Pianificazione comunale - aggiornamento del quadro del dissesto e applicazione dei provvedimenti cautelari

Al fine di poter disciplinare le azioni riguardanti la difesa idrogeologica del territorio, la Regione Piemonte deve poter disporre di una conoscenza aggiornata delle situazioni di dissesto.
Uno strumento utile al raggiungimento di tale scopo è rappresentato dagli strumenti urbanistici comunali, che contengono gli studi geologici relativi al quadro del dissesto redatti alla scala locale e che forniscono indicazioni circa la pericolosità geologica e la relativa idoneità all’utilizzo urbanistico del territorio.

Il Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), approvato nel 2001, obbliga i comuni ad effettuare, attraverso la revisione dei propri strumenti urbanistici, la verifica delle effettive situazioni di dissesto e di rischio idraulico ed idrogeologico presenti sul territorio rispetto a quelle individuate dal Piano. A più di 24 anni dall’entrata in vigore del PAI, buona parte dei comuni piemontesi (1048) ha adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI: in tale computo sono stati inseriti i Comuni che hanno portato a termine la procedura urbanistica di adeguamento al PAI e quelli che sono stati esonerati da tale adempimento (con Delibere di Giunta regionale nei primi anni 2000) perché già dotati di uno studio idrogeologico ritenuto, all’epoca dell’esonero, soddisfacente i criteri della Circolare P.G.R. dell'8 maggio 1996 n. 7/lap che forniva le specifiche tecniche per l’elaborazione degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici. I restanti Comuni piemontesi possono essere suddivisi tra quelli che non hanno ancora proceduto alle necessarie verifiche (28) e quelli che hanno tuttora le procedure di adeguamento in corso (104), specificando che in tale categoria sono ricompresi anche quei Comuni che hanno portato a termine un adeguamento parziale, rispetto alla propria estensione territoriale (10).

Considerato che non tutti i comuni hanno adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI, per colmare la mancanza di informazioni derivanti da un quadro del dissesto non completo, la Regione Piemonte ha provveduto ad elaborare specifici criteri, approvati con la DGR n. 25-7286 del 30 luglio 2018, ora abrogata e confluita nella DGR n. 8-905 del 24 marzo 2025 contenente i “Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale e urbanistica”, in base ai quali gli uffici regionali possono predisporre le carte del dissesto dei comuni non ancora adeguati al PAI, propedeutiche alla redazione delle necessarie varianti agli strumenti urbanistici.

La citata DGR n. 8-905 conferma quanto stabilito dalla DGR n. 25-7286 ovvero che il quadro del dissesto individuato dagli uffici regionali debba avere una ricaduta sulle disposizioni urbanistico-edilizie dei comuni inadempienti attraverso l'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI (quadro dei dissesti), così da rendere cogenti i vincoli derivanti dall'applicazione dell'art. 9 delle Norme di Attuazione (NA) dello stesso PAI.
Fino all'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI o all’adozione della variante di adeguamento al PAI del Piano Regolatore Generale (PRG), le citate DGR stabiliscono che alle aree in dissesto, come sopra individuate, debbano essere applicati i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della legge urbanistica regionale n. 56/1977 (LUR), che prevedono limitazioni all’uso del territorio.

Tra il 2020 e il 2022, sono state predisposte le cartografie del dissesto riguardanti 95 comuni che hanno portato ad aggiornare l’elaborato 2 del PAI con decreto dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po n. 62/2024 del 26 agosto 2024. Tali comuni, pur non possedendo uno studio geomorfologico e idrogeologico di dettaglio, sono quindi stati inclusi nel conteggio di quelli adeguati al PAI, e differenziati dagli altri in Figura 1 con un retino.

Figura 1. Stato di adeguamento al PAI nei Comuni piemontesi
Figura 2. Numero di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia
Figura 3. Percentuale di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia

Nel corso del 2024 le attività sono proseguite con la predisposizione del quadro del dissesto dei 19 comuni facenti parte dell'ex Comunità Montana Val Curone, Grue e Ossona ai fini dell'aggiornamento dell'elaborato 2 del PAI e, nelle more di tale aggiornamento, dell'applicazione dei provvedimenti cautelari previsti dall'art. 9 bis della LUR, che sono stati applicati nel maggio 2025 con apposite deliberazioni della Giunta regionale.

Nel 2025 le attività sono proseguite predisponendo il quadro del dissesto di ulteriori 34 comuni che hanno iniziato in passato delle procedure urbanistiche di adeguamento al PAI ma che non hanno concluso l’iter di approvazione dello strumento urbanistico. Per tali comuni, nel corso del 2026, verrà valutata l’opportunità di applicare i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della LUR.

È da evidenziare che, per quanto riguarda i comuni non ancora adeguati al PAI, alle aree in dissesto individuate dal PAI o dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), si applicano comunque le disposizioni dell’art. 9 delle NA dello stesso PAI.

Processo di acquisizione ed elaborazione dati, finalizzato alla digitalizzazione delle cartografie di sintesi dell’idoneità geologica all’utilizzo urbanistico dei piani regolatori comunali, anche a supporto del progetto "Scheda del territorio"

Durante il 2025 è proseguito, seppur a ritmo contenuto, il lavoro di raccolta dei dati derivanti dalle carte di sintesi della pericolosità geomorfologica presenti nei piani regolatori comunali e redatte in accordo con quanto previsto dalla circolare 7/LAP del 1996. Tale progetto, iniziato nel 2022 in collaborazione con i tecnici del CSI Piemonte, è finalizzato a rendere fruibili ai soggetti interessati questa tipologia di dati urbanistici. Il servizio è accessibile al pubblico attraverso il Geoportale Piemonte (visualizza/sezione Difesa del Suolo) ed il servizio online Scheda del territorio. Al momento sono state caricate le carte di sintesi di 682 comuni, di cui 40 acquisite nell’arco dell’anno. In particolare il lavoro si è concentrato sulla provincia di Torino e sulla provincia di Biella. Per quanto riguarda i dati di quest’ultima, sono stati utilizzati i dati presenti sul Geoportale della Provincia di Biella. I dati in questione, prima di essere utilizzati, sono stati esaminati dal Settore Geologico per verificare la conformità rispetto agli standard regionali, in particolare per quanto concerne il recepimento delle eventuali prescrizioni ex officio.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Al fine di poter disciplinare le azioni riguardanti la difesa idrogeologica del territorio, la Regione Piemonte deve poter disporre di una conoscenza aggiornata delle situazioni di dissesto.
Uno strumento utile al raggiungimento di tale scopo è rappresentato dagli strumenti urbanistici comunali, che contengono gli studi geologici relativi al quadro del dissesto redatti alla scala locale e che forniscono indicazioni circa la pericolosità geologica e la relativa idoneità all’utilizzo urbanistico del territorio.

Il Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), approvato nel 2001, obbliga i comuni ad effettuare, attraverso la revisione dei propri strumenti urbanistici, la verifica delle effettive situazioni di dissesto e di rischio idraulico ed idrogeologico presenti sul territorio rispetto a quelle individuate dal Piano. A più di 24 anni dall’entrata in vigore del PAI, buona parte dei comuni piemontesi (1048) ha adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI: in tale computo sono stati inseriti i Comuni che hanno portato a termine la procedura urbanistica di adeguamento al PAI e quelli che sono stati esonerati da tale adempimento (con Delibere di Giunta regionale nei primi anni 2000) perché già dotati di uno studio idrogeologico ritenuto, all’epoca dell’esonero, soddisfacente i criteri della Circolare P.G.R. dell'8 maggio 1996 n. 7/lap che forniva le specifiche tecniche per l’elaborazione degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici. I restanti Comuni piemontesi possono essere suddivisi tra quelli che non hanno ancora proceduto alle necessarie verifiche (28) e quelli che hanno tuttora le procedure di adeguamento in corso (104), specificando che in tale categoria sono ricompresi anche quei Comuni che hanno portato a termine un adeguamento parziale, rispetto alla propria estensione territoriale (10).

Considerato che non tutti i comuni hanno adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI, per colmare la mancanza di informazioni derivanti da un quadro del dissesto non completo, la Regione Piemonte ha provveduto ad elaborare specifici criteri, approvati con la DGR n. 25-7286 del 30 luglio 2018, ora abrogata e confluita nella DGR n. 8-905 del 24 marzo 2025 contenente i “Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale e urbanistica”, in base ai quali gli uffici regionali possono predisporre le carte del dissesto dei comuni non ancora adeguati al PAI, propedeutiche alla redazione delle necessarie varianti agli strumenti urbanistici.

La citata DGR n. 8-905 conferma quanto stabilito dalla DGR n. 25-7286 ovvero che il quadro del dissesto individuato dagli uffici regionali debba avere una ricaduta sulle disposizioni urbanistico-edilizie dei comuni inadempienti attraverso l'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI (quadro dei dissesti), così da rendere cogenti i vincoli derivanti dall'applicazione dell'art. 9 delle Norme di Attuazione (NA) dello stesso PAI.
Fino all'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI o all’adozione della variante di adeguamento al PAI del Piano Regolatore Generale (PRG), le citate DGR stabiliscono che alle aree in dissesto, come sopra individuate, debbano essere applicati i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della legge urbanistica regionale n. 56/1977 (LUR), che prevedono limitazioni all’uso del territorio.

Tra il 2020 e il 2022, sono state predisposte le cartografie del dissesto riguardanti 95 comuni che hanno portato ad aggiornare l’elaborato 2 del PAI con decreto dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po n. 62/2024 del 26 agosto 2024. Tali comuni, pur non possedendo uno studio geomorfologico e idrogeologico di dettaglio, sono quindi stati inclusi nel conteggio di quelli adeguati al PAI, e differenziati dagli altri in Figura 1 con un retino.

Figura 1. Stato di adeguamento al PAI nei Comuni piemontesi
Figura 2. Numero di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia
Figura 3. Percentuale di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia

Nel corso del 2024 le attività sono proseguite con la predisposizione del quadro del dissesto dei 19 comuni facenti parte dell'ex Comunità Montana Val Curone, Grue e Ossona ai fini dell'aggiornamento dell'elaborato 2 del PAI e, nelle more di tale aggiornamento, dell'applicazione dei provvedimenti cautelari previsti dall'art. 9 bis della LUR, che sono stati applicati nel maggio 2025 con apposite deliberazioni della Giunta regionale.

Nel 2025 le attività sono proseguite predisponendo il quadro del dissesto di ulteriori 34 comuni che hanno iniziato in passato delle procedure urbanistiche di adeguamento al PAI ma che non hanno concluso l’iter di approvazione dello strumento urbanistico. Per tali comuni, nel corso del 2026, verrà valutata l’opportunità di applicare i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della LUR.

È da evidenziare che, per quanto riguarda i comuni non ancora adeguati al PAI, alle aree in dissesto individuate dal PAI o dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), si applicano comunque le disposizioni dell’art. 9 delle NA dello stesso PAI.

Processo di acquisizione ed elaborazione dati, finalizzato alla digitalizzazione delle cartografie di sintesi dell’idoneità geologica all’utilizzo urbanistico dei piani regolatori comunali, anche a supporto del progetto "Scheda del territorio"

Durante il 2025 è proseguito, seppur a ritmo contenuto, il lavoro di raccolta dei dati derivanti dalle carte di sintesi della pericolosità geomorfologica presenti nei piani regolatori comunali e redatte in accordo con quanto previsto dalla circolare 7/LAP del 1996. Tale progetto, iniziato nel 2022 in collaborazione con i tecnici del CSI Piemonte, è finalizzato a rendere fruibili ai soggetti interessati questa tipologia di dati urbanistici. Il servizio è accessibile al pubblico attraverso il Geoportale Piemonte (visualizza/sezione Difesa del Suolo) ed il servizio online Scheda del territorio. Al momento sono state caricate le carte di sintesi di 682 comuni, di cui 40 acquisite nell’arco dell’anno. In particolare il lavoro si è concentrato sulla provincia di Torino e sulla provincia di Biella. Per quanto riguarda i dati di quest’ultima, sono stati utilizzati i dati presenti sul Geoportale della Provincia di Biella. I dati in questione, prima di essere utilizzati, sono stati esaminati dal Settore Geologico per verificare la conformità rispetto agli standard regionali, in particolare per quanto concerne il recepimento delle eventuali prescrizioni ex officio.

Anno
2026

Gestione di sbarramenti e invasi artificiali

Anno
2026

La Regione Piemonte è l'autorità tutoria per la vigilanza sulla corretta gestione, per la sicurezza dei territori di valle, degli sbarramenti artificiali per l'accumulo idrico di propria competenza, ovvero quelli con volume inferiore a 1 milione di metri cubi e altezze inferiori a 15 metri.

All’interno del Catasto sbarramenti di competenza regionale, ne risultano censiti e in esercizio circa 820, prevalentemente di uso agricolo (590) e poi idroelettrico (110), di dimensioni prevalenti ricadenti nella classe di volumetria tra i 10.000 ed i 30.000 m3 ed altezze dello sbarramento tra 5 e 10 m, di tipologia con sbarramento in terra omogenea (85% del totale) posizionato fuori da un alveo fluviale.

La Regione inoltre è competente per la predisposizione o approvazione di diversi documenti riferiti alla gestione ordinaria o in emergenza e alla pianificazione di protezione civile per sbarramenti artificiali anche di competenza nazionale cioè con volumi ed altezze superiori.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Acqua

VIA - VAS - Strumenti ed indicazioni operative

Sul sito web regionale "Valutazioni ambientali", sezione "Strumenti e indicazioni operative VIA-VAS", è possibile consultare la seguente documentazione:

  • Legge regionale n. 13/2023 - tabella di corrispondenza categorie progettuali: la tabella facilita la lettura delle categorie progettuali per la VIA, evidenziando la corrispondenza tra le categorie progettuali previste dal d.lgs.152/2006, dalla l.r. 40/1998 abrogata e dalla nuova l.r. 13/2023
  • Indicazioni operative per la redazione del Rapporto ambientale nei processi di valutazione ambientale degli strumenti urbanistici (DD 30 novembre 2022, n. 701)
  • Modello DGR per il Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR)
  • Flussi relativi ai procedimenti di Valutazione Ambientale: diagrammi che rappresentano in modo sintetico i procedimenti di valutazione ambientale, alla luce anche delle recenti modifiche normative
  • Analisi procedimenti Task Force PNRR
  • Linee guida di riferimento

I contenuti della sezione sono finalizzati ad esemplificare, mettere a sistema, chiarire e facilitare lo svolgimento dei procedimenti di VIA e di VAS, fermo restando che il riferimento ufficiale e formale è costituito esclusivamente dall’apparato normativo vigente. 

Inoltre, nella Sezione “Studi e indagini di settore” del Portale nazionale delle valutazioni e autorizzazioni ambientali VAS-VIA-AIA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sono consultabili numerosi documenti tecnici di livello internazionale e nazionale a carattere metodologico e/o settoriale utili ai proponenti che devono intraprendere una procedura di VIA o di VAS ma anche a chiunque sia interessato ad approfondire il tema delle valutazioni ambientali nei suoi diversi aspetti. 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Sul sito web regionale "Valutazioni ambientali", sezione "Strumenti e indicazioni operative VIA-VAS", è possibile consultare la seguente documentazione:

  • Legge regionale n. 13/2023 - tabella di corrispondenza categorie progettuali: la tabella facilita la lettura delle categorie progettuali per la VIA, evidenziando la corrispondenza tra le categorie progettuali previste dal d.lgs.152/2006, dalla l.r. 40/1998 abrogata e dalla nuova l.r. 13/2023
  • Indicazioni operative per la redazione del Rapporto ambientale nei processi di valutazione ambientale degli strumenti urbanistici (DD 30 novembre 2022, n. 701)
  • Modello DGR per il Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR)
  • Flussi relativi ai procedimenti di Valutazione Ambientale: diagrammi che rappresentano in modo sintetico i procedimenti di valutazione ambientale, alla luce anche delle recenti modifiche normative
  • Analisi procedimenti Task Force PNRR
  • Linee guida di riferimento

I contenuti della sezione sono finalizzati ad esemplificare, mettere a sistema, chiarire e facilitare lo svolgimento dei procedimenti di VIA e di VAS, fermo restando che il riferimento ufficiale e formale è costituito esclusivamente dall’apparato normativo vigente. 

Inoltre, nella Sezione “Studi e indagini di settore” del Portale nazionale delle valutazioni e autorizzazioni ambientali VAS-VIA-AIA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sono consultabili numerosi documenti tecnici di livello internazionale e nazionale a carattere metodologico e/o settoriale utili ai proponenti che devono intraprendere una procedura di VIA o di VAS ma anche a chiunque sia interessato ad approfondire il tema delle valutazioni ambientali nei suoi diversi aspetti. 

Priorità
V4 - Valutazioni
Anno
2026

Valutazione Ambientale Strategica (VAS)

Priorità
Anno
2026

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è uno strumento finalizzato a garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione, dell'adozione e approvazione di piani e programmi assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile. 

La VAS rappresenta, quindi, un supporto alla pianificazione finalizzato a consentire, durante l’iter decisionale, la ricerca e l’esame di alternative sostenibili e soluzioni efficaci dal punto di vista ambientale e la verifica delle ipotesi programmatiche, mediando e sintetizzando obiettivi di sviluppo socioeconomico e territoriale ed esigenze di sostenibilità ambientale.

La valutazione degli effetti di piani e programmi sull'ambiente è stata introdotta a livello europeo dalla Direttiva 2001/42/CE, recepita in Italia con il d.lgs. 152/2006 "Norme in materia ambientale", oggetto di numerose modifiche nel corso degli anni. 

A livello regionale il riferimento normativo è la legge regionale n. 13/2023 “Nuove disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica, valutazione di impatto ambientale e autorizzazione ambientale integrata”. 

In base alla tipologia e alla localizzazione del piano/programma, la competenza della procedura è assegnata allo Stato, alla Regione o agli Enti locali. 

Sul sito web istituzionale è possibile accedere:  

I soggetti coinvolti e le principali fasi della VAS 

Sotto sottoposti a VAS tutti i piani e i programmi elaborati per la valutazione e gestione della qualità dell’aria, per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o delle destinazioni dei suoli.

I soggetti coinvolti nel processo di VAS sono:

  • autorità competente: la pubblica amministrazione cui compete l'elaborazione del parere motivato di VAS
  • autorità procedente: la pubblica amministrazione che elabora il piano/programma o, nel caso in cui il piano/programma sia predisposto da un diverso soggetto pubblico o privato, è la pubblica amministrazione che recepisce, adotta o approva il piano/programma
  • soggetti competenti in materia ambientale: le pubbliche amministrazioni o gli enti pubblici che per le loro specifiche competenze o responsabilità in campo ambientale possono essere interessate agli impatti sull’ambiente dovuti all’attuazione dei piani o programmi
  • pubblico: uno o più persone fisiche o giuridiche nonché, ai sensi della legislazione vigente, le associazioni, le organizzazioni o i gruppi di tali persone.

La valutazione ambientale strategica è un processo che comporta lo svolgimento delle seguenti fasi:

  • fase di screening (verifica di assoggettabilità): processo attivato nei casi previsti dalla legge allo scopo di valutare se un piano o programma, o sua modifica, possa avere effetti significativi sull'ambiente e quindi sia da assoggettare alla procedura di VAS;
  • fase di scoping: preliminare all’elaborazione del Rapporto Ambientale (RA), è una fase di consultazione tra Autorità Procedente e Autorità Competente per definire portata e livello di dettaglio delle informazioni da includere nel rapporto ambientale;
  • redazione del rapporto ambientale: fase nella quale è elaborato il documento contenente tutte le informazioni necessarie per la VAS;
  • consultazioni: i documenti elaborati sono messi a disposizione sia dei soggetti con competenze ambientali (SCA) sia del pubblico;
  • valutazione del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni: si conclude con l'espressione del parere motivato da parte dell’Autorità Competente;
  • decisione e informazione: è la fase di approvazione del piano da parte dell'autorità procedente e la relativa pubblicazione;
  • monitoraggio degli effetti ambientali del piano o del programma: è effettuato dall’Autorità Procedente in collaborazione con l’Autorità Competente anche avvalendosi del Sistema delle Agenzie Ambientali e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Rapporto tra VAS e VIA

L’art. 10 del d.lgs. 152/2006 disciplina il coordinamento tra le procedure di VIA e VAS. In particolare, stabilisce che le analisi da prevedere nello Studio di Impatto Ambientale devono tener conto delle eventuali valutazioni effettuate e degli indirizzi definiti nell’ambito delle Valutazioni Ambientali Strategiche di piani/programmi di riferimento per l’opera sottoposta a VIA.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Valutazione d'impatto ambientale (VIA)

Priorità
Anno
2026

Nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale sono individuati e analizzati tutti gli impatti che le fasi di realizzazione, esercizio ed eventuale dismissione di un’opera in progetto potrebbero generare sulle componenti ambientali del territorio interferito. La rilevanza degli impatti e la loro mitigabilità non dipendono solo dalla tipologia progettuale ma anche dalla fase di “vita” del progetto considerata (cantiere, esercizio o dismissione) e dalle caratteristiche del territorio in cui si inserisce l’opera.

La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è uno tra i primi strumenti adottati in vista della tutela dell’ambiente e costituisce indubbiamente un tassello fondamentale in vista dello sviluppo sostenibile.

Sul sito web istituzionale è possibile accedere: 

La Valutazione di Impatto Ambientale è un processo che ha l’obiettivo di individuare, descrivere e valutare, in via preventiva la realizzazione delle opere, gli effetti diretti e indiretti di un progetto sull’ambiente e sulla salute umana. Essa ha la finalità di assicurare che l'attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse e della salvaguardia della biodiversità.

La VIA si basa sul principio dell’azione preventiva, in base al quale la migliore politica consiste nell’evitare o minimizzare gli impatti ambientali delle opere prima della loro realizzazione, anziché ostacolare o tentare di mitigarne successivamente gli effetti.
I concetti base della Valutazione di Impatto Ambientale sono stati introdotti in Europa nel 1985 con l’emanazione da parte della Comunità Europea della Direttiva 337/85/CEE.
La direttiva VIA del 1985 è stata modificata cinque volte, nel 1997, nel 2003, nel 2009, nel 2011 e nel 2014.

La Direttiva 2014/52/EU sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è una applicazione dei principi esposti nell'attuale art. 191 del trattato che istituisce la Comunità europea: “La politica della Comunità in materia ambientale è fondata sui principi della precauzione e dell'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio «chi inquina paga».”

La VIA è stata recepita in Italia con la Legge n. 349 dell’8 luglio 1986, che istituiva il Ministero dell’Ambiente e le norme in materia di danno ambientale. Con il D.P.C.M. 27 dicembre 1988 sono state pubblicate le Norme Tecniche per la redazione degli Studi di Impatto Ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità.

Con il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 viene riorganizzata la legislazione italiana in materia ambientale e si cerca di superare tutte le discrepanze con le direttive europee pertinenti. La VIA viene affrontata nella Parte II che si occupa anche della valutazione ambientale strategica (VAS) e dell’autorizzazione ambientale integrata (AIA). Dalla sua data di entrata in vigore (29 aprile 2006) ad oggi il Codice ha subito numerose modifiche ed integrazioni.

A livello regionale il riferimento normativo è la legge regionale n. 13/2023 “Nuove disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica, valutazione di impatto ambientale e autorizzazione ambientale integrata”.

Le procedure di VIA

La Valutazione di impatto Ambientale è una procedura finalizzata a individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali di un'opera, il cui progetto è sottoposto ad approvazione o autorizzazione. La valutazione si basa sia sulle informazioni fornite dal proponente del progetto, sia sulla istruttoria condotta dalle strutture della pubblica amministrazione (anche con il supporto tecnico di Arpa Piemonte), sia sulla partecipazione della cittadinanza e dei gruppi della società civile.
Nella valutazione di impatto ambientale sono valutati impatti ambientali diretti o indiretti, a breve o lungo termine, permanenti o temporanei, singoli o cumulativi. Tale valutazione è effettuata considerando i seguenti fattori ambientali, anche in correlazione tra di loro: popolazione e salute umana, biodiversità, territorio, suolo, acqua, aria e clima, beni materiali, patrimonio culturale, paesaggio. Negli impatti ambientali rientrano gli effetti derivanti dalla vulnerabilità del progetto a rischio di gravi incidenti o calamità pertinenti il progetto medesimo.

Il d.lgs. 152/2006 (Parte II – Titolo III) descrive le diverse tipologie di procedimenti afferenti alla Valutazione di impatto ambientale.
In particolare, la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA è definita come la procedura che deve essere attivata per “valutare, ove previsto, se progetti possono avere un impatto significativo e negativo sull’ambiente” e se devono essere sottoposti alla fase di VIA. Quindi può rappresentare una fase propedeutica alla VIA vera e propria. La normativa di riferimento stabilisce per quale tipologia di progetti è prevista la verifica di assoggettabilità alla VIA (nota anche come “screening”).
La normativa di riferimento stabilisce anche i casi in cui è obbligatoriamente prevista la procedura di valutazione di impatto ambientale. Rispetto allo screening, la VIA prevede un maggior livello di dettaglio delle informazioni che devono essere prodotte all’autorità competente.
Prima di attivarsi per la presentazione dell’istanza di Valutazione, il proponente deve elaborare lo studio di impatto ambientale (SIA), che rappresenta il documento principale riguardante gli aspetti ambientali e gli impatti del progetto. Il contenuto minimo per il SIA prevede:

  • una descrizione del progetto, comprese informazioni su ubicazione, dimensioni e caratteristiche;
  • una descrizione dei probabili effetti significativi del progetto sull'ambiente, sia in fase di realizzazione sia in fase di esercizio e di dismissione;
  • una descrizione delle misure previste per evitare, prevenire o ridurre e, possibilmente, compensare i probabili impatti ambientali significativi e negativi;
  • una descrizione delle alternative ragionevoli prese in esame dal proponente, adeguate al progetto ed alle sue caratteristiche specifiche, compresa l'alternativa zero, con indicazione delle ragioni principali alla base dell'opzione scelta, prendendo in considerazione gli impatti ambientali;
  • il progetto di monitoraggio dei potenziali impatti ambientali significativi e negativi derivanti dalla realizzazione e dall'esercizio del progetto.

Tutte le informazioni devono essere riassunte in una sintesi non tecnica per l’informazione del pubblico meno esperto. 

Nell’ambito delle Valutazioni Ambientali è importante favorire anche l’integrazione degli aspetti del cambiamento climatico, sia per garantire la mitigazione degli effetti dell'attuazione di piani e programmi e della realizzazione di opere, sia per individuare adeguate misure di adattamento. A tale proposito, la Strategia regionale sul Cambiamento climatico prevede una sezione dedicata al tema delle valutazioni ambientali nell’ambito degli “strumenti utili per indirizzare le azioni”.

Informazioni utili per l'integrazione del tema del cambiamento climatico nelle valutazioni ambientali sono disponibili nel "Portale sul Clima in Piemonte" di Arpa Piemonte.

Informazioni e risorse aggiuntive

Normativa in materia di VIA  https://www.regione.piemonte.it/web/normativa?tema=62

 

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Gruppo di Redazione

Attività condotte nelle fasi emergenziali post-sisma e a supporto della ricostruzione nei territori colpiti

Implementazione del sistema Erikus-ric

Su richiesta dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione dei comuni dell'isola d'Ischia colpiti dall’evento sismico del 2017, al fine di sviluppare specifiche funzionalità necessarie per la gestione della delicata fase di ricostruzione (per approfondimenti si rimanda al video Erikus–ric), a seguito della frana del novembre 2022 che ha colpito l’isola, la Regione e Arpa Piemonte hanno collaborato con il Dipartimento di Protezione Civile e la Struttura Commissariale per l’organizzazione della campagna di rilevamento danni con la scheda AeDEI (Scheda di valutazione speditiva dell’impatto e rilevamento del Danno per edifici ordinari in emergenza Meteo-Idro-Geo). In particolare è stato adattato il sistema Erikus per l’archiviazione di tutti i dati della scheda AeDEI, ed è stato predisposto un web gis per la compilazione online della scheda stessa.
 

Archiviazione dei dati relativi agli edifici sottoposti a tutela

Nel sistema Erikus sono stati archiviati i dati relativi agli edifici soggetti a tutela per valenza culturale ricadenti nei comuni piemontesi della zona sismica 3S e 3, come prosecuzione delle attività informative e formative avviate nel 2019, in collaborazione con il Segretariato regionale del Mibact di Piemonte e Lombardia. Questa attività, condotta anche nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro con il Liceo Norberto Rosa di Bussoleno, ha comportato una raccolta di dati sull'edificato nella zona sismica 3, utilizzando la app predisposta da Arpa Piemonte su G3W-Suite.
 

Attività formative ed esercitative

Il sistema Erikus è stato utilizzato anche come strumento didattico innovativo, nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro tra gli Istituti scolastici e gli Uffici della Regione Piemonte, ha portato all’ulteriore acquisizione di dati geometrici e costruttivi dell’edificato in specifiche aree. La collaborazione, già sperimentata con vari istituti superiori a partire dall’anno scolastico 2017-2018, è proseguita negli anni successivi con il coinvolgimento complessivo di oltre 550 studenti.

Nel corso del 2025, la Regione ha organizzato alcune esercitazioni per la raccolta dati sull’edificato svolte in Piemonte con i rilevatori AeDES, sia sul campo che da remoto.

Nei giorni 17 e 18 ottobre 2025 la Regione ha collaborato con l’associazione di volontariato degli Ingegneri di Torino nell’organizzazione dell’esercitazione AeDEI Alpignano 2025 sul rischio idrogeologico. Il sistema Erikus è stato utilizzato per la gestione della funzione censimento danni del COC (Centro Operativo Comunale) e dai rilevatori per la compilazione delle schede AeDEI.

Sempre nel mese di ottobre 2025 è stato organizzato in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e le Regioni Liguria e Lombardia il primo corso 4b - Personale a supporto della funzione AGI, nell’ambito del quale è stato utilizzato anche il sistema Erikus per la gestione della Funzione Censimento Danni.

Tutte le attività si sono svolte con la collaborazione del gruppo Erikus dei volontari del Coordinamento Regionale ed utilizzando l’app predisposta da Arpa Piemonte su G3W-Suites.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Implementazione del sistema Erikus-ric

Su richiesta dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione dei comuni dell'isola d'Ischia colpiti dall’evento sismico del 2017, al fine di sviluppare specifiche funzionalità necessarie per la gestione della delicata fase di ricostruzione (per approfondimenti si rimanda al video Erikus–ric), a seguito della frana del novembre 2022 che ha colpito l’isola, la Regione e Arpa Piemonte hanno collaborato con il Dipartimento di Protezione Civile e la Struttura Commissariale per l’organizzazione della campagna di rilevamento danni con la scheda AeDEI (Scheda di valutazione speditiva dell’impatto e rilevamento del Danno per edifici ordinari in emergenza Meteo-Idro-Geo). In particolare è stato adattato il sistema Erikus per l’archiviazione di tutti i dati della scheda AeDEI, ed è stato predisposto un web gis per la compilazione online della scheda stessa.
 

Archiviazione dei dati relativi agli edifici sottoposti a tutela

Nel sistema Erikus sono stati archiviati i dati relativi agli edifici soggetti a tutela per valenza culturale ricadenti nei comuni piemontesi della zona sismica 3S e 3, come prosecuzione delle attività informative e formative avviate nel 2019, in collaborazione con il Segretariato regionale del Mibact di Piemonte e Lombardia. Questa attività, condotta anche nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro con il Liceo Norberto Rosa di Bussoleno, ha comportato una raccolta di dati sull'edificato nella zona sismica 3, utilizzando la app predisposta da Arpa Piemonte su G3W-Suite.
 

Attività formative ed esercitative

Il sistema Erikus è stato utilizzato anche come strumento didattico innovativo, nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro tra gli Istituti scolastici e gli Uffici della Regione Piemonte, ha portato all’ulteriore acquisizione di dati geometrici e costruttivi dell’edificato in specifiche aree. La collaborazione, già sperimentata con vari istituti superiori a partire dall’anno scolastico 2017-2018, è proseguita negli anni successivi con il coinvolgimento complessivo di oltre 550 studenti.

Nel corso del 2025, la Regione ha organizzato alcune esercitazioni per la raccolta dati sull’edificato svolte in Piemonte con i rilevatori AeDES, sia sul campo che da remoto.

Nei giorni 17 e 18 ottobre 2025 la Regione ha collaborato con l’associazione di volontariato degli Ingegneri di Torino nell’organizzazione dell’esercitazione AeDEI Alpignano 2025 sul rischio idrogeologico. Il sistema Erikus è stato utilizzato per la gestione della funzione censimento danni del COC (Centro Operativo Comunale) e dai rilevatori per la compilazione delle schede AeDEI.

Sempre nel mese di ottobre 2025 è stato organizzato in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e le Regioni Liguria e Lombardia il primo corso 4b - Personale a supporto della funzione AGI, nell’ambito del quale è stato utilizzato anche il sistema Erikus per la gestione della Funzione Censimento Danni.

Tutte le attività si sono svolte con la collaborazione del gruppo Erikus dei volontari del Coordinamento Regionale ed utilizzando l’app predisposta da Arpa Piemonte su G3W-Suites.

Anno
2026

FESR 21-27 - Promuovere la transizione verso un'economia circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse

Un finanziamento programmato, riguarda il PR FESR 2021-2027 - Obiettivo RSO2.6 del Programma regionale FESR 2021-2027: Promuovere la transizione verso un'economia circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse.

Due le azioni individuate, che avranno una dotazione finanziaria pari a euro 20.000.000 ciascuna.

Nel corso del primo semestre dell’anno si proseguito il lavoro sulle prime proposte di scheda di Misura, oggetto di confronto con gli stakeholders (associazioni di categoria delle PMI). Nel mese di maggio si è svolta la consultazione del partenariato sulla proposta delle seguenti scheda di Misura:

  • Prevenzione della produzione dei rifiuti, promozione simbiosi industriale (beneficiari PMI e Terzo Settore iscritto al REA)
  • Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio (beneficiari PMI e Terzo Settore iscritto al REA)

A seguito delle osservazioni pervenute si sono predisposte le schede di misura che sono state approvare con deliberazione della Giunta regionale 8 settembre 2025, n. 10-1534 “Programma Regionale FESR 2021/2027. Priorità II. Obiettivo specifico RSO2.6 “Promuovere la transizione verso un'economia circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse”. Approvazione delle schede tecniche di Misura denominate “Prevenzione della produzione dei rifiuti, simbiosi industriale”, relativa all’Azione II.2vi.1, con dotazione finanziaria di euro 8.850.000,00 e “Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio” relativa all’Azione II.2vi.2, con dotazione finanziaria di euro 9.000.000,00”.

La suddetta deliberazione è stata poi successivamente rettificata per un mero errore materiale con la deliberazione della Giunta regionale 20 ottobre 2025, n. 15-1704.

Gli obiettivi della scheda di misura “Prevenzione della produzione dei rifiuti, simbiosi industriale” sono i seguenti:

  • lo sviluppo di reti del riutilizzo nonché la realizzazione di centri del riuso;
  • la riduzione degli scarti nei processi produttivi in un’ottica di simbiosi industriale;
  • la promozione di interventi, anche a livello industriale, di manutenzione, riparazione o rigenerazione dei beni;
  • la promozione di tecnologie e pratiche di riduzione dello spreco alimentare in tutti i punti della filiera;
  • la creazione di una filiera di produzione/utilizzo dei sottoprodotti;
  • la riduzione della pericolosità dei rifiuti prodotti.

Per quanto riguarda la scheda di misura  “Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio” gli obiettivi sono i seguenti:

  • trattamento della frazione organica (digestori anaerobici, impianti di compostaggio, impianti integrati digestione anaerobico/compostaggio, anche con un focus sul trattamento delle bioplastiche), dei rifiuti ingombranti, dei tessili, delle plastiche e in linea generale di tutte le filiere inerentialla raccolta differenziata;
  • riciclaggio di rifiuti speciali, tra i quali ad esempio plastiche miste (plasmix), pile e batterie, car fluff, fanghi di depurazione, pneumatici, tessili anche con attenzione al recupero di materie prime critiche;
  • preparazione per il riutilizzo di RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori;
  • trattamento preliminare dei RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori finalizzato al riciclaggio delle materie prime critiche;
  • riciclaggio di RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori, incluso il riciclaggio delle materie prime critiche presenti;
  • riciclaggio di materie prime critiche presenti in rifiuti decadenti dal trattamento di RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori (per es. “blackmass”, componenti rimossi da RAEE, etc.).

Dopo l’approvazione delle due schede di misura si è proceduto:

  • all’approvazione del Bando “PRE.SI. - Prevenzione della produzione dei rifiuti, simbiosi industriale” per una dotazione di euro 8.850.000,00; il bando è stato aperto in data 15 dicembre 2025 (https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/presi-prevenzione-della-produzione-dei-rifiuti-simbiosi-industriale);
  • all’approvazione del bando “RI.TECH - Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio” per una dotazione di euro 9.000.000,00 - il bando è stato aperto in data 2 febbraio 2026 (https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/ritech-applicazione-e-diffusione-di-tecnologie-di-riciclaggio)

Contemporaneamente con quanto riportato sopra, nel secondo semestre dell’anno si sono intensificate le attività relative alle altre proposte di schede di misura rivolte ai soggetti pubblici ed ETS non inscritti a REA con due consultazioni del partanariato

Nel corso della secondo semestre 2026 è prevista  l’apertura  dei bandi relativi ai soggetti 

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Un finanziamento programmato, riguarda il PR FESR 2021-2027 - Obiettivo RSO2.6 del Programma regionale FESR 2021-2027: Promuovere la transizione verso un'economia circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse.

Due le azioni individuate, che avranno una dotazione finanziaria pari a euro 20.000.000 ciascuna.

Nel corso del primo semestre dell’anno si proseguito il lavoro sulle prime proposte di scheda di Misura, oggetto di confronto con gli stakeholders (associazioni di categoria delle PMI). Nel mese di maggio si è svolta la consultazione del partenariato sulla proposta delle seguenti scheda di Misura:

  • Prevenzione della produzione dei rifiuti, promozione simbiosi industriale (beneficiari PMI e Terzo Settore iscritto al REA)
  • Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio (beneficiari PMI e Terzo Settore iscritto al REA)

A seguito delle osservazioni pervenute si sono predisposte le schede di misura che sono state approvare con deliberazione della Giunta regionale 8 settembre 2025, n. 10-1534 “Programma Regionale FESR 2021/2027. Priorità II. Obiettivo specifico RSO2.6 “Promuovere la transizione verso un'economia circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse”. Approvazione delle schede tecniche di Misura denominate “Prevenzione della produzione dei rifiuti, simbiosi industriale”, relativa all’Azione II.2vi.1, con dotazione finanziaria di euro 8.850.000,00 e “Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio” relativa all’Azione II.2vi.2, con dotazione finanziaria di euro 9.000.000,00”.

La suddetta deliberazione è stata poi successivamente rettificata per un mero errore materiale con la deliberazione della Giunta regionale 20 ottobre 2025, n. 15-1704.

Gli obiettivi della scheda di misura “Prevenzione della produzione dei rifiuti, simbiosi industriale” sono i seguenti:

  • lo sviluppo di reti del riutilizzo nonché la realizzazione di centri del riuso;
  • la riduzione degli scarti nei processi produttivi in un’ottica di simbiosi industriale;
  • la promozione di interventi, anche a livello industriale, di manutenzione, riparazione o rigenerazione dei beni;
  • la promozione di tecnologie e pratiche di riduzione dello spreco alimentare in tutti i punti della filiera;
  • la creazione di una filiera di produzione/utilizzo dei sottoprodotti;
  • la riduzione della pericolosità dei rifiuti prodotti.

Per quanto riguarda la scheda di misura  “Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio” gli obiettivi sono i seguenti:

  • trattamento della frazione organica (digestori anaerobici, impianti di compostaggio, impianti integrati digestione anaerobico/compostaggio, anche con un focus sul trattamento delle bioplastiche), dei rifiuti ingombranti, dei tessili, delle plastiche e in linea generale di tutte le filiere inerentialla raccolta differenziata;
  • riciclaggio di rifiuti speciali, tra i quali ad esempio plastiche miste (plasmix), pile e batterie, car fluff, fanghi di depurazione, pneumatici, tessili anche con attenzione al recupero di materie prime critiche;
  • preparazione per il riutilizzo di RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori;
  • trattamento preliminare dei RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori finalizzato al riciclaggio delle materie prime critiche;
  • riciclaggio di RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori, incluso il riciclaggio delle materie prime critiche presenti;
  • riciclaggio di materie prime critiche presenti in rifiuti decadenti dal trattamento di RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori (per es. “blackmass”, componenti rimossi da RAEE, etc.).

Dopo l’approvazione delle due schede di misura si è proceduto:

  • all’approvazione del Bando “PRE.SI. - Prevenzione della produzione dei rifiuti, simbiosi industriale” per una dotazione di euro 8.850.000,00; il bando è stato aperto in data 15 dicembre 2025 (https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/presi-prevenzione-della-produzione-dei-rifiuti-simbiosi-industriale);
  • all’approvazione del bando “RI.TECH - Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio” per una dotazione di euro 9.000.000,00 - il bando è stato aperto in data 2 febbraio 2026 (https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/ritech-applicazione-e-diffusione-di-tecnologie-di-riciclaggio)

Contemporaneamente con quanto riportato sopra, nel secondo semestre dell’anno si sono intensificate le attività relative alle altre proposte di schede di misura rivolte ai soggetti pubblici ed ETS non inscritti a REA con due consultazioni del partanariato

Nel corso della secondo semestre 2026 è prevista  l’apertura  dei bandi relativi ai soggetti 

 

Anno
2026

Piano Regionale di gestione dei Rifiuti Speciali (PRRS)

Anno
2026

Nel corso del 2025 il Consiglio regionale ha invece approvato il Piano di gestione dei rifiuti speciali (PRRS), completando così l’aggiornamento della pianificazione regionale sui rifiuti.

La pianificazione della Regione Piemonte in materia di rifiuti attualmente vigente è quindi costituita da:

  • il Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate (PRUBAI) costituito dal Titolo 1 “Gestione dei rifiuti urbani” e dal Titolo 2 “Bonifica delle aree inquinate” approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. 277-11379 del 9 maggio 2023;
  • Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali (PRRS) approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. 71-9117 del 15 aprile 2025.

La pianificazione relativa ai rifiuti speciali non reca interventi o progetti puntuali: in tale ambito il sistema normativo nazionale attribuisce alle Regioni competenze limitate, tali per cui il Piano regionale non può avere una connotazione vincolante rispetto alla volontà di un soggetto privato di realizzare un impianto di gestione dei rifiuti speciali. Il Piano regionale rappresenta comunque un significativo elemento di impulso per tutti gli Enti e i soggetti che concorrono al conseguimento degli obiettivi che il Piano stesso si prefigge a partire dall’analisi dello stato di fatto e dei fabbisogni evidenziati.

La materia, per la sua complessità, prevede un’analisi dettagliata delle diverse filiere di rifiuti e, per ciascuna di esse, determinati obiettivi specifici. Tra le filiere prese in esame spicca per importanza quella dei rifiuti da costruzione e demolizione, dato l’ingente quantitativo prodotto (52% del totale dei rifiuti speciali), le altre filiere esaminate sono quelle di:

  • veicoli fuori uso,
  • pneumatici fuori uso,
  • rifiuti costituiti da oli minerali usati,
  • rifiuti sanitari,
  • rifiuti contenenti amianto,
  • RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche),
  • pile e accumulatori,
  • rifiuti da imballaggio,
  • rifiuti contenenti PCB.

Il Piano conferma sostanzialmente gli obiettivi del precedente piano del 2018, individuando dei target coerenti con un arco temporale al 2030. I target individuati risultano essere:

  • ridurre, rispetto alle previsioni al 2030, almeno del 5% la produzione dei rifiuti speciali non pericolosi per unità di PIL e almeno del 10% la produzione dei rifiuti speciali pericolosi per unità di PIL (< 12.750 kt NP, < 1.156 kt P);
  • garantire un conferimento in discarica di rifiuti speciali non superiore al 5% del totale in peso dei rifiuti speciali prodotti.

Le principali novità introdotte rispetto alla precedente pianificazione, riguardano:

  • l’introduzione di un capitolo relativo alla programmazione sulla gestione dei fanghi di depurazione e più precisamente sui fanghi di depurazione delle acque reflue urbane (codice EER 190805);
  • un approfondimento dedicato alla riduzione delle produzione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi con specifiche azione da mettere in campo per i prossimi anni;
  • una stima sulla necessità di trattamento dei rifiuti speciali al 2030 con una valutazione, puramente indicativa, sul fabbisogno di valorizzazione energetica e di smaltimento in discarica per i prossimi anni.
     
Informazioni e risorse aggiuntive


Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali (PRRS) - Deliberazione del Consiglio Regionale n. 71-9117 del 15 aprile 2025:
https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2025/18/suppo1/00000001.htm

 

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Rifiuti/Bonifiche

Promozione dell’utilizzo dei sottoprodotti

I Sottoprodotti sono i residui/scarti di produzione che, se soddisfano determinate condizioni, possono essere gestiti come beni - e non come rifiuti - ed essere riutilizzati all'interno della stessa filiera o di una filiera produttiva diversa.

La disciplina di sottoprodotto è di fondamentale importanza per la transizione circolare dell'economia, poiché favorisce l'utilizzo attento e razionale delle risorse naturali anche tramite l’incentivazione delle pratiche di simbiosi industriale, dove l’output di un’azienda può essere utilizzato come input da un’azienda terza nel proprio processo di produzione.

Nel corso del 2024 è proseguita l’attività del Gruppo di Lavoro sui sottoprodotti (GDL sottoprodotti) iniziata nel 2023. 

Il Gruppo è costituito dai seguenti membri:

  • Regione Piemonte
  • Arpa Piemonte
  • Unioncamere Piemonte e Camere di commercio di Alessandria Asti, Cuneo e Monte Rosa Laghi Alto Piemonte
  • Confindustria Piemonte
  • Confapi Piemonte
  • Confartigianato Imprese Piemonte
  • CNA Piemonte
  • Casartigiani Piemonte
  • Ance Piemonte - Valle d’Aosta
  • Confagricoltura Piemonte
  • Coldiretti Piemonte.

Il Gruppo di Lavoro Sottoprodotti nasce per approfondire i residui di produzione e le loro filiere, che presentano potenziali elementi di criticità rispetto alla gestione come sottoprodotto, e per elaborare delle schede di supporto per gli operatori, contenenti indicazioni tecniche gestionali.

Nel corso del 2025 è proseguita l’attività di approfondimento sui residui di produzione e loro filiere che presentano potenziali elementi di criticità rispetto alla gestione come sottoprodotto e di elaborazione delle schede con indicazioni tecniche gestionali al fine di supportare gli operatori nell’applicazione della disciplina dei sottoprodotti.

Ad oggi le schede approvate sono:

Per maggiori dettagli sui sottoprodotti e sulle attività del Gruppo di Lavoro, si rimanda alla pagina dedicata presente sul sito di Regione Piemonte.

 

Riferimenti normativi

Schede tecniche sottoprodotti:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/rifiuti/gruppo-lavoro-sui-sottoprodotti

Normativa sui sottoprodotti:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/rifiuti/normativa-sottoprodotti

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

I Sottoprodotti sono i residui/scarti di produzione che, se soddisfano determinate condizioni, possono essere gestiti come beni - e non come rifiuti - ed essere riutilizzati all'interno della stessa filiera o di una filiera produttiva diversa.

La disciplina di sottoprodotto è di fondamentale importanza per la transizione circolare dell'economia, poiché favorisce l'utilizzo attento e razionale delle risorse naturali anche tramite l’incentivazione delle pratiche di simbiosi industriale, dove l’output di un’azienda può essere utilizzato come input da un’azienda terza nel proprio processo di produzione.

Nel corso del 2024 è proseguita l’attività del Gruppo di Lavoro sui sottoprodotti (GDL sottoprodotti) iniziata nel 2023. 

Il Gruppo è costituito dai seguenti membri:

  • Regione Piemonte
  • Arpa Piemonte
  • Unioncamere Piemonte e Camere di commercio di Alessandria Asti, Cuneo e Monte Rosa Laghi Alto Piemonte
  • Confindustria Piemonte
  • Confapi Piemonte
  • Confartigianato Imprese Piemonte
  • CNA Piemonte
  • Casartigiani Piemonte
  • Ance Piemonte - Valle d’Aosta
  • Confagricoltura Piemonte
  • Coldiretti Piemonte.

Il Gruppo di Lavoro Sottoprodotti nasce per approfondire i residui di produzione e le loro filiere, che presentano potenziali elementi di criticità rispetto alla gestione come sottoprodotto, e per elaborare delle schede di supporto per gli operatori, contenenti indicazioni tecniche gestionali.

Nel corso del 2025 è proseguita l’attività di approfondimento sui residui di produzione e loro filiere che presentano potenziali elementi di criticità rispetto alla gestione come sottoprodotto e di elaborazione delle schede con indicazioni tecniche gestionali al fine di supportare gli operatori nell’applicazione della disciplina dei sottoprodotti.

Ad oggi le schede approvate sono:

Per maggiori dettagli sui sottoprodotti e sulle attività del Gruppo di Lavoro, si rimanda alla pagina dedicata presente sul sito di Regione Piemonte.

 

Riferimenti normativi

Schede tecniche sottoprodotti:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/rifiuti/gruppo-lavoro-sui-sottoprodotti

Normativa sui sottoprodotti:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/rifiuti/normativa-sottoprodotti

Anno
2026

Riduzione della produzione di rifiuti alimentari e di rifiuti di imballaggio

Tra le azioni previste dal Programma di prevenzione della produzione di rifiuti (cap. 11 del PRUBAI), quelle riferite alla riduzione dei rifiuti alimentari e dei rifiuti di imballaggio trovano attuazione nell’ambito del Tavolo interdirezionale sulle Politiche del cibo, istituito nel 2023.

Il tavolo nasce con lo scopo di coinvolgere Settori provenienti da diverse Direzioni regionali e attivi, ognuno secondo le proprie competenze e tematiche di riferimento, nell'ambito dell'educazione al cibo e dell'orientamento al consumo consapevole.

Nel corso del 2025 il tavolo interdirezionale si è riunito in plenaria nel mese di Febbraio con lo scopo di presentare le attività in essere dei diversi Settori regionali nell’ambito delle politiche del cibo, ciascuno per le proprie competenze.

In merito all’attuazione di azioni per la riduzione della produzione di rifiuti di imballaggio il Settore partecipa in qualità di stakeholder alla Cabina di regia del progetto La Spesa Sballata Fossano della Fondazione NoiAltri Onlus. Il progetto della durata di 12 mesi prevede la possibilità per i consumatori di fare acquisti di prodotti alimentari utilizzando propri contenitori anzichè quelli monouso solitamente offerti dai commercianti.

Le finalità del progetto sono molteplici:

  • ambientali perché si riduce la produzione di rifiuti, in particolare di quelli in plastica monouso
  • sanitarie perché si riduce la contaminazione da plastica/microplastica
  • promozione del commercio di prossimità, della vendita di prodotti locali e attenzione alla qualità degli alimenti.

La partecipazione in qualità di stakeholder è finalizzata al monitoraggio dei risultati e a fornire un supporto di programmazione e normativo, in considerazione della recente approvazione del Regolamento UE 1040/2025 relativo agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio che prevede, per i prossimi anni, specifici obblighi in merito al riutilizzo degli imballaggi e alla vendita di prodotti sfusi.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Tra le azioni previste dal Programma di prevenzione della produzione di rifiuti (cap. 11 del PRUBAI), quelle riferite alla riduzione dei rifiuti alimentari e dei rifiuti di imballaggio trovano attuazione nell’ambito del Tavolo interdirezionale sulle Politiche del cibo, istituito nel 2023.

Il tavolo nasce con lo scopo di coinvolgere Settori provenienti da diverse Direzioni regionali e attivi, ognuno secondo le proprie competenze e tematiche di riferimento, nell'ambito dell'educazione al cibo e dell'orientamento al consumo consapevole.

Nel corso del 2025 il tavolo interdirezionale si è riunito in plenaria nel mese di Febbraio con lo scopo di presentare le attività in essere dei diversi Settori regionali nell’ambito delle politiche del cibo, ciascuno per le proprie competenze.

In merito all’attuazione di azioni per la riduzione della produzione di rifiuti di imballaggio il Settore partecipa in qualità di stakeholder alla Cabina di regia del progetto La Spesa Sballata Fossano della Fondazione NoiAltri Onlus. Il progetto della durata di 12 mesi prevede la possibilità per i consumatori di fare acquisti di prodotti alimentari utilizzando propri contenitori anzichè quelli monouso solitamente offerti dai commercianti.

Le finalità del progetto sono molteplici:

  • ambientali perché si riduce la produzione di rifiuti, in particolare di quelli in plastica monouso
  • sanitarie perché si riduce la contaminazione da plastica/microplastica
  • promozione del commercio di prossimità, della vendita di prodotti locali e attenzione alla qualità degli alimenti.

La partecipazione in qualità di stakeholder è finalizzata al monitoraggio dei risultati e a fornire un supporto di programmazione e normativo, in considerazione della recente approvazione del Regolamento UE 1040/2025 relativo agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio che prevede, per i prossimi anni, specifici obblighi in merito al riutilizzo degli imballaggi e alla vendita di prodotti sfusi.

Anno
2026