Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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RIFIUTI URBANI


L’argomento Rifiuti rientra negli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile in particolare nell'Obiettivo 12:

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Target

12.2: Entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l’utilizzo efficiente delle risorse naturali.
12.5: Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo.


MISURE DI ECONOMIA CIRCOLARE PER I RIFIUTI

Siamo ormai prossimi al recepimento nel nostro ordinamento giuridico del pacchetto di misure sull’economia circolare, approvato in seduta plenaria dal Parlamento europeo il 18 aprile 2018: tale documento comprende disposizioni di modifica di 6 direttive sui rifiuti, in particolare la direttiva “madre” 2008/98/Ce e le direttive sugli imballaggi, discariche, rifiuti elettrici ed elettronici (raee), veicoli fuori uso e pile. Le quattro direttive del “pacchetto economia circolare” del 30/05/18 (849/2018/Ue, 850/2018/Ue, 851/2018/Ue e 852/2018/Ue) modificano come già citato la direttiva 2008/98/Ce e le direttive specifiche in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/Ce), discariche (1999/31/Ce), rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (2012/19/Ue), veicoli fuori uso (2000/53/ce) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/Ce).
Si ricorda che la L 117 del 4/10/19, n. 117 ha delegato al Governo il compito di recepire le direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea: in particolare gli articolo 14-16 si riferiscono specificatamente alle direttive succitate.

Complessa risulta l’attuazione della direttiva 851/2018/Ue, che modifica la direttiva 2008/98/Ce e della direttiva 852/2018/Ue, che modifica a sua volta la direttiva 1994/62/Ce sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio.

Tra gli aspetti principali, che possono essere sintetizzati, vi sono:
  • la riforma del sistema di responsabilità estesa del produttore;
  • la modifica e l’estensione del sistema di tracciabilità informatica dei rifiuti;
  • la riforma del sistema delle definizioni e delle classificazioni;
  • la razionalizzazione del sistema tariffario al fine di incoraggiare l’applicazione della gerarchia dei rifiuti;
  • la riforma della disciplina relativa alla cessazione della qualifica di rifiuto;
  • l’agevolazione all’impiego di appositi strumenti e misure per promuovere il mercato di prodotti e materiali riciclati e lo scambio di beni riutilizzabili;
  • la riforma della disciplina sulla prevenzione della formazione dei rifiuti;
  • il riordino dell’elenco dei rifiuti e delle caratteristiche di pericolo.

Per la parte relativa alle discariche merita evidenziare, in termini sintetici, i seguenti principi e criteri specifici previsti:
  • riforma del sistema dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica;
  • adozione di una nuova disciplina organica in materia di utilizzazione dei fanghi, anche modificando la disciplina stabilita dal DLgs 99 del 27/01/92;
  • adeguamento al progresso tecnologico i criteri di realizzazione e di chiusura delle discariche, favorendo l’evoluzione verso requisiti tecnici di tipo prestazionali;
  • definizione di modalità, criteri generali e obiettivi progressivi per il raggiungimento degli obiettivi della direttiva in termini di percentuali massimi di rifiuti urbani conferibili in discarica.

Si evidenzia che per quanto riguarda la riforma del sistema di gestione dei veicoli fuori uso oltre a coordinare le disposizioni del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, con le disposizioni contenute nella succitata direttiva, si prevede, tra l’altro, di individuare forme di promozione e di semplificazione per il riutilizzo delle parti dei veicoli fuori uso utilizzabili come ricambio, nonché di rafforzare l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di tracciabilità dei veicoli, dei veicoli fuori uso e dei rifiuti derivanti dal trattamento degli stessi.

A livello di strategie e azione dell’Unione Europea merita evidenziare che a maggio 2019 è stato presentato l’aggiornamento della Strategia nazionale per la bioeconomia, con il relativo programma di attuazione, anche alla luce della nuova “European BioEconomy Strategy” che pone fortemente l’accento sulla necessità di orientare tutti i settori della bioeconomia verso la circolarità e la sostenibilità ambientale.
Sempre in tale contesto europeo si evidenza l’iniziativa promossa dalla Commissione europea per un Green Deal, che punta ad un nuovo modello di sviluppo in grado di rafforzare la competitività dell’industria europea, assicurando una transizione ecologica socialmente sostenibile, garantendo una tutela dell’ambiente e della biodiversità, nonché una strategia per il cibo sostenibile ed un nuovo piano d’azione per l’economia circolare. L’obiettivo è di arrivare al 2050 ad una neutralità climatica.
A dicembre 2019 è stato approvato dalla Commissione il Piano per il Green Deal che contiene una serie di strategie, piani di azioni e strumenti e successivamente il Piano degli investimenti (gennaio 2020). Nel mese di marzo è stato presentato un nuovo Piano d’azione per l’economia circolare per un Europa più pulita e più competitiva. Il Piano presenta una serie di iniziative collegate tra loro destinate a istituire un quadro strategico per i prodotti in cui gli stessi, i servizi e i modelli imprenditoriali sostenibili costituiranno la norma ed a trasformare i modelli di consumo in modo da evitare soprattutto la produzione di rifiuti.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche di supporto alla transizione verso un’economia circolare vanno segnalate anzitutto le innovazioni introdotte nel Piano Industria 4.0 e le connesse misure contenute nella legge di bilancio nazionale 2020. Con tale legge è stata istituita una plastic tax, con l’obiettivo di disincentivare l’uso dei prodotti in plastica monouso, esclusi i prodotti compostabili e i materiali riciclati, pari a 45 centesimi di euro per kg di plastica, prevedendo al contempo un credito di imposta per incentivare l’adeguamento tecnologico mirato alla produzione di manufatti compostabili.

Produzione rifiuti urbani

In Piemonte da diversi anni i principali indicatori evidenziano (tabella 1):

  • una produzione complessiva dei rifiuti urbani stabile, con un valore pari a 2.148.627 tonnellate nel 2019 (-1,0% rispetto al 2018),
  • una diminuzione dei rifiuti indifferenziati che residuano dalla raccolta differenziata (RU ind=787.419 tonnellate nel 2019, -6,5% rispetto al 2018, -6,4% rispetto al 2017);
  • un aumento costante della raccolta differenziata con RD=1.361.207 tonnellate nel 2019, (+2,5% rispetto al 2018, + 9,9% rispetto al 2017).

La raccolta differenziata nel 2019 si attesta al 63,4% del totale; un dato in miglioramento rispetto a quello del 2018 che era pari al  61

Tabella 1
Dettaglio dati di produzione - anno 2019

PROVINCIA/Città Metropolitana

PR
Residenti 2019

RT
Rifiuti totali
(t/a)


[RU+RD]

RU ind
Rifiuti urbani
indifferenziati
(t/a)

RD
Raccolte
differenziate
(t/a)

%
di RD



[RD/RT]

ALESSANDRIA

422.072

222.596.817

94.549.470

128.047.347

57,5%

ASTI

209.298

96.418.650

27.646.190

68.772.460

71,3%

BIELLA

174.384

81.958.145

25.705.560

56.252.585

68,6%

CUNEO

586.568

305.806.237

92.042.336

213.763.901

69,9%

NOVARA

369.594

178.352.205

38.013.235

140.338.970

78,7%

TORINO

2.253.262

1.089.279.671

456.925.096

632.354.575

58,1%

VCO

157.455

89.733.926

24.372.906

65.361.020

72,8%

VERCELLI

168.742

84.480.890

28.164.626

56.316.264

66,7%

TOTALE REGIONE 2019

4.341.375

2.148.626.541

787.419.419

1.361.207.122

63,4%

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti


In termini di quantità pro capite ogni abitante piemontese ha prodotto circa 495 kg di rifiuti, di cui 314 kg raccolti in modo differenziato e avviati a recupero, e 181 kg avviati a smaltimento.

Nella figura 1 si può osservare il trend di produzione di rifiuti urbani (RT) negli anni 2000-2019. La produzione di rifiuti in questi ultimi vent’anni circa è aumentata del 5,5%, la RD è aumentata di 987.640 t (+264,4%) ed i rifiuti avviati a smaltimento si sono più che dimezzati -876.373 t (-52,7%).

Figura 1
Variazione della produzione dei rifiuti - anni 2000-2019

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

Dal 2017 la Regione Piemonte si è allineata al metodo di calcolo nazionale emanato con decreto ministeriale del 26 maggio 2016: il vecchio metodo di calcolo regionale è stato infatti sostituito con la DGR 15-5870 del 3 novembre 2017; per tale motivo occorre porre particolare attenzione nell’analisi dei dati rispetto agli anni precedenti.

Nella figura 2 si riporta, a livello regionale, la serie storica 2000-2019 degli indici di produzione pro capite RT, RU, RD, con indicate la variazioni percentuali tra ciascun biennio analizzato.

Anche in questo caso la serie storica conferma più o meno quanto evidenziato nell’analisi dei valori assoluti. La produzione complessiva pro capite è aumentata del 4,2%, passando da 475 nel 2000 a 495 nel 2019, i RU pro capite sono diminuiti del 53,2% e la RD pro capite è aumentata del 260%.

Figura 2
Variazione dei principali indicatori negli anni - anni 2000-2019

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

Raccolta differenziata

Anche la percentuale di RD ha avuto un notevole incremento negli anni analizzati con una forte crescita nel primo decennio (periodo 2000-2010) pari ad un +174,7% e un rallentamento nel periodo successivo pari a +25,8. Tale rallentamento è evidenziato nella figura 3.

Figura 3
Raccolta differenziata: variazione 2000-2019

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

Figura 4
Raccolta differenziata - anno 2010

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

Figura 5
Raccolta differenziata - anno 2019

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti
Nell’ambito della raccolta differenziata le frazioni maggiormente raccolte su base annuale (anno 2019) risultano essere la carta e cartone (282.789 t circa; 65,1 kg pro capite); l’organico (274.202 t circa; 63,2 kg pro capite), il vetro (136.789 t circa; 31,6 kg pro capite); gli sfalci e potature (148.818 t circa; 34,3 kg pro capite) ed il legno (98.928 t circa; 22,8 kg pro capite). In aumento il dato relativo al compostaggio domestico i cui quantitativi rilevati risultano essere pari a 38.372 t circa (secondo anno di rilevazione).
Nella figura successiva viene rappresentata l’incidenza percentuale delle diverse frazioni raccolte in modo differenziato.

Figura 6
Ripartizione rifiuti differenziati - anno 2019

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

Figura 7
Raccolta differenziata e produzione di rifiuti a livello comunale

 Gestione rifiuti urbani

Nel 2019 i rifiuti indifferenziati avviati a trattamento sono stati 787.419 tonnellate: di questi quantitativi il 58%, corrispondente a 456.627 t, è stato inviato alla termovalorizzazione, il 41,4 % al trattamento meccanico-biologico TMB per un totale di 326.305 t e solo lo 0,6% direttamente in discarica (4.487 t).

Se si prendono in considerazione gli ultimi anni, come evidenziabili nella figura 8, il quantitativo di rifiuti urbani indifferenziati da gestire si è ridotto in totale del 26 % rispetto al 2010.

Figura 8
Destinazione dei rifiuti urbani indifferenziati - anni 2008-2019

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

Il sistema di gestione dei rifiuti urbani indifferenziati (relativamente all’anno 2019) dispone della seguente dotazione impiantistica:
  • 1 impianto di termovalorizzazione sito a Torino, località Gerbido, autorizzato con un carico termico di 206,25 Mwt; nel 2019 ha trattato complessivamente 562.269 t di rifiuti di cui 455.819 t di rifiuti urbani indifferenziati (codice EER 200301); inoltre in provincia di Cuneo è operativo un impianto di co-incenerimento che sostituisce parte del combustibile fossile con combustibile derivato da rifiuti (CCS); nel 2019 ha recuperato 58.826 t di CSS - Combustibile Solido Secondario prodotto negli impianti di trattamento del territorio cuneese;
  • 9 impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) di cui - 6 impianti di preselezione e stabilizzazione biologica aerobica: Alessandria, Casale Monferrato, Valterza, Magliano Alpi, Borgo San Dalmazzo e Sommariva Bosco - 2 impianti di bioessiccazione: Cavaglià, Villafalletto - 1 impianto di sola produzione di CSS : Roccavione. Nei suddetti impianti sono state trattate circa 389.738 t di rifiuti urbani indifferenziati (compresi i rifiuti urbani provenienti da fuori regione), in totale 493.829  t, compresi i rifiuti speciali; dal trattamento sono state ottenute  58.802 t di CSS, che è stato recuperato presso l’impianto di coincenerimento (cementificio) in Provincia di Cuneo. La frazione secca, non trasformata in CSS, e la frazione umida trattata e stabilizzata sono state conferite in discarica o inviate ad incenerimento fuori regione (figura 9);
  • 11 discariche per rifiuti non pericolosi che ricevono rifiuti da trattamento dei rifiuti urbani, distribuite prevalentemente nelle Province di Torino, Alessandria e Cuneo.  Complessivamente sono state smaltite in discarica 380.382 t di rifiuti di cui 182.018 t provenienti dalla gestione dei rifiuti urbani (figura 10). Ad oggi le discariche sono destinate ad accogliere rifiuti trattati.

Figura 8
Rifiuti conferiti nelle discariche per rifiuti urbani nell’anno 2019 (valori espressi in percentuale)

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

Tabella 2
Dettaglio smaltimento in discarica per rifiuti urbani nell’anno 2019 (valori espressi in tonnellate)

Rifiuti conferiti

Quantità in tonnellate

Rifiuti urbani INd

                  4.203

Rifiuti da TMB

                177.815

tot RU in discarica

                182.018

altri scarti RD+RS

                 198.364

TOT SMALTITO

                380.382

Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

Figura 10
Gestione dei rifiuti indifferenziati: schema di flusso generale (t) - anno 2019



Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

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Consulta la serie storica degli indicatori ambientali relativi alla produzione dei rifiuti urbani.

Consulta la serie storica degli indicatori ambientali relativi alla raccolta differenziata

Consulta la serie storica degli indicatori ambientali relativi alla gestione dei rifiuti urbani

Per approfondimenti sul Protocollo di conformità del Combustibile Solido Secondario (CSS)

Per approfondimenti su sui rifiuti urbani consulta il sito di Regione Piemonte