Indici di monitoraggio dell'avifauna

Anno
2026

Il rapporto di BirdLife International, la più grande federazione mondiale per la protezione degli uccelli (121 partner nazionali e circa dieci milioni di soci in tutto il mondo), segnala come, dai primi anni 2000, delle 195 specie di uccelli a status di conservazione sfavorevole, 116 sono quellelegate agli ambienti agricoli.

Le cause dirette di questo declino sono individuate nell’esposizione ai pesticidi e nella sempre maggior diffusione dell’agricoltura intensiva, con conseguente perdita di quegli elementi tradizionali del paesaggio agricolo (siepi, filari, specchi d'acqua, copertura erbacea con conseguenti fioriture e quindi abbondanza di insetti) che in passato favorivano la biodiversità.

Partendo dai dati raccolti tramite il progetto MITO2000, attivo sul territorio nazionale con una fitta rete di rilevatori impegnati nel monitoraggio annuale delle specie ornitiche nidificanti, a partire dal 2009 è stato impostato un progetto rivolto nello specifico agli uccelli comuni nidificanti in Italia nelle zone agricole.

Lo stato di conservazione di queste popolazioni viene monitorato anno dopo anno tramite l’indice F.B.I. (Farmland Bird Index), individuato tra gli indicatori di contesto della politica di sviluppo rurale a livello comunitario, nazionale e regionale: il trend negativo di questo indice segnala cambiamenti che rendono gli habitat oggetto di indagine sempre meno favorevoli alle specie di uccelli che li frequentano nel periodo riproduttivo.

In Piemonte, dal 2009 una rete di rilevatori esperti che coprono in maniera pressochè uniforme il territorio regionale monitora annualmente 26 delle 41 specie target individuate a livello nazionale per gli ambienti agricoli.

In parallelo al calcolo del F.B.I., nella nostra Regione vengono monitorate anche la specie indicatrici degli ambienti di risaia e degli ambienti forestali, rispettivamente tramite il Rice Bird Index (relativo a 6 specie)ed il Woodland Bird Index (relativo a 14 specie).

Tab. 1
Specie Andamento Variazione (%) 2000 - 2025
Gheppio Stabile 0%
Quaglia Moderato declino -68%
Tortora selvatica Moderato declino -61%
Tortora dal collare Moderato incremento 38%
Colombaccio Moderato incremento 250%
Upupa Moderato declino -70%
Picchio verde Stabile -22%
Allodola Moderato declino -32%
Rondine Stabile -20%
Cutrettola Marcato declino -49%
Ballerina bianca Moderato incremento 10%
Usignolo Stabile 5%
Canapino Stabile -11%
Sterpazzola Marcato declino -68%
Passera d’Italia Stabile 35%
Passera mattugia Moderato declino -35%
Rigogolo Stabile -13%
Storno Stabile 35%
Averla piccola Marcato declino -71%
Gazza Moderato incremento 25%
Cornacchia grigia Moderato incremento 41%
Cardellino Moderato declino -28%
Verdone Moderato declino -61%
Strillozzo Moderato declino -57%
Zigolo giallo Moderato declino -59%
Zigolo nero Stabile -5%
Tab. 1 - Andamento in atto e variazione percentuale dell’indice di popolazione tra il 2000 ed il 2025 delle specie tipiche di ambiente agricolo utilizzate per il calcolo del Farmland Bird Index. (Fonte dati: IPLA)
Tab .2
Specie Andamento Variazione (%) 2000-2025
Germano reale Stabile -1%
Airone cenerino Stabile 5%
Garzetta Moderato declino -60%
Nitticora Moderato declino -45%
Cavaliere d’Italia Marcato declino -95%
Pavoncella Incerto -1%
Tab .2 - Andamento in atto e variazione percentuale dell’indice di popolazione tra il 2000 ed il 2025 delle specie tipiche delle risaie utilizzate per il calcolo del Rice Bird Index. (Fonte dati: IPLA)
Tab. 3
Specie Andamento Variazione (%) 2000 - 2025
Poiana Stabile 0%
Picchio rosso maggiore Moderato incremento 90%
Scricciolo Moderato incremento 70%
Pettirosso Moderato incremento 145%
Merlo Moderato incremento 140%
Tordo bottaccio Moderato incremento 221%
Capinera Moderato incremento 145%
Luì piccolo Stabile -10%
Cinciarella Stabile 0%
Cinciallegra Moderato incremento 120%
Codibugnolo Incerto 10%
Picchio muratore Moderato incremento 30%
Ghiandaia Moderato incremento 180%
Fringuello Moderato incremento 90%
Tab. 3 - Andamento in atto e variazione percentuale dell’indice di popolazione tra il 2000 ed il 2025 delle specie tipiche di ambiente forestale utilizzate per il calcolo del Woodland Bird Index.(Fonte dati: IPLA)
Fig. 1 – Andamento dei 3 indici di monitoraggio dell’avifauna -Farmland, Woodland e Rice Bird Index - inPiemonte, tra 2000 e 2025(posto paria 100 il valore dell’indice nel2000, primo anno di raccolta dati, nell’ambito del Progetto MITO2000). (Fonte dati: IPLA)

Analizzando i dati, il Farmland Bird Index regionale mostra complessivamente un -29% nel periodo di monitoraggio 2000-2025; a livello di specie target, emerge un trend sostanzialmente stabile per il 31% degli uccelli monitorati, cui si aggiunge un 15% di specie che risultano in moderato incremento: si tratta perlopiù di specie generaliste, dal punto di vista ecologico (es., Picchio verde, Gheppio, Storno, Gazza, Cornacchia grigia), cioè capaci di adattarsi a diversi ambienti (compresi quelli tipicamente antropici) e meno sensibili alla banalizzazione del territorio che caratterizza, per esempio, le vaste estensioni di monocolture della pianura piemontese.

Risulta invece in declino (classificato come marcato per un ulteriore 8%) il 46% delle specie monitorate tramite il F.B.I.: si tratta di specie (es., Quaglia, Allodola, Upupa, Sterpazzola, Cardellino, Verdone, Averla piccola, ecc.) più esigenti dal punto di vista ecologico, in quanto selezionano gli ambienti caratterizzati da una mosaicatura del paesaggio, con i campi coltivati inframmezzati da quegli elementi naturaliformi (siepi, boschetti, filari, piccole aree umide) che l’agricoltura intensiva tende generalmente ad eliminare.

Pur al netto di fluttuazioni registrate nell’andamento degli indici talora imputabili ad eventi estremi di natura meteorologica (es., inverni particolarmente rigidi e con prolungata copertura nevosa, primavere piovose o siccitose), che possono aver influenzato le popolazioni nidificanti in certe annate, complessivamente dall’inizio del monitoraggio il declino delle specie degli ambienti agrari non sembra arrestarsi, evidenziando un trend negativo con una perdita complessiva attorno al 30% delle popolazioni di questi uccelli nidificanti in Piemonte.

Il trend regionale è in linea con quello del F.B.I. misurato a livello nazionale, che segnala una diminuzione degli uccelli legati agli ambienti agrari generalizzata e ormai costante negli anni, con alcune specie per le quali lo stato di conservazione è considerato addirittura critico e, potenzialmente, anticamera dell’estinzione di intere popolazioni, a livello locale.

Per quanto riguarda il Rice Bird Index, le fluttuazioni nel periodo di monitoraggio appaiono più marcate ed evidenti, rispetto a quelle del F.B.I.: con un 33% di specie che mostrano un trend approssimativamente stabile ed il 33% in declino (classificato come marcato per un ulteriore 17%), l’indice registra complessivamente un -53%, nei 25 anni di rilevamento. L’ambiente di risaia evidenzia criticità in parte imputabili all’utilizzo di alcuni principi attivi impiegati nella lotta ad organismi nocivi come il punteruolo del riso, i cui effetti tossici potenzialmente potrebbero aver inciso sulla fauna vertebrata ed invertebrata alla base della catena trofica. Si nota inoltre una correlazione tra le annate in cui l’indice ha mostrato flessioni e la progressiva diffusione della pratica delle semine in asciutta, passata dal 16% del totale delle risaie nel 2001, al 38% nel 2015, con incrementi del 65% in provincia di Novara (Dati Ente Nazionale Risi, 2016): tale sistema colturale determina una riduzione delle superfici allagate nel periodo della nidificazione, in particolare tra aprile e maggio, con conseguente diminuzione degli habitat idonei al set di specie di uccelli che compone il R.B.I. e che già sconta la progressiva scomparsa delle aree umide naturali, sul territorio piemontese.

Il Woodland Bird Index regionale risulta in controtendenza, rispetto al trend mostrato dai precedenti due indici di monitoraggio dell’avifauna nidificante piemontese: ha infatti registrato un complessivo +67, tra 2000 e 2025, con il 67% delle specie target in moderato incremento ed il 29% stabili. Questo trend positivo riflette il generale incremento delle superfici forestali determinato, soprattutto nelle fasce montane, dall’abbandono o dalla riduzione delle pratiche agricole tradizionali (sfalcio e pascolamento) e dalla crisi climatica che sta favorendo la risalita del limite della vegetazione arborea: in questa fase, oltre alle specie più strettamente legate agli ambienti forestali, risultano favorite anche quelle caratteristiche degli ambienti di transizione tra il bosco e le praterie. Queste ultime, si stima in base a diversi studi di Ecologia in atto, saranno tra gli habitat più soggetti a contrazioni significative, in termini di estensione, con inevitabili ripercussioni anche sulle popolazioni di uccelli che li frequentano in periodo risproduttivo: a livello nazionale si sta già registrando un trend negativo per un set di 13 specie di uccelli identificati come target per le valutazioni inerenti i cambiamenti ambientali che riguardano i pascoli. 
 

I dati del monitoraggio del F.B.I.a livello nazionale e regione per regione sono consultabili alla pagina

https://www.lipu.it/cosa-facciamo/proteggiamo-uccelli/fbi-farmland-bird-index

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I Distretti del Cibo

Anno
2026

I Distretti del cibo individuano sistemi produttivi locali caratterizzati da una forte identità territoriale e dall’integrazione tra attività agricole, trasformazione, commercializzazione e servizi connessi, comprese le attività turistiche ed enogastronomiche. Possono comprendere realtà rurali, agroalimentari di qualità, sistemi locali di piccole e medie imprese, aree urbane o peri-urbane con funzioni agricole e, in particolare, contesti orientati alla sostenibilità e alla produzione biologica.

La Regione Piemonte promuove i Distretti del cibo quali strumenti digovernance territoriale nei quali soggetti pubblici e privati collaborano per valorizzare le filiere agroalimentari e il patrimonio rurale, facendo del cibo un fattore di sviluppo locale. Introdotti dalla normativa nazionale e disciplinati a livello regionale, essi favoriscono l’integrazione tra imprese agricole e agroalimentari, enti locali, istituzioni, mondo della ricerca e altri attori del territorio, contribuendo a rafforzare la competitività, l’innovazione e la capacità di attrazione dei sistemi locali, anche attraverso una più equilibrata distribuzione del valore lungo la filiera. I Distretti sono costituiti mediante accordi tra soggetti pubblici e privati rappresentativi del territorio e del sistema produttivo locale, garantendo partecipazione, condivisione delle decisioni e integrazione tra i diversi interessi.

In questo contesto, i Distretti del cibo presentano anche un rilevante potenziale in relazione alle politiche di sostenibilità ambientale. Pur non rappresentando sempre l’obiettivo primario delle iniziative distrettuali, essi possono contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni, alla tutela del paesaggio rurale e della biodiversità, alla diffusione di pratiche agricole sostenibili e biologiche e alla promozione di filiere corte e modelli di economia locale. Tali aspetti, se pienamente sviluppati, consentono di rafforzare il ruolo dei Distretti nella transizione verso sistemi agroalimentari più sostenibili.

Il funzionamento dei Distretti si basa sul Piano di Distretto, documento di programmazione triennale che definisce strategie, obiettivi e azioni a livello locale. Il Piano contiene l’analisi dei fabbisogni del territorio e individua le iniziative da realizzare, valutandone le ricadute economiche, sociali e ambientali, ed è soggetto a monitoraggio e aggiornamento nel tempo.

Il riconoscimento dei Distretti del cibo avviene da parte della Regione sulla base di criteri relativi alla territorialità, alla rappresentatività del sistema produttivo e alla qualità dellagovernance. Una volta riconosciuti, i Distretti sono iscritti nel Registro nazionale e possono accedere a strumenti di sostegno e finanziamento.

La Regione Piemonte favorisce inoltre il coordinamento e il rafforzamento della rete dei Distretti attraverso specifici strumenti, tra cui il Tavolo permanente di coordinamento dei Distretti del cibo e dei Distretti biologici, finalizzato a migliorare l’organizzazione delle attività, promuovere i territori e le produzioni e facilitare il confronto tra i diversi soggetti coinvolti.

I Distretti del cibo si configurano quindi come strumenti strategici per lo sviluppo territoriale, capaci di integrare dimensione economica, sociale e ambientale e di contribuire, anche in prospettiva, alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili e resilienti.

Per aggiornamenti relativi alla materia dei Distretti del cibo, quali il numero dei Distretti riconosciuti, le opportunità di finanziamento e gli eventi correlati, si rimanda al seguente link:

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/cibo-territorio-consumo-alimentare/distretti-cibo

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Virus monitorati nelle acque reflue e approccio Wastewater-Based Epidemiology

Anno
2026
Caratteristiche dei virus monitorati nelle acque reflue

SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2)
SARS-CoV-2 è uno dei membri della famiglia Coronaviridae la quale comprende virus in grado di infettare una vasta gamma di ospiti, tra cui gli esseri umani. Esso è un virus rivestito, con un genoma a singolo filamento di RNA il quale contiene tutte le informazioni necessarie al virus stesso per infettare le cellule ospiti e replicarsi. L’infezione innesca una serie di sintomi che possono essere associati a lievi malattie delle vie respiratorie superiori fino a causare malattie più gravi, anche mortali, come nel caso dei virus SARS e MERS. La malattia provocata dall’infezione del SARS-CoV-2 è conosciuta come COVID-19.

Influenza virus
Ad oggi, sono stati identificati quattro tipi differenti di virus influenzali, tutti appartenenti alla famiglia Orthomixoviridae: i tipi A e i B, responsabili della sintomatologia influenzale classica; il tipo C, di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico); il tipo D, di cui finora non risultano casi di infezione nell’uomo. I virus dell’influenza A sono ulteriormente suddivisi in sottotipi sulla base di differenze molecolari nelle due glicoproteine di superficie emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA). Alla base della epidemiologia dell'influenza vi è la marcata tendenza di tutti i virus influenzali a variare, cioè ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie che permettono di aggirare la barriera costituita dalla immunità presente nella popolazione che in passato ha subito l’infezione influenzale.  

RSV (Respiratory syncytial virus)
Il virus respiratorio sinciziale umano (human respiratory syncytial virus) è un virus appartenente al genere Orthopneumovirus. La variante umana del virus è l'agente eziologico più importante di infezioni delle basse vie respiratorie nell'infanzia, come bronchiolite e polmonite. Sono stati descritti due gruppi antigenici di virus respiratorio sinciziale, i gruppi A e B, in base alle differenze nella glicoproteina G presente sul  capside virale; Le infezioni dovute a ceppi del sottogruppo A appaiono più severe.  

Comparazione della struttura del virus SARS-CoV-2, del virus dell’Influenza e del virus RSV. Fonte Springer Nature © 2026 Springer Nature
L’approccio Wastewater-Based Epidemiology (WBE) nel monitoraggio dei virus respiratori nelle acque reflue

L’ epidemiologia basata sulle acque reflue, rappresenta uno strumento epidemiologico utile per monitorare la presenza di sostanze di interesse epidemiologico, quali ad esempio farmaci, sostanze illegali, prodotti del metabolismo umano, nonché agenti responsabili di malattie infettive (poliovirus, enterovirus, etc.). 
È noto dalla letteratura che SARS-CoV-2, i virus dell’influenza e l’ RSV, siano stati ritrovati in campioni di feci sia di pazienti sintomatici che di persone asintomatiche. L’eliminazione dei virus anche attraverso le feci oltre che per via respiratoria, fa sì che si possano rilevare nelle acque reflue in ingresso agli impianti di depurazione rendendo tale matrice decisamente rilevante per le analisi epidemiologiche.

La Commissione Europea, a seguito dell’insorgere della pandemia da COVID-19, ha adottato la raccomandazione (UE) 2021/472, relativa a un approccio comune per l’istituzione di una sorveglianza sistematica del SARS-CoV-2 e delle sue varianti nelle acque reflue nell’Unione europea. Tale documento fornisce indicazioni per l’attuazione del monitoraggio del virus nei reflui urbani, considerandolo — come già evidenziato — un metodo complementare e indipendente rispetto alle altre strategie di sorveglianza sanitaria allora in uso, capace di raccogliere informazioni riferite a un’ampia fascia di popolazione.

La raccomandazione fornisce inoltre indicazioni per il sequenziamento del SARS-CoV-2 nei reflui urbani, con l’obiettivo di monitorare l’emergere di eventuali varianti, seguirne la diffusione e valutarne la persistenza nel tempo a livello di popolazione. In linea con tali indicazioni, nel 2024 l’Unione Europea ha adottato la direttiva (UE) 2024/3019, concernente il trattamento delle acque reflue urbane, con cui invita gli Stati membri a individuare i parametri di sanità pubblica da monitorare. Tra questi rientrano il SARS-CoV-2 e le sue varianti, il virus della poliomielite, i virus influenzali, gli agenti patogeni emergenti e ogni altro indicatore ritenuto rilevante per la tutela della salute pubblica.

L’approccio WBE si è dimostrato uno strumento efficace durante la pandemia da SARS-CoV-2 in quanto ha consentito di:

  • valutare la presenza e/o la quantità del virus in un determinato periodo temporale indipendentemente dai soggetti sottoposti a test (tampone) e dai soggetti asintomatici,
  • Prevedere in anticipo un picco del contagio;
  • monitorare lo sviluppo di focolai di infezione nelle aree servite da un determinato depuratore;
  • conoscere le varianti di SARS-CoV-2 circolanti nella popolazione.

Per le ragioni sopracitate, la WBE è considerata un approccio complementare agli attuali sistemi di sorveglianza delle malattie infettive. 

Il Centro Regionale di Biologia Ambiente Salute di Arpa Piemonte ha cominciato ad indagare la presenza del SARS-CoV-2 nelle acque reflue a partire dal 2020 e da aprile 2021, in collaborazione con i Servizi Territoriali di Arpa Piemonte, ha condotto un programma settimanale di sorveglianza ambientale sulle acque reflue in ingresso di 14 depuratori Regionali e di sorveglianza genomica sulle acque reflue in ingresso di 4 di questi depuratori (Figura 2). Da luglio 2023 il monitoraggio ambientale si è focalizzato su 4 depuratori (Castiglione Torinese, Novara, Cuneo ed Alessandria) e da aprile 2024, la sorveglianza è eseguita sul depuratore di Castiglione Torinese. 
Il monitoraggio del virus dell’influenza A e B e dell’RSV, invece, segue la tempistica dalla sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità iniziando nella settimana 42 dell’anno fino alla settimana 17 dell’anno successivo. Per questi virus, il monitoraggio è stato svolto sui depuratori di Castiglione Torinese, Alessandria, Cuneo e Novara per la stagione 2022/2023, sui depuratori di Castiglione Torinese e Novara per le stagioni 2023/2024 e su Castiglione Torinese per la stagione 2024/2025 e 2025/2026. 
Dal 2024, i dati della sorveglianza ambientale e genomica sono condivisi con il SEREMI (Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive) e l’ASL Città di Torino, promotori del programma di monitoraggio SIPREV (Sistema di sorveglianza integrata degli agenti patogeni virali respiratori in ambito ospedaliero, territoriale e ambientale in Piemonte).

Schema riassuntivo dell’attività di monitoraggio di ARPA Piemonte. Fonte Arpa Piemonte.

Le informazioni ottenute con le due tipologie di sorveglianza hanno consentito di avere a disposizione un quadro completo e approfondito della situazione pandemica a livello regionale e seguirne l’evoluzione nel tempo.

Risorse e informazioni aggiuntive

Kuldeep D. et al., Coronavirus Disease 2019 –COVID-19, doi: 10.1128/CMR.00028-20 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32580969/

EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica https://www.epicentro.iss.it/influenza/influenza

Binns E. et al., Influenza and respiratory syncytial virus during the COVID-19 pandemic: Time for a new paradigm? Pediatr Pulmonol. 2022 Jan;57(1):38-42. doi: 10.1002/ppul.25719. Epub 2021 Oct 13 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34644459/

Aravind N. et al., Gastrointestinal symptoms and fecal shedding of SARS-CoV-2 RNA suggest prolonged gastrointestinal infection doi: 10.1016/j.medj.2022.04.001 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35434682/

Furukawa, N.W., et al., Evidence supporting transmission of severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 while presymptomatic or asymptomatic. Emerg. Infect. Dis. 2020 (26), E1–E6 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32364890/

Tindale, L.C. et al., 2020. Evidence for transmission of covid-19 prior to symptom onset. Elife 9, 1–34. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32568070/
RACCOMANDAZIONE (UE) 2021/472 DELLA COMMISSIONE del 17 marzo 2021, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021H0472

Robotto A. et al., Wastewater-based SARS-CoV-2 environmental monitoring for Piedmont, Italy. Environmental Research. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34419466/
 

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Redazione RSA

Siti UNESCO del Piemonte

Anno
2026

Da decenni l’UNESCO sostiene il ruolo chiave della cultura nelle politiche di sviluppo, facendo di questo tema una delle proprie missioni istituzionali ed impegnandosi per sensibilizzare i decisori internazionali ad intendere le iniziative e gli investimenti in ambito culturale come essenziali per garantire che i processi di globalizzazione siano di beneficio e non vadano a discapito delle comunità locali, e ad integrare gli aspetti culturali nelle politiche pubbliche, dall’educazione alle scienze, all’ambiente, alla pianificazione urbanistica, al turismo. 

L’approccio allo sviluppo incentrato sulla cultura, intesa non come rigido schema di valori a cui aderire o da mantenere, ma come forza dinamica composta da eredità e creatività, è stato assunto in diverse risoluzioni delle Nazioni Unite, fino all’Agenda 2030 nel 2015. Sebbene l’ Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile non abbia individuato per l’ambito culturale un obiettivo specifico, gli conferisce un ruolo trasversale e fondante per il raggiungimento dei vari obiettivi di sostenibilità - dalla dignità del lavoro all’educazione di qualità, dal consumo e dalla produzione responsabile alla pianificazione di città e insediamenti umani sostenibili. 

Un’azione di sviluppo che non tenga conto anche degli aspetti culturali non può dirsi sostenibile; al contrario integrare la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale, promuovere ed incoraggiare il dialogo, la creatività e la diversità culturale, sostenere prodotti e saperi locali, oltre a contribuire in maniera diretta allo sviluppo del settore culturale attraverso il sostegno delle industrie creative e apportando benefici in termini di lotta alla povertà e coesione sociale, favorisce anche una crescita calibrata sul contesto locale. 

Lo sforzo dell’UNESCO nell’assicurare la continuità di tale approccio è garantito da decenni ed ha condotto nel 2019 alla definizione degli Indicatori tematici per la cultura nell’Agenda 2030 (Culture|2030 Indicators), che intendono fornire uno strumento di sensibilizzazione ulteriore, dimostrando in modo misurabile il contributo che la cultura e l’attuazione delle Convenzioni culturali danno all’implementazione degli obiettivi di sostenibilità. 

Esaminando le principali Liste, create in attuazione delle Convenzioni internazionali o dei programmi promossi dall’UNESCO, emerge quanto gli obiettivi di base siano integrabili e come gli strumenti di attuazione consentano di agire a livello locale, ma con valenze che superano i confini territoriali, e di sperimentare modelli di sviluppo che promuovono la diversità culturale e la sostenibilità su ampia scala, considerata la molteplicità di soggetti e valori coinvolti:

  • la Lista del Patrimonio Mondiale (in attuazione della Convenzione sulla protezione del patrimonio Mondiale, culturale e naturale del 1972), da principio incentrata sulla conservazione e la protezione di elementi puntuali, si è più recentemente evoluta verso una lettura attenta alla salvaguardia del contesto e della molteplicità dei valori di un territorio o di un fenomeno, nonché al ruolo centrale delle comunità;
  • la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio immateriale del 2003 e la Convenzione sulla protezione e la promozione delle diversità delle espressioni culturali del 2005 sono intervenute per sancire la necessità di salvaguardare la diversità culturale, secondo il fine ultimo di creare condizioni propizie allo sviluppo sostenibile, rinnovando altresì l’impegno alla sensibilizzazione ed al coinvolgimento dei cittadini, la cui consapevolezza e partecipazione sono la chiave per garantire il raggiungimento di obiettivi condivisi; in particolare, la Lista del Patrimonio Culturale immateriale è stata creata con l’obiettivo di rappresentare la diversità del patrimonio intangibile dell’umanità e ad aumentare la consapevolezza della sua importanza e del suo valore.
  • nel 2004 è stato avviato il programma della Rete delle Città Creative per promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato nell’industria culturale e creativa la chiave per lo sviluppo urbano sostenibile;
  • i programmi UNESCO che conferiscono riconoscimenti nel campo delle scienze promuovono su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente (Riserve del programma Uomo e Biosfera) e la diversità geologica (Geoparchi Mondiali) secondo un approccio olistico, focalizzato sulle comunità, che considera in maniera unitaria conservazione, educazione e sviluppo ed integra diversità naturale e culturale.
     

Con cinque siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale (Residenze Sabaude, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Siti Palafitticoli Preistorici dell'Arco Alpino, Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, Ivrea Città Industriale del XX secolo), quattro elementi nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale (Arte dei suonatori di corno da caccia, Arte della costruzione in pietra a secco, Alpinismo e Cerca e cavatura del tartufo), tre aree riconosciute come Riserve della Biosfera nell’ambito del Programma Uomo e Biosfera (Ticino Val Grande Verbano, Monviso, Collina Po) ed una nella Rete dei Geoparchi Mondiali (Geoparco Sesia Val Grande), tre Città creative (Torino per il Design, Alba per la Gastronomia, Biella per l’Artigianato e l’arte popolare) e numerose candidature in corso, gran parte del territorio e delle comunità piemontesi sono interessate da riconoscimenti connessi all’attuazione delle Convenzioni o dei programmi UNESCO.  

Sul territorio sono anche presenti due Cattedre UNESCO (Sviluppo sostenibile e gestione del territorio presso l’Università degli Studi di Torino e Nuovi paradigmi e strumenti per la gestione del paesaggio bio-culturale presso il Politecnico di Torino). 

La Regione riconosce la valenza strategica delle designazioni conferite dall’UNESCO, impegnandosi nel loro sostegno, in quanto eccellenze da non intendersi come destinazioni per un turismo di consumo, quanto piuttosto come occasioni per costruire modelli di salvaguardia di saperi e risorse culturali e naturali, di fruizione e sviluppo economico integrato, attento al dialogo con le comunità e alle relazioni con tematiche di grande scala, quali il cambiamento climatico e i fenomeni migratori.

Per sviluppare tale potenziale, come previsto dalla legge regionale 1 agosto 2018, n. 11 “Disposizioni coordinate in materia di cultura”, è stato istituito il Tavolo di lavoro Distretto Piemonte UNESCO, di cui fanno parte i rappresentanti di tutti i soggetti che gestiscono i riconoscimenti UNESCO piemontesi, finalizzato a promuovere la partecipazione nell’ambito della programmazione dell’attività regionale, il coordinamento e lo scambio di conoscenze ed informazioni, l'integrazione di progetti, lo sviluppo di attività multidisciplinari e l'ottimizzazione delle risorse umane e finanziarie, per il raggiungimento di obiettivi comuni.

Nella stessa ottica, l’amministrazione ha individuato nei riconoscimenti UNESCO un ambito strategico per l’assegnazione e l’impiego di risorse europee di investimento finalizzate al recupero e all’ampliamento della fruizione del patrimonio culturale per la promozione di modelli di crescita sostenibile dei territori. 

Anche la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile identifica i riconoscimenti UNESCO come strumenti di gestione del territorio e delle comunità, veri e propri “laboratori di sostenibilità” e strumenti concreti per la territorializzazione degli obiettivi delle Macro Aree Strategiche di Intervento. In particolare la valorizzazione di tali esperienze concorre agli obiettivi della MAS1 (Accompagnare la transizione del sistema produttivo piemontese verso un modello in grado di coniugare competitività e sostenibilità) e della MAS3 (Curare il patrimonio culturale e ambientale e la resilienza dei territori).

Il riconoscimento conferito dall'UNESCO non si limita pertanto ad uno sterile marchio utilizzato a fini promozionali, ma conferisce un ruolo attivo e specifico di azione e coinvolgimento territoriale, di sensibilizzazione e riflessione, come dimostrano alcune recenti esperienze:

  1. il sito Patrimonio Mondiale di Ivrea Città Industriale ha condotto un adeguamento del Piano di Gestione ai criteri di sostenibilità posti dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU e dal documento UNESCO Culture 2030 Indicators. Tale attività si accompagna a un primo bilancio dell’attuazione del Piano di Gestione e all'implementazione del processo di Community Development.
  2. la Riserva della Biosfera Monviso ha avviato la procedura per il mantenimento del riconoscimento UNESCO attraverso la compilazione del report di revisione periodica volto a dimostrare l'adempimento alle funzioni previste per una Riserva della Biosfera, ovvero: trovare un equilibrio che duri nel tempo tra conservazione della biodiversità, promozione di uno sviluppo sostenibile e salvaguardia dei valori culturali connessi; conservare la diversità biologica, delle risorse genetiche, delle specie, degli ecosistemi e dei paesaggi, e la diversità culturale; sviluppare progetti centrati principalmente sulle popolazioni locali, secondo modelli di gestione “sostenibile” del territorio; supportare progetti di dimostrazione, informazione, educazione ambientale, ricerca e monitoraggio collegati ai bisogni di conservazione e sviluppo sostenibile locale, nazionale e globale.
  3. il sito Patrimonio Mondiale Paesaggi vitivinicoli del Piemonte ha avviato la procedura di aggiornamento del Piano di Gestione e del sistema di monitoraggio , la cui ultima stesura risale al periodo di candidatura, ovvero al 2013, attraverso una metodologia partecipata che intende analizzare i diversi parametri coinvolti (agricoltura, paesaggio, turismo sostenibile, energia, acqua, risorse culturali, comunità locali, clima...) per delineare le linee strategiche di azione per il prossimo decennale.
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Bando Progetto Bandiera “Piemonte Hydrogen Valley”

Il Bando Progetto Bandiera "Piemonte Hydrogen Valley" è un'iniziativa volta a finanziare progetti di produzione e utilizzo dell'idrogeno di particolare valenza territoriale strategica (art. 2, c. 2, lett. g) del Decreto DGPIF del 27/11/2024, n. 235), a supporto del percorso di decarbonizzazione energetica, industriale e dei trasporti.

La misura mira a sostenere contestualmente offerta e domanda di idrogeno sul territorio, attraverso investimenti, in linea con i fabbisogni emergenti dal territorio regionale e in coerenza con i target energetico-ambientali europei e nazionali.

Ai fini dell’ammissibilità, i progetti devono prevedere la realizzazione di:

  • uno o più impianti di produzione di idrogeno in aree dismesse e relativi sistemi ausiliari necessari al processo produttivo;
  • un progetto connesso all’uso dell’idrogeno in settori di particolare valenza territoriale,
  • definita sulla base della domanda di idrogeno derivante dal territorio, riguardante la decarbonizzazione di impianti industriali e/o del sistema della mobilità;
  • un piano di formazione/informazione sui vettori energetici sostenibili.

In via facoltativa, i progetti possono includere attività di sviluppo sperimentale e infrastrutture di rifornimento per il trasporto pubblico e pesante.

Le agevolazioni, erogate sotto forma di contributo a fondo perduto, sono destinate a imprese di ogni dimensione, singole o in partenariato con organismi di ricerca e Pubbliche Amministrazioni.

Gli interventi devono essere conclusi entro 36 mesi dal provvedimento di concessione. Le domande possono essere presentate dal 2 marzo al 30 giugno 2026.

La dotazione finanziaria è pari a 10 milioni di euro, assegnati alla Regione Piemonte con il Decreto Ministeriale n. 404 del 18 novembre 2024 a valere su fondi del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Anno
2025
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Bando Progetto Bandiera "Piemonte Hydrogen Valley" è un'iniziativa volta a finanziare progetti di produzione e utilizzo dell'idrogeno di particolare valenza territoriale strategica (art. 2, c. 2, lett. g) del Decreto DGPIF del 27/11/2024, n. 235), a supporto del percorso di decarbonizzazione energetica, industriale e dei trasporti.

La misura mira a sostenere contestualmente offerta e domanda di idrogeno sul territorio, attraverso investimenti, in linea con i fabbisogni emergenti dal territorio regionale e in coerenza con i target energetico-ambientali europei e nazionali.

Ai fini dell’ammissibilità, i progetti devono prevedere la realizzazione di:

  • uno o più impianti di produzione di idrogeno in aree dismesse e relativi sistemi ausiliari necessari al processo produttivo;
  • un progetto connesso all’uso dell’idrogeno in settori di particolare valenza territoriale,
  • definita sulla base della domanda di idrogeno derivante dal territorio, riguardante la decarbonizzazione di impianti industriali e/o del sistema della mobilità;
  • un piano di formazione/informazione sui vettori energetici sostenibili.

In via facoltativa, i progetti possono includere attività di sviluppo sperimentale e infrastrutture di rifornimento per il trasporto pubblico e pesante.

Le agevolazioni, erogate sotto forma di contributo a fondo perduto, sono destinate a imprese di ogni dimensione, singole o in partenariato con organismi di ricerca e Pubbliche Amministrazioni.

Gli interventi devono essere conclusi entro 36 mesi dal provvedimento di concessione. Le domande possono essere presentate dal 2 marzo al 30 giugno 2026.

La dotazione finanziaria è pari a 10 milioni di euro, assegnati alla Regione Piemonte con il Decreto Ministeriale n. 404 del 18 novembre 2024 a valere su fondi del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Anno
2025

PR FESR 21-27

Anno
2026
Finalità

Il Programma Regionale (PR) FESR Piemonte è il documento di programmazione che definisce Per definire strategie e interventi (le Azioni, da cui discendono le relative Misure attuative) di utilizzo delle risorse assegnate alla Regione Piemonte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) la Regione Piemonte approva il. documento di programmazione Programma Regionale (PR) FESR Piemonte, di durata settennale.

 

Obiettivi

Fortemente ancorato alla Strategia di Specializzazione Intelligente 2021-2027, di cui costituisce l’attuazione assumendone le priorità e le direttrici di sviluppo, il PR FESR Piemonte 2021-2027 - approvato dalla Commissione Europea con Decisione C(2022) 7270 del 7 ottobre 2022 e successivamente modificato, da ultimo con Decisione C (2026) 1663 final del 9 marzo 2026  – destina la quota maggiore (807 milioni di euro) della sua dotazione di quasi 1,5 miliardi di euro alla messa in campo di Misure finalizzate a promuovere la ricerca e l’innovazione green e la transizione in chiave sostenibile del sistema produttivo regionale, supportando quest’ultimo nell'affrontare le grandi sfide per lo sviluppo, coniugando il rilancio della competitività e la crescita sostenibile ed inclusiva.

L'attenzione ad una declinazione sostenibile dello sviluppo attraverso il sostegno del sistema produttivo regionale trova quindi attuazione all’interno della programmazione FESR 21-27 in modo trasversale a tutte le linee programmatiche, in coerenza con la Strategia regionale di Specializzazione Intelligente S3 2021-2027 - e in particolare con la Componente Trasversale dell’Innovazione “Transizione ecologica” -, ma anche in modo puntuale attraverso l’obiettivo specifico di programmazione “Rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI e la creazione di posti di lavoro nelle PMI, anche grazie agli investimenti produttivi”, che nell’arco del settennio sarà declinato con apposite Misure coerenti. Inoltre tutte le Misure della programmazione prevedono il rispetto del principio DNSH (“do not significant harm", non arrecare un danno significativo all’ambiente) previsto dal quadro legislativo per favorire gli investimenti sostenibili.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Il FESR 21-27 sul sito regionale

Riferimenti normativi

Regolamento UE 2021/1060

Decisione di esecuzione della Commissione europea C (2022) 7270 del 7.10.2022

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Bando Aree di sosta – FUNT (Fondo Unico Nazionale del Turismo) parte capitale 2023

La legge 30 dicembre 2021, n. 234 "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e Bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024", all'articolo 1, comma 368, ha istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero del Turismo, il Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT) di conto capitale. La Legge 29 dicembre 2022, n. 197 recante il "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025" ha rifinanziato il FUNT di conto capitale, con una dotazione pari a 100.000.000,00 euro per l'anno 2023, 55.000.000,00 euro per l'anno 2024 e 45.000.000,00 euro per l'anno 2025.

L'atto di programmazione adottato dal Ministero del Turismo prot. n. 8912/23 del 5 maggio 2023, ai sensi dell'articolo 5 del Decreto del Ministro del turismo, prot. n. 3462 del 9 marzo 2022 "Ripartizione del fondo di conto capitale", definisce gli indirizzi politico-amministrativi di natura programmatica da attuare per l'individuazione degli interventi e la ripartizione dei fondi stanziati per il triennio 2023-2025 dalla Legge di bilancio n. 197/2022.

  • Nell’ambito dei lavori della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come da documentazione agli atti della Direzione regionale Coordinamento Politiche e Fondi Europei - Turismo e Sport, Settore “Offerta Turistica”, è stata presentata una proposta di riparto delle risorse finanziari messe a disposizione delle Regioni in relazione al FUNT di parte capitale, pari a euro 50.000.000,00, e che tale piano di riparto:
  • suddivide tra le regioni e le Province autonome gli importi disponibili in base ai seguenti criteri:
    • 50% in quota fissa per Regione,
    • 50% in quota variabile per ogni Regione, da calcolare in proporzione alla quota di presenze turistiche regionali sul totale nazionale;
  • prevede che alla Regione Piemonte saranno assegnate, per l'anno 2023, risorse FUNT  pari a euro 2.102.500,00 per le finalità previste dal Fondo stesso e che la Regione Piemonte dovrà cofinanziare per pari importo gli interventi individuati, per un totale complessivo destinato al sostegno di tali progetti pari a euro 4.205.000,00.

In tale contesto, il Settore “Offerta Turistica” ha individuato, in linea con gli obiettivi e le finalità stabilite dal combinato disposto degli articoli 1, 2 e 3 del citato Decreto del Ministro del Turismo, prot. n. 8912/23 del 5 maggio 2023, quale tema portante delle proposte di finanziamento,  "la realizzazione di investimenti per percorsi turistici e infrastrutture con un impatto positivo sul turismo, tali da favorire l'integrazione della filiera e quella territoriale, nonché idonee a rendere strutturale la crescita economica legata al turismo di un territorio".

Con D.G.R. n. 25-7567 del 16/10/2023, sono state  elaborate le proposte degli interventi da finanziare sulle risorse  da destinate alla Regione Piemonte sul FUNT 2023 parte capitale, sinteticamente descritte nelle rispettive schede progettuali  per un costo complessivo totale pari a euro 4.205.000,00.

Tra le varie  linee di intervento rientra l’attivazione di un bando rivolto a tutti i Comuni piemontesi finalizzato a sostenere la creazione di nuove aree di sosta per il turismo itinerante e il miglioramento qualitativo delle aree già esistenti al fine di valorizzare le peculiarità naturalistiche offerte dal territorio regionale, per un totale complessivo di investimento non superiore ad euro 1.900.000,00 di cui ero 950.000,00 di risorse FUNT e la restante quota come cofinanziamento regionale. Tale progetto è volto a favorire un turismo lento e sostenibile a contatto con la natura.

Dopo aver condotto un’analisi tecnica finalizzata alla definizione dei criteri per l’attivazione del bando attuativo dell’intervento, individuando, in particolare:

  • i soggetti beneficiari (Comuni, Province, Città Metropolitana di Torino, Unioni di Comuni);
  • le tipologie delle aree di sosta (aree attrezzate, aree Camper, punto sosta);
  • i requisiti, le spese ammissibili e la stima del contributo a fondo perduto massimo erogabile;

con D.G.R. n. 30- 8715 del 3/06/2024, così come integrata con la D.G.R. n. 5 - 141 del 6/09/2024, sono stati definiti i criteri e le modalità per l'invio delle candidature da parte degli Enti individuati.

Con D.D. n. 296 del 25/09/2024, così come rettificata con D.D. n. 300 del 30/09/2024, è stato stabilito il termine di apertura per la presentazione delle domande di contributo,  e con DD 351 del 29/10/2024 è stato prorogato il termine per la presentazione delle istanze di contributo da parte degli Enti interessati.

Allo scadere del termine sono pervenute complessivamente n. 174 domande.

Con D.D. n. 52 del 03/03/2025 è stata approvata la graduatoria con l’indicazione delle istanze ammissibili e delle istanze non ammissibili;

Con la legge regionale n. 1/2025 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale di previsione 2025- 2027 (Legge di stabilità regionale 2025)” e con la legge regionale n. 2/2025 “Bilancio di previsione 2025- 2027” sono stati stanziati complessivamente euro 1.785.780,18 per interventi volti alla realizzazione e al miglioramento delle aree di sosta per il turismo itinerante;

A fronte dell’alto numero di domande pervenute e al fine di rendere maggiormente incisiva l’azione intrapresa a supporto dei Comuni che operano, spesso in carenza di disponibilità economiche e di personale, con la D.G.R. n. 5-972 del 14/04/2025 le suddette risorse, pari complessivamente a euro 1.785.780,18, sono state destinate allo scorrimento della graduatoria approvato con DD n. 52 del 03/03/2025;

con D.D. n. 103 del 16/04/2025 è stato definito lo scorrimento della graduatoria delle domande presentate ai sensi del citato “Bando aree di sosta” ed impegnata la relativa spesa, consentendo il finanziamento complessivo di 68 progetti grazie al suddetto aumento dello stanziamento di risorse;

Scorrimento graduatoria

Il decreto del Ministro del Turismo, prot. n. 201334/25 del 2 luglio 2025, recante la programmazione delle risorse relative alle precedenti annualità inerenti al FUNT di conto capitale e non utilizzate dalle Regioni, all’articolo 1, comma 3, dispone che “in relazione alle risorse del Fondo Unico Nazionale per il Turismo di conto capitale per l’annualità 2024, disponibili sul capitolo 7115 in conto residui di lettera f), pari a euro 50.509.770,40, è individuata la quota destinata alle Regioni, di importo pari a euro 40.407.816,32”.

Con nota acquisita al protocollo del Segretariato Generale n. 206846/25 del 9 luglio 2025, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha trasmesso una proposta formulata in merito all’utilizzo delle suddette risorse, sulla base della quale una parte delle risorse totali, pari a euro 4.000.000,00, sono destinate al rifinanziamento dell’accordo di programma denominato “Viaggio Italiano 2021-2024” in quanto progettualità di interesse comune a tutte le Regioni e gestito direttamente dal Ministero del Turismo, mentre le restanti risorse, pari a euro 36.407.816,32, sono destinate al cofinanziamento di progetti presentati dalle Regioni ai sensi dell’avviso di manifestazione di interesse pubblicato dal Ministero del Turismo stesso, Direzione Generale della Valorizzazione e della Promozione Turistica, prot. n. 0212933/25 del 18 luglio 2025;

Il suddetto avviso prot. n. 0212933/25 del 18 luglio 2025 “Avviso di manifestazione di interesse per la presentazione di richieste di contributo a valere sulle risorse del Fondo unico nazionale per il Turismo (FUNT) di conto capitale, disponibili sul capitolo 7115 in conto residui di lettera f)” ha stabilito i criteri di valutazione delle proposte progettuali ed i relativi punteggi di merito e, al fine dell’ottenimento del finanziamento a valere sulle risorse del FUNT di conto capitale, annualità 2024,

Con DGR 1-1525/2025/XII del 08/09/2025, con riferimento al suddetto avviso prot. 0212933/25, è stato disposto di presentare i progetti individuati idonei e non finanziati di cui al D.D. n. 52/A2011A/2025 del 03/03/2025 ed alla D.D. n.. 103/A2011A/2025 del 16 aprile 2025, relativi al “Bando Arre di sosta” ed approvata la relativa Scheda di Intervento;

Con Decreto del Ministero del Turismo prot. n. 271128 del 4 dicembre 2025 sono state impegnate le risorse a valere sul FUNT di conto capitale 2024 – in conto residui di lettera f) 2024 – di cui all’avviso prot. n. 212933/25 per Euro 1.785.780,58 in favore della Regione Piemonte;

Con D.G.R. n. 50-2086/2025/XII del 22/12/2025 tali risorse sono state iscritte nel Bilancio Finanziario Gestionale 2025-2027 annualità 2026,

Con la DD 752/A2011A/2025 del 24/12/2025 è stato pertanto aggiornato l’elenco delle domande ammesse a contributo con DD n. 52 del 03/03/2025 andando a scorrere la graduatoria, grazie all’ulteriore stanziamento di risorse, dalla posizione 68 alla posizione 108; è stata inoltre accertata e impegnata la relativa somma di euro 1.785.780,58.

Attualmente sono in corso gli interventi che dovrebbero concludersi entro il corrente anno.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La legge 30 dicembre 2021, n. 234 "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e Bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024", all'articolo 1, comma 368, ha istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero del Turismo, il Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT) di conto capitale. La Legge 29 dicembre 2022, n. 197 recante il "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025" ha rifinanziato il FUNT di conto capitale, con una dotazione pari a 100.000.000,00 euro per l'anno 2023, 55.000.000,00 euro per l'anno 2024 e 45.000.000,00 euro per l'anno 2025.

L'atto di programmazione adottato dal Ministero del Turismo prot. n. 8912/23 del 5 maggio 2023, ai sensi dell'articolo 5 del Decreto del Ministro del turismo, prot. n. 3462 del 9 marzo 2022 "Ripartizione del fondo di conto capitale", definisce gli indirizzi politico-amministrativi di natura programmatica da attuare per l'individuazione degli interventi e la ripartizione dei fondi stanziati per il triennio 2023-2025 dalla Legge di bilancio n. 197/2022.

  • Nell’ambito dei lavori della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come da documentazione agli atti della Direzione regionale Coordinamento Politiche e Fondi Europei - Turismo e Sport, Settore “Offerta Turistica”, è stata presentata una proposta di riparto delle risorse finanziari messe a disposizione delle Regioni in relazione al FUNT di parte capitale, pari a euro 50.000.000,00, e che tale piano di riparto:
  • suddivide tra le regioni e le Province autonome gli importi disponibili in base ai seguenti criteri:
    • 50% in quota fissa per Regione,
    • 50% in quota variabile per ogni Regione, da calcolare in proporzione alla quota di presenze turistiche regionali sul totale nazionale;
  • prevede che alla Regione Piemonte saranno assegnate, per l'anno 2023, risorse FUNT  pari a euro 2.102.500,00 per le finalità previste dal Fondo stesso e che la Regione Piemonte dovrà cofinanziare per pari importo gli interventi individuati, per un totale complessivo destinato al sostegno di tali progetti pari a euro 4.205.000,00.

In tale contesto, il Settore “Offerta Turistica” ha individuato, in linea con gli obiettivi e le finalità stabilite dal combinato disposto degli articoli 1, 2 e 3 del citato Decreto del Ministro del Turismo, prot. n. 8912/23 del 5 maggio 2023, quale tema portante delle proposte di finanziamento,  "la realizzazione di investimenti per percorsi turistici e infrastrutture con un impatto positivo sul turismo, tali da favorire l'integrazione della filiera e quella territoriale, nonché idonee a rendere strutturale la crescita economica legata al turismo di un territorio".

Con D.G.R. n. 25-7567 del 16/10/2023, sono state  elaborate le proposte degli interventi da finanziare sulle risorse  da destinate alla Regione Piemonte sul FUNT 2023 parte capitale, sinteticamente descritte nelle rispettive schede progettuali  per un costo complessivo totale pari a euro 4.205.000,00.

Tra le varie  linee di intervento rientra l’attivazione di un bando rivolto a tutti i Comuni piemontesi finalizzato a sostenere la creazione di nuove aree di sosta per il turismo itinerante e il miglioramento qualitativo delle aree già esistenti al fine di valorizzare le peculiarità naturalistiche offerte dal territorio regionale, per un totale complessivo di investimento non superiore ad euro 1.900.000,00 di cui ero 950.000,00 di risorse FUNT e la restante quota come cofinanziamento regionale. Tale progetto è volto a favorire un turismo lento e sostenibile a contatto con la natura.

Dopo aver condotto un’analisi tecnica finalizzata alla definizione dei criteri per l’attivazione del bando attuativo dell’intervento, individuando, in particolare:

  • i soggetti beneficiari (Comuni, Province, Città Metropolitana di Torino, Unioni di Comuni);
  • le tipologie delle aree di sosta (aree attrezzate, aree Camper, punto sosta);
  • i requisiti, le spese ammissibili e la stima del contributo a fondo perduto massimo erogabile;

con D.G.R. n. 30- 8715 del 3/06/2024, così come integrata con la D.G.R. n. 5 - 141 del 6/09/2024, sono stati definiti i criteri e le modalità per l'invio delle candidature da parte degli Enti individuati.

Con D.D. n. 296 del 25/09/2024, così come rettificata con D.D. n. 300 del 30/09/2024, è stato stabilito il termine di apertura per la presentazione delle domande di contributo,  e con DD 351 del 29/10/2024 è stato prorogato il termine per la presentazione delle istanze di contributo da parte degli Enti interessati.

Allo scadere del termine sono pervenute complessivamente n. 174 domande.

Con D.D. n. 52 del 03/03/2025 è stata approvata la graduatoria con l’indicazione delle istanze ammissibili e delle istanze non ammissibili;

Con la legge regionale n. 1/2025 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale di previsione 2025- 2027 (Legge di stabilità regionale 2025)” e con la legge regionale n. 2/2025 “Bilancio di previsione 2025- 2027” sono stati stanziati complessivamente euro 1.785.780,18 per interventi volti alla realizzazione e al miglioramento delle aree di sosta per il turismo itinerante;

A fronte dell’alto numero di domande pervenute e al fine di rendere maggiormente incisiva l’azione intrapresa a supporto dei Comuni che operano, spesso in carenza di disponibilità economiche e di personale, con la D.G.R. n. 5-972 del 14/04/2025 le suddette risorse, pari complessivamente a euro 1.785.780,18, sono state destinate allo scorrimento della graduatoria approvato con DD n. 52 del 03/03/2025;

con D.D. n. 103 del 16/04/2025 è stato definito lo scorrimento della graduatoria delle domande presentate ai sensi del citato “Bando aree di sosta” ed impegnata la relativa spesa, consentendo il finanziamento complessivo di 68 progetti grazie al suddetto aumento dello stanziamento di risorse;

Scorrimento graduatoria

Il decreto del Ministro del Turismo, prot. n. 201334/25 del 2 luglio 2025, recante la programmazione delle risorse relative alle precedenti annualità inerenti al FUNT di conto capitale e non utilizzate dalle Regioni, all’articolo 1, comma 3, dispone che “in relazione alle risorse del Fondo Unico Nazionale per il Turismo di conto capitale per l’annualità 2024, disponibili sul capitolo 7115 in conto residui di lettera f), pari a euro 50.509.770,40, è individuata la quota destinata alle Regioni, di importo pari a euro 40.407.816,32”.

Con nota acquisita al protocollo del Segretariato Generale n. 206846/25 del 9 luglio 2025, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha trasmesso una proposta formulata in merito all’utilizzo delle suddette risorse, sulla base della quale una parte delle risorse totali, pari a euro 4.000.000,00, sono destinate al rifinanziamento dell’accordo di programma denominato “Viaggio Italiano 2021-2024” in quanto progettualità di interesse comune a tutte le Regioni e gestito direttamente dal Ministero del Turismo, mentre le restanti risorse, pari a euro 36.407.816,32, sono destinate al cofinanziamento di progetti presentati dalle Regioni ai sensi dell’avviso di manifestazione di interesse pubblicato dal Ministero del Turismo stesso, Direzione Generale della Valorizzazione e della Promozione Turistica, prot. n. 0212933/25 del 18 luglio 2025;

Il suddetto avviso prot. n. 0212933/25 del 18 luglio 2025 “Avviso di manifestazione di interesse per la presentazione di richieste di contributo a valere sulle risorse del Fondo unico nazionale per il Turismo (FUNT) di conto capitale, disponibili sul capitolo 7115 in conto residui di lettera f)” ha stabilito i criteri di valutazione delle proposte progettuali ed i relativi punteggi di merito e, al fine dell’ottenimento del finanziamento a valere sulle risorse del FUNT di conto capitale, annualità 2024,

Con DGR 1-1525/2025/XII del 08/09/2025, con riferimento al suddetto avviso prot. 0212933/25, è stato disposto di presentare i progetti individuati idonei e non finanziati di cui al D.D. n. 52/A2011A/2025 del 03/03/2025 ed alla D.D. n.. 103/A2011A/2025 del 16 aprile 2025, relativi al “Bando Arre di sosta” ed approvata la relativa Scheda di Intervento;

Con Decreto del Ministero del Turismo prot. n. 271128 del 4 dicembre 2025 sono state impegnate le risorse a valere sul FUNT di conto capitale 2024 – in conto residui di lettera f) 2024 – di cui all’avviso prot. n. 212933/25 per Euro 1.785.780,58 in favore della Regione Piemonte;

Con D.G.R. n. 50-2086/2025/XII del 22/12/2025 tali risorse sono state iscritte nel Bilancio Finanziario Gestionale 2025-2027 annualità 2026,

Con la DD 752/A2011A/2025 del 24/12/2025 è stato pertanto aggiornato l’elenco delle domande ammesse a contributo con DD n. 52 del 03/03/2025 andando a scorrere la graduatoria, grazie all’ulteriore stanziamento di risorse, dalla posizione 68 alla posizione 108; è stata inoltre accertata e impegnata la relativa somma di euro 1.785.780,58.

Attualmente sono in corso gli interventi che dovrebbero concludersi entro il corrente anno.

Anno
2026

Legge Regionale 18/2022 - Unione Montana Mondolè

La legge regionale 18/2022, ha come finalità, attraverso il riconoscimento di un contributo a fondo perduto, di favorire lo sviluppo, il potenziamento, la qualificazione dell’offerta turistica piemontese e dei servizi offerti, nonché la messa in sicurezza delle strutture ricettive e degli impianti turistici, col fine di consolidare la competitività sul mercato nazionale e internazionale. 

La stessa ha previsto, tra le altre cose, la concessione di un contributo straordinario a favore dell’Unione Montana di Mondolè per un importo pari a 100.00,00 Euro quale contributo per la realizzazione di una pista di sci alpinismo all’interno del comprensorio sciistico di Mondoleski di Prato Nevoso, Artesina e Frabosa Soprana.

L’intervento consente la messa in sicurezza di un percorso sciistico all’interno del comprensorio: il percorso diventerebbe fruibile anche per lo sci escursionismo, per le ciaspole e, in estate, utilizzabile anche dagli appassionati di mountain-bike.

Tale intervento, rientrante nelle finalità e obiettivi ella Legge regionale 4/2000, conformemente ai principi del turismo sostenibile: promuovere lo sviluppo, la rivitalizzazione ed il miglioramento qualitativo di un territorio già a vocazione turistica ed in ultimo concorrere ad un ulteriore sviluppo economico dello stesso.

Con DGR 47-6251 del 16.12.2022 si è approvato il relativo schema di accordo e collaborazione.

Recepite le relative autorizzazioni, con deliberazione n. 35 del 20/11/2025 dalla Giunta dell'Unione Montana di Mondolè veniva approvato il progetto esecutivo. 
Il progetto veniva trasmesso  in data 25/11/2025 al competente settore regionale.
Il 09/12/2025 veniva sottoscritto il relativo accordo tra la Regione Piemonte e l’Unione Montana di Mondolè.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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La legge regionale 18/2022, ha come finalità, attraverso il riconoscimento di un contributo a fondo perduto, di favorire lo sviluppo, il potenziamento, la qualificazione dell’offerta turistica piemontese e dei servizi offerti, nonché la messa in sicurezza delle strutture ricettive e degli impianti turistici, col fine di consolidare la competitività sul mercato nazionale e internazionale. 

La stessa ha previsto, tra le altre cose, la concessione di un contributo straordinario a favore dell’Unione Montana di Mondolè per un importo pari a 100.00,00 Euro quale contributo per la realizzazione di una pista di sci alpinismo all’interno del comprensorio sciistico di Mondoleski di Prato Nevoso, Artesina e Frabosa Soprana.

L’intervento consente la messa in sicurezza di un percorso sciistico all’interno del comprensorio: il percorso diventerebbe fruibile anche per lo sci escursionismo, per le ciaspole e, in estate, utilizzabile anche dagli appassionati di mountain-bike.

Tale intervento, rientrante nelle finalità e obiettivi ella Legge regionale 4/2000, conformemente ai principi del turismo sostenibile: promuovere lo sviluppo, la rivitalizzazione ed il miglioramento qualitativo di un territorio già a vocazione turistica ed in ultimo concorrere ad un ulteriore sviluppo economico dello stesso.

Con DGR 47-6251 del 16.12.2022 si è approvato il relativo schema di accordo e collaborazione.

Recepite le relative autorizzazioni, con deliberazione n. 35 del 20/11/2025 dalla Giunta dell'Unione Montana di Mondolè veniva approvato il progetto esecutivo. 
Il progetto veniva trasmesso  in data 25/11/2025 al competente settore regionale.
Il 09/12/2025 veniva sottoscritto il relativo accordo tra la Regione Piemonte e l’Unione Montana di Mondolè.

Anno
2026

Resilienza della rete trasportistica regionale in seno al Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti

In relazione alle attività connesse all’attuazione del nuovo Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti e più specificatamente correlate alla vulnerabilità, alla messa in sicurezza e al rafforzamento delle Reti ferroviarie e dei nodi intermodali e/o di interscambio, nonché alla resilienza, la gestione e la accessibilità delle reti stradali e delle infrastrutture di trasporto, il Settore Protezione Civile ha proseguito lo sviluppo delle sinergie con le Strutture Regionali interessate dall’attuazione delle Azioni di Piano, nella prospettata ottica di confronto dinamico e discussione condivisa finalizzate ad integrare le politiche regionali mediante il metodo partecipato. Con riferimento alla Linea strategica di intervento LsA1 – Protezione del contesto di interesse per il Settore, alla Macroazione MA1,1 – Sviluppare una rete sicura e resiliente, le Azioni che vedono la Protezione Civile Regionale direttamente coinvolta sono:

  • Azione 3 - Classificazione tecnico funzionale, valutazione del rischio e risoluzione delle criticità della rete stradale.
  • Azione 4 - Studiare la vulnerabilità e rafforzare la resilienza delle reti.

Il Settore ha proceduto:

  • in riferimento al "Progetto SaRFIIS – Strade a Rischio Frane e Impatto Interruzione Servizio" (conclusosi nel 2025) per la valutazione dell'impatto del rischio franoso sull’infrastruttura stradale, ad interfacciamenti funzionali alla priorizzazione delle infrastrutture di rete in funzione del livello di rilevanza rispetto alla resilienza del sistema trasportistico ed in relazione a differenti tipologie di rischio, in un’ottica di definizione delle polarità del territorio e delle aree di rischio;
  • in riferimento al correlato "Progetto Resilienza rete regionale” (ancora in essere) per l’individuazione di gerarchie, livelli di “indispensabilità” della rete e priorità di intervento, a valutazioni riguardanti l’individuazione di percorsi alternativi funzionalmente alla vicinanza a poli di interesse.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

In relazione alle attività connesse all’attuazione del nuovo Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti e più specificatamente correlate alla vulnerabilità, alla messa in sicurezza e al rafforzamento delle Reti ferroviarie e dei nodi intermodali e/o di interscambio, nonché alla resilienza, la gestione e la accessibilità delle reti stradali e delle infrastrutture di trasporto, il Settore Protezione Civile ha proseguito lo sviluppo delle sinergie con le Strutture Regionali interessate dall’attuazione delle Azioni di Piano, nella prospettata ottica di confronto dinamico e discussione condivisa finalizzate ad integrare le politiche regionali mediante il metodo partecipato. Con riferimento alla Linea strategica di intervento LsA1 – Protezione del contesto di interesse per il Settore, alla Macroazione MA1,1 – Sviluppare una rete sicura e resiliente, le Azioni che vedono la Protezione Civile Regionale direttamente coinvolta sono:

  • Azione 3 - Classificazione tecnico funzionale, valutazione del rischio e risoluzione delle criticità della rete stradale.
  • Azione 4 - Studiare la vulnerabilità e rafforzare la resilienza delle reti.

Il Settore ha proceduto:

  • in riferimento al "Progetto SaRFIIS – Strade a Rischio Frane e Impatto Interruzione Servizio" (conclusosi nel 2025) per la valutazione dell'impatto del rischio franoso sull’infrastruttura stradale, ad interfacciamenti funzionali alla priorizzazione delle infrastrutture di rete in funzione del livello di rilevanza rispetto alla resilienza del sistema trasportistico ed in relazione a differenti tipologie di rischio, in un’ottica di definizione delle polarità del territorio e delle aree di rischio;
  • in riferimento al correlato "Progetto Resilienza rete regionale” (ancora in essere) per l’individuazione di gerarchie, livelli di “indispensabilità” della rete e priorità di intervento, a valutazioni riguardanti l’individuazione di percorsi alternativi funzionalmente alla vicinanza a poli di interesse.
Anno
2026