negli impatti complessivi sull’ambiente e sulla salute.
Tali attività sono proseguite nell’anno 2019, arrivando alla messa a punto di un modello utilizzabile per effettuare il monitoraggio ambientale. Tale modello è stato utilizzato per quantificare gli impatti ambientali legati agli anni 2016, 2017 e teorici 2020 di cui al capitolo 5 del primo Rapporto di Monitoraggio ambientale.
Lo studio qui descritto che ha portato all’aggiornamento del modello dal titolo: “Collaborazione alla predisposizione di report annuali e pluriennali relativamente agli indicatori descrittivi previsti nel PMA di cui alla DCR 140-14161 del 19/04/16”.

Incendi in impianti di trattamento rifiuti e pianificazione della Prevenzione

Anche nel 2020 sono continuate le attività per contrastare il fenomeno degli incendi presso gli impianti di trattamento rifiuti - un'emergenza degli ultimi anni che ha coinvolto soprattutto il nord Italia.
A livello regionale l’attenzione sull’argomento è stata alta, la Commissione regionale Ambiente, la Commissione speciale per la promozione della cultura della legalità e il contrasto dei fenomeni mafiosi avevano attivato nel corso del 2018 un’indagine conoscitiva inerente gli episodi di incendio ai magazzini di impianto di trattamento rifiuti differenziati verificatisi in Piemonte. L’inchiesta che ha coinvolto oltre il Consiglio e la Giunta regionale anche i Noe, l’Arpa, la Città metropolitana di Torino e i Vigili del Fuoco si è conclusa con la Deliberazione del Consiglio regionale 22 gennaio 2019, n. 356 – 1818. Dall’indagine è emersa la necessità di una più assidua attività di controllo e di una maggiore sensibilizzazione verso i gestori degli impianti. L'adeguatezza delle filiere industriali in termini di capacità di smaltimento e di soluzioni tecnicamente innovative insieme ad autorizzazioni semplici e chiare sono la migliore forma di prevenzione.

Nel 2020 il lavoro si è in particolare concentrato sulle attività di prevenzione di fenomeni di incendio negli impianti a seguito delle disposizioni di cui all’art. 26 – bis della Legge 1° dicembre 2018, n.132 così come specificate dalla Circolare ministeriale prot. 2730 del 13.2.2019 che hanno previsto l’obbligo di predisporre un apposito “piano di emergenza interna” (PEI) per tutti i gestori degli impianti di stoccaggio e trattamento di rifiuti, esistenti o di nuova costruzione, nonché la predisposizione del “piano di emergenza esterna” (PEE), elaborato dal prefetto d’intesa con le regioni e gli enti interessati sulla base delle informazioni fornite dai gestori stessi.

Nello specifico per la Città Metropolitana di Torino è stato attivato un gruppo di lavoro tra Regione Piemonte, Arpa Piemonte e Città Metropolitana di Torino e Vigili del Fuoco per condividere le informazioni e le esperienze al fine condividere un percorso metodologico per predisporre uno schema di PEE.

In questo contesto Arpa ha avviato la realizzazione di un sistema di conoscenza sul controllo degli impianti (partendo da quelli che effettuano il recupero di carta e materiali plastici) al fine di prevenire i fenomeni di incendio, a supporto dei soggetti istituzionali che operano sul territorio regionale.
Questa attività prevede la creazione di una base dati e di un servizio informativo integrato e accessibile sul Geoportale di Arpa Piemonte che sfruttando le banche dati e i principali sistemi informativi su cui è possibile realizzare un primo strato di conoscenza sul tema degli incendi degli impianti di trattamento dei rifiuti - il Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD), il sistema di gestione anagrafica regionale dei soggetti sottoposti ad autorizzazione ambientale (ANAGAMB), i dati del Gestore Anagrafi Unificate (GAU) e del sistema informativo geografico agenziale - consente le seguenti fruizioni:
  • verificare, con il supporto di un servizio geografico, la dislocazione territoriale di soggetti autorizzati alla gestione di rifiuti potenzialmente infiammabili (principalmente imballaggi di carta e plastica);
  • evidenziare per quali di questi impianti si è già verificato uno o più fenomeni di incendio a partire dal 2015 (dagli elenchi in possesso dell’Arpa);
  • ­evidenziare quali di questi impianti è stato oggetto di verifiche e controlli (di qualsiasi genere) da parte di Arpa .

La gestione dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane (EER 190805)

In tema di fanghi di depurazione la Giunta regionale con deliberazione 17 luglio 2020, n. 13-1669 ha approvato un atto di indirizzo relativo alla gestione dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane (EER 190805), al fine di adeguare la pianificazione regionale all’evoluzione normativa di settore ed alle migliori tecnologie disponibili. Nello specifico si dà avvio ad un processo di pianificazione regionale in materia di gestione dei fanghi che deve essere improntato ai principi di prossimità e diversificazione della destinazione finale dei fanghi complessivamente prodotti a scala regionale e tener conto delle migliori tecnologie attualmente disponibili per il trattamento e per il riutilizzo e recupero degli stessi, nonché perseguire i seguenti obiettivi:

  1. monitorare la gestione degli impianti e delle linee fanghi e ottenere una caratterizzazione analitica completa e sistematica, raccogliendo tutti i dati e le informazioni necessarie alla caratterizzazione dei fanghi prodotti;
  2. comporre un quadro quali-quantitativo dei fanghi prodotti ed individuare di conseguenza gli indirizzi verso le possibili destinazioni di recupero (di materia e/o energetico) improntato ai principi di tutela ambientale, di prossimità della gestione e di diversificazione delle destinazioni in un’ottica di autosufficienza regionale e di costi sostenibili;
  3. indirizzare le linee fanghi dei principali impianti di depurazione verso un grado elevato di efficienza attraverso interventi di adeguamento funzionale e/o innovazione tecnologica delle sezioni di stabilizzazione, digestione e di disidratazione per ottimizzarne la gestione in funzione delle destinazioni impiantistiche previste, da individuarsi secondo la programmazione regionale in materia.

La programmazione sui rifiuti costituiti da fanghi di depurazione, così come indicato nella n. 117/2019, rientra nell’ambito della Pianificazione sui rifiuti speciali.
Riferimenti

Sul pagina web dedicata ai Rifiuti del sito della Regione Piemonte è possibile trovare le informazioni inerenti la produzione e la gestione dei rifiuti urbani, le azioni regionali, il Sistema Informativo Rifiuti, i rifiuti speciali e la normativa del settore.
Sul sito web Dati.Piemonte.it è possibile acquisire direttamente le informazioni inerenti la produzione dei rifiuti urbani effettuando un download dei dati (formato csv).