TERRITORIO

Le chiavi di lettura per descrivere e analizzare la complessità e le problematiche del contesto territoriale e ambientale piemontese sono la biodiversità, il suolo e il paesaggio.

L’esigenza di tutelare e valorizzare il patrimonio Paesaggistico regionale costituisce per la nostra regione una priorità, a fronte della crescita dei rischi, delle minacce e delle pressioni che incombono sul paesaggio, sull’ambiente e sul complesso dei valori storico-culturali, sia per effetto di dinamiche di sviluppo e di trasformazione non più ambientalmente, culturalmente e socialmente, sostenibili, sia per effetto dei cambiamenti che si manifestano a livello globale (in particolare quelli climatici).
La sua tutela richiede, quindi, un impegno importante sia a livello regionale che a scala locale, in termini di conoscenza, di norme e di investimenti per garantire risultati reali e soprattutto un’attenzione a “integrare” il paesaggio nelle politiche di pianificazione del territorio, urbanistiche e in quelle a carattere culturale, ambientale, agricolo, sociale, ed economico, e in tutte le altre che possono avere un’incidenza diretta o indiretta sul paesaggio stesso.
Descrivere lo stato e i fattori che influenzano la risorsa paesaggio e gli impatti e le ricadute, in tale contesto, delle trasformazioni territoriali, costituisce, anche, un elemento di valutazione, di misurazione e di indirizzo per le scelte strategiche di sviluppo, ai vari livelli di governo del territorio.
Tale aspetto assume particolare rilevanza non soltanto per il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali e per la difesa e il consolidamento delle loro culture ed economie locali, ma anche per il rafforzamento della competitività e della attrattività della regione rispetto ai più ampi contesti europei e internazionali.
Le politiche del paesaggio e del patrimonio culturale possono essere considerate, in questo senso, come vere e proprie politiche di sviluppo regionale; tali politiche trovano nel Piano Paesaggistico Regionale, predisposto in coerenza con la Convenzione Europea del Paesaggio (sottoscritta a Firenze nel 2000 da gran parte dei paesi membri del Consiglio d’Europa e ratificata con L 14/06, di seguito denominata CEP), nonché con il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (DLgs 42/04 e  s.m.i. – di  seguito denominato  Codice), approvato nel 2004, lo strumento di tutela e valorizzazione del territorio regionale nella sua complessità paesaggistico-ambientale.
La tutela dei beni e delle componenti paesaggistiche promossa dal Ppr, può avere anche rilevanti implicazioni ambientali; in misura più o meno diretta infatti gli obiettivi di sostenibilità del Piano possono favorire la protezione dell’ambiente nel suo complesso, attraverso l’individuazione di eventuali criticità che possono minacciarlo; le politiche del paesaggio possono quindi essere considerate anche politiche indirizzate alla protezione e allo sviluppo del sistema ambiente.
In tale contesto si inserisce anche l'iniziativa Paesaggi sonori del Piemonte, attivata da Arpa e finalizzata a promuovere il senso dell'udito, parimenti alla vista, come strumento percettivo del paesaggio. 

In relazione agli altri elementi attraverso cui si è inteso indagare il Territorio piemontese, il Suolo rappresenta, così come citato dalla Carta europea del Suolo del 1972, uno dei beni più preziosi dell’umanità. Consente la vita dei vegetali, degli animali e dell’uomo sulla superficie della Terra. Una componente di valore inestimabile, risorsa limitata e non rinnovabile, ma che continua a registrare un’aggressione continua con conseguenze dirette sulla qualità delle acque e dell'aria e sulla biodiversità ed effetti anche sulla sicurezza dei prodotti destinati all'alimentazione umana e animale.
Ogni anno vengono perduti milioni di ettari di suolo per le cause più diverse tra le quali emergono principalmente l’espansione delle città, l’erosione, la deforestazione e l’inquinamento.
In Piemonte, così come nel resto delle regioni europee, sono tanti gli elementi che incidono sul degrado del suolo e che concorrono a renderlo un elemento vulnerabile. Negli anni passati e recenti si è assistito ad un suo uso intenso a seguito di diffusi fenomeni di disseminazione insediativa (sprawl) che hanno interessato anche suoli di elevata capacità produttiva dal punto di visto agro-silvo-pastorale.
Nel territorio piemontese prendendo a riferimento l’arco temporale 2008-2018 è possibile osservare un complessivo rallentamento del trend di crescita del fenomeno, in parte riconducibile anche alla crisi economica. Se rapportato alla popolazione, il consumo annuale netto procapite per il Piemonte si è attestato a un + 0,5 m2/ab, valore tra i più bassi a livello nazionale ma comunque positivo nonostante il trend demografico recessivo che ha interessato la nostra Regione anche nel 2018.

Un fattore considerevole che influenza lo stato della risorsa suolo è senz’altro l’agricoltura, come evidenziato nella sezione Fattori. Nel secolo scorso, a partire dal secondo dopoguerra, l’introduzione dei mezzi meccanici e delle sostanze chimiche di sintesi ha modificato il volto dell’agricoltura, trasformandola in pochi decenni in un’attività di produzione a volte di tipo quasi industriale. Ciò ha portato a una vera e propria trasformazione nell'utilizzo del suolo e nel paesaggio agrario: da un lato si ritrovano i terreni di pianura e di bassa collina, occupati da colture intensive impoverite dal punto di vista ecologico oltre che banalizzate nell’aspetto paesaggistico, dall’altro i sistemi marginali con la loro biodiversità naturale, agraria, culturale, in molte parti ormai in via di estinzione, destinati alla lenta ricolonizzazione che però difficilmente ritornerà a buoni livelli di equilibrio ecologico. La superficie agricola utilizzata (SAU) in Piemonte nel periodo 2006-2020 si è stabilizzata su valori poco al di sotto dei 900 mila ettari; nel 2020 l’Anagrafe agricola unica del Piemonte ha fatto registrare 892 mila ettari, così distribuiti fra i principali gruppi colturali:

  • seminativi (foraggere avvicendate escluse): 46%;
  • foraggere (avvicendate e permanenti): 44%;
  • coltivazioni legnose agrarie (vite e fruttiferi): 10%.

Il mantenimento di un’elevata incidenza delle coltivazioni foraggere, in particolare quelle permanenti (prati permanenti e pascoli), è un obiettivo primario della politica agricola comune (PAC), che viene sostenuto con strumenti di policy come la condizionalità, il “greening” e le misure agro-climatico-ambientali (illustrati nella sezione Risposte), a motivo del loro più alto valore dal punto di vista della biodiversità e della mitigazione dei cambiamenti climatici.

Il Piemonte è occupato per circa il 49% del suo territorio dai rilievi montuosi delle Alpi e degli Appennini. Questa sua struttura morfologica favorisce l’intensificazione delle precipitazioni che a loro volta determinano fenomeni di allagamento nelle aree fluviali, di piene torrentizie e l’innesco di frane lungo i versanti.
Analizzando i dati storici del periodo 1850-2000, la regione è statisticamente colpita in settori diversi da eventi alluvionali con ricorrenze medie di un evento ogni 18 mesi circa.

La ricchezza del territorio regionale in termini ambientali e paesaggistichi nonchè di biodiversità ha portato la Regione Piemonte a riconoscere, sin dal 1975 l'importanza dell'ambiente naturale come valore universale attuale e per le generazioni future e, con il Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità, a ridefinire le modalità per la conservazione della biodiversità e per la gestione dei territori facenti parte della rete ecologica regionale.
I dati sulla biodiversità in Piemonte evidenziano che il territorio piemontese è caratterizzato da una grande varietà di specie animali e vegetali. È stata verificata la presenza di più di 3.600 specie floristiche mentre per la parte faunistica sono presenti 400 specie di uccelli, 80 specie di mammiferi, 40 di rettili e anfibi, e 60 di pesci.
Una problematica che minaccia la biodiversità regionale é anche la presenza, su questo territorio, di un elevato numero di specie esotiche vegetali e animali.
Il territorio tutelato in Piemonte pari al 18,08% dell’intero territorio regionale, vede la presenza di 104 Aree protette istituite con legge regionale, per una superficie complessiva di 200.540 ettari gestiti da 14 Enti strumentali e da enti locali. Oltre alle Aree protette regionali, la regione Piemonte conta due Parchi Nazionali: il Gran Paradiso e la Val Grande.

LA CONOSCENZA DEL TERRITORIO ATTRAVERSO GLI STRUMENTI CARTOGRAFICI

La base cartografica regionale

La lettura dell’ambiente attraverso strumenti di tipo cartografico costituisce uno degli elementi principali di supporto tecnico per il governo del territorio, le cui strategie si snodano attraverso articolate relazioni fra uomini e luoghi.
Solo la conoscenza fattuale ed il più possibile oggettiva del territorio in cui viviamo permette di attuare e monitorare le politiche di sviluppo (sociale, economico ecc.). Gli strumenti e le tecnologie di cui disponiamo consentono sofisticati approfondimenti e letture diversificate, grazie ai quali le diverse rappresentazioni del territorio sono in grado di evidenziarne le specificità nell’ambito di un quadro generale.

Regione Piemonte, fin dalla sua nascita, si è dotata di un proprio ufficio cartografico, evoluto nell'attuale Settore Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale che ha tra le proprie competenze anche il compito di produrre ed aggiornare la base cartografica di riferimento.
Costruire una base cartografica rappresenta il compimento di un percorso complesso che, a partire da una somma di conoscenze geografiche, attraverso un sistema strutturato di dati posti in relazione tra di loro (informazioni), opportunamente combinati in un allestimento cartografico, porta alla realizzazione di una mappa vera e propria.
Una mappa è quindi una rappresentazione il più oggettiva possibile della realtà finalizzata all'incremento delle conoscenze su un dato territorio.

Figura 1
Carta degli Stati Sardi di Terraferma (1850 circa, dai tipi dell’Istituto Geografico Militare)

Fonte: Istituto Geografico Militare

Nel tempo, questo percorso non è concettualmente cambiato, ma, dal punto di vista tecnico, trattare dati geografici è oggi sinonimo di GIS (Geographic Information System), strumenti informatici in grado di gestire dati geografici.
I GIS permettono di creare informazione geografica, di conservarla, di riutilizzarla, di modificarla, aggiornarla e renderla disponibile in molte forme e formati, automatizzando tutte quelle fasi ripetitive che rendevano la produzione di una cartografia (generale o tematica) un’attività di enorme impegno.

Figura 2
Ortofoto Regione Piemonte 2010 in colori reali (sopra) e all’infrarosso vicino (sotto) (ripresa aerea ICE 2009-2011)



La prima produzione cartografica ufficiale di Regione Piemonte è la Carta Tecnica Regionale in scala 1:10’000, pubblicata nel 1991, che attraverso vari aggiornamenti negli anni ha costituito la base cartografica ufficiale regionale sino al 2014.

La Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE)

A seguito dell’obsolescenza della Carta Tecnica Regionale 1:10.000 in termini di contenuti e di modalità tecnologica di gestione e mantenimento, Regione Piemonte ha promosso la realizzazione della Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE), base dati geografica del territorio piemontese, con i contenuti propri di una cartografia tecnica e strutturata secondo specifiche nazionali (cosiddetto National Core) e adattata alla realtà piemontese[1] [2].

L’allestimento cartografico, derivato dai contenuti della BDTRE, costituisce “la base cartografica di riferimento per la Regione e per tutti i soggetti pubblici e privati che con essa interagiscono”, ai sensi dell’articolo 5 comma 4 della LR 21 del 1/12/17 (Infrastruttura regionale per l’informazione geografica)[3], sostituendo quindi la Carta Tecnica Regionale.

Per consentirne la piena fruizione ai molteplici soggetti interessati, dagli Enti della P.A. piemontese, ai professionisti, agli enti universitari e di ricerca e ai cittadini, la Base Cartografica di Riferimento è resa disponibile in modalità open data, attraverso il GeoPortale.
Tutti i dati e i servizi pubblicati sono disponibili con licenza Creative Commons 2.5 BY [4] [5], in progressiva sostituzione con la versione 4.0 [6] [7]) attraverso il GeoPortale Piemonte.

Le modalità di messa a disposizione e fruizione di BDTRE

La BDTRE, aggiornata attraverso nuove produzioni e attraverso i sistemi informativi settoriali e tematici regionali, viene rilasciata annualmente, sotto forma di servizi, dataset vettoriali e raster.

Il rilascio di BDTRE in modalità raster comporta una rappresentazione dell’informazione geografica contenuta in BDTRE attraverso un allestimento cartografico predefinito. È un prodotto statico e corrisponde ad una edizione definita ad una certa data e a varie scale.
Ad ogni nuova edizione i contenuti potranno essere diversi in funzione degli aggiornamenti intervenuti. Ogni edizione è accompagnata dall’indicazione dell’anno di rilascio, ad esempio BDTRE RASTER 2019.

Il rilascio di BDTRE in modalità servizio avviene attraverso l’esposizione di geoservizi in modalità standard (servizi WMS e WMTS), i cui riferimenti sono pubblicati sul GeoPortale regionale.
La cartografia BDTRE così esposta corrisponde all’edizione corrente così come definita per la modalità Raster. Anche in questo caso sarà chiaro all’utente l’edizione di riferimento.

Per quanto riguarda il rilascio di BDTRE in modalità vettoriale, è disponibile anch’essa attraverso il GeoPortale Piemonte, ed è la versione in formato shapefile dell’edizione corrente di BDTRE. Pertanto il contenuto informativo (geometria ed attributi) è il medesimo che si ritrova nelle versioni raster e servizio.
È disponibile anche un servizio di esposizione vettoriale (servizio WFS) che può essere utilizzato sia per la visualizzazione delle informazioni sia per lo scarico diretto.

Figura 3
Carta Tecnica Regionale in scala 1:10000 del 1991 (sopra) e Base Cartografica di Riferimento di Regione Piemonte in scala 1:10000, edizione 2021 (sotto)



Modalità di messa a disposizione e fruizione di BDTRE

La BDTRE, aggiornata attraverso nuove produzioni e attraverso i sistemi informativi settoriali e tematici regionali, viene rilasciata annualmente, sotto forma di dataset (vettoriali e raster) e servizi.

La BDTRE è pubblicata in diversi formati e attraverso diverse tipologie di servizi che seguono standard di interoperabilità.
Il rilascio di BDTRE in modalità RASTER comporta una rappresentazione dell’informazione geografica contenuta nel database attraverso un allestimento cartografico predefinito. È un prodotto statico e corrisponde ad una edizione definita ad una certa data ed a varie scale.
Ad ogni nuova edizione i contenuti potranno essere diversi in funzione degli aggiornamenti intervenuti. Ogni edizione è accompagnata dall’indicazione dell’anno di rilascio, ad esempio BDTRE RASTER 2021.

Il rilascio di BDTRE in modalità SERVIZIO avviene attraverso l’esposizione di geoservizi in modalità standard (servizi WMS e WMTS), i cui riferimenti sono pubblicati sul GeoPortale regionale .
La cartografia BDTRE così esposta corrisponde all’edizione corrente così come definita per la modalità Raster. Anche in questo caso sarà chiaro all’utente l’edizione di riferimento.

Per quanto riguarda il rilascio di BDTRE in modalità VETTORIALE, è disponibile anch’essa attraverso il GeoPortale Piemonte ed è la versione in formato shapefile dell’edizione corrente di BDTRE. Pertanto il contenuto informativo (geometria ed attributi) è il medesimo che si ritrova nelle versioni raster e servizio.

È disponibile anche un servizio di esposizione vettoriale (servizio WFS) che può essere utilizzato sia per la visualizzazione delle informazioni sia per lo scarico diretto.

A partire dal 2021 oltre alle modalità di pubblicazione già conosciute, BDTRE si è arricchita di una struttura aggregata pensata per una fruizione più agevole e un aggiornamento facilitato.
Sono quindi disponibili nuovi formati di pubblicazione e scarico:

Allestimenti cartografici
Rappresentazioni del territorio piemontese secondo le convenzioni cartografiche. Sono disponibili allestimenti a varie scale, in bianco nero (1:10.000) o a colori (1:25.000 - 1:50.000 - 1:250.000) per l'anno corrente, e in bianco nero (1:10.000) per gli anni precedenti.

Dati in scarico
I dati vettoriali, cioè le geometrie discrete (punti, linee e poligoni) degli oggetti geografici e le informazioni alfanumeriche associate, di BDTRE sono disponibili in scarico in tre formati/modalità:
  1. nel consolidato formato shapefile (struttura National Core – NC), coerenti quindi con la classificazione e la nomenclatura della specifica, scaricabili per comune tramite file zip che racchiude tutti gli shapefile della BDTRE relativi a quel comune.
  2. nel nuovo formato geopackage secondo la struttura aggregata per gruppi di comuni, con uno zip che racchiude il geopackage, il qml e il metadato relativo.
  3. copia fisica (dump) di BDTRE per l’intero territorio regionale (disponibile sia nel formato struttura National Core sia come struttura aggregata) da richiedersi tramite e-mail a cartografico@regione.piemonte.it.

Servizi di mappa
Per la nuova struttura aggregata è disponibile un servizio di visualizzazione (WMS) comprensivo di tutti i dati disponibili organizzati nell’ottica di un editing agevolato.
Gli stessi dati sono altresì messi a disposizione tramite servizio WFS attraverso cui effettuare lo scarico.
Per alcune classi di BDTRE, ritenute di interesse più comune e organizzate in strati prioritari secondo la struttura National Core, sono disponibili servizi di visualizzazione (WMS) che consentono di caricare i singoli layer, componendo quindi una mappa a seconda delle proprie necessità, e di interrogarne gli attributi.
Gli stessi dati sono altresì messi a disposizione tramite servizi WFS attraverso cui effettuare lo scarico.
I metadati riassunti nella Tabella 1 permettono di conoscere i dettagli, scaricare e/o visualizzare i dati.

Tabella 1
Modalità di diffusione della Base Cartografica di Riferimento di Regione Piemonte, edizione 2021

Metadato WMS WMTS WFS download
ALLESTIMENTI BDTRE - SFONDO CARTOGRAFICO REGIONE PIEMONTE - GEO-SERVIZIO WMS E WMTS
Sfondo cartografico multiscala ottimizzato per la fruizione web disponibile nelle seguenti versioni
colore EPSG: 32632
getcapabilities
getcapabilities
colore EPSG: 3857
getcapabilities
getcapabilities
bianco/nero EPSG: 32632
getcapabilities
getcapabilities
ALLESTIMENTO CARTOGRAFICO DI RIFERIMENTO BDTRE 2021 COLORI 1:250.000
getcapabilities
getcapabilities
link
ALLESTIMENTO CARTOGRAFICO DI RIFERIMENTO BDTRE 2021 COLORI 1:50.000
getcapabilities
getcapabilities
link
ALLESTIMENTO CARTOGRAFICO DI RIFERIMENTO BDTRE 2021 COLORI 1:25.000
getcapabilities
getcapabilities
link
ALLESTIMENTO CARTOGRAFICO DI RIFERIMENTO BDTRE 2021 B/N 1:10.000
getcapabilities
getcapabilities
link
BDTRE 2019
getcapabilities
getcapabilities
BDTRE 2018
getcapabilities
getcapabilities
BDTRE 2017
getcapabilities
getcapabilities
BDTRE 2016
getcapabilities
getcapabilities
BDTRE 2015
getcapabilities
getcapabilities
BDTRE 2014
getcapabilities
getcapabilities
DATI IN SCARICO BDTRE - STRUTTURA AGGREGATA
(geopackage per gruppi di comuni)
link
BDTRE - STRUTTURA AGGREGATA
(dump intera regione)
Mail to:
cartografico@regione.piemonte.it
BDTRE – DATABASE GEOTOPOGRAFICO (shapefile NC su taglio comunale)
link
BDTRE – DATABASE GEOTOPOGRAFICO
(dump NC intera regione)
Mail to:
cartografico@regione.piemonte.it
BDTRE - STRUTTURA AGGREGATA BDTRE – STRUTTURA AGGREGATA
(Servizi di mappa)
getcapabilities
getcapabilities
BDTRE STRUTTURA NC (Strati prioritari) INFORMAZIONI GEODETICHE E FOTOGRAMMETRICHE
getcapabilities
getcapabilities
VIABILITA' E INDIRIZZI
getcapabilities
getcapabilities
IMMOBILI ED ANTROPIZZAZIONI
getcapabilities
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IDROGRAFIA
getcapabilities
getcapabilities
OROGRAFIA
getcapabilities
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VEGETAZIONE
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getcapabilities
RETI DI SOTTOSERVIZI
getcapabilities
getcapabilities
LOCALITA' SIGNIFICATIVE E SCRITTE CARTOGRAFICHE
getcapabilities
getcapabilities
AMBITI AMMINISTRATIVI
getcapabilities
getcapabilities
AREE DI PERTINENZA
getcapabilities
getcapabilities

Contenuti di BDTRE e aggiornamenti 2021

Da alcuni anni sono in corso attività continue per il miglioramento e l’aggiornamento dei contenuti di BDTRE, che fin dal principio derivano dai dati più aggiornati disponibili, principalmente dai sistemi informativi settoriali e dai procedimenti amministrativi regionali.
Le informazioni contenute in BDTRE derivano prioritariamente da diverse fonti che vengono inserite ed armonizzate ad ogni aggiornamento.
Ad esempio, per quanto riguarda il tema edificato, la principale forma di aggiornamento è costituita dalle geometrie catastali, provenienti dal progetto di Mosaicatura Catastale.
Ciò consente un aggiornamento programmabile con la frequenza necessaria e coerente con l’evoluzione del territorio grazie al quale poter ad esempio monitorare in maniera realistica e quantitativa l’evoluzione dell’edificato.

Il riconoscimento da parte di tutti i fruitori pubblici e privati di BDTRE come Base Cartografica di Riferimento garantisce che l’elemento geometrico sia unico ed univoco, e che ad esso si possano riferire tutti i sistemi informativi tematici e settoriali.
In questa maniera è possibile derivare da procedimenti amministrativi, quali revisione di strumenti urbanistici, autorizzazioni/concessioni, informazioni sia di tipo spaziale sia descrittive, riferibili ad oggetti cartografati (o cartografabil) entro BDTRE.

A causa della emergenza sanitaria del 2020, si è deciso di non pubblicare l’edizione annuale per concentrarsi sull’aggiornamento e correzioni e sviluppare nuovi contenuti di BDTRE che hanno reso possibile la edizione 2021, pubblicata con le modalità sopra descritte, nei primi mesi del 2021, con importanti novità, sia relative alle modalità di pubblicazione e fruizione, sia nell’aggiornamento dei contenuti.

La nuove modalità di fruizione di BDTRE introdotta con l’edizione 2021 riguarda la forma aggregata dei dati geometrici, pensata per facilitare la fruizione della BDTRE agli utenti finali ed avvicinarli alla struttura di editing che gli Enti si troveranno in futuro ad utilizzare per contribuire alla conoscenza geografica regionale condivisa.
La nuova modalità ha una struttura che semplifica l’articolazione in classi del National Core, ed avrà aggiornamento trimestrale, con la possibilità di scarico dei dati vettoriali in formato geopackage per gruppi di comuni. I dati secondo la nuova struttura sono distribuiti inoltre tramite servizi di mappa dedicati (WMS e WFS).

Per quanto riguarda invece l’aggiornamento dei contenuti, numerose sono le novità, di seguito l’elenco delle principali:
a) Aggiornamenti geometrici ed alfanumerici grazie alla Mosaicatura Catastale di Riferimento:
◦ riposizionamento degli oggetti della classe “edificio” e arricchimento dei relativi attributi sull’intero territorio
  regionale con aggiornamento al 11/2019;
◦ integrazione completa delle classi della BDTRE edifici, manufatti, viabilità e coperture vegetali con le
   informazioni di derivazione catastale, per il territorio della provincia di Alessandria e parte sud di Vercelli.
b) Revisione e aggiornamento di BDTRE all’interno delle aree nelle quali erano presenti i database topografici
    finanziati da Fondazione C.R.T. nel 2005 e 2009, mediante l’inserimento di nuovi edifici catastali (aggiornamento
    al 11/2019) e aggiornamento e correzioni puntuali su tutte le altre classi.
c) Proseguimento del progetto di aggiornamento delle cartografie comunali con l’inserimento dei comuni di Nichelino,
    Beinasco e Settimo Torinese.
d) Revisione dello strato relativo alle pertinenze in forma puntuale per ospedali, campi da golf, aeroporti e pertinenze
    scolastiche (per queste ultimi dati forniti dal settore competente alla data 01/2020).
e) Aggiornamento e revisione del grafo della viabilità su tutto il territorio regionale con azioni localizzate:
◦ Recepimento dell’aggiornamento dei dati della sentieristica regionale ad opera del settore regionale “Sviluppo
  della montagna” e Ipla. Sono state aggiornate porzioni della provincia di Torino e Cuneo e sono stati rimossi
  da tutto il territorio regionale i dati obsoleti in attesa del completamento dell’attività di aggiornamento.
◦ Avvio della gestione integrata del grafo della viabilità con la Città Metropolitana di Torino.

Figura 4
BDTRE 2021 Struttura aggregata


Mosaicatura catastale di riferimento regionale

Il progetto

La cartografia catastale è gestita a livello nazionale dall’Agenzia delle Entrate (AdE) ed è disponibile per la PA Piemontese attraverso il Sistema di Interscambio (progetto SigmaTer Piemonte [1]), oltre che attraverso servizi diretti per i comuni da parte dell’Agenzia stessa (Portale dei Comuni [2]); i dati, gestiti nel sistema di riferimento originario Cassini Soldner, sono messi a disposizione in WGS84 UTM32N (EPSG:32632).

Da novembre 2017. l’AdE ha reso disponibile la cartografia catastale attraverso un servizio di consultazione [3] realizzato in attuazione della Direttiva europea INSPIRE, basato sullo standard WMS 1.3.0 e pubblicato con licenza Creative Commons BY 4.0.

Sebbene l’AdE abbia attualmente in corso importanti attività di processamento automatico e verifica manuale, basate sul recupero della precisione e sulla costruzione delle congruenze topologiche tra mappe contigue per eliminare i problemi di sovrapposizione o buchi tra fogli di mappa adiacenti, legati sostanzialmente al processo produttivo originario di vettorializzazione che li ha allontanati dalla precisione delle mappe originali di impianto (mosaicatura), questo lavoro non è ancora completato sull’intero territorio piemontese.

Allo stato attuale quindi, i dati catastali, così come disponibili attraverso il Sistema di Interscambio, non sono direttamente utilizzabili all'interno di numerosissimi processi programmatori e autorizzativi a livello regionale (p.es. Pianificazione territoriale e urbanistica, Difesa suolo, Aree naturali, Agricoltura, Ambiente, Edilizia, ecc.), soprattutto quando è necessario utilizzarli come base per la derivazione di una qualche cartografia, come avviene per esempio nel caso dei Piani Regolatori Comunali.

Il progetto Mosaicatura Catastale nasce dalla volontà della Regione Piemonte di ovviare a tali problematiche e rispondere nell'immediato all'esigenza delle Pubbliche Amministrazioni locali di disporre di una Cartografia Catastale di Riferimento mosaicata, nelle more del completamento della mosaicatura iniziata dall’AdE. Inoltre, permetterà di integrare la Classe part_cat - Particelle catastali nella Base Dati territoriale di riferimento degli Enti (BDTRE) in modo coerente con le altre classi, così come previsto dalle Specifiche di Contenuto nazionali dei Database GeoTopografici.

La cartografia mosaicata di derivazione catastale prodotta dal progetto ovviamente non ha valenza legale rispetto a quella ufficialmente prodotta e distribuita dall’AdE.

L'obiettivo è quello di mettere a disposizione un dato esclusivamente a valenza cartografica che consenta sia nei procedimenti di tipo pianificatorio/programmatorio sia in quelli autorizzativi una maggior coerenza tra le diverse fonti cartografiche geografiche, con evidenti ricadute positive sui procedimenti amministrativi.

Come si sviluppa

Ogni foglio di mappa scaricato attraverso il Sistema di Interscambio (SigmaTer Piemonte) è riposizionato sulle mappe Originali d’Impianto, precedentemente georiferite con metodo scientifico a cura del Politecnico di Torino, a partire dall'individuazione di punti omologhi sui dati catastali e sui raster degli originali di impianto. Vengono quindi calcolati i parametri che consentono di applicare una deformazione al dato vettoriale che lo porta a sovrapporsi sull’Originale d’Impianto.

L'individuazione dei parametri e il riposizionamento vengono eseguiti per singolo foglio di mappa. L'applicazione dei parametri è ovviamente ripetibile per tutti i livelli catastali (fogli, particelle, ecc.) e, ad invarianza di dati disponibili sul sistema di interscambio, ad ogni aggiornamento disponibile.

Ai fogli di mappa così riposizionati viene applicata una procedura di mosaicatura. Il processo prevede la risoluzione delle anomalie tra fogli adiacenti, in termini di sovrapposizione e buchi nella copertura, residue dopo la fase di riposizionamento. Il prodotto finale consiste in una copertura completa e continua dei dati catastali, corretti nella loro posizione.

Il progetto di riposizionamento e mosaicatura è terminato per tutto il territorio regionale e consentirà di integrare il dato catastale nella cartografia regionale ufficiale (BDTRE), con un aggiornamento ripetibile.

Tutti i contenuti sono aggiornati al 30/11/2019, ma sono in corso di aggiornamento a partire dalle informazioni al 30/03/2021.

Con la pubblicazione dei dati aggiornati a novembre 2019, si è concluso il primo impianto del progetto Mosaicatura Catastale; durante il 2020 è stata ripubblicata tutta la base dati regionale per correzioni puntuali.

Da marzo 2021 ai dati scaricabili per Comune si aggiungono quattro nuovi livelli accessori (linee, simboli, fiduciali e testi) mentre la Mosaicatura si arricchisce di servizi di mappa che ne consentono ulteriori modalità di fruizione.

È stato inoltre realizzato un nuovo servizio di mappa che rappresenta gli Originali di Impianto catastale [5], ove disponibili.

Dove trovare i dati

Il dato catastale riposizionato o mosaicato può essere scaricato accedendo alla mappa [4] e cliccando sul comune di interesse. Dal pop-up che fornisce le informazioni cliccare sul link di scarico prescelto.

Si ricorda che il dato riposizionato è costituito dalle geometrie catastali scaricate attraverso il Sistema di Interscambio (SigmaTer Piemonte) e trattate applicando parametri di traslazione e deformazione per migliorarne la georeferenziazione rispetto agli Originali di Impianto e ad altri elementi di riferimento.

Il dato mosaicato è invece costituito dalle geometrie catastali riposizionate e sottoposte a trattamenti per la risoluzione delle anomalie tra fogli adiacenti, in termini di sovrapposizione e buchi nella copertura, al fine di ottenere una copertura completa e continua dei dati catastali, corretti nella loro posizione.

I dati sono corredati di una metadatazione di istanza all’interno della quale il campo “data_aggiornamento” si riferisce al momento in cui è stato effettuato lo scarico dall’Agenzia delle Entrate, mentre “data_trattamento” indica quando sono state completate le ultime operazioni di elaborazione dello stesso.

I servizi di consultazione dei Dati Catastali sono disponibili secondo gli standard Web Map Service (WMS) e Web Feature Service (WFS). I Dati Catastali sono inoltre fruibili tramite VECTOR TILES (pacchetti di dati geografici, confezionati in tasselli predefiniti di forma approssimativamente quadrata per il trasferimento sul web, che consentono la creazione di carte personalizzate leggere e rapide).

Per la fruizione dei Vector Tiles consultare il metadato nella tabella sottostante e utilizzare lo zip "Vector_Tiles_Catasto".

Figura 5
Confronto tra posizione del layer Fabbricati catastali prima delle operazioni di riposizionamento (poligoni arancioni da wms dell’Agenzia delle Entrate) e dopo avere subito anche la mosaicatura (poligoni a perimetro celeste), rispetto alla ortofoto regionale ICE 2009-2009, che a causa dell’elevata qualità della georeferenziazione è considerata "la situazione di riferimento".

Urbanistica Senza Carta

Il progetto

Urbanistica Senza Carta (USC) ha l’obiettivo di arrivare alla semplificazione del procedimento urbanistico da parte degli enti coinvolti, promuovendo un passaggio graduale ma integrale alle procedure informatizzate.

Con la revisione generale della Legge Urbanistica regionale l.r. 56/1977 [1], attuata attraverso la l.r. 3/2013 [2], l’Amministrazione Regionale opera infatti attivamente per il governo del territorio con gli obiettivi di:
  • ricondurre ad unità l’insieme delle procedure di valutazione ambientale, idrogeologica e sismica, oltre che di pianificazione in senso proprio, all’interno di un solo procedimento di copianificazione, dai tempi chiari e definiti ed affidato alla titolarità dell’ente locale;
  • dematerializzare i procedimenti edilizi ed urbanistici, non in semplice ossequio alle disposizioni della normativa nazionale (Codice dell’Amministrazione Digitale, Agenda Digitale, Linee Guida AgID), ma nel forte convincimento che ciò rappresenti il modo più efficace per una riorganizzazione che persegua semplificazione e trasparenza dell’azione pubblica.
L’articolo 3 della l.r. 56/1977 introduce il Sistema Informativo Geografico regionale, dando attuazione a norme statali ed europee e conferisce alla Regione il compito di promuovere “la gestione integrata del sistema informativo geografico regionale, quale riferimento conoscitivo fondamentale per la valutazione, l’elaborazione e la gestione telematica degli strumenti di pianificazione. Gli enti territoriali conferiscono i dati conoscitivi fondamentali per la formazione del sistema informativo geografico regionale. Con apposito provvedimento, la Giunta regionale definisce le modalità per l’acceso di tutti i cittadini al sistema informativo geografico regionale”.

La l.r. 21/2017 [3] istituisce l’Infrastruttura Regionale per l'Informazione Geografica, con la finalità di condividere con gli enti locali e con gli altri soggetti pubblici e privati le informazioni geografiche-territoriali su cui basare la pianificazione e programmazione generale e settoriale.

A partire da tali disposti normativi l’obiettivo di Urbanistica Senza Carta si estrinseca all’interno di una visione progettuale ampia che comprende gli aspetti sia di processo (digitalizzazione), sia di contenuto (specifiche di normalizzazione), sia di realizzazione collaborativa del sistema della conoscenza geografica, finalizzato proprio ad implementare il sistema informativo geografico regionale.

In conseguenza di ciò, il progetto USC si articola logicamente in tre parti:
  1. Regole e strumenti per la pianificazione, cioè glossari, specifiche e strumenti per la redazione di un piano regolatore normalizzato e la sua conservazione nella “banca dati urbanistica”;
  2. Regole e strumenti per la gestione dematerializzata dell’intero procedimento urbanistico attuato mediante un servizio telematico rivolto agli enti coinvolti nel processo di pianificazione;
  3. Sistema dei dati di base per la pianificazione. È la fase della conoscenza collaborativa, preliminare alla pianificazione vera e propria e fondamentale per garantire la “gestione integrata del sistema informativo geografico regionale” in un’ottica di Infrastruttura Geografica regionale.
La D.G.R. n. 1 - 2681 del 29 dicembre 2020 [4], “Legge regionale 56/1977, articolo 14, comma 3 quinquies. Aggiornamento dei documenti USC - "Urbanistica senza carta" e proroga dei termini di applicazione, di cui alla D.G.R. n. 44- 8769 del 12 aprile 2019 [5] di approvazione delle disposizioni per la dematerializzazione degli strumenti urbanistici“, approva le indicazioni e le specifiche contenute nella II edizione dei tre fascicoli USC quale standard regionale aggiornato per la redazione delle varianti estese all’intero territorio del Comune o Unione di Comuni, aggiornata anche sulla base delle osservazioni pervenute durante la fase interlocutoria di dialogo con i Comuni e con gli ordini professionali.

Per l’applicazione delle nuove modalità di creazione degli strumenti urbanistici, Regione Piemonte promuove la adesione dei Comuni ad un protocollo di intesa, promosso e formalizzato D.G.R. n. 8-934 del 24 gennaio 2020 [6].

I fascicoli 1, 2 e 3 di USC approvati con la D.G.R. n. 1 - 2681 del 29 dicembre 2020, costituiscono i l nuovo riferimento per l’adesione al protocollo e sono così denominati:.
  • USC Fascicolo 1- Componenti Normalizzate - II edizione (dicembre 2020)
  • USC Fascicolo 2 - Elaborati di Consegna – II edizione (dicembre 2020)
  • USC Fascicolo 3 - Catalogo della Banca Dati Urbanistica - Specifiche informatiche – II edizione (dicembre 2020)
Il previsto periodo di sperimentazione viene prorogato di ulteriori 24 mesi per verificare che, in attuazione dei protocolli d’intesa citati, le modifiche apportate ai documenti USC rispondano effettivamente alle esigenze di semplificazione avanzate dai Comuni e dagli ordini professionali.

Vengono inoltre prorogate le modalità di utilizzo delle specifiche USC anche in relazione ai finanziamenti ai Comuni ai sensi della l.r. 24/1996 [7] come segue:
  • volontarie fino al 31 dicembre 2022 (con la possibilità di ottenere uno specifico finanziamento ex l.r. 24/1996)
  • obbligatorie dal 2023 per i Comuni che richiedono un finanziamento ex l.r. 24/1996
  • obbligatorie dal 2024 per tutti i Comuni, indipendentemente dai finanziamenti di cui alla l.r. 24/1996.
Per agevolare la redazione degli strumenti urbanistici come previsto dai documenti USC, sono disponibili, in formato geopackage, tutti i layer vettoriali necessari e, per chi utilizza il software open source QGIS, è stato predisposto un progetto che raccoglie tutte le classi descritte in specifica (Fascicolo 3).

Tutta la documentazione di dettaglio relativa alla componente informatica e ai Fascicoli è consultabile e scaricabile nel sito GitHub del Progetto [8].

In appendice al Fascicolo 2 - Elaborati di Consegna è inoltre disponibile il nuovo modello di Scheda quantitativa dei dati urbani di cui all’art 14 c.1, punto 2, lettera c) della l.r. 56/1977 in formato editabile.


Ulteriori approfondimenti relativi al Progetto Urbanistica Senza Carta sono disponibili nella specifica pagina web istituzionale [9].

Figura 6
Esempio di rappresentazione delle Aree Normativa, secondo la classificazione al primo livello del progetto USC

LA RETE SPIN3 GNSS
Servizio di Posizionamento Interregionale GNSS di Regione Piemonte, Regione Lombardia e Regione Autonoma Valle d’Aosta

Il Servizio di Posizionamento Interregionale GNSS (SPIN3 GNSS) [1] di Regione Piemonte, Regione Lombardia e Regione Autonoma Valle d’Aosta è un'infrastruttura indispensabile per supportare le misurazioni geografiche e topografiche direttamente sul territorio, nel rispetto di precisioni definite e inquadrate nel sistema di riferimento geodetico nazionale ed europeo. L'infrastruttura è al servizio della collettività degli operatori professionali, pubblici e privati, che devono effettuare misure GNSS per rilievi topografici, cartografici e catastali, per monitoraggi delle deformazioni delle opere infrastrutturali e dei versanti naturali, e per la corretta geolocalizzazione degli oggetti che popolano le banche dati territoriali.

La Rete GNSS Interregionale, realizzata partendo dall'unificazione delle rispettive infrastrutture regionali, rappresenta un esempio concreto per arrivare ad un modello a quattro-cinque distretti territoriali in grado di coprire tutta la nazione, in linea con quanto auspicato dagli organismi nazionali (CISIS) e dal Decreto Ministeriale del 10 Novembre 2011 “Adozione del Sistema di riferimento geodetico nazionale[2]. In particolare, le tre Regioni ottimizzano i costi di gestione mantenendo una elevata efficienza operativa, e rappresentando allo stesso tempo un punto di aggregazione per le altre Regioni del Nord-Ovest, con cui peraltro sono già in corso attività di stretta collaborazione. Inoltre, l'unificazione dei tre servizi di posizionamento consente una maggiore continuità territoriale del servizio ed un'uniformità nelle modalità di distribuzione del dato; entrambi questi aspetti risultano indispensabili nel settore della misurazione di precisione con la modalità satellitare.

Come funziona?
La rete SPIN3 è costituita da 39 stazioni permanenti GNSS distribuite in maniera omogenea sul territorio piemontese, lombardo e valdostano, e dotate di ricevitori geodetici multi-costellazione aperti all'uso delle costellazioni GPS, GLONASS e nella maggior parte dei casi anche della nuova costellazione europea Galileo. A dicembre 2020, alle 33 stazioni regionali si sono aggiunte le 6 stazioni di ARPA Piemonte, realizzate tra il 2005 e il 2009, e che costituiscono parte integrante del sistema di monitoraggio ambientale regionale. Tre di queste stazioni sono state aggiornate con nuova strumentazione multi-costellazione, e sono state inserite nella rete SPIN3 GNSS a supporto delle misure in tempo reale per tutti gli utenti. Il processo di aggiornamento delle stazioni ARPA si concluderà nei prossimi anni.

Figura 7
Mappa delle stazioni permanenti GNSS della rete SPIN 3 di Regione Piemonte, Regione Lombardia e Regione Autonoma Valle d'Aosta


La monumentazione delle antenne è stata realizzata utilizzando pali in acciaio inossidabile o in calcestruzzo, ancorati alle strutture portanti degli edifici o alla parte rocciosa del pendio.

Figura 8
Esempi di monumentazione delle antenne GNSS della rete SPIN3


I dati grezzi che vengono acquisiti dalle diverse stazioni sono inviati al Centro di Calcolo, nel quale è installato un software per la gestione e l'elaborazione dell'intera rete in tempo reale. Il centro di calcolo, partendo dalle coordinate note delle stazioni, elabora le osservazioni ricevute per:

  • stimare gli errori e i disturbi sulle singole stazioni;
  • modellare gli errori e i disturbi nel tempo e nello spazio;
  • distribuire all'utenza in tempo reale i dati e i modelli, in modo che questa possa correggere i propri dati.

L'accesso a queste correzioni, utilizzate dal ricevitore dell'utente del servizio per migliorare la precisione della propria posizione, avviene attraverso internet (protocollo NTRIP), generalmente mediante l'utilizzo di modem GPRS/UMTS.

Figura 9
Schema di funzionamento della rete SPIN GNSS


Vantaggi ed applicazioni della rete interregionale SPIN 3 GNSS

La localizzazione precisa dell'oggetto sul territorio avviene in maniera molto semplice: una volta registrato al sito e connesso alla rete, l'utente ottiene istantaneamente dalla rete SPIN 3 GNSS le correzioni da apportare alle proprie misure, con un conseguente miglioramento della precisione del rilievo finale, che risulta già georiferito nel sistema geodetico nazionale ETRF2000-RDN (in accordo al DM 10 Novembre 2011) ed è omogeneo rispetto alle acquisizioni eseguite da altri utenti.

Le applicazioni che si potrebbero avvantaggiare dell'utilizzo del servizio di posizionamento erogato dalla rete interregionale sono ad esempio:
  • applicazioni cartografiche: dovunque ci sia da registrare la posizione di un elemento sul territorio con adeguata precisione, oltre che in tutte le applicazioni GIS; anche le applicazioni catastali traggono un indispensabile ausilio dall'utilizzo delle stazioni permanenti soprattutto a seguito della procedura dell'Agenzia delle Entrate "Pregeo", che prevede i rilievi di tipo GNSS.
  • applicazioni di infomobilità: è il campo della gestione delle flotte di automezzi, la fruizione da parte dei mezzi di soccorso, della protezione civile, dei mezzi pubblici e dei veicoli per l'agricoltura, ma non solo.
  • applicazioni ingegneristiche: il GNSS con le precisioni che si ottengono dalle reti trova applicazione nei cantieri delle opere pubbliche, sia per le misurazioni di tracciamento dell'opera, sia per la movimentazione automatica dei mezzi.
  • applicazioni geofisiche e geologiche: il GNSS per mezzo delle stazioni permanenti trova grande applicazione nei monitoraggi di deformazioni geologiche sia riferito a movimenti di fenomeni naturali, ad esempio movimenti franosi, sia per il controllo di grandi opere ad esempio dighe, ponti.
  • applicazioni atmosferiche: i segnali delle costellazioni GNSS attraversano tutti gli strati di atmosfera che circondano la Terra: ciascuna stazione permanente acquisisce questi segnali in una posizione geografica differente all'interno del territorio regionale, pertanto le stazioni possono essere impiegate nella gestione della meteorologia.
  • applicazioni geodetiche: l'Istituto Geografico Militare Italiano ha realizzato e mantiene la Rete Dinamica Nazionale per l'inquadramento geodetico dello Stato (ETRF2000-RDN) servendosi anche di nove stazioni della Rete GNSS Interregionale Piemonte-Lombardia: i dati di queste stazioni sono utilizzabili dagli utenti per il corretto inquadramento dei loro rilievi.

I servizi e gli utenti della rete SPIN GNSS

Nel 2020 i numeri relativi agli utilizzi del servizio hanno confermato la costante crescita già registrata negli anni passati per il servizio di Regione Piemonte (attivo dal 2011), e successivamente all’integrazione con la rete lombarda (dal 2016) e con quella valdostana (da gennaio 2020).
I diagrammi seguenti riportano l’andamento degli accessi mensili al sistema (figura 10), dell’utilizzo per ore di connessione (figura 11) e della media di utenti giornalieri (figura 12).

Figure 10
Numero di accessi mensili al servizio (utenti unici) da gennaio 2017 ad aprile 2021

Figura 11
Ore di connessione al servizio di correzione in tempo reale da gennaio 2017 ad aprile 2021

Figura 12
Media degli accessi giornalieri degli utenti al servizio, da gennaio 2017 ad aprile 2021