Rigenerazione urbana mobilità attiva e qualità dell’aria negli ambiti urbani

La Regione Piemonte promuove interventi per la riduzione delle emissioni inquinanti e il miglioramento della qualità dell’aria attraverso programmi di rigenerazione urbana e mobilità sostenibile, in attuazione del Piano Regionale di Qualità dell'Aria (PRQA)

Nel periodo 2022-2025 è stato attuato il programma regionale “Ambiti urbani", finanziato con risorse MASE.

Il programma di interventi "Ambiti Urbani", destinato ai 76 Comuni che stanno attuando le misure di limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, mira a ridisegnare gli spazi pubblici urbani attraverso interventi veloci, a basso costo e scalabili, con l’obiettivo di incrementare la pedonalità e promuovere la mobilità sostenibile a beneficio dell’ambiente, della sicurezza e della qualità della vita in città, per riportare lo spazio pubblico al centro del quartiere e della vita degli abitanti.

Regione Piemonte ha finanziato 40 progetti per un importo di 8.300.000,00 € per le annualità  2022-2024. Il contributo massimo concedibile per singolo Comune è stato di 300.000 €.

Gli obiettivi specifici della misura sono molteplici: ridurre il valore degli inquinanti degli ambiti urbani, incentivare una mobilità alternativa all’auto e consolidare l’utilizzo della bicicletta all’interno dell’ambito urbano, migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini creando effetti positivi sulla salute e il benessere delle comunità, incrementare i servizi ecosistemici per concorrere al miglioramento della qualità dell’aria, in attuazione del Piano della Qualità dell’aria della Regione Piemonte.

Due le tipologie di interventi ammessi:

  • realizzazione di percorsi ciclabili, zone scolastiche, interventi di urbanismo tattico e aree pedonali;
  • programmi di riforestazione urbana e realizzazione di interventi di de-pavimentazione.

Sulla pagina dedicata del sito web regionale,

Nel corso del 2025 la Regione Piemonte ha avviato due percorsi destinati ad incontrarsi:

  1. l'avvio di una nuova azione per la rigenerazione urbana nell'ambito del Programma Regionale FESR volto a sostenere interventi strutturali e integrati di trasformazione urbana, nell’ambito dell’obiettivo di Policy 2 “Un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio” – Priorità II “Transizione ecologica e resilienza”– Azione II.2vii.3: “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti”, che mira a sostenere gli enti locali nella realizzazione di interventi integrati di rigenerazione urbana che riducano le emissioni inquinanti, migliorino la qualità dell’aria e rafforzino la sostenibilità ambientali degli spazi pubblici.
  2. un progetto di assistenza tecnica sotto il programma della Commissione Europea C4T - Cohesion 4 Transitions (DG REGIO) dedicato ai Comuni piemontesi, è stato un'occasione per:
  • presentare il quadro delle politiche regionali per il miglioramento della qualità dell’aria negli ambiti urbani;
  • illustrare il bando FESR di prossima uscita “Città rigenerative: strategie integrate per la mobilità urbana attiva e la qualità dell’aria”;
  • illustrare i risultati raggiunti con l'assistenza tecnica C4T e tutto il potenziale delle "Comunità di Pratica"
  • avviare un percorso di accompagnamento e confronto operativo con i Comuni, attraverso momenti di dialogo con esperti e un workshop interattivo nel pomeriggio.

Le due iniziative, pur distinte per fonte finanziaria e periodo di attuazione, concorrono entrambe al perseguimento degli obiettivi regionali di miglioramento della qualità dell’aria e riduzione delle emissioni inquinanti.

Sulla pagina dedicata del sito web regionale, sono disponibili tutte le informazioni sulle misure sopra descritte, le linee guida e i materiali didattici utilizzati durante vari eventi di formazione e seminari rivolti ai Comuni piemontesi.

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Programma di interventi Ambiti Urbani:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/ambiti-urbani-adattamento-nuove-forme-mobilita-sostenibile-attiva

 

Bandi adattamento ambiti urbani:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/programma-interventi-ladattamento-ambiti-urbani-nuove-forme-mobilita-sostenibile-attiva-0

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte promuove interventi per la riduzione delle emissioni inquinanti e il miglioramento della qualità dell’aria attraverso programmi di rigenerazione urbana e mobilità sostenibile, in attuazione del Piano Regionale di Qualità dell'Aria (PRQA)

Nel periodo 2022-2025 è stato attuato il programma regionale “Ambiti urbani", finanziato con risorse MASE.

Il programma di interventi "Ambiti Urbani", destinato ai 76 Comuni che stanno attuando le misure di limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, mira a ridisegnare gli spazi pubblici urbani attraverso interventi veloci, a basso costo e scalabili, con l’obiettivo di incrementare la pedonalità e promuovere la mobilità sostenibile a beneficio dell’ambiente, della sicurezza e della qualità della vita in città, per riportare lo spazio pubblico al centro del quartiere e della vita degli abitanti.

Regione Piemonte ha finanziato 40 progetti per un importo di 8.300.000,00 € per le annualità  2022-2024. Il contributo massimo concedibile per singolo Comune è stato di 300.000 €.

Gli obiettivi specifici della misura sono molteplici: ridurre il valore degli inquinanti degli ambiti urbani, incentivare una mobilità alternativa all’auto e consolidare l’utilizzo della bicicletta all’interno dell’ambito urbano, migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini creando effetti positivi sulla salute e il benessere delle comunità, incrementare i servizi ecosistemici per concorrere al miglioramento della qualità dell’aria, in attuazione del Piano della Qualità dell’aria della Regione Piemonte.

Due le tipologie di interventi ammessi:

  • realizzazione di percorsi ciclabili, zone scolastiche, interventi di urbanismo tattico e aree pedonali;
  • programmi di riforestazione urbana e realizzazione di interventi di de-pavimentazione.

Sulla pagina dedicata del sito web regionale,

Nel corso del 2025 la Regione Piemonte ha avviato due percorsi destinati ad incontrarsi:

  1. l'avvio di una nuova azione per la rigenerazione urbana nell'ambito del Programma Regionale FESR volto a sostenere interventi strutturali e integrati di trasformazione urbana, nell’ambito dell’obiettivo di Policy 2 “Un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio” – Priorità II “Transizione ecologica e resilienza”– Azione II.2vii.3: “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti”, che mira a sostenere gli enti locali nella realizzazione di interventi integrati di rigenerazione urbana che riducano le emissioni inquinanti, migliorino la qualità dell’aria e rafforzino la sostenibilità ambientali degli spazi pubblici.
  2. un progetto di assistenza tecnica sotto il programma della Commissione Europea C4T - Cohesion 4 Transitions (DG REGIO) dedicato ai Comuni piemontesi, è stato un'occasione per:
  • presentare il quadro delle politiche regionali per il miglioramento della qualità dell’aria negli ambiti urbani;
  • illustrare il bando FESR di prossima uscita “Città rigenerative: strategie integrate per la mobilità urbana attiva e la qualità dell’aria”;
  • illustrare i risultati raggiunti con l'assistenza tecnica C4T e tutto il potenziale delle "Comunità di Pratica"
  • avviare un percorso di accompagnamento e confronto operativo con i Comuni, attraverso momenti di dialogo con esperti e un workshop interattivo nel pomeriggio.

Le due iniziative, pur distinte per fonte finanziaria e periodo di attuazione, concorrono entrambe al perseguimento degli obiettivi regionali di miglioramento della qualità dell’aria e riduzione delle emissioni inquinanti.

Sulla pagina dedicata del sito web regionale, sono disponibili tutte le informazioni sulle misure sopra descritte, le linee guida e i materiali didattici utilizzati durante vari eventi di formazione e seminari rivolti ai Comuni piemontesi.

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Programma di interventi Ambiti Urbani:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/ambiti-urbani-adattamento-nuove-forme-mobilita-sostenibile-attiva

 

Bandi adattamento ambiti urbani:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/programma-interventi-ladattamento-ambiti-urbani-nuove-forme-mobilita-sostenibile-attiva-0

 

Anno
2026

Piano Stralcio Agricoltura del Piano Regionale per la Qualità dell'aria

Nel corso del 2023 è stato approvato Piano Stralcio del Piano Regionale per la Qualità dell'Aria per  l'Agricoltura il quale definisce l’ambito di applicazione, la stima delle riduzioni emissive di ammoniaca e del miglioramento programmato della qualità dell'aria, nonché i tempi previsti per conseguire tali obiettivi. 

Le misure e gli interventi previsti dal Piano Stralcio, sono stati oggetto di valutazione tecnica da parte di ARPA Piemonte, al fine di valutare le potenzialità in termini di riduzioni emissive ed in termini di scenari di qualità dell’aria. 

Gli obiettivi del Piano Stralcio Agricoltura della Regione Piemonte sono sicuramente più sfidanti rispetto a quanto previsto dall’attuale normativa in ambito ambientale ed agricolo e prevede di intervenire sulla quasi totalità del comparto zootecnico regionale.  

Con DCR 132 del 26 novembre 2025 sono stata introdotte alcune modifiche e integrazioni al Piano Stralcio Agricoltura, in particolare è stato previsto che l’obbligo di applicazione delle pratiche e tecniche prevista nella seconda fase di attuazione del piano, decorresse dal termine delle operazioni di adeguamento necessarie, purché le medesime operazioni fossero iniziate prima del 1° gennaio 2026 e fossero operative al 31 dicembre 2026.

La DGR n. 12-2111 del 29 dicembre 2025 ha aggiornato le tabelle di riferimento delle pratiche e tecniche previste dal Piano Stralcio Agricoltura.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Piano stralcio Agricoltura:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/agroambiente-meteo-suoli/piano-stralcio-per-qualita-dellaria-agricoltura

 

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nel corso del 2023 è stato approvato Piano Stralcio del Piano Regionale per la Qualità dell'Aria per  l'Agricoltura il quale definisce l’ambito di applicazione, la stima delle riduzioni emissive di ammoniaca e del miglioramento programmato della qualità dell'aria, nonché i tempi previsti per conseguire tali obiettivi. 

Le misure e gli interventi previsti dal Piano Stralcio, sono stati oggetto di valutazione tecnica da parte di ARPA Piemonte, al fine di valutare le potenzialità in termini di riduzioni emissive ed in termini di scenari di qualità dell’aria. 

Gli obiettivi del Piano Stralcio Agricoltura della Regione Piemonte sono sicuramente più sfidanti rispetto a quanto previsto dall’attuale normativa in ambito ambientale ed agricolo e prevede di intervenire sulla quasi totalità del comparto zootecnico regionale.  

Con DCR 132 del 26 novembre 2025 sono stata introdotte alcune modifiche e integrazioni al Piano Stralcio Agricoltura, in particolare è stato previsto che l’obbligo di applicazione delle pratiche e tecniche prevista nella seconda fase di attuazione del piano, decorresse dal termine delle operazioni di adeguamento necessarie, purché le medesime operazioni fossero iniziate prima del 1° gennaio 2026 e fossero operative al 31 dicembre 2026.

La DGR n. 12-2111 del 29 dicembre 2025 ha aggiornato le tabelle di riferimento delle pratiche e tecniche previste dal Piano Stralcio Agricoltura.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Piano stralcio Agricoltura:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/agroambiente-meteo-suoli/piano-stralcio-per-qualita-dellaria-agricoltura

 

 

Anno
2026

La riserva della Biosfera CollinaPo: in equilibrio tra uomo e natura

CollinaPo è un territorio variegato, in cui il fiume Po e la Collina Torinese convivono con un tessuto fortemente antropizzato, riconosciuto come Riserva della biosfera nell'ambito del Programma UNESCO "Man and the Biosphere" (MaB). La presenza della Città di Torino al suo interno rende CollinaPo il primo Urban MaB in Italia: qui la partecipazione della comunità è la chiave per raggiungere l'integrazione tra conservazione della natura e attività socio-economiche tra cui agricoltura, industria, logistica, servizi e turismo.

Il suo territorio include Core Zones: 14 core areas dedicate alla protezione e al monitoraggio a lungo termine di habitat e specie. Qui si svolgono attività che promuovono la conservazione delle risorse naturali e la ricerca scientifica. All’interno delle core areas sono presenti 15 siti della Rete Natura 2000. Le core areas sono circondate dalla Buffer zone che assicura il mantenimento delle loro condizioni ecologiche e, al contempo, garantendo la continuità con la Transition zone esterna. Le principali iniziative promosse riguardano l’educazione ambientale, la ricerca scientifica e la fruizione del territorio da parte di turisti e sportivi. La Transizion zone infine coinvolge aree in cui si svolgono l'agricoltura, l'industria e il turismo, oltre che attività di ricerca scientifica, monitoraggio ed educazione ambientale portate avanti da università ed enti dedicati alla tutela dell’ambiente che lavorano sul territorio. All’interno della Transition zone risiede circa il 97% della popolazione della Riserva.

La Riserva della Biosfera Collina Po è un territorio unico e dallo scenario particolare, lontano dall’idea diffusa di parco naturale. In questo territorio il fiume Po e la collina, ricchi di habitat naturali, convivono con un tessuto urbano fortemente antropizzato costituito da 86 comuni ed enti, un progetto collettivo che coinvolge associazioni, scuole e volontari in azioni di tutela degli habitat, progetti educativi, percorsi in bicicletta, attività di Citizen science, in un modello di gestione integrata: CollinaPo, un luogo dove la tutela dell’ambiente convive con l’innovazione, il turismo lento e la qualità della vita.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

CollinaPo è un territorio variegato, in cui il fiume Po e la Collina Torinese convivono con un tessuto fortemente antropizzato, riconosciuto come Riserva della biosfera nell'ambito del Programma UNESCO "Man and the Biosphere" (MaB). La presenza della Città di Torino al suo interno rende CollinaPo il primo Urban MaB in Italia: qui la partecipazione della comunità è la chiave per raggiungere l'integrazione tra conservazione della natura e attività socio-economiche tra cui agricoltura, industria, logistica, servizi e turismo.

Il suo territorio include Core Zones: 14 core areas dedicate alla protezione e al monitoraggio a lungo termine di habitat e specie. Qui si svolgono attività che promuovono la conservazione delle risorse naturali e la ricerca scientifica. All’interno delle core areas sono presenti 15 siti della Rete Natura 2000. Le core areas sono circondate dalla Buffer zone che assicura il mantenimento delle loro condizioni ecologiche e, al contempo, garantendo la continuità con la Transition zone esterna. Le principali iniziative promosse riguardano l’educazione ambientale, la ricerca scientifica e la fruizione del territorio da parte di turisti e sportivi. La Transizion zone infine coinvolge aree in cui si svolgono l'agricoltura, l'industria e il turismo, oltre che attività di ricerca scientifica, monitoraggio ed educazione ambientale portate avanti da università ed enti dedicati alla tutela dell’ambiente che lavorano sul territorio. All’interno della Transition zone risiede circa il 97% della popolazione della Riserva.

La Riserva della Biosfera Collina Po è un territorio unico e dallo scenario particolare, lontano dall’idea diffusa di parco naturale. In questo territorio il fiume Po e la collina, ricchi di habitat naturali, convivono con un tessuto urbano fortemente antropizzato costituito da 86 comuni ed enti, un progetto collettivo che coinvolge associazioni, scuole e volontari in azioni di tutela degli habitat, progetti educativi, percorsi in bicicletta, attività di Citizen science, in un modello di gestione integrata: CollinaPo, un luogo dove la tutela dell’ambiente convive con l’innovazione, il turismo lento e la qualità della vita.

Anno
2026

Riserva della Biosfera - Transfontaliera del Monviso

La Riserva interessa un ampio territorio tra Italia e Francia costituito da una core area formata dal Parco naturale del Monviso e dal Parco regionale del Queyras e da una buffer e transition zone composte in totale da 86 comuni in provincia di Cuneo e di Torino e 20 in Francia. Obiettivo della Riserva è attuare una strategia di sviluppo, in stretta collaborazione con gli operatori locali e i soggetti rappresentativi del territorio, che coniughi la gestione degli ecosistemi naturali con iniziative di sviluppo sostenibile in campo energetico, turistico e delle produzioni primarie. La Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso è gestita in modo congiunto dall’Ente di Gestione delle Aree Protette del Monviso e dal Parc naturel régional du Queyras in Francia.

Nel 2025 la Riserva della Biosfera ha ottenuto il rinnovo del riconoscimento durante la 37° sessione del Consiglio Internazionale di Coordinamento del programma Uomo e Biosfera (MAB-ICC), che si è tenuta a settembre ad Hangzhou, in Cina. È stato apprezzato il lavoro svolto in questi dieci anni, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento dei giovani e la creazione della rete degli eco-attori.

Tra le attività svolte nel 2025 si segnalano:

  • 9° edizione dei trofei MAB UNESCO: un concorso (che nella Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso assume un carattere transnazionale) volto a premiare progetti di eco-cittadinanza innovativi che si possano tradurre in buone pratiche replicabili su altri territori. Nel 2025 il concorso, rivolto a tutti gli operatori della Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso - aziende, associazioni, persone fisiche o scuole - ha riguardato progetti attinenti a: agricoltura locale e responsabile, vita e lavoro nella Riserva della Biosfera (favorire l’occupazione, la qualità della vita e la sostenibilità, legami sociali, intergenerazionali e transfrontalieri), innovazione nell'ambito dell’energia sostenibile, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e delle conoscenze all'interno della Riserva della Biosfera.
  • Rete degli eco-attori: Una rete di operatori socio-economici (imprese o associazioni) che la Riserva ha riconosciuto per il loro impegno sul territorio MaB Monviso. La rete degli eco-attori è stata coinvolta in alcune attività sul territorio, come durante il Terres Monviso Outdoor Festival di Saluzzo, durante il quale gli eco-attori hanno potuto presentare la propria attività e il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile.
  • Alpstream – Centro per lo studio dei fiumi alpini: il centro nato grazie al finanziamento del Programma Interreg Alcotra 2014-2020 nell’ambito del PITER Terres Monviso – progetto EcO, ha proseguito le attività legate alla ricerca scientifica e alla divulgazione dei temi legati ai fiumi montani sia rivolta alle scuole che alla popolazione. Il Centro si pone come punto di riferimento dell’ecologia fluviale, favorendo la collaborazione di numerose università, anche straniere, e promuovendo la conoscenza degli ambienti fluviali.
  • Miele Biosfera Monviso: per promuovere e valorizzare la filiera apistica la Riserva della Biosfera del Monviso, Aspromiele e MIAC scpa - Polo Agrifood hanno avviato, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, un progetto pilota per raccontare al consumatore in modo semplice ed efficace il valore aggiunto e la qualità del miele prodotto nel territorio della Riserva della Biosfera del Monviso, certificandone la provenienza, la sostenibilità e il legame con il territorio, attraverso un QRcode applicato sui vasetti di miele.
  • Programma “Siti naturali UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale”: grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, tra il 2023 e il 2025 dodici Istituti Comprensivi del territorio della Riserva hanno potuto svolgere attività di sensibilizzazione sui temi dello sviluppo sostenibile, del cambiamento climatico e hanno visitato la core area della Riserva, coinvolgendo circa 6.000 studenti.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Riserva interessa un ampio territorio tra Italia e Francia costituito da una core area formata dal Parco naturale del Monviso e dal Parco regionale del Queyras e da una buffer e transition zone composte in totale da 86 comuni in provincia di Cuneo e di Torino e 20 in Francia. Obiettivo della Riserva è attuare una strategia di sviluppo, in stretta collaborazione con gli operatori locali e i soggetti rappresentativi del territorio, che coniughi la gestione degli ecosistemi naturali con iniziative di sviluppo sostenibile in campo energetico, turistico e delle produzioni primarie. La Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso è gestita in modo congiunto dall’Ente di Gestione delle Aree Protette del Monviso e dal Parc naturel régional du Queyras in Francia.

Nel 2025 la Riserva della Biosfera ha ottenuto il rinnovo del riconoscimento durante la 37° sessione del Consiglio Internazionale di Coordinamento del programma Uomo e Biosfera (MAB-ICC), che si è tenuta a settembre ad Hangzhou, in Cina. È stato apprezzato il lavoro svolto in questi dieci anni, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento dei giovani e la creazione della rete degli eco-attori.

Tra le attività svolte nel 2025 si segnalano:

  • 9° edizione dei trofei MAB UNESCO: un concorso (che nella Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso assume un carattere transnazionale) volto a premiare progetti di eco-cittadinanza innovativi che si possano tradurre in buone pratiche replicabili su altri territori. Nel 2025 il concorso, rivolto a tutti gli operatori della Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso - aziende, associazioni, persone fisiche o scuole - ha riguardato progetti attinenti a: agricoltura locale e responsabile, vita e lavoro nella Riserva della Biosfera (favorire l’occupazione, la qualità della vita e la sostenibilità, legami sociali, intergenerazionali e transfrontalieri), innovazione nell'ambito dell’energia sostenibile, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e delle conoscenze all'interno della Riserva della Biosfera.
  • Rete degli eco-attori: Una rete di operatori socio-economici (imprese o associazioni) che la Riserva ha riconosciuto per il loro impegno sul territorio MaB Monviso. La rete degli eco-attori è stata coinvolta in alcune attività sul territorio, come durante il Terres Monviso Outdoor Festival di Saluzzo, durante il quale gli eco-attori hanno potuto presentare la propria attività e il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile.
  • Alpstream – Centro per lo studio dei fiumi alpini: il centro nato grazie al finanziamento del Programma Interreg Alcotra 2014-2020 nell’ambito del PITER Terres Monviso – progetto EcO, ha proseguito le attività legate alla ricerca scientifica e alla divulgazione dei temi legati ai fiumi montani sia rivolta alle scuole che alla popolazione. Il Centro si pone come punto di riferimento dell’ecologia fluviale, favorendo la collaborazione di numerose università, anche straniere, e promuovendo la conoscenza degli ambienti fluviali.
  • Miele Biosfera Monviso: per promuovere e valorizzare la filiera apistica la Riserva della Biosfera del Monviso, Aspromiele e MIAC scpa - Polo Agrifood hanno avviato, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, un progetto pilota per raccontare al consumatore in modo semplice ed efficace il valore aggiunto e la qualità del miele prodotto nel territorio della Riserva della Biosfera del Monviso, certificandone la provenienza, la sostenibilità e il legame con il territorio, attraverso un QRcode applicato sui vasetti di miele.
  • Programma “Siti naturali UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale”: grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, tra il 2023 e il 2025 dodici Istituti Comprensivi del territorio della Riserva hanno potuto svolgere attività di sensibilizzazione sui temi dello sviluppo sostenibile, del cambiamento climatico e hanno visitato la core area della Riserva, coinvolgendo circa 6.000 studenti.
Anno
2026

Riserva della Biosfera - Area Ticino, Val Grande, Verbano

La Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano nasce nel 2018 dall’estensione della precedente (dal 2002) Riserva MAB Valle del Ticino ed abbraccia, nel suo perimetro di circa 332.000 ettari a cavallo tra Piemonte e Lombardia, ben 211 Comuni, 5 province, 4 Enti Parco, 19 aree protette e ben 48 siti della rete Natura 2000.

Quest’area custodisce al suo interno un patrimonio culturale, identitario e paesaggistico unico in una cornice di ecosistemi naturali, semi-naturali e di agroecosistemi di qualità che rappresenta un’isola ancora verde all’interno di uno dei territori più antropizzati del mondo: la Pianura Padana.

La Riserva ha realizzato numerose iniziative volte a diffondere buone pratiche in materia di sostenibilità - specie quelle connesse alla valorizzazione ambientale, alla gestione virtuosa degli ecosistemi naturali, alla conservazione delle pratiche agricole tradizionali e alla salvaguardia della biodiversità. Altro fronte importante di attività ha riguardato il sostegno ai progetti del territorio relativi ad attività strategiche nell’ambito della sensibilizzazione ed educazione ambientale, nonché la promozione di progettualità di valorizzazione territoriale, del turismo di prossimità e di iniziative finalizzate alla conoscenza del patrimonio culturale e identitario dell’area MAB.

Tra queste iniziative, si annoverano le seguenti:

  • La stesura di un Piano di Comunicazione triennale, che vada a definire chiaramente le attività di comunicazione che sono state messe in atto e che si intendono perseguire nel triennio 2026-2028, chiarendo anche le opportune procedure per il rilascio del patrocinio della Riserva per tutti quei progetti e quelle attività coerenti con le finalità della Riserva MaB UNESCO;
  • La concessione di patrocini e lettere di supporto a progettualità virtuose in area MAB, oltre che la partecipazione ad incontri per promuovere la Riserva e le sue finalità;
  • l’invio bisettimanale di una newsletter dedicata agli attori e ai portatori di interesse della Riserva MAB, volta a segnalare opportunità relative a bandi e contributi, approfondimenti sul territorio, buone pratiche, eventi, progetti ed iniziative aventi come tema conduttore la sostenibilità;
  • la definizione della governance della Riserva MAB, con la strutturazione di un’Assemblea Direttiva, la nomina delle cariche di Presidente e Vicepresidente, e la costituzione di un Comitato Esecutivo;
  • la partecipazione con un proprio referente al Tavolo Nazionale dei Giovani MAB, istituito a seguito del Meeting Nazionale 2025, tenutosi presso la Riserva di Biosfera Alpi Ledrensi e Judicaria;
  • La partecipazione agli incontri del Network Nazionale delle Riserve MAB;
  • La sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra 5 Riserve che insistono sul Bacino Idrografico del Fiume Po: Riserva MAB UNESCO Po Grande – AdBPo, Riserva MAB UNESCO Monviso, Riserva MAB UNESCO Collina Po, Riserva MAB UNESCO Ticino Val Grande Verbano, e Riserva MAB UNESCO Delta Po. A questa sottoscrizione, è derivata l’istituzione di un tavolo di coordinamento per la realizzazione di progetti comuni alle Riserve coinvolte;
  • Il finanziamento dei progetti di 24 Comuni della Riserva, realizzati nell’ambito degli adattamenti ai cambiamenti climatici. Tale finanziamento è stato possibile grazie alla partecipazione al Bando del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) “Siti Naturali UNESCO per il Clima 2023”, per una cifra di circa 1.595.000 €.

Inoltre, tra i progetti ormai conclusi, si ricordano:

  • Il progetto “Aretè - acqua in rete”: un laboratorio di buone pratiche in area transition della Riserva, aventi come focus principale la rete irrigua della riserva, con particolare attenzione alla sua salvaguardia e alla creazione/riqualificazione di aree umide, come marcite e bose;
  • La sottoscrizione nel 2021 di un accordo di collaborazione con la Riserva di Biosfera dello Shouf in Libano;
  • La distribuzione di una cartellonistica identificativa unitaria per l’area MAB;
  • Il finanziamento di progetti di educazione ambientale tenuti da numerose scuole del territorio della Riserva MAB Ticino Val Grande Verbano grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), pari a 156.626,77 €.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano nasce nel 2018 dall’estensione della precedente (dal 2002) Riserva MAB Valle del Ticino ed abbraccia, nel suo perimetro di circa 332.000 ettari a cavallo tra Piemonte e Lombardia, ben 211 Comuni, 5 province, 4 Enti Parco, 19 aree protette e ben 48 siti della rete Natura 2000.

Quest’area custodisce al suo interno un patrimonio culturale, identitario e paesaggistico unico in una cornice di ecosistemi naturali, semi-naturali e di agroecosistemi di qualità che rappresenta un’isola ancora verde all’interno di uno dei territori più antropizzati del mondo: la Pianura Padana.

La Riserva ha realizzato numerose iniziative volte a diffondere buone pratiche in materia di sostenibilità - specie quelle connesse alla valorizzazione ambientale, alla gestione virtuosa degli ecosistemi naturali, alla conservazione delle pratiche agricole tradizionali e alla salvaguardia della biodiversità. Altro fronte importante di attività ha riguardato il sostegno ai progetti del territorio relativi ad attività strategiche nell’ambito della sensibilizzazione ed educazione ambientale, nonché la promozione di progettualità di valorizzazione territoriale, del turismo di prossimità e di iniziative finalizzate alla conoscenza del patrimonio culturale e identitario dell’area MAB.

Tra queste iniziative, si annoverano le seguenti:

  • La stesura di un Piano di Comunicazione triennale, che vada a definire chiaramente le attività di comunicazione che sono state messe in atto e che si intendono perseguire nel triennio 2026-2028, chiarendo anche le opportune procedure per il rilascio del patrocinio della Riserva per tutti quei progetti e quelle attività coerenti con le finalità della Riserva MaB UNESCO;
  • La concessione di patrocini e lettere di supporto a progettualità virtuose in area MAB, oltre che la partecipazione ad incontri per promuovere la Riserva e le sue finalità;
  • l’invio bisettimanale di una newsletter dedicata agli attori e ai portatori di interesse della Riserva MAB, volta a segnalare opportunità relative a bandi e contributi, approfondimenti sul territorio, buone pratiche, eventi, progetti ed iniziative aventi come tema conduttore la sostenibilità;
  • la definizione della governance della Riserva MAB, con la strutturazione di un’Assemblea Direttiva, la nomina delle cariche di Presidente e Vicepresidente, e la costituzione di un Comitato Esecutivo;
  • la partecipazione con un proprio referente al Tavolo Nazionale dei Giovani MAB, istituito a seguito del Meeting Nazionale 2025, tenutosi presso la Riserva di Biosfera Alpi Ledrensi e Judicaria;
  • La partecipazione agli incontri del Network Nazionale delle Riserve MAB;
  • La sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra 5 Riserve che insistono sul Bacino Idrografico del Fiume Po: Riserva MAB UNESCO Po Grande – AdBPo, Riserva MAB UNESCO Monviso, Riserva MAB UNESCO Collina Po, Riserva MAB UNESCO Ticino Val Grande Verbano, e Riserva MAB UNESCO Delta Po. A questa sottoscrizione, è derivata l’istituzione di un tavolo di coordinamento per la realizzazione di progetti comuni alle Riserve coinvolte;
  • Il finanziamento dei progetti di 24 Comuni della Riserva, realizzati nell’ambito degli adattamenti ai cambiamenti climatici. Tale finanziamento è stato possibile grazie alla partecipazione al Bando del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) “Siti Naturali UNESCO per il Clima 2023”, per una cifra di circa 1.595.000 €.

Inoltre, tra i progetti ormai conclusi, si ricordano:

  • Il progetto “Aretè - acqua in rete”: un laboratorio di buone pratiche in area transition della Riserva, aventi come focus principale la rete irrigua della riserva, con particolare attenzione alla sua salvaguardia e alla creazione/riqualificazione di aree umide, come marcite e bose;
  • La sottoscrizione nel 2021 di un accordo di collaborazione con la Riserva di Biosfera dello Shouf in Libano;
  • La distribuzione di una cartellonistica identificativa unitaria per l’area MAB;
  • Il finanziamento di progetti di educazione ambientale tenuti da numerose scuole del territorio della Riserva MAB Ticino Val Grande Verbano grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), pari a 156.626,77 €.
Anno
2026

La rivista Piemonte Parchi

Anno
2026

Piemonte Parchi è la rivista di informazione e divulgazione naturalistica della Regione Piemonte. Pubblicata in forma cartacea dal 1983, dal 2001 è presente sul web con un proprio sito. Al suo esordio, come supplemento trimestrale della pubblicazione Notizie, ha potuto contare su un buon numero di lettori affezionati (circa 7 mila abbonati paganti al cartaceo). Piemonte Parchi arriva oggi ai suoi lettori tramite una newsletter (Piemonte Parchi News) inviata ogni settimana a quasi 10mila iscritti che sono in costante crescita ed è presente su (quasi) tutte le piattaforme social più seguite: Facebook, Instagram, X e YouTube. 

Su Piemonte Parchi trovano spazio le notizie dai parchi piemontesi, il calendario degli appuntamenti costantemente aggiornato, approfondimenti dal mondo delle aree naturali protette, foto, disegni, video e ‘storiche’ rubriche come Photostory (con gli scatti dei migliori fotografi naturalistici piemontesi) insieme a nuove proposte come, ad esempio:

  • Incontri in natura (rubrica di fotografie naturalistiche)
  • Storia delle Aree protette in Italia
  • Musei delle meraviglie (con cui vengono presentati al pubblico, rispettivamente, la storia dei parchi e i Musei di Storia naturale di tutta Italia). 

Ogni anno viene inoltre stampato su carta un numero speciale dedicato a un tema monografico sempre diverso: quello più recente è stato dedicato alla Paleontologia in Piemonte (Fossili, memorie di un territorio). 

Gli speciali sono in distribuzione gratuita e scaricabili in formato pdf dal sito della rivista da tutti gli iscritti a Piemonte Parchi News. Piemonte Parchi è una testata di divulgazione naturalistica che racconta l'ambiente e la natura a 360 gradi, informando sulle realtà e le attività delle Aree protette, soprattutto piemontesi. Oggi la redazione si è ridotta a due componenti fissi (di cui uno è direttore responsabile) e si avvale della collaborazione di alcuni colleghi dipendenti degli Enti di gestione delle aree protette inseriti in un percorso di formazione giornalistica che ha dato vita alla Redazione diffusa istituita con DGR n 7908 - 2023 e di alcuni collaboratori esterni free lance. Si riportano di seguito alcuni dati numerici aggiornati a maggio 2025 e relativi al sito web, alla newsletter e ai social.

 

I dati di Piemonte Parchi


Web: 30.000 visitatori unici mensili

Tiratura media numero monografico “speciale”: 5.000 copie

Newsletter settimanale: 9.767 iscritti

Facebook: 8.627 followers

X (Twitter): 6.122 followers

Instagram: 5.437 followers

Tempo di permanenza medio sul sito: oltre 2 minuti (la media di permanenza su una pagina web è di norma solo 20 secondi). La percentuale di rimbalzo (cioè la facilità con cui si esce dal sito) è scesa dal 50% al 26%.

Stato del Documento
Strumento Associato
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Contrasto alle specie esotiche invasive

Anno
2026

Una delle principali cause, riconosciute a livello internazionale (Convenzione sulla Biodiversità di Rio de Janeiro del 5 giugno 1992), della riduzione del livello di biodiversità, è rappresentato dalla presenza e dallo sviluppo di specie esotiche invasive.

Per specie esotiche si intendono le specie introdotte al di fuori del loro naturale areale distributivo attuale o passato, che se presentano caratteristiche di invasività determinano minacce alla biodiversità, danni alle attività dell’uomo (ad es. agricoltura) ed effetti sulla salute umana con serie conseguenze socio-economiche e sui servizi ecosistemici.

L’importanza di contrastare la presenza di specie esotiche invasive è stata sancita anche da un recente Regolamento Europeo n. 1143/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive, recepito in Italia con il D. Lgs. 230/2017.

In particolare il Regolamento verte su un elenco di specie esotiche invasive di preoccupazione comunitaria (species of EU concern), che sono bandite dall'Unione Europea (divieto di importazione, possesso, trasporto e commercio oltre che a obblighi di controllo). Il suddetto elenco è stato approvato con Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1141 della Commissione. I paesi potranno sviluppare liste nazionali, alle quali potranno essere applicate le stesse regolamentazioni previste a scala comunitaria e dovranno identificare i principali vettori di arrivo di specie invasive, sui quali saranno poi chiamati a produrre piani d’azione per prevenire ulteriori introduzioni. Infine si istituisce uno Scientific Forum per dare supporto al processo decisionale e si prevedono meccanismi di cooperazione tra Paesi che condividono una specie invasiva.

Per le specie dell’elenco unionale e per altra documentazione in merito è possibile consultare il sito di ISPRA  oppure il sito del Progetto LIFE ASAP

Per rispondere a livello regionale alle criticità determinate dalle specie esotiche invasive vegetali, nel 2012 è stato creato in Regione Piemonte il Gruppo regionale specie esotiche vegetali: si tratta di uno spazio di confronto tra i diversi Enti che si occupano in Piemonte di specie vegetali esotiche e delle problematiche tecniche e gestionali determinate dalla loro presenza in ambito agricolo, sanitario e di conservazione della biodiversità
Il Gruppo Regionale ha definito degli elenchi di specie esotiche invasive (Black List) che determinano o che possono determinare particolari criticità sul territorio piemontese e per le quali è necessaria l’applicazione di misure di prevenzione/gestione/lotta e contenimento.

Questi elenchi sono stati approvati dalla Giunta Regionale con la DGR 46-5100 del 18 dicembre 2012, più volte aggiornati (ultimo aggiornamento D.G.R. n. 14-85 del 2/8/2024) e sono suddivisi in:.

1. Black List–Management List (Lista Gestione):
comprende le specie esotiche che sono presenti in maniera diffusa sul territorio e per le quali non sono piu applicabili misure di eradicazione da tutto il territorio regionale ma delle quali bisogna comunque evitare l’utilizzo e per le quali possono essere applicate misure di contenimento e interventi di eradicazione da aree circoscritte.

2. Black List–Action List (Lista Eradicazione):
comprende le specie esotiche che hanno una distribuzione limitata sul territorio e per le quali sono ancora applicabili, e auspicabili, misure di eradicazione da tutto il territorio regionale;

3. Black List–Warning List (Lista Allerta):
Elenco relativo alle specie esotiche che

  • non sono ancora presenti nel territorio regionale ma che hanno manifestato caratteri di invasività e/o particolari criticità sull’ambiente, l’agricoltura e la salute pubblica in regioni confinanti;
  • hanno una distribuzione limitata sul territorio regionale e per le quali deve essere valutato il potenziale grado di invasività;
  • rientrano nel elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale (Regolamento Europeo n. 1143/2014) ma non sono ancora presenti nel territorio piemontese.

     

Informazioni aggiuntive

Black list regione Piemonte
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/biodiversita-aree-naturali/conservazione-salvaguardia/specie-vegetali-esotiche-invasive

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Aree Limitate al Traffico

Il programma, partito nel 2022, si è avviato con una manifestazione di interesse, rivolta ai Comuni soggetti a limitazioni, per la creazione di Aree o zone a Traffico limitato o ridotto per motivi legati alla qualità dell’aria con il fine di ridurre il traffico negli ambiti urbani, anche attraverso la creazione e messa in servizio di un piattaforma regionale per il monitoraggio, la gestione armonizzata delle suddette aree, a disposizione e supporto dei Comuni stessi aderenti.

Il programma consta, pertanto, in due parti:

  • la linea di intervento A: progettazione e sviluppo della piattaforma regionale per il controllo ambientale,
  • la linea di intervento B: realizzazione di sistemi per i controllo accessi e per la limitazione del traffico di tipo ambientale, tramite acquisto e installazione di sistemi per il monitoraggio e il controllo automatico della circolazione dei veicoli.

Nel corso del 2025 è stata vinta la causa intentata nei confronti del MIT per l’ottenimento dei dati relativi ai veicoli circolanti sul territorio nazionale e sono ripartite le attività di progettazione esecutiva presso i Comuni.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il programma, partito nel 2022, si è avviato con una manifestazione di interesse, rivolta ai Comuni soggetti a limitazioni, per la creazione di Aree o zone a Traffico limitato o ridotto per motivi legati alla qualità dell’aria con il fine di ridurre il traffico negli ambiti urbani, anche attraverso la creazione e messa in servizio di un piattaforma regionale per il monitoraggio, la gestione armonizzata delle suddette aree, a disposizione e supporto dei Comuni stessi aderenti.

Il programma consta, pertanto, in due parti:

  • la linea di intervento A: progettazione e sviluppo della piattaforma regionale per il controllo ambientale,
  • la linea di intervento B: realizzazione di sistemi per i controllo accessi e per la limitazione del traffico di tipo ambientale, tramite acquisto e installazione di sistemi per il monitoraggio e il controllo automatico della circolazione dei veicoli.

Nel corso del 2025 è stata vinta la causa intentata nei confronti del MIT per l’ottenimento dei dati relativi ai veicoli circolanti sul territorio nazionale e sono ripartite le attività di progettazione esecutiva presso i Comuni.

Anno
2026

Intelligenza Artificiale al servizio del traffico

Nel corso del 2025 Regione Piemonte ha lavorato all’attuazione della misura Mob.M3.A4 “Intelligenza artificiale (IA) a servizio del traffico”, elaborando una specifica proposta progettuale da presentare al MASE, nell’ambito del programma di finanziamento volto a promuovere l’attuazione di interventi per il contrasto all’inquinamento atmosferico e conseguentemente il miglioramento della qualità dell’aria nel territorio delle Regioni del Bacino Padano. Con Decreto Direttoriale n. 574 del 28 dicembre 2025 del MASE, è stato impegnato l’importo complessivo di euro 11.591.128,50, a favore dell’attuazione della misura.

Il punto di partenza è la constatazione che il traffico veicolare rappresenta una delle principali fonti di inquinamento nelle aree urbane, contribuendo in modo rilevante alle emissioni di NO₂ e polveri sottili.

Il progetto si pone quindi l’obiettivo generale di ridurre tali impatti attraverso una gestione più efficiente e intelligente della mobilità urbana, in coerenza con il Piano Regionale della Qualità dell’Aria. Non si tratta solo di intervenire sull’inquinamento, ma di migliorare complessivamente il sistema dei trasporti, sia pubblici che privati, rendendolo più fluido, sostenibile e integrato, con benefici anche in termini di sicurezza, qualità della vita e competitività economica.

L’iniziativa si concentra sull’area metropolitana torinese e sui comuni limitrofi più strategici, con l’intento di realizzare una sperimentazione significativa e replicabile. Essa si integra con numerosi progetti già avviati negli anni precedenti (come la centrale della mobilità, i sistemi di monitoraggio e i servizi MaaS), rafforzandoli e ampliandone la portata grazie all’introduzione di nuove tecnologie.

Il cuore del progetto è rappresentato dall’utilizzo di sistemi ITS e dell’intelligenza artificiale per gestire il traffico in modo dinamico e centralizzato. Attraverso una rete di sensori e dispositivi connessi, vengono raccolti dati in tempo reale che consentono di ottimizzare il funzionamento dei semafori, ridurre la congestione e migliorare la circolazione. L’intelligenza artificiale consente inoltre di analizzare i flussi di traffico, prevedere scenari e supportare decisioni più efficaci, introducendo una gestione adattiva e progressivamente più efficiente.

Il progetto si sviluppa lungo due principali linee di intervento. 

  1. La prima riguarda le “strade intelligenti” e prevede l’implementazione di infrastrutture tecnologiche avanzate per il controllo del traffico, tra cui la centralizzazione semaforica e l’integrazione con la centrale della mobilità, con l’obiettivo principale di ottimizzare la gestione del traffico nelle aree a maggior congestione, al fine di ridurre il più possibile le emissioni in atmosfera. Questo approccio consente di coordinare i semafori su scala ampia, ridurre le fermate e le code e dare priorità al trasporto pubblico, migliorandone velocità e affidabilità.
  2. La seconda linea è dedicata all’infomobilità e punta a gestire la domanda di traffico attraverso l’informazione agli utenti. Tramite pannelli a messaggio variabile e servizi digitali, gli automobilisti possono essere informati in tempo reale sulle condizioni del traffico e indirizzati verso percorsi alternativi, contribuendo a ridurre la congestione. Allo stesso tempo, il potenziamento delle applicazioni di mobilità migliora l’esperienza degli utenti e favorisce l’utilizzo del trasporto pubblico.

Il progetto si basa anche su evidenze sperimentali che mostrano come la gestione intelligente dei semafori possa ridurre i flussi di traffico e le concentrazioni di inquinanti, suggerendo un potenziale significativo su scala più ampia. I benefici attesi saranno valutati tramite modelli di stima delle emissioni, confrontando la situazione prima e dopo gli interventi.

Dal punto di vista operativo, è previsto un percorso strutturato che coinvolge i comuni attraverso manifestazioni di interesse, fasi di coprogettazione e realizzazione centralizzata degli interventi. Il progetto si svilupperà tra il 2026 e il 2028.

In sintesi, l’iniziativa mira a trasformare la mobilità urbana attraverso l’integrazione tra infrastrutture, dati e intelligenza artificiale. L’obiettivo finale è ridurre l’inquinamento e rendere il sistema dei trasporti più efficiente e sostenibile, favorendo un equilibrio tra trasporto pubblico e traffico privato, e ponendo le basi per una mobilità futura sempre più connessa e intelligente.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nel corso del 2025 Regione Piemonte ha lavorato all’attuazione della misura Mob.M3.A4 “Intelligenza artificiale (IA) a servizio del traffico”, elaborando una specifica proposta progettuale da presentare al MASE, nell’ambito del programma di finanziamento volto a promuovere l’attuazione di interventi per il contrasto all’inquinamento atmosferico e conseguentemente il miglioramento della qualità dell’aria nel territorio delle Regioni del Bacino Padano. Con Decreto Direttoriale n. 574 del 28 dicembre 2025 del MASE, è stato impegnato l’importo complessivo di euro 11.591.128,50, a favore dell’attuazione della misura.

Il punto di partenza è la constatazione che il traffico veicolare rappresenta una delle principali fonti di inquinamento nelle aree urbane, contribuendo in modo rilevante alle emissioni di NO₂ e polveri sottili.

Il progetto si pone quindi l’obiettivo generale di ridurre tali impatti attraverso una gestione più efficiente e intelligente della mobilità urbana, in coerenza con il Piano Regionale della Qualità dell’Aria. Non si tratta solo di intervenire sull’inquinamento, ma di migliorare complessivamente il sistema dei trasporti, sia pubblici che privati, rendendolo più fluido, sostenibile e integrato, con benefici anche in termini di sicurezza, qualità della vita e competitività economica.

L’iniziativa si concentra sull’area metropolitana torinese e sui comuni limitrofi più strategici, con l’intento di realizzare una sperimentazione significativa e replicabile. Essa si integra con numerosi progetti già avviati negli anni precedenti (come la centrale della mobilità, i sistemi di monitoraggio e i servizi MaaS), rafforzandoli e ampliandone la portata grazie all’introduzione di nuove tecnologie.

Il cuore del progetto è rappresentato dall’utilizzo di sistemi ITS e dell’intelligenza artificiale per gestire il traffico in modo dinamico e centralizzato. Attraverso una rete di sensori e dispositivi connessi, vengono raccolti dati in tempo reale che consentono di ottimizzare il funzionamento dei semafori, ridurre la congestione e migliorare la circolazione. L’intelligenza artificiale consente inoltre di analizzare i flussi di traffico, prevedere scenari e supportare decisioni più efficaci, introducendo una gestione adattiva e progressivamente più efficiente.

Il progetto si sviluppa lungo due principali linee di intervento. 

  1. La prima riguarda le “strade intelligenti” e prevede l’implementazione di infrastrutture tecnologiche avanzate per il controllo del traffico, tra cui la centralizzazione semaforica e l’integrazione con la centrale della mobilità, con l’obiettivo principale di ottimizzare la gestione del traffico nelle aree a maggior congestione, al fine di ridurre il più possibile le emissioni in atmosfera. Questo approccio consente di coordinare i semafori su scala ampia, ridurre le fermate e le code e dare priorità al trasporto pubblico, migliorandone velocità e affidabilità.
  2. La seconda linea è dedicata all’infomobilità e punta a gestire la domanda di traffico attraverso l’informazione agli utenti. Tramite pannelli a messaggio variabile e servizi digitali, gli automobilisti possono essere informati in tempo reale sulle condizioni del traffico e indirizzati verso percorsi alternativi, contribuendo a ridurre la congestione. Allo stesso tempo, il potenziamento delle applicazioni di mobilità migliora l’esperienza degli utenti e favorisce l’utilizzo del trasporto pubblico.

Il progetto si basa anche su evidenze sperimentali che mostrano come la gestione intelligente dei semafori possa ridurre i flussi di traffico e le concentrazioni di inquinanti, suggerendo un potenziale significativo su scala più ampia. I benefici attesi saranno valutati tramite modelli di stima delle emissioni, confrontando la situazione prima e dopo gli interventi.

Dal punto di vista operativo, è previsto un percorso strutturato che coinvolge i comuni attraverso manifestazioni di interesse, fasi di coprogettazione e realizzazione centralizzata degli interventi. Il progetto si svilupperà tra il 2026 e il 2028.

In sintesi, l’iniziativa mira a trasformare la mobilità urbana attraverso l’integrazione tra infrastrutture, dati e intelligenza artificiale. L’obiettivo finale è ridurre l’inquinamento e rendere il sistema dei trasporti più efficiente e sostenibile, favorendo un equilibrio tra trasporto pubblico e traffico privato, e ponendo le basi per una mobilità futura sempre più connessa e intelligente.

Anno
2026

Obiettivo Orientamento Piemonte

Obiettivo Orientamento Piemonte è l’intervento strutturale realizzato nell’ambito del Sistema Regionale di Orientamento che mette a disposizione di studenti, famiglie, insegnanti, operatori e in generale di tutti i cittadini, informazioni, strumenti e risorse per orientarsi rispetto a percorsi scolastici/formativi, tendenze del mercato del lavoro, opportunità per lo sviluppo di competenze. L’obiettivo è aiutare i ragazzi a sviluppare competenze orientative e scegliere consapevolmente i percorsi più adatti a loro stessi nei vari cicli di studio e nelle prime fasi della vita professionale.

Nell’Atto di indirizzo “Sistema Regionale di Orientamento permanente: percorsi, attività, azioni sperimentali e di sviluppo del Sistema – periodo 2023-2026” approvato con D.G.R. n. 17-7188 del 12 luglio 2023, le cui attività sono iniziate a inizio novembre 2023 e in corso fino a luglio 2026, Regione Piemonte ha previsto che, nell’ambito delle modalità di perseguimento dei principi orizzontali del POR, i soggetti attuatori degli interventi di orientamento debbano prevedere incontri periodici a cadenza almeno annuale al fine di formare/aggiornare gli orientatori su diverse tematiche tra cui anche lo Sviluppo sostenibile e le professionalità nell’ambito della Green economy.

Per dare concretezza a quanto previsto dal documento programmatorio, è proseguita nel 2025 e in questa prima parte del 2026 la realizzazione degli incontri tematici a cura dei capofila, la cui documentazione è consultabile al link https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/orientamento/materiali-sul-sistema-regionale-orientamento 

In relazione alla tematica specifica, è rilevante evidenziare che, in osservanza dei principi di sostenibilità e inclusione, la messa a regime delle azioni a distanza nel 2020, poi proseguita negli anni successivi, ha consentito di coinvolgere capillarmente il target di riferimento (studenti e, in particolare, famiglie) e ha determinato una maggiore accessibilità ai servizi.

In riferimento alla formazione delle équipe operative sul territorio regionale è stata di particolare interesse la formazione e sperimentazione di una nuova modalità di engagement e di erogazione dei servizi a distanza con una riflessione sui temi del digitale e delle competenze nell’ambito stesso. Le attività programmate con gli orientatori formati sono state poi proposte e realizzate con le scuole secondarie di I e II grado.

Rispetto alle professionalità e all’esplorazione delle aree della Green economy, un gruppo di lavoro dedicato (SLI, APL, Regione) ha proseguito nella predisposizione di documentazione, studi e ricerche a supporto della coprogettazione di interventi specifici a beneficio degli studenti e delle strutture organizzative scolastiche.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Obiettivo Orientamento Piemonte è l’intervento strutturale realizzato nell’ambito del Sistema Regionale di Orientamento che mette a disposizione di studenti, famiglie, insegnanti, operatori e in generale di tutti i cittadini, informazioni, strumenti e risorse per orientarsi rispetto a percorsi scolastici/formativi, tendenze del mercato del lavoro, opportunità per lo sviluppo di competenze. L’obiettivo è aiutare i ragazzi a sviluppare competenze orientative e scegliere consapevolmente i percorsi più adatti a loro stessi nei vari cicli di studio e nelle prime fasi della vita professionale.

Nell’Atto di indirizzo “Sistema Regionale di Orientamento permanente: percorsi, attività, azioni sperimentali e di sviluppo del Sistema – periodo 2023-2026” approvato con D.G.R. n. 17-7188 del 12 luglio 2023, le cui attività sono iniziate a inizio novembre 2023 e in corso fino a luglio 2026, Regione Piemonte ha previsto che, nell’ambito delle modalità di perseguimento dei principi orizzontali del POR, i soggetti attuatori degli interventi di orientamento debbano prevedere incontri periodici a cadenza almeno annuale al fine di formare/aggiornare gli orientatori su diverse tematiche tra cui anche lo Sviluppo sostenibile e le professionalità nell’ambito della Green economy.

Per dare concretezza a quanto previsto dal documento programmatorio, è proseguita nel 2025 e in questa prima parte del 2026 la realizzazione degli incontri tematici a cura dei capofila, la cui documentazione è consultabile al link https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/orientamento/materiali-sul-sistema-regionale-orientamento 

In relazione alla tematica specifica, è rilevante evidenziare che, in osservanza dei principi di sostenibilità e inclusione, la messa a regime delle azioni a distanza nel 2020, poi proseguita negli anni successivi, ha consentito di coinvolgere capillarmente il target di riferimento (studenti e, in particolare, famiglie) e ha determinato una maggiore accessibilità ai servizi.

In riferimento alla formazione delle équipe operative sul territorio regionale è stata di particolare interesse la formazione e sperimentazione di una nuova modalità di engagement e di erogazione dei servizi a distanza con una riflessione sui temi del digitale e delle competenze nell’ambito stesso. Le attività programmate con gli orientatori formati sono state poi proposte e realizzate con le scuole secondarie di I e II grado.

Rispetto alle professionalità e all’esplorazione delle aree della Green economy, un gruppo di lavoro dedicato (SLI, APL, Regione) ha proseguito nella predisposizione di documentazione, studi e ricerche a supporto della coprogettazione di interventi specifici a beneficio degli studenti e delle strutture organizzative scolastiche.

Anno
2026