L.R. 1/2018 - Governance del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani

Anno
2026

La Legge regionale 10 gennaio 2018 n. 1 “Norme in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e modifiche alle leggi regionali 2000, n. 44 e 24 maggio 2012, n. 7”,  e s.m.i. disciplina:

  • gli strumenti di pianificazione regionale;
  • l’’organizzazione del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani;
  • l’organizzazione della gestione dei rifiuti speciali;
  • il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti;
  • il sistema sanzionatorio e/o di penalità in materia di produzione dei rifiuti e di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti.

Nel corso del 2025 la legge è stata oggetto di un intervento di modifica  effettuato con Legge regionale n. 9 del 08 luglio 2025 - “Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale. Anno 2025”.

Le modifiche, in particolare, ai commi 4 e 5 dell’articolo 7 della L.r. 1/2018,  ridefiniscono e meglio perimetrano le competenze della Conferenza d’ambito regionale in riferimento al rifiuto organico e al rifiuto ingombrante. A seguito della costituzione della A.R. Piemonte, ente di governo dell’ambito regionale in materia di gestione dei rifiuti, avvenuta a fine 2023, gli approfondimenti condotti ed i primi risultati sulla ricognizione dei contratti in essere relativi ai servizi di trattamento/smaltimento dei RUR (rifiuto urbano residuale) e dei servizi di trattamento del rifiuto organico e degli ingombranti, hanno evidenziato la necessità di rivedere le competenze della Conferenza d’Ambito, definite dalla legge regionale, in merito alla gestione di queste due tipologie di rifiuti.

Un’ulteriore modifica normativa ha provveduto a specificare l’inquadramento del livello della Conferenza d’Ambito e parallelamente l’inquadramento dello stato giuridico ed economico del relativo personale.

Sono, inoltre, proseguite le attività inerenti l’applicazione dei capi III, V, VI, VIII della legge in oggetto. 

In particolare  per quanto riguarda il capo VI - Sistema sanzionatorio e Penalità, ai fini dell’applicazione della penalità prevista dall’art. 18 bis commi 2 e 4 della L.r. 1/2018 per il mancato raggiungimento dei CAV degli obiettivi di riduzione di cui all’art. 2 comma 4 lett. b, e comma 5 lett. a, è stata predisposta la D.G.R. n. 10-1505 del 25 agosto 2025 con cui sono stati definite le modalità e dei termini con cui i Consorzi di Area Vasta utilizzano le risorse corrispondenti alla penalità. 

Successivamente, sono state individuate le penalità a carico dei CAV in relazione al mancato raggiungimento degli obiettivi di produzione rifiuti relativi al 2022 ed è stato quantificato l'importo complessivo delle penalità per gli anni 2022 e 2023. Le penalità relative all’anno di produzione 2023 e 2024 sono state individuate contestualmente all’approvazione dei dati di produzione. I CAV soggetti a penalità per gli anni di produzione 2022-2023 hanno presentato i progetti ed a seguito della verifica della coerenza con la sopra richiamata D.G.R. sono state richieste integrazioni.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Legge Regionale del 10 gennaio 2018, n. 1:
http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2016;23@2022-8-25

D.G.R. del 16 dicembre 2024, n. 25-530:
https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2024/51/attach/dgr_00530_1050_16122024.pdf

 

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Rifiuti/Bonifiche

Autorità Rifiuti Piemonte e Piani d'Ambito

Il 3 luglio 2023, in attuazione della Legge Regionale 1/2018, è stato approvato il documento recante le "Disposizioni per la costituzione della Conferenza d'Ambito territoriale regionale per l'esercizio delle funzioni di ambito regionale", che fornisce indicazioni operative per il subentro della Conferenza nelle Associazioni di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) e per l'effettivo esercizio delle funzioni di ambito regionale.

Nel mese di settembre del 2023 è nata l’Autorità Rifiuti Piemonte, l’ente che esercita le funzioni di ambito regionale: la convenzione è stata siglata dai Consorzi di area vasta, da Città metropolitana di Torino e dalle Province piemontesi. Il nuovo organismo rappresenta l’ultimo tassello mancante per la completa attuazione della riforma della governance del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani a livello territoriale, avviata proprio con la LR 1/2018.

L’Autorità Rifiuti Piemonte ha personalità giuridica di diritto pubblico, a cui sono attribuite l’organizzazione e il controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani - assicurando il rispetto dei principi di efficienza, efficacia, economicità e sostenibilità - e di separazione delle funzioni amministrative di organizzazione e controllo da quelle di erogazione dei servizi.
 

Nell’anno 2025 l’Autorità Rifiuti Piemonte ha approvato 21 delibere tra cui una a dicembre inerente la programmazione dei flussi e della tariffe per l'anno 2026 in anticipazione del piano d'Ambito Regionale.

Figura 1. L.r. 1/2018 - Pianificazione e organizzazione

Nel 2024 sono stati esaminati per la verifica di coerenza con le disposizioni del PRUBAI i Piani d’ambito approvati da alcuni consorzi di area vasta, secondo quanto indicato all’art. 9 della L.R. 1/2018 e seguendo la procedura riportata all’art 8 della L.R. 7/2012.

I Consorzi che hanno inviato il piano d’ambito per la verifica di coerenza sono stati COSRAB, CADOS e CISA. A seguito della lettura della documentazione pervenuta e delle eventuali richieste da parte degli uffici tecnici di integrazioni o chiarimenti, in data 31/12/2024 risultano coerenti con la programmazione regionale i piani d’ambito di CISA eCOSRAB. L’attività è proseguita nei mesi successivi del 2025 per cui a fine anno 2025 risultano approvati anche i piani di CADOS e CB16 e COVAR 14 per un totale di 5 Piani di area vasta su 21 previsti (25% in termini di residenti).

Come indicato in tabella, i Piani d’ambito di area vasta finora approvati rappresentano il 25% della popolazione piemontese.

Quattro di questi appartengono come area geografica alla Città Metropolitana di Torino e uno alla provincia di Biella.

Figura 2. Piani d’ambito di area vasta – Situazione verifica di coerenza
Informazioni e risorse aggiuntive


Legge Regionale del 10 gennaio 2018, n. 1:
https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/02/suppo3/index.htm#LEGGI_E_REGOLAMENTI

DGR 3 luglio 2023, n. 16-7151 "Legge regionale 10 gennaio 2018, n. 1. DGR n. 10-3952 del 22 ottobre 2021. Disposizioni per la costituzione della Conferenza d'Ambito territoriale regionale per l'esercizio delle funzioni di ambito regionale":
https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/27/attach/dgr_07151_1050_03072023.pdf

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il 3 luglio 2023, in attuazione della Legge Regionale 1/2018, è stato approvato il documento recante le "Disposizioni per la costituzione della Conferenza d'Ambito territoriale regionale per l'esercizio delle funzioni di ambito regionale", che fornisce indicazioni operative per il subentro della Conferenza nelle Associazioni di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) e per l'effettivo esercizio delle funzioni di ambito regionale.

Nel mese di settembre del 2023 è nata l’Autorità Rifiuti Piemonte, l’ente che esercita le funzioni di ambito regionale: la convenzione è stata siglata dai Consorzi di area vasta, da Città metropolitana di Torino e dalle Province piemontesi. Il nuovo organismo rappresenta l’ultimo tassello mancante per la completa attuazione della riforma della governance del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani a livello territoriale, avviata proprio con la LR 1/2018.

L’Autorità Rifiuti Piemonte ha personalità giuridica di diritto pubblico, a cui sono attribuite l’organizzazione e il controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani - assicurando il rispetto dei principi di efficienza, efficacia, economicità e sostenibilità - e di separazione delle funzioni amministrative di organizzazione e controllo da quelle di erogazione dei servizi.
 

Nell’anno 2025 l’Autorità Rifiuti Piemonte ha approvato 21 delibere tra cui una a dicembre inerente la programmazione dei flussi e della tariffe per l'anno 2026 in anticipazione del piano d'Ambito Regionale.

Figura 1. L.r. 1/2018 - Pianificazione e organizzazione

Nel 2024 sono stati esaminati per la verifica di coerenza con le disposizioni del PRUBAI i Piani d’ambito approvati da alcuni consorzi di area vasta, secondo quanto indicato all’art. 9 della L.R. 1/2018 e seguendo la procedura riportata all’art 8 della L.R. 7/2012.

I Consorzi che hanno inviato il piano d’ambito per la verifica di coerenza sono stati COSRAB, CADOS e CISA. A seguito della lettura della documentazione pervenuta e delle eventuali richieste da parte degli uffici tecnici di integrazioni o chiarimenti, in data 31/12/2024 risultano coerenti con la programmazione regionale i piani d’ambito di CISA eCOSRAB. L’attività è proseguita nei mesi successivi del 2025 per cui a fine anno 2025 risultano approvati anche i piani di CADOS e CB16 e COVAR 14 per un totale di 5 Piani di area vasta su 21 previsti (25% in termini di residenti).

Come indicato in tabella, i Piani d’ambito di area vasta finora approvati rappresentano il 25% della popolazione piemontese.

Quattro di questi appartengono come area geografica alla Città Metropolitana di Torino e uno alla provincia di Biella.

Figura 2. Piani d’ambito di area vasta – Situazione verifica di coerenza
Informazioni e risorse aggiuntive


Legge Regionale del 10 gennaio 2018, n. 1:
https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/02/suppo3/index.htm#LEGGI_E_REGOLAMENTI

DGR 3 luglio 2023, n. 16-7151 "Legge regionale 10 gennaio 2018, n. 1. DGR n. 10-3952 del 22 ottobre 2021. Disposizioni per la costituzione della Conferenza d'Ambito territoriale regionale per l'esercizio delle funzioni di ambito regionale":
https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/27/attach/dgr_07151_1050_03072023.pdf

Anno
2026

Valutazioni Ambientali - VAS e VIA

Priorità
Anno
2026

Le Valutazioni Ambientali (VAS e VIA) sono strumenti finalizzati a garantire che piani, programmi e progetti siano realizzati nel rispetto dei principi della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile. 

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) si applica ai piani e ai programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente, mentre la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) si applica ai progetti.

Con le Valutazioni ambientali la Regione Piemonte si prefigge l’obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e adozione di piani, programmi e progetti, che possono avere effetti significativi sull’ambiente. La valutazione ambientale deve porre a confronto le possibili ragionevoli alternative del piano, programma o progetto, prevede una consultazione pubblica e il monitoraggio ambientale del piano, programma o progetto.

La normativa di riferimento è rappresentata dal d.lgs. 152/2006 e dalla legge regionale n. 13/2023 “Nuove disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica, valutazione di impatto ambientale e autorizzazione ambientale integrata” (la legge è entrata in vigore il 4 agosto 2023 e ha abrogato la l.r. n. 40/1998).

Sul sito web istituzionale  è possibile accedere: 

I dati e le informazioni ambientali utili alla predisposizione degli elaborati tecnici relativi ai procedimenti di VAS e VIA sono disponibili sul GeoPortale Piemonte e su Sistema Piemonte.
Nell’ambito delle Valutazioni Ambientali è fondamentale favorire l’integrazione anche degli aspetti del cambiamento climatico, sia per garantire la mitigazione degli effetti dell'attuazione di piani e programmi e della realizzazione di opere, sia per individuare adeguate misure di adattamento.

A tal proposito, la Strategia regionale sul Cambiamento climatico prevede una sezione dedicata al tema delle valutazioni ambientali nell’ambito degli “strumenti utili per indirizzare le azioni”.

Informazioni utili per l'integrazione del tema del cambiamento climatico nelle valutazioni ambientali sono disponibili nel "Portale sul Clima in Piemonte" di Arpa Piemonte 

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Investimenti per la gestione del Servizio Idrico Integrato (SII)

Le norme in materia di Servizio Idrico Integrato (SII) sono mirate alla organizzazione del servizio secondo principi di efficienza, di efficacia e di economicità, e traguardano l'obiettivo di una graduale aggregazione e industrializzazione dei soggetti gestori del servizio finalizzata al miglioramento dei livelli qualitativi del servizio erogato nonché al miglioramento delle prestazioni ambientali e di soddisfazione dell’utenza delle fasi di captazione, trasporto e distribuzione dell’acqua potabile, di collettamento e depurazione delle acque reflue urbane.

L'azione della Regione è finalizzata, nel perimetro delle proprie competenze, ad incentivare l’attuazione della riforma del servizio dal punto di vista dell’organizzazione, al raggiungimento di una più robusta condizione di ottemperanza alle normative comunitarie in materia di acque potabili e trattamento delle acque reflue, all’erogazione di un servizio di qualità e resiliente agli effetti del cambiamento climatico.

I Piani d’Ambito costituiscono lo strumento fondamentale di pianificazione e programmazione per la gestione del Servizio Idrico Integrato. Essi sono predisposti dall’Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) e definiscono l’organizzazione, lo sviluppo e il miglioramento del servizio su base territoriale.

Essi hanno una funzione strategica e operativa, in quanto individuano gli obiettivi di qualità del servizio (continuità, efficienza, sostenibilità), il quadro delle infrastrutture esistenti e delle criticità, il programma degli interventi, ossia l’insieme delle opere da realizzare, il piano economico-finanziario (PEF), che garantisce la copertura dei costi e degli investimenti attraverso le tariffe e altre fonti di finanziamento.

Di seguito viene riportata una stima degli investimenti operati nel Servizio Idrico Integrato attraverso i Piani di Ambito:

Tabella 1. Investimenti realizzati da inizio programmazione per ogni ATO
ATO Importo complessivo al 31/12/2024 (Mln €)
1 – VCO, Novarese 346,12
2 – Biellese, Vercellese, Casalese 230
3 - Torinese 2006,59
4 - Cuneese 546,4
5 – Astigiano, Monferrato 249,22
6 - Alessandrino 286,16
Totale 3664,49
Tabella 1. Investimenti realizzati da inizio programmazione per ogni ATO

La competenza regionale si concentra sull’attività di coordinamento e di monitoraggio attuativo dei programmi di ricostruzione delle opere del servizio idrico integrato a seguito di eventi alluvionali, del programma di interventi urgenti per contrastare la crisi idrica che dal 2017, con differente intensità di anno in anno, ha diffusamente colpito il territorio regionale nonché dei programmi di finanziamento a valere su risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) e del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Sono particolarmente rilevanti le tre misure del PNRR che riguardano:

  • le infrastrutture idriche primarie, come l’acquedotto della Valle Orco del valore complessivo di 186 milioni di euro e finanziato per il 50% dal PNRR;
  • le perdite idriche, per le quali al momento sono stati ammessi e finanziati 3 importanti interventi, per circa 80 milioni di euro, che riguardano la digitalizzazione, informatizzazione e compartimentazione delle reti per garantire un migliore controllo e monitoraggio delle perdite e mirare al meglio gli interventi di riduzione delle perdite stesse;
  • il capitolo fognatura e depurazione che vede 12 interventi in Piemonte, per un totale di quasi 60 milioni di euro di cui 46 finanziati dal PNRR, finalizzati a sanare e prevenire carenze nel settore fognario depurativo, anche in considerazione delle procedure di infrazione in essere.

Gli interventi risultano in corso, seppur a diversi livelli di progettazione e realizzazione. Per alcuni di essi è sorta la necessità di modifiche progettuali, aventi o meno ricadute sul quadro economico dell’intervento ed è stato necessario ripetere le procedure di verifica di compatibilità ambientale già espletate sul progetto originario ammesso a finanziamento.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Le norme in materia di Servizio Idrico Integrato (SII) sono mirate alla organizzazione del servizio secondo principi di efficienza, di efficacia e di economicità, e traguardano l'obiettivo di una graduale aggregazione e industrializzazione dei soggetti gestori del servizio finalizzata al miglioramento dei livelli qualitativi del servizio erogato nonché al miglioramento delle prestazioni ambientali e di soddisfazione dell’utenza delle fasi di captazione, trasporto e distribuzione dell’acqua potabile, di collettamento e depurazione delle acque reflue urbane.

L'azione della Regione è finalizzata, nel perimetro delle proprie competenze, ad incentivare l’attuazione della riforma del servizio dal punto di vista dell’organizzazione, al raggiungimento di una più robusta condizione di ottemperanza alle normative comunitarie in materia di acque potabili e trattamento delle acque reflue, all’erogazione di un servizio di qualità e resiliente agli effetti del cambiamento climatico.

I Piani d’Ambito costituiscono lo strumento fondamentale di pianificazione e programmazione per la gestione del Servizio Idrico Integrato. Essi sono predisposti dall’Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) e definiscono l’organizzazione, lo sviluppo e il miglioramento del servizio su base territoriale.

Essi hanno una funzione strategica e operativa, in quanto individuano gli obiettivi di qualità del servizio (continuità, efficienza, sostenibilità), il quadro delle infrastrutture esistenti e delle criticità, il programma degli interventi, ossia l’insieme delle opere da realizzare, il piano economico-finanziario (PEF), che garantisce la copertura dei costi e degli investimenti attraverso le tariffe e altre fonti di finanziamento.

Di seguito viene riportata una stima degli investimenti operati nel Servizio Idrico Integrato attraverso i Piani di Ambito:

Tabella 1. Investimenti realizzati da inizio programmazione per ogni ATO
ATO Importo complessivo al 31/12/2024 (Mln €)
1 – VCO, Novarese 346,12
2 – Biellese, Vercellese, Casalese 230
3 - Torinese 2006,59
4 - Cuneese 546,4
5 – Astigiano, Monferrato 249,22
6 - Alessandrino 286,16
Totale 3664,49
Tabella 1. Investimenti realizzati da inizio programmazione per ogni ATO

La competenza regionale si concentra sull’attività di coordinamento e di monitoraggio attuativo dei programmi di ricostruzione delle opere del servizio idrico integrato a seguito di eventi alluvionali, del programma di interventi urgenti per contrastare la crisi idrica che dal 2017, con differente intensità di anno in anno, ha diffusamente colpito il territorio regionale nonché dei programmi di finanziamento a valere su risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) e del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Sono particolarmente rilevanti le tre misure del PNRR che riguardano:

  • le infrastrutture idriche primarie, come l’acquedotto della Valle Orco del valore complessivo di 186 milioni di euro e finanziato per il 50% dal PNRR;
  • le perdite idriche, per le quali al momento sono stati ammessi e finanziati 3 importanti interventi, per circa 80 milioni di euro, che riguardano la digitalizzazione, informatizzazione e compartimentazione delle reti per garantire un migliore controllo e monitoraggio delle perdite e mirare al meglio gli interventi di riduzione delle perdite stesse;
  • il capitolo fognatura e depurazione che vede 12 interventi in Piemonte, per un totale di quasi 60 milioni di euro di cui 46 finanziati dal PNRR, finalizzati a sanare e prevenire carenze nel settore fognario depurativo, anche in considerazione delle procedure di infrazione in essere.

Gli interventi risultano in corso, seppur a diversi livelli di progettazione e realizzazione. Per alcuni di essi è sorta la necessità di modifiche progettuali, aventi o meno ricadute sul quadro economico dell’intervento ed è stato necessario ripetere le procedure di verifica di compatibilità ambientale già espletate sul progetto originario ammesso a finanziamento.

Anno
2026

Attività di verifica per la corretta gestione degli sbarramenti e degli invasi artificiali

Autorizzazioni a nuove costruzioni e alla prosecuzione all'esercizio

Nel 2025 sono state autorizzate 2 nuove costruzioni: vasca di laminazione del Rio Lovassina e vasca di laminazione di Novi Ligure.

Invasi artificiali con progetto di gestione del materiale sedimentato approvato

Per gli invasi di grandi dimensioni i gestori devono presentare alla Regione per l'approvazione il Progetto di gestione del materiale sedimentato negli invasi artificiali. Questo documento contiene la stima dei volumi di materiale sedimentato a monte dello sbarramento, la caratterizzazioni chimica, fisica e biologica delle acque e dei sedimenti e la descrizione delle modalità operative di rimozione dei sedimenti, in modo tale da ridurre al minimo gli impatti sulla sicurezza e sull'ambiente fluviale a valle dello sbarramento.

Con DGPR n. 2/R del 05/06/2025 è stato approvato il Regolamento regionale recante: “Criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi di cui all'articolo 114 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in attuazione dell’articolo 1, comma 2 del decreto 12 ottobre 2022, n. 205” che disciplina le procedure di approvazione e i criteri per la redazione dei progetti di gestione, nonché le modalità di caratterizzazione e monitoraggio delle acque e dei sedimenti, e le operazioni di svaso, sfangamento e sghiaiamento.

Nel corso del 2025 sono inoltre stati approvati i progetti relativi alle dighe di: Agnel, Ceresole, Serrù, Chiotas, Lago della Rossa, Ponte Vittorio, Prata, Melezet, Roccasparvera, Rochemolles e Valtoggia.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Autorizzazioni a nuove costruzioni e alla prosecuzione all'esercizio

Nel 2025 sono state autorizzate 2 nuove costruzioni: vasca di laminazione del Rio Lovassina e vasca di laminazione di Novi Ligure.

Invasi artificiali con progetto di gestione del materiale sedimentato approvato

Per gli invasi di grandi dimensioni i gestori devono presentare alla Regione per l'approvazione il Progetto di gestione del materiale sedimentato negli invasi artificiali. Questo documento contiene la stima dei volumi di materiale sedimentato a monte dello sbarramento, la caratterizzazioni chimica, fisica e biologica delle acque e dei sedimenti e la descrizione delle modalità operative di rimozione dei sedimenti, in modo tale da ridurre al minimo gli impatti sulla sicurezza e sull'ambiente fluviale a valle dello sbarramento.

Con DGPR n. 2/R del 05/06/2025 è stato approvato il Regolamento regionale recante: “Criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi di cui all'articolo 114 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in attuazione dell’articolo 1, comma 2 del decreto 12 ottobre 2022, n. 205” che disciplina le procedure di approvazione e i criteri per la redazione dei progetti di gestione, nonché le modalità di caratterizzazione e monitoraggio delle acque e dei sedimenti, e le operazioni di svaso, sfangamento e sghiaiamento.

Nel corso del 2025 sono inoltre stati approvati i progetti relativi alle dighe di: Agnel, Ceresole, Serrù, Chiotas, Lago della Rossa, Ponte Vittorio, Prata, Melezet, Roccasparvera, Rochemolles e Valtoggia.

Anno
2026

Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

Priorità
Anno
2026

L’AIA (autorizzazione integrata ambientale) è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto industriale a condizione che sia conforme ai requisiti stabiliti dalla norma. In particolare, con l’AIA la Pubblica Amministrazione impone alle produzioni industriali di avvalersi delle BAT (Best Available Technologies), così come previsto dalla direttiva 2010/75/UE, anche conosciuta come direttiva IED (Industrial Emission Directive; direttiva sull’emissioni industriali, che ha sostituito la direttiva IPPC, Integrated Pollution Prevention and Control, regolamentata in Italia dalla Parte II del D. Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 anche noto come testo unico ambientale). 

In sostanza, l’Unione Europea revisiona regolarmente i rapporti, i cosiddetti BRefs (BAT Reference documents), che restituiscono un quadro dettagliato dei processi industriali impiegati nei settori indicati dalla direttiva con l’elenco delle BAT disponibili per singolo processo industriale. 

Il concetto di Best Available Technologies, BAT, è fondamentale nel determinare gli obblighi degli operatori industriali in relazione alla prevenzione e al controllo dell’inquinamento per ottenere e mantenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso.

La Commissione europea adotta le conclusioni sulle BAT dopo un processo di scambio di informazioni tra gli Stati membri, le rappresentanze delle imprese interessate, le organizzazioni non governative che promuovono la protezione ambientale e la stessa Commissione.

Queste tecniche sono sviluppate su una scala che ne consente l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente attuabili nell’ambito del pertinente comparto industriale e hanno lo scopo principale di limitare le disparità di trattamento a livello dell’Unione relativamente alle emissioni delle attività industriali.

La legislazione ambientale comunitaria ha da sempre evidenziato il valore strategico dei controlli come completamento del regime amministrativo al quale sono sottoposte le attività e gli impianti a elevato impatto ambientale. Il rilascio dell’autorizzazione ambientale comporta l’attivazione di una serie di controlli al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni e delle condizioni imposte.

Le attività ispettive ordinarie e straordinarie presso le installazioni soggette all’autorizzazione integrata ambientale sono definite a livello regionale in un Piano d'ispezione ambientale, periodicamente aggiornato a cura della Regione.

Con la DGR 44-3272 del 9/05/16, Regione Piemonte prevede che il controllo sistematico del rischio ambientale sia garantito dal Piano d’Ispezione Ambientale che prevede attività ispettive ordinarie presso le installazioni soggette ad AIA, secondo un programma predisposto e aggiornato annualmente da Arpa, nel quale la frequenza delle visite in loco per ciascuna installazione è determinata sulla base di una valutazione sistematica dei rischi ambientali secondo i seguenti principi:

  • gli impatti potenziali e reali delle installazioni interessate sulla salute umana e sull'ambiente, tenendo conto dei livelli e dei tipi di emissioni, della sensibilità dell'ambiente locale e del rischio di incidenti;
  • il livello di osservanza delle condizioni di autorizzazione;
  • l’eventuale adesione volontaria, da parte del Gestore dell’installazione, al sistema comunitario di ecogestione e audit di cui al regolamento (CE) n. 1221/2009 (EMAS).

A tal fine, il Piano ha fatto proprio il Sistema per il Supporto alla Programmazione dei Controlli (SSPC) adottato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente basato sull’identificazione di parametri assegnati ad ogni stabilimento e raggruppati in insiemi logici che tengono conto del rischio aziendale intrinseco, potenziale e reale, della vulnerabilità del territorio, nonché delle performance ambientali rilevate in esito ai controlli medesimi.

Per ciascuna installazione soggetta ad AIA viene determinato un indice di rischio complessivo dell’azienda sulla base del quale è possibile effettuare una graduazione degli interventi di controllo sia in termini di frequenza, sia per quanto riguarda gli approfondimenti specifici da condurre nel corso delle verifiche.

 I programmi sono consultabili sul sito di ARPA Piemonte.

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Gruppo di Redazione

I cambiamenti climatici nelle Valutazioni Ambientali

Nelle procedure di valutazione ambientale di piani e programmi devono essere considerati, fra gli altri, anche gli aspetti legati al cambiamento climatico, in attuazione delle politiche comunitarie in materia di riduzione delle emissioni di gas climalteranti e di adattamento alle conseguenze del cambiamento del clima in atto.
Un elemento che rafforza l’importanza dell’integrazione di tale tema nelle procedure di valutazione ambientale è rappresentato dagli orientamenti tecnici sull’applicazione del principio di “non arrecare un danno significativo” agli obiettivi ambientali (DNSH, “do no significant harm”). Tale principio è definito ai sensi degli articoli 9-17 del Regolamento (UE) 2020/852 (c.d. regolamento Tassonomia), relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili.

Il principio DNSH individua sei obiettivi ambientali: la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’adattamento ai cambiamenti climatici; l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine; la transizione verso un’economia circolare; la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento; la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Per quanto riguarda i due obiettivi climatici, un'attività economica arreca un danno significativo rispettivamente:

  • se porta a significative emissioni di gas serra (GHG);
  • se determina un maggiore impatto negativo sul clima attuale e futuro, sull'attività stessa o sulle persone, sulla natura o sui beni.

L’importanza assunta dal cambiamento climatico nelle politiche europee è testimoniata, inoltre, dalla Comunicazione della Commissione 2021/C 373/01 “Orientamenti tecnici per infrastrutture a prova di clima nel periodo 2021-2027”. L’immunizzazione o resa a prova di clima è un processo che integra misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento nello sviluppo di progetti infrastrutturali, consentendo agli investitori privati e istituzionali europei di prendere decisioni informate su progetti ritenuti compatibili con l’accordo di Parigi.

A livello nazionale, con decreto n. 434 del 21 dicembre 2023, è stato approvato il Piano Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), che costituisce lo strumento di attuazione della Strategia Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici del 2015 (approvata con decreto direttoriale n. 86 del 16 giugno 2015 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).

Il primo stralcio Strategia Regionale sul cambiamento climatico (D.G.R. n. 66-2411 del 27/11/2020) prevede infine che le valutazioni ambientali siano considerate come strumenti utili a indirizzare le azioni della strategia.

Nell’ambito di questo contesto normativo e delle strategie nazionali e regionali sul tema del cambiamento climatico nelle valutazioni ambientali e sulla base dell’esperienza maturata nelle procedure di VIA di competenza regionale risulta utile, ad orientamento di progettisti e funzionari valutatori, l’individuazione di specifiche azioni di mitigazione e adattamento da tradurre sia in indicazioni per la stesura dello Studio di Impatto Ambientale (SIA), sia in condizioni ambientali da prescrivere nei provvedimenti finali.

Tale analisi, attualmente in corso di definizione da parte di Regione Piemonte in collaborazione con ARPA Piemonte, ha preso avvio dalle categorie progettuali connesse al comparto neve (allegato B.1.7.c della LR 13/2023), particolarmente sensibili al cambiamento climatico.

Su tale tema, nella sezione “Documenti tecnici” del Portale Sul Clima In Piemonte è attualmente disponibile la relazione tematica “Gli effetti del cambiamento climatico sull’innevamento naturale delle Alpi piemontesi a supporto della Valutazione di Impatto Ambientale delle opere - Sintesi". Si tratta di uno studio climatico, basato sui dati delle stazioni nivometeorologiche di Arpa Piemonte, che fornisce un quadro aggiornato sulle condizioni dell’innevamento naturale in Piemonte e sugli scenari climatici futuri.  

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nelle procedure di valutazione ambientale di piani e programmi devono essere considerati, fra gli altri, anche gli aspetti legati al cambiamento climatico, in attuazione delle politiche comunitarie in materia di riduzione delle emissioni di gas climalteranti e di adattamento alle conseguenze del cambiamento del clima in atto.
Un elemento che rafforza l’importanza dell’integrazione di tale tema nelle procedure di valutazione ambientale è rappresentato dagli orientamenti tecnici sull’applicazione del principio di “non arrecare un danno significativo” agli obiettivi ambientali (DNSH, “do no significant harm”). Tale principio è definito ai sensi degli articoli 9-17 del Regolamento (UE) 2020/852 (c.d. regolamento Tassonomia), relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili.

Il principio DNSH individua sei obiettivi ambientali: la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’adattamento ai cambiamenti climatici; l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine; la transizione verso un’economia circolare; la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento; la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Per quanto riguarda i due obiettivi climatici, un'attività economica arreca un danno significativo rispettivamente:

  • se porta a significative emissioni di gas serra (GHG);
  • se determina un maggiore impatto negativo sul clima attuale e futuro, sull'attività stessa o sulle persone, sulla natura o sui beni.

L’importanza assunta dal cambiamento climatico nelle politiche europee è testimoniata, inoltre, dalla Comunicazione della Commissione 2021/C 373/01 “Orientamenti tecnici per infrastrutture a prova di clima nel periodo 2021-2027”. L’immunizzazione o resa a prova di clima è un processo che integra misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento nello sviluppo di progetti infrastrutturali, consentendo agli investitori privati e istituzionali europei di prendere decisioni informate su progetti ritenuti compatibili con l’accordo di Parigi.

A livello nazionale, con decreto n. 434 del 21 dicembre 2023, è stato approvato il Piano Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), che costituisce lo strumento di attuazione della Strategia Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici del 2015 (approvata con decreto direttoriale n. 86 del 16 giugno 2015 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).

Il primo stralcio Strategia Regionale sul cambiamento climatico (D.G.R. n. 66-2411 del 27/11/2020) prevede infine che le valutazioni ambientali siano considerate come strumenti utili a indirizzare le azioni della strategia.

Nell’ambito di questo contesto normativo e delle strategie nazionali e regionali sul tema del cambiamento climatico nelle valutazioni ambientali e sulla base dell’esperienza maturata nelle procedure di VIA di competenza regionale risulta utile, ad orientamento di progettisti e funzionari valutatori, l’individuazione di specifiche azioni di mitigazione e adattamento da tradurre sia in indicazioni per la stesura dello Studio di Impatto Ambientale (SIA), sia in condizioni ambientali da prescrivere nei provvedimenti finali.

Tale analisi, attualmente in corso di definizione da parte di Regione Piemonte in collaborazione con ARPA Piemonte, ha preso avvio dalle categorie progettuali connesse al comparto neve (allegato B.1.7.c della LR 13/2023), particolarmente sensibili al cambiamento climatico.

Su tale tema, nella sezione “Documenti tecnici” del Portale Sul Clima In Piemonte è attualmente disponibile la relazione tematica “Gli effetti del cambiamento climatico sull’innevamento naturale delle Alpi piemontesi a supporto della Valutazione di Impatto Ambientale delle opere - Sintesi". Si tratta di uno studio climatico, basato sui dati delle stazioni nivometeorologiche di Arpa Piemonte, che fornisce un quadro aggiornato sulle condizioni dell’innevamento naturale in Piemonte e sugli scenari climatici futuri.  

Priorità
V4 - Valutazioni
Anno
2026

Piano Regionale di Qualità dell'Aria (PRQA)

Anno
2026

Il Piano Regionale di Qualità dell’Aria (PRQA) rappresenta lo strumento per la programmazione, il coordinamento ed il controllo in materia di inquinamento atmosferico, finalizzato al miglioramento progressivo delle condizioni ambientali e alla salvaguardia della salute dell'uomo e dell'ambiente.

Con la deliberazione della Giunta regionale 12 settembre 2024, n. 1-156 è stata adottata la proposta di aggiornamento del Piano regionale di qualità dell'aria (PRQA), in esito alla procedura di VAS, proponendola al Consiglio regionale per l’approvazione, e sono state date disposizioni sulle relative misure di salvaguardia. Il Piano Regionale di Qualità dell'Aria vigente è stato approvato dal Consiglio regionale con DCR n. 18-28783 del 10 dicembre 2024.

Il precedente Piano regionale di qualità dell’aria (PRQA) è stato approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 364-6854 del 25 marzo 2019. 

A seguito dell’adozione del decreto-Legge 12 settembre 2023, n.121 ”Misure urgenti in materia di pianificazione della qualità dell'aria e limitazioni della circolazione stradale” convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 155 del 6 novembre 2023, si è reso necessario avviare l’aggiornamento del PRQA vigente per adempiere a quanto richiesto dallo Stato in tema di qualità dell’aria, nonché in relazione alle procedure europee di infrazione a carico di alcune regioni italiane, tra cui il Piemonte. 

Obiettivi del piano

L’aggiornamento costituisce l’occasione per la definizione degli attuali e futuri scenari di riferimento, al fine formulare indicazioni normative e attivare misure finalizzate a: 

  • rientrare nei valori limite nel più breve tempo possibile, anche in sinergia con le misure nazionali, per gli inquinanti che ad oggi superano i valori limite su tutto il territorio regionale o in alcune zone/agglomerati (particolato atmosferico PM10 e PM2,5, biossido di azoto (NO2), ozono troposferico (O3), idrocarburi policiclici aromatici come benzo[a]pirene;
  • preservare la qualità dell’aria nelle zone e nell’agglomerato in cui i livelli degli inquinanti siano stabilmente al di sotto di tali valori limite, mantenendo e/o riducendo ulteriormente le concentrazioni degli inquinanti;
  • recepire le normative in attuazione della disciplina statale in termini di regole e limitazioni da rispettare;
  • porre in atto misure attive in grado di accompagnare le limitazioni in modo da consentire di raggiungere gli obiettivi per la qualità dell’aria, limitando al massimo i disagi per i cittadini. 
Contenuti del piano

Il PRQA delinea gli scenari emissivi tendenziali al 2025 ed al 2030, considerando anche il contributo dei diversi comparti alle emissioni dei principali inquinanti. 

L’anno di osservazione preso come scenario di base per confrontare i valori e indicatori è il 2023.

Il PRQA delinea un insieme coordinato di misure e azioni tali da prefigurare un rientro nei limiti di qualità dell’aria nel 2025, anno nel quale gli scenari elaborati da ARPA prevedono mediamente il rispetto dei valori limite per gli inquinanti in atmosfera (a parte eventuali situazioni di criticità locale non prevedibili nel dettaglio a scala modellistica). 

In particolare, i principali ambiti individuati sui quali intervenire per ridurre le emissioni in atmosfera sono:

  • mobilità e aree urbane con particolare riferimento alla riduzione delle percorrenze dei veicoli, alla massimizzazione della mobilità dolce e collettiva e all’incentivazione e promozione dello shift modale di persone e all'ottimizzazione della logistica verso una mobilità maggiormente sostenibile;
  • energia e biomassa con particolare riferimento alla transizione energetica da combustibili fossili a fonti rinnovabili e alla combustione non industriale delle biomasse legnose, incentivando e promuovendo interventi di rinnovo e di manutenzione del parco impiantistico e azioni di efficientamento energetico;
  • attività produttive, con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni dei processi produttivi;
  • agricoltura e zootecnia con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni di ammoniaca (NH3) derivanti dalla gestione dei reflui zootecnici e dall’utilizzo di fertilizzanti chimici, ed alla riduzione di polveri sottili derivanti dalla combustione all’aperto dei residui vegetali. 

A ciascun Ambito sono attribuite Misure, che perseguono il raggiungimento della riduzione delle emissioni di inquinanti e possono essere specifiche, trasversali e complementari

L’attuazione delle misure individuate può comportare l’introduzione di limiti o regole di comportamento oppure l’impiego di risorse finanziarie per realizzare interventi funzionali al raggiungimento degli obiettivi.

L’Ambito mobilità e aree urbane è costituito dalle misure nel seguito specificate (6 misure e 36 azioni):

  • Attuazione della pianificazione di settore;
  • Promozione del trasporto pubblico;
  • Riduzione dei veicoli inquinanti in circolazione e delle loro percorrenze e promozione della multimodalità;
  • Potenziamento dei controlli;
  • Interventi per la rigenerazione e riqualificazione urbana e l’adattamento degli ambiti urbani a nuove forme di mobilita sostenibile e attiva;
  • Azioni di sistema.

L’ambito energia e biomasse è costituito dalle misure nel seguito specificate (3 misure e 21 azioni):

  • Efficientamento edifici e infrastrutture pubbliche;
  • Interventi di riduzione emissioni impianti a biomassa;
  • Interventi di installazione di impianti a FER in sostituzione di impianti a combustibili fossili.

L’ambito attività produttive è costituito dalle misure nel seguito specificate (3 misure e 7 azioni):

  • Interventi per favorire la sostenibilità ambientale dei processi produttivi;
  • Verso l'inquinamento zero dalla produzione al consumo;
  • Azioni di sistema. 

L’ambito agricoltura e zootecnia è costituito dalle misure nel seguito specificate (5 misure e 10 azioni):

  • Interventi per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca;
  • Potenziamento dei controlli;
  • Limitazioni sulla combustione all’aperto di residui vegetali;
  • Incentivazione delle attività e recupero dei materiali vegetali;
  • Azioni di sistema.

Il Piano è composto inoltre dalle Norme di Attuazione che stabiliscono gli indirizzi per il raggiungimento degli obiettivi, anche relativamente alle eventuali limitazioni che potranno rendersi necessarie in caso di situazioni di criticità. 

Le Norme prevedono le misure strutturali necessarie per il raggiungimento dei valori limite e dei livelli critici nel più breve tempo possibile e precisano che in caso di mancato raggiungimento dei limiti entro il 2025, si procederà a un aggiornamento delle misure del PRQA al fine di implementare specifiche azioni, localizzate sulle aree di superamento residue e finalizzate alla riduzione delle emissioni e delle concentrazioni di PM10 e NO2.

Le Norme di attuazione sono strutturate in prescrizioni (P), direttive (D) e indirizzi (I) e hanno ad oggetto, in particolare:

  • le limitazioni alla circolazione veicolare;
  • le misure locali e ulteriori misure finalizzate al contenimento del numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10;
  • l’ampliamento della forestazione urbana e periurbana;
  • il trasporto pubblico locale e regionale;
  • indicazioni per la pianificazione del servizio di TPL, ai fini della riduzione delle emissioni inquinanti;
  • misure in tema di utilizzo di fonti di energia rinnovabile;
  • la regolamentazione degli impianti di combustione a biomassa solida per riscaldamento ad uso civile;
  • l’implementazione del Catasto Impianti Termici e controlli;
  • la gestione ed utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici e dei digestati;
  • le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera per gli allevamenti.

Nel corso del 2025 sono intervenute modifiche normative che hanno determinato la necessità di rivalutare alcune azioni del piano.

In particolare, il decreto legge n. 73/2025 ha modificato il comma 2 dell’articolo 1 del decreto legge n. 121/2023. In particolare:

  • prevede che la limitazione strutturale della circolazione stradale, nel periodo compreso tra il 1° ottobre di ciascun anno e il 31 marzo dell'anno successivo, delle autovetture e dei veicoli commerciali ad alimentazione diesel di categoria "Euro 5", si applica in via prioritaria ai comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti (nella versione precedente il limite era 30.000);
  • ha differito dal 1° ottobre 2025 al 1° ottobre 2026 il termine entro cui tale limitazione strutturale deve essere inserita nei piani di qualità dell'aria delle Regioni del Bacino padano, prevedendo tuttavia che le regioni possono prescindere dall'inserimento di tale limitazione nei piani di qualità dell'aria mediante l'adozione, nei predetti piani, di misure compensative idonee a raggiungere livelli di riduzione delle emissioni inquinanti coerenti con i vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea. Resta ferma la facoltà per le regioni di introdurre la limitazione strutturale alla circolazione delle autovetture e dei veicoli commerciali ad alimentazione diesel di categoria 'Euro 5' prima del termine del 1° ottobre 2026, mediante l'aggiornamento dei rispettivi piani di qualità dell'aria e la modifica dei relativi provvedimenti attuativi.

Con deliberazione della Giunta regionale n. 1-1450 del 2 agosto 2025, è stata attivata una Struttura speciale, coordinata dal Direttore della Direzione regionale Ambiente, Energia e Territorio e composta da personale interno della Regione Piemonte e, a titolo gratuito, da professionalità esterne, con il compito di coadiuvare, con il supporto tecnico-scientifico di ARPA Piemonte, le competenti strutture regionali nel processo di individuazione delle misure compensative, che dovranno integrare le vigenti misure del PRQA, mediante proposta di modifica dello stesso.

Tale struttura, nel corso del 2025 durante gli incontri svolti ha valutato la possibile attuazione di ulteriori misure a compensazione dell’azione Mob.M3.A7a (Misure strutturali – Limitazione della circolazione nei comuni > 30.000 abitanti dei veicoli euro 5) e l’aggiornamento di alcune azione esistenti, predisponendo la specifica documentazione tecnica al fine di aggiornare il piano nel corso 2026.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Piano Regionale di Qualità dell'Aria (PRQA):

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/piano-regionale-qualita-dellaria-prqa

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Aria

Il progetto LIFE-IP PREPAIR

Il progetto è stato avviato nel 2017 con l’obiettivo di realizzare strumenti e azioni per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino del Po. Le azioni di progetto supportano le azioni previste dai Piani regionali di qualità dell’aria nei settori più critici per l’inquinamento atmosferico nel bacino padano: trasporti, agricoltura, biomasse ed energia. 
Nell’ambito delle azioni preparatorie del progetto è stato costruito un dataset di emissioni per l’anno di riferimento 2013, mediante raccolta, elaborazione ed operazioni di raccordo (mosaicatura) delle stime disponibili dagli inventari esistenti e sono stati predisposti scenari emissivi sulla base della legislazione corrente per l’anno 2025, di uso comune per le Regioni del bacino padano.
Sono stati, inoltre, costruiti gli scenari emissivi che tengono conto dell’insieme di misure attuate dalle Regioni attraverso i rispettivi Piani di qualità dell’aria, cui si aggiungono ulteriori misure previste dagli Accordi di Bacino (sottoscritti nel 2013 e nel 2017) e dallo stesso progetto PREPAIR. L’impatto di tali scenari emissivi sulla qualità dell’aria è stato valutato con strumenti modellistici.
Nel corso del 2022/23 sono stati compiuti importanti approfondimenti che hanno consentito di mettere in relazione l’efficacia congiunta della riduzione delle emissioni di ammoniaca ed ossidi di azoto in riferimento alla riduzione di concentrazioni di polveri sottili.

Dacché le analisi del progetto PREPAIR hanno evidenziato come lo scarso numero di imprese professionali operanti nella pulizia delle canne fumarie costituisca un fattore limitante significativo alla diffusione della manutenzione professionale degli impianti alimentati a biomassa, Regione Piemonte ha attivato (giugno 2025-settembre 2025) un primo corso formativo regionale per spazzacamini professionali. Tale corso è stato strutturato per essere replicato nel tempo in modalità FAD prevalente (ovvero con le sole prove pratiche e la verifica dell’apprendimento da realizzarsi in fisico), in modo da contenere i costi delle riedizioni future. Il corso è inoltre sinergico con le azioni e le progettualità attuative del PRQA, che prevedono l’incentivo alla manutenzione professionale.

Il progetto si è concluso nel 2025. Sul sito è disponibile per il download il Layman’s Report del progetto LIFE PREPAIR, il documento che racconta le attività svolte con parole comprensibili a tutti. Il progetto LIFE PREPAIR è arrivato alla conclusione. Se PREPAIR finisce, l’impegno e la collaborazione delle istituzioni del bacino padano per la qualità dell’aria continuano, condividendo attività ed obiettivi comuni.

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Pagina regionale progetto LIfe Prepair:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/progetto-life-prepair

Progetto PrepAir:
https://www.lifeprepair.eu/

 

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il progetto è stato avviato nel 2017 con l’obiettivo di realizzare strumenti e azioni per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino del Po. Le azioni di progetto supportano le azioni previste dai Piani regionali di qualità dell’aria nei settori più critici per l’inquinamento atmosferico nel bacino padano: trasporti, agricoltura, biomasse ed energia. 
Nell’ambito delle azioni preparatorie del progetto è stato costruito un dataset di emissioni per l’anno di riferimento 2013, mediante raccolta, elaborazione ed operazioni di raccordo (mosaicatura) delle stime disponibili dagli inventari esistenti e sono stati predisposti scenari emissivi sulla base della legislazione corrente per l’anno 2025, di uso comune per le Regioni del bacino padano.
Sono stati, inoltre, costruiti gli scenari emissivi che tengono conto dell’insieme di misure attuate dalle Regioni attraverso i rispettivi Piani di qualità dell’aria, cui si aggiungono ulteriori misure previste dagli Accordi di Bacino (sottoscritti nel 2013 e nel 2017) e dallo stesso progetto PREPAIR. L’impatto di tali scenari emissivi sulla qualità dell’aria è stato valutato con strumenti modellistici.
Nel corso del 2022/23 sono stati compiuti importanti approfondimenti che hanno consentito di mettere in relazione l’efficacia congiunta della riduzione delle emissioni di ammoniaca ed ossidi di azoto in riferimento alla riduzione di concentrazioni di polveri sottili.

Dacché le analisi del progetto PREPAIR hanno evidenziato come lo scarso numero di imprese professionali operanti nella pulizia delle canne fumarie costituisca un fattore limitante significativo alla diffusione della manutenzione professionale degli impianti alimentati a biomassa, Regione Piemonte ha attivato (giugno 2025-settembre 2025) un primo corso formativo regionale per spazzacamini professionali. Tale corso è stato strutturato per essere replicato nel tempo in modalità FAD prevalente (ovvero con le sole prove pratiche e la verifica dell’apprendimento da realizzarsi in fisico), in modo da contenere i costi delle riedizioni future. Il corso è inoltre sinergico con le azioni e le progettualità attuative del PRQA, che prevedono l’incentivo alla manutenzione professionale.

Il progetto si è concluso nel 2025. Sul sito è disponibile per il download il Layman’s Report del progetto LIFE PREPAIR, il documento che racconta le attività svolte con parole comprensibili a tutti. Il progetto LIFE PREPAIR è arrivato alla conclusione. Se PREPAIR finisce, l’impegno e la collaborazione delle istituzioni del bacino padano per la qualità dell’aria continuano, condividendo attività ed obiettivi comuni.

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Pagina regionale progetto LIfe Prepair:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/progetto-life-prepair

Progetto PrepAir:
https://www.lifeprepair.eu/

 

 

Anno
2026

Sistema MOVE IN (Monitoraggio dei Veicoli INquinanti)

Il sistema MOVE IN (MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti) fa parte delle azioni previste dalle Disposizioni straordinarie in materia di qualità dell’aria tese al maggior coinvolgimento e responsabilizzazione dei diversi attori del territorio e dei cittadini, nonché ad aumentare la conoscenza sulle abitudini di mobilità dei cittadini piemontesi.

A partire dal 1 agosto 2024, Regione Piemonte offre ai nuovi aderenti a Move-In, che scelgono come territorio di adesione il Piemonte e anche eventualmente insieme ad altri territori, la gratuità della fornitura e dell’installazione del servizio. L’agevolazione è estesa a tutto il 2026, sino al 30 giugno 2027.

Il servizio attivato in Regione Piemonte è ad adesione volontaria e monitora, attraverso una piattaforma informatica, le percorrenze dei veicoli all’interno dei territori soggetti a limitazione della circolazione a fini ambientali. 

Il sistema, a fronte dell’assegnazione di una soglia chilometrica annuale da poter utilizzare nelle aree soggette a limitazione del traffico per motivi ambientali, obbliga il cittadino ad una maggior consapevolezza connessa all’uso dei veicoli privati; la limitazione del traffico è estesa territorialmente a tutti i comuni oggetto di limitazioni e non solo sulle aree urbanizzate (dove attualmente sono in vigore le misure strutturali) e temporalmente a tutti i giorni dell’anno 24 ore/giorno (non solo in alcuni giorni e fasce orarie come stabilito nelle attuali limitazioni strutturali del traffico). All’esaurimento dei chilometri “concessi” in funzione delle caratteristiche emissive del veicolo, lo stesso non potrà più circolare fino alla conclusione dell’annualità di riferimento. Il sistema non consente la circolazione dei veicoli in caso di attivazione delle misure temporanee di limitazione della circolazione in caso di previsione di perduranti situazioni di accumulo degli inquinanti.

Nell’arco del 2025 è stato rinnovato l’Accordo Istituzionale che sta alla base dell’uso del sistema Move In; ad oggi, l’Accordo lega le quattro regioni del Bacino Padano - Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto – per un triennio, sino alla data del 30 settembre 2028. Le attività connesse all’Accordo, che ricomprendono la gestione e implementazione del sisstema Move In e del suo Cruscotto, oltre che una campagna di comunicazione sviluppata a livello di Bacino Padano, sono finanziate da risorse ministeriali ottenute presentando uno specifico progetto.

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 
Sistema MOVE IN - Monitoraggio dei Veicoli INquinanti:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/move-monitoraggio-dei-veicoli-inquinanti

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il sistema MOVE IN (MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti) fa parte delle azioni previste dalle Disposizioni straordinarie in materia di qualità dell’aria tese al maggior coinvolgimento e responsabilizzazione dei diversi attori del territorio e dei cittadini, nonché ad aumentare la conoscenza sulle abitudini di mobilità dei cittadini piemontesi.

A partire dal 1 agosto 2024, Regione Piemonte offre ai nuovi aderenti a Move-In, che scelgono come territorio di adesione il Piemonte e anche eventualmente insieme ad altri territori, la gratuità della fornitura e dell’installazione del servizio. L’agevolazione è estesa a tutto il 2026, sino al 30 giugno 2027.

Il servizio attivato in Regione Piemonte è ad adesione volontaria e monitora, attraverso una piattaforma informatica, le percorrenze dei veicoli all’interno dei territori soggetti a limitazione della circolazione a fini ambientali. 

Il sistema, a fronte dell’assegnazione di una soglia chilometrica annuale da poter utilizzare nelle aree soggette a limitazione del traffico per motivi ambientali, obbliga il cittadino ad una maggior consapevolezza connessa all’uso dei veicoli privati; la limitazione del traffico è estesa territorialmente a tutti i comuni oggetto di limitazioni e non solo sulle aree urbanizzate (dove attualmente sono in vigore le misure strutturali) e temporalmente a tutti i giorni dell’anno 24 ore/giorno (non solo in alcuni giorni e fasce orarie come stabilito nelle attuali limitazioni strutturali del traffico). All’esaurimento dei chilometri “concessi” in funzione delle caratteristiche emissive del veicolo, lo stesso non potrà più circolare fino alla conclusione dell’annualità di riferimento. Il sistema non consente la circolazione dei veicoli in caso di attivazione delle misure temporanee di limitazione della circolazione in caso di previsione di perduranti situazioni di accumulo degli inquinanti.

Nell’arco del 2025 è stato rinnovato l’Accordo Istituzionale che sta alla base dell’uso del sistema Move In; ad oggi, l’Accordo lega le quattro regioni del Bacino Padano - Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto – per un triennio, sino alla data del 30 settembre 2028. Le attività connesse all’Accordo, che ricomprendono la gestione e implementazione del sisstema Move In e del suo Cruscotto, oltre che una campagna di comunicazione sviluppata a livello di Bacino Padano, sono finanziate da risorse ministeriali ottenute presentando uno specifico progetto.

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 
Sistema MOVE IN - Monitoraggio dei Veicoli INquinanti:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/move-monitoraggio-dei-veicoli-inquinanti

 

Anno
2026