Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS)

Il Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS) è lo strumento tramite il quale le Regioni rendono disponibili, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), all’ISPRA e all’Autorità di Distretto competente per il territorio regionale, le informazioni sui progetti di mitigazione del rischio che la Regione intende attuare con i fondi nazionali a disposizione.

Il DPCM 27 settembre 2021 introduce importanti novità come quella relativa all’attribuzione del punteggio dell’intervento a valle di una valutazione a cura dell’Autorità di Distretto (con il precedente DPCM il punteggio veniva attribuito al momento della validazione regionale). Il Decreto fissa, inoltre, i termini per la valutazione da parte dell’Autorità di Distretto ed introduce la classificazione IFFI o FLOODCat, per gli interventi dovuti ad eventi calamitosi recenti; richiede una relazione di compatibilità con la pianificazione di bacino in cui siano illustrati gli effetti indotti dall’opera nel contesto fisico-ambientale di riferimento e come le opere previste nel progetto incidano sulla mitigazione o riduzione della pericolosità o del rischio idraulico e idrogeologico. Il DPCM ha introdotto infine la relazione circa l’interazione tra le opere proposte (o individuate) e i fenomeni di degrado degli ecosistemi fluviali e degli habitat riparali, al fine di impedire o minimizzare il deterioramento dei corpi idrici, come riportato all’art. 4 della Direttiva Acque (DIR/2000/60/CE).

I principali criteri che sono alla base della formazione della graduatoria sono il numero delle persone esposte al rischio diretto, i beni esposti a rischio grave, la riduzione del numero di persone a rischio a seguito della realizzazione dell’intervento.

Programmazione attivata

Nel corso del 2025 sono state attivate due programmazioni:

1) è stata avviata dal MASE la procedura per la definizione della programmazione 2025 di interventi di carattere preventivo a valere sui fondi di bilancio del Ministero; la Regione, secondo le linee programmatiche comunicate dal Ministero, ha proposto 12 nuovi interventi e l’integrazione finanziaria di un intervento precedentemente programmato, per un importo complessivo di 25,03 M€; i nuovi 12 interventi sono così suddivisi

  • 6 interventi per dissesti idraulici per un importo di 16,37 M€;
  • 6 interventi per dissesti di versante per un importo di 10,11 M€.

Gli interventi sono stati finanziati dal MASE e gestiti a cura del Commissario di Governo.

2) è stata definita la programmazione regionale ai sensi della Legge Regionale n. 54 del 1975 con la quale, a partire dal 2017, vengono erogati contributi ai Comuni per realizzare interventi di manutenzione idraulica sul reticolo idrografico minore. Il programma avviato, il cui valore è di 3 M€, prevede la realizzazione di n. 92 nuovi interventi di ricalibratura degli alvei, taglio piante, ripristino funzionale di opere idrauliche preesistenti.

Le anzidette misure, tendenti alla mitigazione e riduzione del rischio, appaiono comunque insufficienti rispetto ai reali bisogni che emergono dal territorio al continuo manifestarsi di dissesti naturali. Ciò emerge, in particolare, se si confronta il valore dei danni conseguenti agli eventi alluvionali ed il valore degli stanziamenti per la prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Nell’ottica di raggiungere una migliore efficacia degli stanziamenti pubblici contro il dissesto, non viene in soccorso la sovrabbondante produzione normativa, prevalentemente di derivazione comunitaria, relativa alle fasi di gestione delle opere pubbliche e dei fondi. Questa, infatti, rallenta notevolmente la realizzazione degli interventi; sarebbe necessario semplificare realmente i flussi decisionali e le procedure per poter ridurre il tempo che oggi intercorre tra la pianificazione, il finanziamento e la conclusione dell’intervento.