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I Distretti del Cibo

Anno
2026

I Distretti del cibo individuano sistemi produttivi locali caratterizzati da una forte identità territoriale e dall’integrazione tra attività agricole, trasformazione, commercializzazione e servizi connessi, comprese le attività turistiche ed enogastronomiche. Possono comprendere realtà rurali, agroalimentari di qualità, sistemi locali di piccole e medie imprese, aree urbane o peri-urbane con funzioni agricole e, in particolare, contesti orientati alla sostenibilità e alla produzione biologica.

La Regione Piemonte promuove i Distretti del cibo quali strumenti digovernance territoriale nei quali soggetti pubblici e privati collaborano per valorizzare le filiere agroalimentari e il patrimonio rurale, facendo del cibo un fattore di sviluppo locale. Introdotti dalla normativa nazionale e disciplinati a livello regionale, essi favoriscono l’integrazione tra imprese agricole e agroalimentari, enti locali, istituzioni, mondo della ricerca e altri attori del territorio, contribuendo a rafforzare la competitività, l’innovazione e la capacità di attrazione dei sistemi locali, anche attraverso una più equilibrata distribuzione del valore lungo la filiera. I Distretti sono costituiti mediante accordi tra soggetti pubblici e privati rappresentativi del territorio e del sistema produttivo locale, garantendo partecipazione, condivisione delle decisioni e integrazione tra i diversi interessi.

In questo contesto, i Distretti del cibo presentano anche un rilevante potenziale in relazione alle politiche di sostenibilità ambientale. Pur non rappresentando sempre l’obiettivo primario delle iniziative distrettuali, essi possono contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni, alla tutela del paesaggio rurale e della biodiversità, alla diffusione di pratiche agricole sostenibili e biologiche e alla promozione di filiere corte e modelli di economia locale. Tali aspetti, se pienamente sviluppati, consentono di rafforzare il ruolo dei Distretti nella transizione verso sistemi agroalimentari più sostenibili.

Il funzionamento dei Distretti si basa sul Piano di Distretto, documento di programmazione triennale che definisce strategie, obiettivi e azioni a livello locale. Il Piano contiene l’analisi dei fabbisogni del territorio e individua le iniziative da realizzare, valutandone le ricadute economiche, sociali e ambientali, ed è soggetto a monitoraggio e aggiornamento nel tempo.

Il riconoscimento dei Distretti del cibo avviene da parte della Regione sulla base di criteri relativi alla territorialità, alla rappresentatività del sistema produttivo e alla qualità dellagovernance. Una volta riconosciuti, i Distretti sono iscritti nel Registro nazionale e possono accedere a strumenti di sostegno e finanziamento.

La Regione Piemonte favorisce inoltre il coordinamento e il rafforzamento della rete dei Distretti attraverso specifici strumenti, tra cui il Tavolo permanente di coordinamento dei Distretti del cibo e dei Distretti biologici, finalizzato a migliorare l’organizzazione delle attività, promuovere i territori e le produzioni e facilitare il confronto tra i diversi soggetti coinvolti.

I Distretti del cibo si configurano quindi come strumenti strategici per lo sviluppo territoriale, capaci di integrare dimensione economica, sociale e ambientale e di contribuire, anche in prospettiva, alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili e resilienti.

Per aggiornamenti relativi alla materia dei Distretti del cibo, quali il numero dei Distretti riconosciuti, le opportunità di finanziamento e gli eventi correlati, si rimanda al seguente link:

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/cibo-territorio-consumo-alimentare/distretti-cibo

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Gruppo di Redazione

Bando Progetto Bandiera “Piemonte Hydrogen Valley”

Il Bando Progetto Bandiera "Piemonte Hydrogen Valley" è un'iniziativa volta a finanziare progetti di produzione e utilizzo dell'idrogeno di particolare valenza territoriale strategica (art. 2, c. 2, lett. g) del Decreto DGPIF del 27/11/2024, n. 235), a supporto del percorso di decarbonizzazione energetica, industriale e dei trasporti.

La misura mira a sostenere contestualmente offerta e domanda di idrogeno sul territorio, attraverso investimenti, in linea con i fabbisogni emergenti dal territorio regionale e in coerenza con i target energetico-ambientali europei e nazionali.

Ai fini dell’ammissibilità, i progetti devono prevedere la realizzazione di:

  • uno o più impianti di produzione di idrogeno in aree dismesse e relativi sistemi ausiliari necessari al processo produttivo;
  • un progetto connesso all’uso dell’idrogeno in settori di particolare valenza territoriale,
  • definita sulla base della domanda di idrogeno derivante dal territorio, riguardante la decarbonizzazione di impianti industriali e/o del sistema della mobilità;
  • un piano di formazione/informazione sui vettori energetici sostenibili.

In via facoltativa, i progetti possono includere attività di sviluppo sperimentale e infrastrutture di rifornimento per il trasporto pubblico e pesante.

Le agevolazioni, erogate sotto forma di contributo a fondo perduto, sono destinate a imprese di ogni dimensione, singole o in partenariato con organismi di ricerca e Pubbliche Amministrazioni.

Gli interventi devono essere conclusi entro 36 mesi dal provvedimento di concessione. Le domande possono essere presentate dal 2 marzo al 30 giugno 2026.

La dotazione finanziaria è pari a 10 milioni di euro, assegnati alla Regione Piemonte con il Decreto Ministeriale n. 404 del 18 novembre 2024 a valere su fondi del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Anno
2025
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Bando Progetto Bandiera "Piemonte Hydrogen Valley" è un'iniziativa volta a finanziare progetti di produzione e utilizzo dell'idrogeno di particolare valenza territoriale strategica (art. 2, c. 2, lett. g) del Decreto DGPIF del 27/11/2024, n. 235), a supporto del percorso di decarbonizzazione energetica, industriale e dei trasporti.

La misura mira a sostenere contestualmente offerta e domanda di idrogeno sul territorio, attraverso investimenti, in linea con i fabbisogni emergenti dal territorio regionale e in coerenza con i target energetico-ambientali europei e nazionali.

Ai fini dell’ammissibilità, i progetti devono prevedere la realizzazione di:

  • uno o più impianti di produzione di idrogeno in aree dismesse e relativi sistemi ausiliari necessari al processo produttivo;
  • un progetto connesso all’uso dell’idrogeno in settori di particolare valenza territoriale,
  • definita sulla base della domanda di idrogeno derivante dal territorio, riguardante la decarbonizzazione di impianti industriali e/o del sistema della mobilità;
  • un piano di formazione/informazione sui vettori energetici sostenibili.

In via facoltativa, i progetti possono includere attività di sviluppo sperimentale e infrastrutture di rifornimento per il trasporto pubblico e pesante.

Le agevolazioni, erogate sotto forma di contributo a fondo perduto, sono destinate a imprese di ogni dimensione, singole o in partenariato con organismi di ricerca e Pubbliche Amministrazioni.

Gli interventi devono essere conclusi entro 36 mesi dal provvedimento di concessione. Le domande possono essere presentate dal 2 marzo al 30 giugno 2026.

La dotazione finanziaria è pari a 10 milioni di euro, assegnati alla Regione Piemonte con il Decreto Ministeriale n. 404 del 18 novembre 2024 a valere su fondi del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Anno
2025

Bandi per il finanziamento dell’attività delle CLV

Dal 2021 la Regione Piemonte, attraverso un bando pubblicato sul BUR e sul sito istituzionale nella sezione Bandi, sostiene le attività delle Commissioni Locali Valanghe (CLV) concedendo dei contributi a fondo perduto alle Unioni Montane (UM) dotate di CLV.

Le risorse economiche, variabili annualmente, negli anni scorsi sono state messe a disposizione per l’acquisto di strumentazione tecnica per svolgere rilevamenti nivologici e di dotazione di dispositivi di sicurezza per l’autosoccorso in valanga dei membri delle CLV. Inoltre sono stati finanziati incarichi di consulenza per la redazione del regolamento interno per l’operatività delle CLV, corsi AINEVA  di formazione in ambito nivologico e sistemi di monitoraggio e tele-rilevamento di parametri nivo-meteorologici a supporto della valutazione locale del pericolo di valanghe.

Tramite il bando pubblicato nel novembre 2025 la Regione Piemonte ha assegnato contributi a 10 Unioni Montane per un importo complessivo di circa 236.000 euro. Le risorse, finanziate attraverso il Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT), sostengono l’operato delle CLV consentendo l'installazione di stazioni nivometeorologiche automatiche e di sensori specifici per la misura del trasporto eolico della neve, la posa di sistemi di videosorveglianza dedicati al monitoraggio di siti valanghivi e l'acquisto di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (droni) con relative attività di formazione per l’abilitazione al volo.

Complessivamente dal 2021 sono stati concessi contributi per oltre 500.000 euro alle Unioni Montane per il sostegno all’operatività delle CLV.

Figura 1. Valanga di fondo su galleria paravalanghe in Valle Stura (CN).
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Dal 2021 la Regione Piemonte, attraverso un bando pubblicato sul BUR e sul sito istituzionale nella sezione Bandi, sostiene le attività delle Commissioni Locali Valanghe (CLV) concedendo dei contributi a fondo perduto alle Unioni Montane (UM) dotate di CLV.

Le risorse economiche, variabili annualmente, negli anni scorsi sono state messe a disposizione per l’acquisto di strumentazione tecnica per svolgere rilevamenti nivologici e di dotazione di dispositivi di sicurezza per l’autosoccorso in valanga dei membri delle CLV. Inoltre sono stati finanziati incarichi di consulenza per la redazione del regolamento interno per l’operatività delle CLV, corsi AINEVA  di formazione in ambito nivologico e sistemi di monitoraggio e tele-rilevamento di parametri nivo-meteorologici a supporto della valutazione locale del pericolo di valanghe.

Tramite il bando pubblicato nel novembre 2025 la Regione Piemonte ha assegnato contributi a 10 Unioni Montane per un importo complessivo di circa 236.000 euro. Le risorse, finanziate attraverso il Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT), sostengono l’operato delle CLV consentendo l'installazione di stazioni nivometeorologiche automatiche e di sensori specifici per la misura del trasporto eolico della neve, la posa di sistemi di videosorveglianza dedicati al monitoraggio di siti valanghivi e l'acquisto di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (droni) con relative attività di formazione per l’abilitazione al volo.

Complessivamente dal 2021 sono stati concessi contributi per oltre 500.000 euro alle Unioni Montane per il sostegno all’operatività delle CLV.

Figura 1. Valanga di fondo su galleria paravalanghe in Valle Stura (CN).
Anno
2026

Le Commissioni Locali Valanghe (CLV)

Anno
2026

Le Unioni Montane (UM), anche associate per ambiti territoriali ottimali secondo apposite convenzioni, costituiscono Commissioni Locali Valanghe (CLV) per l'esercizio di attività di sorveglianza dei fenomeni nivologici, in qualità di organi tecnici consultivi dei Sindaci per la gestione di situazioni di rischio da valanghe in territorio antropizzato (centri o nuclei abitati, opere pubbliche ed impianti o infrastrutture di interesse pubblico).

Le CLV sono previste dall’art. 19 “Difesa dalle valanghe” della l.r. 14/2019; quelle istituite dalle UM piemontesi sono in totale 17 e coprono la quasi totalità del territorio montano regionale.

Ai componenti delle CLV, che operano su base volontaria, è richiesto il possesso di specifici titoli riconosciuti dall'Associazione Interregionale Neve e Valanghe (AINEVA), sulle tematiche inerenti ai fenomeni nivologici e valanghivi ed alle problematiche valanghive di protezione civile. L’attività delle CLV si armonizza quindi con il sistema d’allertamento regionale e con la pianificazione d’emergenza di protezione civile comunale ed intercomunale, sotto il coordinamento delle strutture tecniche regionali preposte.

Le attività svolte a favore delle CLV sono sviluppate in coordinamento con le Regioni e le Province autonome dell'arco alpino italiano attraverso l’AINEVA, che cura anche la formazione e l'aggiornamento tecnico degli operatori del settore.

Il DPGR del 18/12/2020 n. 7/R prevede all’art. 12 (Dotazione tecnica) che la Regione contribuisca al finanziamento dell’acquisto, da parte delle UM, della strumentazione tecnica specifica per rilevamenti nivologici e della dotazione di sicurezza per l’autosoccorso degli operatori; l’art. 13 (Disposizioni finanziarie) prevede che “Il finanziamento per il sostegno della Regione alle attività delle CLV trova copertura nelle risorse del fondo regionale per la montagna, secondo quanto previsto dall’articolo 11 della LR n. 14/2019 e dall'articolo 6 del Regolamento 25/06/2020, n.3/R”.

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Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Territorio

Approvazione Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale e urbanistica

A più di 24 anni dalla data di approvazione del Piano per l’Assetto Idrogeologico – PAI (d.p.c.m. del 24 maggio 2001) si è manifestata l’esigenza di accorpare in un unico documento “Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale” (di seguito “CRITERI”) le numerose disposizioni regolative in materia di uso del suolo emanate dalla Regione Piemonte già a partire dalla Circolare PGR n. 7/LAP/1996 e della successiva Nota Tecnica Esplicativa del 1999 riguardanti le specifiche tecniche per l’elaborazione degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici.

A tal fine negli scorsi anni è stato istituito un gruppo di lavoro interdirezionale composto da rappresentanti della Direzione Ambiente, Energia e Territorio e della Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica che hanno lavorato in sinergia predisponendo una bozza di testo che è stata successivamente trasmessa per le osservazioni all’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte, all’Ordine degli Architetti e all’Ordine dei Geometri.

Il documento affronta gli aspetti procedurali e tecnici per l'analisi del dissesto, della pericolosità e del rischio e per la valutazione delle previsioni urbanistiche sostenibili rispetto al danno atteso ed è integrato da sette Annessi: l’Annesso I – Analisi geologiche, l’Annesso II – Componente idraulica, l’Annesso III – Componente sismica, l’Annesso IV – Invarianza idraulica, l’Annesso V – Criteri per la definizione del quadro del dissesto relativo ai comuni che non hanno ancora provveduto ad adeguare il proprio strumento urbanistico al PAI, l’Annesso VI – disposizioni relative all’aggiornamento del quadro del dissesto a seguito di eventi alluvionali e l’Annesso VII – Schede dei dissesti.

Il testo è inoltre integrato con il progetto di informatizzazione degli strumenti urbanistici denominato "Urbanistica senza carta" - USC (d.g.r. 29 dicembre 2020, n. 1-2681 e smi) e costituisce provvedimento attuativo della legge urbanistica regionale n. 56/1977 disciplinandone gli aspetti di natura procedurale e i contenuti degli elaborati necessari per conseguire l’adeguamento alla normativa sovraordinata in materia di difesa del suolo e sismica.

Nel complesso, nel testo dei “CRITERI” vengono confermate buona parte delle indicazioni e delle modalità di indagine e restituzione già previste dalle disposizioni regionali previgenti, ora coordinate nell'ambito del sopra citato progetto "Urbanistica senza carta" - USC, al fine di garantire una continuità dell'azione svolta nell'ambito della prevenzione del rischio idrogeologico, sia da parte delle amministrazioni comunali, dei professionisti incaricati e degli uffici regionali, operando al contempo l'attualizzazione e la semplificazione di precedenti atti.

Nel corso del 2025 previo parere della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali i criteri sono stati approvati con D.G.R. n. 8-905 del 24 marzo 2025, che ha sancito la conclusione del notevole lavoro effettuato dal gruppo interdirezionale.

Le principali novità contenute nel testo dei “CRITERI” sono state condivise attraverso momenti di confronto interni all’amministrazione regionale e sono state anche presentate nell’ambito di uno specifico seminario organizzato dall’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte in data 4 dicembre 2025, dove alcuni componenti del gruppo di lavoro hanno illustrato le principali novità introdotte.

L’attività del gruppo di lavoro interdirezionale proseguirà anche negli anni futuri in quanto è intenzione dello stesso gruppo valutare le ricadute dei “CRITERI” sulla pianificazione locale apportando, eventualmente, le necessarie migliorie al fine di rendere più chiare le procedure in esso contenute.

Pertanto, si possono ipotizzare nel tempo nuove edizioni dei “CRITERI” che conterranno i necessari chiarimenti/aggiornamenti, al momento anticipati in una sezione FAQ del sito WEB regionale.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

A più di 24 anni dalla data di approvazione del Piano per l’Assetto Idrogeologico – PAI (d.p.c.m. del 24 maggio 2001) si è manifestata l’esigenza di accorpare in un unico documento “Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale” (di seguito “CRITERI”) le numerose disposizioni regolative in materia di uso del suolo emanate dalla Regione Piemonte già a partire dalla Circolare PGR n. 7/LAP/1996 e della successiva Nota Tecnica Esplicativa del 1999 riguardanti le specifiche tecniche per l’elaborazione degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici.

A tal fine negli scorsi anni è stato istituito un gruppo di lavoro interdirezionale composto da rappresentanti della Direzione Ambiente, Energia e Territorio e della Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica che hanno lavorato in sinergia predisponendo una bozza di testo che è stata successivamente trasmessa per le osservazioni all’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte, all’Ordine degli Architetti e all’Ordine dei Geometri.

Il documento affronta gli aspetti procedurali e tecnici per l'analisi del dissesto, della pericolosità e del rischio e per la valutazione delle previsioni urbanistiche sostenibili rispetto al danno atteso ed è integrato da sette Annessi: l’Annesso I – Analisi geologiche, l’Annesso II – Componente idraulica, l’Annesso III – Componente sismica, l’Annesso IV – Invarianza idraulica, l’Annesso V – Criteri per la definizione del quadro del dissesto relativo ai comuni che non hanno ancora provveduto ad adeguare il proprio strumento urbanistico al PAI, l’Annesso VI – disposizioni relative all’aggiornamento del quadro del dissesto a seguito di eventi alluvionali e l’Annesso VII – Schede dei dissesti.

Il testo è inoltre integrato con il progetto di informatizzazione degli strumenti urbanistici denominato "Urbanistica senza carta" - USC (d.g.r. 29 dicembre 2020, n. 1-2681 e smi) e costituisce provvedimento attuativo della legge urbanistica regionale n. 56/1977 disciplinandone gli aspetti di natura procedurale e i contenuti degli elaborati necessari per conseguire l’adeguamento alla normativa sovraordinata in materia di difesa del suolo e sismica.

Nel complesso, nel testo dei “CRITERI” vengono confermate buona parte delle indicazioni e delle modalità di indagine e restituzione già previste dalle disposizioni regionali previgenti, ora coordinate nell'ambito del sopra citato progetto "Urbanistica senza carta" - USC, al fine di garantire una continuità dell'azione svolta nell'ambito della prevenzione del rischio idrogeologico, sia da parte delle amministrazioni comunali, dei professionisti incaricati e degli uffici regionali, operando al contempo l'attualizzazione e la semplificazione di precedenti atti.

Nel corso del 2025 previo parere della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali i criteri sono stati approvati con D.G.R. n. 8-905 del 24 marzo 2025, che ha sancito la conclusione del notevole lavoro effettuato dal gruppo interdirezionale.

Le principali novità contenute nel testo dei “CRITERI” sono state condivise attraverso momenti di confronto interni all’amministrazione regionale e sono state anche presentate nell’ambito di uno specifico seminario organizzato dall’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte in data 4 dicembre 2025, dove alcuni componenti del gruppo di lavoro hanno illustrato le principali novità introdotte.

L’attività del gruppo di lavoro interdirezionale proseguirà anche negli anni futuri in quanto è intenzione dello stesso gruppo valutare le ricadute dei “CRITERI” sulla pianificazione locale apportando, eventualmente, le necessarie migliorie al fine di rendere più chiare le procedure in esso contenute.

Pertanto, si possono ipotizzare nel tempo nuove edizioni dei “CRITERI” che conterranno i necessari chiarimenti/aggiornamenti, al momento anticipati in una sezione FAQ del sito WEB regionale.

Anno
2026

I geoparchi

Un geoparco è un ente che gestisce e valorizza il patrimonio geologico, promuovendone la visibilità e la fruizione tramite il geoturismo, in modo da favorire lo sviluppo economico del suo territorio. I visitatori possono approfondire le proprie conoscenze sull’ambiente locale, sia in autonomia che attraverso visite guidate.
I geoparchi non sono solo “musei a cielo aperto”: secondo le direttive dell’UNESCO, sono anche veri e propri laboratori per lo sviluppo sostenibile, che promuovono il patrimonio geologico e la sostenibilità delle comunità locali, con un approccio olistico. In accordo con questa visione, gli UNESCO Global Geoparks diffondono la conoscenza sulla geodiversità e la consapevolezza della sua importanza, promuovendo al contempo le migliori pratiche di conservazione, educazione, uso turistico del patrimonio geologico.

In Piemonte è presente il Sesia Val Grande Geopark, riconosciuto dall’ UNESCO come appartenente alla rete degli “Unesco Global Geopark”, per il quale la Legge regionale 06/10/2023, n. 23 contribuisce attraverso apposite risorse alla sua valorizzazione.

Il Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark si sviluppa nel settore nord occidentale delle Alpi piemontesi al confine con la Svizzera. Il suo territorio, che comprende circa 90 comuni, è molto vasto (oltre 2000 km2) e articolato e risente dei condizionamenti geologici imposti dalla struttura delle Alpi e dell’azione di diversi agenti di modellamento, che hanno dato forma alla catena alpina e al territorio pedemontano.
Dal punto di vista geologico, il geoparco piemontese comprende un’associazione di rocce provenienti da più ambienti, posti a diverse profondità nel nostro pianeta: dalle rocce eruttive della caldera dell’antico Supervulcano del Sesia ai plutoni dei graniti dei laghi formatisi nella crosta intermedia; dai complessi gabbrici stratificati della crosta profonda fino alle peridotiti del mantello, ora affioranti in superficie lungo la Val Sesia e la valle del Toce (fig. 1).

Tutto ciò parla degli sconvolgenti  processi geologici che hanno preceduto e poi determinato la formazione della catena alpina. Una geodiversità che racconta una storia di oltre 300 milioni di anni, in cui le forme delle montagne, delle valli e della zona pedemontana parlano anche dei cambiamenti climatici (passati e presenti) e dei loro effetti sul paesaggio, dalle glaciazioni al riscaldamento globale.

Le attività del Geoparco nel 2025 hanno consolidato il suo ruolo strategico nella valorizzazione e promozione della geodiversità e dello sviluppo sostenibile, ben oltre i confini regionali: dalla partecipazione a iniziative di rilievo nazionale e internazionale, come la fiera “Il Viaggio nei Geoparchi” nell’ambito di Biodiversa a Gravina di Puglia e l’11ª Conferenza Internazionale dei Geoparchi Globali UNESCO in Cile, al contributo a progetti di cooperazione scientifica e territoriale quali Interreg ITA-CH GeoNet e i programmi IGCP dell’UNESCO (tra cui CogeoCo e GEOFOOD), fino all’organizzazione di eventi di networking di respiro internazionale come “Un viaggio transfrontaliero nel cuore delle Alpi” (20-23 ottobre 2025), che ha riunito istituzioni, operatori e rappresentanti di geoparchi europei.

Parallelamente, il Geoparco ha rafforzato le attività di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici sul suo territorio, partecipando all’iniziativa “Climbing for Climate” (CFC7) su ghiacciai e comunità del Monte Rosa (fig. 2) e alle celebrazioni dell’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, oltre a contribuire alla ricerca e al dibattito scientifico con presentazioni all’Assemblea Generale dell’Unione Europea di Geoscienze (EGU) a Vienna. Tali azioni, integrate con numerose attività didattiche, turistiche e promozionali sul territorio, confermano la qualità del lavoro svolto e la piena coerenza con gli standard UNESCO, rafforzando il posizionamento del Geoparco all’interno della rete globale.

Figura 1. Carta geologica del Sesia Val Grande Global Geopark
Figura 2. Il gruppo CFC7 incontra le autorità locali, il Ministro Giorgetti e l’assessore regionale Marnati durante le celebrazioni del millennio della comunità di Otro (Alagna, Geoparco UNESCO Sesia Val Grande).
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Un geoparco è un ente che gestisce e valorizza il patrimonio geologico, promuovendone la visibilità e la fruizione tramite il geoturismo, in modo da favorire lo sviluppo economico del suo territorio. I visitatori possono approfondire le proprie conoscenze sull’ambiente locale, sia in autonomia che attraverso visite guidate.
I geoparchi non sono solo “musei a cielo aperto”: secondo le direttive dell’UNESCO, sono anche veri e propri laboratori per lo sviluppo sostenibile, che promuovono il patrimonio geologico e la sostenibilità delle comunità locali, con un approccio olistico. In accordo con questa visione, gli UNESCO Global Geoparks diffondono la conoscenza sulla geodiversità e la consapevolezza della sua importanza, promuovendo al contempo le migliori pratiche di conservazione, educazione, uso turistico del patrimonio geologico.

In Piemonte è presente il Sesia Val Grande Geopark, riconosciuto dall’ UNESCO come appartenente alla rete degli “Unesco Global Geopark”, per il quale la Legge regionale 06/10/2023, n. 23 contribuisce attraverso apposite risorse alla sua valorizzazione.

Il Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark si sviluppa nel settore nord occidentale delle Alpi piemontesi al confine con la Svizzera. Il suo territorio, che comprende circa 90 comuni, è molto vasto (oltre 2000 km2) e articolato e risente dei condizionamenti geologici imposti dalla struttura delle Alpi e dell’azione di diversi agenti di modellamento, che hanno dato forma alla catena alpina e al territorio pedemontano.
Dal punto di vista geologico, il geoparco piemontese comprende un’associazione di rocce provenienti da più ambienti, posti a diverse profondità nel nostro pianeta: dalle rocce eruttive della caldera dell’antico Supervulcano del Sesia ai plutoni dei graniti dei laghi formatisi nella crosta intermedia; dai complessi gabbrici stratificati della crosta profonda fino alle peridotiti del mantello, ora affioranti in superficie lungo la Val Sesia e la valle del Toce (fig. 1).

Tutto ciò parla degli sconvolgenti  processi geologici che hanno preceduto e poi determinato la formazione della catena alpina. Una geodiversità che racconta una storia di oltre 300 milioni di anni, in cui le forme delle montagne, delle valli e della zona pedemontana parlano anche dei cambiamenti climatici (passati e presenti) e dei loro effetti sul paesaggio, dalle glaciazioni al riscaldamento globale.

Le attività del Geoparco nel 2025 hanno consolidato il suo ruolo strategico nella valorizzazione e promozione della geodiversità e dello sviluppo sostenibile, ben oltre i confini regionali: dalla partecipazione a iniziative di rilievo nazionale e internazionale, come la fiera “Il Viaggio nei Geoparchi” nell’ambito di Biodiversa a Gravina di Puglia e l’11ª Conferenza Internazionale dei Geoparchi Globali UNESCO in Cile, al contributo a progetti di cooperazione scientifica e territoriale quali Interreg ITA-CH GeoNet e i programmi IGCP dell’UNESCO (tra cui CogeoCo e GEOFOOD), fino all’organizzazione di eventi di networking di respiro internazionale come “Un viaggio transfrontaliero nel cuore delle Alpi” (20-23 ottobre 2025), che ha riunito istituzioni, operatori e rappresentanti di geoparchi europei.

Parallelamente, il Geoparco ha rafforzato le attività di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici sul suo territorio, partecipando all’iniziativa “Climbing for Climate” (CFC7) su ghiacciai e comunità del Monte Rosa (fig. 2) e alle celebrazioni dell’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, oltre a contribuire alla ricerca e al dibattito scientifico con presentazioni all’Assemblea Generale dell’Unione Europea di Geoscienze (EGU) a Vienna. Tali azioni, integrate con numerose attività didattiche, turistiche e promozionali sul territorio, confermano la qualità del lavoro svolto e la piena coerenza con gli standard UNESCO, rafforzando il posizionamento del Geoparco all’interno della rete globale.

Figura 1. Carta geologica del Sesia Val Grande Global Geopark
Figura 2. Il gruppo CFC7 incontra le autorità locali, il Ministro Giorgetti e l’assessore regionale Marnati durante le celebrazioni del millennio della comunità di Otro (Alagna, Geoparco UNESCO Sesia Val Grande).
Anno
2026

VIA - VAS - Strumenti ed indicazioni operative

Sul sito web regionale "Valutazioni ambientali", sezione "Strumenti e indicazioni operative VIA-VAS", è possibile consultare la seguente documentazione:

  • Legge regionale n. 13/2023 - tabella di corrispondenza categorie progettuali: la tabella facilita la lettura delle categorie progettuali per la VIA, evidenziando la corrispondenza tra le categorie progettuali previste dal d.lgs.152/2006, dalla l.r. 40/1998 abrogata e dalla nuova l.r. 13/2023
  • Indicazioni operative per la redazione del Rapporto ambientale nei processi di valutazione ambientale degli strumenti urbanistici (DD 30 novembre 2022, n. 701)
  • Modello DGR per il Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR)
  • Flussi relativi ai procedimenti di Valutazione Ambientale: diagrammi che rappresentano in modo sintetico i procedimenti di valutazione ambientale, alla luce anche delle recenti modifiche normative
  • Analisi procedimenti Task Force PNRR
  • Linee guida di riferimento

I contenuti della sezione sono finalizzati ad esemplificare, mettere a sistema, chiarire e facilitare lo svolgimento dei procedimenti di VIA e di VAS, fermo restando che il riferimento ufficiale e formale è costituito esclusivamente dall’apparato normativo vigente. 

Inoltre, nella Sezione “Studi e indagini di settore” del Portale nazionale delle valutazioni e autorizzazioni ambientali VAS-VIA-AIA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sono consultabili numerosi documenti tecnici di livello internazionale e nazionale a carattere metodologico e/o settoriale utili ai proponenti che devono intraprendere una procedura di VIA o di VAS ma anche a chiunque sia interessato ad approfondire il tema delle valutazioni ambientali nei suoi diversi aspetti. 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Sul sito web regionale "Valutazioni ambientali", sezione "Strumenti e indicazioni operative VIA-VAS", è possibile consultare la seguente documentazione:

  • Legge regionale n. 13/2023 - tabella di corrispondenza categorie progettuali: la tabella facilita la lettura delle categorie progettuali per la VIA, evidenziando la corrispondenza tra le categorie progettuali previste dal d.lgs.152/2006, dalla l.r. 40/1998 abrogata e dalla nuova l.r. 13/2023
  • Indicazioni operative per la redazione del Rapporto ambientale nei processi di valutazione ambientale degli strumenti urbanistici (DD 30 novembre 2022, n. 701)
  • Modello DGR per il Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR)
  • Flussi relativi ai procedimenti di Valutazione Ambientale: diagrammi che rappresentano in modo sintetico i procedimenti di valutazione ambientale, alla luce anche delle recenti modifiche normative
  • Analisi procedimenti Task Force PNRR
  • Linee guida di riferimento

I contenuti della sezione sono finalizzati ad esemplificare, mettere a sistema, chiarire e facilitare lo svolgimento dei procedimenti di VIA e di VAS, fermo restando che il riferimento ufficiale e formale è costituito esclusivamente dall’apparato normativo vigente. 

Inoltre, nella Sezione “Studi e indagini di settore” del Portale nazionale delle valutazioni e autorizzazioni ambientali VAS-VIA-AIA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sono consultabili numerosi documenti tecnici di livello internazionale e nazionale a carattere metodologico e/o settoriale utili ai proponenti che devono intraprendere una procedura di VIA o di VAS ma anche a chiunque sia interessato ad approfondire il tema delle valutazioni ambientali nei suoi diversi aspetti. 

Priorità
V4 - Valutazioni
Anno
2026

Valutazione Ambientale Strategica (VAS)

Priorità
Anno
2026

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è uno strumento finalizzato a garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione, dell'adozione e approvazione di piani e programmi assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile. 

La VAS rappresenta, quindi, un supporto alla pianificazione finalizzato a consentire, durante l’iter decisionale, la ricerca e l’esame di alternative sostenibili e soluzioni efficaci dal punto di vista ambientale e la verifica delle ipotesi programmatiche, mediando e sintetizzando obiettivi di sviluppo socioeconomico e territoriale ed esigenze di sostenibilità ambientale.

La valutazione degli effetti di piani e programmi sull'ambiente è stata introdotta a livello europeo dalla Direttiva 2001/42/CE, recepita in Italia con il d.lgs. 152/2006 "Norme in materia ambientale", oggetto di numerose modifiche nel corso degli anni. 

A livello regionale il riferimento normativo è la legge regionale n. 13/2023 “Nuove disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica, valutazione di impatto ambientale e autorizzazione ambientale integrata”. 

In base alla tipologia e alla localizzazione del piano/programma, la competenza della procedura è assegnata allo Stato, alla Regione o agli Enti locali. 

Sul sito web istituzionale è possibile accedere:  

I soggetti coinvolti e le principali fasi della VAS 

Sotto sottoposti a VAS tutti i piani e i programmi elaborati per la valutazione e gestione della qualità dell’aria, per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o delle destinazioni dei suoli.

I soggetti coinvolti nel processo di VAS sono:

  • autorità competente: la pubblica amministrazione cui compete l'elaborazione del parere motivato di VAS
  • autorità procedente: la pubblica amministrazione che elabora il piano/programma o, nel caso in cui il piano/programma sia predisposto da un diverso soggetto pubblico o privato, è la pubblica amministrazione che recepisce, adotta o approva il piano/programma
  • soggetti competenti in materia ambientale: le pubbliche amministrazioni o gli enti pubblici che per le loro specifiche competenze o responsabilità in campo ambientale possono essere interessate agli impatti sull’ambiente dovuti all’attuazione dei piani o programmi
  • pubblico: uno o più persone fisiche o giuridiche nonché, ai sensi della legislazione vigente, le associazioni, le organizzazioni o i gruppi di tali persone.

La valutazione ambientale strategica è un processo che comporta lo svolgimento delle seguenti fasi:

  • fase di screening (verifica di assoggettabilità): processo attivato nei casi previsti dalla legge allo scopo di valutare se un piano o programma, o sua modifica, possa avere effetti significativi sull'ambiente e quindi sia da assoggettare alla procedura di VAS;
  • fase di scoping: preliminare all’elaborazione del Rapporto Ambientale (RA), è una fase di consultazione tra Autorità Procedente e Autorità Competente per definire portata e livello di dettaglio delle informazioni da includere nel rapporto ambientale;
  • redazione del rapporto ambientale: fase nella quale è elaborato il documento contenente tutte le informazioni necessarie per la VAS;
  • consultazioni: i documenti elaborati sono messi a disposizione sia dei soggetti con competenze ambientali (SCA) sia del pubblico;
  • valutazione del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni: si conclude con l'espressione del parere motivato da parte dell’Autorità Competente;
  • decisione e informazione: è la fase di approvazione del piano da parte dell'autorità procedente e la relativa pubblicazione;
  • monitoraggio degli effetti ambientali del piano o del programma: è effettuato dall’Autorità Procedente in collaborazione con l’Autorità Competente anche avvalendosi del Sistema delle Agenzie Ambientali e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Rapporto tra VAS e VIA

L’art. 10 del d.lgs. 152/2006 disciplina il coordinamento tra le procedure di VIA e VAS. In particolare, stabilisce che le analisi da prevedere nello Studio di Impatto Ambientale devono tener conto delle eventuali valutazioni effettuate e degli indirizzi definiti nell’ambito delle Valutazioni Ambientali Strategiche di piani/programmi di riferimento per l’opera sottoposta a VIA.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Valutazione d'impatto ambientale (VIA)

Priorità
Anno
2026

Nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale sono individuati e analizzati tutti gli impatti che le fasi di realizzazione, esercizio ed eventuale dismissione di un’opera in progetto potrebbero generare sulle componenti ambientali del territorio interferito. La rilevanza degli impatti e la loro mitigabilità non dipendono solo dalla tipologia progettuale ma anche dalla fase di “vita” del progetto considerata (cantiere, esercizio o dismissione) e dalle caratteristiche del territorio in cui si inserisce l’opera.

La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è uno tra i primi strumenti adottati in vista della tutela dell’ambiente e costituisce indubbiamente un tassello fondamentale in vista dello sviluppo sostenibile.

Sul sito web istituzionale è possibile accedere: 

La Valutazione di Impatto Ambientale è un processo che ha l’obiettivo di individuare, descrivere e valutare, in via preventiva la realizzazione delle opere, gli effetti diretti e indiretti di un progetto sull’ambiente e sulla salute umana. Essa ha la finalità di assicurare che l'attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse e della salvaguardia della biodiversità.

La VIA si basa sul principio dell’azione preventiva, in base al quale la migliore politica consiste nell’evitare o minimizzare gli impatti ambientali delle opere prima della loro realizzazione, anziché ostacolare o tentare di mitigarne successivamente gli effetti.
I concetti base della Valutazione di Impatto Ambientale sono stati introdotti in Europa nel 1985 con l’emanazione da parte della Comunità Europea della Direttiva 337/85/CEE.
La direttiva VIA del 1985 è stata modificata cinque volte, nel 1997, nel 2003, nel 2009, nel 2011 e nel 2014.

La Direttiva 2014/52/EU sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è una applicazione dei principi esposti nell'attuale art. 191 del trattato che istituisce la Comunità europea: “La politica della Comunità in materia ambientale è fondata sui principi della precauzione e dell'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio «chi inquina paga».”

La VIA è stata recepita in Italia con la Legge n. 349 dell’8 luglio 1986, che istituiva il Ministero dell’Ambiente e le norme in materia di danno ambientale. Con il D.P.C.M. 27 dicembre 1988 sono state pubblicate le Norme Tecniche per la redazione degli Studi di Impatto Ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità.

Con il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 viene riorganizzata la legislazione italiana in materia ambientale e si cerca di superare tutte le discrepanze con le direttive europee pertinenti. La VIA viene affrontata nella Parte II che si occupa anche della valutazione ambientale strategica (VAS) e dell’autorizzazione ambientale integrata (AIA). Dalla sua data di entrata in vigore (29 aprile 2006) ad oggi il Codice ha subito numerose modifiche ed integrazioni.

A livello regionale il riferimento normativo è la legge regionale n. 13/2023 “Nuove disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica, valutazione di impatto ambientale e autorizzazione ambientale integrata”.

Le procedure di VIA

La Valutazione di impatto Ambientale è una procedura finalizzata a individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali di un'opera, il cui progetto è sottoposto ad approvazione o autorizzazione. La valutazione si basa sia sulle informazioni fornite dal proponente del progetto, sia sulla istruttoria condotta dalle strutture della pubblica amministrazione (anche con il supporto tecnico di Arpa Piemonte), sia sulla partecipazione della cittadinanza e dei gruppi della società civile.
Nella valutazione di impatto ambientale sono valutati impatti ambientali diretti o indiretti, a breve o lungo termine, permanenti o temporanei, singoli o cumulativi. Tale valutazione è effettuata considerando i seguenti fattori ambientali, anche in correlazione tra di loro: popolazione e salute umana, biodiversità, territorio, suolo, acqua, aria e clima, beni materiali, patrimonio culturale, paesaggio. Negli impatti ambientali rientrano gli effetti derivanti dalla vulnerabilità del progetto a rischio di gravi incidenti o calamità pertinenti il progetto medesimo.

Il d.lgs. 152/2006 (Parte II – Titolo III) descrive le diverse tipologie di procedimenti afferenti alla Valutazione di impatto ambientale.
In particolare, la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA è definita come la procedura che deve essere attivata per “valutare, ove previsto, se progetti possono avere un impatto significativo e negativo sull’ambiente” e se devono essere sottoposti alla fase di VIA. Quindi può rappresentare una fase propedeutica alla VIA vera e propria. La normativa di riferimento stabilisce per quale tipologia di progetti è prevista la verifica di assoggettabilità alla VIA (nota anche come “screening”).
La normativa di riferimento stabilisce anche i casi in cui è obbligatoriamente prevista la procedura di valutazione di impatto ambientale. Rispetto allo screening, la VIA prevede un maggior livello di dettaglio delle informazioni che devono essere prodotte all’autorità competente.
Prima di attivarsi per la presentazione dell’istanza di Valutazione, il proponente deve elaborare lo studio di impatto ambientale (SIA), che rappresenta il documento principale riguardante gli aspetti ambientali e gli impatti del progetto. Il contenuto minimo per il SIA prevede:

  • una descrizione del progetto, comprese informazioni su ubicazione, dimensioni e caratteristiche;
  • una descrizione dei probabili effetti significativi del progetto sull'ambiente, sia in fase di realizzazione sia in fase di esercizio e di dismissione;
  • una descrizione delle misure previste per evitare, prevenire o ridurre e, possibilmente, compensare i probabili impatti ambientali significativi e negativi;
  • una descrizione delle alternative ragionevoli prese in esame dal proponente, adeguate al progetto ed alle sue caratteristiche specifiche, compresa l'alternativa zero, con indicazione delle ragioni principali alla base dell'opzione scelta, prendendo in considerazione gli impatti ambientali;
  • il progetto di monitoraggio dei potenziali impatti ambientali significativi e negativi derivanti dalla realizzazione e dall'esercizio del progetto.

Tutte le informazioni devono essere riassunte in una sintesi non tecnica per l’informazione del pubblico meno esperto. 

Nell’ambito delle Valutazioni Ambientali è importante favorire anche l’integrazione degli aspetti del cambiamento climatico, sia per garantire la mitigazione degli effetti dell'attuazione di piani e programmi e della realizzazione di opere, sia per individuare adeguate misure di adattamento. A tale proposito, la Strategia regionale sul Cambiamento climatico prevede una sezione dedicata al tema delle valutazioni ambientali nell’ambito degli “strumenti utili per indirizzare le azioni”.

Informazioni utili per l'integrazione del tema del cambiamento climatico nelle valutazioni ambientali sono disponibili nel "Portale sul Clima in Piemonte" di Arpa Piemonte.

Informazioni e risorse aggiuntive

Normativa in materia di VIA  https://www.regione.piemonte.it/web/normativa?tema=62

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Attività condotte nelle fasi emergenziali post-sisma e a supporto della ricostruzione nei territori colpiti

Implementazione del sistema Erikus-ric

Su richiesta dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione dei comuni dell'isola d'Ischia colpiti dall’evento sismico del 2017, al fine di sviluppare specifiche funzionalità necessarie per la gestione della delicata fase di ricostruzione (per approfondimenti si rimanda al video Erikus–ric), a seguito della frana del novembre 2022 che ha colpito l’isola, la Regione e Arpa Piemonte hanno collaborato con il Dipartimento di Protezione Civile e la Struttura Commissariale per l’organizzazione della campagna di rilevamento danni con la scheda AeDEI (Scheda di valutazione speditiva dell’impatto e rilevamento del Danno per edifici ordinari in emergenza Meteo-Idro-Geo). In particolare è stato adattato il sistema Erikus per l’archiviazione di tutti i dati della scheda AeDEI, ed è stato predisposto un web gis per la compilazione online della scheda stessa.
 

Archiviazione dei dati relativi agli edifici sottoposti a tutela

Nel sistema Erikus sono stati archiviati i dati relativi agli edifici soggetti a tutela per valenza culturale ricadenti nei comuni piemontesi della zona sismica 3S e 3, come prosecuzione delle attività informative e formative avviate nel 2019, in collaborazione con il Segretariato regionale del Mibact di Piemonte e Lombardia. Questa attività, condotta anche nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro con il Liceo Norberto Rosa di Bussoleno, ha comportato una raccolta di dati sull'edificato nella zona sismica 3, utilizzando la app predisposta da Arpa Piemonte su G3W-Suite.
 

Attività formative ed esercitative

Il sistema Erikus è stato utilizzato anche come strumento didattico innovativo, nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro tra gli Istituti scolastici e gli Uffici della Regione Piemonte, ha portato all’ulteriore acquisizione di dati geometrici e costruttivi dell’edificato in specifiche aree. La collaborazione, già sperimentata con vari istituti superiori a partire dall’anno scolastico 2017-2018, è proseguita negli anni successivi con il coinvolgimento complessivo di oltre 550 studenti.

Nel corso del 2025, la Regione ha organizzato alcune esercitazioni per la raccolta dati sull’edificato svolte in Piemonte con i rilevatori AeDES, sia sul campo che da remoto.

Nei giorni 17 e 18 ottobre 2025 la Regione ha collaborato con l’associazione di volontariato degli Ingegneri di Torino nell’organizzazione dell’esercitazione AeDEI Alpignano 2025 sul rischio idrogeologico. Il sistema Erikus è stato utilizzato per la gestione della funzione censimento danni del COC (Centro Operativo Comunale) e dai rilevatori per la compilazione delle schede AeDEI.

Sempre nel mese di ottobre 2025 è stato organizzato in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e le Regioni Liguria e Lombardia il primo corso 4b - Personale a supporto della funzione AGI, nell’ambito del quale è stato utilizzato anche il sistema Erikus per la gestione della Funzione Censimento Danni.

Tutte le attività si sono svolte con la collaborazione del gruppo Erikus dei volontari del Coordinamento Regionale ed utilizzando l’app predisposta da Arpa Piemonte su G3W-Suites.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Implementazione del sistema Erikus-ric

Su richiesta dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione dei comuni dell'isola d'Ischia colpiti dall’evento sismico del 2017, al fine di sviluppare specifiche funzionalità necessarie per la gestione della delicata fase di ricostruzione (per approfondimenti si rimanda al video Erikus–ric), a seguito della frana del novembre 2022 che ha colpito l’isola, la Regione e Arpa Piemonte hanno collaborato con il Dipartimento di Protezione Civile e la Struttura Commissariale per l’organizzazione della campagna di rilevamento danni con la scheda AeDEI (Scheda di valutazione speditiva dell’impatto e rilevamento del Danno per edifici ordinari in emergenza Meteo-Idro-Geo). In particolare è stato adattato il sistema Erikus per l’archiviazione di tutti i dati della scheda AeDEI, ed è stato predisposto un web gis per la compilazione online della scheda stessa.
 

Archiviazione dei dati relativi agli edifici sottoposti a tutela

Nel sistema Erikus sono stati archiviati i dati relativi agli edifici soggetti a tutela per valenza culturale ricadenti nei comuni piemontesi della zona sismica 3S e 3, come prosecuzione delle attività informative e formative avviate nel 2019, in collaborazione con il Segretariato regionale del Mibact di Piemonte e Lombardia. Questa attività, condotta anche nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro con il Liceo Norberto Rosa di Bussoleno, ha comportato una raccolta di dati sull'edificato nella zona sismica 3, utilizzando la app predisposta da Arpa Piemonte su G3W-Suite.
 

Attività formative ed esercitative

Il sistema Erikus è stato utilizzato anche come strumento didattico innovativo, nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro tra gli Istituti scolastici e gli Uffici della Regione Piemonte, ha portato all’ulteriore acquisizione di dati geometrici e costruttivi dell’edificato in specifiche aree. La collaborazione, già sperimentata con vari istituti superiori a partire dall’anno scolastico 2017-2018, è proseguita negli anni successivi con il coinvolgimento complessivo di oltre 550 studenti.

Nel corso del 2025, la Regione ha organizzato alcune esercitazioni per la raccolta dati sull’edificato svolte in Piemonte con i rilevatori AeDES, sia sul campo che da remoto.

Nei giorni 17 e 18 ottobre 2025 la Regione ha collaborato con l’associazione di volontariato degli Ingegneri di Torino nell’organizzazione dell’esercitazione AeDEI Alpignano 2025 sul rischio idrogeologico. Il sistema Erikus è stato utilizzato per la gestione della funzione censimento danni del COC (Centro Operativo Comunale) e dai rilevatori per la compilazione delle schede AeDEI.

Sempre nel mese di ottobre 2025 è stato organizzato in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e le Regioni Liguria e Lombardia il primo corso 4b - Personale a supporto della funzione AGI, nell’ambito del quale è stato utilizzato anche il sistema Erikus per la gestione della Funzione Censimento Danni.

Tutte le attività si sono svolte con la collaborazione del gruppo Erikus dei volontari del Coordinamento Regionale ed utilizzando l’app predisposta da Arpa Piemonte su G3W-Suites.

Anno
2026