Contributo delle polveri desertiche al PM10 nel 2025

Capitolo
PM10
Anno
2026

Il trasporto di polveri desertiche (prevalentemente Sahariane) è un fenomeno naturale che può determinare un aumento delle concentrazioni di PM10 nell’aria e contribuire al superamento del limite giornaliero rilevato dalle stazioni di monitoraggio. Poiché si tratta di un evento naturale e non controllabile dalle autorità competenti, la normativa europea e il D.Lgs. 155/2010 prevedono che questi superamenti possano essere esclusi dalla valutazione del rispetto dei limiti di legge, a condizione che Regioni e Province autonome ne dimostrino il contributo. L’esclusione riguarda unicamente le verifiche di conformità previste dalla normativa e la relativa rendicontazione alla Commissione europea.

I superamenti attribuibili al trasporto di polveri sahariane non vengono invece detratti dal conteggio utilizzato per valutare l'esposizione della popolazione, poiché quest'ultima deve continuare a rappresentare le effettive concentrazioni di PM10 a cui i cittadini sono stati esposti.

Nel 2025 il Piemonte è stato interessato da diversi episodi di trasporto di polveri sahariane. Una volta riconosciuti come eventi di origine naturale, questi episodi hanno consentito di ricalcolare il numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 nelle stazioni della rete regionale interessate, limitatamente alle verifiche di conformità previste dalla normativa.

Il caso più significativo è quello della stazione di Torino-Lingotto, dove nel 2025 erano stati inizialmente registrati 38 superamenti del valore limite giornaliero di PM10. A seguito del riconoscimento di quattro giornate influenzate dal trasporto di polveri sahariane, il numero di superamenti considerato per la verifica del rispetto dei limiti di legge è stato rideterminato in 34, consentendo alla stazione di rientrare nel valore massimo di 35 superamenti annui previsto dal D.Lgs. 155/2010. Rimane invece invariato il dato di 38 superamenti utilizzato per la valutazione dell'esposizione della popolazione.

La tabella seguente confronta il numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 rilevati nel 2025 con il numero di superamenti rideterminato dopo aver escluso il contributo attribuibile alle polveri desertiche (dust).

PM10 - Numero di superamenti prima e dopo l'esclusione di episodi di polveri desertiche
Stazione Numero di giorni di superamento misurati Numero di giorni di superamento dopo la deduzione del contributo delle polveri desertiche (Dust)
Borgaro T. - Caduti 17 16
Chieri - Bersezio 34 32
Druento - La Mandria 9 8
Leinì (ACEA) - Grande Torino 12 12
Settimo T. - Vivaldi* 48 47
Torino - Consolata 42 39
Torino - Rebaudengo 39 37
Torino - Rubino 30 28
Torino Lingotto 38 34
Cigliano - Autostrada 19 17
Vercelli - Gastaldi* 29 27
Vercelli - CONI 11 8
Cerano - Bagno 16 12
Novara - Roma 13 12
Novara - Arpa 16 14
Cavallermaggiore - Galilei 21 20
Cuneo - Alpini 2 2
Asti - D'Acquisto 22 21
Asti - Baussano 22 21
Alessandria - D'Annunzio 39 38
Alessandria - Volta 17 16
Casale M.to - Castello* 20 18
Biella - Sturzo 1 1
Ivrea - Liberazione 10 10
Susa - Repubblica 7 7
Borgosesia - Tonella 1 1
Borgomanero - Molli 2 1
Alba - Tanaro 12 10
Mondovì - Aragno 12 11
Saliceto - Moizo 4 4
Vinchio - San Michele 3 3
Dernice - Costa 0 0
Cossato - Pace 2 2
Omegna - Crusinallo 0 0
Verbania - Gabardi 1 1
Ceresole Reale - Diga 0 0
Oulx - Roma 2 2
Baceno - Alpe Devero
Domodossola - Curotti 20 19
Trivero - Ronco 0 0
PM10 - Numero di superamenti prima e dopo l'esclusione di episodi di polveri desertiche (dust).

Anche le concentrazioni medie annue di PM10 hanno risentito del contributo delle polveri desertiche. La tabella seguente riporta il confronto tra i valori medi annui calcolati prima e dopo la detrazione del contributo di origine naturale.

PM10 - Media annua prima e dopo l'esclusione di episodi di polveri desertiche
Stazione Media annuale Media annuale dopo la deduzione del contributo di dust
Borgaro T. - Caduti 25 24
Chieri - Bersezio 26 25
Druento - La Mandria 19 19
Leinì (ACEA) - Grande Torino 22 21
Settimo T.se - Vivaldi* 29 29
Torino - Consolata 29 29
Torino - Rebaudengo 28 28
Torino - Rubino 27 27
Torino Lingotto 28 27
Cigliano - Autostrada 25 24
Vercelli - Gastaldi 28 28
Vercelli - CONI 21 20
Cerano - Bagno 24 24
Novara - Roma 24 23
Novara - Arpa 24 24
Cavallermaggiore - Galilei 27 26
Cuneo - Alpini 18 17
Asti - D'Acquisto 24 23
Asti - Baussano 26 26
Alessandria - D'Annunzio 28 28
Alessandria - Volta 24 24
Casale M.to - Castello 22 22
Biella - Sturzo 16 16
Ivrea - Liberazione 22 22
Susa - Repubblica 16 16
Borgosesia - Tonella 17 16
Borgomanero - Molli 20 20
Alba - Tanaro 24 23
Mondovì - Aragno 22 22
Saliceto - Moizo 21 21
Vinchio - San Michele 20 19
Dernice - Costa 11 11
Cossato - Pace 18 17
Omegna - Crusinallo 18 17
Verbania - Gabardi 15 14
Ceresole Reale - Diga 9 9
Oulx - Roma 14 14
Baceno - Alpe Devero
Domodossola - Curotti 22 21
Trivero - Ronco 15 14
PM10 - Media annua nel 2025 prima e dopo l'esclusione di episodi di polveri desertiche
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Aria

Concorso Obiettivo 13

Anno
2026

Il concorso “Obiettivo13” (che prende il nome dall’obiettivo 13 “Agire per il clima” dell’Agenda 2030) è nato con lo scopo di sensibilizzare gli studenti e le studentesse al tema del cambiamento climatico e alle misure che si possono adottare per contrastarlo. Coinvolgendo le classi di qualsiasi ordine e grado attivamente, si è voluto trasmettere il messaggio che possiamo essere partecipi alla lotta al cambiamento climatico e non solo spettatori e spettatrici passivi.

È stato anche un modo per permettere ai giovani e alle giovani che abbiamo incontrato di essere coscienti dello scopo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, che rappresenta un programma di azione per le persone, per il pianeta e per la prosperità.

Il concorso ha previsto 3 fasi che si sono sviluppate da novembre 2024 a maggio 2025: formazione, sviluppo di un elaborato e conclusione.

Le classi partecipanti hanno avuto un incontro formativo iniziale con tutor universitari per inquadrare la tematica e iniziare a ragionare sulle possibili azioni da compiere all’interno del concorso. In seguito, hanno sviluppato un elaborato di tipo artistico e/o scientifico sul tema scelto.

Il concorso si è concluso con una mattinata di premiazioni.

Il progetto è nato grazie ad un’iniziativa della facoltà di Scienze della Terra di UniTO e ha visto la collaborazione di Arpa Piemonte e dei Dipartimenti di Psicologia e di Management della stessa Università.

Arpa Piemonte ha realizzato nello specifico tre mattinate di circa tre ore l’una all’inizio del mese di febbraio, destinate agli Istituti della Secondaria di secondo grado, durante le quali i Tecnici hanno incontrato tre diverse classi dell’Istituto Pininfarina e una classe dell’Istituto Superiore Ubertini.

Il laboratorio "Come si misura il clima?" si è tenuto nella Sede di Via Pio VII 9 dell’agenzia.

La mattinata si è sviluppata così: una lezione teorica sulla strumentazione meteorologica meccanica e la visione di diversi strumenti; un’attività pratica sul conteggio della cumulata settimanale attraverso le fotocopie di strisciate di piogge realmente accadute e risalenti agli anni 90. A seguire una lezione sulla rete attuale di Arpa Piemonte e sul database utilizzato, la visione di una stazione automatica portatile e un’attività pratica a pc, durante la quale la classe venina divisa in gruppi, che avevano il compito di scaricare dei dati dal sito di Arpa ed elaborarli.

Arpa Piemonte ha fatto anche parte, con due membri in rappresentanza delle strutture coinvolte, della Giuria. Che ha analizzato i diversi elaborati e ha eletto i vincitori: una classe per ogni categoria, identificata da ordine e grado scolastico.

Il giorno 23 maggio 2025 sono state festeggiate le classi premiate al Palavela di Torino.

Sono intervenute nella mattinata le dott.sse Agnese Maria Colizzi e Barbara Cagnazzi in rappresentanza di Arpa Piemonte, la dott.ssa Elena Cappai dell’Ufficio scolastico regionale, la dott.ssa Alice Cimenti e le prof.sse Fiorella Acquaotta, Francesca Maria Jolanda Lozar e Giovanna Antonella Dino di UniTO, il prof. Alessandro PAVESE Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra, e il Climatologo SMI e divulgatore scientifico Daniele Cat Berro.

Al termine è stata offerta una colazione-coffe break a tutte le classi e a tutti gli adulti che hanno partecipato all’evento.
 

Vari momenti degli incontri del concorso obiettivo13. Fonte Arpa Piemonte.
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Educazione alla sostenibilità

Parole in cammino: Aspettando il 5 giugno

Anno
2026
Parole in cammino

letture, ambiente e consapevolezza in cammino verso la Giornata Mondiale dell’Ambiente

In occasione dell’avvicinarsi della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno 2025, Arpa Piemonte, in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, ha organizzato due incontri aperti alla cittadinanza, che hanno unito cultura, cammino e riflessione ambientale.

Con il titolo “Parole in cammino”, l’iniziativa ha proposto un’esperienza itinerante in cui i partecipanti hanno percorso a piedi un breve tragitto, partendo da una biblioteca civica per raggiungere la sede torinese di Arpa Piemonte. Lungo il cammino, letture all’aperto, pensieri condivisi e semplici dialoghi hanno accompagnato il gruppo in un momento di confronto collettivo sul futuro del pianeta.

Gli appuntamenti hanno fatto parte del programma “Porte aperte all’Arpa”, l’iniziativa annuale che apre le sedi dell’Agenzia per favorire la diffusione della conoscenza e la partecipazione attiva su temi ambientali.
                
Il primo incontro, svoltosi mercoledì 28 maggio, è partito dalla Biblioteca Civica Dietrich Bonhoeffer di corso Corsica 55. Dopo una breve introduzione, il gruppo ha camminato fino alla sede di Arpa Piemonte, in via Pio VII 9, dove l’incontro si è concluso con un momento di dialogo tra cittadini e operatori dell’Agenzia.

Il secondo appuntamento, tenutosi mercoledì 4 giugno, ha seguito lo stesso format, con partenza dalla Biblioteca Civica Cesare Pavese di via Candiolo 79 e arrivo sempre presso la sede di Arpa. Entrambi gli eventi sono stati pensati per un pubblico ampio, dai 6 anni in su, e hanno offerto un’occasione informale ma significativa per avvicinarsi ai temi ambientali attraverso la lentezza del cammino e la forza delle parole.

Giornate della trasparenza 2025

All’interno del percorso “Aspettando il 5 giugno”, si sono svolte anche le Giornate della trasparenza 2025, promosse da Arpa Piemonte per raccontare ai cittadini il lavoro dell’Agenzia, con particolare attenzione alla nuova Relazione sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte.

Durante questi incontri, i cittadini sono stati invitati a segnalare i temi ambientali di loro maggiore interesse e a porre domande che hanno trovato risposta pubblicamente oppure sono state trasformate in FAQ pubblicate online, arricchendo il patrimonio informativo a disposizione di tutti.
Un’occasione che ha dimostrato come la trasparenza non sia solo un principio amministrativo, ma un’opportunità di conoscenza, dialogo e partecipazione attiva per costruire, insieme, un ambiente più consapevole e condiviso.

Le domande e le risposte raccolte sono disponibili sul sito di Arpa Piemonte, nella sezione dedicata alla Giornata della Trasparenza.
 

Locandina di un incontro di Parole in cammino: aspettando il 5 giugno. Fonte Arpa Piemonte
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Educazione alla sostenibilità

Percorsi educativi: Favolalberi

Anno
2026
Il verde urbano come risorsa educativa e ambientale

La salute e il benessere dei bambini nelle città moderne dipendono in modo crescente dalla qualità degli spazi urbani e dalla disponibilità di aree verdi accessibili. In un contesto urbano sempre più esposto a pressioni ambientali, il verde pubblico non è più solo un elemento estetico, ma rappresenta una risorsa vitale per lo sviluppo fisico, mentale e sociale delle giovani generazioni.

Numerosi studi dimostrano che la possibilità di trascorrere del tempo in ambienti naturali favorisce il movimento, lo sviluppo muscolare e osseo, riducendo il rischio di obesità infantile, diabete e problemi cardiovascolari. Allo stesso tempo, il contatto con la natura migliora l’umore, riduce lo stress e favorisce lo sviluppo cognitivo, migliorando concentrazione, attenzione e capacità di risoluzione dei problemi. Le aree verdi offrono stimoli sensoriali e occasioni di scoperta che alimentano la curiosità, la creatività e il desiderio di apprendere attraverso l’esperienza diretta.

Dal punto di vista ambientale, il verde urbano contribuisce in modo significativo alla purificazione dell’aria, alla riduzione dell’inquinamento acustico e alla mitigazione delle isole di calore, fenomeni sempre più rilevanti nelle città densamente edificate. In questo senso, investire nel verde urbano significa anche investire nella resilienza delle città e nella salute pubblica, soprattutto per i soggetti più vulnerabili come i bambini.
 

Il progetto Favolalberi. Fonte Arpa Piemonte.
Il progetto "Favolalberi" di Arpa Piemonte

In linea con il crescente bisogno di promuovere una cultura ambientale attenta alla salute e alla sostenibilità, Arpa Piemonte ha avviato, in collaborazione con la Cooperativa Giuliano Accomazzi Scs nell’ambito del progetto #TORINOCAMBIA – Le Biblioteche per il territorio della circoscrizione 2 e 8 della Città, il progetto "Favolalberi", un’iniziativa educativa rivolta a scuole e famiglie, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza del verde urbano e sugli effetti positivi che questo ha sulla salute, sul benessere psicofisico e sulla qualità dell’ambiente urbano.

Dopo una prima fase realizzata durante l’anno scolastico 2023-2024 nella Città Metropolitana di Torino, il progetto è stato ulteriormente sviluppato nell’anno scolastico 2024-2025, estendendo la partecipazione a un numero crescente di bambini, insegnanti e cittadini attraverso incontri e laboratori dedicati all’educazione ambientale e alla scoperta del territorio.

Tra le attività proposte, particolare rilievo ha avuto la lettura animata del racconto delle avventure di tre alberi – uno cresciuto in città, uno in un parco urbano e uno nella foresta. Attraverso una narrazione coinvolgente e calibrata sull’età dei partecipanti, i bambini sono stati accompagnati in un viaggio educativo che ha permesso loro di esplorare, in modo semplice ma profondo, tematiche centrali come il riciclo, la sostenibilità e il rispetto della natura.

Questa formula educativa, fondata sull’ascolto, sull’immaginazione e sull’esperienza diretta, si è dimostrata particolarmente efficace nell’affrontare le grandi sfide ambientali contemporanee. Ha stimolato nei più piccoli una maggiore consapevolezza ecologica, un più spiccato senso critico e la volontà di diventare protagonisti attivi nella tutela dell’ambiente in cui vivono.

Nel corso delle attività, oltre 500 bambine e bambini e circa 60 adulti sono stati coinvolti attraverso incontri e laboratori condotti in diverse scuole e sedi culturali.
 

I numero del progetto Favolalberi nel 2024-2025
Data Luogo Partecipanti
19/11/2024 Scuola Primaria Via Torrazza To Classi 2A, 1A, 1B, 4A – 80 alunni
19/11/2024 Biblioteca Pavese To Utenza libera – 20 persone
20/11/2024 Scuola Primaria Via Rismondo To Classi 4D, 1D, 2D, 4E – 80 alunni
21/11/2024 Scuola Primaria Pertini To Classi 3A-3E – 100 alunni
26/11/2024 Scuola Secondaria Via Torrazza To Classi 2a, 2b, 2c – 60 alunni
10/12/2024 Scuola Primaria Via Rismondo To Classi 2B, 4B, 5D – 60 alunni
17/12/2024 Scuola dell’Infanzia I.C. Cairoli To Due gruppi – 40 bambini
29/04/2025 Scuola Villaggio La Marmora (Biella) 5 classi – 100 alunni
I numero del progetto Favolalberi nel 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte.
Un incontro del progetto Favolalberi. Fonte Arpa Piemonte.

Obiettivi e prospettive

Il progetto si propone di:

  • Promuovere una cultura ambientale consapevole fin dalla prima infanzia;
  • Stimolare l’interesse per la natura e il rispetto per il territorio;
  • Favorire l’adozione di buone pratiche ambientali, anche in contrasto ai cambiamenti climatici;
  • Rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, promuovendo inclusione e coesione sociale.

Attraverso laboratori, racconti e attività sul campo, “Favolalberi” ha permesso ai bambini di avvicinarsi alla natura in modo giocoso ed educativo, trasformando i parchi e gli spazi verdi urbani in veri e propri “laboratori all’aperto”.

Conclusione

Il successo di “Favolalberi” dimostra che investire nell’educazione ambientale e nella valorizzazione del verde urbano rappresenta un passo fondamentale per costruire città più sane, inclusive e sostenibili. Garantire a ogni bambino l’opportunità di crescere in un ambiente salubre e verde è un impegno concreto verso un futuro migliore per tutti.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

ARPA Piemonte. (2024). Progetto Favolalberi: Educazione ambientale tra natura e narrazione https://www.arpa.piemonte.it 

INDIRE – Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa. (2023). Scuole all’aperto: spazi educativi nella natura https://www.indire.it 

World Health Organization. (2017). Urban green spaces: a brief for action. WHO Regional Office for Europe. https://www.who.int/publications/i/item/9789289052885 

Dadvand, P., et al. (2015). Green spaces and cognitive development in primary schoolchil-dren. PNAS, 112(26), 7937–7942. https://doi.org/10.1073/pnas.1503402112 

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Educazione alla sostenibilità

Corso di formazione per docenti: Costruire scuole eco-attive

Anno
2026

Nell'anno scolastico 2024-2025, 80 docenti, in rappresentanza di 41 scuole (600 classi) di ogni ordine e grado di tutto il territorio piemontese, hanno partecipato alla terza edizione del percorso formativo “Costruire scuole eco-attive” con la progettazione e realizzazione di 38 progetti di cambiamento verso la transizione ecologica della scuola. 

“Costruire scuole eco-attive” è una iniziativa promossa dalla Regione Piemonte – Direzione Istruzione in collaborazione con altre Direzioni regionali (Ambiente, Energia e Territorio; Agricoltura; Salute; Cooperazione Internazionale; Cultura) e con  l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Arpa Piemonte (Agenzia regionale per l’Ambiente), Forum della Scuola (associazione di secondo livello che riunisce 24 associazioni del mondo della scuola), CinemAmbiente, CESEDI (Centro Servizi Didattici) e Dipartimento Ambiente della Città Metropolitana di Torino, IRES Piemonte, WEEC Italia/Istituto Scholè.  

Il progetto consiste in:

  • Un Coordinamento organizzativo e metodologico composto da rappresentanti degli enti promotori,
  • un Bando regionale che sostiene le Scuole Eco-attive tramite erogazione di contributi finanziari (risorse complessive  200.000 euro, per 40 scuole),
  • un Percorso di ricerca/formazione articolato in 6 incontri (50% in presenza, 50% online) ed una fase di lavoro a scuola della durata di diversi mesi, che prevede sia lo sviluppo di percorsi educativi con le classi e gli studenti, sia azioni che coinvolgono insegnanti ed altre figure professionali, come. ad esempio, gruppi che lavorano ad una revisione dei curricoli in senso green,
  • Una Bussola metodologica e una Cassetta degli Attrezzi, rassegna di buone pratiche regionali e non,
  • Una piattaforma on-line di condivisione e documentazione con tutti i materiali presentati, gli elaborati delle scuole,
  • Una rete di scuole e docenti che condividono una visione comune.


I progetti delle scuole, oltreché prevedere dispositivi organizzativi (Commissioni ambiente) e momenti di lavoro sui curricoli, prevedono percorsi con gli studenti, che possono avere come oggetto uno o più dei seguenti aspetti:

  • Efficientamento energetico – Analisi consumi, elaborazione di proposte per migliorare l’efficienza dell’edificio scolastico
  • Raccolta differenziata a scuola e consumo critico
  • Mobilità sostenibile casa/scuola – Analisi dei flussi e delle modalità di spostamento adottate; organizzazione di pedibus e zone 30; ciclo-officine di scuola; ecc.
  • Alimentazione – ad esempio analisi e ri-progettazione delle mense scolastiche o dei punti di ristoro, contrasto spreco alimentare
  • Promozione di Scuole Plastic free
  • Uso di materiali e oggetti ri-ciclati, mercati del riuso – Laboratori di economia circolare, ecc.
  • Risparmio risorse (ad es., acqua).
  • Progettazione di spazi fisici della scuola, ad es., aule verdi all’esterno, orti didattici, laboratori interni per renderli i più green possibili, ciclofficine, compostiere, ecc.
  • azioni di cura quotidiana degli ambienti scolastici
  • costruzioni di prototipi per monitoraggio ambientale.


Le tematiche sono affrontate in modo trasversale mettendo al centro la sostenibilità dell’istituzione scolastica, coinvolgendo i curricula degli studenti e l’organizzazione della scuola, le modalità di insegnamento e le competenze in gioco; coinvolgendo attivamente tutti i protagonisti che operano e vivono la scuola (studenti, insegnanti, famiglie, dirigente, ATA, territorio).

Dati di sintesi sulle edizioni del corso docenti Costruire scuole eco-attive
Anno scolastico Insegnanti percorso ricerca -formazione Scuole Classi Studenti Insegnanti
a.s. 2021/2022 22 17 43 860 129
a.s. 2022/2023 77 37 520 11.000 1.000
a.s. 2023/2024 84 41 600 13.000 1.200
a.s. 2024/2025 78 (21 seniores e 57 principianti) 44 (39 hanno partecipato al bando regionale) 640 13.000 1.300
TOTALI 261 139 1.803 37.860 3.629
Sintesi dei dati sulle quattro edizioni del corso per docenti Costruire scuole eco-attive. Fonte Arpa Piemonte.
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Educazione alla sostenibilità

La Banca Dati Zone Umide (BDZU)

Anno
2026

Arpa Piemonte ha avviato un’attività di aggiornamento della Banca Dati Zone Umide (BDZU) realizzata nel 2010 a seguito della DGR n. 64-11892 del 28/7/09 "Censimento della rete di aree umide presenti in Piemonte". 
La BDZU adotta il seguente schema di classificazione:

L’attività di aggiornamento, avviata nel 2024 a partire dall’elemento puntuale classificato come Risorgive e fontanili, è proseguita nel 2025 con l’aggiornamento del livello tematico relativo alle Torbiere. Questo intervento ha consentito un significativo incremento degli elementi inseriti nella BDZU, portando il numero delle torbiere dai 300 poligoni censiti nel 2010 a oltre 1.000 nel 2025. Ove disponibile, ad alcuni poligoni è stata inoltre attribuita la classificazione secondo la codifica Natura 2000 relativa agli habitat di torbiera.

I dati aggiornati sono stati forniti principalmente dagli Enti di Gestione delle Aree Protette. All'aggiornamento ha collaborato anche l’Università di Torino – Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi - che, attraverso attività di Citizen Science e la condivisione dei risultati delle proprie ricerche accademiche, ha messo a disposizione nuove segnalazioni non ancora presenti nella banca dati.

Ulteriori informazioni sono state raccolte grazie al contributo di esperti e professionisti del settore. Tutti i dati sono successivamente verificati mediante fotointerpretazione di immagini satellitari e fotografie aeree, quindi integrati nella BDZU.

Utilizzo della banca dati nelle valutazioni ambientali 

Le zone umide rappresentano porzioni di territorio con elevato potenziale di biodiversità. La loro presenza e il buon stato di conservazione assicurano non solo un alto livello di diversità biologica, ma anche il mantenimento della connettività ecologica del territorio.

In particolare, queste aree possono svolgere funzioni diverse: nei contesti fortemente antropizzati e agricoli (ad esempio piccoli invasi, stagni, reti di fossi irrigui) agiscono come stepping stones o corridoi ecologici lineari; in altri casi, rappresentano vere e proprie aree sorgente per alcune specie, favorendo gli scambi tra popolazioni e contribuendo a mantenere adeguati livelli di permeabilità ecologica.

Nell’ambito della pianificazione urbanistica comunale e di quella territoriale e paesaggistica a scala provinciale e regionale, numerosi strumenti fanno riferimento al tema della rete ecologica, riconoscendo le zone umide come elementi fondamentali in virtù del loro pregio naturalistico. In questo contesto, la conoscenza della loro presenza, distribuzione e caratteristiche costituisce un supporto essenziale per orientare azioni di gestione, tutela e ripristino, finalizzate alla valorizzazione e alla conservazione di questi ambienti sul territorio regionale.

La BDZU rappresenta una base informativa strutturata a supporto della valutazione degli effetti ambientali di piani e progetti (Valutazione Ambientale Strategica, Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione di Incidenza). In particolare, consente di:

  • individuare possibili aree di compensazione ecologica a seguito di trasformazioni urbanistiche;
  • identificare elementi della rete ecologica da proteggere o valorizzare, evitando interventi frammentati o privi di efficacia ambientale.

La banca dati è uno strumento a disposizione di Comuni, Enti di gestione delle Aree Protette, Regione, professionisti, privati cittadini, nonché di ricercatori e associazioni attive nel campo della conservazione della natura. L'accesso è libero e disponibile sul Geoportale di Arpa Piemonte, oppure mediante download del dataset in formato shapefile.

Informazioni e risorse aggiuntive

Banca dati zone umide sul geoportale di Arpa Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=d489edf909bd4fab87a6800f7de7dc40

Shapefile della banca dati in libero download https://webgis.arpa.piemonte.it/w-metadoc/Download/zone_umide.zip

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Redazione RSA

Il progetto GERM.ONTE

Dal 2018, un nuovo impulso alla conservazione ed alla valorizzazione dell’agrobiodiversità locale è scaturito nell’ambito del Programma regionale di ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola, con l’avvio di un progetto a regia regionale, approvato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali già nel 2017, denominato GERM.ONTE (GERMoplasma e agro-biodiversità del PiemONTE). 

Ogni anno il Ministero mette a disposizione, alle Regioni che intendono presentare una progettualità in tema di agro-biodiversità, il fondo istituito dall'art. 10 della l. 194/2015: la Regione Piemonte, in particolare, propone al Ministero una versione annuale della programmazione prevista dal progetto GERM.ONTE.

A partire dal 2020, nell’ambito del progetto GERM.ONTE si è provveduto alla creazione di un parternariato di soggetti di lunga e comprovata esperienza nell’identificazione, recupero e conservazione delle varietà vegetali

Le diverse edizioni del progetto hanno portato in un primo tempo alla individuazione di varietà locali e a rischio di erosione genetica di specie vegetali, alla loro iscrizione all’Anagrafe nazionale della biodiversità e, nel contempo, all’identificazione di agricoltori custodi, che ancora coltivano tali risorse genetiche e che sono entrati ufficialmente nel partenariato del progetto GERM.ONTE a partire dalla quinta edizione, che ha preso l’avvio nel corso del 2023 con il titolo “Valorizzazione dell'agrobiodiversità attraverso la divulgazione”.

Sono stati realizzati campi catalogo a parcelle e orti didattici finalizzati ad azioni di divulgazione, quali gli incontri tecnico-pratici volti alla diffusione delle conoscenze sulle risorse genetiche in esame, con particolare riferimento alle caratteristiche fenotipiche, alle pratiche agronomiche adottate, alle strategie di selezione ed alle tecniche di moltiplicazione e conservazione delle sementi.

Sono state sviluppate anche attività di divulgazione rivolte alle scuole superiori, nonché ai consumatori ed in generale ai soggetti interessati alla coltivazione, trasformazione ed utilizzo delle risorse genetiche oggetto del progetto GERM.ONTE, che a partire dal 2022 ha sviluppato come nuovo filone le attività di studio preliminari all'istituzione di itinerari dell’agrobiodiversità del Piemonte, con il coinvolgimento degli agricoltori custodi che coltivano in situ una o più varietà conservate ex situ dai centri di conservazione del germoplasma, ed altre cultivar di interesse locale.

Nel 2025 è stata completatala sesta edizione del progetto GERM.ONTE, iniziato nel 2024 e incentrato sulla divulgazione, tramite iniziative rivolte ai consumatori, alle scuole e ai tecnici del settore, della cultura legata all'agro-biodiversità animale.

 Hanno preso parte al progetto GERM.ONTE 6 i seguenti Enti di ricerca:

  • Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), in qualità di capofila;
  • Università degli studi di Torino-Dipartimento di Scienze Veterinarie e Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), in qualità di partner;
  • allevatori custodi delle razze in via di estinzione genetica. 

Il progetto GERM.ONTE 6 ha visto la realizzazione delle seguenti attività:

  1. inserimento in Anagrafe Nazionale per la Biodiversità di interesse agricolo e alimentare di schede descrittive di 10 razze animali: capra di Roccaverano, capra di Grigia delle Valli di Lanzo (Fiurnà), capra di Vallesana, Pecora Delle Langhe, pecora Sambucana, pecora Garressina, Gallina Bionda Piemontese, Gallina Bianca di Saluzzo, Gallina Millefiori Piemontese, Coniglio Grigio di Carmagnola

2. organizzazione di sette eventi divulgativi sul territorio e tre cene a base di prodotti degli allevatori custodi, rivolti a consumatori, allevatori, studenti ed addetti del settore, tenuti sia presso le sedi universitarie che all'interno degli allevamenti aderenti al progetto o nell’ambito di manifestazioni a tema sul territorio (es. fiere ed iniziative enogastronomiche). Tali eventi sono finalizzati a promuovere la cultura legata alla tutela dell’agrobiodiversità.

3. attivazione di un workshop formativo per gli allevatori custodi delle razze animali studiate finalizzato ad implementare le conoscenze in ambito zootecnico e di mantenimento della biodiversità animale;

4. realizzazione di 9 lezioni presso scuole secondarie di Torino e provincia per aumentare le conoscenze e le potenzialità legate alla zootecnia delle razze locali e alla valorizzazione dei prodotti derivati;

5. organizzazione di un evento pubblico per la Giornata nazionale della Biodiversità, durante la quale sono stati illustrati i risultati del progetto e degustati i piatti realizzati con le risorse genetiche animali

6. implementazione del sito web https://www.biodiversita-agricola.piemonte.it/  con le schede delle 10 razze animali studiate, l’indicazione degli allevatori custodi di riferimento e relativi brevi video illustrativi.

Nel corso del 2025, inoltre, la Regione Piemonte ha avviato il progetto"GERM.ONTE 7 - Studio per l'individuazione e l'istituzione delle Comunità del cibo";

Partecipano a GERM.ONTE 7

  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento Scienze Agrarie Forestali e alimentari (DISAFA);
  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Culture, Società e Politiche (CSP);
  • l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG);
  • il Club Amici della Valchiusella.

L’obiettivo generale del progetto è valutare la possibilità di istituire una “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” della Valchiusella attraverso la quale tutelare in primo luogo le specie e le razze animali iscritte all’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, individuando strumenti per la tutela delle risorse utilizzate nelle aziende agricole del territorio come foraggi freschi o conservati, e utilizzando come leva per promuovere la conservazione della biodiversità connessa a tali risorse, un turismo sostenibile che impiega per l’alimentazione umana fondamentalmente le stesse risorse.

La sfida di questo progetto è coniugare le esigenze dei comparti agricolo, zootecnico e del turismo mitigando la competizione per l’utilizzo delle risorse, dove presente, e attivando sinergie tra gli operatori.

La realtà della Valchiusella rappresenta, in questo progetto, un’esperienza pilota da proporre ad altri contesti con analoghe potenzialità individuando un percorso propedeutico per l'eventuale istituzione delle Comunità del cibo.

Per proporre l’istituzione delle Comunità del cibo è necessario effettuare un censimento delle realtà Piemontesi vocate a diventare Comunità del cibo, partendo dalle varietà e razze diffuse in Piemonte iscritte all'Anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, saranno analizzati aspetti quali la presenza di agricoltori custodi, il tessuto sociale nel quale operano, la rete di commercializzazione dei prodotti, eventuali attività in sinergia con amministrazioni locali, scuole, mense, ristorazione, attività di ricezione ed accoglienza turistica, parchi ecc..

Un ulteriore azione del progetto consiste in un ciclo di lezioni presso le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado tenute da docenti di UNITO (DISAFA e CPS) e UNISG, volte alla diffusione delle conoscenze:

  • sui vantaggi derivanti dalla coltivazione delle risorse genetiche locali (ad esempio, l’adozione di pratiche agricole a basso impatto ambientale e la conseguente minore emissione di anidride carbonica);
  • sull’importanza della tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali e del loro legame con la cultura dell’area di produzione;
  • sull’importanza della corretta gestione di tutte le fasi delle filiere di produzione, volta alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela della biodiversità, alla salubrità del cibo;
  • sull’importanza del recupero, salvaguardia e caratterizzazione delle risorse genetiche, indispensabile per il mantenimento della biodiversità, soprattutto per le specie ed ecotipi a rischio di estinzione;
  • sulle attività di valorizzazione dell'agrobiodiversità, quali gli itinerari e le Comunità del cibo.

I risultati del progetto saranno valorizzati tramite il sito sull’agrobiodiversità in Piemonte https://www.biodiversita-agricola.piemonte.it/.

Infine, i risultati delle attività progettuali saranno presentati in due Convegni in occasione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare della regione Piemonte, che si terranno intorno al 20 maggio 2026 in Valchiusella e presso la facoltà di Scienze Gastronomiche a Pollenzo.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Dal 2018, un nuovo impulso alla conservazione ed alla valorizzazione dell’agrobiodiversità locale è scaturito nell’ambito del Programma regionale di ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola, con l’avvio di un progetto a regia regionale, approvato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali già nel 2017, denominato GERM.ONTE (GERMoplasma e agro-biodiversità del PiemONTE). 

Ogni anno il Ministero mette a disposizione, alle Regioni che intendono presentare una progettualità in tema di agro-biodiversità, il fondo istituito dall'art. 10 della l. 194/2015: la Regione Piemonte, in particolare, propone al Ministero una versione annuale della programmazione prevista dal progetto GERM.ONTE.

A partire dal 2020, nell’ambito del progetto GERM.ONTE si è provveduto alla creazione di un parternariato di soggetti di lunga e comprovata esperienza nell’identificazione, recupero e conservazione delle varietà vegetali

Le diverse edizioni del progetto hanno portato in un primo tempo alla individuazione di varietà locali e a rischio di erosione genetica di specie vegetali, alla loro iscrizione all’Anagrafe nazionale della biodiversità e, nel contempo, all’identificazione di agricoltori custodi, che ancora coltivano tali risorse genetiche e che sono entrati ufficialmente nel partenariato del progetto GERM.ONTE a partire dalla quinta edizione, che ha preso l’avvio nel corso del 2023 con il titolo “Valorizzazione dell'agrobiodiversità attraverso la divulgazione”.

Sono stati realizzati campi catalogo a parcelle e orti didattici finalizzati ad azioni di divulgazione, quali gli incontri tecnico-pratici volti alla diffusione delle conoscenze sulle risorse genetiche in esame, con particolare riferimento alle caratteristiche fenotipiche, alle pratiche agronomiche adottate, alle strategie di selezione ed alle tecniche di moltiplicazione e conservazione delle sementi.

Sono state sviluppate anche attività di divulgazione rivolte alle scuole superiori, nonché ai consumatori ed in generale ai soggetti interessati alla coltivazione, trasformazione ed utilizzo delle risorse genetiche oggetto del progetto GERM.ONTE, che a partire dal 2022 ha sviluppato come nuovo filone le attività di studio preliminari all'istituzione di itinerari dell’agrobiodiversità del Piemonte, con il coinvolgimento degli agricoltori custodi che coltivano in situ una o più varietà conservate ex situ dai centri di conservazione del germoplasma, ed altre cultivar di interesse locale.

Nel 2025 è stata completatala sesta edizione del progetto GERM.ONTE, iniziato nel 2024 e incentrato sulla divulgazione, tramite iniziative rivolte ai consumatori, alle scuole e ai tecnici del settore, della cultura legata all'agro-biodiversità animale.

 Hanno preso parte al progetto GERM.ONTE 6 i seguenti Enti di ricerca:

  • Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), in qualità di capofila;
  • Università degli studi di Torino-Dipartimento di Scienze Veterinarie e Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), in qualità di partner;
  • allevatori custodi delle razze in via di estinzione genetica. 

Il progetto GERM.ONTE 6 ha visto la realizzazione delle seguenti attività:

  1. inserimento in Anagrafe Nazionale per la Biodiversità di interesse agricolo e alimentare di schede descrittive di 10 razze animali: capra di Roccaverano, capra di Grigia delle Valli di Lanzo (Fiurnà), capra di Vallesana, Pecora Delle Langhe, pecora Sambucana, pecora Garressina, Gallina Bionda Piemontese, Gallina Bianca di Saluzzo, Gallina Millefiori Piemontese, Coniglio Grigio di Carmagnola

2. organizzazione di sette eventi divulgativi sul territorio e tre cene a base di prodotti degli allevatori custodi, rivolti a consumatori, allevatori, studenti ed addetti del settore, tenuti sia presso le sedi universitarie che all'interno degli allevamenti aderenti al progetto o nell’ambito di manifestazioni a tema sul territorio (es. fiere ed iniziative enogastronomiche). Tali eventi sono finalizzati a promuovere la cultura legata alla tutela dell’agrobiodiversità.

3. attivazione di un workshop formativo per gli allevatori custodi delle razze animali studiate finalizzato ad implementare le conoscenze in ambito zootecnico e di mantenimento della biodiversità animale;

4. realizzazione di 9 lezioni presso scuole secondarie di Torino e provincia per aumentare le conoscenze e le potenzialità legate alla zootecnia delle razze locali e alla valorizzazione dei prodotti derivati;

5. organizzazione di un evento pubblico per la Giornata nazionale della Biodiversità, durante la quale sono stati illustrati i risultati del progetto e degustati i piatti realizzati con le risorse genetiche animali

6. implementazione del sito web https://www.biodiversita-agricola.piemonte.it/  con le schede delle 10 razze animali studiate, l’indicazione degli allevatori custodi di riferimento e relativi brevi video illustrativi.

Nel corso del 2025, inoltre, la Regione Piemonte ha avviato il progetto"GERM.ONTE 7 - Studio per l'individuazione e l'istituzione delle Comunità del cibo";

Partecipano a GERM.ONTE 7

  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento Scienze Agrarie Forestali e alimentari (DISAFA);
  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Culture, Società e Politiche (CSP);
  • l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG);
  • il Club Amici della Valchiusella.

L’obiettivo generale del progetto è valutare la possibilità di istituire una “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” della Valchiusella attraverso la quale tutelare in primo luogo le specie e le razze animali iscritte all’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, individuando strumenti per la tutela delle risorse utilizzate nelle aziende agricole del territorio come foraggi freschi o conservati, e utilizzando come leva per promuovere la conservazione della biodiversità connessa a tali risorse, un turismo sostenibile che impiega per l’alimentazione umana fondamentalmente le stesse risorse.

La sfida di questo progetto è coniugare le esigenze dei comparti agricolo, zootecnico e del turismo mitigando la competizione per l’utilizzo delle risorse, dove presente, e attivando sinergie tra gli operatori.

La realtà della Valchiusella rappresenta, in questo progetto, un’esperienza pilota da proporre ad altri contesti con analoghe potenzialità individuando un percorso propedeutico per l'eventuale istituzione delle Comunità del cibo.

Per proporre l’istituzione delle Comunità del cibo è necessario effettuare un censimento delle realtà Piemontesi vocate a diventare Comunità del cibo, partendo dalle varietà e razze diffuse in Piemonte iscritte all'Anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, saranno analizzati aspetti quali la presenza di agricoltori custodi, il tessuto sociale nel quale operano, la rete di commercializzazione dei prodotti, eventuali attività in sinergia con amministrazioni locali, scuole, mense, ristorazione, attività di ricezione ed accoglienza turistica, parchi ecc..

Un ulteriore azione del progetto consiste in un ciclo di lezioni presso le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado tenute da docenti di UNITO (DISAFA e CPS) e UNISG, volte alla diffusione delle conoscenze:

  • sui vantaggi derivanti dalla coltivazione delle risorse genetiche locali (ad esempio, l’adozione di pratiche agricole a basso impatto ambientale e la conseguente minore emissione di anidride carbonica);
  • sull’importanza della tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali e del loro legame con la cultura dell’area di produzione;
  • sull’importanza della corretta gestione di tutte le fasi delle filiere di produzione, volta alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela della biodiversità, alla salubrità del cibo;
  • sull’importanza del recupero, salvaguardia e caratterizzazione delle risorse genetiche, indispensabile per il mantenimento della biodiversità, soprattutto per le specie ed ecotipi a rischio di estinzione;
  • sulle attività di valorizzazione dell'agrobiodiversità, quali gli itinerari e le Comunità del cibo.

I risultati del progetto saranno valorizzati tramite il sito sull’agrobiodiversità in Piemonte https://www.biodiversita-agricola.piemonte.it/.

Infine, i risultati delle attività progettuali saranno presentati in due Convegni in occasione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare della regione Piemonte, che si terranno intorno al 20 maggio 2026 in Valchiusella e presso la facoltà di Scienze Gastronomiche a Pollenzo.

Anno
2026

Il progetto BECH.GRIS - Realizzazione del Centro Becchi Fiurinà

Nell’ambito dei progetti volti alla valorizzazione ed alla conservazione delle biodiversità animale in ambito zootecnico, particolare rilievo viene dato alle razze autoctone potenzialmente in via di estinzione.

Dal 2014, la razza caprina Grigia delle Valli di Lanzo - Fiurinà ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della razza da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari. Dagli 81 capi censiti nel 2008, si stimano attualmente circa 350 capi allevati non solo nelle Valli di Lanzo, ma anche in altre vallate limitrofe (zone montane marginali) e in altre regioni d’Italia.

Dal momento che il numero di capi di Fiurinà allevati in Piemonte è molto limitato, con un rischio di consanguineità tale per cui è stata recentemente registrata la nascita di maschi acorni sterili, è stato avviato il progetto BECH.GRIS, che prevede la costruzione di un Centro per il ricovero e l’allevamento dei maschi di tale razza presso l’azienda zootecnica della Struttura Didattica Speciale Veterinaria di Grugliasco.

La finalità del progetto è quello di selezionare, sia su una base morfologica definita da parte di esperti di razza, sia su una base e genetica derivante da su dati molecolari, i potenziali riproduttori, che durante la stagione riproduttiva saranno consegnati nelle alle aziende secondo una turnazione programmata per evitare problemi di consanguineità. Il progetto, di durata triennale, è portato avanti da

  • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – DISAFA;
  • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Veterinarie – DSV;
  • Associazione Capra Grigia Valli di Lanzo o Fiurinà.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nell’ambito dei progetti volti alla valorizzazione ed alla conservazione delle biodiversità animale in ambito zootecnico, particolare rilievo viene dato alle razze autoctone potenzialmente in via di estinzione.

Dal 2014, la razza caprina Grigia delle Valli di Lanzo - Fiurinà ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della razza da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari. Dagli 81 capi censiti nel 2008, si stimano attualmente circa 350 capi allevati non solo nelle Valli di Lanzo, ma anche in altre vallate limitrofe (zone montane marginali) e in altre regioni d’Italia.

Dal momento che il numero di capi di Fiurinà allevati in Piemonte è molto limitato, con un rischio di consanguineità tale per cui è stata recentemente registrata la nascita di maschi acorni sterili, è stato avviato il progetto BECH.GRIS, che prevede la costruzione di un Centro per il ricovero e l’allevamento dei maschi di tale razza presso l’azienda zootecnica della Struttura Didattica Speciale Veterinaria di Grugliasco.

La finalità del progetto è quello di selezionare, sia su una base morfologica definita da parte di esperti di razza, sia su una base e genetica derivante da su dati molecolari, i potenziali riproduttori, che durante la stagione riproduttiva saranno consegnati nelle alle aziende secondo una turnazione programmata per evitare problemi di consanguineità. Il progetto, di durata triennale, è portato avanti da

  • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – DISAFA;
  • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Veterinarie – DSV;
  • Associazione Capra Grigia Valli di Lanzo o Fiurinà.
Anno
2026

Il progetto MICROVIT

Nell’ambito dei progetti per lo studio e la conservazione della biodiversità in agricoltura promossi a bando dal Ministero dell'Agricoltura e della sovranità alimentare, la Regione Piemonte nel corso del 2024 ha presentato il progetto "MICROVIT - Conservazione e valorizzazione di isolati microbici della filiera vitivinicola piemontese", attivato poi nel 2025 con la partecipazione di:

  • UNITO - Dipartimento Scienza della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS);
  • UNITO - Dipartimento Scienze Agrarie Forestali e alimentari (DISAFA).

L’obiettivo del progetto è il miglioramento della conoscenza della biodiversità microbica (funghi filamentosi, lieviti e batteri) associata ad alcuni vitigni di particolare interesse per la filiera agricola e alimentare piemontese (Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, etc). Concretamente, attraverso questo progetto si vuole procedere con l’isolamento, l’identificazione, la caratterizzazione e la conservazione di risorse genetiche microbiche locali dotate di specifiche/distintive caratteristiche ecofisiologiche di potenziale interesse per:

- combattere gli effetti dei cambiamenti climatici e la diffusione di specifiche malattie in campo attraverso l’introduzione di microrganismi da utilizzare come agenti di lotta biologica, come biostimolanti e/o biofertilizzanti;

- per migliorare i processi di trasformazione di supporto alla produzione vitivinicola piemontese di qualità. Tutti i metadati relativi ad ogni ceppo microbico caratterizzato verranno inserite in database di interesse nazionale, favorendo in tal modo la condivisione e la fruizione dei dati in un’ottica di open science.

Il progetto infine potrà contribuire ad identificare le informazioni necessarie per catalogare in modo corretto le risorse genetiche microbiche di interesse agricolo e forestale fornendo utili indicazioni per implementare i sistemi informatici dell’Anagrafe nazionale

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nell’ambito dei progetti per lo studio e la conservazione della biodiversità in agricoltura promossi a bando dal Ministero dell'Agricoltura e della sovranità alimentare, la Regione Piemonte nel corso del 2024 ha presentato il progetto "MICROVIT - Conservazione e valorizzazione di isolati microbici della filiera vitivinicola piemontese", attivato poi nel 2025 con la partecipazione di:

  • UNITO - Dipartimento Scienza della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS);
  • UNITO - Dipartimento Scienze Agrarie Forestali e alimentari (DISAFA).

L’obiettivo del progetto è il miglioramento della conoscenza della biodiversità microbica (funghi filamentosi, lieviti e batteri) associata ad alcuni vitigni di particolare interesse per la filiera agricola e alimentare piemontese (Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, etc). Concretamente, attraverso questo progetto si vuole procedere con l’isolamento, l’identificazione, la caratterizzazione e la conservazione di risorse genetiche microbiche locali dotate di specifiche/distintive caratteristiche ecofisiologiche di potenziale interesse per:

- combattere gli effetti dei cambiamenti climatici e la diffusione di specifiche malattie in campo attraverso l’introduzione di microrganismi da utilizzare come agenti di lotta biologica, come biostimolanti e/o biofertilizzanti;

- per migliorare i processi di trasformazione di supporto alla produzione vitivinicola piemontese di qualità. Tutti i metadati relativi ad ogni ceppo microbico caratterizzato verranno inserite in database di interesse nazionale, favorendo in tal modo la condivisione e la fruizione dei dati in un’ottica di open science.

Il progetto infine potrà contribuire ad identificare le informazioni necessarie per catalogare in modo corretto le risorse genetiche microbiche di interesse agricolo e forestale fornendo utili indicazioni per implementare i sistemi informatici dell’Anagrafe nazionale

Anno
2026

Danni causati dalle avversità climatiche al settore agricolo

Anno
2026

Piogge alluvionali avvenute in data 16-17 aprile 2025 che hanno colpito l’intero territorio regionale

Nelle giornate del 16 e del 17 aprile 2025 la depressione denominata “Hans” si è approfondita sul Mediterraneo centro-occidentale determinando una fase fortemente perturbata sull’Italia nord-occidentale. Gli accumuli più consistenti e superiori ai 300 mm, con picchi maggiori di 550 mm, si sono verificati nelle aree montane e pedemontane del Torinese, Biellese, Vercellese e Verbano. Nelle aree appenniniche, al confine con la Liguria, sono stati registrate precipitazioni cumulate superiori ai 150 mm. In una prima fase dell’evento, i corsi d’acqua maggiormente interessati riguardavano il settore settentrionale, nordoccidentale e nordorientale della regione, dove a partire dalla notte tra il 16 e il 17 aprile diversi fiumi hanno superato la soglia di pericolo o di guardia. Le aree più colpite sono state le zone pedemontane comprese tra Pinerolese, val Susa, valli di Lanzo, Canavese, Biellese Val Sesia e valle Ossola, nonché la collina di Torino. Dal pomeriggio del 16 aprile, ingenti accumuli pluviometrici hanno interessato anche le aree appenniniche al confine con la Liguria causando significativi innalzamenti dei livelli della Bormida, del Belbo e del Tanaro.

L’entità diffusa delle piogge ed i fenomeni di esondazione dei principali fiumi e dei corsi d’acqua secondari hanno prodotto danni eccezionali alle aree agricole, alle strutture aziendali ed alle infrastrutture con particolare riferimento ai canali irrigui, alle relative opere di presa, nonché a strade interpoderali di accesso ai fondi e a infrastrutture di bonifica montana.

Pertanto, ai sensi del D.Lgs. n. 102/2004 e s.m.i., la Direzione Agricoltura e Cibo ha avviato la procedura di delimitazione dei territori danneggiati e di quantificazione dei danni alle strutture aziendali e alle infrastrutture, determinando un totale pari a € 86.455.991,00 di danni suddivisi in € 36.770.901,00 alle strutture aziendali ed € 49.685.090,00 alle infrastrutture interaziendali (canali e strade).

 

Grandinate e piogge molto forti e persistenti, accompagnate da vento impetuoso, avvenute nel giorno 21 giugno in Provincia di Biella, nei giorni 6 e 7 luglio in Provincia di Vercelli e nel giorno 23 luglio 2025 nelle aree territoriali delle Province di Asti e della Città metropolitana di Torino.

Forti precipitazioni localizzate, dovute a temporali, hanno interessato il Piemonte a partire dal pomeriggio di sabato 21 giugno 2025. I fenomeni più intensi si sono verificati sul Piemonte orientale e meridionale.

Un fronte freddo associato ad una saccatura di origine polare – marittima ha sferzato l’Europa centro – settentrionale svalicando anche l’arco alpino, determinando nelle giornate del 6 e 7 luglio 2025 violenti temporali con grandine di medio-grandi dimensioni, nubifragi e forti raffiche di vento sul Piemonte insieme ad un notevole e inusuale episodio di foehn estivo che ha portato tempestose raffiche fin oltre i 100/Km orari. Da questo fenomeno è risultata particolarmente colpita l’area territoriale del vercellese.

Nella giornata del 23 luglio 2025 la progressiva discesa di un minimo depressionario dalle Isole Britanniche verso la Francia ha determinato una fase di maltempo sulla nostra regione per l'apporto di intensi flussi umidi meridionali associati all'ingresso di aria più fresca in quota. L’intensità particolarmente elevata dei temporali ha generato forti correnti fredde discendenti (amplificate dall’evaporazione di pioggia e grandine) e venti sostenuti con raffiche oltre i 115/Km orari registrate a Villanova d’Asti.

La dimensione della grandine, l’intensità particolarmente elevata dei temporali e dei venti hanno prodotto danni eccezionali alle strutture aziendali.

Pertanto, ai sensi del D.Lgs. n. 102/2004 e s.m.i., la Direzione Agricoltura e Cibo ha avviato la procedura di delimitazione dei territori danneggiati e di quantificazione dei danni alle strutture aziendali, determinando un totale pari a € 774.000,00.

Riepilogo danni per avversità meteorologiche anno 2025
Province Strutture aziendali - Grandinate Strutture aziendali - Piogge alluvionali Infrastrutture - Piogge alluvionali
Alessandria - € 9.570.704,00 € 2.454.000,00
Asti € 38.000,00 € 2.045.000,00 € 2.757.340,00
Biella € 673.000,00 € 452.400,00 € 13.077.000,00
Cuneo - € 2.695.000,00 € 5.557.200,00
Novara - € 34.030,00 € 925.000,00
Torino € 53.000,00 € 9.561.800,00 € 15.844.050,00
Verbano Cusio Ossola - € 243.100,00 € 308.000,00
Vercelli € 10.000,00 € 12.168.867,00 € 8.762.500,00
TOTALE REGIONE € 774.000,00 € 36.770.901,00 € 49.685.090,00
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