Fattori che influenzano lo stato della risorsa
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FORESTE

FORESTE E LORO CONTRIBUTO ALLA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA

Il settore Foreste della Regione Piemonte, col supporto di IPLA, dal 2004 misura la capacità di fissazione del carbonio da parte dell’insieme dei boschi e dell’arboricoltura da legno piemontesi, in base ai dati inventariali e cartografici derivati dal Sistema informativo forestale regionale - SIFOR, unitamente alle informazioni pedologiche necessarie al bilancio globale del carbonio secondo le metodologie ufficiali.

Figura 1

L’ultimo approfondimento ha interessato le valutazioni a livello di singole categorie forestali secondo gli aggiornamenti delle superfici del 2016 e dei tagli secondo stime sempre regionali. Il calcolo eseguito, al netto di tagli e incendi, con aggiornamenti al 2016 è riportato in Tabella 1.

Tabella 1

BIOMASSA EPIGEA

MACROCATEGORIA

NOME_CATEGORIA

ha

Mt CO2 eq

Fustaie

abete rosso (peccio)

9.270

2,48

Fustaie

abete bianco

15.183

4,31

Fustaie

larici

89.195

19,59

Fustaie

pini di montagna

17.548

3,99

Fustaie

pini mediterranei

683

0,11

Fustaie

altre conifere

0

0,00

Fustaie

faggio europeo

18.640

5,39

Fustaie

cerro

750

0,21

Fustaie

altre querce

20.807

5,40

Fustaie

altre latifoglie

78.124

15,23

Ceduo

faggio europeo

122.726

37,43

Ceduo

castagno

206.705

56,32

Ceduo

carpino

14.098

1,75

Ceduo

altre querce

102.191

24,83

Ceduo

cerro

2.611

0,63

Ceduo

querce sempreverdi

0

0,00

Ceduo

altre latifoglie

143.301

25,51

Ceduo

conifere

0

0,00

Piantagioni

cedui di eucalipto

0

0,00

Piantagioni

cedui di altre latifoglie

0

0,00

Piantagioni

pioppeti

25.353

4,77

Piantagioni

altre piantagioni di latifoglie

11.237

3,65

Piantagioni

piantagioni di conifere

18.608

4,75

Piantagioni

altro

0

0,00

Protettive

foresta rupestre

20.371

2,47

Protettive

foresta ripariale

14.206

2,08

Protettive

arbusteti

36.423

2,22

TOTALE

968.028

223,14

Una recente estensione del monitoraggio al comparto dell’arboricoltura da legno, sia a ciclo medio-lungo, sia alla pioppicoltura ha consentito di stimarne gli assorbimenti. In tabella 2 viene riportato il bilancio del carbonio in alcuni impianti di pioppo rappresentativi del Piemonte.

Tabella 2

Sito

codice

BIOMASSA EPIGEA

BIOMASSA IPOGEA

NECROMASSA

LETTIERA

SUOLO

TOTALE GENERALE

 

 

t/ha/anno CO2 eq

t/ha/anno CO2 eq

t/ha/anno CO2 eq

t/ha/anno CO2 eq

t/ha/anno CO2 eq

t/ha/anno CO2 eq

Frassineto Po est

ASTA0061

42,6

4,9

0,0

2,3

14,4

64,0

Frassineto Po ovest

ASTA0062

14,6

2,0

0,0

1,8

12,7

30,8

Alessandria ovest

CARB0131

9,2

1,3

0,0

0,2

43,2

54,3

Cerro Tanaro

CARB0138

49,8

5,5

0,2

0,5

23,6

79,7

Oviglio

CARB0137

41,4

4,7

0,1

0,5

27,3

73,9

Castelnuovo Bormida

CARB0139

24,5

2,9

0,0

0,4

15,3

43,1

Verrua Savoia

CARB0140

29,6

3,4

0,6

0,0

21,8

55,5

Con questo lavoro si è inteso attivare il monitoraggio dei flussi di carbonio in funzione dei diversi tipi di interventi selvicolturali previsti in una gestione sostenibile dei boschi e degli impianti di arboricoltura da legno, quale sistema di controllo ed integrazione dei dati inventariali degli stock di carbonio regionali, il cui computo totale è riportato in tabella 3.

Tabella 3

FRAZIONI METODO IPCC

Mt CO2 eq

BIOMASSA EPIGEA

223,14

BIOMASSA IPOGEA

41,06

NECROMASSA

31,42

LETTIERA

13,43

SUOLO

313,88

TOTALE

622,94

In Piemonte l'aumento della superficie boscata e delle pratiche di riforestazione risultano contribuire in modo significativo all'incremento delle biomasse e conseguentemente a quello del carbonio stoccato sia nelle piante sia nel suolo, consentendo così agli ecosistemi forestali di ridurre l’impatto delle emissioni in atmosfera. Ciò permette all’Italia di ottemperare ad una parte degli impegni internazionali nella lotta ai cambiamenti climatici.

Figura 2

Una fonte importante dei dati di stock di C delle foreste italiane e piemontesi è ricavabile dall'ultimo Inventario Nazionale dei Gas Serra 1990-2016 aggiornato da ISPRA nel NIR 2020, dove vi sono non solo le serie storiche degli stock ed incrementi forestali ma anche agrari, secondo metodi ufficiali IPCC.

Secondo la nuova carta degli stock del carbonio dei suoli del Piemonte realizzata da IPLA e CNR per il PSR regionale (2019) la ripartizione dei contenuti percentuali di carbonio per usi forestali/agrari è la seguente (tabella 4).

Tabella 4
Carbon stock dei suoli piemontesi nei diversi usi

 

Uso (categorie LAND COVER SIFOR)

Valore medio

Carbonio organico %

Vegetazione palustre

10,90

Cespuglieti

5,42

Praterie

4,98

Praterie non utilizzate

4,75

Praterie rupicole

4,63

Faggeta

4,54

Alneto planiziale e montano

3,32

Abetina

3,31

Prato-pascoli

3,16

Lariceti o cembrete

3,07

Rimboschimento

2,77

Acero-tiglio-frassineto

2,76

Pecceta

2,72

Castagneto

2,64

Querceto di Rovere

2,61

Pineta di Pino Silvestre

2,59

Orno-Ostrieto

2,56

All Grps

2,45

Querco-Carpineto

2,31

Cerreta

2,30

Querceto di Roverella

2,24

Boscaglia pioniera e d'invasione

2,23

Prati stabili di pianura

2,08

Praterie aride di greto

2,06

Suolo nudo

1,84

Robinieto

1,70

Risaia

1,50

Mais, Sorgo, Soja

1,46

Incolti

1,31

Seminativi

1,22

Pioppeti

1,21

Colture arboree forestali

1,20

Frutteti

1,19

Colture orticole

1,10

Vigneti

1,09

Saliceti e Pioppeti ripari

1,03

L’accordo di Kyoto e i successivi sviluppi hanno portato a definire e regolamentare anche il cosiddetto carbon trading, il mercato dei crediti, che amplia ulteriormente le prospettive di impostazione dei Piani Energetici, da quelli internazionali a quelli nazionali fino a quelli regionali e subregionali, in quanto sarà possibile scambiare i crediti con permessi di emissione.

 In questa ottica il settore Foreste, insieme con IPLA, ha sostenuto l'iniziativa nazionale del CREA e del Nucleo Monitoraggio Carbonio , il Codice Forestale Nazionale del Carbonio ), per la creazione di un mercato nazionale dei crediti di carbonio forestali su base volontaria, promuovendo il mercato regionale piemontese con una DGR.

Emissioni da FORESTE

Le foreste contribuiscono all'inquinamento atmosferico, sia direttamente tramite emissioni biogeniche sia indirettamente tramite la combustione del legno. Per quanto riguarda le emissioni biogeniche, le foreste emettono alcuni composti aromatici precursori dell’ozono.

Le pressioni emissive di origine biogenica   e raggruppate secondo la classificazione SNAP97 (Selected Nomenclature for sources of Air Pollution che suddivide le fonti di emissioni inquinanti in undici macrosettori) nei settori 10.01, 10.02, 10.11 e 10.12 ovvero “Foreste decidue non gestite”, “Foreste di conifere non gestite”, “Foreste decidue gestite” e “Foreste di conifere gestite”.  Per la rappresentazione cartografica di tali emissioni (figura 3) è stata utilizzata l’ultima versione disponibile dell’Inventario Regionale delle Emissioni (IREA), che fa riferimento all’anno 2015.

Si può notare come le emissioni biogeniche dei composti organici volatili non metanici (NMVOC)  si distribuiscano sull’intero arco alpino e sulle aree collinari: in particolare, l’80% viene generato dalle foreste di latifoglie (per lo più querce e faggi), mentre il restante 20% proviene dalle foreste di conifere (larici, pini, abeti rossi e abeti bianchi).

Figura 3
Emissioni dalle foreste

Dal punto di vista temporale, le emissioni di NMVOC di origine biogenica non si distribuiscono uniformemente nel corso dell’anno, ma si concentrano nella stagione estiva (maggio-settembre), risultando – insieme agli ossidi di azoto – i principali precursori nella formazione dell’ozono troposferico.

Il picco di emissione coincide con l’apice della stagione vegetativa (figura 4), mentre il periodo invernale risulta caratterizzato da un contributo emissivo ridotto al minimo per le conifere sempreverdi e, ovviamente, azzerato per le decidue .

Figura 4
EMISSIONI BIOGENICHE: modulazione temporale annuale (espressa in dodicesimi) delle emissioni di NMVOC

Fonte: Regione Piemonte. Elaborazione: Arpa Piemonte

CONTENUTI CORRELATI

Consulta i dati delle emissioni di composti organici volatili non metanici (NMVOC).

Consulta la pagina sul progetto ALCOTRA MITIMPACT che valuta gli impatti che i cambiamenti climatici avranno sulle politiche di gestione clima-aria-foreste e le strategie di adattamento per mitigare tali impatti

Per approfondimenti si rimanda alla seguenti pubblicazioni:


Questo argomento è stato sviluppato anche nelle diverse edizioni del Rapporto Stato Ambiente, in particolare:
Anno 2008 - Il potenziale stoccaggio di CO2 nelle foreste del Piemonte pagina 11
Anno 2009 - Aggiornamenti sul potenziale stoccaggio di CO2 nelle foreste del Piemonte pagina 15
Anno 2012 - Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio pagina 41,  I mercati volontari di crediti di carbonio pagina 51, Casi studio per valutare gli effetti di bilancio della CO2 conseguente a differenti trattamenti selvicolturali applicati a diverse tipologie forestali pagina 53
Anno 2013 - Le foreste contribuiscono alla diminuzione di emissioni pagina 27.

Consulta l'argomento Foreste nei Fattori che influenzano lo stato della risorsa in Territorio

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