Regolamento personale tecnico

Regolamento di impiego di personale tecnico per la valutazione speditiva dell’impatto, censimento dei danni e rilievo dell’agibilità post-evento sulle strutture pubbliche e private e sugli edifici di interesse culturale

 

A seguito dell’avvenuta revisione nel 2025, a cinque anni dall’emanazione delle “Indicazioni operative per la formazione dei tecnici della Pubblica Amministrazione, delle Organizzazioni di volontariato e professionisti iscritti agli albi di Ordini e Collegi", il Settore Protezione Civile e il Settore Sismico hanno lavorato per l’approntamento – e successiva condivisione con il Dipartimento della Protezione Civile – della bozza di un  Regolamento attuativo che definisce le modalità operative per l’istituzione, la gestione e l’aggiornamento dell’Elenco regionale “NT-REG PIEMONTE” dei tecnici e del personale della Pubblica Amministrazione, delle Organizzazioni di Volontariato per la valutazione speditiva dell’impatto, censimento dei danni e valutazione dell’agibilità post-evento sulle strutture pubbliche e private e sugli edifici di interesse culturale, per le attività connesse alla gestione tecnica delle emergenze, da intendersi sia come emergenze sismiche sia come emergenze riferibili ad eventi meteo-idro-geologici. Costituito di due differenti sezioni (regionale e nazionale) ed articolato in un Elenco ordinario e in vari Sub-elenchi speciali, l’Elenco NT-REG Piemonte vede nel Direttore della Direzione OO.PP. Difesa del Suolo, Protezione Civile, Trasporti e Logistica il suo Responsabile, che si avvale del supporto di Referenti, nominati con apposito atto direttoriale e appartenenti ai Settori Regionali Sismico e Protezione Civile. Il Responsabile dell’Elenco costituisce quindi il punto di contatto per la gestione coordinata a livello nazionale ed è incaricato dei rapporti con il Dipartimento della Protezione Civile, anche in merito al supporto da fornire per l’attivazione dell’Elenco Regionale in caso di emergenza e all’aggiornamento periodico dei dati.

Il Responsabile dell’Elenco, con il supporto dei suddetti Referenti, provvede a gestire le procedure di mobilitazione dei tecnici iscritti nell’Elenco, fornendo liste di tecnici già costituiti in squadre, verificandone la disponibilità e provvedendo a definire turnazioni periodiche fino a copertura delle esigenze, d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile. Con particolare riferimento agli iscritti all’Elenco appartenenti ad Organizzazioni di Volontariato, il Settore Regionale Protezione Civile provvede esclusivamente alle attività correlate alla concessione dei benefici normativi propedeutiche all’impiego per il personale volontario e alla successiva rendicontazione delle spese sostenute dalle Organizzazioni attivate, restando in capo al Settore Sismico la tenuta dell’Elenco di tutti i tecnici abilitati e dei relativi sub-elenchi nonché la formazione degli iscritti.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Regolamento di impiego di personale tecnico per la valutazione speditiva dell’impatto, censimento dei danni e rilievo dell’agibilità post-evento sulle strutture pubbliche e private e sugli edifici di interesse culturale

 

A seguito dell’avvenuta revisione nel 2025, a cinque anni dall’emanazione delle “Indicazioni operative per la formazione dei tecnici della Pubblica Amministrazione, delle Organizzazioni di volontariato e professionisti iscritti agli albi di Ordini e Collegi", il Settore Protezione Civile e il Settore Sismico hanno lavorato per l’approntamento – e successiva condivisione con il Dipartimento della Protezione Civile – della bozza di un  Regolamento attuativo che definisce le modalità operative per l’istituzione, la gestione e l’aggiornamento dell’Elenco regionale “NT-REG PIEMONTE” dei tecnici e del personale della Pubblica Amministrazione, delle Organizzazioni di Volontariato per la valutazione speditiva dell’impatto, censimento dei danni e valutazione dell’agibilità post-evento sulle strutture pubbliche e private e sugli edifici di interesse culturale, per le attività connesse alla gestione tecnica delle emergenze, da intendersi sia come emergenze sismiche sia come emergenze riferibili ad eventi meteo-idro-geologici. Costituito di due differenti sezioni (regionale e nazionale) ed articolato in un Elenco ordinario e in vari Sub-elenchi speciali, l’Elenco NT-REG Piemonte vede nel Direttore della Direzione OO.PP. Difesa del Suolo, Protezione Civile, Trasporti e Logistica il suo Responsabile, che si avvale del supporto di Referenti, nominati con apposito atto direttoriale e appartenenti ai Settori Regionali Sismico e Protezione Civile. Il Responsabile dell’Elenco costituisce quindi il punto di contatto per la gestione coordinata a livello nazionale ed è incaricato dei rapporti con il Dipartimento della Protezione Civile, anche in merito al supporto da fornire per l’attivazione dell’Elenco Regionale in caso di emergenza e all’aggiornamento periodico dei dati.

Il Responsabile dell’Elenco, con il supporto dei suddetti Referenti, provvede a gestire le procedure di mobilitazione dei tecnici iscritti nell’Elenco, fornendo liste di tecnici già costituiti in squadre, verificandone la disponibilità e provvedendo a definire turnazioni periodiche fino a copertura delle esigenze, d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile. Con particolare riferimento agli iscritti all’Elenco appartenenti ad Organizzazioni di Volontariato, il Settore Regionale Protezione Civile provvede esclusivamente alle attività correlate alla concessione dei benefici normativi propedeutiche all’impiego per il personale volontario e alla successiva rendicontazione delle spese sostenute dalle Organizzazioni attivate, restando in capo al Settore Sismico la tenuta dell’Elenco di tutti i tecnici abilitati e dei relativi sub-elenchi nonché la formazione degli iscritti.

Anno
2026

Sorveglianza virologica nelle acque reflue

Tema
Tipo
img-intro
acqua e provette
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Il Centro Regionale Biologia Ambiente e Salute di ARPA Piemonte svolge diverse attività a supporto dei servizi dell’Agenzia, con particolare riferimento alla fornitura di analisi sulle acque: destinate al consumo umano, superficiali, reflue e per dialisi.

Il laboratorio è stato inaugurato il 02 settembre 2020. La struttura è stata realizzata per dare supporto alle strutture sanitarie per l’analisi di tamponi molecolari per la ricerca di SARS-CoV-2 durante la fase pandemica che persisteva in quel momento. Il personale, che opera in laboratorio, è altamente specializzato in tecniche di indagine con applicazioni di biologia molecolare (come ad es. le analisi in real-time-PCR, sequenziamento NGS), riconoscimento specie polliniche, tecniche colturali per la ricerca di batteri e funghi, colture cellulari e virali.

Il laboratorio ha sviluppato un’attività di sorveglianza virologica nelle acque reflue sia in risposta alle indicazioni della Raccomandazione UE n. 2021/472, della Direttiva Reflui (Direttiva 2024/3019 UE) che su richiesta del Servizio Epidemiologico della Regione Piemonte e dell’ASL della Città di Torino. Questa attività si inserisce nella cosiddetta epidemiologia basata sulle acque reflue (Wastewater Based Epidemiology, WBE) e permette di avere utili indicazioni sulla circolazione dei target virali ricercati e quindi poter intraprendere azioni mirate di prevenzione e preparazione in ambito sanitario e ambientale.
Inizialmente nel 2020 il target ricercato è stato SARS-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19, e le sue varianti. In seguito, dal 2023, sono stati aggiunti altri virus di interesse sanitario, ovvero i virus influenzali (FluA e FluB) e il virus respiratorio sinciziale (RSV).
 

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Studi di microzonazione sismica a livello comunale e interventi strutturali su edifici pubblici di importanza strategica

Come già evidenziato nelle precedenti edizioni della Relazione sullo Stato dell'Ambiente, la Regione Piemonte gestisce e coordina i contributi previsti dal Piano Nazionale per la Prevenzione del Rischio Sismico, avviato in base alle disposizione dell’art. 11 della L. 77 del 24 giugno 2009.

Sono ad oggi in fase completamento le attività relative sia al primo finanziamento (2010-2016) sia al secondo finanziamento (2019-2021), e sono in corso quelle relative al terzo finanziamento (2022-2023).

Per quanto riguarda le azioni non strutturali (Studi di Microzonazione Sismica ed associata analisi della Condizione Limite per l’Emergenza – CLE), la Regione Piemonte sin dall’avvio del Piano Nazionale contribuisce con un cofinanziamento pari al 25% dei fondi statali.

Nel corso del 2025 gli studi Microzonazione Sismica (MS), relativi ai 13 Comuni finanziati con i contributi delle annualità 2022-2023 ed avviati nel 2024, sono stati completati ed in gran parte validati.

In totale risultano quindi 83 i Comuni in Piemonte con studi di MS di livello 1 ed associata analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE), oltre ad 1 Comune con studi di MS di livello 2, realizzati secondo gli standard definiti a livello nazionale.

Figura 1. Comuni finanziati per studi di MS e CLE: evidenziati in verde gli studi realizzati e in completamento, in giallo i Comuni potenzialmente interessati dai contributi, in blu quelli in fase di validazione/approvazione.

Nell’ambito dei finanziamenti del Piano Nazionale è stato affidato all’Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra, lo studio per la realizzazione degli abachi regionalizzati per la valutazione delle amplificazioni stratigrafiche, che potranno essere utilizzati per studi di microzonazione sismica di livello 2 sul territorio regionale.

Nel corso del 2025 lo studio è stato ulteriormente approfondito per testare e ottimizzare l’affidabilità dei modelli proposti su base probabilistica, tenendo conto di vincoli derivanti delle osservazioni sperimentali.

I risultati  finali ottenuti sono costituiti da tabelle (abachi) che per i 5 domini lito-morfo-stratigrafici (DLMS) riconosciuti in Piemonte, e per le 3 classi di pericolosità derivate dalla classificazione sismica regionale, individuano, a partire dai valori della velocità media delle onde di taglio e della frequenza propria dei terreni, i fattori di amplificazione FA per ciascuno dei 3 intervalli di periodi di vibrazionestabiliti dalla normativa.

Relativamente alle azioni strutturali (contributi destinati agli interventi di miglioramento sismico degli edifici strategici sul territorio regionale), con l’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 978/2023, sono stati finanziati gli interventi sul Municipio di Vinadio e sulla scuola elementare di Angrogna, a seguito della rinuncia del finanziamento da parte dell’ASL TO 3 per l’Ospedale di Susa. Nel corso del 2025 si è provveduto all’erogazione dell’acconto, pari al 70% delle somme assegnate.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Come già evidenziato nelle precedenti edizioni della Relazione sullo Stato dell'Ambiente, la Regione Piemonte gestisce e coordina i contributi previsti dal Piano Nazionale per la Prevenzione del Rischio Sismico, avviato in base alle disposizione dell’art. 11 della L. 77 del 24 giugno 2009.

Sono ad oggi in fase completamento le attività relative sia al primo finanziamento (2010-2016) sia al secondo finanziamento (2019-2021), e sono in corso quelle relative al terzo finanziamento (2022-2023).

Per quanto riguarda le azioni non strutturali (Studi di Microzonazione Sismica ed associata analisi della Condizione Limite per l’Emergenza – CLE), la Regione Piemonte sin dall’avvio del Piano Nazionale contribuisce con un cofinanziamento pari al 25% dei fondi statali.

Nel corso del 2025 gli studi Microzonazione Sismica (MS), relativi ai 13 Comuni finanziati con i contributi delle annualità 2022-2023 ed avviati nel 2024, sono stati completati ed in gran parte validati.

In totale risultano quindi 83 i Comuni in Piemonte con studi di MS di livello 1 ed associata analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE), oltre ad 1 Comune con studi di MS di livello 2, realizzati secondo gli standard definiti a livello nazionale.

Figura 1. Comuni finanziati per studi di MS e CLE: evidenziati in verde gli studi realizzati e in completamento, in giallo i Comuni potenzialmente interessati dai contributi, in blu quelli in fase di validazione/approvazione.

Nell’ambito dei finanziamenti del Piano Nazionale è stato affidato all’Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra, lo studio per la realizzazione degli abachi regionalizzati per la valutazione delle amplificazioni stratigrafiche, che potranno essere utilizzati per studi di microzonazione sismica di livello 2 sul territorio regionale.

Nel corso del 2025 lo studio è stato ulteriormente approfondito per testare e ottimizzare l’affidabilità dei modelli proposti su base probabilistica, tenendo conto di vincoli derivanti delle osservazioni sperimentali.

I risultati  finali ottenuti sono costituiti da tabelle (abachi) che per i 5 domini lito-morfo-stratigrafici (DLMS) riconosciuti in Piemonte, e per le 3 classi di pericolosità derivate dalla classificazione sismica regionale, individuano, a partire dai valori della velocità media delle onde di taglio e della frequenza propria dei terreni, i fattori di amplificazione FA per ciascuno dei 3 intervalli di periodi di vibrazionestabiliti dalla normativa.

Relativamente alle azioni strutturali (contributi destinati agli interventi di miglioramento sismico degli edifici strategici sul territorio regionale), con l’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 978/2023, sono stati finanziati gli interventi sul Municipio di Vinadio e sulla scuola elementare di Angrogna, a seguito della rinuncia del finanziamento da parte dell’ASL TO 3 per l’Ospedale di Susa. Nel corso del 2025 si è provveduto all’erogazione dell’acconto, pari al 70% delle somme assegnate.

Anno
2026

Utilizzo di sistemi aerei a pilotaggio remoto (SAPR-Droni)

Regione Piemonte è dotata di un sistema di riprese aeree mediante droni volto all’acquisizione di video e immagini fotografiche per lo svolgimento delle attività istituzionali. Il personale dedicato ha seguito uno specifico percorso formativo riconosciuto dall’ENAC - Ente Nazionale Aviazione Civile, ottenendo l’attestato di pilota di SAPR (Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto).

L’utilizzo dei droni è finalizzato ad effettuare il controllo del territorio in aree estese o puntuali, anche a seguito di calamità naturali, evitando così l’impiego di personale in sopralluoghi spesso connotati da un significativo grado di rischio. I velivoli radiocomandati risultano, inoltre, estremamente utili per l’osservazione dall’alto di aree non raggiungibili via terra, o per la verifica di strutture architettoniche colpite da terremoti.

Nello specifico, i droni vengono utilizzati per:

  • effettuare riprese aeree e studi di aree in dissesto, lungo i versanti e i corsi d’acqua;
  • attività ispettive in occasione di eventi calamitosi (frane, alluvioni, terremoti, ecc.);
  • riprendere dall’alto aree di difficile accesso;
  • realizzare la mappatura del territorio;
  • realizzare modelli tridimensionali del terreno dai quali evidenziare discontinuità strutturali, fratture e segnali di movimenti incipienti;
  • supportare le decisioni in merito al transito su vie di comunicazione potenzialmente soggette a dissesti di versante;
  • altre criticità ambientali riguardanti il territorio regionale.
Interventi effettuati

Nel corso del 2025 i droni sono stati utilizzati, su richiesta di Settori regionali o di Enti esterni (comuni, province, enti di ricerca, ecc.), in varie situazioni, principalmente a causa della difficoltà di accesso ai luoghi e/o per la necessità di disporre di un modello tridimensionale del terreno o di riprese video dall’alto. Di seguito vengono elencati alcuni dei rilievi eseguiti:

  • esecuzione di rilievo aereofotogrammetrico su un dissesto franoso a monte della frazione Layetto del Comune di Condove per finalità connesse all’aggiornamento del quadro dissestivo della banca dati SIFRAP (Sistema Informativo Frane in Piemonte) in collaborazione con Arpa Piemonte;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale - Città Metropolitana di Torino, di un rilievo coordinato con il Comune di Borgofranco d’Ivrea su una frana per crollo in località Balmetti che ha interessato un edificio della frazione;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale di Novara e Verbania, di un rilievo lungo un tratto del torrente Pescone nel Comune di Pettenasco (NO) finalizzato a lavori di disalveo e manutenzione di opere idrauliche;
  • esecuzione, ai fini dell’attività istruttoria ai sensi della LR 45/89 (vincolo idrogeologico) della cava Bisdonio in Comune di Alpette, di un rilievo per verificare le attività di estrazione e l’assetto strutturale e geomorfologico degli affioramenti, con particolare riguardo alla parete subverticale che corona il settore di cava;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale di Novara e Verbania, di un rilievo aerofotogrammetrico lungo un tratto del torrente Melezzo Orientale nel Comune di Craveggia (VB) finalizzato a lavori di disalveo e manutenzione di opere idrauliche esistenti;
  • esecuzione, su richiesta del Settore regionale Cave, di un rilievo aerofotogrammetrico presso il Comune di Bagnolo Piemonte (CN) in località Seccarezze. Oggetto di ispezione è stato in particolare un ambito territoriale vegetato e ad elevata acclività, di cui era necessario verificare l’assetto strutturale e geomorfologico degli affioramenti rocciosi.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Regione Piemonte è dotata di un sistema di riprese aeree mediante droni volto all’acquisizione di video e immagini fotografiche per lo svolgimento delle attività istituzionali. Il personale dedicato ha seguito uno specifico percorso formativo riconosciuto dall’ENAC - Ente Nazionale Aviazione Civile, ottenendo l’attestato di pilota di SAPR (Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto).

L’utilizzo dei droni è finalizzato ad effettuare il controllo del territorio in aree estese o puntuali, anche a seguito di calamità naturali, evitando così l’impiego di personale in sopralluoghi spesso connotati da un significativo grado di rischio. I velivoli radiocomandati risultano, inoltre, estremamente utili per l’osservazione dall’alto di aree non raggiungibili via terra, o per la verifica di strutture architettoniche colpite da terremoti.

Nello specifico, i droni vengono utilizzati per:

  • effettuare riprese aeree e studi di aree in dissesto, lungo i versanti e i corsi d’acqua;
  • attività ispettive in occasione di eventi calamitosi (frane, alluvioni, terremoti, ecc.);
  • riprendere dall’alto aree di difficile accesso;
  • realizzare la mappatura del territorio;
  • realizzare modelli tridimensionali del terreno dai quali evidenziare discontinuità strutturali, fratture e segnali di movimenti incipienti;
  • supportare le decisioni in merito al transito su vie di comunicazione potenzialmente soggette a dissesti di versante;
  • altre criticità ambientali riguardanti il territorio regionale.
Interventi effettuati

Nel corso del 2025 i droni sono stati utilizzati, su richiesta di Settori regionali o di Enti esterni (comuni, province, enti di ricerca, ecc.), in varie situazioni, principalmente a causa della difficoltà di accesso ai luoghi e/o per la necessità di disporre di un modello tridimensionale del terreno o di riprese video dall’alto. Di seguito vengono elencati alcuni dei rilievi eseguiti:

  • esecuzione di rilievo aereofotogrammetrico su un dissesto franoso a monte della frazione Layetto del Comune di Condove per finalità connesse all’aggiornamento del quadro dissestivo della banca dati SIFRAP (Sistema Informativo Frane in Piemonte) in collaborazione con Arpa Piemonte;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale - Città Metropolitana di Torino, di un rilievo coordinato con il Comune di Borgofranco d’Ivrea su una frana per crollo in località Balmetti che ha interessato un edificio della frazione;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale di Novara e Verbania, di un rilievo lungo un tratto del torrente Pescone nel Comune di Pettenasco (NO) finalizzato a lavori di disalveo e manutenzione di opere idrauliche;
  • esecuzione, ai fini dell’attività istruttoria ai sensi della LR 45/89 (vincolo idrogeologico) della cava Bisdonio in Comune di Alpette, di un rilievo per verificare le attività di estrazione e l’assetto strutturale e geomorfologico degli affioramenti, con particolare riguardo alla parete subverticale che corona il settore di cava;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale di Novara e Verbania, di un rilievo aerofotogrammetrico lungo un tratto del torrente Melezzo Orientale nel Comune di Craveggia (VB) finalizzato a lavori di disalveo e manutenzione di opere idrauliche esistenti;
  • esecuzione, su richiesta del Settore regionale Cave, di un rilievo aerofotogrammetrico presso il Comune di Bagnolo Piemonte (CN) in località Seccarezze. Oggetto di ispezione è stato in particolare un ambito territoriale vegetato e ad elevata acclività, di cui era necessario verificare l’assetto strutturale e geomorfologico degli affioramenti rocciosi.
Anno
2026

Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA)

Anno
2026

La pianificazione di bacino costituisce il riferimento principale per quanto riguarda il tema del dissesto idrogeologico. I dati relativi al dissesto idrogeologico piemontese sono contenuti principalmente nei piani di bacino, livello di pianificazione previsto dalla legge quadro sulla Difesa del suolo (183/1989), oggi sostituita dal (e confluita nel) D.lgs. 152/2006, III parte. 

La legge 183 pose le basi per la costituzione delle "Autorità di bacino", dapprima di ambito territoriale nazionale o regionale, oggi sostituite dalle Autorità di Bacino Distrettuale.

Il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), previsto dalla Direttiva europea 2007/60 CE "Alluvioni" e approvato con DPCM 27 ottobre 2016,  si sviluppa attraverso la redazione delle Mappe di pericolosità e di rischio. Le mappe di pericolosità individuano scenari con diversi gradi di pericolosità (L – P1, M – P2, H – P3), mentre le mappe del rischio evidenziano diversi gradi di rischio da R1 a R4 sulla base dei beni, delle persone  e delle infrastrutture esposte e vulnerabili. Inoltre il PGRA evidenzia aree a rischio potenziale significativo (APSFR) alle quali sono associate specifiche Misure previste per il raggiungimento dei 5 obiettivi posti dalla Direttiva Alluvioni. Tra le misure non strutturali ai fini della prevenzione delle situazioni di rischio, vi è quella di associare alle aree allagabili a differente pericolosità, una idonea normativa d'uso, coerente con quella già presente nelle Norme di Attuazione del Piano per l'Assetto idrogeologico del fiume Po (PAI); 

È ad oggi in corso il III Ciclo di pianificazione, che terminerà nel 2027.

L’individuazione della pericolosità, del rischio, dei dissesti e delle misure su citate hanno rilevanza per la programmazione degli interventi di sistemazione idrogeologica nell’ambito della piattaforma ministeriale Rendis – Repertorio nazionale degli interventi di difesa del suolo.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Difesa del suolo

Bandi per il finanziamento dell’attività delle CLV

Dal 2021 la Regione Piemonte, attraverso un bando pubblicato sul BUR e sul sito istituzionale nella sezione Bandi, sostiene le attività delle Commissioni Locali Valanghe (CLV) concedendo dei contributi a fondo perduto alle Unioni Montane (UM) dotate di CLV.

Le risorse economiche, variabili annualmente, negli anni scorsi sono state messe a disposizione per l’acquisto di strumentazione tecnica per svolgere rilevamenti nivologici e di dotazione di dispositivi di sicurezza per l’autosoccorso in valanga dei membri delle CLV. Inoltre sono stati finanziati incarichi di consulenza per la redazione del regolamento interno per l’operatività delle CLV, corsi AINEVA  di formazione in ambito nivologico e sistemi di monitoraggio e tele-rilevamento di parametri nivo-meteorologici a supporto della valutazione locale del pericolo di valanghe.

Tramite il bando pubblicato nel novembre 2025 la Regione Piemonte ha assegnato contributi a 10 Unioni Montane per un importo complessivo di circa 236.000 euro. Le risorse, finanziate attraverso il Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT), sostengono l’operato delle CLV consentendo l'installazione di stazioni nivometeorologiche automatiche e di sensori specifici per la misura del trasporto eolico della neve, la posa di sistemi di videosorveglianza dedicati al monitoraggio di siti valanghivi e l'acquisto di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (droni) con relative attività di formazione per l’abilitazione al volo.

Complessivamente dal 2021 sono stati concessi contributi per oltre 500.000 euro alle Unioni Montane per il sostegno all’operatività delle CLV.

Figura 1. Valanga di fondo su galleria paravalanghe in Valle Stura (CN).
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Dal 2021 la Regione Piemonte, attraverso un bando pubblicato sul BUR e sul sito istituzionale nella sezione Bandi, sostiene le attività delle Commissioni Locali Valanghe (CLV) concedendo dei contributi a fondo perduto alle Unioni Montane (UM) dotate di CLV.

Le risorse economiche, variabili annualmente, negli anni scorsi sono state messe a disposizione per l’acquisto di strumentazione tecnica per svolgere rilevamenti nivologici e di dotazione di dispositivi di sicurezza per l’autosoccorso in valanga dei membri delle CLV. Inoltre sono stati finanziati incarichi di consulenza per la redazione del regolamento interno per l’operatività delle CLV, corsi AINEVA  di formazione in ambito nivologico e sistemi di monitoraggio e tele-rilevamento di parametri nivo-meteorologici a supporto della valutazione locale del pericolo di valanghe.

Tramite il bando pubblicato nel novembre 2025 la Regione Piemonte ha assegnato contributi a 10 Unioni Montane per un importo complessivo di circa 236.000 euro. Le risorse, finanziate attraverso il Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT), sostengono l’operato delle CLV consentendo l'installazione di stazioni nivometeorologiche automatiche e di sensori specifici per la misura del trasporto eolico della neve, la posa di sistemi di videosorveglianza dedicati al monitoraggio di siti valanghivi e l'acquisto di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (droni) con relative attività di formazione per l’abilitazione al volo.

Complessivamente dal 2021 sono stati concessi contributi per oltre 500.000 euro alle Unioni Montane per il sostegno all’operatività delle CLV.

Figura 1. Valanga di fondo su galleria paravalanghe in Valle Stura (CN).
Anno
2026

PNRR - Tutela del territorio e della risorsa idrica

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato, alla Componente 4 della Missione 2 – Tutela del territorio e della risorsa idrica, un ammontare complessivo di 15,06 miliardi di euro. In particolare, 2,49 miliardi di euro sono stati assegnati all’Investimento 2.1 – Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico con l’obiettivo di portare in sicurezza 1,5 milioni di persone a rischio. L’investimento 2.1 riguarda misure a favore delle aree colpite da calamità, a cui sono destinati 1,2 miliardi di euro per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e per la riduzione del rischio residuo, con interventi selezionati sulla base di piani di investimento elaborati a livello locale e successivamente approvati dal Dipartimento della Protezione Civile entro la fine del 2021.

La Regione Piemonte ha proposto 22 “macro-interventi” attingendo dai quadri dei fabbisogni relativi agli eventi alluvionali nei quali i Settori tecnici territoriali hanno individuato la massima priorità. Gli interventi selezionati si riferiscono nello specifico ai seguenti eventi alluvionali:
   • eventi meteorologici del 19-22 ottobre 2019 – DCM del 14 novembre 2019 e eventi meteorologici del 21-25 novembre 2019 – DCM del 2 dicembre 2019;
   • eventi meteorologici del 2-3 ottobre 2020 – DCM del 22 ottobre 2020.

I macro-interventi relativi ad entrambi gli eventi alluvionali sono stati concepiti per comprendere:

a) interventi volti al ripristino della funzionalità delle infrastrutture e degli impianti delle condutture idriche e fognarie, delle comunicazioni, dei trasporti nell'ottica della riduzione del consumo di suolo e nel rispetto della sostenibilità ambientale;

b) interventi di contrasto dei cambiamenti climatici lungo le aste dei corsi d’acqua principali e loro affluenti, di mitigazione dei rischi di allagamento, di effetti della dinamica fluvio-torrentizia e dell'erosione dei suoli.

I macro-interventi della categoria a) riguardano le frane che hanno coinvolto la viabilità e le fognature e sono stati ripartiti su aree territoriali provinciali, mentre quelli della categoria b),  che riguardano invece le opere lungo i corsi d’acqua, sono stati ripartiti su bacini idrografici.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha approvato l’elenco dettagliato dei nuovi progetti del Piemonte per un importo complessivo pari a € 59.308.773,06.

Nel corso del 2025 la Regione Piemonte ha curato:

  • il servizio di assistenza a favore dei Soggetti Attuatori (Comuni, Province e AIPo) per la compilazione delle check-list e DSAN (v. Modulistica), atte a verificare per ogni fase di avanzamento del progetto diversi aspetti legati alla regolarità della spesa, all'assenza di doppi finanziamenti, all'assenza del conflitto di interessi, alla titolarità effettiva, alla parità di genere, ai target e milestone del progetto e al rispetto del principio del DNSH (Do No Significant Harm), ovvero del “non arrecare un danno significativo” all’ambiente;
     
  • l'approvazione delle modalità di rendicontazione e la redazione di indicazioni operative per il rispetto del principio del DNSH diffuso capillarmente a tutti i soggetti attuatori e ai professionisti incaricati per la redazione dei progetti. 

In materia DNSH, i temi attenzionati sono: la valutazione del rischio alluvioni attraverso le pianificazioni territoriali esistenti; il rispetto del principio dell'economia circolare con l'applicazione delle 5 R "ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare, rigenerare" i materiali presenti in cantiere;  la protezione e il ripristino della biodiversità attraverso lo studio biologico e naturalistico dell'impatto delle opere sulle specie protette ove presenti. Per gli interventi che prevedono scavi, è stato affrontato il tema delle terre e rocce da scavo con la loro caratterizzazione e il possibile riutilizzo per il cantiere medesimo o per altri cantieri. Ai progettisti è stato richiesto di prestare particolare attenzione alla cantierizzazione dell'opera limitando l'utilizzo di acqua e pensando al suo riutilizzo nelle lavorazioni di cantiere e ai mezzi d'opera. Inoltre, i progetti di maggior impatto economico situati lungo i corsi d'acqua sono stati soggetti a verifica di assoggettabilità di VIA, al fine di indagare eventuali effetti negativi sull'ecosistema. È stato anche verificato che i progetti non ricadessero in aree di particolare pregio naturalistico/ambientale (Natura 2000, Parchi, Iba, aree Sic e ZSC).

Nel mese di novembre 2025 la Regione ha concluso  l’attività di formazione presso la sede regionale di Torino mentre è tuttora in corso l’attività di supporto diretto in loco a favore delle Amministrazioni che presentano maggiori criticità operative.

Al 31/03/2026 oltre il 90% degli interventi risulta concluso e i Soggetti attuatori sono attualmente impegnati nel caricamento sulla piattaforma ReGiS della documentazione necessaria ai fini della rendicontazione di Milestone e Target.

La Regione, in qualità di Amministrazione Attuatrice, sta effettuando i controlli formali sul 100% degli interventi e i controlli sostanziali a campione. Contestualmente, sta procedendo alla compilazione delle relative checklist, alla redazione del Report M&T e alla predisposizione dell'intero fascicolo documentale, che sarà trasmesso al Dipartimento della Protezione Civile per la verifica e la rendicontazione del Target.

Le criticità maggiori connesse all’esecuzione degli interventi riguardano l’applicazione in cantiere del principio del DNSH e la stesura delle relazioni conclusive sul rispetto del principio.

Anno
2026
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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato, alla Componente 4 della Missione 2 – Tutela del territorio e della risorsa idrica, un ammontare complessivo di 15,06 miliardi di euro. In particolare, 2,49 miliardi di euro sono stati assegnati all’Investimento 2.1 – Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico con l’obiettivo di portare in sicurezza 1,5 milioni di persone a rischio. L’investimento 2.1 riguarda misure a favore delle aree colpite da calamità, a cui sono destinati 1,2 miliardi di euro per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e per la riduzione del rischio residuo, con interventi selezionati sulla base di piani di investimento elaborati a livello locale e successivamente approvati dal Dipartimento della Protezione Civile entro la fine del 2021.

La Regione Piemonte ha proposto 22 “macro-interventi” attingendo dai quadri dei fabbisogni relativi agli eventi alluvionali nei quali i Settori tecnici territoriali hanno individuato la massima priorità. Gli interventi selezionati si riferiscono nello specifico ai seguenti eventi alluvionali:
   • eventi meteorologici del 19-22 ottobre 2019 – DCM del 14 novembre 2019 e eventi meteorologici del 21-25 novembre 2019 – DCM del 2 dicembre 2019;
   • eventi meteorologici del 2-3 ottobre 2020 – DCM del 22 ottobre 2020.

I macro-interventi relativi ad entrambi gli eventi alluvionali sono stati concepiti per comprendere:

a) interventi volti al ripristino della funzionalità delle infrastrutture e degli impianti delle condutture idriche e fognarie, delle comunicazioni, dei trasporti nell'ottica della riduzione del consumo di suolo e nel rispetto della sostenibilità ambientale;

b) interventi di contrasto dei cambiamenti climatici lungo le aste dei corsi d’acqua principali e loro affluenti, di mitigazione dei rischi di allagamento, di effetti della dinamica fluvio-torrentizia e dell'erosione dei suoli.

I macro-interventi della categoria a) riguardano le frane che hanno coinvolto la viabilità e le fognature e sono stati ripartiti su aree territoriali provinciali, mentre quelli della categoria b),  che riguardano invece le opere lungo i corsi d’acqua, sono stati ripartiti su bacini idrografici.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha approvato l’elenco dettagliato dei nuovi progetti del Piemonte per un importo complessivo pari a € 59.308.773,06.

Nel corso del 2025 la Regione Piemonte ha curato:

  • il servizio di assistenza a favore dei Soggetti Attuatori (Comuni, Province e AIPo) per la compilazione delle check-list e DSAN (v. Modulistica), atte a verificare per ogni fase di avanzamento del progetto diversi aspetti legati alla regolarità della spesa, all'assenza di doppi finanziamenti, all'assenza del conflitto di interessi, alla titolarità effettiva, alla parità di genere, ai target e milestone del progetto e al rispetto del principio del DNSH (Do No Significant Harm), ovvero del “non arrecare un danno significativo” all’ambiente;
     
  • l'approvazione delle modalità di rendicontazione e la redazione di indicazioni operative per il rispetto del principio del DNSH diffuso capillarmente a tutti i soggetti attuatori e ai professionisti incaricati per la redazione dei progetti. 

In materia DNSH, i temi attenzionati sono: la valutazione del rischio alluvioni attraverso le pianificazioni territoriali esistenti; il rispetto del principio dell'economia circolare con l'applicazione delle 5 R "ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare, rigenerare" i materiali presenti in cantiere;  la protezione e il ripristino della biodiversità attraverso lo studio biologico e naturalistico dell'impatto delle opere sulle specie protette ove presenti. Per gli interventi che prevedono scavi, è stato affrontato il tema delle terre e rocce da scavo con la loro caratterizzazione e il possibile riutilizzo per il cantiere medesimo o per altri cantieri. Ai progettisti è stato richiesto di prestare particolare attenzione alla cantierizzazione dell'opera limitando l'utilizzo di acqua e pensando al suo riutilizzo nelle lavorazioni di cantiere e ai mezzi d'opera. Inoltre, i progetti di maggior impatto economico situati lungo i corsi d'acqua sono stati soggetti a verifica di assoggettabilità di VIA, al fine di indagare eventuali effetti negativi sull'ecosistema. È stato anche verificato che i progetti non ricadessero in aree di particolare pregio naturalistico/ambientale (Natura 2000, Parchi, Iba, aree Sic e ZSC).

Nel mese di novembre 2025 la Regione ha concluso  l’attività di formazione presso la sede regionale di Torino mentre è tuttora in corso l’attività di supporto diretto in loco a favore delle Amministrazioni che presentano maggiori criticità operative.

Al 31/03/2026 oltre il 90% degli interventi risulta concluso e i Soggetti attuatori sono attualmente impegnati nel caricamento sulla piattaforma ReGiS della documentazione necessaria ai fini della rendicontazione di Milestone e Target.

La Regione, in qualità di Amministrazione Attuatrice, sta effettuando i controlli formali sul 100% degli interventi e i controlli sostanziali a campione. Contestualmente, sta procedendo alla compilazione delle relative checklist, alla redazione del Report M&T e alla predisposizione dell'intero fascicolo documentale, che sarà trasmesso al Dipartimento della Protezione Civile per la verifica e la rendicontazione del Target.

Le criticità maggiori connesse all’esecuzione degli interventi riguardano l’applicazione in cantiere del principio del DNSH e la stesura delle relazioni conclusive sul rispetto del principio.

Anno
2026

Le Commissioni Locali Valanghe (CLV)

Anno
2026

Le Unioni Montane (UM), anche associate per ambiti territoriali ottimali secondo apposite convenzioni, costituiscono Commissioni Locali Valanghe (CLV) per l'esercizio di attività di sorveglianza dei fenomeni nivologici, in qualità di organi tecnici consultivi dei Sindaci per la gestione di situazioni di rischio da valanghe in territorio antropizzato (centri o nuclei abitati, opere pubbliche ed impianti o infrastrutture di interesse pubblico).

Le CLV sono previste dall’art. 19 “Difesa dalle valanghe” della l.r. 14/2019; quelle istituite dalle UM piemontesi sono in totale 17 e coprono la quasi totalità del territorio montano regionale.

Ai componenti delle CLV, che operano su base volontaria, è richiesto il possesso di specifici titoli riconosciuti dall'Associazione Interregionale Neve e Valanghe (AINEVA), sulle tematiche inerenti ai fenomeni nivologici e valanghivi ed alle problematiche valanghive di protezione civile. L’attività delle CLV si armonizza quindi con il sistema d’allertamento regionale e con la pianificazione d’emergenza di protezione civile comunale ed intercomunale, sotto il coordinamento delle strutture tecniche regionali preposte.

Le attività svolte a favore delle CLV sono sviluppate in coordinamento con le Regioni e le Province autonome dell'arco alpino italiano attraverso l’AINEVA, che cura anche la formazione e l'aggiornamento tecnico degli operatori del settore.

Il DPGR del 18/12/2020 n. 7/R prevede all’art. 12 (Dotazione tecnica) che la Regione contribuisca al finanziamento dell’acquisto, da parte delle UM, della strumentazione tecnica specifica per rilevamenti nivologici e della dotazione di sicurezza per l’autosoccorso degli operatori; l’art. 13 (Disposizioni finanziarie) prevede che “Il finanziamento per il sostegno della Regione alle attività delle CLV trova copertura nelle risorse del fondo regionale per la montagna, secondo quanto previsto dall’articolo 11 della LR n. 14/2019 e dall'articolo 6 del Regolamento 25/06/2020, n.3/R”.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Territorio

Approvazione Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale e urbanistica

A più di 24 anni dalla data di approvazione del Piano per l’Assetto Idrogeologico – PAI (d.p.c.m. del 24 maggio 2001) si è manifestata l’esigenza di accorpare in un unico documento “Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale” (di seguito “CRITERI”) le numerose disposizioni regolative in materia di uso del suolo emanate dalla Regione Piemonte già a partire dalla Circolare PGR n. 7/LAP/1996 e della successiva Nota Tecnica Esplicativa del 1999 riguardanti le specifiche tecniche per l’elaborazione degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici.

A tal fine negli scorsi anni è stato istituito un gruppo di lavoro interdirezionale composto da rappresentanti della Direzione Ambiente, Energia e Territorio e della Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica che hanno lavorato in sinergia predisponendo una bozza di testo che è stata successivamente trasmessa per le osservazioni all’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte, all’Ordine degli Architetti e all’Ordine dei Geometri.

Il documento affronta gli aspetti procedurali e tecnici per l'analisi del dissesto, della pericolosità e del rischio e per la valutazione delle previsioni urbanistiche sostenibili rispetto al danno atteso ed è integrato da sette Annessi: l’Annesso I – Analisi geologiche, l’Annesso II – Componente idraulica, l’Annesso III – Componente sismica, l’Annesso IV – Invarianza idraulica, l’Annesso V – Criteri per la definizione del quadro del dissesto relativo ai comuni che non hanno ancora provveduto ad adeguare il proprio strumento urbanistico al PAI, l’Annesso VI – disposizioni relative all’aggiornamento del quadro del dissesto a seguito di eventi alluvionali e l’Annesso VII – Schede dei dissesti.

Il testo è inoltre integrato con il progetto di informatizzazione degli strumenti urbanistici denominato "Urbanistica senza carta" - USC (d.g.r. 29 dicembre 2020, n. 1-2681 e smi) e costituisce provvedimento attuativo della legge urbanistica regionale n. 56/1977 disciplinandone gli aspetti di natura procedurale e i contenuti degli elaborati necessari per conseguire l’adeguamento alla normativa sovraordinata in materia di difesa del suolo e sismica.

Nel complesso, nel testo dei “CRITERI” vengono confermate buona parte delle indicazioni e delle modalità di indagine e restituzione già previste dalle disposizioni regionali previgenti, ora coordinate nell'ambito del sopra citato progetto "Urbanistica senza carta" - USC, al fine di garantire una continuità dell'azione svolta nell'ambito della prevenzione del rischio idrogeologico, sia da parte delle amministrazioni comunali, dei professionisti incaricati e degli uffici regionali, operando al contempo l'attualizzazione e la semplificazione di precedenti atti.

Nel corso del 2025 previo parere della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali i criteri sono stati approvati con D.G.R. n. 8-905 del 24 marzo 2025, che ha sancito la conclusione del notevole lavoro effettuato dal gruppo interdirezionale.

Le principali novità contenute nel testo dei “CRITERI” sono state condivise attraverso momenti di confronto interni all’amministrazione regionale e sono state anche presentate nell’ambito di uno specifico seminario organizzato dall’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte in data 4 dicembre 2025, dove alcuni componenti del gruppo di lavoro hanno illustrato le principali novità introdotte.

L’attività del gruppo di lavoro interdirezionale proseguirà anche negli anni futuri in quanto è intenzione dello stesso gruppo valutare le ricadute dei “CRITERI” sulla pianificazione locale apportando, eventualmente, le necessarie migliorie al fine di rendere più chiare le procedure in esso contenute.

Pertanto, si possono ipotizzare nel tempo nuove edizioni dei “CRITERI” che conterranno i necessari chiarimenti/aggiornamenti, al momento anticipati in una sezione FAQ del sito WEB regionale.

Anno
2026
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Redazione RSA
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A più di 24 anni dalla data di approvazione del Piano per l’Assetto Idrogeologico – PAI (d.p.c.m. del 24 maggio 2001) si è manifestata l’esigenza di accorpare in un unico documento “Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale” (di seguito “CRITERI”) le numerose disposizioni regolative in materia di uso del suolo emanate dalla Regione Piemonte già a partire dalla Circolare PGR n. 7/LAP/1996 e della successiva Nota Tecnica Esplicativa del 1999 riguardanti le specifiche tecniche per l’elaborazione degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici.

A tal fine negli scorsi anni è stato istituito un gruppo di lavoro interdirezionale composto da rappresentanti della Direzione Ambiente, Energia e Territorio e della Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica che hanno lavorato in sinergia predisponendo una bozza di testo che è stata successivamente trasmessa per le osservazioni all’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte, all’Ordine degli Architetti e all’Ordine dei Geometri.

Il documento affronta gli aspetti procedurali e tecnici per l'analisi del dissesto, della pericolosità e del rischio e per la valutazione delle previsioni urbanistiche sostenibili rispetto al danno atteso ed è integrato da sette Annessi: l’Annesso I – Analisi geologiche, l’Annesso II – Componente idraulica, l’Annesso III – Componente sismica, l’Annesso IV – Invarianza idraulica, l’Annesso V – Criteri per la definizione del quadro del dissesto relativo ai comuni che non hanno ancora provveduto ad adeguare il proprio strumento urbanistico al PAI, l’Annesso VI – disposizioni relative all’aggiornamento del quadro del dissesto a seguito di eventi alluvionali e l’Annesso VII – Schede dei dissesti.

Il testo è inoltre integrato con il progetto di informatizzazione degli strumenti urbanistici denominato "Urbanistica senza carta" - USC (d.g.r. 29 dicembre 2020, n. 1-2681 e smi) e costituisce provvedimento attuativo della legge urbanistica regionale n. 56/1977 disciplinandone gli aspetti di natura procedurale e i contenuti degli elaborati necessari per conseguire l’adeguamento alla normativa sovraordinata in materia di difesa del suolo e sismica.

Nel complesso, nel testo dei “CRITERI” vengono confermate buona parte delle indicazioni e delle modalità di indagine e restituzione già previste dalle disposizioni regionali previgenti, ora coordinate nell'ambito del sopra citato progetto "Urbanistica senza carta" - USC, al fine di garantire una continuità dell'azione svolta nell'ambito della prevenzione del rischio idrogeologico, sia da parte delle amministrazioni comunali, dei professionisti incaricati e degli uffici regionali, operando al contempo l'attualizzazione e la semplificazione di precedenti atti.

Nel corso del 2025 previo parere della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali i criteri sono stati approvati con D.G.R. n. 8-905 del 24 marzo 2025, che ha sancito la conclusione del notevole lavoro effettuato dal gruppo interdirezionale.

Le principali novità contenute nel testo dei “CRITERI” sono state condivise attraverso momenti di confronto interni all’amministrazione regionale e sono state anche presentate nell’ambito di uno specifico seminario organizzato dall’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte in data 4 dicembre 2025, dove alcuni componenti del gruppo di lavoro hanno illustrato le principali novità introdotte.

L’attività del gruppo di lavoro interdirezionale proseguirà anche negli anni futuri in quanto è intenzione dello stesso gruppo valutare le ricadute dei “CRITERI” sulla pianificazione locale apportando, eventualmente, le necessarie migliorie al fine di rendere più chiare le procedure in esso contenute.

Pertanto, si possono ipotizzare nel tempo nuove edizioni dei “CRITERI” che conterranno i necessari chiarimenti/aggiornamenti, al momento anticipati in una sezione FAQ del sito WEB regionale.

Anno
2026

I geoparchi

Un geoparco è un ente che gestisce e valorizza il patrimonio geologico, promuovendone la visibilità e la fruizione tramite il geoturismo, in modo da favorire lo sviluppo economico del suo territorio. I visitatori possono approfondire le proprie conoscenze sull’ambiente locale, sia in autonomia che attraverso visite guidate.
I geoparchi non sono solo “musei a cielo aperto”: secondo le direttive dell’UNESCO, sono anche veri e propri laboratori per lo sviluppo sostenibile, che promuovono il patrimonio geologico e la sostenibilità delle comunità locali, con un approccio olistico. In accordo con questa visione, gli UNESCO Global Geoparks diffondono la conoscenza sulla geodiversità e la consapevolezza della sua importanza, promuovendo al contempo le migliori pratiche di conservazione, educazione, uso turistico del patrimonio geologico.

In Piemonte è presente il Sesia Val Grande Geopark, riconosciuto dall’ UNESCO come appartenente alla rete degli “Unesco Global Geopark”, per il quale la Legge regionale 06/10/2023, n. 23 contribuisce attraverso apposite risorse alla sua valorizzazione.

Il Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark si sviluppa nel settore nord occidentale delle Alpi piemontesi al confine con la Svizzera. Il suo territorio, che comprende circa 90 comuni, è molto vasto (oltre 2000 km2) e articolato e risente dei condizionamenti geologici imposti dalla struttura delle Alpi e dell’azione di diversi agenti di modellamento, che hanno dato forma alla catena alpina e al territorio pedemontano.
Dal punto di vista geologico, il geoparco piemontese comprende un’associazione di rocce provenienti da più ambienti, posti a diverse profondità nel nostro pianeta: dalle rocce eruttive della caldera dell’antico Supervulcano del Sesia ai plutoni dei graniti dei laghi formatisi nella crosta intermedia; dai complessi gabbrici stratificati della crosta profonda fino alle peridotiti del mantello, ora affioranti in superficie lungo la Val Sesia e la valle del Toce (fig. 1).

Tutto ciò parla degli sconvolgenti  processi geologici che hanno preceduto e poi determinato la formazione della catena alpina. Una geodiversità che racconta una storia di oltre 300 milioni di anni, in cui le forme delle montagne, delle valli e della zona pedemontana parlano anche dei cambiamenti climatici (passati e presenti) e dei loro effetti sul paesaggio, dalle glaciazioni al riscaldamento globale.

Le attività del Geoparco nel 2025 hanno consolidato il suo ruolo strategico nella valorizzazione e promozione della geodiversità e dello sviluppo sostenibile, ben oltre i confini regionali: dalla partecipazione a iniziative di rilievo nazionale e internazionale, come la fiera “Il Viaggio nei Geoparchi” nell’ambito di Biodiversa a Gravina di Puglia e l’11ª Conferenza Internazionale dei Geoparchi Globali UNESCO in Cile, al contributo a progetti di cooperazione scientifica e territoriale quali Interreg ITA-CH GeoNet e i programmi IGCP dell’UNESCO (tra cui CogeoCo e GEOFOOD), fino all’organizzazione di eventi di networking di respiro internazionale come “Un viaggio transfrontaliero nel cuore delle Alpi” (20-23 ottobre 2025), che ha riunito istituzioni, operatori e rappresentanti di geoparchi europei.

Parallelamente, il Geoparco ha rafforzato le attività di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici sul suo territorio, partecipando all’iniziativa “Climbing for Climate” (CFC7) su ghiacciai e comunità del Monte Rosa (fig. 2) e alle celebrazioni dell’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, oltre a contribuire alla ricerca e al dibattito scientifico con presentazioni all’Assemblea Generale dell’Unione Europea di Geoscienze (EGU) a Vienna. Tali azioni, integrate con numerose attività didattiche, turistiche e promozionali sul territorio, confermano la qualità del lavoro svolto e la piena coerenza con gli standard UNESCO, rafforzando il posizionamento del Geoparco all’interno della rete globale.

Figura 1. Carta geologica del Sesia Val Grande Global Geopark
Figura 2. Il gruppo CFC7 incontra le autorità locali, il Ministro Giorgetti e l’assessore regionale Marnati durante le celebrazioni del millennio della comunità di Otro (Alagna, Geoparco UNESCO Sesia Val Grande).
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Un geoparco è un ente che gestisce e valorizza il patrimonio geologico, promuovendone la visibilità e la fruizione tramite il geoturismo, in modo da favorire lo sviluppo economico del suo territorio. I visitatori possono approfondire le proprie conoscenze sull’ambiente locale, sia in autonomia che attraverso visite guidate.
I geoparchi non sono solo “musei a cielo aperto”: secondo le direttive dell’UNESCO, sono anche veri e propri laboratori per lo sviluppo sostenibile, che promuovono il patrimonio geologico e la sostenibilità delle comunità locali, con un approccio olistico. In accordo con questa visione, gli UNESCO Global Geoparks diffondono la conoscenza sulla geodiversità e la consapevolezza della sua importanza, promuovendo al contempo le migliori pratiche di conservazione, educazione, uso turistico del patrimonio geologico.

In Piemonte è presente il Sesia Val Grande Geopark, riconosciuto dall’ UNESCO come appartenente alla rete degli “Unesco Global Geopark”, per il quale la Legge regionale 06/10/2023, n. 23 contribuisce attraverso apposite risorse alla sua valorizzazione.

Il Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark si sviluppa nel settore nord occidentale delle Alpi piemontesi al confine con la Svizzera. Il suo territorio, che comprende circa 90 comuni, è molto vasto (oltre 2000 km2) e articolato e risente dei condizionamenti geologici imposti dalla struttura delle Alpi e dell’azione di diversi agenti di modellamento, che hanno dato forma alla catena alpina e al territorio pedemontano.
Dal punto di vista geologico, il geoparco piemontese comprende un’associazione di rocce provenienti da più ambienti, posti a diverse profondità nel nostro pianeta: dalle rocce eruttive della caldera dell’antico Supervulcano del Sesia ai plutoni dei graniti dei laghi formatisi nella crosta intermedia; dai complessi gabbrici stratificati della crosta profonda fino alle peridotiti del mantello, ora affioranti in superficie lungo la Val Sesia e la valle del Toce (fig. 1).

Tutto ciò parla degli sconvolgenti  processi geologici che hanno preceduto e poi determinato la formazione della catena alpina. Una geodiversità che racconta una storia di oltre 300 milioni di anni, in cui le forme delle montagne, delle valli e della zona pedemontana parlano anche dei cambiamenti climatici (passati e presenti) e dei loro effetti sul paesaggio, dalle glaciazioni al riscaldamento globale.

Le attività del Geoparco nel 2025 hanno consolidato il suo ruolo strategico nella valorizzazione e promozione della geodiversità e dello sviluppo sostenibile, ben oltre i confini regionali: dalla partecipazione a iniziative di rilievo nazionale e internazionale, come la fiera “Il Viaggio nei Geoparchi” nell’ambito di Biodiversa a Gravina di Puglia e l’11ª Conferenza Internazionale dei Geoparchi Globali UNESCO in Cile, al contributo a progetti di cooperazione scientifica e territoriale quali Interreg ITA-CH GeoNet e i programmi IGCP dell’UNESCO (tra cui CogeoCo e GEOFOOD), fino all’organizzazione di eventi di networking di respiro internazionale come “Un viaggio transfrontaliero nel cuore delle Alpi” (20-23 ottobre 2025), che ha riunito istituzioni, operatori e rappresentanti di geoparchi europei.

Parallelamente, il Geoparco ha rafforzato le attività di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici sul suo territorio, partecipando all’iniziativa “Climbing for Climate” (CFC7) su ghiacciai e comunità del Monte Rosa (fig. 2) e alle celebrazioni dell’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, oltre a contribuire alla ricerca e al dibattito scientifico con presentazioni all’Assemblea Generale dell’Unione Europea di Geoscienze (EGU) a Vienna. Tali azioni, integrate con numerose attività didattiche, turistiche e promozionali sul territorio, confermano la qualità del lavoro svolto e la piena coerenza con gli standard UNESCO, rafforzando il posizionamento del Geoparco all’interno della rete globale.

Figura 1. Carta geologica del Sesia Val Grande Global Geopark
Figura 2. Il gruppo CFC7 incontra le autorità locali, il Ministro Giorgetti e l’assessore regionale Marnati durante le celebrazioni del millennio della comunità di Otro (Alagna, Geoparco UNESCO Sesia Val Grande).
Anno
2026