Rilocalizzazione degli immobili in aree a rischio

Nell’ambito della programmazione delle opere di mitigazione del rischio, la rilocalizzazione preventiva degli immobili ad uso abitativo ricadenti in aree a rischio idrogeologico risulta la misura più idonea, in un’ottica costi-benefici, e rappresenta, laddove possibile, uno strumento strategico non soltanto di mitigazione degli impatti ambientali, ma anche di prevenzione del consumo di suolo e di rafforzamento della resilienza territoriale agli effetti del cambiamento climatico. 

Nel corso del 2025, sono stati concessi contributi ai comuni di Borgofranco d’Ivrea e Pray per le rilocalizzazioni e a San Giorio per la demolizione, per un importo complessivo di165.000€.

Sulla base di alcune interviste condotte nel corso dell’anno 2025 nell’ambito del Progetto “Planned relocatIon as adapTation in a cHAnging ClimAte" (ITHACA) [IT: rilocalizzazione pianificata come adattamento in un clima che cambia], con la collaborazione di alcune ricercatrici, nonché sulla base delle esperienze maturate negli ultimi anni, alla fine dell’anno 2025 è stata redatta la bozza di una nuova DGR.

La nuova DGR sul tema delle rilocalizzazioni è la n. 8-2172 del 26 gennaio 2026, recante “Decreto legislativo n. 152/2006, articolo 67, comma 6. Direttiva 2007/60/CE. Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del distretto del fiume Po (PAI-PO). Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA). Approvazione dei criteri regionali per la rilocalizzazione preventiva degli immobili privati ad uso residenziale ubicati in aree a rischio idraulico e idrogeologico. Revoca della DGR n.31-6223 del 22 dicembre 2017 e della DGR n. 9-4034 del 5 novembre 2021”.

In questa disposizione sono contenuti i nuovi criteri regionali per la rilocalizzazione preventiva degli immobili privati ubicati in aree a rischio idraulico e idrogeologico, che hanno perlopiù colmato le criticità emerse sia sotto il profilo procedurale che contenutistico.