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AMBIENTE COSTRUITO

L'argomento Ambiente Costruito rientra negli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile in particolare nell'Obiettivo 11:

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili

Misure per il riuso, la riqualificazione dell’edificato e la rigenerazione urbana

Con la LR 16 del 4/10/18 la Regione ha promosso e incentivato il riuso e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e la rigenerazione di parti di città, con l’obiettivo di disciplinare procedure edilizie innovative e semplificate che promuovano il recupero dell’edificato, dei sottotetti e dei rustici, quale scelta prioritaria e alternativa rispetto al consumo di suolo libero. La legge, nella sua prima fase di applicazione, ha favorito la realizzazione di interventi volti a rinnovare parti di territorio urbanizzato, costituito da un patrimonio degradato e obsoleto, di scarsa qualità architettonica e privo dei criteri funzionali, di sostenibilità. La prima fase di attuazione è stata accompagnata con la pubblicazione della Circ. PGR Piemonte 16/05/19, n. 4/AMB, finalizzata a dare una prima serie chiarimenti alle Amministrazioni comunali e operatori di settore in merito all'applicazione delle procedure innovative rispetto alla strumentazione urbanistica comunale, alla disciplina edilizia nazionale e regionale e alle limitazioni all'applicazione degli interventi.

Il Protocollo ITACA

La Regione Piemonte è socio fondatore dell’Istituto denominato ITACA, “Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale” (Organo tecnico della Conferenza delle Regioni) la cui missione è promuovere e garantire un efficace coordinamento tecnico tra gli associati sulle tematiche degli appalti pubblici anche attraverso la diffusione di buone pratiche per la qualità urbana e la sostenibilità ambientale.
Nel 2001 è stato promosso da ITACA, avvalendosi del supporto tecnico di iiSBE Italia (international initiative for a Sustainable Built Environment Italia) e ITC-CNR, un gruppo di lavoro interregionale per l’edilizia sostenibile al fine di dotare le regioni di strumenti validi a supporto delle politiche territoriali di promozione della sostenibilità ambientale.
Il gruppo di lavoro interregionale in materia di bioedilizia ha sviluppato la prima versione del Protocollo ITACA sulla base della metodologia SB Method, metodologia che è riconosciuta internazionalmente e permette la valutazione globale delle prestazioni dell’edificio, la contestualizzazione sul territorio in cui viene applicato, l’adattabilità alle diverse esigenze di destinazione dell’edificio e la capacità di aggiornarsi a seguito dell’evoluzione del quadro normativo.
Il protocollo si basa sull’individuazione di criteri, ovvero di temi ambientali che permettono di misurare le varie prestazioni ambientali dell’edificio posto in esame attraverso la definizione di prestazioni di riferimento (benchmark) con cui confrontare le prestazioni dell’edificio per l’attribuzione di un punteggio (rapporto della prestazione con il benchmark); la “pesatura” dei criteri che ne determinano la maggiore e minore importanza e il punteggio finale sintetico che definisce il grado di miglioramento dell’insieme delle prestazioni rispetto al livello standard.
I criteri individuati hanno una valenza economica, sociale, ambientale di rilievo e sono quantificabili o definibili qualitativamente, ovvero oggettivamente rispondenti a scenari prestazionali predefiniti, hanno comprovata valenza scientifica e sono dotati di prerogative di pubblico interesse.
La Regione Piemonte ha applicato il Protocollo ITACA, sin dal 2009, per sviluppare e dare attuazione a diverse azioni finalizzate alla realizzazione e alla promozione di interventi di sostenibilità, in molti settori di intervento quali l’edilizia residenziale pubblica sociale, l’edilizia privata, l’edilizia commerciale, l’edilizia scolastica e gli edifici pubblici.
A partire dalle esperienze maturate nelle diverse strutture regionali amministrative è maturata la necessità di disporre di uno strumento unificato per la valutazione della sostenibilità degli edifici per garantire un maggior coordinamento, una migliore diffusione dei principi di sostenibilità ed eliminare la frammentazione settoriale e la conseguente duplicazione dei contenuti comuni.
Con DGR 42-7890 del 16/11/18,  è stato approvato il sistema di valutazione della sostenibilità Protocollo ITACA - Regione Piemonte – Edifici, unico protocollo ITACA declinato per la Regione Piemonte e composto sia dagli standard tecnici per l’edilizia residenziale sia dagli standard tecnici per l’edilizia non residenziale, comprensivo degli standard tecnici per gli edifici ricettivi, industriali, direzionali, scolastici, attività ricreative e sportive. Con il Protocollo ITACA - Regione Piemonte – Edifici, sono stati aggiornati e accorpati gli standard tecnici dei diversi protocolli precedentemente in uso (Protocollo ITACA sintetico 2009 Regione Piemonte e Protocollo ITACA – Regione Piemonte – Edifici Pubblici 2017) e sviluppati nuovi standard tecnici per gli edifici a destinazione d’uso turistico-ricettiva, artigianale e produttiva precedentemente non elaborati.
La predetta deliberazione dà altresì mandato alla Direzione Ambiente, Energia e Territorio di valutare la realizzazione di un specifico protocollo, contestualizzato a livello regionale sulla base del “Protocollo ITACA a Scala Urbana” approvato dal Consiglio Direttivo di ITACA, a supporto della valutazione della sostenibilità degli interventi a scala urbana.

Il Protocollo ITACA Regione Piemonte – Edifici costituisce strumento ascrivibile al processo di costruzione della Strategia regionale per lo Sviluppo Sostenibile secondo quanto previsto con DGR 3-7576 del 28/09/18 “DLgs152/06, articolo 34. Delibera CIPE 108/17 - Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile: disposizioni e avvio del processo di costituzione”, e della Strategia regionale sui cambiamenti climatici di cui alla DGR n. 24-5295 del 3/07/17,  “Disposizioni per la predisposizione e la realizzazione della Strategia Regionale sui Cambiamenti Climatici quale attuazione della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile di cui alla deliberazione CIPE n. 57/02 e all'articolo 3, comma 2 della L 221/15”.

In data 21 febbraio 2020 è stata approvata la DGR 6-1025 “Approvazione dello schema di Accordo ai sensi dell'art. 15 della L 241 del 7/08/90 tra Regione Piemonte e ITACA (Istituto per l'Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilita' Ambientale) per la valutazione della sostenibilità in edilizia e urbanistica in Regione Piemonte e lo sviluppo di strumenti per l'attuazione e il monitoraggio del Protocollo ITACA.” al fine di proseguire la collaborazione fra la Regione Piemonte e ITACA, per aggiornare le versioni esistenti del Protocollo ITACA di valutazione della sostenibilità degli edifici, realizzare specifiche implementazioni dello strumento in materia edilizia ed urbanistica a carattere territoriale, diffonderne i contenuti, monitorarne l’utilizzo e verificarne la corretta attuazione.

Bandi per manutenzione di edifici scolastici

Il Protocollo ITACA Regione Piemonte – Edifici ha trovato applicazione nell’ambito del piano triennale regionale 2018-2020 predisposto dalla Direzione Coesione Sociale, Settore Politiche dell’Istruzione, programmazione e monitoraggio delle strutture scolastiche che ha predisposto un bando per il finanziamento di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici scolastici. A questo bando possono partecipare, presentando le loro proposte progettuali, Comuni, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni gestori ai sensi della L 23/96 e s.m. e i. di edifici di proprietà pubblica adibiti ad istruzione scolastica statale. Il Protocollo è esplicitamente citato
Nella valutazione delle proposte progettuali e, quindi, nella formazione della graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento, il raggiungimento di un grado di sostenibilità edilizia secondo la scala di valutazione del “Protocollo ITACA Regione piemonte – Edifici pubblici -– Edifici scolastici, palestre” costituisce criterio di merito.

Buone pratiche per la tutela della salute in ambiente indoor

Il Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018 ha introdotto, tra gli obiettivi di prevenzione da conseguire in materia di impatto ambiente-salute, la redazione di linee di indirizzo per la costruzione di edifici in chiave eco-compatibile.
Il Piano Regionale di Prevenzione 2014-2019 ha recepito tale obiettivo prevedendo un percorso di coinvolgimento di competenze sanitarie, tecniche ed ambientali al fine di integrare l’esigenza di salubrità e benessere indoor degli edifici con criteri di sicurezza e sostenibilità ambientale.
Nel 2016 è stato costituito un tavolo di lavoro regionale multidisciplinare e multiprofessionale, composto da rappresentanze delle Direzioni regionali Sanità, Ambiente, Competitività, Opere Pubbliche, ASL, Ordine Ingegneri Torino, Ordine Ingegneri Asti, Collegio dei geometri di Torino, Ordine Architetti Torino, ARPA, referenti regionali del protocollo ITACA - iiSBE Italia. Il tavolo ha lavorato alla valutazione di sostenibilità degli edifici secondo il modello Protocollo ITACA con particolare riferimento all’area di valutazione Qualità Ambientale indoor.
È stata predisposta la bozza del Documento di indirizzo per la salubrità e sostenibilità di edifici ad uso lavorativo generico (con presenza anche non esclusiva di lavoratori).
Il documento, costituito da schede tecniche conformi al protocollo ITACA e schede descrittive finalizzate ad esemplificare gli indirizzi costruttivi indicati è stato presentato ai diversi portatori di interesse (ASL, ARPA, Ordini Professionali e Collegi, Direzioni regionali) in occasione di un evento tenutosi il 26 novembre 2019, avviando così il confronto e la possibilità di sperimentazione su casi concreti. Nel 2020 era prevista la prosecuzione delle attività del tavolo per la conclusione del lavoro. In considerazione dell’emergenza sanitaria, le attività si sono temporaneamente interrotte.

PRESTAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI (SIPEE)

Il SIPEE (Sistema Informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici) è la piattaforma informativa che gestisce l'APE (Attestazione della Prestazione Energetica) degli edifici.
Dedicato a certificatori, cittadini, notai ed enti e soggetti formativi, il portale fornisce gli aggiornamenti relativi agli aspetti legislativi e consente numerose funzionalità tra cui la compilazione online e la trasmissione degli APE e le ricerche sull'elenco dei certificatori regionali e degli attestati trasmessi al SIPEE.

Inoltre, da quest’anno sono pubblicati i dati tecnici di dettaglio delle prestazioni energetiche. I dataset pubblicati comprendono dati tecnici aggiuntivi. 

CLASSIFICAZIONE energetica degli edifici

La classificazione energetica degli edifici, attiva in Piemonte dalla fine del 2009, attesta la prestazione energetica di un edificio, fornendo quindi informazioni sui consumi di energia in condizioni standard.
A partire dall’ottobre 2015 la Regione Piemonte ha adeguato, con il supporto di CSI-Piemonte, il Sistema informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici (SIPEE) che gestisce l'elenco regionale dei soggetti abilitati al rilascio dell'Attestato di Prestazione Energetica (APE), i dati inseriti negli APE e la raccolta degli attestati trasmessi dai professionisti.
L’esame dei dati relativi agli immobili certificati consente di caratterizzare il patrimonio edilizio esistente anche al fine di definire le politiche più efficaci in questo campo.

Le modifiche introdotte alle metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici non consentono di sommare i risultati contenuti nella banca dati ACE ante-2015 con quelli contenuti negli APE ex DM 26/06/15; quindi in questa sede sono presentati i risultati dei soli APE raccolti dal SIPEE a partire dall’ottobre 2015 fino al 30 aprile 2020.

Analisi dei dati raccolti in SIPEE

Il volume lordo riscaldato dotato di Attestato di Prestazione Energetica (APE) è oggi pari a 346.450.892 m3, pari a circa il 50% del volume edificato, suddiviso per anno di costruzione e per classe come evidenziato nei due grafici seguenti:

Figura 1
Volumi del patrimonio edilizio suddivisi per anno di costruzione

Fonte: Sistema Informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici (SIPEE)

Figura 2
Classi energetiche del patrimonio edilizio, per fasce di anni di costruzione

Fonte: Sistema Informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici (SIPEE)

Si osserva innanzitutto che “i più certificati” sono gli edifici in “Fascia 5 – 1961-1975”, con prestazioni in Classe E, F e G.
È anche interessante osservare la suddivisione per Classi di Figura 3: il patrimonio immobiliare piemontese mostra una classe energetica ancora poco soddisfacente, compresa nelle classi F e G per il 72% su un totale di 394.421 APE. Si conferma, come per gli anni passati, che solamente una piccola quantità del totale degli immobili certificati (6,3%, in costante leggero miglioramento rispetto al dato dell’anno precedente) risulta in classe A4-A1.

Figura 3
Numero di APE per Classi energetiche del patrimonio edilizio

Fonte: Sistema Informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici (SIPEE)

Per quanto riguarda la motivazione del rilascio degli attestati di prestazione energetica effettuati in Piemonte, si conferma il dato delle passate edizioni: circa la metà degli APE è prodotta per soddisfare il passaggio di proprietà dell’immobile e poco più del 30% è dovuta alla locazione, a seguire con valori più contenuti la nuova costruzione, la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione enrgetica (ex DM 26/06/15) con quantità comprese tra il 3% ed il 4% ognuna ed un totale del 11%.

Figura 4
Distribuzione di APE per “motivazione del rilascio”

Fonte: Sistema Informativo per la Prestazione Energetica degli Edifici (SIPEE)

Infine, è interessante osservare come si ripartiscono gli attestati per destinazione d’uso; nel grafico che segue si è distinto:

  1. E.1_destinazione d’uso residenziale, che è quella che mostra un maggior numero di APE: è stata suddivisa tra E1.1 (uso continuo) - E1.2 (uso saltuario), E1.3 (alberghi, pensioni) e E1.1bis (caserme e carceri); queste ultime due categorie non sono significative nei numeri, ma è interessante osservare la scarsa prestazione energetica dell’edifico;
  2. E.2._uffici;
  3. E.3_ospedali, case di cura e ricoveri;
  4. E.4_attività ricreative e di culto: anche qui è possibile suddividere tra E.4.1 (cinema e teatri), E.4.2 (musei e biblioteche) ed E.4.3 (bar, ristoranti);
  5. E.5_commercio;
  6. E.6_attività sportive: si è scelto di non suddividere tra E.6.1 (piscine), E.6.2 (palestre) ed E.6.3 (servizi di supporto) in quanto i numeri sono talmente piccoli che non se ne apprezzerebbe la distinzione;
  7. E.7_scuole;
  8. E.8_attività artigianali e industriali.

Destinazione d’uso / Classe

A4

A3

A2

A1

B

C

D

E

F

G

totali

%

E1.1

4.231

4.884

5.367

6.742

8.580

16.831

43.074

71.836

88.439

85.636

335.620

85,1%

E.1.2

41

48

120

161

219

294

920

1.463

2.317

5.474

11.057

2,8%

E1.1.BIS

2

6

5

6

10

21

47

53

57

74

281

0,1%

E.1.3

19

28

29

66

67

142

122

93

54

78

698

0,2%

E.2

98

145

216

347

559

1028

2064

2217

2041

2360

11.075

2,8%

E.3

15

31

26

35

65

114

151

83

50

45

615

0,2%

E.4.1

5

9

12

17

35

44

52

41

26

38

279

0,1%

E.4.2

5

4

3

10

14

18

45

38

36

53

226

0,1%

E.4.3

56

63

147

213

477

838

749

307

227

247

3.324

0,8%

E.5

81

181

292

503

777

1.672

3.467

4.283

4.104

5.246

20.606

5,2%

E.6

26

26

27

41

67

81

156

100

65

75

664

0,2%

E.7

24

22

19

46

55

132

296

193

116

83

986

0,2%

E.8

62

64

107

126

267

396

896

1.102

1.503

4.467

8.990

2,3%

Figura 5
Scomposizione APE per destinazione d’uso e classe

CONTROLLI E SANZIONI IN MATERIA DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI

Il controllo degli attestati di prestazione energetica degli edifici (APE) è disciplinato a livello nazionale dal DLgs 192/05 “Attuazione della Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia”.
La Regione Piemonte con la DGR 43-8097 del 14/12/18 “Attestazione della prestazione energetica degli edifici. Disposizioni in materia di controlli e sanzioni. Istituzione di un corso di raccordo formativo per certificatori energetici” ha attribuito ad Arpa Piemonte il compito di eseguire i controlli sulla qualità degli attestati di prestazione energetica.
Ai sensi dell'art. 5 del DM 26/6/15 (c.d. Linee Guida), Arpa e Regione Piemonte predispongono annualmente un piano di controllo degli APE depositati nell'anno solare precedente sul SIPEE (Sistema Informativo Prestazione Energetica Edifici), che deve permettere di analizzarne almeno il 2%.
La DGR 43-8097 prevede inoltre che, a partire dal 01/01/19, l'iter sanzionatorio sia affidato ad Arpa e che i proventi delle sanzioni siano destinati allo svolgimento di ispezioni e monitoraggi in materia di certificazione energetica degli edifici.
Le procedure predisposte da Arpa in materia di controlli sulla qualità degli attestati di prestazione energetica sono reperibili sul sito dell'Agenzia e sono le seguenti:
  • Disciplinare organizzativo interno per la gestione del contenzioso in materia di controllo degli attestati di prestazione energetica degli edifici e applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, DDG 95 del 30/09/19;
  • Metodologia per il controllo degli attestati di prestazione energetica degli edifici, U.RP.T 130 del 18/09/19.

Durante il 2019 sono stati analizzati tutti gli APE caricati sul SIPEE dal 01/01/18 al 31/12/18 e da tale campione iniziale è stato estratto un numero di APE non inferiore al 2% del totale; i criteri di selezione degli APE da sottoporre a verifica sono i seguenti:
  • su segnalazione della Regione;
  • in base a criteri di criticità del certificatore (soggetti che hanno rilasciato un elevato numero di attestati o con sede fuori Piemonte e regioni limitrofe (Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia).
  • maggior numero di dati fuori media o non fisicamente possibili sullo stesso attestato;
  • attestati corrispondenti a classi più performanti;
  • attestati corrispondenti a indici di prestazione fuori media suddivisi per destinazione d'uso.

In particolare, le verifiche effettuate sugli APE riguardano due principali macro-categorie:
  1. Verifica relativa all'effettuazione del sopralluogo;
  2. Verifica relativa alla congruenza dei dati tecnici.
Complessivamente sono stati analizzati 97.610 APE depositati sul SIPEE nell'anno solare 2018; di questi sono stati estratti 2.749 APE con anomalie relativi a 21 Certificatori in base ai criteri precedentemente elencati.
Su 237 APE è stata eseguito un accertamento tramite l'invio di una richiesta di documentazione integrativa che è stata analizzata.
Sono stati contestati complessivamente 56 APE a 4 Certificatori e sono ancora in corso 14 procedimenti. Il riassunto dei controlli è riportato nella tabella seguente.

Soggetti sottoposti a controllo

Criterio scelta

APE con Anomalie

N° APE sottoposti ad accertamento

N° sanzioni

N° APE oggetto sanzione

7

11 verifica effettuazione sopralluogo

10 incongruenze dati

2.749

237

4

56

14

Procedimento in corso



servizio telematico per la richiesta o la presentazione dei titoli abilitativi edilizi

In data 5 ottobre 2018 è stato emanato il Regolamento Regionale 8/R “Disposizioni per l'erogazione graduale del servizio telematico per la richiesta o la presentazione dei titoli abilitativi edilizi e definizione dei requisiti tecnici per l'interoperabilità dei sistemi e per l'integrazione dei processi fra le diverse amministrazioni”, allo scopo di disciplinare i tempi per l'erogazione del servizio in via telematica, i requisiti tecnici e le modalità operative per raggiungere l'uniformità nella circolazione e nello scambio di dati e informazioni e l'interoperabilità dei sistemi e l'integrazione dei processi di servizio fra le diverse amministrazioni. Con il regolamento si è messo a disposizione dei comuni che non dispongono in proprio di un servizio telematico per la richiesta o la presentazione dei titoli abilitativi edilizi, il servizio telematico MUDE Piemonte che assolve ai requisiti richiesti dal regolamento stesso.
Con D.G.R. 28 febbraio 2020, n. 28-1080 è stata avviata la misura di semplificazione digitale dei servizi regionali per cittadini e imprese - Dematerializzazione pratiche amministrative MUDE e ARADA nell'ambito del POR FESR 2014-20 - Asse II. AGENDA DIGITALE. Obiettivo specifico II.2c.2. "Digitalizzazione dei processi amministrativi e diffusione di servizi digitali pienamente interoperabili". Azione II.2c.2.1., in coerenza con il modello promosso dall’AgID per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione della PA italiana.
L’intervento 4 della misura è finalizzato alla trasposizione nella nuova architettura dei procedimenti edilizi già ad oggi implementati all’interno di MUDE e il completamento del processo di dematerializzazione, con particolare riferimento alla gestione degli endoprocedimenti e coinvolgimento di enti terzi nonché migliorare l’esperienza utente.

I distretti del commercio

A dicembre 2020 sono stati approvati i criteri e le modalità per l'individuazione, il funzionamento e la costituzione dei Distretti del Commercio e per l'accesso all'agevolazione regionale per l'istituzione degli stessi. Tale misura dá attuazione alla l.r. 28/99 e s.m.i. che prevede la promozione dei Distretti quali ambiti territoriali nei quali gli enti pubblici, i cittadini, le imprese e le formazioni sociali, liberamente aggregati, siano in grado di rendere il settore commerciale un fattore di innovazione, integrazione e valorizzazione di tutte le risorse di cui dispone il territorio. L’obiettivo è quello di accrescerne l’attrattività, rigenerare il tessuto urbano e sostenere la competitività delle imprese, anche attraverso interventi integrati per lo sviluppo dell’ambiente urbano di riferimento.
Un modello innovativo di sviluppo del settore che possa quindi sostenere e rilanciare le attività con strategie sinergiche di sviluppo economico e di risposta a necessità in particolari momenti di emergenze economiche e sociali, quali l’attuale emergenza Covid-19. L’individuazione di ambiti territoriali configurabili come distretti del commercio riguarda i Comuni piemontesi, in forma singola o aggregata, comprese le Unioni e le Convenzioni di cui alla l.r. 11/2012.
La creazione di un sistema strutturato e organizzato territorialmente, capace di polarizzare le attività commerciali, unitamente ad altri soggetti portatori di interesse, quali il Comune, le organizzazioni imprenditoriali, le imprese, le proprietà immobiliari e i consumatori:
• favorisce e sostiene il commercio di vicinato, le micro e piccole imprese, nell’ottica di garantire al cittadino consumatore servizi di prossimità in un momento di forte presenza della grande distribuzione organizzata;
• riduce il fenomeno della dismissione degli usi commerciali nei contesti urbani, a causa del quale si può avere una forte perdita identitaria;
• valorizza i luoghi del commercio attraverso la riqualificazione di ambiti naturali del commercio urbano, sedi naturali di attività commerciali ed economiche in senso lato; il termine “naturale” rimanda al concetto di spontaneità, tradizione e storia dei luoghi del commercio;
• sostiene e contribuisce al rilancio dell’identità dei luoghi e percorsi naturali del commercio;
• favorire la creazione dei cosiddetti “centri commerciali naturali”, ritenendo che essi possano costituire una reale alternativa alla grande distribuzione organizzata;
• sviluppa la competitività dei “centri commerciali naturali”, assicurando complementarietà e integrazione con le attività di vendita su area pubblica;
• promuove l’aggregazione fra operatori per la realizzazione di politiche e di servizi comuni;
• favorisce un sistema di governance, di competenze e di conoscenze per lo sviluppo del distretto.
I Distretti del Commercio si configurano, quindi, quali strumenti innovativi per il presidio commerciale del territorio, il mantenimento dell’occupazione e la gestione di attività comuni finalizzate alla valorizzazione del commercio e costituiscono uno degli obiettivi strategici inseriti nel Piano della Competitività predisposto dalla Regione Piemonte.

I progetti europei

La Regione Piemonte è partner in diversi progetti europei incentrati sullo studio e diffusione di buone pratiche per misurare il livello di sostenibilità dell’ambiente costruito sia a scala di quartiere sia a scala territoriale.

A2E - Alpi Efficienza Energetica

L’obiettivo generale del progetto è di migliorare l’ottimizzazione ed il controllo dell’efficienza energetica degli edifici pubblici, in modo da far progredire al livello di “Alta Qualità Energetica” le nuove costruzioni o le ristrutturazioni.

Questo progetto è il frutto di un partenariato franco-italiano di attori privati e pubblici che posseggono delle competenze specifiche e delle esperienze complementari.
L’idea del progetto A2E è di condividere e capitalizzare quanto appreso dalle esperienze francesi ed italiane sugli edifici pubblici alpini a basso consumo energetico recentemente elaborati. Una volta costruiti o rinnovati, questi edifici presentano delle patologie e dei problemi che hanno delle conseguenze sulla performance energetica, a discapito delle previsioni.

Il progetto mira dunque a sviluppare degli strumenti innovativi, capitalizzando altre esperienze sullo stesso tema al fine di poter disporre di metodologie comprovate per migliorare concretamente l’efficacia energetica degli edifici. Allo stesso modo, si tratta di sperimentare e di valutare tecnologie innovative attraverso dei cantieri pilota, con un interesse particolare rivolto all’uso degli eco-materiali.
Il progetto ha numerosi obiettivi specifici:

  • offrire una conoscenza comune e condivisa sulle patologie esistenti per quanto riguarda gli edifici a basso consumo energetico
  • far emergere delle linee forti di progresso per l’insieme degli attori della costruzione e proporre delle soluzioni innovative, tecniche ma anche organizzative, nel processo di costruzione
  • proporre delle formazioni proattive con strumenti innovativi che rendano i partecipanti protagonisti nell’acquisizione di conoscenze sul terriorio transfrontaliero coinvolto.

HABIT.A

Il progetto HABIT.A - ABITARE LE ALPI DEL SUD NELLA PROSPETTIVA DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI è un progetto congiunto Italia-Francia per ripensare le architetture delle Alpi del sud nella prospettiva dei cambiamenti climatici che si pone come obiettivo quello di identificare gli elementi di base necessari a compiere questa valutazione multilivello. Individuare i giusti parametri è infatti la prima azione indispensabile per rifunzionalizzare con efficacia il patrimonio edilizio esistente e per guidare la eventuale realizzazione di nuove costruzioni.


L’iniziativa, partita nel 2015, ha avviato l’attività di ricerca nel 2017. I primi risultati dello studio sono arrivati nel 2019. Capofila del progetto è l’Ordine degli Architetti P.P. e C. della Provincia di Cuneo, che ha sviluppato l’attività in collaborazione con diversi partner*beneficiari italiani e francesi, sia istituzionali che tecnici. Il lavoro si concluderà nella primavera 2020. Il progetto ha ricevuto complessivamente un finanziamento di 660mila euro, fra fondi europei e co-finanziamenti nazionali.

Il contesto di riferimento su cui si concentra Habit.A è il territorio montano, pedemontano e rurale delle Alpi del Sud, a cavallo tra Italia e Francia, fra cuneese e Dipartimenti delle Hautes Alpes e delle Alpes de Haute Provence. Qui è nato una sorta di distretto-laboratorio, che potrà in futuro diventare modello per altri contesti compresi in area ALCOTRA.