Direttiva (UE) 2025/2360 sul monitoraggio e la resilienza del suolo

Anno
2026

Leattività di monitoraggio avviate a livello regionale tramite la Rete ARPA Piemonte di monitoraggio ambientale dei suoli, costituiscono una base conoscitiva fondamentale per l’attuazione degli obiettivi della Direttiva (UE) 2025/2360, nota come Soil Monitoring Law, , contribuendo a integrare la tutela del suolo nelle più ampie strategie ambientali e di pianificazione territoriale.

La Direttiva (UE) 2025/2360 rappresenta una svolta rilevante nella politica ambientale europea, poiché riconosce il suolo come compartimento ambientale strategico, al pari di aria e acqua, colmando un vuoto normativo che ha caratterizzato a lungo il quadro di riferimento comunitario.
Per la prima volta viene infatti istituito un quadro normativo unitario e armonizzato per il monitoraggio, la valutazione e la tutela della salute dei suoli agricoli, naturali e urbani, promuovendo un approccio sistemico basato su dati comparabili e scientificamente fondati. 
L’obiettivo generale della Direttiva è garantire che i suoli europei possano continuare a fornire servizi ecosistemici essenziali, contribuendo alla sicurezza alimentare, alla tutela della salute umana, alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla conservazione della biodiversità, in una prospettiva di lungo periodo orientata al raggiungimento di suoli sani entro il 2050.
La Direttiva rafforza il ruolo delle reti di monitoraggio ambientale come strumenti centrali per l’analisi dello stato dei suoli, per l’individuazione delle principali forme di degrado e contaminazione e per il supporto alle politiche di prevenzione e gestione sostenibile della risorsa.
La Direttiva introduce un sistema armonizzato di monitoraggio basato su indicatori chimici, fisici e biologici comuni a livello europeo e prevede la valutazione dello stato di salute del suolo e delle principali pressioni cui esso è sottoposto, tra cui la contaminazione, la perdita di carbonio organico, l’impermeabilizzazione, l’erosione e la compattazione.
È inoltre stabilito un obbligo di raccolta, gestione e rendicontazione periodica dei dati, finalizzato a garantire la confrontabilità delle informazioni tra gli Stati membri e a supportare politiche ambientali coordinate a livello dell’Unione.
Per quanto riguarda la contaminazione del suolo, l’impostazione supera l’approccio limitato ai soli siti contaminati puntuali, considerando la contaminazione del suolo come una pressione ambientale diffusa derivante da apporti distribuiti nello spazio e nel tempo.
In coerenza con questa impostazione, il quadro normativo prevede un monitoraggio armonizzato dello stato chimico, fisico e biologico del suolo su base territoriale, applicabile anche in assenza di sorgenti puntuali, al fine di analizzare le concentrazioni di contaminanti e intercettare fenomeni di accumulo progressivo.
La contaminazione diffusa é interpretata come il risultato di pressioni antropiche, tra cui pratiche agricole, deposizioni atmosferiche, traffico, attività produttive e urbanizzazione, che possono determinare un incremento delle concentrazioni nel suolo senza configurare necessariamente siti contaminati.
La Direttiva estende inoltre il monitoraggio ai contaminanti emergenti, quali PFAS, pesticidi e microplastiche, tipicamente associati a dinamiche di diffusione su vasta scala.
Ne deriva un approccio orientato alla valutazione complessiva dello stato chimico dei suoli, volto a distinguere tra condizioni di fondo e fenomeni di contaminazione, e a integrare il tema dei siti contaminati in un quadro conoscitivo più ampio, basato su sistemi di monitoraggio estesi e continuativi.

 

Stato del Documento
In redazione
Gruppo di Redazione
Suolo e siti contaminati

Incidenti in valanga

Anno
2026

La stagione 2024–2025, con ben 11 incidenti in valanga, risulta nettamente superiore alla media (pari a 6,1 incidenti/anno) e si colloca tra le 8 più critiche nel periodo 1983-2025 (Figura 1).

Distribuzione del numero di incidenti negli ultimi 42 anni. La linea tratteggiata (nera) e la linea intera (rossa) descrivono rispettivamente la media (6.1 incidenti/anno) e la tendenza polinomiale. Fonte Arpa Piemonte

Da quest’anno l'indicatore relativo agli incidenti in valanga è consultabile nella Banca dati indicatori ambientali. Nella piattaforma dedicata vengono riportate informazioni aggiuntive sulla metodologia di raccolta dati e sulla rilevanza del database.
La descrizione sintetica dei singoli incidenti è riportata nella seguente tabella; i numeri relativi al 2025 sono riportati nei due grafici che seguono. 

Descrizione sintetica degli incidenti da valanga nella stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte
Incidenti in valanga in Piemonte - Numero di eventi e di persone coinvolte
Incidenti in valanga in Piemonte - Numero di persone coinvolte e conseguenze

Localizzazione incidenti

Gli incidenti in valanga si sono concentrati prevalentemente nei settori meridionali e occidentali, due casi si sono verificati nei settori settentrionali.

Distribuzione degli incidenti della stagione 2024-2025 sui settori alpini piemontesi. Fonte Arpa Piemonte

Distribuzione temporale

Si osserva un picco stagionale (5 incidenti su 11) concentrati nel periodo 13-18 marzo 2025.

Distribuzione giornaliera degli incidenti nel corso della stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte

Persone coinvolte

Negli 11 incidenti registrati, sono state coinvolte 21 persone di cui 3 sono decedute, 5 sono rimaste ferite e 13 sono risultate illese.

Conseguenze sulle persone coinvolte negli incidenti registrati nel corso della stagione 2024-2025.Fonte Arpa Piemonte

Grado di pericolo

La maggior parte degli incidenti (7 su 11) si è verificata con grado di pericolo 3–Marcato. I restanti sono equamente distribuiti tra i gradi di pericolo 2-Moderato e 1-Debole.

Distribuzione del numero di incidenti secondo il grado di pericolo valanghe emesso nella zona dell’evento. Fonte Arpa Piemonte

Caratteristiche del terreno

Gli incidenti si sono concentrati:

  • su inclinazioni di pendio fra 35°–40° (10 casi su 11),
  • nella fascia altitudinale tra 2000–2500 metri (7 casi su 11),
  • su esposizioni di distacco da Nord Ovest a Nord Est (9 casi su 11).
A sinistra la percentuale di incidenti in valanga per classe di pendenza (a), in centro per fasce altimetriche (b), a destra per esposizione di distacco valanghe (c) nel corso della stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte

Problema valanghivo

Il problema valanghivo principale è rappresentato da strati deboli persistenti (8 casi), seguito da neve ventata (2 casi) e da neve bagnata (1 caso). La tipologia prevalente è rappresentata da valanghe a lastroni di superficie.

Numero di incidenti in valanga nel corso della stagione 2024-2025 suddivisi secondo il problema valanghivo. Fonte Arpa Piemonte

Utenti coinvolti

Tutti gli incidenti hanno coinvolto scialpinisti. La maggior parte si è verificata durante la fase di discesa (7 casi su 11). Gli utenti erano prevalentemente di nazionalità italiana (10 su 11).

Tipologia di utenti coinvolti negli incidenti nel corso della stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte

La statistica sugli incidenti da valanga presenta dei limiti, derivanti dalla sottostima degli eventi minori, dall’intensità di frequentazione delle aree, dalla mancanza di normalizzazione rispetto al numero di praticanti.

Per approfondimenti sulla dinamica degli incidenti in valanga e sulle condizioni nivologiche presenti nella zona dell’incidente si rimanda al rendiconto nivometro stagionale redatto ogni anno da Arpa Piemonte.

Informazioni aggiuntive

Banca dati incidenti AINEVA https://yetiweb.aineva.it/public/incidents

Rendiconto nivometrico stagione invernale 2024-2025

Paragrafo Attività valanghiva spontanea 

Scheda informativa Neve

Scheda informativa Valanghe

Capitolo Neve

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Mappa di suscettibilità per le frane superficiali del Piemonte

Anno
2026

Nel 2025 è stata pubblicata sul Geoportale la Mappa di suscettibilità alle frane superficiali del Piemonte, con l’obiettivo di contribuire alla caratterizzazione della pericolosità correlata ai fenomeni diffusi di frana superficiale che interessano le coperture eluvio-colluviali che ricoprono i versanti in ambiente alpino e collinare.

La suscettibilità è definita come la propensione o la tendenza che un determinato fenomeno si possa verificare in una data area del territorio. A differenza della pericolosità, che include la componente temporale (probabilità che l'evento accada in un certo istante) e contempla l’intensità del fenomeno (la sua magnitudo), la suscettibilità identifica dove è più probabile che un fenomeno si verifichi, in base alle caratteristiche intrinseche del territorio (fattori predisponenti), alla comparsa delle cause scatenanti (fattori innescanti).

Uno studio interdipartimentale condotto in Arpa Piemonte (Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali, Dipartimento Valutazioni Ambientali e Dipartimento Sviluppo e Coordinamento Servizi, ICT e Promozione Ambientale) ha avuto come obiettivo la caratterizzazione di tali fenomeni tramite l’identificazione delle cause predisponenti che maggiormente condizionalo la loro occorrenza (Tiranti et al., 2019).

Dall’analisi dei principali fattori territoriali, sia quantitativi sia qualitativi, sono state individuate diverse unità territoriali di base, denominate denominate Zone Elementari. Queste sono state definite principalmente incrociando mappe tematiche qualitative - litologia, suolo e ambienti topografici – con parametri morfometrici quantitativi, quali  pendenza, esposizione, curvatura, quota.

Le Zone Elementari sono state poi intersecate con la mappa di densità delle frane storiche verificatesi tra il 1990 e il 2016 (circa 33.000 eventi di frana superficiale). Tale operazione ha consentito di individuare la correlazione tra la distribuzione delle frane storiche e le diverse Zone Elementari in cui esse ricadono.

Zone Elementari identificate dall’intersezione dei principali parametri territoriali e la densità di frane superficiali storiche. Fonte Arpa Piemonte
Distribuzione percentuale della densità di frane superficiali storiche per ogni Zona Elementare identificata. Fonte Arpa Piemonte

Da questa prima elaborazione geostatistica si ricava la mappa di suscettibilità per l'innesco di frane superficiali, le cui classi esprimono il numero massimo atteso di fenomeni franosi al verificarsi delle condizioni pluviometriche critiche per il loro innesco

  • Bassa (1< Densità <2 per km2)
  • Moderata (2< Densità <10 per km2)
  • Alta (10< Densità <20 per km2)
  • Molto Alta (Densità >20 per km2)

La mappa di suscettibilità è stata realizzata considerando territori con valori di pendenza compresi tra  18°-45° (campo di pendenza nel quale, secondo la letteratura scientifica, tali frane possono generalmente innescarsi). Successivamente sono stati inclusi anche campi di pendenza tra 15°e 60° per considerare anche i fenomeni più pellicolari (profondi pochi centimetri) – disintegrating soilslip – che si sviluppano su pendenze anche di poco inferiori ai 18° e decisamente superiori ai 45°. Sono state infine escluse dall’elaborazione le aree di affioramento roccioso, ovvero quelle porzioni di substrato roccioso che emergono in superficie, prive di copertura di suolo, vegetazione o depositi eluvio-colluviali superficiali.

Figura 2. La Mappa di Suscettibilità per Frane Superficiali Diffuse sul Geoportale. Fonte Arpa Piemonte
Riferimenti bibliografici e informazioni aggiuntive

Tiranti D., Nicolò G., Gaeta A. R. (2019) Shallow landslides predisposing and triggering factors in developing a regional early warning system. Landslides 16:2, 235-251. https://doi.org/10.1007/s10346-018-1096-8

Informativa sul Geoportale
https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/52488fe53919452b8b5f2044505f68db
 

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Mappa di suscettibilità per le colate detritiche del Piemonte

Anno
2026

Al fine di contribuire alla caratterizzazione della pericolosità correlata ai fenomeni di colata detritica incanalata che interessano i piccoli bacini alpini, nel 2025 è stata pubblicata sul Geoportale la Mappa di Suscettibilità per le colate detritiche incanalate (debris flow).

Per definizione, la suscettibilità è definita come la propensione o la tendenza che un determinato fenomeno si possa verificare in una specifica area del territorio. A differenza della pericolosità, che include la componente temporale (probabilità che l'evento accada in un certo istante) e contempla l’intensità del fenomeno (la sua magnitudo), la suscettibilità identifica dove è più probabile che un fenomeno si verifichi, in base alle caratteristiche intrinseche del territorio (fattori predisponenti) e alla comparsa delle cause scatenanti (fattori innescanti).

La mappa si basa su uno studio del Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali di Arpa Piemonte, finalizzato alla caratterizzazione di tali fenomeni a partire dalla classificazione dei bacini alpini  nei quali possono verificarsi processi di colata detritica (Tiranti et al., 2014). 

Nello studio, i bacini alpini sono stati classificati in tre tipologie in funzione della litologia prevalente che costituisce il loro substrato e della relativa capacità di produrre quantità più o meno abbondanti di sedimento fine, con la granulometria delle argille. Tale classificazione, effettuata tramite il Clay Weathering Index (CWI), consente di valutare l'influenza del contenuto di frazione fine sul comportamento dei processi che si sviluppano all'interno dei bacini, distinguendo: 

- bacini Excellent Clay Maker (ECM) 
- bacini Good Clay Maker (GCM) 
- bacini Bad Clay Maker (BCM) 

I dettagli della classificazione sono disponibili nella pagina del portale Previsione di innesco delle colate detritiche incanalate.

I piccoli bacini alpini piemontesi classificati secondo il Clay Weathering Index. Fonte Arpa Piemonte

Inoltre, nello studio successivo di Tiranti (2024), i bacini alpini sono stati ulteriormente distinti in base alla loro capacità di generare o meno colate detritiche. Tale distinzione avviene considerando le caratteristiche morfometriche dei bacini e la percentuale di substrato roccioso affiorante che li caratterizza, individuando dei valori di percentuale di densità di affioramento roccioso.

Soglie percentuali di densità affioramento roccioso che caratterizzano un dato bacino oltre le quali si manifestano con alte probabilità determinati processi torrentizi (20% per i flussi iperconcentrati – HF – e il 60% per i debris flow (colate detritiche) – DF. Al di sotto del 20% il processo torrentizio maggiormente probabile è rappresentato da una piena torrentizia liquida a basso trasporto solido. Fonte Arpa Piemonte

Dall’intersezione tra la classificazione del Clay Weathering Index e le soglie di densità di affioramento è stata definita una mappa di suscettibilità per le colate detritiche in funzione delle caratteristiche del bacino, secondo lo schema seguente.

La magnitudo delle colate detritiche è generalmente inversamente proporzionale alla loro frequenza di occorrenza all’interno di un dato bacino. infatti, Considerando la pericolosità - che include l’intensità del fenomeno, ovvero la sua magnitudo - le classi di bacino ECM e BCM si invertirebbero di posizione nella scala: i bacini ECM tendono infatti a generare colate detritiche di magnitudo medio-bassa, mentre i bacini BCM sono caratterizzati da colate detritiche di magnitudo alta o molto alta. 

La mappa di Suscettibilità per le colate detritiche incanalate (debris flow). Fonte Arpa Piemonte
Riferimenti bibliografici e informazioni aggiuntive

Tiranti D. (2024) Alpine Catchments’ Hazard Related to Subaerial Sediment Gravity Flows Estimated on Dominant Lithology and Outcropping Bedrock Percentage. GeoHazards, 5(3), 652-682. https://doi.org/10.3390/geohazards5030034

Tiranti D., Cremonini R., Marco F., Gaeta A.R., Barbero S. (2014) The DEFENSE (DEbris Flows triggEred by storms - Nowcasting SystEm): an early warning system for torrential processes by radar storm tracking using a Geographic Information System (GIS). Computers & Geosciences 70: 96-109. https://doi.org/10.1016/j.cageo.2014.05.004

Informativa sul Geoportale
https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/52488fe53919452b8b5f2044505f68db
 

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Geological Strength Index (GSI) a scala regionale

Anno
2026

Nel 2025 è stata pubblicata sul Geoportale di Arpa la mappa del GSI - Geological Strength Index per gli affioramenti rocciosi del Piemonte a scala 1:250.000. Un affioramento roccioso è una porzione di roccia che emerge in superficie, direttamente visibile perché caratterizzato dall'assenza di suolo, vegetazione o sedimenti di copertura. 

Nella mappa, a ciascun affioramento roccioso cartografato è stato attribuito, oltre alla descrizione litologica derivata dalla carta GeoPiemonte, un valore medio di GSI - Geological Strength Index (Hoek et al., 1998; Marinos and Hoek 2001, Marinos et al., 2005; Marinos et al., 2006; Marinos, 2010; Marinos, 2020). Il GSI è un indice che definisce, seppur in modo qualitativo, le caratteristiche geomeccaniche degli affioramenti, permettendo distinguere tra ammassi rocciosi molto resistenti e quelli più facilmente alterabili e degradabili. 

La mappa è stata realizzata a partire dalla carta geologica regionale ufficiale GeoPiemonte a scala 1:250.000 (Piana et al., 2017) e dalla restituzione cartografica degli affioramenti rocciosi ottenuta tramite fotointerpretazione e analisi sistematica di carte tematiche regionali (es., Fogli CARG a scala 1:50.000; Carta IPLA dei Piani Forestali a scala 1:10.000, CTR, ecc.).

Per la determinazione del valore di GSI sono state utilizzate le tavole comparative di riferimento aggiornate in Marinos (2020) per ogni gruppo litologico considerato. Il confronto è stato effettuato, ove possibile, direttamente sul terreno, e, in alternativa, in modo indiretto, tramite la descrizione dell’ammasso roccioso ricavata dall’analisi delle voci in legenda di diverse cartografie di dettaglio (ad esempio Fogli CARG dove disponibili; cartografie inedite derivanti da studi professionali o prodotte durante lo svolgimento di tesi di laurea magistrali e dottorati di ricerca, ecc.).

La mappa così ottenuta a scala regionale costituisce una valida base per poter operare una prima valutazione qualitativa delle condizioni geotecniche e geomeccaniche degli ammassi rocciosi affioranti. Tali condizioni possono, ad esempio, influenzare le cause predisponenti e/o scatenanti di una frana e contribuire a discriminare lo stato di attività dei pericoli geologici da esse dipendenti.

Mappa regionale degli affioramenti rocciosi classificati in base al valore medio di GSI stimato: a scala regionale (a sinistra), zoom di dettaglio (a destra). Fonte Arpa Piemonte
Referenze bibliografiche

Marinos P. and Hoek E. (2000) Estimating the geotechnical properties of heterogeneous rock masses such as flysch. Bull Eng Geol Env; 60:85-92. https://doi.org/10.1007/s100640000090

Marinos P., Hoek E., Marinos V. (2006) Variability of the engineering properties of rock masses quantified by the geological strength index: the case of ophiolites with special emphasis on tunnelling. Bull Eng Geol Env; 65, 129–142. https://doi.org/10.1007/s10064-005-0018-x 

Marinos V., Marinos P., Hoek E. (2006) The geological strength index: applications and limitations. Bull Eng Geol Environ (2005) 64: 55–65. https://doi.org/10.1007/s10064-004-0270-5

Marinos P. V. (2010) New Proposed GSI Classification Charts for Weak or Complex Rock Masses. Bulletin of the Geological Society of Greece, 43, 1248-1258. https://doi.org/10.12681/bgsg.11301

Marinos V. (2019) A revised, geotechnical classification GSI system for tectonically disturbed heterogeneous rock masses, such as flysch. Bull Eng Geol Environ 78, 899–912. https://doi.org/10.1007/s10064-017-1151-z

Marinos V. (2020) Applications of the GSI System to the Classification of Soft Rocks. In: Kanji, M., He, M., Ribeiro e Sousa, L. (eds) Soft Rock Mechanics and Engineering. Springer, Cham. https://doi.org/10.1007/978-3-030-29477-9_19

Hoek E., Marinos P., Benissi M. (1998) Applicability of the geological strength index (GSI) classification for very weak and sheared rock masses. The case of the Athens Schist Formation. Bull Eng Geol Env; 57: 151–160. https://doi.org/10.1007/s100640050031

Piana F., Fioraso G., Irace A., Mosca P., d’Atri A., Barale L., Falletti P., Monegato G., Morelli M., Tallone S., et al.  (2017) Geology of Piemonte region (NW Italy, Alps–Apennines interference zone). J. Maps, 13, 395–405. https://doi.org/10.1080/17445647.2017.1316218

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Indice di Connettività per fenomeni di versante

Anno
2026

Al fine di ottenere una prima e speditiva valutazione dell’esposizione ai fenomeni di versante di strutture e infrastrutture a scala regionale, la Struttura Semplice Geologia e Nivologia del Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali di Arpa Piemonte ha realizzato una mappa del grado di connessione morfologica (connettività) tra i diversi settori dei versanti alpini e i manufatti antropici di principale interesse strategico e di salvaguardia. La mappa è disponibile sul Geoportale.

L’analisi della connettività è stata condotta per caratterizzare e individuare le potenziali aree sorgenti di materiale mobilizzabile da fenomeni di versante, ponendo particolare attenzione alla loro effettiva connessione morfologica e topografica con la viabilità principale e le aree a elevata densità urbana.

L'indice di connettività (IC) è un indice basato sulla topografia, originariamente sviluppato da Borselli et al., 2008 e adattato agli ambienti montani da Cavalli et al., 2013.

Utilizzando un DEM (Modello Digitale di Elevazione, ovvero una rappresentazione digitale delle quote altimetriche di un territorio) ad alta risoluzione, è possibile generare una mappa IC di un dato versante calcolando le relazioni tra una serie di fattori che rappresentano il materiale potenzialmente mobilizzabile su di un certo settore di versante e la lunghezza del percorso di propagazione di tale materiale verso il manufatto antropico più vicino, tenendo anche conto dell'influenza della morfologia della superficie topografica sulla traiettoria di spostamento del materiale.

Per i dettagli sul metodo di calcolo si veda la scheda sul Geoportale.

L'indice di connettività (IC) così ottenuto è stato poi classificato in tre categorie di grado di connessione, ovvero di esposizione potenziale ai processi di versante: moderato, alto e molto alto.

Tale approccio ha consentito di identificare (N.B. senza considerare la componente cinetica dei processi di versante) quali target antropici sottostanti ad un dato settore di versante considerato sono connessi, e quindi potenzialmente raggiungibili, dai processi gravitativi che possono verificarsi in quel settore, evidenziando le porzioni di infrastrutture e aree urbanizzate direttamente esposte ai potenziali pericoli naturali che possono innescarsi sui vicini versanti.

Esempio di grado di connessione (ovvero di esposizione potenziale ai processi di versante) in un settore della Val di Susa per il target “viabilità” (a sinistra) e per il target “aree urbanizzate” (a destra). Fonte Arpa Piemonte
Referenze bibliografiche

Borselli L., Cassi P., Torri D. (2008) Prolegomena to sediment and flow connectivity in the landscape: A GIS and field numerical as-sessment. Catena, 75, 268–277. https://doi.org/10.1016/j.catena.2008.07.006

Cavalli M., Trevisani S., Comiti F., Marchi L. (2013) Geomorphometric assessment of spatial sediment connectivity in small Alpine catchments. Geomorphology, 188, 31–41. https://doi.org/10.1016/j.geomorph.2012.05.007

Crema S., Schenato L., Goldin B., Marchi L., Cavalli M. (2015) Toward the development of a stand-alone application for the as-sessment of sediment connectivity. In Rendiconti Online Societa Geologica Italiana; Societa Geologica Italiana; pp. 58–61. https://doi.org/10.3301/ROL.2015.37

Tiranti D., Cavalli M., Crema S., Zerbato M., Graziadei M., Barbero S., Cremonini R., Silvestro C., Bodrato G., Tresso F. (2016) Semi-quantitative method for the assessment of debris supply from slopes to river in ungauged catchments. Science of the Total Environment 554–555: 337–348. https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2016.02.150

Tiranti D., Crema S., Cavalli M., Deangeli C. (2018) An Integrated Study to Evaluate Debris Flow Hazard in Alpine Environment. Front. Earth Sci. 6:60. https://doi.org/10.3389/feart.2018.00060

 

Informazioni aggiuntive

Notizia sul Geoportale https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/dbb4e44621c5443a99ec05ec302af1b6

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Verifiche impiantistiche

Anno
2026

La normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, disciplina in più articoli gli obblighi del datore di lavoro quale garante della sicurezza, salute, incolumità dei propri dipendenti. 

Tra questi obblighi vi è quello di predisporre ambienti di lavoro e attrezzature adeguate ai rischi connessi all’attività dell’Azienda; in particolare vi è obbligo di sottoporre gli impianti e i dispositivi di sicurezza a regolare manutenzione e controllo di funzionamento con verifiche periodiche (annuale, biennale, triennale, quinquennale e decennale) da parte pubblica, secondo la tipologia delle attrezzature e il tipo di verifica (funzionalità o integrità).

Le verifiche periodiche condotte da Arpa Piemonte su tutto il territorio regionale accertano, in particolare: 

  • la conformità alle modalità di installazione previste dal fabbricante nelle istruzioni d’uso ed alla normativa tecnica applicabile;
  • lo stato di manutenzione e conservazione;
  • il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste in origine dal fabbricante e specifiche dell’attrezzatura di lavoro;
  • l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo.

L'attività di verifica di conformità di prodotto e di impianti riguarda le seguenti attrezzature:

  • verifiche periodiche e controlli sui generatori di vapore fissi e semifissi inseriti in impianti di processo;
  • verifiche periodiche e controlli di recipienti a pressione di vapore o di gas recipienti di liquidi surriscaldati e forni per oli minerali;
  • verifiche periodiche e controlli di apparecchi di sollevamento, scale aeree, ponti sviluppabili, ponti sospesi, idroestrattori, gru, autogrù, argani e paranchi;

L’attività di verifica di impianti elettrici prevede:

  • verifiche periodiche e controlli di impianti di terra;
  • verifiche periodiche e controlli dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche;
  • verifiche periodiche e omologazione in impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione (ATEX).

Arpa Piemonte, su specifica richiesta dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie territorialmente competenti, offre supporto tecnico per altre attività di tipo impiantistico nei luoghi di lavoro, o a seguito di esposti inoltrati ad Arpa Piemonte dalle amministrazioni competenti o dalle Procure presso i tribunali.

Arpa Piemonte partecipa alla commissione istituita e convocata dal Comune competente per il collaudo quindicennale degli impianti di distribuzione carburanti per autotrazione (benzina, gasolio, GPL, metano). 

Nell’ambito di tale collaudo, consistente nella verifica dell’idoneità tecnica dell’impianto ai fini della sicurezza sanitaria e ambientale, compete ad Arpa Piemonte l’accertamento dell’idoneità degli impianti sotto il profilo della sicurezza, oltre ai controlli relativi agli aspetti ambientali.

Infine, Arpa Piemonte svolge attività di verifica periodica dei generatori di calore per impianti di riscaldamento.

Attività svolte nel 2024 da Arpa Piemonte in materia di verifiche impiantistiche
Tipologie di verifiche effettuate n° apparecchi verificati / attività prestate
Verifiche attrezzature in pressione 104 apparecchi
Verifiche Apparecchi di sollevamento 497 apparecchi
Omologazioni impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione 11 impianti
Supporto tecnico su richiesta dei Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie ed esposti inoltrati ad ARPA dalle amministrazioni competenti e dalle Procure presso i tribunali 39 attività di supporto tecnico
Collaudo quindicennale impianti di carburante per autotrazione. 34 impianti collaudati
Attività svolte nel 2024 da Arpa Piemonte in materia di verifiche impiantistiche
Informazioni e risorse aggiuntive

Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro

DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. https://www.normattiva.it/eli/id/2008/04/30/008G0104/CONSOLIDATED/20250609

Linee guida per la definizione dei rapporti tra i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende Sanitarie e l’Agenzia per la Protezione Ambientale del Piemonte

Deliberazione della Giunta Regionale del 3 ottobre 2016, n° 7-4000 https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2016/41/attach/dgr_04000_860_03102016.pdf

Omologazione di impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione

Direttiva 2014/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva ATEX (ATmosphere EXplosive) 1999/92/CEhttp://data.europa.eu/eli/dir/2014/34/oj

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 marzo 1998, n. 126 Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 94/9/CE in materia di apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva. https://www.normattiva.it/eli/id/1998/05/04/098G0170/CONSOLIDATED

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 ottobre 2001, n. 462 Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2002/01/08/001G0521/sg

DECRETO LEGISLATIVO 19 maggio 2016, n. 85 Attuazione della direttiva 2014/34/UE concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva. https://www.normattiva.it/eli/id/2016/05/25/16G00094/ORIGINAL

Verifica periodica di impianti elettrici in luogo con pericolo di esplosione, impianti di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche

DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. https://www.normattiva.it/eli/id/2008/04/30/008G0104/CONSOLIDATED/20250609

Verifica e riqualificazione periodica di attrezzature ed insiemi a pressione

DECRETO LEGISLATIVO 25 febbraio 2000, n. 93 Attuazione della direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione e della direttiva 2014/68/UE concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di attrezzature a pressione (rifusione), che ne dispone l'abrogazione. https://www.normattiva.it/eli/id/2000/04/18/000G0137/CONSOLIDATED

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE DECRETO 1 dicembre 2004, n. 329 Regolamento recante norme per la messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93. https://www.normattiva.it/eli/id/2005/01/28/005G0017/ORIGINAL

Decreto ministeriale 01-12-1975 Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione https://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/foglio_ordinario2/2/pdfPaginato?dataPubblicazioneGazzetta=19760206&numeroGazzetta=33&tipoSerie=FO&tipoSupplemento=SO&numeroSupplemento=0&progressivo=0&numPagina=1&edizione=0&rangeAnni=

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI DECRETO 11 aprile 2011 Disciplina delle modalita' di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonche' i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui all'articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo.  https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2011-04-29&atto.codiceRedazionale=11A05462&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario&action=select-all

Verifica periodica apparecchi di sollevamento

D.Lgs. 9 aprile 2008 n° 81 All. VII

Collaudo quindicennale degli impianti di distribuzione carburanti per autotrazione

Legge regionale 31 maggio 2004, n. 14. Norme di indirizzo programmatico regionale per la razionalizzazione e l'ammodernamento della rete distributiva dei carburanti. http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/leggi/l2004014.html

Stato del Documento
Anno precedente
Gruppo di Redazione
Redazione RSA

Progetti e strumenti per la transizione energetica

Anno
2026
La Regione Piemonte per la transizione energetica: progetti e strumenti per un futuro più sostenibile

 

La Regione Piemonte è impegnata da anni nella promozione della transizione energetica attraverso un insieme articolato di iniziative che combinano sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e coinvolgimento delle comunità locali. In linea con gli obiettivi europei e nazionali di decarbonizzazione, il Piemonte sostiene l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili tramite una serie di progetti integrati.

Tra questi, Gasless si concentra sulla riqualificazione energetica degli edifici pubblici, favorendo il progressivo abbandono delle fonti fossili, in particolare del gas metano. Attraverso diagnosi energetiche e piani di intervento mirati, Gasless accompagna gli enti locali in un percorso di efficientamento e innovazione, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni.

RECROSSES, cofinanziato dal programma Interreg ALCOTRA, promuove la nascita e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nei territori transfrontalieri tra Italia e Francia. Il progetto prevede la creazione di sportelli (One-Stop Shop) che offrono consulenze tecniche, legali ed economiche gratuite a cittadini, imprese ed enti locali interessati alla condivisione dell’energia.

Con EU PEERS, la Regione partecipa a una rete europea per rafforzare le competenze locali nella promozione dell'efficienza energetica negli edifici residenziali, sostenendo lo sviluppo degli Sportelli Unici per la riqualificazione energetica, come lo Sportello Energia Piemonte, che rappresenta un punto di riferimento per cittadini, amministratori e professionisti, offrendo servizi informativi e di consulenza per interventi sugli edifici residenziali e supportando l’accesso agli incentivi disponibili.

Il progetto Diverse, invece, si concentra sul conflitto tra produzione di bioenergia e conservazione della biodiversità nelle Alpi, indagando in quali condizioni la biomassa possa rappresentare un'opportunità energetica sostenibile. Infine, attraverso il Patto dei Sindaci, la Regione supporta i Comuni piemontesi nell’adozione di Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), offrendo assistenza tecnica e strumenti per monitorare i risultati e pianificare azioni di mitigazione e adattamento

Con il progetto CLIMACT si punta ad aggiornare un importante strumento per la valutazione della sostenibilità energetico-ambientale degli edifici – il Protocollo ITACA -  variamente impiegato nelle valutazioni di ammissibilità degli interventi ai contributi valenti sui fondi FESR  e a divulgare la metodologia di applicazione di tali strumenti tra gli operatori della filiera interessati.

Prende inoltre avvio REAHUB, un nuovo progetto europeo dedicato alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, in linea con gli obiettivi della nuova Direttiva europea EPBD per edifici più efficienti, intelligenti e climaticamente neutrali entro il 2050. Il progetto punta a innovare le strategie di ristrutturazione energetica integrando strumenti digitali, dati territoriali e sistemi di supporto alle decisioni, con l’obiettivo di rendere gli interventi più efficaci, sostenibili e accessibili.

Insieme, questi progetti delineano una strategia coerente che mira a rendere il Piemonte un territorio più efficiente, resiliente e partecipato nella lotta al cambiamento climatico.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Clima/Energia

FESR 21-27 - Bandi per l'efficientamento energetico e la promozione delle energie rinnovabili

Nell’ambito delle misure destinate dal Programma Regionale FESR Piemonte 2021/2027, si riassume nella seguente tabella lo stato di attuazione delle Misure dedicate al comparto energetico.

Sintesi finanziamenti del FESR per le misure dell'energia
Denominazione misura Beneficiari Importo stanziato Concesso al 31/05/26 Data apertura Data chiusura
Interventi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi di energia primaria e delle emissioni climalteranti negli edifici pubblici - Azione II.2i.1 Enti pubblici 31 M€ 27 M€ Bando Appalti 18/01/24 Bando PPP 22/02/24 22/11/2024
Interventi per la promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili negli edifici pubblici - Azione II.2ii.1 Enti pubblici 11 M€ 2 M€ Bando Appalti 18/01/24 Bando PPP 22/02/24 22/11/2024
Efficientamento energetico ed energie rinnovabili nelle imprese (2° sportello) - Azione II.2i.1 Imprese 28,14 M€ 0 M€ 22/05/2024 28/02/2025
Efficientamento energetico ed energie rinnovabili nelle imprese (3° sportello) - Azione II.2ii.1 Imprese 64 M€ 0 M€ 04/06/2024 28/11/2026
Efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di proprietà delle ASR - Azione II.2i.1 ASR Piemonte 17,1 M€ 0 M€ 09/09/2024 17/12/2025
Efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di proprietà delle ASR ASR Piemonte 6,4 M€ 0 M€ 09/09/2024 17/12/2025
Promozione della diffusione del teleriscaldamento efficiente - Azione II.2i.4 Imprese 12,75 M€ 0 M€ 24/11/2025 30/04/2026
Interventi di efficientamento energetico e transizione intelligente della rete di illuminazione pubblica negli enti locali Enti locali 12,75 M€ 0 M€ 03/03/2025 31/10/2025
Interventi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi di energia primaria e delle emissioni climalteranti negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive - Azione II.2i.1 Enti pubblici – impianti sportivi 10 M€ 0 M€ 10/04/26 30/10/2026
Interventi per la promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive - Azione II.2ii.1 Enti pubblici – impianti sportivi 4 M€ 0 M€ 10/04/26 30/10/2026
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nell’ambito delle misure destinate dal Programma Regionale FESR Piemonte 2021/2027, si riassume nella seguente tabella lo stato di attuazione delle Misure dedicate al comparto energetico.

Sintesi finanziamenti del FESR per le misure dell'energia
Denominazione misura Beneficiari Importo stanziato Concesso al 31/05/26 Data apertura Data chiusura
Interventi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi di energia primaria e delle emissioni climalteranti negli edifici pubblici - Azione II.2i.1 Enti pubblici 31 M€ 27 M€ Bando Appalti 18/01/24 Bando PPP 22/02/24 22/11/2024
Interventi per la promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili negli edifici pubblici - Azione II.2ii.1 Enti pubblici 11 M€ 2 M€ Bando Appalti 18/01/24 Bando PPP 22/02/24 22/11/2024
Efficientamento energetico ed energie rinnovabili nelle imprese (2° sportello) - Azione II.2i.1 Imprese 28,14 M€ 0 M€ 22/05/2024 28/02/2025
Efficientamento energetico ed energie rinnovabili nelle imprese (3° sportello) - Azione II.2ii.1 Imprese 64 M€ 0 M€ 04/06/2024 28/11/2026
Efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di proprietà delle ASR - Azione II.2i.1 ASR Piemonte 17,1 M€ 0 M€ 09/09/2024 17/12/2025
Efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di proprietà delle ASR ASR Piemonte 6,4 M€ 0 M€ 09/09/2024 17/12/2025
Promozione della diffusione del teleriscaldamento efficiente - Azione II.2i.4 Imprese 12,75 M€ 0 M€ 24/11/2025 30/04/2026
Interventi di efficientamento energetico e transizione intelligente della rete di illuminazione pubblica negli enti locali Enti locali 12,75 M€ 0 M€ 03/03/2025 31/10/2025
Interventi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi di energia primaria e delle emissioni climalteranti negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive - Azione II.2i.1 Enti pubblici – impianti sportivi 10 M€ 0 M€ 10/04/26 30/10/2026
Interventi per la promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive - Azione II.2ii.1 Enti pubblici – impianti sportivi 4 M€ 0 M€ 10/04/26 30/10/2026
Anno
2026

Il collettore mediano - Idropolitana di Torino

La nuova infrastruttura, denominata “Idropolitana” prevede la realizzazione di un Collettore fognario costituito da un tunnel di diametro esterno di circa 4 metri e scavato ad una profondità di oltre 20 metri, e da opere di minori dimensioni che si sviluppano lungo un percorso di circa 14 km sul territorio della Città di Torino.

Oltre ad interessare la Città di Torino il nuovo Collettore è a servizio di 20 comuni metropolitani della zona Sud della Città: Beinasco, Bruino, Cambiano, Candiolo, Chieri Pessione, La Loggia, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Piobesi, Piossasco, Poirino, Riva di Chieri, Rivalta di Torino, Sangano, Santena, Trana, Trofarello, Villastellone e Vinovo.

Si tratta di un’opera strategica che, rappresentando il raddoppio del Collettore intercomunale esistente in funzione da oltre 40 anni, consentirà a quest’ultimo di essere temporaneamente messo fuori esercizio per le necessarie attività di manutenzione straordinaria.

Grazie alla sua funzione di laminazione delle portate di pioggia, il nuovo Collettore mediano risulta inoltre decisivo nella gestione degli eventi meteorologici estremi e nell’azione di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Permettendo nel tempo una migliore distribuzione del carico idraulico in ingresso al depuratore di Castiglione T.se, contribuirà significativamente anche al miglioramento del rendimento e dell’efficienza dei processi di depurazione.

Il progetto, i cui lavori sono stati consegnati a fine settembre 2023 con termine delle attività previsto in 4 anni, sarà realizzato con un investimento di oltre 146.000.000,00 di euro, di cui 7.655.980 euro per gli oneri legati alla sicurezza.

La realizzazione dell’opera è strutturata in due fasi distinte ed interconnesse. La prima fase, nel tratto dal Parco Colonnetti a Piazzale Ceirano, con relativo collegamento all’infrastruttura esistente, prevede che la condotta, con un diametro di 1.600 mm ed una lunghezza di circa 2,5 km, sia realizzata con la tecnica del microtunneling. Nella seconda fase, nel tratto da Piazzale Ceirano al Parco dell’Arrivore, la condotta è realizzata con la tecnica dello scavo meccanizzato TBM (Tunnel Boring Machine), ad una profondità di circa 20 m, con un diametro netto di 3.200 mm ed una lunghezza di circa 9,5 km.

Tutte le aree interessate dalla realizzazione delle opere puntuali sono state oggetto di bonifica bellica preventiva.

L’idropolitana è un’infrastruttura fondamentale per le future generazioni, in grado di salvaguardare l’ambiente e la qualità della risorsa idrica.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La nuova infrastruttura, denominata “Idropolitana” prevede la realizzazione di un Collettore fognario costituito da un tunnel di diametro esterno di circa 4 metri e scavato ad una profondità di oltre 20 metri, e da opere di minori dimensioni che si sviluppano lungo un percorso di circa 14 km sul territorio della Città di Torino.

Oltre ad interessare la Città di Torino il nuovo Collettore è a servizio di 20 comuni metropolitani della zona Sud della Città: Beinasco, Bruino, Cambiano, Candiolo, Chieri Pessione, La Loggia, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Piobesi, Piossasco, Poirino, Riva di Chieri, Rivalta di Torino, Sangano, Santena, Trana, Trofarello, Villastellone e Vinovo.

Si tratta di un’opera strategica che, rappresentando il raddoppio del Collettore intercomunale esistente in funzione da oltre 40 anni, consentirà a quest’ultimo di essere temporaneamente messo fuori esercizio per le necessarie attività di manutenzione straordinaria.

Grazie alla sua funzione di laminazione delle portate di pioggia, il nuovo Collettore mediano risulta inoltre decisivo nella gestione degli eventi meteorologici estremi e nell’azione di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Permettendo nel tempo una migliore distribuzione del carico idraulico in ingresso al depuratore di Castiglione T.se, contribuirà significativamente anche al miglioramento del rendimento e dell’efficienza dei processi di depurazione.

Il progetto, i cui lavori sono stati consegnati a fine settembre 2023 con termine delle attività previsto in 4 anni, sarà realizzato con un investimento di oltre 146.000.000,00 di euro, di cui 7.655.980 euro per gli oneri legati alla sicurezza.

La realizzazione dell’opera è strutturata in due fasi distinte ed interconnesse. La prima fase, nel tratto dal Parco Colonnetti a Piazzale Ceirano, con relativo collegamento all’infrastruttura esistente, prevede che la condotta, con un diametro di 1.600 mm ed una lunghezza di circa 2,5 km, sia realizzata con la tecnica del microtunneling. Nella seconda fase, nel tratto da Piazzale Ceirano al Parco dell’Arrivore, la condotta è realizzata con la tecnica dello scavo meccanizzato TBM (Tunnel Boring Machine), ad una profondità di circa 20 m, con un diametro netto di 3.200 mm ed una lunghezza di circa 9,5 km.

Tutte le aree interessate dalla realizzazione delle opere puntuali sono state oggetto di bonifica bellica preventiva.

L’idropolitana è un’infrastruttura fondamentale per le future generazioni, in grado di salvaguardare l’ambiente e la qualità della risorsa idrica.

Anno
2026