In redazione

I responsabili del contenuto fanno gli aggiornamenti 2025

Virus monitorati nelle acque reflue e approccio Wastewater-Based Epidemiology

Anno
2026
Caratteristiche dei virus monitorati nelle acque reflue

SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2)
SARS-CoV-2 è uno dei membri della famiglia Coronaviridae la quale comprende virus in grado di infettare una vasta gamma di ospiti, tra cui gli esseri umani. Esso è un virus rivestito, con un genoma a singolo filamento di RNA il quale contiene tutte le informazioni necessarie al virus stesso per infettare le cellule ospiti e replicarsi. L’infezione innesca una serie di sintomi che possono essere associati a lievi malattie delle vie respiratorie superiori fino a causare malattie più gravi, anche mortali, come nel caso dei virus SARS e MERS. La malattia provocata dall’infezione del SARS-CoV-2 è conosciuta come COVID-19.

Influenza virus
Ad oggi, sono stati identificati quattro tipi differenti di virus influenzali, tutti appartenenti alla famiglia Orthomixoviridae: i tipi A e i B, responsabili della sintomatologia influenzale classica; il tipo C, di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico); il tipo D, di cui finora non risultano casi di infezione nell’uomo. I virus dell’influenza A sono ulteriormente suddivisi in sottotipi sulla base di differenze molecolari nelle due glicoproteine di superficie emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA). Alla base della epidemiologia dell'influenza vi è la marcata tendenza di tutti i virus influenzali a variare, cioè ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie che permettono di aggirare la barriera costituita dalla immunità presente nella popolazione che in passato ha subito l’infezione influenzale.  

RSV (Respiratory syncytial virus)
Il virus respiratorio sinciziale umano (human respiratory syncytial virus) è un virus appartenente al genere Orthopneumovirus. La variante umana del virus è l'agente eziologico più importante di infezioni delle basse vie respiratorie nell'infanzia, come bronchiolite e polmonite. Sono stati descritti due gruppi antigenici di virus respiratorio sinciziale, i gruppi A e B, in base alle differenze nella glicoproteina G presente sul  capside virale; Le infezioni dovute a ceppi del sottogruppo A appaiono più severe.  

Comparazione della struttura del virus SARS-CoV-2, del virus dell’Influenza e del virus RSV. Fonte Springer Nature © 2026 Springer Nature
L’approccio Wastewater-Based Epidemiology (WBE) nel monitoraggio dei virus respiratori nelle acque reflue

L’ epidemiologia basata sulle acque reflue, rappresenta uno strumento epidemiologico utile per monitorare la presenza di sostanze di interesse epidemiologico, quali ad esempio farmaci, sostanze illegali, prodotti del metabolismo umano, nonché agenti responsabili di malattie infettive (poliovirus, enterovirus, etc.). 
È noto dalla letteratura che SARS-CoV-2, i virus dell’influenza e l’ RSV, siano stati ritrovati in campioni di feci sia di pazienti sintomatici che di persone asintomatiche. L’eliminazione dei virus anche attraverso le feci oltre che per via respiratoria, fa sì che si possano rilevare nelle acque reflue in ingresso agli impianti di depurazione rendendo tale matrice decisamente rilevante per le analisi epidemiologiche.

La Commissione Europea, a seguito dell’insorgere della pandemia da COVID-19, ha adottato la raccomandazione (UE) 2021/472, relativa a un approccio comune per l’istituzione di una sorveglianza sistematica del SARS-CoV-2 e delle sue varianti nelle acque reflue nell’Unione europea. Tale documento fornisce indicazioni per l’attuazione del monitoraggio del virus nei reflui urbani, considerandolo — come già evidenziato — un metodo complementare e indipendente rispetto alle altre strategie di sorveglianza sanitaria allora in uso, capace di raccogliere informazioni riferite a un’ampia fascia di popolazione.

La raccomandazione fornisce inoltre indicazioni per il sequenziamento del SARS-CoV-2 nei reflui urbani, con l’obiettivo di monitorare l’emergere di eventuali varianti, seguirne la diffusione e valutarne la persistenza nel tempo a livello di popolazione. In linea con tali indicazioni, nel 2024 l’Unione Europea ha adottato la direttiva (UE) 2024/3019, concernente il trattamento delle acque reflue urbane, con cui invita gli Stati membri a individuare i parametri di sanità pubblica da monitorare. Tra questi rientrano il SARS-CoV-2 e le sue varianti, il virus della poliomielite, i virus influenzali, gli agenti patogeni emergenti e ogni altro indicatore ritenuto rilevante per la tutela della salute pubblica.

L’approccio WBE si è dimostrato uno strumento efficace durante la pandemia da SARS-CoV-2 in quanto ha consentito di:

  • valutare la presenza e/o la quantità del virus in un determinato periodo temporale indipendentemente dai soggetti sottoposti a test (tampone) e dai soggetti asintomatici,
  • Prevedere in anticipo un picco del contagio;
  • monitorare lo sviluppo di focolai di infezione nelle aree servite da un determinato depuratore;
  • conoscere le varianti di SARS-CoV-2 circolanti nella popolazione.

Per le ragioni sopracitate, la WBE è considerata un approccio complementare agli attuali sistemi di sorveglianza delle malattie infettive. 

Il Centro Regionale di Biologia Ambiente Salute di Arpa Piemonte ha cominciato ad indagare la presenza del SARS-CoV-2 nelle acque reflue a partire dal 2020 e da aprile 2021, in collaborazione con i Servizi Territoriali di Arpa Piemonte, ha condotto un programma settimanale di sorveglianza ambientale sulle acque reflue in ingresso di 14 depuratori Regionali e di sorveglianza genomica sulle acque reflue in ingresso di 4 di questi depuratori (Figura 2). Da luglio 2023 il monitoraggio ambientale si è focalizzato su 4 depuratori (Castiglione Torinese, Novara, Cuneo ed Alessandria) e da aprile 2024, la sorveglianza è eseguita sul depuratore di Castiglione Torinese. 
Il monitoraggio del virus dell’influenza A e B e dell’RSV, invece, segue la tempistica dalla sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità iniziando nella settimana 42 dell’anno fino alla settimana 17 dell’anno successivo. Per questi virus, il monitoraggio è stato svolto sui depuratori di Castiglione Torinese, Alessandria, Cuneo e Novara per la stagione 2022/2023, sui depuratori di Castiglione Torinese e Novara per le stagioni 2023/2024 e su Castiglione Torinese per la stagione 2024/2025 e 2025/2026. 
Dal 2024, i dati della sorveglianza ambientale e genomica sono condivisi con il SEREMI (Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive) e l’ASL Città di Torino, promotori del programma di monitoraggio SIPREV (Sistema di sorveglianza integrata degli agenti patogeni virali respiratori in ambito ospedaliero, territoriale e ambientale in Piemonte).

Schema riassuntivo dell’attività di monitoraggio di ARPA Piemonte. Fonte Arpa Piemonte.

Le informazioni ottenute con le due tipologie di sorveglianza hanno consentito di avere a disposizione un quadro completo e approfondito della situazione pandemica a livello regionale e seguirne l’evoluzione nel tempo.

Risorse e informazioni aggiuntive

Kuldeep D. et al., Coronavirus Disease 2019 –COVID-19, doi: 10.1128/CMR.00028-20 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32580969/

EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica https://www.epicentro.iss.it/influenza/influenza

Binns E. et al., Influenza and respiratory syncytial virus during the COVID-19 pandemic: Time for a new paradigm? Pediatr Pulmonol. 2022 Jan;57(1):38-42. doi: 10.1002/ppul.25719. Epub 2021 Oct 13 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34644459/

Aravind N. et al., Gastrointestinal symptoms and fecal shedding of SARS-CoV-2 RNA suggest prolonged gastrointestinal infection doi: 10.1016/j.medj.2022.04.001 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35434682/

Furukawa, N.W., et al., Evidence supporting transmission of severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 while presymptomatic or asymptomatic. Emerg. Infect. Dis. 2020 (26), E1–E6 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32364890/

Tindale, L.C. et al., 2020. Evidence for transmission of covid-19 prior to symptom onset. Elife 9, 1–34. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32568070/
RACCOMANDAZIONE (UE) 2021/472 DELLA COMMISSIONE del 17 marzo 2021, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021H0472

Robotto A. et al., Wastewater-based SARS-CoV-2 environmental monitoring for Piedmont, Italy. Environmental Research. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34419466/
 

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Redazione RSA

Sorveglianza virologica nelle acque reflue

Tema
Tipo
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acqua e provette
Paragrafi

Il Centro Regionale Biologia Ambiente e Salute di ARPA Piemonte svolge diverse attività a supporto dei servizi dell’Agenzia, con particolare riferimento alla fornitura di analisi sulle acque: destinate al consumo umano, superficiali, reflue e per dialisi.

Il laboratorio è stato inaugurato il 02 settembre 2020. La struttura è stata realizzata per dare supporto alle strutture sanitarie per l’analisi di tamponi molecolari per la ricerca di SARS-CoV-2 durante la fase pandemica che persisteva in quel momento. Il personale, che opera in laboratorio, è altamente specializzato in tecniche di indagine con applicazioni di biologia molecolare (come ad es. le analisi in real-time-PCR, sequenziamento NGS), riconoscimento specie polliniche, tecniche colturali per la ricerca di batteri e funghi, colture cellulari e virali.

Il laboratorio ha sviluppato un’attività di sorveglianza virologica nelle acque reflue sia in risposta alle indicazioni della Raccomandazione UE n. 2021/472, della Direttiva Reflui (Direttiva 2024/3019 UE) che su richiesta del Servizio Epidemiologico della Regione Piemonte e dell’ASL della Città di Torino. Questa attività si inserisce nella cosiddetta epidemiologia basata sulle acque reflue (Wastewater Based Epidemiology, WBE) e permette di avere utili indicazioni sulla circolazione dei target virali ricercati e quindi poter intraprendere azioni mirate di prevenzione e preparazione in ambito sanitario e ambientale.
Inizialmente nel 2020 il target ricercato è stato SARS-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19, e le sue varianti. In seguito, dal 2023, sono stati aggiunti altri virus di interesse sanitario, ovvero i virus influenzali (FluA e FluB) e il virus respiratorio sinciziale (RSV).
 

Anno
2026
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Direttiva (UE) 2025/2360 sul monitoraggio e la resilienza del suolo

Anno
2026

Leattività di monitoraggio avviate a livello regionale tramite la Rete ARPA Piemonte di monitoraggio ambientale dei suoli, costituiscono una base conoscitiva fondamentale per l’attuazione degli obiettivi della Direttiva (UE) 2025/2360, nota come Soil Monitoring Law, , contribuendo a integrare la tutela del suolo nelle più ampie strategie ambientali e di pianificazione territoriale.

La Direttiva (UE) 2025/2360 rappresenta una svolta rilevante nella politica ambientale europea, poiché riconosce il suolo come compartimento ambientale strategico, al pari di aria e acqua, colmando un vuoto normativo che ha caratterizzato a lungo il quadro di riferimento comunitario.
Per la prima volta viene infatti istituito un quadro normativo unitario e armonizzato per il monitoraggio, la valutazione e la tutela della salute dei suoli agricoli, naturali e urbani, promuovendo un approccio sistemico basato su dati comparabili e scientificamente fondati. 
L’obiettivo generale della Direttiva è garantire che i suoli europei possano continuare a fornire servizi ecosistemici essenziali, contribuendo alla sicurezza alimentare, alla tutela della salute umana, alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla conservazione della biodiversità, in una prospettiva di lungo periodo orientata al raggiungimento di suoli sani entro il 2050.
La Direttiva rafforza il ruolo delle reti di monitoraggio ambientale come strumenti centrali per l’analisi dello stato dei suoli, per l’individuazione delle principali forme di degrado e contaminazione e per il supporto alle politiche di prevenzione e gestione sostenibile della risorsa.
La Direttiva introduce un sistema armonizzato di monitoraggio basato su indicatori chimici, fisici e biologici comuni a livello europeo e prevede la valutazione dello stato di salute del suolo e delle principali pressioni cui esso è sottoposto, tra cui la contaminazione, la perdita di carbonio organico, l’impermeabilizzazione, l’erosione e la compattazione.
È inoltre stabilito un obbligo di raccolta, gestione e rendicontazione periodica dei dati, finalizzato a garantire la confrontabilità delle informazioni tra gli Stati membri e a supportare politiche ambientali coordinate a livello dell’Unione.
Per quanto riguarda la contaminazione del suolo, l’impostazione supera l’approccio limitato ai soli siti contaminati puntuali, considerando la contaminazione del suolo come una pressione ambientale diffusa derivante da apporti distribuiti nello spazio e nel tempo.
In coerenza con questa impostazione, il quadro normativo prevede un monitoraggio armonizzato dello stato chimico, fisico e biologico del suolo su base territoriale, applicabile anche in assenza di sorgenti puntuali, al fine di analizzare le concentrazioni di contaminanti e intercettare fenomeni di accumulo progressivo.
La contaminazione diffusa é interpretata come il risultato di pressioni antropiche, tra cui pratiche agricole, deposizioni atmosferiche, traffico, attività produttive e urbanizzazione, che possono determinare un incremento delle concentrazioni nel suolo senza configurare necessariamente siti contaminati.
La Direttiva estende inoltre il monitoraggio ai contaminanti emergenti, quali PFAS, pesticidi e microplastiche, tipicamente associati a dinamiche di diffusione su vasta scala.
Ne deriva un approccio orientato alla valutazione complessiva dello stato chimico dei suoli, volto a distinguere tra condizioni di fondo e fenomeni di contaminazione, e a integrare il tema dei siti contaminati in un quadro conoscitivo più ampio, basato su sistemi di monitoraggio estesi e continuativi.

 

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Suolo e siti contaminati

Il Pianeta intonato

Anno
2026

Tra le proposte più originali e innovative presenti nel catalogo formativo di Arpa Piemonte, Il Pianeta Intonato rappresenta un’esperienza di educazione alla sostenibilità che affianca ai tradizionali approcci informativi una forte dimensione espressiva e relazionale. Il progetto nasce dalla consapevolezza che le sfide ambientali contemporanee richiedano percorsi educativi capaci non soltanto di trasmettere conoscenze, ma anche di coinvolgere la sfera emotiva e culturale delle persone, favorendo una comprensione più profonda e partecipata dei temi della sostenibilità.

Concepito come un evento di taglio teatrale e musicale, il format si fonda sull’incontro tra competenze differenti e complementari: quelle tecnico-scientifiche, quelle artistiche e quelle pedagogiche. Sul palco si alternano infatti tre figure professionali provenienti da ambiti diversi – un ingegnere ambientale, un artista musicista e un pedagogista – a testimonianza del carattere intrinsecamente interdisciplinare della sostenibilità, tema che richiede il dialogo costante tra scienze, discipline umanistiche, educazione e cultura.

Attraverso narrazioni, riflessioni, musica eseguita dal vivo e momenti di interazione con il pubblico, Il pianeta intonato propone una modalità di apprendimento basata sulla partecipazione e sul coinvolgimento emotivo. L’obiettivo non è soltanto approfondire contenuti ambientali, ma offrire ai docenti strumenti metodologici e suggestioni educative utili a promuovere nelle classi una cultura della sostenibilità capace di integrare ragione ed emozione, conoscenza e responsabilità, dati scientifici e dimensione valoriale. In questa prospettiva, il teatro e la musica diventano linguaggi in grado di creare connessioni tra scienze naturali e discipline umanistiche, favorendo processi di apprendimento significativi e duraturi.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di educazione alla sostenibilità promosso da Arpa Piemonte, che riconosce nell’approccio interdisciplinare uno degli elementi essenziali per affrontare la complessità delle questioni ambientali contemporanee. Il format trae inoltre origine da precedenti esperienze educative sviluppate dall’Agenzia, tra cui il progetto Musica d’Ambiente, consolidando una riflessione pluriennale sul ruolo delle arti e della narrazione nella promozione di comportamenti consapevoli e orientati alla tutela dell’ambiente.

Nel corso dell’anno scolastico 2024/2025, Il pianeta intonato è stato proposto il 25 settembre 2024 a Novara e il 26 settembre 2024 a Vercelli, per poi essere ospitato il 14 marzo 2025 nel Comune di Battipaglia, in Campania, nell’ambito di un’iniziativa dedicata ai cambiamenti climatici e alla sostenibilità. Gli appuntamenti hanno registrato una partecipazione significativa di docenti, studenti e cittadini, confermando l’interesse verso formule educative capaci di coniugare rigore scientifico, divulgazione e linguaggi artistici.

Ciascun incontro, della durata di circa un’ora e mezza, ha offerto al pubblico un’esperienza formativa che ha intrecciato scienze ambientali, musica, arti espressive e riflessione pedagogica, nella convinzione che l’educazione alla sostenibilità possa risultare particolarmente efficace quando riesce a coinvolgere contemporaneamente dimensioni cognitive, emotive e relazionali.

Di seguito si riporta il collegamento al video realizzato in occasione della presentazione del format presso il Circolo dei Lettori di Torino, il 14 dicembre 2023 Il pianeta intonato.

locandina il Pianeta Intonato - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Il pianeta intonato: https://www.youtube.com/watch?v=63Uj1lD8_vY

Miti di fondazione: https://www.mitidifondazione.unito.it

Video della presentazione del format presso il Circolo dei lettori il 14 dicembre 2023 https://www.youtube.com/watch?v=63Uj1lD8_vY

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Educazione alla sostenibilità

Andamento delle concentrazioni dei pollini allergenici nel 2025 e confronto con le serie storiche

Capitolo
Pollini e Aria
Anno
2026

Le concentrazioni polliniche medie settimanali rilevate nel 2025 dalle stazioni attive sono state confrontate con le medie settimanali del decennio precedente, (2015-2024). Fa eccezione la stazione di monitoraggio di La Loggia, attivata alla fine del 2024, per la quale non è ancora disponibile una serie storica sufficientemente estesa per effettuare un confronto significativo.

In particolare, si presenta di seguito il confronto tra i dati di due stazioni, Novara e Omegna (VCO), selezionate in quanto, nell’anno in corso, dispongono di serie complete con una percentuale di dati mancanti inferiori al 10%. Le famiglie polliniche considerate nel 2025 sono: Oleaceae e Pinaceae, rappresentative delle famiglie arboree) e Urticaceae, a rappresentare le famiglie erbacee.

Di seguito sono riportate le elaborazioni grafiche che sintetizzano i principali risultati emersi da questo confronto.
 

Oleaceae

Famiglia di piante prevalentemente legnose, diffuse soprattutto nelle regioni subtropicali o temperato-calde. La famiglia delle Oleaceae è ben rappresentata in Piemonte, sia con specie autoctone sia con specie coltivate per il loro valore economico e ornamentale. La famiglia comprende generi di rilevanza alimentare, come l’Olea, di interesse industriale, come il Fraxinus, e ornamentale come il Ligustrum

Il polline delle Oleaceae può comparire già nel mese di gennaio con la fioritura del frassino e persistere per tutta la primavera e l’estate con l’olivo e il ligustro. Il contributo del polline di questa famiglia al carico allergenico primaverile è notevole: il frassino, infatti, è ampiamente utilizzato come specie ornamentale e per alberature stradali in ambito urbano, raggiungendo durante la fioritura concentrazioni polliniche elevate. Inoltre, gli inverni più miti e la ridotta frequenza di gelate intense hanno favorito la diffusione dell’olivo anche alle nostre latitudini, sia per scopi economici sia ornamentali. 

Nel 2025, l’andamento delle Oleaceae nelle stazioni piemontesi monitorate rispecchia il tipico andamento stagionale sopra descritto, seppur con valori medi settimanali sensibilmente superiori rispetto alle medie storiche disponibili. 

Dati della rete POLLnet - Arpa Piemonte
Pinaceae

Famiglia di conifere, prevalentemente diffuse nell’emisfero boreale, comprendente piante di alto fusto, resinose e molto sfruttate per il loro legname. Le pinacee costituiscono una componente essenziale dei boschi piemontesi, in particolare nelle aree alpine e subalpine, ma sono presenti anche in ambito collinare e di pianura grazie all’introduzione di alcune specie, sia autoctone sia alloctone, per interventi di rimboschimento o per finalità ornamentali. 

Le conifere producono enormi quantità di polline, spesso visibile in primavera come una polvere giallastra che si deposita superfici di auto, balconi e specchi d'acqua. I granuli pollinici, generalmente di grandi dimensioni - comprese tra 50 e 100 µm, sono frequentemente dotati di sacche aerifere (soprattutto nei pini) e vengono dispersi anche su lunghe distanze per effetto del vento. Il periodo di massima emissione è la primavera, quando compaiono i pollini di pino e larice, per proseguire in estate con la fioritura dell’abete fino all'autunno inoltrato con i pollini del cedro del Libano.

La famiglia delle Pinaceae presenta un basso grado di allergenicità, dovuto in parte alle grandi dimensioni del polline che ne limitano la penetrazione nelle vie respiratorie più profonde. Tuttavia, l’accumulo elevato di polline nell’aria può causare irritazioni alle mucose con sintomi quali congestione nasale, prurito e bruciore agli occhi.

Nel 2025, le concentrazioni polliniche delle Pinaceae confermano il tipico andamento stagionale, con i due picchi principali, in primavera-estate e in autunno. Nel Verbano i valori restano in linea con la serie storica, mentre nelle stazioni di Novara, Cuneo e Alessandria si osservano medie settimanali più elevate rispetto ai valori di riferimento.

Dati rete POLLnet - Arpa Piemonte
Urticaceae

Famiglia di piante erbacee, arbustive e arboree, diffuse prevalentemente nelle regioni tropicali. In Piemonte questa famiglia è rappresentata dai generi Parietaria e Urtica, specie erbacee spontanee, comuni e spesso infestanti, tipiche di ambienti ricchi di azoto. Le urticacee sono piante ubiquitarie, crescono in zone ruderali e ai margini dei boschi, e risultano diffuse anche nei centri urbani e periurbani. Il loro polline è piccolo (10–20 µm), leggero, prodotto in grandi quantità e facilmente inalabile, in grado di penetrare nelle vie aeree anche in profondità. 

Il periodo di pollinazione esteso (da febbraio/marzo ad ottobre con picchi primaverili ed estivi) crea pollinosi persistenti con sintomi presenti quasi tutto l’anno. La loro ampia diffusione negli ambienti antropizzati, dove si concentra la popolazione, conferisce a questa famiglia un rilevante interesse dal punto di vista allergologico.

Nel 2025 le concentrazione polliniche seguono il tipico andamento stagionale, ma con valori medi settimanali generalmente superiori rispetto alle medie storiche disponibili. I due picchi estivi sono riconoscibili, con intensità variabile a seconda della stazione di monitoraggio.
 

Dati rete POLLnet - Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino settimanale pollini Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/pollini-allergenici

Wikipedia famiglia delle Oleaceae  https://it.wikipedia.org/wiki/Oleaceae

Wikipedia famiglia delle Pinaceae https://it.wikipedia.org/wiki/Pinaceae

Wikipedia genere Urticaceae https://it.wikipedia.org/wiki/Urticaceae

Il monitoraggio aerobiologico. Tra patrimonio naturale e intelligenza artificiale https://pollnet.isprambiente.it/2025/03/20/giornata-nazionale-del-polline-2025/

21 marzo 2025, Giornata nazionale del polline: la situazione dei pollini allergenici in Italia https://www.snpambiente.it/snpa/21-marzo-2025-giornata-nazionale-del-polline-la-situazione-dei-pollini-allergenici-in-italia/

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Ambiente e salute

Riscaldamento globale

Anno
2026

Riscaldamento globale è il termine utilizzato per descrivere l’aumento della temperatura media dell’atmosfera terrestre e degli oceani, una tendenza che sta cambiando in modo permanente e sempre più repentino il clima della terra. 

La causa del riscaldamento globale è dovuta al forcing radiativo positivo, causato dall’aumento drammatico della concentrazione dei gas serra in atmosfera: anidride carbonica, metano e protossido di azoto hanno raggiunto concentrazioni mai viste negli ultimi 800.000 anni. 

I dati e le osservazioni confermano che il riscaldamento globale è inequivocabile (già dal rapporto IPCC del 2013) e che i tassi di incremento della temperatura sono stati decisamente più elevati negli ultimi vent’anni. 

Misure strumentali della temperatura a livello globale, dirette e indirette attraverso strumenti di remote sensing, sono disponibili dalla metà del XIX secolo, mentre diversi dataset, più completi e affidabili sono disponibili dal 1950 in avanti. 

L’insieme di tutte queste misure, attraverso elaborazioni complesse, consente di tracciare l’andamento della temperatura media globale nel tempo.

Sulla base di tali elaborazioni, si può affermare che la tendenza della temperatura media superficiale globale (terra e oceani) ha fatto registrare un riscaldamento record nel 2024, con un'anomalia di circa 1.54°C rispetto alla media pre-industriale (1850-1900). Il 2025 si è confermato tra gli anni più caldi di sempre, posizionandosi come il terzo anno più caldo con un riscaldamento di circa 1.44°C, preceduto solo dal record del 2024 e dal 2023 (con circa 1.47°C).

 

Anomalia Temperatura globale (°C), relativa alla media 1850-1900 (Berkeley Earth Data)

Il picco di riscaldamento osservato tra il 2023 e il 2025 è stato estremo e suggerisce un'accelerazione del tasso di riscaldamento della Terra. Questo picco ha molteplici cause, tra cui la variabilità naturale e il riscaldamento globale di origine antropica dovuto all'accumulo di gas serra; tuttavia, come discusso in seguito, riteniamo che siano necessari ulteriori fattori per spiegare appieno la portata di questo evento. La riduzione della copertura nuvolosa bassa e dell'inquinamento da aerosol di zolfo di origine antropica ha probabilmente giocato un ruolo aggiuntivo significativo nel recente riscaldamento.

A differenza del 2023 e del 2024, anni caratterizzati dal fenomeno El Niño Southern Oscillation (ENSO), il 2025 è iniziato e terminato con un modesto evento La Niña. Gli eventi La Niña sono tipicamente associati a un moderato raffreddamento della temperatura media globale. Sebbene la Terra si sia raffreddata nel 2025 rispetto agli anni precedenti, l'effetto di raffreddamento previsto è stato, nella migliore delle ipotesi, relativamente modesto.

Nel 2025, il 9.1% della superficie terrestre ha registrato temperature medie annue record a livello locale, di cui il 10.6% delle aree terrestri e l'8.3% delle aree oceaniche. Queste aree coincidevano con numerosi grandi centri abitati. Stimiamo che 770 milioni di persone – l'8.5% della popolazione mondiale – abbiano sperimentato temperature medie annue record a livello locale nel 2025. I maggiori centri abitati colpiti da temperature record nel 2025 si trovavano principalmente in Asia, con circa 450 milioni di persone in Cina.

A causa dei recenti fenomeni di raffreddamento naturale iniziati negli oceani, si prevede che il 2026 sarà probabilmente simile al 2025. L'ipotesi più probabile è che il 2026 si classifichi come il quarto anno più caldo dal 1850, sebbene siano possibili anche risultati più caldi o più freddi. La probabilità di temperature record nel 2026 è bassa, ma non può essere esclusa.

Informazioni e risorse aggiuntive

El Niño-Oscillazione Meridionale https://it.wikipedia.org/wiki/El_Ni%C3%B1o

La Niña https://en.wikipedia.org/wiki/2020%E2%80%932023_La_Ni%C3%B1a_event

Berkeley Earth Global Temperature Report for 2025  https://berkeleyearth.org/global-temperature-report-for-2025/

 

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Clima

Precipitazioni ragguagliate per bacino idrografico 2025

Anno
2026

Nel 2025 la precipitazione media sull’intero bacino del fiume Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, è risultata pari a 1145 mm, con un’anomalia positiva dell’8% rispetto alla norma climatica di riferimento del periodo 1991‑2020. L’inverno 2025 è stato caratterizzato da precipitazioni inferiori alla norma (circa −16%), mentre la primavera ha fatto registrare un’anomalia positiva pari al 50%. In estate le precipitazioni sono risultate complessivamente in linea con la norma, mentre l’autunno ha mostrato un’anomalia negativa del 36% rispetto al periodo di riferimento. Aprile è stato il mese più piovoso dell’anno, con un accumulo di circa 216 mm, risultando anche il mese con la maggiore anomalia positiva (circa +100%), mentre febbraio è stato il mese più secco, con soli 29 mm medi sull’intero bacino del Po.

Il 2025 si è aperto con un mese di gennaio caratterizzato da precipitazioni superiori alla media di riferimento. Sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono caduti in media 85 mm di pioggia, con un surplus pluviometrico del 67%. Tutti i bacini hanno registrato valori superiori alla media, con i surplus più marcati nei bacini meridionali dell’Orba (+159%) e dello Scrivia‑Curone (+169%).

Il mese di febbraio, con soli 29 mm di precipitazione e un deficit del 38%, è risultato il più secco dell’anno. Tutti i bacini, ad eccezione di quelli meridionali dell’Orba e dello Scrivia‑Curone, hanno registrato un deficit pluviometrico compreso tra il −69% e il −18%.

I mesi di marzo e aprile sono stati caratterizzati da precipitazioni notevolmente superiori alla norma climatica 1991‑2020. Nel mese di marzo sono caduti mediamente 120 mm di pioggia, corrispondenti a un surplus pluviometrico del 79%. I surplus più significativi, anche superiori al 100%, hanno interessato le aree meridionali dei bacini della Stura di Demonte, del Tanaro, della Bormida, dell’Orba e dello Scrivia‑Curone, nonché le aree occidentali della Stura di Lanzo, del Pellice, dell’Alto Po, del Varaita e della Maira. Nel mese di aprile le precipitazioni medie sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono state pari a 216 mm, un valore corrispondente al doppio della norma climatologica 1991‑2020. Sulle aree occidentali dei bacini dell’Orco, della Stura di Lanzo, della Dora Riparia e del Pellice, sul bacino della Dora Baltea e nelle aree orientali e settentrionali dei bacini della Sesia e del Toce sono stati registrati surplus pluviometrici superiori al 150%. Al contrario, i surplus più contenuti, inferiori al 50%, hanno interessato le aree meridionali della Stura di Demonte e dello Scrivia‑Curone.

A differenza dei due mesi precedenti, maggio è stato caratterizzato da precipitazioni leggermente inferiori alla media climatica 1991‑2020. Sul bacino del Po la precipitazione media è stata pari a 118 mm, corrispondenti a un deficit pluviometrico del 5%.

Le precipitazioni registrate nel mese di giugno sono state mediamente pari a circa 52 mm, corrispondenti a uno scarto negativo del 46% rispetto alla norma climatica 1991‑2020. I deficit più marcati, superiori al 65%, si sono registrati nei bacini orientali dell’Agogna‑Terdoppio, in quelli occidentali della Stura di Lanzo, del Pellice e dell’Alto Po e nei bacini meridionali dell’Orba e dello Scrivia‑Curone. Al contrario, deficit inferiori al 40% sono stati osservati nei bacini del Cervo e del Toce.

Precipitazioni giornaliere medie in Piemonte anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Il mese di luglio, con una precipitazione media di 78 mm, è stato caratterizzato da piogge cumulate superiori alla media climatica 1991‑2020, pari a circa il 10% in più rispetto ai valori normalmente attesi. Le precipitazioni non si sono tuttavia distribuite in modo uniforme sul territorio. I maggiori surplus si sono registrati nelle aree orientali dei bacini della Sesia (+22%) e del Cervo (+54%) e in quelle meridionali della Bormida (+36%), dell’Orba (+142%) e dello Scrivia‑Curone (+80%). Al contrario, le aree occidentali dei bacini dell’Orco, della Stura di Lanzo, del Pellice, dell’Alto Po, del Varaita e della Maira, nonché le aree meridionali della Stura di Demonte, hanno registrato un deficit compreso tra il 19% e il 33%.

I 113 mm di precipitazione media registrati nel mese di agosto sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, corrispondono a uno scarto positivo del 37% rispetto alla norma climatica 1991‑2020. I maggiori surplus pluviometrici si sono osservati nei bacini dell’Orba e dell’Agogna‑Terdoppio, dove gli apporti risultano prossimi al doppio dei valori medi climatologici. I bacini della Dora Riparia e del Pellice hanno mostrato precipitazioni in linea con la norma, mentre l’unico bacino ad aver registrato un deficit pluviometrico è stato quello della Stura di Lanzo, con uno scarto negativo del 21%.

Nel mese di settembre le precipitazioni sono risultate complessivamente superiori alla norma climatica 1991‑2020. Sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono stati registrati mediamente 141 mm, corrispondenti a uno scarto positivo del 37%. I maggiori surplus hanno interessato i bacini dell’Orba (+124%), della Bormida (+64%), del Toce (+56%) e della Dora Riparia (+52%). Le aree occidentali dell’Alto Po e del Pellice hanno registrato precipitazioni in linea con la norma climatica, mentre i settori meridionali del Tanaro e della Stura di Demonte hanno mostrato condizioni di deficit pluviometrico.

Dopo tre mesi, caratterizzati da precipitazioni superiori alla media, i mesi di ottobre e novembre, con valori medi rispettivamente pari a 41 mm e 45 mm, sono stati contraddistinti da precipitazioni significativamente inferiori alla norma climatica 1991‑2020, con deficit del 65% e del 67%. I maggiori deficit pluviometrici, superiori al 70%, hanno interessato il bacino settentrionale del Toce, quelli orientali del Cervo e della Sesia, quelli occidentali dell’Orco, della Stura di Lanzo, del Pellice e dell’Alto Po, nonché il bacino meridionale del Tanaro.

Il 2025 si è concluso con un mese di dicembre caratterizzato da precipitazioni superiori alla media di riferimento. Sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono caduti in media 106 mm di pioggia, con un surplus pluviometrico del 79%. I maggiori surplus, in alcuni casi superiori al 170%, hanno interessato le aree occidentali dei bacini del Pellice, dell’Alto Po, del Varaita e del Maira, oltre a quelle meridionali dello Stura di Demonte, del Tanaro e della Bormida. Gli unici due bacini che hanno registrato precipitazioni inferiori alla media di riferimento, con un deficit pari al 20%, sono stati quello della Dora Baltea e del Toce.

Fonte Arpa Piemonte

Nel complesso, l’anno 2025 è stato caratterizzato da precipitazioni leggermente superiori alla norma climatica 1991‑2020 sull’intero bacino del Po. La maggior parte dei bacini ha registrato quantitativi annui prossimi alla media, con scarti positivi generalmente compresi tra il +1% e il +10%; i surplus pluviometrici annui più significativi hanno invece interessato i bacini meridionali, in particolare quelli dell’Orba (+30%), dello Scrivia‑Curone (+23%) e della Bormida (+21%).

Informazioni e risorse aggiuntive

  Geoportale di Arpa Piemonte, precipitazioni e portate, dati e cartografie
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

Servizio Precipitazioni e portate di Arpa Piemonte
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

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Acqua

Concentrazioni polliniche e serie storica - Ambrosia artemisiifolia

Anno
2026

L'Ambrosia artemisiifolia è una pianta erbacea della famiglia delle Asteraceae ed è maggiormente presente nel periodo tardo estivo, a partire dal mese di agosto fino a ottobre.

Si tratta di una specie esotica di particolare interesse dal punto di vista sanitario, in quanto responsabile di reazioni allergiche importanti.

L’andamento storico di questa pianta è illustrato attraverso i valori annuali di concentrazione, noti come integrale pollinico, aggiornati fino al 2025 per le stazioni di Novara e Alessandria. L'analisi della serie evidenzia 3 picchi: Il primo si osserva tra il 2011 e il 2012, quando si è raggiunto il valore massimo di integrale pollinico annuale (nel 2011 a Novara e nel 2012 ad Alessandria); il secondo nel 2019, il terzo nel 2024, rilevato per la stazione di Novara.

Per quest’ultima si osserva un andamento decrescente dei tre massimi nel tempo. Diversamente, ad Alessandria, i dati più recenti sembrano indicare un incremento delle concentrazioni negli ultimi due anni. Il monitoraggio futuro permetterà di effettuare una valutazione più completa dell'evoluzione del fenomeno.

Fonte Arpa Piemonte

L’Ambrosia, originaria del Sud America, si è diffusa in Europa da circa 20 anni, risultando oggi ampiamente presente e di difficile eradicazione. Un importante antagonista naturale di questa specie è l’insetto Ophraella communa, un coleottero che si nutre quasi esclusivamente di foglie e fiori di piante appartenenti alle composite, con una particolare predilezione per Ambrosia artemisiifolia

Ophraella communa svolge la maggior parte del proprio ciclo vitale sulla parte aerea della pianta ospite. Larve e adulti si alimentano principalmente delle foglie, sulle quali vengono deposte anche le uova, senza tuttavia trascurare i fiori. In condizioni di infestazione elevata, questo insetto può causare su Ambrosia artemisiifolia gravi fenomeni di defogliazione e un generale deperimento delle piante, che appaiono fortemente compromesse. In alcuni casi, l’effetto osservato in campo risulta paragonabile a quello di un diserbo selettivo.

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Bollettini pollini allergenici

Anno
2026

Il bollettino pollinico riassume la quantità di polline presente nell’atmosfera in un determinato territorio, rilevata quotidianamente dal campionatore installato nelle stazioni di monitoraggio, dal lunedì alla domenica. I dati sono espressi come concentrazioni giornaliere di polline (numero di pollini per metro cubo), riferite a specifiche famiglie o generi.

A fini comunicativi e sulla base di soglie prestabilite, le concentrazioni sono rappresentate tramite un codice colore: il bianco indica l’assenza di polline, mentre giallo, arancione e rosso corrispondono rispettivamente a livelli di concentrazione bassi, medi e alti. Se, in una determinata giornata, non è stato possibile rilevare la concentrazione pollinica, nel bollettino viene utilizzato il colore grigio. Questa classificazione riflette la quantità di polline prodotta dalle singole famiglie/generi e non rappresenta il valore soglia che può scatenare una reazione allergica nell'essere umano.

Il bollettino viene pubblicato con cadenza settimanale, ogni mercoledì (il giorno di emissione può variare in presenza di festività), e riporta i dati relativi alla settimana appena conclusa.

l bollettino comprende le 17 famiglie botaniche di maggiore rilevanza allergologica. In aggiunta, vengono fornite informazioni dettagliate su due generi di asteracee—ambrosia e artemisia—caratterizzati da un elevato potere allergizzante, nonché sulla concentrazione della spora fungina del genere Alternaria.

In ciascun bollettino sono riportate sia la previsione della quantità di polline attesa per la settimana in corso—elaborata sulla base delle condizioni meteorologiche e dell’andamento storico delle singole famiglie/generi— sia una valutazione di sintesi della quantità di polline aerodisperso.

Esempio di bollettino pollinico - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino pollini allergenici di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/pollini-allergenici

Archivio dei bollettini dei pollini di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/pollini/ 

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